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Inviato (modificato)

C'è qualcuno che sta vendendo il tesserino del 1997 da Pro di Pantani. La mamma è inca**** nera. Dice che sia un ex compagno di squadra.

Tra l'altro, ho visto che oltre a quello vende pure la maglia rosa del pirata a partire da 6000 euro. E penso di sapere anche chi sia.

Modificato da Dani.
Inviato

Detto così sembra che Tonina Pantani abbia prodotto una bibliografia degna di Marco Travaglio; se vuoi speculare non scrivi di certo 2 libri (a quattro mani) in 10 anni.

  • 4 weeks later...
Inviato (modificato)

Richiamo a Nibali: "Rendimento non adeguato". Dalla Gazzetta dello Sport.

A fine aprile la lettera firmata da Vinokourov. Situazione difficile all'Astana e il Tour è vicino.

Un richiamo per "scarso rendimento". È quello ricevuto da Vincenzo Nibali, il miglior corridore italiano, uno dei top a livello mondiale, il re del Giro 2013. Il siciliano si vede recapitata la lettera alla fine di aprile tra la Liegi-Bastogne-Liegi (30° classificato) e il Giro di Romandia (5° classificato). La missiva è firmata da Aleksander Vinokourov, il general manager della Astana, il team di Nibali.
CONTINUITÀ — Ce ne sono pochissimi come lui in quanto a continuità di rendimento, al suo livello forse soltanto Contador. Anche perché Nibali non si tira indietro e combatte. Eppure questo non basta alla Astana, la squadra-stato che fa riferimento al presidente kazako Nazarbayev e a Vinokourov.
ARDENNE — Il campione olimpico di Londra 2012 è il collegamento tra politica e ciclismo. Lo scorso anno Vincenzo venne accolto come un re nella capitale Astana. Però le cose dopo il Giro 2013 non sono andate come avrebbero dovuto e sono cominciati gli attriti. Nibali è mancato nelle classiche delle Ardenne e ciò probabilmente ha influito sulla valutazione, straordinaria, dei suoi capi. Ha un contratto di quasi 4 milioni netti fino al 2016. La lettera è un avvertimento. Il Tour scatta tra un mese ed è centrale per l'Astana. Nibali è stato preso per vincerlo.
Modificato da Lui98
Inviato

Francamente non capisco questa nuova moda, così a mente è già il terzo caso in meno di un anno. Sembra che corridori e squadre siano entità separate e il solo punto di dialogo siano le pagine dei giornali.

  • 2 weeks later...
Inviato

Non sarà il palco più prestigioso, ma finalmente Colbrelli è riuscito ad imbroccarne una al Giro di Slovenia  :nana:

 

... imitato da Bongiorno (primo centro in carriera anche per lui).

Inviato

La Bardiani si è sbloccata da un momento all'altro, davvero clamorosa questa cosa. Prima del Giro erano spesso inconcludenti, il potenziale c'è ne vedremo delle belle da ora in poi.

Però insomma, non butterei neanche via lo scatto sul Poggio di Battaglin o l'azione (poi bloccata via radiolina io credo) di Colbrelli nel piano finale alla Sanremo. La squadra è decisamente buona, e comunque Battaglin, non solo da quest'anno, sa essere decisamente concreto, idem dicasi per Zardini che ha mostrato sempre grande fiuto per le azioni giuste.

Clamoroso semmai è stato vedere finalmente un po' meno fumoso Pirazzi... :tongue:

Inviato

Però insomma, non butterei neanche via lo scatto sul Poggio di Battaglin o l'azione (poi bloccata via radiolina io credo) di Colbrelli nel piano finale alla Sanremo. La squadra è decisamente buona, e comunque Battaglin, non solo da quest'anno, sa essere decisamente concreto, idem dicasi per Zardini che ha mostrato sempre grande fiuto per le azioni giuste.

Clamoroso semmai è stato vedere finalmente un po' meno fumoso Pirazzi... :tongue:

 

Non mi riferivo alle azioni, quanto alle vittorie. Lo scorso anno se non c'era Modolo non avrebbero ottenuto solo due successi (una la vittoria al Giro) quest'anno già sei. Tra le tre professional italiane, sono quella più orientata "al campanile", devono farsi vedere più all'estero.

Inviato

Mah, allu, la Sanremo corale di questo 2014 vale per la Bardiani (o per qualsiasi professional) 10 volte tanto rispetto alla scorpacciata di vittorie di Modolo, ottenute perlopiù in Cina a fronte di una concorrenza imbarazzante. Devi farti più vedere all'estero, ok (anche se il motivo in realtà mi sfugge, hai una squadra con sponsor e atleti italiani, il tuo mercato è chiaramente l'Italia... consideriamo che gli sponsor si interessano al ciclismo per l'amplissima visibilità televisiva in chiaro, perciò a questo team di andare a correre gare che in Italia vede una percentuale esigua di pubblico su ES interessa quasi zero...), ma il Giro e la stessa Sanremo valgono circa 100 gare 2.2 dell'Asian Tour...

 

Parliamoci chiaro, lo stesso Modolo, reduce da un'annata piuttosto deludente (l'unica vittoria per me degna di nota nel 2013 per me è la volata su Cavendish in Argentina), ha dato tutt'altra concretezza dopo il passaggio in Lampre, con vittorie significative come alla 3 giorni La Panne o al Giro di Svizzera, che da sole valgono ben più del bottino portato a casa l'anno scorso; che a sua volta, sommato tutto insieme, non raggiunge l'importanza della vittoria di tappa di Battaglin.

Inviato

Mah, allu, la Sanremo corale di questo 2014 vale per la Bardiani (o per qualsiasi professional) 10 volte tanto rispetto alla scorpacciata di vittorie di Modolo, ottenute perlopiù in Cina a fronte di una concorrenza imbarazzante. Devi farti più vedere all'estero, ok (anche se il motivo in realtà mi sfugge, hai una squadra con sponsor e atleti italiani, il tuo mercato è chiaramente l'Italia... consideriamo che gli sponsor si interessano al ciclismo per l'amplissima visibilità televisiva in chiaro, perciò a questo team di andare a correre gare che in Italia vede una percentuale esigua di pubblico su ES interessa quasi zero...), ma il Giro e la stessa Sanremo valgono circa 100 gare 2.2 dell'Asian Tour...

 

Parliamoci chiaro, lo stesso Modolo, reduce da un'annata piuttosto deludente (l'unica vittoria per me degna di nota nel 2013 per me è la volata su Cavendish in Argentina), ha dato tutt'altra concretezza dopo il passaggio in Lampre, con vittorie significative come alla 3 giorni La Panne o al Giro di Svizzera, che da sole valgono ben più del bottino portato a casa l'anno scorso; che a sua volta, sommato tutto insieme, non raggiunge l'importanza della vittoria di tappa di Battaglin.

 

È chiaro che un piazzamento alla Sanremo vale più di una vittoria in Cina (gare .HC comunque) contro cechi e via dicendo, io sto dicendo un'altra cosa. Prima del Giro d'Italia ottenevano molti piazzamenti e pochi successi, dal successo di Canola sono riusciti a sbloccarsi Pirazzi, Colbrelli e Bongiorno, in sostanza creano tanto e finalizzano pure. Se prima vedevamo l'attacco ad minchiam dei Bardiani a 30 km dall'arrivo, oggi sono tatticamente più disciplinati riuscendo così ad ottenere successi ampiamente alla loro portata. 

 

Sul fatto che devono farsi vedere all'estero mi riferivo essenzialmente alla costruzione di un progetto a più ampio raggio. OK che gli sponsor attuali sono in Italia, ma ciò non vuol dire che in futuro ci possano essere dei partner stranieri. Per dirti, io farei essenzialmente come la Androni che ha costruito due formazioni tipo, una per l'Italia, l'altra per Francia/Belgio. I risultati non sono arrivati perché i nuovi ingaggi hanno deluso, ma l'idea di base a mio avviso non è male. Non lamentiamoci poi che le italiane non ottengono wildcard, la UnitedHealthcare è molto più scarsa della Bardiani, ma, avendo un appeal internazionale, riescono a farsi invitare dalla ASO. Se corri di più all'estero, o comunque stringi rapporti con ASO o Flanders Classics, partecipi alle gare WorldTour ottenendo una vetrina notevolmente superiore alle gare italiane. Secondo te c'è più gente italiana che segue il Giro dell'Appennino o il Giro delle Fiandre?

Inviato

Per dirti, io farei essenzialmente come la Androni che ha costruito due formazioni tipo, una per l'Italia, l'altra per Francia/Belgio. I risultati non sono arrivati perché i nuovi ingaggi hanno deluso, ma l'idea di base a mio avviso non è male.

Ecco, mi sa che avendo preso corridori un po' bolliti che hanno ulteriormente deluso già nel 2015 arriveranno metà degli inviti per il Nord. Sei sicurissimo sia stato un affare? Se l'interesse è partecipare senza nemmeno essere in grado di fare le comparse allora si può fare così... altrimenti forse conviene puntare su atleti di valore tecnico a dispetto dell'appeal.

Quanto invece alla Unitedhealthcare penso che non sia un modello proponibile ed è la dimostrazione di come talvolta la gestione delle wild card sia molto triste (e questo aspetto penso sul lungo andrà a cambiare)

Inviato

Ecco, mi sa che avendo preso corridori un po' bolliti che hanno ulteriormente deluso già nel 2015 arriveranno metà degli inviti per il Nord. Sei sicurissimo sia stato un affare? Se l'interesse è partecipare senza nemmeno essere in grado di fare le comparse allora si può fare così... altrimenti forse conviene puntare su atleti di valore tecnico a dispetto dell'appeal.

Quanto invece alla Unitedhealthcare penso che non sia un modello proponibile ed è la dimostrazione di come talvolta la gestione delle wild card sia molto triste (e questo aspetto penso sul lungo andrà a cambiare)

 

Non mi riferivo agli ingaggi, ma alla distribuzione dei ciclisti nelle varie corse, anche perché nel primo caso si snaturerebbe il progetto "green" che non è male. Per spiegarmi meglio, l'Androni ha mandato Van Hummel al nord e mantenuto Pellizotti in Italia (due nomi a caso), la Bardiani potrebbe puntare su Colbrelli al nord e Battaglin in Italia, sono convinto che Colbrelli al nord (o comunque in Francia) vincerebbe un sacco di corse dato che sono molto adatte alle sue caratteristiche. Se non hai corridori di appeal devi acquisirlo con i risultati e per farlo o devi fare grandi risultati nei pochi grandi appuntamenti o non devi correre le corse del campanile (Appennino, Larciano ecc.).

Inviato

Ma non è che riesca molto a capire il discorso se devo essere onesto. Fra l'altro tra le corse del campanile ci sono anche appuntamenti che hanno ancora una certa importanza come Strade Bianche e Roma Maxima, o in tono minore anche Camaiore, Laigueglia e Settimana Coppi e Bartali; non dimentichiamo che correre bene queste gare dà anche un certo impulso per ottenere inviti a Giro, Sanremo e Lombardia.

Fra l'altro andiamo a vedere il calendario internazionale della Bardiani e vediamo che hanno corso La Panne, Cerami, Brabante, Amstel e prima anche Qatar, Oman e Turchia, quindi insomma, mi pare un calendario internazionale soddisfacente... è chiaro che con numeri di organico inferiori a una WT anche materialmente non si può correre di più (che sia in Italia o all'estero). Tutto ciò fermo restando che l'interesse generale è per il 90% al Giro...

Inviato

Ma non è che riesca molto a capire il discorso se devo essere onesto. Fra l'altro tra le corse del campanile ci sono anche appuntamenti che hanno ancora una certa importanza come Strade Bianche e Roma Maxima, o in tono minore anche Camaiore, Laigueglia e Settimana Coppi e Bartali; non dimentichiamo che correre bene queste gare dà anche un certo impulso per ottenere inviti a Giro, Sanremo e Lombardia.

Fra l'altro andiamo a vedere il calendario internazionale della Bardiani e vediamo che hanno corso La Panne, Cerami, Brabante, Amstel e prima anche Qatar, Oman e Turchia, quindi insomma, mi pare un calendario internazionale soddisfacente... è chiaro che con numeri di organico inferiori a una WT anche materialmente non si può correre di più (che sia in Italia o all'estero). Tutto ciò fermo restando che l'interesse generale è per il 90% al Giro...

 

Per distribuzione dei ciclisti intendo costruire un gruppo di atleti che in un determinato periodo della stagione sia costantemente impegnato al nord. Ovviamente lo hanno fatto quest'anno per preparare la Amstel, ma, a mio avviso, non devono limitarsi a preparare una corsa. È chiaro che anche in Italia ci sono grandi appuntamenti dell'Europe Tour, ma non credo che ASO e Flanders Classics tengano molto conto di piazzamenti in queste corse. Il calendario non è male, ma come ti dicevo resta quella che si fa vedere meno all'estero tra tutte e tre.

Inviato

Su questo doppio impegno costante penso che ci siano ostacoli materiali ben individuabili; insomma l'idea di base è buona, in teoria, quello che discuto è la fattibilità di un progetto simile. Poi sarà vero che sono quelli che si vedono meno all'estero, semplicemente perché hanno deciso di fare poco meglio degli altri (i risultati sono lì a dimostrarlo)

Inviato

Su questo doppio impegno costante penso che ci siano ostacoli materiali ben individuabili; insomma l'idea di base è buona, in teoria, quello che discuto è la fattibilità di un progetto simile. Poi sarà vero che sono quelli che si vedono meno all'estero, semplicemente perché hanno deciso di fare poco meglio degli altri (i risultati sono lì a dimostrarlo)

 

Sì, probabilmente hanno ostacoli materiali. Credo che tra le professional siano tra quelle con budget più basso.

Inviato (modificato)

Io sinceramente non capisco perché mai la Bardiani dovrebbe andare all'estero più di quanto non faccia già oggi, il loro core business è in Italia e, con i mezzi che hanno, non avrebbe senso disperdere le energie su più fronti. Hanno tutti sponsor italiani e dubito che, anche strappando un terzo posto alla Dwars door Vlaanderen con Colbrelli o un quinto con Canola nella prima semitappa dell'ultimo giorno a La Panne, potrebbero convincere un colosso straniero ad investire su di loro, né penso interessi particolarmente ai Reverberi mollare gli sponsor storici, che qualcosa gli sganciano da 30 anni, per gettarsi tra le braccia di stranieri che non si conoscono bene, e magari ti promettono mari e monti, ma dopo due stagioni smantellano la squadra.

 

Per fare un esempio: la Navigare, al contrario di 15 anni fa, non avrà più i soldi per dare il proprio nome alla squadra, ma ne ha abbastanza per mettere il suo logo sulla maglia. Se però arriva lo sponsor straniero che vuole investire duro, magari gli girano le scatole a mettere il suo nome su una maglia arlecchinata da tanti altri marchi, anche se magari non sono suoi concorrenti diretti, perché cmq a livello di marketing non sta bene. Voglio dire, se c'è un'azienda straniera con tanti soldi da investire, perché dovrebbe starsene che accanto al suo brand compaia quello di aziende molto più piccole di lei, come la Panaria, la Csf o la Navigare, che al cospetto di questo potenziale tycoon odorano di pane e salame da 100 metri di distanza? Questo, appunto, se stiamo parlando di potenziali sponsor stranieri con tante palanche da spendere. Perché se si tratta di andare a correre in Olanda per farsi sponsorizzare dalla rosticceria che rivende il guda a Groningen, allora tanto vale restarsene cmq a correre Appennino e Larciano!

 

E infatti vi sfido a trovare una maglia WT, o anche di una Professional ricca, con più di 2-3 sponsor immediatamente riconoscibili da chi segue la corsa in tv. Tralasciando, quindi, sponsor tecnici come il fornitore della maglia, del sellino o del cambio. Quindi ad andare a cercar fortuna all'estero non è che si trovano sponsor che vanno ad aggiungersi a quelli che già si ha ma, credo, si tratterebbe di scegliere tra i propri partner storici ed 1-2 nuovi grandi sponsor che vogliono tutto per sè, e che magari per 1-2 anni ti danno anche di più, ma non sai poi cosa abbiano in mente di fare (Altra cosa sarebbe andare a caccia di uno-due seri sponsor italiani, ma per quelli, appunto, basta correre in Italia, almeno in un primo momento).

 

Inoltre, partecipare a gare internazionali per fare le comparse non è molto più allenante di quanto non lo sia correre ad minchiam in Italia, che è quello che hanno sempre fatto.

 

Secondo me il punto sta nel non confondere pcm - dove ci sta la bella favola della squadretta provinciale che, con le sole sue forze, si conquista i palcoscenici internazionali - con la dura realtà di una squadra dal budget ridotto e che non ha nessun interesse a correre fuori dall'Italia, neanche se le regalassero la wild card per il Tour, proprio perché non ha un organico tale da affrontare in maniera dignitosa i due GT più impegnativi e, per altro, ravvicinati nel tempo. Né gli fregherebbe qualcosa andare a correre la Vuelta. Inoltre, quelle che Allu chiama "corse del campanile" sono pur sempre gare del circuito della Coppa Italia, dove se alla fine dell'anno risulti la prima delle professional, ti porti a casa l'invito automatico per il Giro della stagione successiva, che non mi pare male.

 

Io, più che il provincialismo, alle squadre dei Reverberi ho sempre contestato il loro far correre i ragazzi alla viva il parrocco, perché così non imparano nulla. Adesso, però, si ritrovano con qualche discreto talento in squadra, e credo sarebbe un errore clamoroso alzare troppo l'asticella cercando le corse estere, dove i vari Battaglin, Colbrelli e Bongiorno non avrebbero altra scelta che cercare la fuga per le telecamere. Giustissimo, invece, che inizino a correre queste "gare del campanile" con il piglio della squadra a cui tocca fare la corsa (proprio come hanno fatto oggi), perché credo che dal punto di vista tattico un giovane impari molto di più ad assumersi questa responsabilità contro i Mucelli e i Rogina, piuttosto che a gareggiare senza un vero costrutto accanto ai Contador e ai Cancellara. E anzi, da questo punto di vista, penso sia molto più formativo un Giro dell'Appennino che il Giro d'Italia stesso, dove le 3 vittorie di quest'anno sono arrivate comunque in fondo ad altrettante fughe, di quelle che di solito non arrivano.

 

Poi certo, non basta un Appennino a diventare dei campioni, ed è chiaro che correre ai ritmi e sui percorsi delle gare WT aiuta a crescere sul piano atletico, a prescindere dall'interpretazione tattica, ma a patto che questi impegni siano relativamente pochi all'interno di un calendario più bilanciato, perché altrimenti i ragazzi giovani te li bruci. E soprattutto è importante abituarsi a vincere, anche se si tratta di corse minori (e lo dimostra lo stesso Colbrelli, sempre piazzato da inizio anno, e subito a bissare dopo essere finalmente riuscito a sbloccarsi), di modo che, anche a quei pochi appuntamenti maggiori che una squadra del genere si può permettere, ci si arrivi con maggiore convinzione nei propri mezzi e sapendo cosa fare nelle diverse situazioni che si venissero a delineare, avendo già provato in gare minore delle dinamiche diverse dalla semplice fuga da lontano.

Modificato da smec-easyjet
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Inviato

Io sinceramente non capisco perché mai la Bardiani dovrebbe andare all'estero più di quanto non faccia già oggi, il loro core business è in Italia e, con i mezzi che hanno, non avrebbe senso disperdere le energie su più fronti. Hanno tutti sponsor italiani e dubito che, anche strappando un terzo posto alla Dwars door Vlaanderen con Colbrelli o un quinto con Canola nella prima semitappa dell'ultimo giorno a La Panne, potrebbero convincere un colosso straniero ad investire su di loro, né penso interessi particolarmente ai Reverberi mollare gli sponsor storici, che qualcosa gli sganciano da 30 anni, per gettarsi tra le braccia di stranieri che non si conoscono bene, e magari ti promettono mari e monti, ma dopo due stagioni smantellano la squadra. Inoltre, partecipare a gare internazionali per fare le comparse non è molto più allenante di quanto non lo sia correre ad minchiam in Italia, che è quello che hanno sempre fatto.

 

Secondo me il punto sta nel non confondere pcm - dove ci sta la bella favola della squadretta provinciale che, con le sole sue forze, si conquista i palcoscenici internazionali - con la dura realtà di una squadra dal budget ridotto e che non ha nessun interesse a correre fuori dall'Italia, neanche se le regalassero la wild card per il Tour, proprio perché non ha un organico tale da affrontare in maniera dignitosa i due GT più impegnativi e, per altro, ravvicinati nel tempo. Né gli fregherebbe qualcosa andare a correre la Vuelta. Inoltre, quelle che Allu chiama "corse del campanile" sono pur sempre gare del circuito della Coppa Italia, dove se alla fine dell'anno risulti la prima delle professional, ti porti a casa l'invito automatico per il Giro della stagione successiva, che non mi pare male.

 

Io, più che il provincialismo, alle squadre dei Reverberi ho sempre contestato il loro far correre i ragazzi alla viva il parrocco, perché così non imparano nulla. Adesso, però, si ritrovano con qualche discreto talento in squadra, e credo sarebbe un errore clamoroso alzare troppo l'asticella cercando le corse estere, dove i vari Battaglin, Colbrelli e Bongiorno non avrebbero altra scelta che cercare la fuga per le telecamere. Giustissimo, invece, che inizino a correre queste "gare del campanile" con il piglio della squadra a cui tocca fare la corsa, perché credo che un giovane impari molto di più ad assumersi questa responsabilità contro i Mucelli e i Rogina, piuttosto che a gareggiare senza un vero costrutto accanto ai Contador e ai Cancellara. E anzi, da questo punto di vista, penso sia molto più formativo un Giro dell'Appennino che il Giro d'Italia stesso, dove le 3 vittori di quest'anno sono arrivate comunque in fondo ad altrettante fughe, di quelle che di solito non arrivano.

 

Poi certo, non basta un Appennino a diventare dei campioni, ma intanto è importante abituarsi a vincere, anche se si tratta di corse minori (e lo dimostra lo stesso Colbrelli, sempre piazzato da inizio anno, e subito a bissare dopo essere finalmente riuscito a sbloccarsi), di modo che, anche a quei pochi appuntamenti maggiori che una squadra del genere si può permettere, ci si arrivi con maggiore convinzione nei propri mezzi e sapendo cosa fare, avendo già provato dinamiche diverse dalla semplice fuga da lontano.

 

Ma infatti nessuno sta contestando il fatto di dover concentrare gli sforzi in Italia, l'ho ripetuto più volte. Proprio perché il loro core business è in Italia devono cercare di ottenere inviti anche a corse come Fiandre e Roubaix che sono indubbiamente più seguite di tutte le altre corse italiane. Parliamoci chiaro, la replica del Giro dell'Appennino alle 18 su RaiSport 2 la vede solo l'appassionato che conosce già il nome Bardiani seguendo costantemente il ciclismo, la Roubaix su Rai3 la vede anche chi fa zapping e magari potrebbe essere incuriosito dalla squadra italiana che va in fuga.

 

Come si fa ad ottenere wildcard da questi organizzatori? Conquistando appeal all'estero e per farlo bisogna o ingaggiare ciclisti di primo piano (cosa impossibile visto il budget) o farsi vedere sul territorio nazionale.

 

È chiaro che i ciclisti devi formarli in Italia, apprezzo ad esempio la strategia Cannondale di far correre, quando presenti, quasi sempre giovani come Villella o Mohoric, ma dopo un po' non ha molto senso non fare il salto di qualità. Per quanto riguarda la Coppa Italia hai parzialmente ragione, per il semplice fatto che il fatto di far correre i migliori in Italia non ti assicura la vittoria, mentre se incrementi il tuo appeal la wildcard è molto facile ottenerla (vedi Farnese 2013)

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