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FrancescoGrassi

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  1. Confermo la partecipazione, ovviamente. fgrassi98.fg40@gmail.com
  2. Tappa 1: La Spezia - Porto Venere 25 km CRONACA Subito successo italiano nell'80esima edizione del Giro dell'Appennino. La crono viene infatti vinta da Learco Guerra, autore di una prova eccellente che gli ha permesso di vincere con buon margine su tutti gli avversari. Sul podio con lui salgono Fabian Cancellara e Antonin Magne, con quest'ultimo in particolare che ha tenuto a lungo la leadership, prima di cedere all'italiano. La crono era interessante anche perché avrebbe stabilito le gerarchie con le quali i big si troveranno a battagliare nelle tappe più complicate. Il vincitore della sfida è stato Fausto Coppi, che ha chiuso quinto, staccato di 26'' da Guerra, ma sopravanzando tutti i suoi diretti avversari, a partire da Indurain che ha chiuso a 31''. Hanno deluso le attese in maniera imbarazzante i due capitani della Legnano, Binda e Bartali, in contraltare con la gioia per la vittoria di tappa. Se Binda si è comunque destreggiato benino, chiudendo 43esimo a 1'45'', decisamente peggio è andata a Bartali, che ha perso la bellezza di 2'31'', finendo addirittura dietro a Pantani, che invece si è difeso bene, viste le aspettative. Domani, probabilmente, la classifica sarà già sottoposta a cambiamenti radicali: si affrontano infatti 175 chilometri da Riomaggiore a Montecatini, con finale di tappa sul duro strappo di Montecatini Alto. Sarà interessante capire se la battaglia inizierà dal Monte Serra, o se ci si riserverà per il finale, conservando energie per le due tappe dure finali. Classifica di tappa e generale 1 Learco Guerra LEGNANO 32'09 2 Fabian Cancellara MAPEI + 16 3 Antonin Magne MERCIER + 19 4 Lucien Petit Breton AUTOMOTO + 24 5 Fausto Coppi BIANCHI + 26 6 Miguel Indurain BANESTO + 31 7 Felice Gimondi BIANCHI + 32 8 Ferdinand Kubler PEUGEOT + 39 9 Tony Martin T MOBILE + 43 10 Giuseppe Olmo BIANCHI s.t.
  3. La startlist del primo Giro dell'Appennino a tappe, disegnato da @dg1107:
  4. E' arrivato il momento di ripartire. Si ripartirà dalle corse dell'ultimissima edizione del piccolo Zome che hanno visto come vincitore Pincoletto, e volevo aggiungere un piccolo cavillo giusto per rendere appena appena più interessante la cosa. In pratica si tratta di implementare dei punteggi in modo tale da stilare una classifica individuale e a squadre, e chi tra voi volesse potrebbe scegliere una delle squadre in modo tale da stabilire, al contempo, anche una classifica tra gli utenti. L'impegno sarebbe assolutamente minimo, basta solo scegliere la propria squadra. Nella prima pagina trovate le 18 squadre tra cui scegliere, naturalmente non complete, e qualche post più sotto i valori di tutti i corridori presenti nel Database, in modo da ponderare la scelta nella maniera più completa possibile. Si dovrebbe partire dal primo contest di selezione di quest'anno, i cui 5 tracciati sono presentati a questo link: Spero che partecipiate, la story si rimetterà in moto a breve, spero con un seguito ampio.
  5. Tra l'altro molti dei big hanno necessità di muoversi perché hanno distacchi già elevati. La prima settimana è stata terribile per molti, a parte forse i primi 4 della generale.
  6. Tappa 8: Antequera > Fuensanta de Martos Tappa dura e ricca di saliscendi che anticipa il grande arrivo alla Sierra Nevada. Punti focale sicuramente il Puerto de Alhucena, ascesa ripidissima che potrebbe scremare notevolmente il plotone, e l'ultimo GPM dell'Alto del Espinar. Anche oggi fuga lanciata con relativa tranquillità. All'attacco vanno Tiralongo (Astana), Mercado (Banesto) e Guerini (T Mobile). Nonostante siano in 3, la frazione potrebbe ben prestarsi ad una fuga da lontano riuscita, e dunque sin da subito varie squadre lavorano per non perdere troppo terreno, con il vantaggio che oscilla sui 2'30''/3'. Tiralongo vince il TV di Lucena, poco prima che dal gruppo esca fuori Roberto Visentini, che tenta e riesce a riagganciare la fuga all'imbocco del Puerto del Mojon, prima ascesa di giornata. Ancora una volta passa Tiralongo davanti a tutti, mentre il gruppo affronta la salita con un'andatura tranquilla. I fuggitivi arrivano a 3'24'' di massimo vantaggio sull'ascesa di Cuesta Blanca, dove Visentini inizia a mettere in difficoltà i suoi compagni di avventura. Sull'ascesa dell'Alto de Caserias (vinto da Guerini) il gruppo inizia a perdere pezzi sempre più rapidamente, avvicinandosi a quello che in pratica è il punto focale della tappa: l'ascesa del Puerto de Alhucena. L'ascesa viene affrontata con un passo indiavolato che mette in croce tutti, gruppo che rimane forte di 40 unità prima che rientrino in 30. Intanto Visentini è l'unico ex fuggitivo rimasto all'attacco, e imbocca l'Alto de Noguerones tutto solo. Qui però l'Alcyon impone un netto cambio di ritmo, che riporta Visentini in gruppo proprio allo scollinamento, riuscendo comunque a vincere il GPM. Un gruppo di 43 unità si avvia quindi ad imboccare l'Alto del Espinar, salita decisiva di giornata. Il primo a muoversi è Nicolas Frantz, che frantuma il gruppo con un'azione pazzesca, andando via coi soli Gaul e Bahamontes. Allo scollinamento hanno 59'' di vantaggio su Belloni, Hinault e Bobet, non brillantissimi, e via via distacchi maggiori su tutti gli altri uomini di classifica. Gaul imposta la discesa a tutta per guadagnare tempo, quando sulla carta l'uomo più veloce è il suo connazionale Frantz. Il corridore dell'Alcyon parte da dietro, e per gli altri 2 non c'è nulla da fare. Nicolas Frantz si aggiudica l'ottava tappa della Vuelta. Lo sprint per il quarto posto lo vince Belloni su Hinault, poi via via tutti gli altri alla spicciolata. L'ascesa alla Sierra Nevada poteva bloccare la corsa, e invece ancora una volta è stata lotta tra i big. Il più felice è sicuramente Frantz, che risale sul podio provvisorio a 42'' da Bobet e prende anche la maglia verde. Premiata invece la super fuga di Visentini, che da oggi è il nuovo detentore della maglia a pois.
  7. Tappa 7: Ronda > Malaga Frazione da velocisti, almeno sulla carta. Ma gli ultimi 35 chilometri della Ronda > Malaga presentano due ascese piuttosto impegnative, che potrebbero tagliare fuori molti sprinter puri a vantaggio di chi invece digerisce meglio le pendenze, anche elevate. Dopo il primo arrivo in salita la battaglia per la fuga è piuttosto ridotta, e si staccano, lungo le facili rampe del Puerto del Madrono, solo 2 corridori: Van Schil (Molteni) e Anderson (Peugeot). Il loro vantaggio è 3'50 allo scollinamento sul GPM, vinto da Anderson. In gruppo andatura piuttosto pacifica, solo Lehmann (T Mobile) si incarica di tenere i fuggitivi a portata cronometrica. Al termine della discesa, entra in gioco anche la Ignis, col vantaggio che sale fino a 6'08'' ai -100, per poi iniziare a decrescere. Allo sprint intermedio di Marbella, ai -70, passa davanti Van Schil senza volata, poi in gruppo si scatena battaglia con 5 velocisti a giocarsi il terzo posto, ed è Zabel che passa terzo. Sul GPM dell'Alto de Mijas forcing della Mercier che allunga estremamente il gruppo, pur non riducendo il margine dai fuggitivi, con Anderson che nel frattempo ha staccato Van Schil ed è andato via tutto solo. Il corridore australiano affronta l'ascesa di Benalmadena con ancora 2' di vantaggio sul gruppo. Alla fine dell'ascesa però l'Alcyon manda davanti Lapize. La sua andatura ha due effetti: abbattere il vantaggio di Anderson, stanco dalla lunga fuga; e in secondo luogo spaccare il gruppo che rimane forte di appena 64 unità. Lapize peraltro poteva essere una buona scelta per la volata, data la sua estrema resistenza su questi tracciati, ma evidentemente il capitano è Darrigade. Infatti il treno viene formato proprio per il velocista francese, e la forte andatura impressa dai compagni demolisce il gruppo, lasciando 4 corridori davanti e 23 dietro ad inseguire. Al momento di partire, però, Darrigade esita e viene superato in tromba da Van Steenbergen e Zabel. Il cambio di marcia nel finale gli vale solo il terzo posto dietro i due mostri, con Zabel che si aggiudica una tappa ben poco adatta alle sue caratteristiche. DIetro intanto gruppo distrutto, arrivano solo in 30 col gruppo del vincitore: tra le defezioni eccellenti Bahamontes che perde 2'45''.
  8. Tappa 6: Jerez > Gaucin Tappa tipicamente spagnola che si incentra sull'impegnativa ascesa finale, con un paio di salite a punteggiare una frazione che dovrebbe vedere distacchi abbastanza scarni. Nel giorno del primo arrivo in salita fuga che stenta a partire. Sono tanti i corridori che cercano di andare, con Dhanaens che prova per ben 4 volte ma alla fine rimane fuori dalla fuga, che risulta composta da Pereiro Sio, Wolfshol, Duclos Lassalle e Robic. E' la Mapei ad assumersi l'onere di controllare la corsa, con la Renault a collaborare, mentre l'Alcyon del leader Frantz si tiene in disparte quanto più possibile. La fuga nella prima metà di corsa guadagna al massimo 2'56'', vantaggio che viene abbattuto a 1'30'' sull'ascesa di El Borbollon, percorsa ad andatura insolitamente alta nel punto più duro e poi riportato sui 2'50'' dopo lo scollinamento, con la Mapei che regola l'andatura su un passo più sostenibile, complice la lunga pianura susseguente. La corsa rimane cristallizzata fino allo sprint intermedio di San Luis de Sabinillas, vinto da Wolfshol. Qui il vantaggio comincia nettamente a calare sotto l'impulso della Renault. In salita, invece, è la Mapei a prendere in mano le operazioni. Davanti intanto Robic tenta l'impresa andando via da solo, ma non sfugge al gruppo che riprende tutti sotto l'impulso, questa volta, di Lapize dell'Alcyon. Gruppo ridotto a 55 unità che viene ulteriormente sfoltito dalla susseguente discesa, dove molteplici fratture riducono il gruppo a sole 29 unità. Darrigade impone un'andatura altissima fino all'imbocco dell'ascesa di Gaucin, dove è Gaul ad imporre un ritmo tostissimo che distrugge il gruppo, salvo poi andare in crisi egli stesso. A far la differenza sono Hinault, Bobet e Belloni, con Hinault che stacca i due nel finale, vincendo la tappa. Maglia roja che, invece, passa sulle spalle di Louison Bobet, con Belloni che lo segue a 29'' e proprio Hinault a 43''. Frantz retrocede invece al quarto posto a 1'37''.
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