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  1. grande Wout, e Van der Poel ancora muto! Bettiol è stato bravo, ma alla fine l'hanno ripreso
  2. no per l'Antalya non le ho toccate, e in realtà le tappe me le caricava pure: ma poi vedevo tutti i corridori e le bici come ombre nere, probabile che il casino fosse a livello di pack (magari era semplicemente in aggiornamento mentre ho provato a giocare)
  3. è arrivato 11" davanti al mio migliore, eh (che poi questa corsa l'ho pure dovuta similuare perché mi crashava)
  4. Grandi firme anche in Turchia, sulle strade di un Tour of Antalya a sua volta mai così ricco di corridori e squadre di vertice. La vittoria fa al britannico Simon Yates (BikeExchange) in virtù del suo successo nell'arrivo in salita di Termessos, dove si è imposto con 7" sul connazionale Hugh Carthy (EF Education-Nippo) e sullo sloveno Matej Mohorič (Bahrain Victorius) che lo accompagnano anche sul podio finale. Di Marco Canola (Gazprom-Rusvelo) e dei due belgi della Alpecin-Fenix, Roy Jans e Gianni Vermeersch, gli altri successi di tappa. Per la Molteni-Wiggins una corsa avara di soddisfazioni, con il 19º posto finale di Jesús David Peña a 46" da Yates, anche se a soli 11" dalla decima posizione. Lontani e mai protagonisti gli altri nostri ragazzi: Asbjørn Hellemose, Adam Lewis, Ryan Watkins, Thomas Gloag e Ben Turner
  5. eh già.... bisognerebbe sbattersi ogni volta per personalizzare le squadre al via delle gare: per la Vuelta al Tachira e per il Tour de Rwanda (che devo ancora raccontare) l'ho fatto, per il Langkawi no
  6. È un Tour de Langkawi ben frequentato come non mai, quello a cui ci presentiamo con il nostro leader Simon Carr al debutto ufficiale in maglia Molteni, supportato principalmente da Luke Plapp e Thomas Gloag, con Iuri Filosi libero di puntare alle tappe e Leo Hayter e Jonathan Dibben a cercare di piazzarsi nelle tante volate che si annunciano: delle otto frazioni, infatti, ben sette si addicono alle ruote veloci, mentre con ogni probabilità la classifica si deciderà nell'arrivo in salita di Bukit Fraser, vetta storica della corsa malese, anche se meglio conosciuta con il nome del parco temarico di Genting Highlands. Ecco il dettaglio del percorso: Quanto agli avversari, si staglia su tutti la solita Ineos Grenadiers (foto sotto) che, pur portando una batteria di seconde linee, schiera nientemeno che il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia Tao Geoghegan Hart, il terzo del Tour Richie Porte, l'ex iridato Michal Kwiatkowski, Pavel Sivakov, Eddie Dunbar e Laurens De Plus: letteralmente ognuno di loro, in una qualsiasi precedente edizione, sarebbe stato l'uomo da battere. E non è finita qui, perché in gara abbiamo anche la Jumbo-Visma con Tom Dumoulin e il giovane Jonas Vingegaard, la BikeExchange che si affida all'esperienza di Esteban Chaves e alla freschezza di Lucas Hamilton, la UAE Team Emirates ed il Team DSM che puntano rispettivamente su Brandon McNulty e Michael Storer. Tra le formazioni di casa, poi, occhio al Team Sapura che si affida agli scalatori italiani Danilo Celano e Pierpaolo Ficara. Senza contare la presenza di altri team World Tour o Professional di livello assoluto che, in assenza di uomini da classifica, punteranno ai successi di giornata: è il caso di Deceuninck-Quick Step, Astana-Premier Tech, Israel Start-up Nation e Alpecin-Fenix. Con un simile parco partenti, per Carr e la Molteni-Wiggins non sarà facile strappare un buon piazzamento in classifica, ed il compito si annuncia improbo anche per le vittorie di tappa, data l'assenza di un vero velocista. Timori confermati dalla prova dei fatti, dato che nei primi sei giorni di gara, tutti conclusisi rigorosamente allo sprint, i migliori piazzamenti sono il 16º di Iuri Filosi a Kuala Berang (4ª tappa) ed il 19º di Jonathan Dibben l'indomani a Kuantan. Protagonista assoluto di questa fase della corsa è invece l'idolo di casa Mohamed Harrif Saleh (Terengganu-Tsc Cycling Team, foto sotto), a segno in ben quattro frazioni consecutive dopo che, nei primi due giorni di gara, si erano invece imposti il belga Tom Van Asbroeck (Israel-Start-up Nation) ed il danese Mikkel Honoré (Deceuninck-Quick Step). Si arriva dunque alla penultima e decisiva tappa di Genting Highlands con una classifica ancora tutta da scrivere, guidata proprio da Saleh con 13" su Honoré e 20" su Van Asbroeck, ma tutti i pretendenti alla vittoria finale a 49". C'è comunque curiosità per quello che potrà fare Honoré, lanciatosi un po' a sorpresa nelle volate, ma assolutamente capace di dire la sua anche in salita. Ad ogni modo quando la corsa entra nel vivo, a 6 km dalla vetta (foto sotto), restano al comando cinque tra i corridori più attesi: il campione australiano Richie Porte (Ineos Grenadiers), Esteban Chaves (BixeExchange), Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma), Brandon McNulty (UAE) e Michael Storer (DSM). In questo momento hanno già 25" di vantaggio su un gruppo di una trentina di corridori del quale fanno parte tutti gli altri uomini più attesi, e anche il nostro Carr. Ed è Richie Porte a scremare ulteriormente il drappello: a 2 km dall'arrivo l'unico a resistergli a ruota è Esteban Chaves (foto sotto), mentre Vingegaard, Storer e McNulty sono già in ritardo di quasi un minuto ed il gruppo inseguitore, ulteriormente selezionato e nel quale continua a tenere duro anche Simon Carr, è a 1'30". All'ultimo chilometro molla anche Chaves, e Richie Porte si invola verso la vittoria! Richie Porte (Ineos Grenadiers) vince a Genting Highlands e mette le mani sul Tour de Langkawki 2021! Esteban Chaves chiude in seconda posizione con un ritardo di 23", mentre il terzo posto, a 36", va ad un arrembante Pierpaolo Ficara (Sapura) capace di rimontare e saltare nel finale gli altri protagonisti di giornata, a cominciare da Brandon McNulty e Jonas Vingegaard, appaiati a 48"; quindi Mikkel Honoré e Floris De Tier (Alpecin-Fenix) a 1'10"; Michael Storer a 1'31"; Louis Vervaeke (Alpecin-Fenix), Laurens De Plus, Tom Dumoulin, James Piccoli (Israel) e Nicholas Roche (DSM) a 1'40" e Simon Carr (Molteni, in primo piano nella foto sotto), primo di un gruppetto giunto con 1'55" e comprendente, tra gli altri, Sivakov, Kwiatkowski, Bagioli, Stybar e Riabushenko. Solo 117º a 10'46" Geoeghegan Hart, che ha corso da mero gregario. Richie Porte balza dunque al comando della generale con un vantaggio di 27" su Chaves, 42" su Ficara, 44" su Honoré e 58" su McNulty. Una classifica invariata nell'ultima tappa, la passerella di Kuala Lumpur nella quale Tom Van Asbroeck (Israel Start-up Nation, foto sotto) serve il bis della frazione di apertura. Il nostro Tour de Langkawi si conclude senza squilli ed il 25º posto finale a 2'05" di Simon Carr, arrivato comunque a pari tempo con il 19º, Pieter Serry, e a soli 15" dal decimo, Tom Dumoulin.
  7. Parallelamente alla Vuelta al Tachira si sono assegnati anche i titoli nazionali australiani: per noi era in gara il solo Luke Plapp: il nostro giovanissimo portacolori si è piazzato sesto nella prova a cronometro a 1'15" da Rohan Dennis, e 15º nella gara in linea, nella quale ha incassato praticamente lo stesso distacco, 1'14", ma da un altro corridore Ineos: Richie Porte. Ineos sugli scudi anche in Colombia, dove Daniel Martínez si è confermato campione nazionale a cronometro beffando per appena un secondo il suo compagno di squadra (e capitano) Egan Bernal. Terzo a 13" Miguel Ángel López alla prima uscita in maglia Movistar, mentre la Molteni è stata rappresentata da Adrián Bustamante, 17º a 2'34". Lo stesso Bustamante è stato tra coloro che si sono lanciati all'attacco da lontano nella prova in linea, nella quale risalta però soprattutto la grande prestazione dell'unico nostro altro corridore in gara: Jesús David Peña, che aveva perso contatto a circa 75 km dall'arrivo, ha avuto infatti la forza di rientrare e resistere nel ridottissimo gruppo dei migliori fino a 5 km dalla conclusione, quando davanti era rimasta appena una dozzina di corridori. Eccolo Peña inquadrato (foto sopra) proprio nel tratto di salita sterrata che rappresentava il punto cruciale del percorso, nel momento in cui hanno perso definitivamente il largo i quattro che sarebbero andati a giocarsi la vittoria: ancora la coppia Ineos Martínez-Bernal e, insieme a loro, Quintana e Higuita. La vittoria, per la prima volta in carriera, è andata proprio al veterano Nairo Quintana (Arkéa-Samsic), andato a rimontare all'ultimo chilometro il campione uscente Sérgio Andrés Higuita (EF Education-Nippo) che ha così dovuto accontentarsi del secondo posto a 11". Battuti i due Ineos, con Bernal terzo a 20" e Martínez quarto a 28". Stremato, Jesús David Peña (Molteni) ha concluso in 12ª posizione a 2'03" (foto sopra), ultimo dei corridori arrivatisi a giocare il titolo nazionale. Il 13º, Bernardo Suaza, ha invece concluso a 5'16" da Quintana, quindi a più di tre minuti dal nostro Peña.
  8. grandissimo il mio Gonzalo alle Strade Bianche, me l'ero perso!
  9. La stagione si mette finalmente in moto con la Vuelta al Táchira, sentitissima corsa venezuelana che da qualche anno richiama ormai anche squadre e corridoi dalla Vecchia Europa. E in particolare dall'Italia, che schiera la Androni Giocattoli, la Bardiani e la stessa Molteni, team britannico ma con sponsor proveniente dal Bel Paese. Come da tradizione si annuncia un percorso particolarmente duro e all'insegna degli scalatori, senza cronometro: superato il circuito pianeggiante di Barinas, la Vuelta proporrà una serie di tappe di difficoltà crescente, con un trittico finale particolarmente impegnativo tra Mérida, La Grita e Cristo Rey. Quanto ai favoriti, sono proprio le formazioni italiane a schierare i principali pretendenti al successo: la Androni di Gianni Savio ci proverà con il colombiano Daniel Muñoz e l'ecuadoriano Jefferson Cepeda, ma c'è molta curiosità anche per il giovanissimo Santiago Umba, che qualcuno ha già etichettato come il nuovo Bernal. La Bardiani dei Reverberi risponde con il costaricano Kevin Rivera e l'azzurro Giovanni Carboni, mentre la Molteni di Sir Wiggins, pur partendo un gradino sotto, confida comunque in una bella prestazione da parte di Santiago Montenegro, con Jesús David Peña e Samuel Mugisha a supporto. Mai da sottovalture è anche l'ultraquarantenne Óscar Sevilla, leader di un Team Medellin molto bene assortito e che ha in Christian Montoya e Bernardo Suaza due possibili alternative al veterano spagnolo. La prima tappa, il Circuito de Barinas, vede la Androni prendere subito la ribalta grazie al suo velocista-principe, Davide Malucelli, che si impone (foto sotto) sul connazionale Giovanni Lonardi, della Bardiani, e su Mauro Richeze, dell'argentina San Luis. La seconda frazione, da Santa Bárbara de Barinas a Santa Ana de Táchira, propone le prime difficoltà ed infatti a giocarsi il successo è un gruppetto di nemmeno quaranta unità: il più veloce, al fotofinish, è il colombiano Heiner Parra in maglia blu della Canel's Zerouno (al centro nella foto sotto), che precede il nostro Samuel Mugisha e Jefferson Cepeda della Androni, e veste anche la maglia amarillo. Maglia che, in maniera del tutto inattesa, il giorno dopo passa proprio sulle spalle di Samuel Mugisha, secondo anche sul traguardo di San Cristóbal alle spalle di Cléver Martínez (Gios) nello sprint a tre che relega in ultima posizione Óscar Galvis (Colnago Cm Team), mentre a 38" giungono Bernardo Suaza (Medellin) e il leader designato della Molteni, Santiago Montenegro. A 53" ben tre uomini della Androni - Muñoz, Pellaud e Cepeda - e con loro Efren Santos (Canel's Zerouno), Franklin Castillo (Panama es Cultura y Valores),José Luis Aguilar (Start Cycling Team) e per la Bardiani-CSF il solo Davide Gabburo, mentre il capitano Kevin Rivera perde 1 minuto netto e Giovanni Carboni addirittura 1'12". La nuova classifica vede dunque Mugisha al comando (foto sotto) con 10" su Cléver Martínez, 14" su Galvis, 51" sul compagno Montenegro e 54" su Suaza. La quarta tappa, da Rubio a Bramon Concafé, vede ancora una volta i pretendenti al successo darsi battaglia sulla comunque non irresistibile rampa finale: sono 23 gli uomini che compongono il gruppo di testa, e la vittoria va a Daniel Muñoz (Androni Giocattoli-Sidermec, foto sotto) francobollato dalla maglia amarillo Samuel Mugisha (Molteni-Wiggins), al posto d'onore per il terzo giorno di fila; terzo Jhonatan Restrepo, pure lui della Androni, che precede Carboni e altri due Molteni, il britannico Jacob Vaughan e Santiago Montenegro. In classifica allunga Mugisha, che ora guida con 48" su Galvis, 59" su Suaza e Montenegro e 1'04" sul vincitore di tappa Muñoz, con Cepeda sesto a 1'10", Restrepo nono a 1'17" e Rivera decimo a 1'21". Nella quinta frazione, da San Josecito a San Juan de Colón, Daniel Muñoz serve il bis del giorno precedente (foto sotto) e questa volta passa anche al comando della generale. Il colombiano della Androni regola il compagno di squadra Jefferson Cepeda, Franklin Castillo (Panama es Cultura y Valores), Christian Montoya (Medellin) e Kevin Rivera (Bardiani), mentre ad 1'01" arriva un quartetto con Gabburo, Carboni, Parra e Montenegro. Molto più distanti, e probabilmente ormai fuori dai giochi per il successo finale, tutti gli altri. Per Samuel Mugisha è il giorno della resa (foto sotto): il ruandese si stacca già sulla prima salita di giornata e arriverà al traguardo con un ritardo di 19'56". D'ora in avanti, quindi, la Molteni sarà tutta per Montenegro. La corsa entra sempre più nel vivo con la sesta tappa, da La Fría a Mérida. Protagonisti di giornata (foto sotto) sono l'americano Griffin Easter (Start) e il nostro Adrián Bustamante (Molteni), ultimi superstiti della fuga del mattino, ripresi solo nei chilometri finali. A quel punto entrano in scena i big e Jefferson Cepeda (Androni Giocattoli), in maglia verde di leader dei gpm (foto sotto), fa il vuoto, andando a vincere con 21" su Kevin Rivera (Bardiani-CSF-Faizanè)! Terza posizione a 44" per un ottimo Jesús David Peña (Molteni), stesso ritardo per Giovanni Carboni (Bardiani-CSF-Faizanè). Appena più staccato, a 57", Santiago Montenegro (Molteni, in primo piano nella foto sotto) che ha molto sofferto ma ha limitato i danni proprio grazie a Peña, poi avvantaggiatosi solo nei metri finali. Seguono poi gli arrivi di due uomini della Medellin: Robigzon Oyiola a 1'46" e Christian Montoya a 1'56", quest'ultimo a precedere un Mugisha in ripresa ed Heiner Parra, mentre l'ormai ex maglia amarillo Daniel Muñoz (foto sotto) è il grande sconfitto di giornata: solo undicesimo e con un ritardo di 2'28", che significa caduta al quinto posto di una classifica che ora è guidata proprio dal suo compagno Jefferson Cepeda, con 42" su Rivera, 2'03" su Montenegro, che nonostante la grande fatica fatta nel finale sale in terza posizione, e 2'24" su Carboni; Muñoz, come detto, è quinto, a 2'28". E veniamo alla settima tappa, la penultima: già in fuga ieri, Griffin Easter è già involato verso un successo di tappa in parata con il compagno di squadra Reiner Honig e un altro corridore della Start Cycling Team, José Rodrígez Aguilar, terzo a 40" a completare una clamorosa tripletta della formazione statunitense. Ma quello che a noi interessa è la lotta fra i big, quando siamo ormai in vista dell'ultimo chilometro (foto sotto) il leader Jefferson Cepeda ha già allungato e passa proprio ora sotto il triangolo rosso, mentre alle sue spalle quel che resta del gruppo dei migliori è messo in fila da Samuel Mugisha (Molteni, in maglia rossa di leader della classifica a punti) che sta provando a lanciare Santiago Montenegro (a sua volta in maglia lilla di miglior giovane: per entrambi, però, si tratta di maglie prese a prestito), mentre sulla sinistra vediamo Kevin Rivera (Bardiani-CSF), che veste la maglia verde di leader dei gpm, anche se di una sfumatura molto simile al giallo del primo in classifica, e Daniel Muñoz (Androni). Al traguardo Cepeda è quinto a 1'04" dal vincitore, ma precede di 58" i rivali diretti, che vediamo ora sulla linea d'arrivo: Samuel Mugisha e Santiago Montenegro (foto sotto) sono i primi due del gruppetto a 2'02" da Easter, con loro Kevin Rivera e Giovanni Carboni (Bardiani), Óscar Galvis (Colnago) e José Manuel Gutiérrez (Gios) mentre Muñoz, andato nuovamente in difficoltà nel finale, paga 24" dai corridori inquadrati e 1'22" da Cepeda. L'ultima tappa è quella dello show conclusivo di Jefferson Cepeda (Androni Giocattoli-Sidermec) che al Cristo Rey vince ancora, precedendo Kevin Rivera (Bardiani-CSF), Bernardo Suaza (Medellin) e il compagno di squadra Jhonatan Restrepo, tutti accreditati dello stesso tempo (foto sotto). A 22" Daniel Muñoz (Androni) tallonato da Jesús David Peña e Santiago Montenegro (Molteni-Wiggins) che, in questo modo, riesce nell'impresa di difendere il terzo posto e salire dunque sul podio finale (foto sotto). Dunque Jefferson Alexander Cepeda (Androni Giocattoli-Sidermerc) vince la Vuelta al Táchira 2021, precedendo Kevin Rivera e Santiago Montenegro. Confermati i pronostici della vigilia che vedevano Androni e Bardiani giocarsi il successo finale, con la Molteni possibile outsider: il terzo posto ottenuto da Montenegro al cospetto di corridori più esperti e più forti in salita ci soddisfa, così come le due giornte in maglia amarillo di Samuel Mugisha. Peccato solo per la vittoria di tappa che non è arrivata, ma che abbiamo soltanto sfiorato per tre giorni di seguito, con lo stesso Mugisha.
  10. Wiggins-Molteni, tre corridori rinunciano in extremis: al loro posto Vaughan e Gahemba Cambi dell'ultim'ora nel roster con cui la Molteni-Wiggins affronterà la sua prima stagione a livello Continental: rispetto alla rosa di 19 corridori annunciata nei giorni scorsi, infatti, non faranno parte del team Greg Pardew, Alexis Quinteros ed Emanuel Mugisha. «Per Quinteros e Mugisha si è trattato di un problema burocratico, non essendo arrivati per tempo i documenti necessari a registrarli nel Regno Unito come lavoratori extracomunitari. Pardew, invece, ha preferito fare un passo indietro e completare gli studi, prima di dedicarsi anima e corpo al professionismo: le nostre porte, comunque, restano aperte per tutti e tre questi ragazzi, che continueremo nelle categorie giovanili in cui saranno impegnati», la spiegazione di Bradley Wiggins, che si è anche detto molto dispiaciuto. Per colmare il vuoto lasciato in squadra da queste tre defezioni, il team ha così annunciato due nuovi innesti: in sostituzione di Pardew, un altro giovane britannico dotato di spunto veloce, il 21enne Jacob Vaughan (foto in alto), già campione nazionale Juniores nel 2016, categoria per la quale, due anni più tardi, ha militato nella formazione giovanile della Lotto Soudal; mentre il ruandese Mugisha sarà sostituito dal connazionale Bernabe Gahemba. Nessun sostituto, invece, per il colombiano Quinteros. Ed ecco dunque la rosa definitiva del team Molteni-Wiggins, che affronterà la stagione 2021 forte di 18 corridori: p.s.: il motivo della sostituzione è in realtà un altro: quando avevo costruito la rosa l'avevo fatto spulciando un database diverso da quello su cui ho lanciato ora la carriera vera e propria, e soprattutto ad essere diverso è il savegame: in sostanza Pardew e il minore dei Mugisha erano dei regen che quindi non potevano essere replicati in una nuova partita, mentre Quinteros nel frattempo deve essere stato eliminato dal db
  11. db pronto e in installazione! compatibilmente col lavoro, a breve si inizia con la Vuelta al Táchira!
  12. pare che il db sarà pronto entro il prossimo weekend... manca poco!
  13. Wiggins-Molteni, la squadra è fatta: un fratello d'arte e due cugini per chiudere il roster Per completare il roster con il quale affronterà la sua prima, storica stagione, la Molteni-Wiggins si affida agli affetti familiari, ingaggiando un fratello d'arte e due cugini: il primo è il britannico Leo Hayter (foto sopra), fratello minore di quell'Ethan in forza alla Ineos già in evidenza tra i professionisti con il successo al Giro dell'Appennino dello scorso anno. I cugini sono i ruandesi Mugisha: Samuel (foto sotto), 23 anni, ha vinto il Tour of Rwanda nel 2018 e militato due stagioni nella formazione Development del Team Qhubeka; Emanuel è il suo minutissimo cugino: appena 48 kg di peso a 161 cm di altezza, fisico da scalatore, per non dire da fantino. E così, con questi ulteriori tre innesti, la rosa definitiva a disposizione di Bradley Wiggins conta i seguenti 19 corridori in rappresentanza di 8 diverse nazionalità: Adrián Bustamante (Col), Simon Carr (Gbr), Jonathan Dibben (Gbr), Iuri Filosi (Ita), Thomas Gloag (Gbr), Wilson Haro (Ecu), Leo Hayter (Gbr), Asbjørn Hellemose (Dan), Eli Iserbyt (Bel), Adam Lewis (Gbr), Santiago Montenegro (Ecu), Emanuel Mugisha (Rua), Samuel Mugisha (Rua), Greg Pardew (Gbr), Jesús David Peña (Col), Luke Plapp (Aus), Benjamin Quinteros (Col), Ben Turner (Gbr), Ryan Watkins (Gbr). «Saremo una squadra globetrotter, con un calendario corse che, compatibilmente con le limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia, si articolerà nei cinque continenti. Per questo - rivela Bradley Wiggins - abbiamo deciso di aprire anche a ragazzi sudamericani ed africani, il che permetterà a loro di maturare un'importante esperienza internazionale e, a noi, di allargare la nostra fanbase». Corsa d'esordio per la Molteni-Wiggins sarà la Vuelta al Táchira, in Venezuela, in programma dal 17 al 24 gennaio.
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