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Inviato

da che mondo è mondo, chi si stacca ha sempre la bronchite/mal di gola/problemi di respirazione, ecc... pure Quintana aveva detto lo stesso dopo la crono.

 

Con questo non voglio dire che Poz o Quintana cerchino scuse, ma che in un GT di tre settimane, con le difese immunitarie a terra, è normale che tutti, chi più chi meno, abbiano di questi problemi. Che, immagino, avrà avuto qualche volta anche il dopatissimo Armstrong in almeno una tappa di montagna in uno dei suoi 7 Tour. Ma li ha vinti cmq...

 

ripeto, non per dare addosso a nessuno, ma solo per dire che i malanni fanno parte del gioco in quanto variabili assolutamente fisiologiche e che, al di là di casi clamorosi - mi viene in mente il cagotto di Basso sullo Stelvio 2005 - non hanno influenza sull'esito del Giro. Perché immagino che gli stessi problemi, a random, capitano anche a chi vince; solo che chi vince se lo tiene per sè per non comunicare agli avversari un suo eventuale punto debole, chi perde la ammette esplicitamente per minimizzare la sconfitta e lasciare intendere che, se gli passa, all'indomani può di nuovo tornare pericoloso.

Sì, sono d'accordo, tra l'altro la prestazione di ieri di Pozzovivo è anche abbastanza in linea col suo solito, quindi non penso di siano cause esterne che abbiano fatto il grosso... Però, sperando che a lui passi, magari agli altri viene in questa terza settimana... :) 

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Inviato

da che mondo è mondo, chi si stacca ha sempre la bronchite/mal di gola/problemi di respirazione, ecc... pure Quintana aveva detto lo stesso dopo la crono.

 

Con questo non voglio dire che Poz o Quintana cerchino scuse, ma che in un GT di tre settimane, con le difese immunitarie a terra, è normale che tutti, chi più chi meno, abbiano di questi problemi. Che, immagino, avrà avuto qualche volta anche il dopatissimo Armstrong in almeno una tappa di montagna in uno dei suoi 7 Tour. Ma li ha vinti cmq...

 

ripeto, non per dare addosso a nessuno, ma solo per dire che i malanni fanno parte del gioco in quanto variabili assolutamente fisiologiche e che, al di là di casi clamorosi - mi viene in mente il cagotto di Basso sullo Stelvio 2005 - non hanno influenza sull'esito del Giro. Perché immagino che gli stessi problemi, a random, capitano anche a chi vince; solo che chi vince se lo tiene per sè per non comunicare agli avversari un suo eventuale punto debole, chi perde la ammette esplicitamente per minimizzare la sconfitta e lasciare intendere che, se gli passa, all'indomani può di nuovo tornare pericoloso.

Ma sì, infatti, un po' è pretattica, poi in alcuni casi è effettivamente voglia di accampare scuse e basta. Tipo se a Giro finito uno sconfitto se ne esce dicendo che nella tappa 12 andò in crisi di fame per non essersi perfettamente alimentato viene un po' da sorridere, visto che il leader potrà elencare altrettanti momenti in cui se l'è vista brutta

 

Ma certamente tutti i corridori nelle 3 settimane passano momenti brutti, anche quelli che appaiono più inattaccabili: qualche anno fa (a debita distanza dai fatti, ben se ne guardò dal parlarne) Indurain raccontò di aver passato anche lui brutti momenti durante il Tour del 93, in balia del proprio intestino, e di essere riuscito a salvare la pelle per poco in una tappa molto dura.

 

Il discorso è contenere nelle giornate no (o nì, perché tale è stata quella di ieri per Pozzovivo), cosa riuscita a metà al lucano. La vera vittoria in una giornata del genere sarebbe stata almeno arrivare con la maglia rosa per uno che insegue e che giorno dopo giorno deve recuperare

Inviato

Allocchio ha dichiarato che la tappa è confermata. L'ultimo sopralluogo meteo-strade sarà domattina.

Per le ragioni sopra esposte anche da altri avrei preferito il contrario, comunque vediamo, se poi accidentalmente il Gerva e Quinziato decidessero di non prendere il via domattina non credo che a sto punto la corsa ne perderebbe (fossi nell'organizzazione pagherei per farli ritirare e farli accomodare fissi nel salotto del Processo alla tappa di qui a Trieste)

Inviato

Comunque non ha tutti i torti nel proprio commento Ravaioli. Ragione per cui mi spiego ancora meno la decisione di mantenere questa tappa, a meno che non sia previsto un grosso innalzamento delle temperature. Oggi c'era la possibilità di mettere una toppa a quello che continuo a vedere come un errore, e invece si persevera in un atteggiamento autolesionistico (per gli organizzatori, dal punto di vista di corridori come Gerva cambia poco, visto che tecnicamente non hanno più molto da dire in questa corsa)

Inviato

Piaccia o non piaccia la tappa di domani, è sacrosanto fare tutto il possibile per far disputare la tappa originaria: tanti corridori hanno impostato la stagione anche sulla base dei percorsi delle gare, e molti potrebbero aver scelto di correre in un certo modo sapendo di avere a disposizione una tappa come quella di domani. Cambiare il tracciato all'ultimo momento, a prescindere dal livello del tracciato originario e di quello alternativo, deve rimanere una soluzione da adottare solo in casi estremi, per questioni di regolarità prima che di spettacolo.

 

Il tutto anche soprassedendo sul fatto che la tappa di domani offre almeno la possibilità di provarci prima degli ultimi 5 km (non possiamo lamentarci del greggismo se poi non offriamo neanche l'opportunità di correre diversamente), mentre la seconda mi sembra la fiera dell'inutilità.

Inviato

Non so, Gigi, io penso che possiamo lamentarci del gregge visto ciò che offrivano tappe come Oropa o quella del Carpegna... però voglio lasciare una porta aperta e allora dico, facciamo sta tappa. Dico solo che cambiare avrebbe tolto molti alibi e Gerva e co. avrebbero trovato terreno meno fertile.

Lo dico perché a dispetto del gregge e di ciò che non ci piace, domani si disputerà una tappa di montagna, che al pari delle precedenti potrebbe avere dei giovani italiani fra i protagonisti, cosa che sta generando un interesse sopra la media degli ultimi anni anche nei non addetti ai lavori; perciò temo che se domani ci si trovasse in condizione di emergenza e l'alternativa non fosse più praticabile come estrema soluzione sarebbe un mezzo disastro per il rilancio di questo sport

Inviato

dico la mia ... nessuno è mai contento ...

 

lo scorso anno ci si è lamentati che le tappe dure sono state o annullate o modificate ... ci si lamenta dei percorsi facili ... ci si lamenta se si va in alto ... ci si lamenta se non ci si va ...

 

quella che per me è la più bella tappa di sempre è la seconda vittoria di Pantani ... la Merano - Aprica del Giro 1995, con Stelvio (salita e discesa), Mortirolo, Aprica e Santa Cristina ...

 

quando si va in quota il rischio neve c'è ... ricordo il Tour 1996 dove dovevano scalare Iseran, Galibier, Monginevro ed arrivare al Sestriere e invece fecero solo gli ultimi 40 chilometri ...

 

e poi  ... ragazzi ... quando il maltempo colpisce c'è poco da fare ... all'ultima Vuelta, in agosto, Basso e Samu Sanchez ritirati per ipotermia ...

Inviato

Non so, Gigi, io penso che possiamo lamentarci del gregge visto ciò che offrivano tappe come Oropa o quella del Carpegna... però voglio lasciare una porta aperta e allora dico, facciamo sta tappa. Dico solo che cambiare avrebbe tolto molti alibi e Gerva e co. avrebbero trovato terreno meno fertile.

Lo dico perché a dispetto del gregge e di ciò che non ci piace, domani si disputerà una tappa di montagna, che al pari delle precedenti potrebbe avere dei giovani italiani fra i protagonisti, cosa che sta generando un interesse sopra la media degli ultimi anni anche nei non addetti ai lavori; perciò temo che se domani ci si trovasse in condizione di emergenza e l'alternativa non fosse più praticabile come estrema soluzione sarebbe un mezzo disastro per il rilancio di questo sport

 

 

dico la mia ... nessuno è mai contento ...

 

lo scorso anno ci si è lamentati che le tappe dure sono state o annullate o modificate ... ci si lamenta dei percorsi facili ... ci si lamenta se si va in alto ... ci si lamenta se non ci si va ...

 

quella che per me è la più bella tappa di sempre è la seconda vittoria di Pantani ... la Merano - Aprica del Giro 1995, con Stelvio (salita e discesa), Mortirolo, Aprica e Santa Cristina ...

 

quando si va in quota il rischio neve c'è ... ricordo il Tour 1996 dove dovevano scalare Iseran, Galibier, Monginevro ed arrivare al Sestriere e invece fecero solo gli ultimi 40 chilometri ...

 

e poi  ... ragazzi ... quando il maltempo colpisce c'è poco da fare ... all'ultima Vuelta, in agosto, Basso e Samu Sanchez ritirati per ipotermia ...

 

però Diablo, la tappa che ricordi tu era stata corsa il 5 giugno, e 10 giorni in più in questa stagione, a 2.600 metri, fanno la differenza. Così come, purtroppo, il ciclismo contemporaneo non è paragonabile a quello di 10-15 anni fa. Ormai puoi anche disegnare la tappa più bella del mondo ma, oggi, più che il percorso, lo spettacolo di una tappa dipende dal suo posizionamento nell'arco delle tre settimane. E ormai mi appare evidente che fino all'ultimo fine settimana, nessuno rischia niente.

 

Per questo la penso come Ian - anche se Gigi ha ragione quando dice che non è serio, ogni anno, ridursi a questo balletto sul percorso che lascia nell'incertezza chi si prepara a questo Giro dall'inverno.

 

E per questo continuo a dire che il GT meglio disegnato degli ultimi anni è stato il Tour 2011: il quart'ultimo e il terz'ultimo giorno due tappe di montagna corte e senza un metro di pianura, che già di per sè incoraggiavano agli attacchil, ma che se si fossero fatte il week end prima non sarebbe cmq successo nulla. Invece, facendole a fine Tour e con in più lo spauracchio della crono il penultimo giorno, gli scalatori DOVEVANO per forza attaccare. E abbiamo visto il volo di Merdy sul Galibier e quel popo' di tappa esplosa già sulla prima salita il giorno dopo, con Contador, Evans e tutti gli altri.

  • Amministratori
Inviato

E' per questo che il Tour non propone più tapponi finali e che le due tappe pirenaiche sono tutto sommato non banali ma nemmeno troppo complicate in modo da scoraggiare attacchi nelle precedenti. 

 

Ed è per questo che sostengo che al posto di concentrare 6 tappe di montagna in 9 giorni il giro avrebbe fatto meglio a distribuirle 1 nella prima settimana, 2 nella seconda e 3 nella terza.

Inviato (modificato)

E per questo continuo a dire che il GT meglio disegnato degli ultimi anni è stato il Tour 2011: il quart'ultimo e il terz'ultimo giorno due tappe di montagna corte e senza un metro di pianura, che già di per sè incoraggiavano agli attacchil, ma che se si fossero fatte il week end prima non sarebbe cmq successo nulla. Invece, facendole a fine Tour e con in più lo spauracchio della crono il penultimo giorno, gli scalatori DOVEVANO per forza attaccare. E abbiamo visto il volo di Merdy sul Galibier e quel popo' di tappa esplosa già sulla prima salita il giorno dopo, con Contador, Evans e tutti gli altri.

Bravo, peraltro la condizione che la tappa sia corta per me non è nemmeno necessaria...per dire, la tappa del Galibier di Merdy era 200 km o giù di lì mi pare (quella del giorno dopo molto più corta ma importa poco, perché penso che avrebbe avuto uno sviluppo simile, ma forse effetti diversi con 50 km in più, anche solo di fondovalle)

 

Poi si sa che Stelvio e Gavia sono a rischio... lo sono sempre in questo periodo, e i 10 giorni in più o in meno contano, ma relativamente. Abbiamo avuto annate come il 2005 dove lo Stelvio s'è scalato senza problemi il 20 maggio e nello stesso anno che citate voi, una settimana dopo lo Stelvio, non è stato possibile scalare il Colle dell'Agnello. Però a me pare un rischio mettere ben 2 over 2500 in una tappa, nel senso che si fa dipendere tutto dal passaggio su 2 cime a rischio praticamente costante

Modificato da ian
Inviato

il problema dell'annullamento non si pone. Sono pronto a scommetterci che se non cambieranno il percorso contro la volontà del gruppo allora lo faranno a passo di gregge fino alla salita finale. E non mi aspetto molto dalla tappa se non negli ultimi 4 km dove c'è peraltro un bel falsopiano.

Inviato

Paolini scrive che è pericoloso fare la discesa se c'è sottozero, anche se non nevica. Datemi Torriani, subito.

Torriani e Zomegnan asd.gif

Loro sì che lo convincerebbero.

Inviato

Paolini scrive che è pericoloso fare la discesa se c'è sottozero, anche se non nevica. Datemi Torriani, subito.

Torriani che fece tagli notevoli tra cui lo stelvio consegnando un Giro a Moser. Te lo darei veramente Torriani
Inviato

Sarò sicuramente in controtendenza qua dentro, ma io preferisco la tappa originale. Il terreno c'è e eccome per fare l'impresa (chilometraggio simile all'Alpe d'Huez 2011, una delle tappe più emozionanti), però bisogna avere coraggio per farlo. Non bisogna avere gambe perchè ce le hanno, c'è stato il giorno di riposo e la tappa seguente è pianeggiante, quindi ingrana il rapporto e vai!

  • Amministratori
Inviato

Ovviamente se il problema fosse la cima dello stelvio credo si possa tranquillamente fare l'Umbrail invece di amputare tutta la tappa..... meglio una tappa con Umbrail e Val Martello che col Castrin lontanissimo dall'arrivo. Preferisco nettamente la tappa originale al piano B, non fosse altro per la poca pianura tra le salite.

Inviato

Quella di domani sarà una tappa dove il gruppo si spaccherà già sul gavia.Ricordatela 2 tappa pirenaica cosa successe .Questo perché vi erano salite dopo 20 km e non erano nemmeno difficili.Quest'anno c'è una salita lunga e dura già all'inizio ed è sul gavia che dovrà partire la fuga il ritmo sarà altissimo e per questo il gruppo principale in cima sarà composto da massimo 15 persone.

La tappa si deve fare le strade sono pulite di cosa si sta parlando.

Inviato (modificato)

Merdy attaccò perché avendo il fratello potevano giocare di squadra. 

Be' per una volta diamo anche merito a Merdy, in fondo quanti avrebbero potuto giocare di squadra in questi anni, senza contare le alleanze che si trovano sulla strada? Senz'altro poté contare su un diversivo e (soprattutto) sulla squadra più forte, però quel giorno ebbe dei meriti (solo quel giorno perché ad esempio sui Pirenei fu, come quasi tutti gli altri, attendista al punto da risultare irritante)

Però nella condizione degli Schleck lo scorso anno si sono ritrovati anche i Movistar e che hanno combinato?

 

Tornando invece a domani, fossi in Basso comincerei a scaldarmi adesso perché uno come lui se no domani, tappa cortissima e salita pronti-via, vedrà le streghe, più di quanto non stia già accadendo.

 

PS: tutto ciò ammesso che facciano la tappa perché se no Basso può dormire tranquillo fino a 5 minuti prima della partenza

Modificato da ian
Inviato (modificato)

Merdy attaccò perché avendo il fratello potevano giocare di squadra. 

 

questo è vero, ciò non toglie che ne venne fuori una tappa bellissima. Poi è vero che concentrare le tappe più difficili alla fine di un GT castra lo spettacolo nelle tappe precedenti ma siccome ormai, a quanto pare, questo è un fenomeno irreversibile (dico il greggiume perenne sulle montagne) allora tanto vale rassegnarsi all'andazzo di riservare per il finale le difficoltà maggiori (in questo modo, in fondo, si preserva la valenza tecnica della corsa di 3 settimane - e la corsa rimane interessante, se non per lo spettacolo, quantomeno per la classifica corta) ma almeno che le ultime tappe siano disegnate in modo da esplodere da lontano! e quindi, appunto, ben vengano gli Stelvio e i Gavia alla 19.a-20.a tappa, mentre gli Angliru e gli Zoncolan, che per loro stessa natura inibiscono dall'attaccare prima, tanto varrebbe averli alla 15.a-16.a

 

 

Tornando invece a domani, fossi in Basso comincerei a scaldarmi adesso perché uno come lui se no domani, tappa cortissima e salita pronti-via, vedrà le streghe, più di quanto non stia già accadendo.

 

fossi in Basso, più che iniziare a scaldarmi, penserei a PARTIRE già adesso con qualche ora di vantaggio, se no non vedo come possa essere competitivo nel finale :D

Modificato da smec-easyjet

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