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  1. ciao! ti avevo già risposto ma mi accorgo ora che il messaggio deve essersi perso nel crash di qualche giorno fa. Allora: in realtà l'ultimo pcm con cui ho giocato abbastanza a lungo da avere un giudizio completo è il 13 (Tugas), dopodiché ho comprato solo il 17 e il 18 giocandoci sempre molto poco, e soprattutto senza mai arrivare a disputare un GT, per cui sospendo il giudizio. Anche questa story la sto giocando col 18 anche se con rose aggiornate a quest'anno, in effetti ho sbagliato sezione. Ad ogni modo, che dire: rispetto a PCM 13, in questi ultimi anni mi sembra migliorata l'IA durante le fughe (in cui non hai più la sensazione frustrante che tutti ti corrano contro, e che un brocco riesca a staccare il tuo corridore al primo scatto, mentre se ci provi tu ti seguono tutti) e sulle salite, nel senso che i big avversari non partono più all'attacco come se non ci fosse un domani, praticamente ai piedi della salita, se non addirittura in pianura. Bene anche la possibilità di fare i treni in salita. Però, in 6-7 anni, mi sarei aspettato qualche miglioramento in più, tanto nella IA quanto, soprattutto, nella parte manageriale. Una miglioria minima che mi aspetterei sarebbe, almeno, una maggiore differenziazione nella tipologia dei corridori, perché ad oggi solo intervenendo sulle stats secondarie (accelerazione, grinta, resistenza, ecc), è possibile differenziare un minimo corridori che in valore assoluto possono essere forti uguale nel loro fondamentale, ma avere caratteristiche in realtà molto diverse. Mi spiego: Pinot e Bernal ci sta che possano avere lo stesso valore in montagna (poniamo: 82), ma poi dovrebbero esprimersi diversamente a seconda del tipo di salita. Pinot meglio su quelle più brevi ed esplosive, Bernal più forte sulle salite lunghe e in alta quota. E mi aspetterei anche delle animazioni diverse: Pinot spesso in piedi e che attacca con scatti secchi, Bernal che sale seduto e va via in progressione. Idem per i velocisti: Ewan che esce negli ultimi 50 metri, Groenewegen che parte più da lontano (e anche qui: andrebbe aggiunto un valore "capacità di limare" tale per cui, ad esempio, Groenewegen, che in questo fondamentale è scarso, perda le ruote del proprio treno più spesso di quanto non lo faccia Viviani. Anzi: in questo modo si potrebbe dare maggior risalto anche agli apripista - che nella realtà hanno grande dignità mentre a Pcm è piuttosto irrilevante l'identità del penultimo uomo. Il valore di limatura, infatti, servirebbe sia per stare più o meno facilmente a ruota di chi ti precede, sia per rendere più facile stare a ruota a chi ti segue: di modo che, se imposto un treno con Morkov e Richeze terzultimo e penultimo uomo (entrambi con valore limatura superiore ad 80) allora per il mio velocista sarà più facile seguirli anche se lui ha magari un valore di limatura più basso (per restare all'esempio di Groenewegen, non gli darei più di 72-73). Mentre se metto nel treno corridori poco adatti, se anche poi come finalizzatore ho un Viviani (limatura 81, ad esempio) il risultato potrebbe ugualmente essere deludente, nel senso che il treno non riesce ad uscire bene. E rivedrei anche le cronosquadre, in cui ad oggi non hai veramente il polso di come stai andando, se non al passaggio per l'intermedio (che spesso, nelle corse minori, neanche c'è).
  2. Vedendo come sono andate le cose a Braga, mi sa che sia Brandão che Mendes abbiano pagato i postumi della caduta: e dico così perché, appunto, la camisola amarela s'è fatta quasi tutta la salita finale nelle retrovie, ma io non me la sono cmq sentita di attaccarlo perché Brandão, a sua volta, s'è presentato ai piedi del gpm già con le forze al minimo, e c'è voluta tutta per arrivare in cima senza che iniziasse a dare di spalle, mentre Casimiro, Bruno Silva e Mihaylov, che lo hanno scortato per tutta la salita, ne avevano di più. Speriamo di recuperare una condizione decente per la tappa di domani!
  3. 8ª TAPPA: BARCELOS > BRAGA FILIPE CARDOSO ROVINA IL BIS A FERRARI I BIG NON SI FANNO MALE Tutto rimandato alla Senhora da Graça: nonostante l'insidiosa salita all'Alto do Sameiro che ne caratterizzava il finale, la tappa di Braga si risolve in un sostanziale no contest tra i big, e vede dunque giocarsi la vittoria un gruppetto di nove superstiti tra i 23 attaccanti da lontano. A spuntarla è così Filipe Cardoso della Vito-Feirense davanti a Fabrício Ferrari, impedendo così all'uruguaiano di bissare la splendida vittoria di Boticas. Terzo gradino del podio per Mikel Aristi della Euskadi-Murias, quarto Rafael Silva, altro portacolori di una Efapel che, forte di due uomini nella fuga, fra cui uno molto veloce, non può che masticare amaro per il risultato finale. A maggior ragione se si pensa che Cardoso aveva perso contatto già sul penultimo gpm, la Portela do Vade, e poi di nuovo sul Sameiro, ma è sempre riuscito a rientrare in discesa. Quanto alla lotta tra gli uomini di classifica, sebbene il gruppo della camisola amarela arrivato a Braga contasse appena 16 unità, oggi si può parlare di un'occasione persa: la Efapel di Joni Brandão, rimasto l'unico rivale credibile del leader José Mendes, si è infatti limitata a fare un ritmo sostenuto sul Sameiro, senza però che il capitano giallonero abbia poi nemmeno provato ad abbozzare un attacco, nonostante la camisola amarela si fosse mantenuta in coda al drappello per tutta la seconda parte di salita. Unica vera vittima di giornata, Vicente García de Mateos, che ha tagliato il traguardo con 1'08" di ritardo dagli altri big, pur restando al decimo posto della generale. Tra Brandão e Mendes, invece, alla vigilia del decisivo arrivo in salita al Santuario di Nossa Senhora da Graça, i secondi di differenza sono sempre 54.
  4. 7ª TAPPA: MONTALEGRE > VIANA DO CASTELO (ALTO DE SANTA LUZÍA) PARDILLA SI PRENDE L'ALTO DE SANTA LUZÍA TANTA BAGARRE MA BIG TUTTI ASSIEME È Sergio Pardilla, della Caja Rural, ad aggiudicarsi il tradizionale arrivo sullo strappo dell'Alto de Santa Luzía, a Viana do Castelo. L'esperto corridore spagnolo precede Brice Feillu della Arkéa-Samsic e Jóni Brandão della Efapel, che si riprende così i 4" di abbuono concessi ieri a José Mendes, riportandosi a 54" dalla camisola amarela a tre tappe dal termine. E queste sono anche le unichde differenze di una frazione che, nonostante il finale insidioso, non ha mietuto distacchi fra gli uomini di classifica. Date le premesse, però, le cose sarebbero potute andare molto diversamente, perché la prima parte di gara è stata funestata dalla pioggia e da diverse cadute. A terra, tra gli altri, anche gli stessi Mendes e Brandão: ma se la camisola amarela ha prontamente recuperato le prime posizioni, il leader della Efapel ha invece sofferto molto di più per rientrare limitandosi così, nel finale, a sprintare per gli abbuoni senza tenatare attacchi particolarmenete insistiti.
  5. 6ª TAPPA: SERNANCELHE > BOTICAS GIOIA EFAPEL CON SUPER-FERRARI MA MENDES NON CEDE UN MILLIMETRO Una giornata da imboscate, e come tale interpretata dalla Efapel, che mette a ferro e fuoco il gruppo imprimendo un ritmo indiavolato e lanciando nella fuga due sue uomini da ritrovare poi nel finale di gara. Tattica eseguita alla perfezione e che alla fine dà i suoi frutti, sia pure non esattamente quelli sperati alla vigilia: perché Joni Brandão attacca sì, insieme ad Henrique Casimiro, sulla salita di Torneiros, ma ad imporsi è proprio uno dei due luogotenenti sganciati da lontano. Vale a dire Fabrício Ferrari, sprinter uruguaiano che, a 34 anni, si scopre scalatore riuscendo a tenere duro dopo il gran lavoro fatto per Brandão nel tratto finale della salita, e a contenere il ritorno di Domingos Gonçalves sul traguardo di Boticas. La camisola amarela, invece, resta sulle spalle di José Mendes che, anzi, piazzandosi terzo incrementa ulteriormente il proprio vantaggio, grazie ai quattro secondi di abbuono conquistati.
  6. | LIVE | 6ª TAPPA: SERNANCELHE > BOTICAS Dopo il giorno di riposo, la Volta a Portugal entra nella sua seconda parte con una tappa decisamente insidiosa: come vedete nell'altimetria, infatti, da Sernancelhe a Boticas, dove è posto il traguardo al termine di una ripida discesa, non c'è praticamente un metro di pianura. Un gruppo di 17 corridori ha preso il largo nelle prime fasi della frazione e dodici di questi si trovano ancora al comando quando sta per cominciare il penultimo dei quattro gpm in programma, quello di Pinho. Tra gli attaccanti della prima ora anche due uomini della Efapel: uno di questi, Rafael Silva, è stato fatto rallentare e ora sta tirando il gruppo della camisola amarela proprio sulle prime rampe della salita di Pinho. Proprio gli uomini di Brandão, infatti, si sono incaricati della responsabilità di fare corsa dura, scremando ad appena una trentina di unità il gruppo dei migliori, quando le fasi calde devono ancora cominciare. Il gruppo, sempre tirato dagli Efapel e ulteriormente ridottosi a 26 corridori, scollina il gpm con 4'10" di ritardo dalla testa della corsa, dove si stanno isolando in cinque: Guillaume De Almeida della Bai-Sicasal, Josu Zabala della Oliveirense, Cyrille Thièry della Suisse Racing Academy, Fabrício Ferrari della Efapel e Robigzon Oyola della Medellín. I fuggitivi sono già sull'ultima e più dura delle salite di giornata, il gpm di 1ª categoria di Torneiros: Ferrari collabora alla riuscita della fuga, ma dietro sono sempre i suoi compagni della Efapel a tirare. Anzi, a lavorare in prima posizione è sempre Rafael Silva, che inizialmente faceva appunto parte della fuga, e che già era entrato in azione sulla salita precedente. Il ritardo dalla testa della corsa è ancora di un paio di minuti, per cui la lotta per la vittoria di tappa è apertissima. La camisola amarela José Mendes, dello Sporting-Tavira, si trova come vedete alla ruota della maglia verde Vicente García de Mateus (Louletano) e del trenino Efapel. E continua la selezione anche davanti dove, quando mancano meno di 3 km al gpm di Torneiros, restano soltanto in tre: Guillaume De Almeida, Josu Zabala e Fabrício Ferrari. Grande prova per l'uruguaiano della Efapel, che dei 17 attaccanti era sì il più veloce in caso di arrivo di gruppetto, ma non certo tra i più quotati in salita. Intanto attenzione ai primi movimenti nel gruppo della camisola amarela, a sua volta arrivato alla parte più impegnativa della salita: ci prova l'ex corridore della Europcar Björn Thurau (Vito-Feirense), seguito da Vicente García de Mateus e Brice Feillu (Arkéa-Samsic), poi Sergio Pardilla e Domingos Gonçalves entrambi della Caja Rural. L'azione di Thurau si risolve in un nulla di fatto, ma attenzione perché in contropiede partono Henrique Casimiro con a ruota Joni Brandão! La Efapel muove dunque i suoi due uomini di classifica, quando siamo ormai a poco più di un chilometro dallo scollinamento! Perfetta la tattica della Efapel, perché con due pedalate Casimiro e Brandão si sono riportati sul terzetto al comando, dove ritrovano Fabricio Ferrari! E adesso, naturalmente, l'uruguaiano darà fondo alle sue ultime energie con l'obiettivo di favorire il più possibile l'azione dei due compagni. Dietro il gruppo della camisola amarela è segnalato a 25"! Proprio in vista del gran premio della montagna, esaurito il lavoro di Ferrari, Joni Brandão se ne va da solo! Poco più di 10 km all'arrivo, quasi tutti in discesa ad eccezione di una prima parte in leggero falsopiano che si rivelerà importantissima. Una ventina i secondi di ritardo allo scollinamento per la camisola amarela. Ed ecco però che, proprio nel falsopiano precedente alla discesa, Joni Brandão viene ripreso: il primo a chiudere il buco è Pierpaolo Ficara della Amore & Vita-Prodir, seguito da Edgar Pinto della W52-FC Porto, dalla camisola amarela José Mendes (Sporting-Tavira), Brice Feillu e ancora Henrique Casimiro e Fabrício Ferrari. La Efapel, quindi, conserva comunque un prezioso vantaggio numerico. Altri corridori riescono a rientrare dalle retrovie, per cui a 6 km dall'arrivo il gruppo di testa conta diciotto unità, ma sono ancora i tre della Efapel che, davanti, provano a riorganizzarsi. Ed ecco infatti che gli Efapel allungano ancora in discesa! Ferrari, Casimiro e Brandão, nell'ordine, cercano di distanziare i rivali approfittando di un momento di rilassatezza. Il terzetto giallonero non riesce a rompere il gruppo, ma si presenta comunque in testa all'ultima curva, pur dovendo fare i conti con la scomoda presenza di Domingos Gonçalves che è corridore molto veloce. L'arrivo è posto subito dopo una curva ad angolo retto verso sinistra e... A TAGLIARE PER PRIMO IL TRAGUARDO È FABRÍCIO FERRARI! Grandissima prestazione dell'uruguaiano che, in fuga dalla mattina e nonostante il grande lavoro in funzione di Brandão sull'ultima salita, nel finale ha ancora avuto la forza di sprintare e di contenere il ritorno di Domingos Gonçalves, costretto ad accontentarsi del secondo posto. Terzo - e questa è una piccola beffa - è José Mendes, che sopravanza proprio Brandão al colpo di reni rosicchiandogli altri 4" di abbuono. Per la Efapel resta comunque la grande soddisfazione per la prima vittoria alla Volta 2019! Nel complesso sono venti i corridori classificati nel primo gruppo: i principali ritardatari sono Tiago Machado a 1'15", Frederico Figueiredo e Gustavo Veloso a 3'06". Nessuno di loro, comunque, occupava posizioni di vertice nella classifica generale, che rimane sostanzialmente invariata al di là degli ulteriori 4" guadagnati dalla camisola amarela José Mendes: E per oggi è tutto con la Volta a Portugal, a domani!
  7. magari lo scorso anno fossi arrivato secondo! non ti ricordi la cotta di Brandão nella tappa dei Vinhos Verdes che TU hai disseminato di imboscate?
  8. sì beh, sicuramente meglio avere a che fare con il solo Mendes (cha ha sì a disposizione una buona squadra, ma non di più) che con la W52 al gran completo... anche se mi rimane l'impressione di avergliela servita su un piatto d'argento
  9. 5ª TAPPA: SABUGAL > VISEU SOTO SFRECCIA A VISEU GIORNATA TRAQUILLA PER MENDES Dopo i fuochi d'artificio della Serra da Estrela e prima del giorno di riposo, una tappa di relativa tranquillità per il gruppo, conclusasi con un epilogo in volata che a Viseu vede il colombiano della Caja Rural Nelson André Soto imporsi davanti a Vicente García de Mateus, che guadagna così sei preziosi secondi di abbuono, e sull'uruguaiano della Efapel Fabrício Ferrari. Da segnalare che la stessa Efapel, nel corso della tappa, aveva mandato all'attacco da lontano Sergio Paulinho, distante appena 6' da José Mendes in classifica generale, costringendo dunque la Sporting-Tavira della camisola amarela a lavorare per ricucire. Operazione, per la verità, riuscita senza troppi patemi.
  10. 4ª TAPPA: GUARDA > COVILHÃ (PENHAS DA SAÚDE) IL GIORNO IN CUI LA W52-FC PORTO SI SCIOLSE MENDES HA LE MANI SULLA VOLTA, BRANDÃO L'UNICO RIVALE Una giornata destinata ad entrare nella storia della Volta a Portugal: quella in cui la W52-FC Porto, formazione egemone del ciclismo portoghese da quasi un decennio, finì per sciogliersi come neve al sole, sotto l'impulso del ritmo micidiale impresso per tutta la giornata dalla Efapel. A trionfare in perfetta solitudine a Penhas da Saúde, però, non è il leader della formazione giallo-nera Joni Brandão, bensì José Mendes, che già alla partenza vestiva la camisola amarela e che, adesso, consolida il primato con minuti di vantaggio su tutti gli altri. Tutti tranne, appunto, Brandão, che è il solo contenere, sia pur di poco, il passivo sotto il minuto e che, se non altro, sa di poter puntare su una grande squadra con cui provare ad insidiare Mendes nelle tante tappe che ancora mancano prima di scrivere la parola finale su questa Volta a Portugal. Una Volta dalla quale, comunque, salvo clamorose rimonte sono ormai esclusi tutti i corridori della W52, e probabilmente anche Vicente García de Mateos, arresosi a circa 5 km dall'arrivo e giunto al traguardo con quasi tre minuti di ritardo da Mendes, che si traducono in 3'16" da recuperare in classifica. Probabilmente troppi.
  11. | LIVE | 4ª TAPPA: GUARDA > COVILHÃ (PENHAS DA SAÚDE) È il giorno della tappa regina, l'arrivo in vetta a Penhas da Saúde, qualche chilometro sotto l'Alto da Torre su cui, dunque, non si arriverà neanche quest'anno. A metà tappa, come vedete, c'è già stato un primo passaggio sulla Serra da Estrela, sul quale proprio la Efapel ha iniziato a fare corsa dura con il duplice obiettivo di appesantire le gambe dei rivali di Brandão, e di annullare la fuga da lontano in cui era presente anche Daniel Silva, distante pochi secondi dalla camisola amarela. Ridotto a non più di 45 uomini in vetta al gpm, però, il gruppo conta ora più di sessanta corridori ed è sempre tirato dagli Efapel che, di fatto, fin qui hanno interpretato la tappa come se fossero già padroni della maglia. Mancano 16 km e, da qui in poi, la strada sarà tutta in salita. Ad eccezione dell'uruguaiano Fabricio Ferrari, tutta la Efapel era compatta al servizio di Brandão all'inizio della salita: fattosi da parte Rafael Silva, ai meno 13,5 km tocca a Bernardo Silva proseguire nell'azione, dopodiché vediamo pronto Nikolay Mikhaylov che indossa la maglia blu di leader della classifica degli scalatori. Passato l'arco dei 10 km, ecco appunto Nikolay Mikhaylov prendere le redini della situazione, con il gruppo ulteriormente ridotto a meno di una quarantina di corridori. 8,2 km alla conclusione, è la volta di Sérgio Paulinho, l'argento olimpico di Atene 2004 alle spalle di Paolo Bettini. Continua la selezione da dietro: 26 i superstiti del primo gruppo. E attenzione perché molti della W52-FC Porto sembrano pagare il forcing di Paulinho! Tra quanti stanno perdendo contatto ci sono, infatti, Daniel Mestre, António Carvalho e, soprattutto, Gustavo Veloso e João Rodrigues! Solo Edgar Pinto, della corazzata portista, in questo momento è in grado di mantenere le ruote del gruppo della camisola amarela! In difficoltà anche Alejandro Marque dello Sporting-Tavira e Mário González della Euskadi-Murias. L'azione di Paulinho è durata appena 400 metri, ma ha comunque prodotto, come abbiamo visto, i primi danni pesanti tra i big della classifica. E adesso, ai -7,8 km, entra in azione Henrique Casimiro, vale a dire l'ultimo degli uomini a disposizione di Joni Brandão, che pedala in seconda posizione, tallonato dalla camisola amarela José Mendes (Sporting-Tavira) e da quella verde, Vicente García de Mateos (Ludofoods-Louletano). Meno di una ventina i componenti del gruppo di testa. Henrique Casimiro ha impresso un'ulteriore accelerata causando la definitiva esplosione del gruppo! Nella sua scia, infatti, restano solo Joni Brandão, José Mendes, Vicente García de Mateos e Frederico Figueiredo (Sporting-Tavira): appena cinque corridori e fra questi nessuno della W52, quando alla vetta mancano ancora 7,4 km! Vediamo, infatti, che anche Edgar Pinto (W52-FC Porto) ha perso contatto e si trova in questo secondo gruppo del quale fanno parte, tra gli altri, Óscar Sevilla (Medellín), Tiago Machado (Sporting-Tavira), João Benta (Rádio Popular-Boavista), Pierpaolo Ficara (Amore & Vita-Prodir) e Sergio Pardilla (Caja Rural), oltre a Paulinho e Mikhaylov che nel frattempo hanno già portato a termine il loro lavoro in funzione di Brandão. Già superiore al mezzo minuto il ritardo dei corridori inquadrati! E davanti cede un altro vagoncino: è Frederico Figueiredo, che perde contatto ai -6,5 km. A 5 km dall'arrivo la strada spiana per qualche centinaio di metri: vediamo che all'inseguimento del quartetto al comando si sono portati questi altri quattro corridori, cronometrati a 37". Si tratta, nell'ordine, di Brice Feillu (Arkéa-Samsic), Pierpaolo Ficara, João Benta e di uno straordinario Domingos Gonçalves (Caja Rural), forte cronoman che mai avevamo visto pedalare così bene su una salita tanto lunga. Figueiredo è già stato ripreso e staccato anche dai corridori inquadrati. A attenzione, perché anche Vicente García de Mateos molla la presa! Il cedimento del capitano della Ludofoods-Louletano è una notizia, perché si tratta di uno dei principali pretendenti alla vittoria finale! Ora, dunque, davanti rimangono solo Casimiro e Brandão della Efapel e José Mendes. Ed è proprio José Mendes (Sporting-Tavira) a rompere gli indugi e attaccare a circa 4 km dall'arrivo! La camisola amarela è stata lestissima a scattare non appena il ritmo di Casimiro aveva iniziato a calare, anticipando così la prevedibile mossa di Brandão, che per il momento non risponde! Dunque a meno di 3 km dall'arrivo la situazione è la seguente: davanti a tutti José Mendes con 28" di vantaggio su Joni Brandão, il cui ritardo è rimasto stabile dopo la fiammata della camisola amarela. E terzo, in gran rimonta dalle retrovie, c'è Brice Feillu segnalato a 27" da Brandão e 55" dalla testa della corsa. La regia inquadra ora, nelle retrovie, una scena che fino allo scorso anno eravamo invece abituati a vedere in testa alla corsa: il trenino della W52-FC Porto, che sta provando a riorganizzarsi per limitare i danni. Ma il ritardo di questo drappello - in cui ci sono tutti i leader biancoblù compreso Edgar Pinto, che era stato l'ultimo dei suoi a mollare - sfiora già i 4 minuti quando mancano ancora 2 km abbondanti alla conclusione! E con le immagini torniamo davanti, perché siamo ormai in vista dell'ultimo chilometro e tra José Mendes e Joni Brandão ci sono sempre 28-29" di differenza, mentre Feillu ha perso molto e ora è segnalato a 1'30" dal battistrada. JOSÉ MENDES (SPORTING-TAVIRA) VINCE A PENHAS DA SAÚDE E METTE UNA SERIA IPOTECA SULLA CONQUISTA DELLA VOLTA A PORTUGAL 2019! Negli ultimi mille metri cede più del dovuto anche Joni Brandão (Efapel), che taglia il traguardo con 46" di ritardo da Mendes. Un giro esatto di lancette più tardi, a 1'46" dal vincitore, ecco arrivare Brice Feillu (Arkéa-Samsic), raggiunto sulla linea dalla maglia bianca, il basco António Jesus Soto (Fundación Euskadi). A 2'38" taglia il traguardo questo gruppetto composto da João Benta (Rádio Popular), Domingos Gonçalves (Caja Rural), Pierpaolo Ficara (Amore & Vita), Henrique Casimiro (Efapel) e Óscar Sevilla (Medellín). Leggermente più staccato Vicente García de Mateos (Louletano) che vediamo là in fondo, e che concluderà a 2'55". Distacchi importanti per tutti, dunque, ma i più grandi sconfitti sono gli uomini della W52-FC Porto: ecco Edgar Pinto, Gustavo Veloso, António Carvalho e Daniel Mestre concludere a 5'30", seguiti da Fabio Duarte (Medellín) a 5'41", Sergio Paulinho (Efapel) e David Livramento (Sporting), entrambi a 5'49". Ancora peggio João Rodrigues, che ancora deve arrivare, il cui passivo sarà di 6'04". Rivediamo dunque l'ordine d'arrivo mentre José Mendes sale sul palco delle premiazioni: Ed ecco la classifica generale, che vede Mendes saldamente al comando con quasi un minuto su Joni Brandão e più di due nei confronti di Feillu e Soto. Da Penhas da Saúde, Covilhã, è tutto, appuntamento a domani con la Volta a Portugal 2019!
  12. guardando la foto dell'arrivo, la colpa del bug mi sa che è del norvegese della Israel che, se fai caso, già di per sé è abbastanza lontano dai primi quattro: ma evidentemente non abbastanza perché gli venga conteggiato il distacco e così, a sua volta, tiene in gioco Pinto e tutti gli altri dietro, che nemmeno si vedono.
  13. 3ª TAPPA: SERTÃ > OLIVEIRA DO HOSPITAL LA EFAPEL FA IL FORCING MA NON LA SELEZIONE: DOMINGOS GONÇALVES E JOSÉ MENDES RINGRAZIANO Alla vigilia della tappa regina con arrivo in salita sull'Alto da Torre, un ricco e significativo antipasto a Oliveira da Hospital, dove ad imporsi in uno sprint ristretto ad appena cinque corridori è Domingos Gonçalves della Caja Rural, mentre ad impadronirsi della camisola amarela è il campione nazionale José Mendes, dello Sporting-Tavira, battuto dal solo Gonçalves. Al terzo e quarto posto due portacolori della Efapel, il leader Joni Brandão ed Henrique Casimiro, con il norvegese August Jensen, della Israel Cycling Academy, a chiudere la fila. E proprio alla Efapel, autrice di un grande forcing sui due gpm che caratterizzavano il finale, si deve il merito per questa selezione. Tra mille polemiche, però, i cronometristi non rilevano distacchi con chi insegue, a cominciare da Edgar Pinto della W52-FC Porto che, in questo modo, perde sì la camisola amarela, ma solo per effetto degli abbuoni. Classifica che rimane quindi cortissima, e vede Mendes precedere Gonçalves di 3", quindi Brandão a 4", Pinto a 5", Jensen a 7" e Vicente García de Mateos a 11". In top ten anche Casimiro e Sergio Paulinho, sempre della Efapel. Distacchi destinati, fatalmente, a lievitare domani, quando si salirà ai duemila metri dell'Alto da Torre.
  14. 2ª TAPPA: BEJA > PORTALEGRE A PORTALEGRE SI DELINEANO LE GERARCHIE ALLA W52: TAPPA E MAGLIA PER EDGAR PINTO, VELOSO IN RITARDO! Primo squillo per la supercorazzata W52-FC Porto, peraltro già titolare della camisola amarela con Samuel Caldeira: i Dragoni strappano il successo a Portalegre con Edgar Pinto, che strappa anche la camisola amarela al compagno di squadra. L'arrivo, posto in cima a un breve strappo, ha dato anche le prime indicazioni in chiave successo finale: alle spalle di Pinto si piazzano il campione nazionale José Mendes, dello Sporting-Tavira, e il leader della Efapel Joni Brandão, ma sono ben 23 i corridori classificati con il tempo del vincitore. Fra questi, però, non ci sono Gustavo Veloso (54") della stessa W52, né gli sportinguisti Frederico Figueiredo (1'28") e Alejandro Marque (1'50"). La defaillance del due volte vincitore della Volta potrebbe dunque contribuire a delineare le gerarchie in casa W52 a favore di Pinto, ma anche di João Rodrigues, a sua volta ancora in top ten, o di António Carvalho, comunque poco distante.
  15. gioco a estremo, in effetti così le tappe di montagna sono dure, ma se no non c'è gusto
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