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  1. Sotto con il resoconto della nostra seconda corsa di stagione, la Vuelta a San Juan, alla quale andremo puntando alla classifica con Carlos Betancur, supportato in salita da Carlos Verona e dal padrone di casa Eduardo Sepúlveda, con Einer Rubio al debutto da professionista, Nelson Oliveira a puntare la cronometro e José Joaquín Rojas gli arrivi in volata, aiutato dal pistard Albert Torres: Naturalmente la storia delle tre squadre ritirate in polemica con gli organizzatori è una fuffa: è che, smanettando sul PCM Career Explorer (un tool molto figo scaricato da PCM.Daily, che archivia tutti i risultati di stagione, conservandoli anche quando spariscono dal gioco, e consente contemporaneamente di apportare altre modifiche al db) quando poi ho riaperto la partita, i corridori di quelle tre squadre erano spariti dal db della corsa, tant'è che - essendo la mia Movistar una delle tre squadre sparite - non ho nemmeno potuto giocare l'ultima tappa. Vabbeh, fa niente.
  2. ehm... il problema è che in realtà sto giocando sempre con PCM 2018, solo aggiornato al 2020. So che non sarebbe questa la sezione corretta, ma già leggono in pochi questa, figuriamoci la sezione vecchia.
  3. ciao e ben tornato! il World DB è fatto molto bene, questo con cui sto giocando io, però, è un db scaricato da LeGruppetto che penso sia derivato dal World DB, ma non è proprio quello, a cominciare dai valori massimi volutamente più bassi.
  4. Ed ecco, tutta d'un fiato, la cronaca del Down Under 2020:
  5. La stagione si è messa in moto con i campionati nazionali in Oceania: in Australia vittoria di Richie Porte (Trek-Segafredo) a cronometro e del giovane Robert Stannard (Mitchelton-Scott) in linea; nella vicina Nuova Zelanda, successi per Patrick Bevin (CCC) contro il tempo e George Bennett (Jumbo-Visma) in linea. Tutto pronto per il debutto stagionale al Tour Down Under, che ho corso con la startlist vera (unica differenza rispetto alla realtà, Bevin anziché Van Keirsbulck dato che quando ho giocato il neozelandese non era ancora saltato per infortunio; assente anche l'UniSa che non mi sono sbattuto ad aggiungere al database). Anche il percorso sarà quello del TDU 2020:
  6. Caratteristiche dei corridori - NB: la patch che ho scaricato ha valori particolari, nel senso che il massimo è stato abbassato a 79 su tutti i terreni (con qualche rara eccezione, tipo Bernal a cui hanno dato 80 in montagna) e lo stesso vale per i potenziali, compresi quelli dei newgen. L'autore della patch, un francese di Le Gruppetto, dice che in questo modo i valori si adattano meglio all'IA del gioco: credo che l'obiettivo sia avere corse più chiuse che si decidono veramente nei finali, anziché azioni a lunga gittata che scavano solchi profondi in tappe dove, nella realtà, succede poco o nulla. ps: le slide non saranno tutte in spagnolo!
  7. toc toc... c'è ancora qualcuno? È inutile, ogni anno ci ricasco, e questa volta mi è venuto voglia di giocare con la Movistar (patch 2020 scaricata da Le Gruppetto, livello estremo), alle prese con una vera e propria rifondazione dopo gli addii a Quintana, Landa e Carapaz. In fondo, la mia prima storia 10 (!) anni fa l'avevo fatta con l'Astana del dopo Contador, dunque in una situazione simile... chissà che non sia di buon auspicio, anche se non credo: mi sa che ormai il forum è defunto... Ad ogni modo, stay tuned!
  8. ciao! ti avevo già risposto ma mi accorgo ora che il messaggio deve essersi perso nel crash di qualche giorno fa. Allora: in realtà l'ultimo pcm con cui ho giocato abbastanza a lungo da avere un giudizio completo è il 13 (Tugas), dopodiché ho comprato solo il 17 e il 18 giocandoci sempre molto poco, e soprattutto senza mai arrivare a disputare un GT, per cui sospendo il giudizio. Anche questa story la sto giocando col 18 anche se con rose aggiornate a quest'anno, in effetti ho sbagliato sezione. Ad ogni modo, che dire: rispetto a PCM 13, in questi ultimi anni mi sembra migliorata l'IA durante le fughe (in cui non hai più la sensazione frustrante che tutti ti corrano contro, e che un brocco riesca a staccare il tuo corridore al primo scatto, mentre se ci provi tu ti seguono tutti) e sulle salite, nel senso che i big avversari non partono più all'attacco come se non ci fosse un domani, praticamente ai piedi della salita, se non addirittura in pianura. Bene anche la possibilità di fare i treni in salita. Però, in 6-7 anni, mi sarei aspettato qualche miglioramento in più, tanto nella IA quanto, soprattutto, nella parte manageriale. Una miglioria minima che mi aspetterei sarebbe, almeno, una maggiore differenziazione nella tipologia dei corridori, perché ad oggi solo intervenendo sulle stats secondarie (accelerazione, grinta, resistenza, ecc), è possibile differenziare un minimo corridori che in valore assoluto possono essere forti uguale nel loro fondamentale, ma avere caratteristiche in realtà molto diverse. Mi spiego: Pinot e Bernal ci sta che possano avere lo stesso valore in montagna (poniamo: 82), ma poi dovrebbero esprimersi diversamente a seconda del tipo di salita. Pinot meglio su quelle più brevi ed esplosive, Bernal più forte sulle salite lunghe e in alta quota. E mi aspetterei anche delle animazioni diverse: Pinot spesso in piedi e che attacca con scatti secchi, Bernal che sale seduto e va via in progressione. Idem per i velocisti: Ewan che esce negli ultimi 50 metri, Groenewegen che parte più da lontano (e anche qui: andrebbe aggiunto un valore "capacità di limare" tale per cui, ad esempio, Groenewegen, che in questo fondamentale è scarso, perda le ruote del proprio treno più spesso di quanto non lo faccia Viviani. Anzi: in questo modo si potrebbe dare maggior risalto anche agli apripista - che nella realtà hanno grande dignità mentre a Pcm è piuttosto irrilevante l'identità del penultimo uomo. Il valore di limatura, infatti, servirebbe sia per stare più o meno facilmente a ruota di chi ti precede, sia per rendere più facile stare a ruota a chi ti segue: di modo che, se imposto un treno con Morkov e Richeze terzultimo e penultimo uomo (entrambi con valore limatura superiore ad 80) allora per il mio velocista sarà più facile seguirli anche se lui ha magari un valore di limatura più basso (per restare all'esempio di Groenewegen, non gli darei più di 72-73). Mentre se metto nel treno corridori poco adatti, se anche poi come finalizzatore ho un Viviani (limatura 81, ad esempio) il risultato potrebbe ugualmente essere deludente, nel senso che il treno non riesce ad uscire bene. E rivedrei anche le cronosquadre, in cui ad oggi non hai veramente il polso di come stai andando, se non al passaggio per l'intermedio (che spesso, nelle corse minori, neanche c'è).
  9. Vedendo come sono andate le cose a Braga, mi sa che sia Brandão che Mendes abbiano pagato i postumi della caduta: e dico così perché, appunto, la camisola amarela s'è fatta quasi tutta la salita finale nelle retrovie, ma io non me la sono cmq sentita di attaccarlo perché Brandão, a sua volta, s'è presentato ai piedi del gpm già con le forze al minimo, e c'è voluta tutta per arrivare in cima senza che iniziasse a dare di spalle, mentre Casimiro, Bruno Silva e Mihaylov, che lo hanno scortato per tutta la salita, ne avevano di più. Speriamo di recuperare una condizione decente per la tappa di domani!
  10. 8ª TAPPA: BARCELOS > BRAGA FILIPE CARDOSO ROVINA IL BIS A FERRARI I BIG NON SI FANNO MALE Tutto rimandato alla Senhora da Graça: nonostante l'insidiosa salita all'Alto do Sameiro che ne caratterizzava il finale, la tappa di Braga si risolve in un sostanziale no contest tra i big, e vede dunque giocarsi la vittoria un gruppetto di nove superstiti tra i 23 attaccanti da lontano. A spuntarla è così Filipe Cardoso della Vito-Feirense davanti a Fabrício Ferrari, impedendo così all'uruguaiano di bissare la splendida vittoria di Boticas. Terzo gradino del podio per Mikel Aristi della Euskadi-Murias, quarto Rafael Silva, altro portacolori di una Efapel che, forte di due uomini nella fuga, fra cui uno molto veloce, non può che masticare amaro per il risultato finale. A maggior ragione se si pensa che Cardoso aveva perso contatto già sul penultimo gpm, la Portela do Vade, e poi di nuovo sul Sameiro, ma è sempre riuscito a rientrare in discesa. Quanto alla lotta tra gli uomini di classifica, sebbene il gruppo della camisola amarela arrivato a Braga contasse appena 16 unità, oggi si può parlare di un'occasione persa: la Efapel di Joni Brandão, rimasto l'unico rivale credibile del leader José Mendes, si è infatti limitata a fare un ritmo sostenuto sul Sameiro, senza però che il capitano giallonero abbia poi nemmeno provato ad abbozzare un attacco, nonostante la camisola amarela si fosse mantenuta in coda al drappello per tutta la seconda parte di salita. Unica vera vittima di giornata, Vicente García de Mateos, che ha tagliato il traguardo con 1'08" di ritardo dagli altri big, pur restando al decimo posto della generale. Tra Brandão e Mendes, invece, alla vigilia del decisivo arrivo in salita al Santuario di Nossa Senhora da Graça, i secondi di differenza sono sempre 54.
  11. 7ª TAPPA: MONTALEGRE > VIANA DO CASTELO (ALTO DE SANTA LUZÍA) PARDILLA SI PRENDE L'ALTO DE SANTA LUZÍA TANTA BAGARRE MA BIG TUTTI ASSIEME È Sergio Pardilla, della Caja Rural, ad aggiudicarsi il tradizionale arrivo sullo strappo dell'Alto de Santa Luzía, a Viana do Castelo. L'esperto corridore spagnolo precede Brice Feillu della Arkéa-Samsic e Jóni Brandão della Efapel, che si riprende così i 4" di abbuono concessi ieri a José Mendes, riportandosi a 54" dalla camisola amarela a tre tappe dal termine. E queste sono anche le unichde differenze di una frazione che, nonostante il finale insidioso, non ha mietuto distacchi fra gli uomini di classifica. Date le premesse, però, le cose sarebbero potute andare molto diversamente, perché la prima parte di gara è stata funestata dalla pioggia e da diverse cadute. A terra, tra gli altri, anche gli stessi Mendes e Brandão: ma se la camisola amarela ha prontamente recuperato le prime posizioni, il leader della Efapel ha invece sofferto molto di più per rientrare limitandosi così, nel finale, a sprintare per gli abbuoni senza tenatare attacchi particolarmenete insistiti.
  12. 6ª TAPPA: SERNANCELHE > BOTICAS GIOIA EFAPEL CON SUPER-FERRARI MA MENDES NON CEDE UN MILLIMETRO Una giornata da imboscate, e come tale interpretata dalla Efapel, che mette a ferro e fuoco il gruppo imprimendo un ritmo indiavolato e lanciando nella fuga due sue uomini da ritrovare poi nel finale di gara. Tattica eseguita alla perfezione e che alla fine dà i suoi frutti, sia pure non esattamente quelli sperati alla vigilia: perché Joni Brandão attacca sì, insieme ad Henrique Casimiro, sulla salita di Torneiros, ma ad imporsi è proprio uno dei due luogotenenti sganciati da lontano. Vale a dire Fabrício Ferrari, sprinter uruguaiano che, a 34 anni, si scopre scalatore riuscendo a tenere duro dopo il gran lavoro fatto per Brandão nel tratto finale della salita, e a contenere il ritorno di Domingos Gonçalves sul traguardo di Boticas. La camisola amarela, invece, resta sulle spalle di José Mendes che, anzi, piazzandosi terzo incrementa ulteriormente il proprio vantaggio, grazie ai quattro secondi di abbuono conquistati.
  13. | LIVE | 6ª TAPPA: SERNANCELHE > BOTICAS Dopo il giorno di riposo, la Volta a Portugal entra nella sua seconda parte con una tappa decisamente insidiosa: come vedete nell'altimetria, infatti, da Sernancelhe a Boticas, dove è posto il traguardo al termine di una ripida discesa, non c'è praticamente un metro di pianura. Un gruppo di 17 corridori ha preso il largo nelle prime fasi della frazione e dodici di questi si trovano ancora al comando quando sta per cominciare il penultimo dei quattro gpm in programma, quello di Pinho. Tra gli attaccanti della prima ora anche due uomini della Efapel: uno di questi, Rafael Silva, è stato fatto rallentare e ora sta tirando il gruppo della camisola amarela proprio sulle prime rampe della salita di Pinho. Proprio gli uomini di Brandão, infatti, si sono incaricati della responsabilità di fare corsa dura, scremando ad appena una trentina di unità il gruppo dei migliori, quando le fasi calde devono ancora cominciare. Il gruppo, sempre tirato dagli Efapel e ulteriormente ridottosi a 26 corridori, scollina il gpm con 4'10" di ritardo dalla testa della corsa, dove si stanno isolando in cinque: Guillaume De Almeida della Bai-Sicasal, Josu Zabala della Oliveirense, Cyrille Thièry della Suisse Racing Academy, Fabrício Ferrari della Efapel e Robigzon Oyola della Medellín. I fuggitivi sono già sull'ultima e più dura delle salite di giornata, il gpm di 1ª categoria di Torneiros: Ferrari collabora alla riuscita della fuga, ma dietro sono sempre i suoi compagni della Efapel a tirare. Anzi, a lavorare in prima posizione è sempre Rafael Silva, che inizialmente faceva appunto parte della fuga, e che già era entrato in azione sulla salita precedente. Il ritardo dalla testa della corsa è ancora di un paio di minuti, per cui la lotta per la vittoria di tappa è apertissima. La camisola amarela José Mendes, dello Sporting-Tavira, si trova come vedete alla ruota della maglia verde Vicente García de Mateus (Louletano) e del trenino Efapel. E continua la selezione anche davanti dove, quando mancano meno di 3 km al gpm di Torneiros, restano soltanto in tre: Guillaume De Almeida, Josu Zabala e Fabrício Ferrari. Grande prova per l'uruguaiano della Efapel, che dei 17 attaccanti era sì il più veloce in caso di arrivo di gruppetto, ma non certo tra i più quotati in salita. Intanto attenzione ai primi movimenti nel gruppo della camisola amarela, a sua volta arrivato alla parte più impegnativa della salita: ci prova l'ex corridore della Europcar Björn Thurau (Vito-Feirense), seguito da Vicente García de Mateus e Brice Feillu (Arkéa-Samsic), poi Sergio Pardilla e Domingos Gonçalves entrambi della Caja Rural. L'azione di Thurau si risolve in un nulla di fatto, ma attenzione perché in contropiede partono Henrique Casimiro con a ruota Joni Brandão! La Efapel muove dunque i suoi due uomini di classifica, quando siamo ormai a poco più di un chilometro dallo scollinamento! Perfetta la tattica della Efapel, perché con due pedalate Casimiro e Brandão si sono riportati sul terzetto al comando, dove ritrovano Fabricio Ferrari! E adesso, naturalmente, l'uruguaiano darà fondo alle sue ultime energie con l'obiettivo di favorire il più possibile l'azione dei due compagni. Dietro il gruppo della camisola amarela è segnalato a 25"! Proprio in vista del gran premio della montagna, esaurito il lavoro di Ferrari, Joni Brandão se ne va da solo! Poco più di 10 km all'arrivo, quasi tutti in discesa ad eccezione di una prima parte in leggero falsopiano che si rivelerà importantissima. Una ventina i secondi di ritardo allo scollinamento per la camisola amarela. Ed ecco però che, proprio nel falsopiano precedente alla discesa, Joni Brandão viene ripreso: il primo a chiudere il buco è Pierpaolo Ficara della Amore & Vita-Prodir, seguito da Edgar Pinto della W52-FC Porto, dalla camisola amarela José Mendes (Sporting-Tavira), Brice Feillu e ancora Henrique Casimiro e Fabrício Ferrari. La Efapel, quindi, conserva comunque un prezioso vantaggio numerico. Altri corridori riescono a rientrare dalle retrovie, per cui a 6 km dall'arrivo il gruppo di testa conta diciotto unità, ma sono ancora i tre della Efapel che, davanti, provano a riorganizzarsi. Ed ecco infatti che gli Efapel allungano ancora in discesa! Ferrari, Casimiro e Brandão, nell'ordine, cercano di distanziare i rivali approfittando di un momento di rilassatezza. Il terzetto giallonero non riesce a rompere il gruppo, ma si presenta comunque in testa all'ultima curva, pur dovendo fare i conti con la scomoda presenza di Domingos Gonçalves che è corridore molto veloce. L'arrivo è posto subito dopo una curva ad angolo retto verso sinistra e... A TAGLIARE PER PRIMO IL TRAGUARDO È FABRÍCIO FERRARI! Grandissima prestazione dell'uruguaiano che, in fuga dalla mattina e nonostante il grande lavoro in funzione di Brandão sull'ultima salita, nel finale ha ancora avuto la forza di sprintare e di contenere il ritorno di Domingos Gonçalves, costretto ad accontentarsi del secondo posto. Terzo - e questa è una piccola beffa - è José Mendes, che sopravanza proprio Brandão al colpo di reni rosicchiandogli altri 4" di abbuono. Per la Efapel resta comunque la grande soddisfazione per la prima vittoria alla Volta 2019! Nel complesso sono venti i corridori classificati nel primo gruppo: i principali ritardatari sono Tiago Machado a 1'15", Frederico Figueiredo e Gustavo Veloso a 3'06". Nessuno di loro, comunque, occupava posizioni di vertice nella classifica generale, che rimane sostanzialmente invariata al di là degli ulteriori 4" guadagnati dalla camisola amarela José Mendes: E per oggi è tutto con la Volta a Portugal, a domani!
  14. magari lo scorso anno fossi arrivato secondo! non ti ricordi la cotta di Brandão nella tappa dei Vinhos Verdes che TU hai disseminato di imboscate?
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