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  1. Proseguiamo con la seconda parte della diretta della Parigi-Roubaix 2020: ci eravamo lasciati con otto uomini al comando, rimasti in sei quando mancano 19 km al traguardo e ci troviamo in uno dei settori più ostici, quello di Camphin-en-Pèvèl. Davanti abbiamo, nell'ordine, Wout Van Aert (Jumbo-Visma), Alexander Kristoff (UAE Emirates), Peter Sagan (Bora-Hansgrohe, coperto dalla moto ripresa), Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale) e, fuori inquadratura, la coppia CCC composta da Greg Van Avermaet e Matteo Trentin, rimasti in superiorità numerica dopo che il compagno di squadra di Van Aert, Teunissen, ha perso contatto proprio in questo settore, al pari di Boasson Hagen. Ed ecco i primi inseguitori, distanti una ventina di secondi: anche questo secondo drappello è composto da sei uomini ed è guidato da Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) che ha alla sua ruota il vincitore del Fiandre Sep Vanmarcke (EF Pro Cycling), Zdenek Stybar (Deceuninck-Quick Step) e il campione del mondo Mads Pedersen (Trek-Segafredo), mentre alla destra dell'olandese riconosciamo i due corridori che facevano parte della testa della corsa, Mike Teunissen (Jumbo-Vismo) e dietro di lui Edvald Boasson Hagen (NTT). La corsa, ormai, è una faccenda tra questi due gruppi di sei. 15 km all'arrivo: all'uscita dal Carrefour-de-l'Arbre, davanti sono rimasti in cinque, dopo che anche Trentin ha perso contatto, venendo anzi già superato anche dai primi inseguitori. A guidare la corsa restano dunque Van Aert, Van Avermaet, Sagan, Naesen e Kristoff, mentre il ritardo di Van der Poel, Stybar, Vanmarcke e Pedersen è schizzato da 20" a un minuto! Ormai i tratti di pavé più insidiosi sono alle spalle, ma c'è chi non si rassegna all'epilogo in volata ristretta. E così, agli 11 km, Peter Sagan piazza uno scatto, trovando la pronta risposta di Alexander Kristoff e Greg Van Avermaet. Colti di sorpresa, invece, Oliver Naesen e Wout Van Aert che perdono qualche metro e ora dovranno a tutti i costi chiudere subito il buco. -9,5 km: Van Aert e Naesen rientrano, di nuovo cinque uomini in testa alla corsa, sale a 1'15" il ritardo del gruppetto Van der Poel. - 7 km: un tratto in leggerissima salita è comunque sufficiente a far sì che Oliver Naesen perda nuovamente contatto e, questa volta, in maniera definitiva. Anche Alexander Kristoff sembra in difficoltà! Confermate le impressioni sul corridore norvegese che, poche centinaia di metri dopo Naesen, fa la sua stessa fine. A giocarsi la Roubaix saranno dunque Sagan, Van Aert e Van Avermaet, che entrano in questo momento nel velodromo! Parta la volata, con Sagan alla corda, Van Aert al centro e Van Avermaet sull'esterno: i tre sono praticamente affiancati e non è ancora chiaro chi sarà a prevalere in questo sprint, ma sappiamo solo che sarà infinito! Sembra che ad uscire meglio dalla curva sia stato Wout Van Aert, che inizia a guadagnare terreno sugli avversari! Ed è Wout Van Aert (Jumbo-Visma) a vincere la Parigi-Roubaix 2020! Alle sue spalle Greg Van Avermaet (CCC) in seconda posizione e Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) in terza, per un podio stellare sul quale il fenomeno di Herentals sarà accompagnato da due precedenti vincitori dell'Inferno del Nord. L'ordine d'arrivo è completato da Alexander Kristoff e Oliver Naesen a 57", Mads Pedersen, Sep Vanmarcke e il grande sconfitto Mathieu Van der Poel a 1'44", Zdenek Stybar e Matteo Trentin chiudere la top ten a 2'32". Per la Movistar un mezzo disastro, dato che il migliore, Imanol Erviti, è appena 31º a 9'11". Come abbiamo visto, però, la corsa della nostra pedina migliore, Jurgen Roelandts, è stata pesantemente condizionata da una caduta alle porte della Foresta di Arenberg, e così il 35enne belga deve accontentarsi della 52ª posizione a oltre un quarto d'ora di ritardo: resta, comunque, il suo eccezionale terzo posto di domenica scorsa alla Ronde. Da Roubaix è tutto, grazie per averci seguiti e a presto!
  2. Eccoci al live della Parigi-Roubaix, terza classica monumento dell'anno, dopo la Milano-Sanremo vinta da Caleb Ewan e la clamorosa beffa servita da Sep Vanmarcke a Van der Poel al Giro delle Fiandre di domenica scorsa. Entriamo in cronaca a 60 km dal traguardo, durante l'attraversamento del settore di Beuvry-la-Forêt, quando al comando troviamo questo quintetto composto da Dylan Van Baarle (Ineos), Edvald Boasson Hagen (NTT), Frederik Backaert (B&B Hotels), Matteo Trentin (CCC) e Mike Teunissen (Jumbo-Visma). Il loro vantaggio è di 1'25" nei confronti di un gruppo di non più di 25 corridori con un solo Movistar superstite, Imanol Erviti. Reduce dal terzo posto alla Ronde che faceva sperare in una grande giornata anche oggi, Jurgen Roelandts purtroppo è invece rimasto vittima di una caduta a 125 km dal traguardo, che lo ha costretto ad inseguire fin dalla Foresta di Arenberg: pur rientrando in gruppo a circa 70 km dalla conclusione, il belga ha poi perso nuovamente contatto in seguito ad una nuova accelerata del gruppo. E adesso, a 45 km dall'arrivo, stessa sorte tocca anche a Imanol Erviti, che non riesce a tenere le ruote di un gruppo dei migliori ormai ridotto ad appena quindici uomini. La corsa si è accesa, ed è tutta la davanti! 32 km alla conclusione, in testa alla corsa rimangono in tre - Mike Teunissen, Matteo Trentin e Edvald Boasson Hagen - con 56" sul gruppo dei big che in questo momento conta 18 corridori, fra cui Van der Poel, Van Avermaet, Van Aert, Stybar, Vanmarcke, Sagan, Naesen, Lampaert, Kristoff, Politt e Pedersen. Ma ecco che, grazie ad un rallentamento dei big, il gruppo si rinfolstice e tra quanti riescono a rientrare c'è anche uno stoico Imanol Erviti! Mancano 29 km all'arrivo e attenzione, perché il vantaggio dei tre battistrada è tornato a salire grazie alla fase di stanca tra gli inseguitori, e ora sfiora il 1'40"! Stante la situazione che rischia di sfuggire di mano, c'è chi decide di prendere l'iniziativa e di lanciarsi in prima persona all'inseguimento dei tre di testa: e si tratta nientemeno che di Alexander Kristoff (UAE Emirates) e Peter Sagan (Bora-Hansgrohe)! Nel volgere di pochi chilometri, ai -22, Kristoff e Sagan raggiungono Teunissen, Boasson Hagen e Trentin: il quintetto venutosi così a formare ha 23" sul primo drappello di inseguitori, composto da Van der Poel, Van Avermaet, Van Aert, Stybar, Vanmarcke, Naesen, Lampaert e Pedersen. Ed ecco che anche Greg Van Avermaet (CCC), Wout Van Aert (Jumbo-Visma) e Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale) rientrano sui battistrada: mancano poco più di 20 km e questi otto hanno 15" su Van der Poel, Stybar, Vanmarcke e Pedersen, con Lampaert, Van Baarle e Sutterli poco più distanti, a 36". La situazione è quindi molto delicata per Mathieu Van der Poel, al quale toccherà assumersi la responsabilità di guidare l'inseguimento mentre, davanti, i suoi rivali potrebbero organizzarsi: soprattutto Van Aert e Van Avermaet che possono contare, rispettivamente, sull'aiuto di Teunissen e Trentin. A tra poco per il finale della Roubaix!
  3. Oggi è il giorno della Parigi-Roubaix, che seguiremo in diretta. Ma è anche quello della Klasika Primavera, che vediamo subito come è andata a finire: La Movistar, unica squadra World Tour al via, fa la corsa portando via un gruppo di undici uomini nel quale è presente con tre corridori, ma rimane con un pugno di mosche, perché il migliore dei suoi, Carlos Verona, non va oltre la quinta posizione. La vittoria è invece del quasi 27enne Jonathan Lastra (Caja Rural-RGA Seguros), al secondo successo da professionista dopo la Clássica da Arrábida vinta lo scorso anno. E ora non andate via, perché fra poco inizia la diretta dall'Inferno del Nord!
  4. vabbeh, già tappa e maglia al secondo giorno, un trionfo! puoi anche chiuderla qui per risparmiare a Zakarin le brutte figure in montagna p.s.: ad agosto liberi Masnada alla Quick Step, vero?
  5. La "Settimana Santa del Ciclismo", quella che va dal Fiandre alla Roubaix, per una squadra come la Movistar è, in realtà, soprattutto la settimana del Giro dei Paesi Baschi al quale, in assenza di Valverde e con Soler reduce dal Catalogna, andiamo con Enric Mas capitano unico. Prima di vedere come sono andate le cose all'Itzulia, però, concentriamoci su un altro paio di gare, a cominciare dallo Scheldeprijs, a cui non eravamo presenti, ma che resta uno degli appuntamenti di cartello nella primavera dei velocisti: Dylan Groenewegen (Jumbo-Visma), dunque, non perdona, e a Schoten precede Caleb Ewan (Lotto-Soudal) e un sorprendente Manuel Belletti (Androni Giocattoli). I Movistar erano invece in gara al Circuit de la Sarthe, breve gara a tappe francese con tanta pianura, qualche strappo e una cronometro, con l'obiettivo di curare la classifica con Nelson Oliveira e preparare la gamba di Imanol Erviti in vista della Roubaix: Italiani grandi protagonisti sulle strade della Sarthe, grazie alle vittorie allo sprint di Elia Viviani (Cofidis) e Matteo Moschetti (Trek-Segafredo). La classifica va al giovane portoghese João Almeida (Deceuninck-Quick Step) che è tra i corridori del momento, avendo recentemente vinto il Gp Indurain e una tappa alla Volta a Catalunya. Con lui sul podio l'altrettanto promettente eritreo Biniam Ghirmay (Nippo Delko Provence) e l'esperto compagno di squadra Dries Devenyns (Deceuninck-Quick Step). La Movistar non vince tappe ma piazza comunque tre corridori nei dieci: José Joaquín Rojas settimo, Nelson Oliveira ottavo e Imanol Erviti decimo.
  6. grazie Bubba, in effetti la faccio soprattutto per provare a tenere in vita il forum
  7. Eccoci al Giro delle Fiandre, che seguiremo live: la corsa torna, quest'anno, ad arrivare a Meerbeke affrontando, nel finale, il mitico Grammont ed il Bosberg. Qui invece siamo ancora sull'Oude Kwaremont con il quartetto al comando della corsa: il campione australiano Michael Matthews (Sunweb), Dylan Van Baarle (Ineos), Marc Sarreau (Groupama-FDJ) e Christophe Laporte (Cofidis). Mancano un'ottantina di chilometri all'arrivo ed il loro vantaggio sul gruppo con tutti i big è inferiore al minuto. La gara stenta ad entrare nel vivo, tanto che il quartetto precedentemente inquadrato è ancora al comando quando si entra a Geraardsbergen per attaccare il Muur. E dal rimescolamento di carte che segue lo scollinamento, ecco sganciarsi Greg Van Avermaet (CCC) e Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix). Van Avermaet e Van der Poel hanno superato anche l'ultimo muro, il Berendries, e si avvicinano ora all'arco dei 5 km all'arrivo: al loro inseguimento un gruppo ancora abbastanza folto e nel quale, a sorpresa, sono i Movistar ad aver preso l'iniziativa, potendo, Jurgen Roelandts, contare ancora sull'aiuto di Imanol Erviti e Eduard Prades, inseriti preventivamente nella fuga del mattino e ora preziosissimi alla causa del loro capitano. in precedenza era già stato rimontanto anche Gabriel Cullaigh. Siamo all'ultimo chilometro! Eialzatosi un esausto Van Avermaet, Mathieu Van der Poel prova a resistere da solo al rientro del gruppo: Ed eccoci alle fasi decisive: Van der Poel è ancora davanti a tutti, alle sue spalle parte la volata del gruppo che vede Sep Vanmarcke (EF Pro Cycling) e Jurgen Roelandts (Movistar) schizzare qualche metro avanti agli altri: Ma Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) alza già le braccia al cielo per festeggiare la sua prima vittoria in una classica monumento! Attenzione però, perché l'olandese non si è accorto del ritorno veemente dei corridori alle sue spalle, ed il fotofinish ci conferma che in realtà è stato Sep Vanmarcke (EF Pro Cycling) a tagliare il traguardo per primo! Errore imperdonabile e beffa clamorosa per il fuoriclasse olandese! Ed ecco dunque l'ordine d'arrivo: per la Movistar arriva l'eccezionale terzo posto di Jugen Roelandts, che torna sul podio della Ronde a distanza di sette anni da quell'altra terza posizione, datata 2013, alle spalle di Cancellara e Sagan.
  8. È iniziato il conto alla rovescia alla seconda grande classica di stagione, il Giro delle Fiandre. Prima, però, sempre in Belgio si è corsa - senza di noi - la Dwars door Vlaanderen, ed ecco com'è andata: vittoria in volata di Kristoffer Halvorsen, della EF Pro Cycling, davanti a Kristian Sbaragli (Alpecin-Fenix). In Spagna, invece, il weekend che precede il Giro dei Paesi Baschi si apre con il Gp Indurain, corsa a cui ci schieramo con l'obiettivo di vincere, correndo tutti per Enric Mas: Per vincere, Enric Mas, avrebbe forse dovuto arrivare da solo, ed invece è riuscito sì a portare via il gruppetto buono, ma nulla ha potuto contro João Almeida che, peraltro, ha approfittato della superiorità numerica della Deceuninck-Quick Step, presente anche con Rémi Cavagna. La vittoria va dunque al giovane portoghese, che precede Sepp Kuss (Jumbo-Visma) e il nostro Mas. Quarto un altro uomo potenzialmente interessante in ottica grandi giri, come Tao Geoghegan Hart (Ineos).
  9. ma ha tipo 71-72 in collina... c'est na pippe!
  10. eh ma tanto anche lì, con Valverde che non so nemmeno se riesce a recuperare in tempo dall'infortunio, la vedo male lo stesso
  11. Si conclude la settimana di classiche con la Gent-Wevelgem, dove sarà sempre Jurgen Roelandts il nostro uomo di riferimento: Pronta rivincita di Wout Van Aert (Jumbo-Visma) nei confronti di Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix), con il campione del mondo Mads Pedersen (Trek-Segafredo) terzo a completare un podio extra-lusso. Jurgen Roelandts (Movistar) non va oltre il 12° posto, ma erano davvero tanti i velocisti di nome presenti nel gruppo buono, e comunque il team spagnolo ha avuto il merito di tenere la corsa nelle fasi salienti: a farne le spese soprattutto Greg Van Avermaet (CCC), all'attacco ai -15 km e nuovamente negli ultimi km, venendo ripreso proprio dai Movistar già all'interno dell'ultimo chilometro.
  12. Quella successiva alla Sanremo è, da diversi anni ormai, una delle settimane più intasate della stagione. Abbiamo già visto come sono andate le cose a Brugge-De Panne e Harelbeke e, in attesa della Gent-Wevelgem, vediamo il resoconto della Volta a Catalunya, dove la Movistar, ancora assente Valverde alle prese con la riabilitazione post frattura della clavicola, portava Marc Soler in cerca di una rivincita della deludente Parigi-Nizza: Dopo il dominio palesato alla Parigi-Nizza, dove fece letteralmente il vuoto nell'arrivo in salita, Tadej Pogačar (UAE Emirates) fa sua anche la Volta Ciclista a Catalunya, senza però vincere alcuna tappa e prevalendo per appena una manciata di secondi su Gorka Izagirre (Astana) e il nostro Marc Soler (Movistar), in netta crescita rispetto alla course au soleil. Il corridore catalano avrebbe anzi meritato qualcosa di più, e recrimina per la decisione dei cronometristi di non rilevare distacchi rispetto al gruppo nella tappa regina di Val d'Aran dove Soler, lanciato da Carlos Betancur in vetta all'ultima salita di giornata, era effettivamente riuscito ad aprire un divario tra sé e Pogačar. Una decisione controversa e che ha finito col pesare sul risultato finale, considerata la classifica cortissima, con i primi dieci racchiusi in appena 40". Italiani in grande spolvero, con ben quattro vittorie di tappa che portano la firma di Jacopo Guarnieri (Groupama-FDJ, a segno in volata a Calella e Torrefarrera), Mattia Cattaneo (Deceuninck-Quick Step, primo a La Molina) e Sacha Modolo (Alpecin-Fenix, impostosi nel circuito finale al Montjuich). Completano l'elenco dei vincitori Jasper De Buyst (Lotto Soudal), Wout Poels (Bahrain-McLaren) e, proprio nella tappa incriminata di Val d'Aran, l'altra giovane promessa João Almeida (Deceuninck-Quick Step), coetaneo di Pogačar.
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