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FrancescoGrassi

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  • Compleanno 12/09/1998

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  1. FrancescoGrassi

    Fantacalcio 2018/19

    Confermo la partecipazione, ovviamente. fgrassi98.fg40@gmail.com
  2. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 1: La Spezia - Porto Venere 25 km CRONACA Subito successo italiano nell'80esima edizione del Giro dell'Appennino. La crono viene infatti vinta da Learco Guerra, autore di una prova eccellente che gli ha permesso di vincere con buon margine su tutti gli avversari. Sul podio con lui salgono Fabian Cancellara e Antonin Magne, con quest'ultimo in particolare che ha tenuto a lungo la leadership, prima di cedere all'italiano. La crono era interessante anche perché avrebbe stabilito le gerarchie con le quali i big si troveranno a battagliare nelle tappe più complicate. Il vincitore della sfida è stato Fausto Coppi, che ha chiuso quinto, staccato di 26'' da Guerra, ma sopravanzando tutti i suoi diretti avversari, a partire da Indurain che ha chiuso a 31''. Hanno deluso le attese in maniera imbarazzante i due capitani della Legnano, Binda e Bartali, in contraltare con la gioia per la vittoria di tappa. Se Binda si è comunque destreggiato benino, chiudendo 43esimo a 1'45'', decisamente peggio è andata a Bartali, che ha perso la bellezza di 2'31'', finendo addirittura dietro a Pantani, che invece si è difeso bene, viste le aspettative. Domani, probabilmente, la classifica sarà già sottoposta a cambiamenti radicali: si affrontano infatti 175 chilometri da Riomaggiore a Montecatini, con finale di tappa sul duro strappo di Montecatini Alto. Sarà interessante capire se la battaglia inizierà dal Monte Serra, o se ci si riserverà per il finale, conservando energie per le due tappe dure finali. Classifica di tappa e generale 1 Learco Guerra LEGNANO 32'09 2 Fabian Cancellara MAPEI + 16 3 Antonin Magne MERCIER + 19 4 Lucien Petit Breton AUTOMOTO + 24 5 Fausto Coppi BIANCHI + 26 6 Miguel Indurain BANESTO + 31 7 Felice Gimondi BIANCHI + 32 8 Ferdinand Kubler PEUGEOT + 39 9 Tony Martin T MOBILE + 43 10 Giuseppe Olmo BIANCHI s.t.
  3. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    La startlist del primo Giro dell'Appennino a tappe, disegnato da @dg1107:
  4. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    E' arrivato il momento di ripartire. Si ripartirà dalle corse dell'ultimissima edizione del piccolo Zome che hanno visto come vincitore Pincoletto, e volevo aggiungere un piccolo cavillo giusto per rendere appena appena più interessante la cosa. In pratica si tratta di implementare dei punteggi in modo tale da stilare una classifica individuale e a squadre, e chi tra voi volesse potrebbe scegliere una delle squadre in modo tale da stabilire, al contempo, anche una classifica tra gli utenti. L'impegno sarebbe assolutamente minimo, basta solo scegliere la propria squadra. Nella prima pagina trovate le 18 squadre tra cui scegliere, naturalmente non complete, e qualche post più sotto i valori di tutti i corridori presenti nel Database, in modo da ponderare la scelta nella maniera più completa possibile. Si dovrebbe partire dal primo contest di selezione di quest'anno, i cui 5 tracciati sono presentati a questo link: Spero che partecipiate, la story si rimetterà in moto a breve, spero con un seguito ampio.
  5. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tra l'altro molti dei big hanno necessità di muoversi perché hanno distacchi già elevati. La prima settimana è stata terribile per molti, a parte forse i primi 4 della generale.
  6. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 8: Antequera > Fuensanta de Martos Tappa dura e ricca di saliscendi che anticipa il grande arrivo alla Sierra Nevada. Punti focale sicuramente il Puerto de Alhucena, ascesa ripidissima che potrebbe scremare notevolmente il plotone, e l'ultimo GPM dell'Alto del Espinar. Anche oggi fuga lanciata con relativa tranquillità. All'attacco vanno Tiralongo (Astana), Mercado (Banesto) e Guerini (T Mobile). Nonostante siano in 3, la frazione potrebbe ben prestarsi ad una fuga da lontano riuscita, e dunque sin da subito varie squadre lavorano per non perdere troppo terreno, con il vantaggio che oscilla sui 2'30''/3'. Tiralongo vince il TV di Lucena, poco prima che dal gruppo esca fuori Roberto Visentini, che tenta e riesce a riagganciare la fuga all'imbocco del Puerto del Mojon, prima ascesa di giornata. Ancora una volta passa Tiralongo davanti a tutti, mentre il gruppo affronta la salita con un'andatura tranquilla. I fuggitivi arrivano a 3'24'' di massimo vantaggio sull'ascesa di Cuesta Blanca, dove Visentini inizia a mettere in difficoltà i suoi compagni di avventura. Sull'ascesa dell'Alto de Caserias (vinto da Guerini) il gruppo inizia a perdere pezzi sempre più rapidamente, avvicinandosi a quello che in pratica è il punto focale della tappa: l'ascesa del Puerto de Alhucena. L'ascesa viene affrontata con un passo indiavolato che mette in croce tutti, gruppo che rimane forte di 40 unità prima che rientrino in 30. Intanto Visentini è l'unico ex fuggitivo rimasto all'attacco, e imbocca l'Alto de Noguerones tutto solo. Qui però l'Alcyon impone un netto cambio di ritmo, che riporta Visentini in gruppo proprio allo scollinamento, riuscendo comunque a vincere il GPM. Un gruppo di 43 unità si avvia quindi ad imboccare l'Alto del Espinar, salita decisiva di giornata. Il primo a muoversi è Nicolas Frantz, che frantuma il gruppo con un'azione pazzesca, andando via coi soli Gaul e Bahamontes. Allo scollinamento hanno 59'' di vantaggio su Belloni, Hinault e Bobet, non brillantissimi, e via via distacchi maggiori su tutti gli altri uomini di classifica. Gaul imposta la discesa a tutta per guadagnare tempo, quando sulla carta l'uomo più veloce è il suo connazionale Frantz. Il corridore dell'Alcyon parte da dietro, e per gli altri 2 non c'è nulla da fare. Nicolas Frantz si aggiudica l'ottava tappa della Vuelta. Lo sprint per il quarto posto lo vince Belloni su Hinault, poi via via tutti gli altri alla spicciolata. L'ascesa alla Sierra Nevada poteva bloccare la corsa, e invece ancora una volta è stata lotta tra i big. Il più felice è sicuramente Frantz, che risale sul podio provvisorio a 42'' da Bobet e prende anche la maglia verde. Premiata invece la super fuga di Visentini, che da oggi è il nuovo detentore della maglia a pois.
  7. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 7: Ronda > Malaga Frazione da velocisti, almeno sulla carta. Ma gli ultimi 35 chilometri della Ronda > Malaga presentano due ascese piuttosto impegnative, che potrebbero tagliare fuori molti sprinter puri a vantaggio di chi invece digerisce meglio le pendenze, anche elevate. Dopo il primo arrivo in salita la battaglia per la fuga è piuttosto ridotta, e si staccano, lungo le facili rampe del Puerto del Madrono, solo 2 corridori: Van Schil (Molteni) e Anderson (Peugeot). Il loro vantaggio è 3'50 allo scollinamento sul GPM, vinto da Anderson. In gruppo andatura piuttosto pacifica, solo Lehmann (T Mobile) si incarica di tenere i fuggitivi a portata cronometrica. Al termine della discesa, entra in gioco anche la Ignis, col vantaggio che sale fino a 6'08'' ai -100, per poi iniziare a decrescere. Allo sprint intermedio di Marbella, ai -70, passa davanti Van Schil senza volata, poi in gruppo si scatena battaglia con 5 velocisti a giocarsi il terzo posto, ed è Zabel che passa terzo. Sul GPM dell'Alto de Mijas forcing della Mercier che allunga estremamente il gruppo, pur non riducendo il margine dai fuggitivi, con Anderson che nel frattempo ha staccato Van Schil ed è andato via tutto solo. Il corridore australiano affronta l'ascesa di Benalmadena con ancora 2' di vantaggio sul gruppo. Alla fine dell'ascesa però l'Alcyon manda davanti Lapize. La sua andatura ha due effetti: abbattere il vantaggio di Anderson, stanco dalla lunga fuga; e in secondo luogo spaccare il gruppo che rimane forte di appena 64 unità. Lapize peraltro poteva essere una buona scelta per la volata, data la sua estrema resistenza su questi tracciati, ma evidentemente il capitano è Darrigade. Infatti il treno viene formato proprio per il velocista francese, e la forte andatura impressa dai compagni demolisce il gruppo, lasciando 4 corridori davanti e 23 dietro ad inseguire. Al momento di partire, però, Darrigade esita e viene superato in tromba da Van Steenbergen e Zabel. Il cambio di marcia nel finale gli vale solo il terzo posto dietro i due mostri, con Zabel che si aggiudica una tappa ben poco adatta alle sue caratteristiche. DIetro intanto gruppo distrutto, arrivano solo in 30 col gruppo del vincitore: tra le defezioni eccellenti Bahamontes che perde 2'45''.
  8. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 6: Jerez > Gaucin Tappa tipicamente spagnola che si incentra sull'impegnativa ascesa finale, con un paio di salite a punteggiare una frazione che dovrebbe vedere distacchi abbastanza scarni. Nel giorno del primo arrivo in salita fuga che stenta a partire. Sono tanti i corridori che cercano di andare, con Dhanaens che prova per ben 4 volte ma alla fine rimane fuori dalla fuga, che risulta composta da Pereiro Sio, Wolfshol, Duclos Lassalle e Robic. E' la Mapei ad assumersi l'onere di controllare la corsa, con la Renault a collaborare, mentre l'Alcyon del leader Frantz si tiene in disparte quanto più possibile. La fuga nella prima metà di corsa guadagna al massimo 2'56'', vantaggio che viene abbattuto a 1'30'' sull'ascesa di El Borbollon, percorsa ad andatura insolitamente alta nel punto più duro e poi riportato sui 2'50'' dopo lo scollinamento, con la Mapei che regola l'andatura su un passo più sostenibile, complice la lunga pianura susseguente. La corsa rimane cristallizzata fino allo sprint intermedio di San Luis de Sabinillas, vinto da Wolfshol. Qui il vantaggio comincia nettamente a calare sotto l'impulso della Renault. In salita, invece, è la Mapei a prendere in mano le operazioni. Davanti intanto Robic tenta l'impresa andando via da solo, ma non sfugge al gruppo che riprende tutti sotto l'impulso, questa volta, di Lapize dell'Alcyon. Gruppo ridotto a 55 unità che viene ulteriormente sfoltito dalla susseguente discesa, dove molteplici fratture riducono il gruppo a sole 29 unità. Darrigade impone un'andatura altissima fino all'imbocco dell'ascesa di Gaucin, dove è Gaul ad imporre un ritmo tostissimo che distrugge il gruppo, salvo poi andare in crisi egli stesso. A far la differenza sono Hinault, Bobet e Belloni, con Hinault che stacca i due nel finale, vincendo la tappa. Maglia roja che, invece, passa sulle spalle di Louison Bobet, con Belloni che lo segue a 29'' e proprio Hinault a 43''. Frantz retrocede invece al quarto posto a 1'37''.
  9. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    probabilmente in quanto vincitore di Sanremo e Roubaix poi è in squadra con Greipel, Zabel e Cavendish, diciamo che non hanno problemi di carestia in volata.. Tra l'altro si prevede battaglia perché sono tutti molto vicini, chissà che ne esce
  10. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 5: Seville > Jerez La tappa più facile della Vuelta, se si esclude la passerella di Madrid. Nemmeno un GPM nel percorso che porta a Jerez per la prima frazione che dovrebbe veramente risultare tranquilla dopo un inizio ben stressante. Nella tappa più facile della Vuelta fuga che prende immediatamente il largo. All'attacco ci sono Milano (Bianchi), Dhaenens (PDM) e Haselbacher (Astana). La facilità della tappa e l'accordo pressoché totale tra i tre permette al vantaggio di crescere oltre i 7 minuti dopo solo 40 chilometri di attacco: il vantaggio massimo si assesta infatti a 7'56'', dopodiché il gruppo decide di iniziare un inseguimento leggermente più convinto. Il vantaggio comunque decresce lentamente, e per una trentina di chilometri rimane stabile intorno ai 6 minuti. La Mercier e la T Mobile iniziano le grandi operazioni intorno agli 85 km dal traguardo, abbattendo sotto i 4 minuti il margine ai -60. Velocisti che comunque non potranno giocarsi punti al TV di Cadiz, dove senza volata Haselbacher passa davanti ai suoi compagni di avventura. Qui il margine è di 3 minuti, e risulta sempre più tendente al ricongiungimento, anche se i tre non mollano facilmente e continuano con cambi regolari. Ai -20 il loro margine è però 1'19'', troppo poco per sperare. Nonostante ciò, la fuga viene effettivamente riassorbita solo ai -4, coi vari treni già in manovra. E' in particolare il treno della Alcyon a prendere il sopravvento riassorbendo i fuggitivi e lanciando in ottima posizione Darrigade. Il velocista francese però fatica a prendere velocità, e viene passato da Freire e Zabel, che in quest'ordine transitano al traguardo. Lo spagnolo centra così la sua prima vittoria di tappa in questa Vuelta, mentre Darrigade con il terzo posto conquista il primato provvisorio nella classifica a punti. Per una volta, immutate tutte le altre classifiche, col gruppo giunto compatto al traguardo.
  11. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 4: Badajoz > Seville Si torna in pianura con una tappa lunga ma facile. Una sola ascesa lungo il percorso che porta a Siviglia, la principale città andalusa. Unico pericolo potrebbe essere il vento lungo la costa nel finale. La fuga non impiega troppo a partire. Riescono a sganciarsi in due soli, ovvero Axel Merckx e René Haselbacher, campione nazionale austriaco. La tappa è lunga, e il gruppo, almeno nei primi chilometri, decide di prendersela comoda e lasciar prendere ai due un margine discreto. Dopo 30 chilometri di fuga, infatti, hanno già un margine superiore ai 5'. La Alcyon del leader Frantz si disinteressa alquanto della fuga, lasciando l'onere dell'inseguimento principalmente sulle spalle di T Mobile, Renault e Ignis. La strada tutta leggermente in ascesa comunque consiglia al gruppo di non effettuare sforzi particolari nell'avvicinarsi ai 2, che raggiungono il loro massimo margine, 8'28'', quando alla conclusione mancano 126 km. A 97 chilometri dall'arrivo è posizionato lo sprint intermedio di Monesterio. Se tra i due fuggitivi non c'è battaglia - vince Merckx su Haselbacher - dietro si fanno le cose in grande e si assiste ad una vera e propria volata, volata in cui è Van Steenbergen ad aggiudicarsi il punto in palio. Il rrallentamento successivo consente nuovamente ai fuggitivi di aumentare il proprio margine, che risale a 8'30'' dopo essere sceso sotto i 5 minuti a causa della battaglia per lo sprint. Il gruppo recupera in maniera piuttosto rapida nell'avvicinamento al GPM di giornata, Venta del Alto, posizionato a circa 38 chilometri dal traguardo. Sull'ascesa Merckx stacca nettamente Haselbacher e prova ad andarsene da solo con un margine ancora stabile sui 3 minuti. Dietro intanto il GPM e il vento laterale che spira lungo la costa stanno causando notevoli problemi. La Mercier infatti nell'inseguimento a Merckx spacca il gruppo, riducendoo a 51 unità. A 6 dal traguardo Merckx però conserva ancora un buon margine, di 54''. Allora Van Steenbergen e Van Looy lanciano una volata lunghissima, che consente a Van Steenbergen di riagganciare la ruota dell'altro belga. Ciò non è però abbastanza per effettuare il sorpasso, ed è proprio Axel Merckx ad aggiudicarsi la frazione. Il gruppo intanto è stato praticamente polverizzato, ma i primi 59 vengono registrati col medesimo tempo. In molti però hanno perso la possibilità di giocarsi la tappa a causa del finale: lo sconfitto di giornata risulta Vicente Trueba, che lascia per strada addirittura 10'04'' dicendo addio ad ogni possibile velleità di classifica.
  12. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Intanto per rendere più agevole la fruizione della storia ho realizzato un file excel nel quale sono raccolti i valori per caratteristica di ogni corridore, in modo tale che possiate rendervi conto delle caratteristiche dei corridori. Lo trovate qui: https://drive.google.com/open?id=1MIl24QalRAPzBSBz1hPqZ2AsFfbJQrRX Sicuramente, sarebbero arrivati una 30ina di corridori se non di più probabilmente..
  13. FrancescoGrassi

    Sfide da ciclismo

    top 5 al fiandre con Colbrelli
  14. FrancescoGrassi

    Dai GPX a PCM

    Tappa 3: Prague > Chomutov Prima tappa di media montagna, quindi molta attesa per scoprire effettivamente quali siano le intenzioni degli uomini di classifica. Non è una tappa durissima ma probabilmente è già abbastanza per scoprire qualche carta. Prima parte di tappa molto veloce. Sei uomini si sganciano ma resistono fino al chilometro 30, poi il gruppo richiude, intenzionato a non lasciar andare troppi corridori. Gli attacchi si susseguono fino al chilometro 38, dove finalmente si sgancia la fuga, composta ancora da Achiel Buysse, poi Roberto Visentini e Bernard Thevenet. Questi tre vengono poi successivamente raggiunti da Franz Maassen, che li riprende all'imbocco del primo GPM. Qui la fuga ha circa 3' di margine, che iniziano a ridursi perché il gruppo imbocca l'ascesa con gran ritmo. Al GPM passa in testa Thevenet. La fuga raggiunge il suo vantaggio massimo al TV di Teplice, dove per primo transita Maassen, 3'45''. Sull'ascesa di Nove Mesto si sgancia un gruppo di 10 uomini con Hinault, Bobet e Gaul in prima linea, anche se il lavoro della Mercier non gli lascia spazio e vengono ripresi allo scollinamento. Davanti intanto, Visentini e Thevenet sono andati via insieme, lasciandosi alle spalle Buysse e Maassen che vengono presto ripresi dal gruppo. Il loro margine ai piedi della terza ascesa è 2'16''. Margine invariato allo scollinamento, dove ancora Thevenet è passato per primo. Sull'ascesa di Mikulovice fuga ripresa, poiché Garin inizia a forzare l'andatura. Allo scollinamento sono 41 in gruppo, numero destinato ancora a ridursi, dato che l'andatura, protratta sull'ultimo strappo di Maly Haj, riduce il gruppo a 25 unità, con dentro tutti i big. Dopo una serie di azioni in discesa, sull'ultimo strappo il forcing di Gaul porta via 11 corridori che si giocano il successo di tappa. Il più veloce del gruppetto è Gianni Motta, che alza le braccia al cielo davanti a Belloni e Gaul. Classifica generale che fondamentalmente non subisce grandi scossoni, ma i più forti risultano già entrati in gioco nella prima tappa in cui questo era possibile. Commento tappa: nessuno si è particolarmente scoperto né ha preso l'iniziativa in salita. Naturalmente non era questa la tappa più adatta a far emergere determinati valori in campo. Gaul sembra in forma, tant'è che l'azione che ha spaccato il gruppo di 25 l'ha fatta lui su uno strappetto al 5%. Per il resto Motta era nettamente il più veloce del gruppetto ma naturalmente in situazioni del genere servono più le gambe che la velocità effettiva. Excursus storico (presentazione dei corridori rilevanti nel corso della tappa): Achiel Buysse: corridore belga molto forte nelle classiche del nord, primo atleta a vincere per tre volte il Giro delle Fiandre (1940, 1941, 1943), nonché una Scheldeprijs e una Kuurne-Bruxelles-Kuurne Roberto Visentini: nome noto ai più per il suo coinvolgimento nei fatti di Sappada al Giro 1987, oltre che per il Giro vinto l'anno prima. Era un ottimo corridore da corse a tappe, anche se non fu mai protagonista in alta classifica negli altri due GT Franz Maassen: buon passista attivo nei primi anni 90, la sua vittoria principale è stata la Amstel Gold Race 1991, oltre che piazzamenti sul podio a Sanremo e Fiandre. Bernard Thevenet: fortissimo corridore da corse a tappe, vincitore peraltro di due Tour de France, nel 1975 e nel 1977. Nel 75, edizione in cui vinse peraltro due tappe. seppe superare il Cannibale Eddy Merckx. Nel suo palmares anche due Criterium du Dauphine e una Volta a Catalunya Gianni Motta: corridore molto completo, che nel suo palmares ha spazio per un Giro d'Italia (1966), un Lombardia (1964) e ben tre Giri dell'Emilia. Gaetano Belloni: corridore attivo negli anni tra la prima e la seconda Guerra Mondiale, fu il principale rivale di Costante Girardengo. Nel suo palmares un Giro d'Italia (1920), due Milano-Sanremo e 3 Giri di Lombardia, oltre che numerose classiche italiane. Charly Gaul: considerato lo scalatore più forte della storia, il suo nome è legato all'impresa del Monte Bondone, che gli consentì di aggiudicarsi il Giro 1956. Rivinse il Giro nel 1959, oltre ad un Tour nel 1958. Nicolas Frantz: anche lui attivo negli anni del primo Dopoguerra, è stato uno dei protagonisti del Tour negli anni 20, che vinse per due volte, nel 1927 e nel 1928, vincendo peraltro 20 tappe nelle sue 6 partecipazioni alla Grande Boucle. E' il recordman di vittorie del campionato in linea lussemburghese, vinto per ben 12 volte.
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