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Nella mia ora di Libertà


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SIMONI LANCIA LA SFIDA AI GRANDI DEL TOUR DE FRANCE.

 

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30/4/2004

 

Siamo andati a trovare l’ultimo vincitore del giro d’Italia, ovvero Gilberto Simoni. Lo abbiamo trovato fuori dalla nostra sede, a Milano.

Volto sereno, lo sguardo mite ed il sorriso sulle labbra: è un Gilberto Simoni inedito quello che decide di raccontarsi ai nostri microfoni.

“Ciao Gilberto. Grazie per la tua cortesia e cominciamo subito con l’intervista. Cominciamo dagli inizi, qual è stata la tua prima bici?”

 

“Ciao, grazie a voi. La mia prima bici l’ho costruita con mio fratello all’età di 7 anni. Era rosa”

 

“Fino al 2001 sei restato in casa Lampre. Dal 2002 sei entrato a far parte della Saeco. Perché hai rinnovato? E a quale dei due Giri d’Italia che hai vinto sei più affezionato?”

 

“Ho rinnovato perché mi sento in qualche modo protetto e tenuto in considerazione. Ho rinnovato perché per il momento la Saeco per me è una garanzia. Per quanto concerne le vittorie al Giro devo dire che sono stati entrambe una grande emozione per me.. Però sono più legato alla seconda vittoria.”

 

“Il 2002, invece fu un anno disastroso, vero?”

 

“Non posso negarlo, ma mi piace più pensare a quello che ho vinto, piuttosto che a quello che non ho vinto”

 

“Bene, ora parliamo adesso del presente. Cosa pensi in questi giorni?”

 

“Eh, a cosa penso? Sicuramente al Giro d’Italia. Sicuramente penso che mi piacerebbe vincere il mio terzo Giro e, una volta finito il giro (vada come vada), andare al Tour De France e provare a fare classifica. Per me sarebbe la prima volta e sento che è venuto il momento di farlo.”

 

“Una dichiarazione scottante, Gilberto. Forse abbiamo capito male noi. Vuoi fare il Giro e il Tour? E magari vincerli entrambi? È ufficiale?”

 

“Si, hai capito bene. Posso dire che è assolutamente ufficiale. Durante l’inizio della stagione ho corso pochissimo e sempre senza sforzare perché voglio arrivare in forma al Giro, ma soprattutto voglio arrivare in formissima e senza stanchezza al Tour.”

 

“C’è da dire che il Giro è un conto, ma il Tour è il Tour. Sarà molto difficile!”

 

“Questo lo so, ma in questi anni sono maturato molto molto. In salita penso di dire la mia. Nelle cronometro soffrirò tanto, ma spero di giocarmela lo stesso.”

 

“Allora possiamo dire che, oggi, pochi giorni prima della partenza del Giro, vedremo un inedito Simoni a caccia dell’impresa?”

 

“Ve lo concedo”

 

“Parliamo, invece, del Giro. L’anno appena finito hai dominato il Giro. Quest’anno dove vorresti vincere?”

 

“be’, mi piacerebbe vincere in ogni tappa in cui il traguardo sarà in cima ad una salita. La stessa cosa varrà per il Tour.”

 

“Grazie mille per il tempo dedicatoci e un grande imbocca al lupo. Ci rivedremo per un’altra intervista ad inizio Tour de France per fare il punto della situazione?”

 

“Sicuramente, ci conto, arrivederci”.

 

Staremo a vedere se questo anche questo sarà un Gibo d’Italia.

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Dunque, mi scuso se è l'ennesima story su Simoni, ma è da quando mi sono iscritto su cym che voglio farne una. 

Bene, la story si svoglierà così: userò un database del 2004, scaricato da PCM Daily (quindi con tutti i big di quegli anni) e, nonostante stia giocando la carriera con la Saeco, terrò in considerazione solo il Giro ed il Tour, gli obbiettivi, appunto, di Simoni. 

Penso di aver detto tutto. :)

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We ragazzi, piano con l'entusiasmo :lol:

 

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GIRO D’ITALIA 2004

È un giro molto particolare questo del 2004, che andremo a ripercorrere fra poco. È un Giro particolare perché per la prima volta partirà dalla terra in cui, secoli fa, discutevano nelle piazze Socrate e Platone. Stiamo parlando della Grecia.

Saranno tre,  le tappe in questo stato. Poi, si tornerà in Italia.  Le prime tre tappe saranno una crono-squadre, più due tappe per velocisti (almeno sulla carta). Appena tornati in Italia, si faranno sentire sulle gambe le prime salite. Infatti la prima tappa sul territorio italiano,  avrà arrivo a Matera partendo da Lecce. Non sarà una delle tappe più dure, ma sarà un buon assaggio di cosa i corridori dovranno aspettarsi nella terza settimana.

Ancora due tappe piatte con arrivo a Bari e Termoli E poi, nella settima tappa, i corridori dovranno affrontare partendo da Isernia 5 passi, con arrivo al colle della Maielletta. Ecco, il primo vero arrivo in quota.

Ottava tappa di trasferimento e poi un’insidiosissima tappa da Civitavecchia a Monte Pulciano. Qui le sorti del Giro potranno cambiare repentinamente perché ci saranno ben 8 salite da affrontare. (Tutte di 3° e 4° categoria, ma che all'arrivo potranno presentare il conto). Dopo altre due tappe di trasferimento, si entrerà nel vivo della corsa. La tappa 12, partirà da Schio e arriverà ad Aiago passando per il durissimo Monte Grappa.

Il giorno seguente, dunque, vi sarà un’altra tappa con arrivo in quota. SI tratta della tappa Trento-Montecampione. Chi vorrà vincere il Giro, dovrà essere pronto fin da queste tappe.  Ecco, dunque, altre due tappe di trasferimento che faranno gola ai velocisti, i quali avranno tutti la loro occasione per mettersi in mostra. Affrontate le tappe appena citate vi sarà una durissima cronoscalata al colle del Nivolet. Quaranta km di cronometro tutti in salita, e non insalata. Qui si potranno guadagnare (o perdere) tantissimi minuti. Gli scalatori hanno sicuramente cerchiato questa tappa con la penna rossa.

Siamo arrivati alla tappa 17, che arriverà sull’Alpe D’Huez. Altro sconfinamento. Questa volta in terra francese. In questa tappa si passerà anche per l’Izoard.  Altra tappa francese con meta a Dronero, arrivando da una lunghissima discesa tecnica. Per i discesisti c’è da programmare il colpaccio.

Come terz’ultima tappa, ecco una cronometro individuale, che rifinirà la classifica, ma ecco nella tappa 20, l’ultimo arrivo in salita. Sarà tutto scritto, o si deciderà proprio in questa tappa il vincitore?

INFINE GRAN FINALE CON PASSERELLA A TORINO

 

 

Andiamo a vedere i favoriti per la maglia rosa

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Il favorito numero uno è Ivan Basso. L’anno appena trascorso ha consacrato Ivan non più come una promessa, ma come il presente e futuro per le corse a tappe. Infatti, ha concluso il Tour 2003 al 7ò posto e 3° alla Liegi-Bastone-Liegi. Quest’anno cercherà di vincere il Giro. Non dimentichiamoci che ha una squadra molto forte, ma sarà comunque dura e niente è ancora scritto perché ci sono altri corridori che potranno guastare la festa a Basso.

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Eccoci allora ad uno che è una garanzia da anni. Stiamo parlando di Simoni. Sempre in casa Saeco, con una squadra attrezzata esclusivamente per la montagna, cercherà di vincere il terzo Giro D’Italia. Dalla sua ha la forza di uno scalatore puro, ma anche l’esperienza di un corridore che ha corso molti Giri. Saranno Simoni e Basso a giocarsi la vittoria? Non è detto, ma saranno sicuramente protagonisti.

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Eccoci alla coppia della T-Mobile. Saranno Kloden e Cadel Evans ad indossare i panni di capitani della T-Mobile. Il primo, come capitano, il secondo come luogo tenente. Il primo ha l'esperienza e la classe di uno che ha già fatto molto bene nrgli anni passati, il secondo è giovane, irruento e caparbio. Due ossi duri. Certo, Urlich, andrà al Tour, ma questi due sono delle mine vaganti che se fatte esplodere faranno male.

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Ecco una promessa del ciclismo italiano. Abbiamo sentito parlare tanto di lui e abbiamo visto qualcosa. Ora sapremo chi è veramente Damiano Cunego. Il giovane della Saeco, partirà da gregario di Simoni, ma ha detto che cercherà di fare una corsa per raccogliere soddisfazioni personali. Staremo a vedere, ma intanto possiamo metterlo fra i favoriti per una top5.

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A fra poco, con gli altri favoriti per la maglia rosa.

 

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Ecco Francesco Casagrande. Non c’è da aggiungere niente su di lui, visto che lo conosciamo molto bene. Ottima la spedizione al Nord di quest’anno. Si è preparato per tre settimane durissime. Sulla carta ci sono dei corridori che hanno una marcia in più, ma…non si sa mai.

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Vincitore di un giro, Paolo Savoldelli è un buon nome su cui scommettere. I primi mesi dell’anno non sono stati molto redditizi, ma lui giura che la forma e la voglia ci sono. Staremo a vedere il vincitore del Giro 2002 se bisserà il successo già ottenuto.

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Eccoci giunti a 3 italiani. Stiamo parlando di Stefano Garzelli, Franco Pellizzotti e Leonardo Piepoli. Il primo, già vincitore di un Giro (2000) è un ospite fisso della corsa rosa, ma dal 2000, non è mai riuscito a primeggiare sugli altri. Questo non toglie che sia un ottimo corridore su cui puntare per un podio in una corsa di 3 settimane. Il secondo, Pellizzotti, è ancora molto giovane ma abbiamo già intravisto le sue possibilità. Sarà una spina nel fianco dei big. Ultimo, ma non meno importante è Piepoli. Il Trullo, finalmente, si è liberato da tutti i suoi capitani e si accingerà a giocarsi la classifica generale come capitano unico. Una bella responsabilità, ma a suo dire, darà battaglia.

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Insomma, una start-list ricca di nomi che nulla ha che invidiare a quella del Tour De France. Ora ci rimane solo una cosa da scoprire: chi alzerà il trofeo a Torino?

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Ecco un po' di valori. Non dimentichiamoci che siamo nel 2004 e quindi bisogna tener conto di quel periodo. Io non ho ritoccato niente, ho lasciato tutto così com'era, eccetto la resistenza di Simoni che era sotto 65 e mi sembrava poco veritiero.

 

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Valori pompatissimi ma vabbè, se son tutti alti alla fine c'è comunque parità. Se a Basso nel 2004 valutano 85 in montagna, quanto lo valuterebbero nel 2006, 90? 

In effetti è vero, ma ho preferito lasciare tutto com'era. Vedrai allora i valori dei vari Urlich e Armstrong :lol:

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SAECO

 

Ecco la composizione della Saeco, la squadra detentrice dell'ultimo Giro D'Italia.

 

Il capitano della squadra è senza ombra di dubbio Gilberto Simoni. Il trentino come ben sappiamo è già stato vittorioso al giro, ma andiamo a vedere gli altri.

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Ecco, invece, la seconda punta della Saeco, ovvero Damiano Cunego. Il giovane veronese ha già dimostrato di trovarsi molto bene in squadra e siamo sicuri farà una bella figura, facendo classifica e magari vincendo una tappa.

 

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Anche Danilo DI Luca lo conosciamo bene. Nel 2001 ha vinto il Giro di Lombardia ed è un uomo sicuramente importante per la Saeco. Portato al giro per dare una mano ai due corridori appena citati, potrà avere le sue chance per fare qualcosa di molto bello. 

 

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sylvester Szmyd. Non ha ancora vinto nessuna corsa da pro, ma sappiamo che in montagna, quando è in condizione, tira forte. Inizialmente non doveva partecipare al Giro ed andare al Tour, ma alla fine prenderà parte alla corsa rosa.

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Per Bertagnoli,invece, è il terzo anno da pro. Quest'anno ha centrato la vittoria al Giro dell'Etna. Ha dimostrato che è arrivato qui informissima.

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Mazzoleni, è arrivato 15o al Giro 2002 e sarà di grande supporto per Simoni. È passato professionista nel 1996 alla Saeco e nel 2004 veste di nuovo la stessa casacca.

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 Gli altri gregari per il Team Saeco saranno Ludewig e  sabaliauskas

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Fra poco andremo a vedere degli scatti fatti durante un allenamento della squadra

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Manca soltanto un giorno alla partenza del Giro D'Italia ed ecco che la Saeco prova la crono-squadre per l'ultima volta. Gli uomini in rosso sono motivati e sono spronati dal loro DS a fare bene. 

 

Possiamo vedere che non manca la voglia di mettersi alla prova un'ultima volta. Infatti, possiamo vedere come Simoni e Cunego, su una piccola salitella, fanno le prove generali.

Non ci resta che aspettare domani e cominciare a commentare ogni minuto di questo Giro d'Italia 2004

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È la prima volta che la carovana rosa parte dalla Grecia. Lo fa con grande stile perché percorre una celebre strada. Quella che porta da Atene a maratona, per la lunghezza di 42 km. Una cronosquadre emozionante.

È stata una cronometro sicuramente difficile a causa del vento e delle condizioni metrologiche poco stabili. È stata una cronometro che ha dato importanti segnali. Questi segnalo sono che la T-Mobile di Cadel Evans è una potentissima corazzata e che la Fassa-Bortolo, in vista volate di Petacchi è la più attrezzata.

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Tornando in ottica classifica generale c’è da notare che Levi Leipheimer con la sua Rabobank ha rosicchiato secondi importanti ai suoi avversari.

La CSC di Ivan Basso, uno dei principali favoriti per la corsa rosa arriva a poco più di 2 primi dalla prima maglia rosa, ovvero Daniele Nardello.

La Saunier-Duval di Leonardo Piepoli, che in salita può dettare legge, perde quasi 3 minuti. Un Gap per Piepoli, che deve recuperare tutto in salita. Può stare tranquillo, di salita c’è ne sarà.

Bella mazzata anche per Tonkov, che nonostante l’età, sarà verosimilmente fra i protagonisti di questo Giro. Per lui un ritardo di quasi 4’.

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4 minuti netti, invece, il ritardo della Saeco. La squadra capeggiata dal trio Simoni, Cunego, DI Luca. Un tempo che non fa ben sperare, ma non si poteva chiedere molto di più da una squadra incentrata esclusivamente sulla montagna. Staremo a vedere se questa squadra saprà essere reattiva d’ora in poi.

 

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FREIRE PRENDE LA TAPPA. NARDELLO SECONDO GIORNO IN ROSA

 

Siamo ancora in terra greca. Sulla carta scritta per velocisti si è rivelata una tappa insidiosa ai fini della classifica generale.

La tappa parte con una fuga del mattino che sta bene a tutti. A 30 km dall'arrivo il gruppo è compatto. Sembra storia fra i velocisti, ma le piccole salitelle di quarta categoria fanno male. Infatti Piepoli e Basso, in una tappa già scritta, cercano di andarsene. La loro è una bella azione, infatti raccolgono un esiguo, ma rassicurante vantaggio. Intorno ai 40’’. Nessun uomo di classifica mette un uomo a tirare, per andare a prendere Basso che è il principale favorito per la maglia rosa. Fanno presto però le squadre dei velocisti ad accordarsi e cercare di ricompattare il gruppo. È solo a 1.8 km dall'arrivo, però, che i due vengono ripresi. Una bella azione per loro due che purtroppo non porta a niente. Hanno sicuramente fatto vedere che i due hanno una ottima condizione e che vogliono fare bene. 

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Torniamo alla corsa, perché il primo a partire è Petacchi seguito da Bettini, ma ai -200 metri Freire supera tutti a velocità doppia. Un bravo va anche a Petacchi, che è arrivato con i migliori, nonostante le difficolta altimetriche degli ultimi km

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Ecco l'ordine d'arrivo. Spiccano anche i nomi di Garzelli e Valverde che, grazie alle ascese di quarta categoria sono riusciti a piazzarsi

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FREIRE FA BIS. OTTIMI SEGNALI DA CUNEGO

 

 

È la terza ed ultima frazione in terra greca. Questi 3 giorni sono stati caratterizzati sicuramente da Oscar Freire che bissa il successo di ieri consolidando la maglia a punti. Una vittoria nata sull' ultimo strappetto. Infatti, anche questo, se pur più facile della tappa di ieri, presentava alcuni Sali-scendi presso l’arrivo.

È proprio su quest’ultimo strappo che Damiano Cunego prova uno scatto che, se pur poco produttivo, ha mostrato come il corridore Saeco potrebbe essere un insidia per tutti. Per i compagni di Squadra? Non si sa ancora, ma resta il fatto che oggi è il giorno di Freire che trionfa per la seconda volta in Grecia, mettendo in riga Petacchi e tutti gli altri velocisti.

 

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Domani, invece, ci sarà la prova generale dei big perché ci sarà il primo arrivo in salita o quasi. Nella prossima tappa avremo un’idea chiara , dunque, su chi può o non può vincere questo Giro D’Italia 2004.

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LECCE-MACERATA. I BIG FANNO LE PROVE
Eccoci alla 4a tapa del Giro d’Italia 2004. Ecco, dunque che in questa tappa i big fanno le prove. Infatti, questa frazione è caratterizzata dalla scalata di diverse salite, che però, non faranno una grandissima selezione. Sono ascese di 3° e 4° categoria e quindi potrebbero lasciar spazio a gente come Valverde o Bettini.
Dunque, la corsa rimane tranquilla fino all'imbocco delle prime rampe. Molti sono i corridori che cercano di andarsene, ma la fuga, che a 20 km dal traguardo ha un vantaggio di oltre 2 minuti, potrebbe anche arrivare al traguardo. I big rimangono coperti sino all'inizio della penultima salita quando sono Garzelli, Bettini, e Valverde a infiammare la corsa. Non guadagnano molto, infatti, poco dopo saranno ripresi. Ecco forse il tentativo buono, nato sullo scollinamento della penultima salita. È Ivan Basso che attacca. L’aveva fatto nei giorni scorsi e lo rifà oggi. Subito viene seguito da Casagrande, Bettini e Garzelli.
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Siamo a poco più di 15 km dalla linea del traguardo. La situazione rimane stazionaria. Provano ad uscire anche Valverde e S.Sanchez. Niente da fare, riassorbiti anche loro. È la Saeco, adesso, che tira il gruppo. Prima con Mazzoleni e adesso con Di Luca. Non dimentichiamoci che non tutta la fuga è stata riassorbita dal gruppo perché c’è ancora Lunghi davanti. A poco più di 40 secondi c’è Bettini e subito dietro c’è Basso, Casagrande, Garzelli con Ferrigato e Hincapie, i quali facevano parte della fuga del mattino. Grazie a questa inquadratura notiamo, sullo sfondo, la coppia Saeco Simoni-Gunego che sta avanzando ad una velocità molto sostenuta. Manca poco perchè questi due vadano a riprendere Basso e compagnia.
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Ecco, però che davanti, rimane un indomito Lunghi che va a celebrare la sua vittoria in una bella tappa. Macerata è sua. Festeggia con un balletto sulla sella. Fantastico questo ragazzo che ha resistito per tantissimi km. Sicuramente meritata questa vittoria.
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Andiamo a vedere la situazione dietro perché Bettini con poco più di 30’’ di distacco arriva al traguardo. Non sembra molto soddisfatto del piazzamento, ma onore al merito di Lunghi dell’ Alessio. Intanto Simoni e Gunego si sono riportati sul gruppo Basso e si andrà alla volata per il piazzamento. 

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È Basso a precedere tutti con un ritardo di 1’47’’. Subito dietro arriva Garzelli, Casagrande e Hincapie. 7° e 8° piazza, rispettivamente per Cunego e Simoni. Arrivano con lo stesso tempo di Basso e Garzelli.
Più attardati arrivano gli altri uomini di classifica. Il loro ritardo è di quasi 3’. Regola il gruppo, Valverde.
La nuova maglia rosa va a Bettini, premiato per la combattività. Il primi fra gli uomini di classifica sono Kloden e Savoldelli, che però oggi incassano un ritardo di 2’44’’. 

 


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Andiamo a vedere, invece, nel dettaglio l'ordine di arrivo qui a Macerata.

1             Denis Lunghi      Alessio - Bianchi               3h55'28
2             Paolo Bettini      Quick Step - Davitamon               + 38
3             Ivan Basso          Team CSC           + 1'47
4             Stefano Garzelli               Vini Caldirola - Nobili Rubinetterie          s.t.
5             Francesco Casagrande  Lampre                s.t.
6             George Hincapie             US Postal Service            s.t.
7             Damiano Cunego            Saeco    s.t.
8             Gilberto Simoni                Saeco    s.t.
9             Andrea Ferrigato             Acqua & Sapone              s.t.
10           Samuel Sanchez G.         Euskaltel - Euskadi          s.t.

11           Alejandro Valverde        Comunidad Valenciana - Kelme               + 2'44

12           Leonardo Piepoli             Saunier Duval    s.t.

13           Danilo Di Luca    Saeco    s.t.

14           David Etxebarria              Euskaltel - Euskadi          s.t.

15           Bradley Mc Gee               FDjeux.com       s.t.

16           Iban Mayo          Euskaltel - Euskadi          s.t.

17           Andreas Klöden               T-Mobile Team s.t.

18           Patrik Sinkewitz               Quick Step - Davitamon               s.t.

19           Eddy Mazzoleni               Saeco    s.t.

20           Haimar Zubeldia              Euskaltel - Euskadi          s.t.

21           Franco Pellizotti               Alessio - Bianchi               s.t.

22           Cristian Moreni                Alessio - Bianchi               s.t.

23           Luca Paolini        Quick Step - Davitamon               s.t.

24           Gianluca Bortolami         Lampre                s.t.

25           Benjamin Noval               US Postal Service            s.t.

26           Sandy Casar       FDjeux.com       s.t.

27           Victor Hugo Pena            US Postal Service            s.t.

28           Aitor Gonzalez J.             Fassa Bortolo    s.t.

 

 

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FREIRE INARRESTABILE. QUATTRO VITTORIE IN QUATTRO VOLATE.

 

Certo non ci sarà Cipollini (che farà il Tour), ma ce ne sono di velocisti a questo Giro d’Italia. Sarà che ci sono molte tappe adatte alle loro caratteristiche, ma Freire sembra non abbia rivali. Vince di misura sia la tappa 5, sia la tappa 6. Petacchi è l’eterno battuto, almeno per il momento. Si è sempre preso la briga di far tirare la squadra e. sul più bello, Freire lo ha infilzato a velocità doppia per ben due volte. Sappiamo che l’italiano non ha ancora protestato protestato, ma ipotizziamo che in più di una occasione si sia mangiato le mani.

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Adesso, per i prossimi due giorni è finito il tempo dei velocisti perché ci sarà il primo arrivo in salita di queste tre settimane rosa. Un arrivo in salita, ovvero il colle della Maialetta duro, per scalatori puri e per chi ha le gambe buone per andarsene. Un ottimo Freire, ma adesso dovrà lasciare spazio a chi dovrà alzarsi sui pedali e staccare tutti in salita.

 

Dalla prossima tappa inizieranno le salite. Purtroppo mi è capitato un giro con molti arrivi per velocisti, ma fa niente :wink:

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Signori che tappa emozionante!!! Il primo arrivo in quota di questo Giro, regala tantissime emozioni fin dall'inizio e raccoglie molti spunti da osservare.

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Partiamo da Isernia e subito la strada si impenna. Un colle di 3° categoria impegna tutto il gruppo. Fin dalle prime pedalate, il plotone si spezza in vari tronconi. La tappa è corta,  ma durissima. La fuga non prende mai il largo e resta a bagnomaria fino all’ultima discesa. Chiaro segno che le squadre degli uomini di calssifica stanno lavorando per portare a casa questo prestigioso traguardo. Infatti, verranno riassorbiti ben prima dell'ultima salita. Le squadre che prendono l’onore di tenere la corsa sono la CSC e la Saunier Duval. Significa che Basso e Piepoli stanno molto bene? Questo è sicuro, lo sapevamo già. Staremo a vedere quello che faranno insieme. 

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La tappa non è lunga anzi, quindi molti sono impazienti si farsi notare e raccogliere qualche risultato. Il primo fra i Big a rompere gli indugi è Stefano Garzelli. Non è fra i primissimi favoriti, ma è un uomo di esperienza ed ha già vinto un giro. Occhio a lui. Scatta, una, due, tre volte. La terza sembra quella buona. Non sono i gregari a rispondere a questi scatti, ma si riportano sotto direttamente i capitani, ovvero Basso e Pipoli, seguiti da Mayo che scalpita nelle prime posizioni.
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Alla fine nessuno ha la meglio e si comincia l’ultima ascesa con tutti gli uomini di classifica li, uno vicino all'altro. La Saeco è rimasta coperta per tutto il tempo, ma adesso, dove le pendenze diventano veramente importanti, prende l’iniziativa. Sono, quindi, Di luca, Bertogliatti, Simoni e Cunego davanti a tutti a scandire il ritmo. La macchia rossa impone un’andatura importante. Molti sono gli uomini che si staccano, ma i più attesi sono ancora tutti li.
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Si sposta Di Luca e subito prendono il suo posto Simoni e Gunego. La loro andatura è impressionante, sembra non stargli dietro nessuno, a parte la moto di ripresa. Attenzione perché è Simoni davanti e Cunego alla ruota. Gli unici che riescono a riportarsi sulla coppia Saeco sono Basso, Piepoli e Mayo. Abbiamo, quindi un quintetto al comando. Basso e Piepoli nella morsa Saeco.

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La situazione rimane statica fino a 5.5 km dall’arrivo, quando Simoni, senza guardarsi indietro scatta in faccia al gruppetto. Mayo alza bandiera bianca, Piepoli fatica e cede qualche mtro, Basso si riposta sotto. Ancora Simoni, ancora più deciso. Basso si riporta sotto, ma la pedalata del varesino diventa un po’ più legnosa. Rimangono in due davanti: GIlberto SImoni e Ivan Basso.

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Mancano meno di 5km. Breve pausa e torneremo sul finale della corsa.
Edited by gibo11
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Eccoci qui.

Intanto anche Cunego tenta di riportarsi sulle ruote della testa della corsa, ma ormai è lontano. Incollato alla sua ruota, Piepoli. Mancano poco più di 2.5 km e abbiamo in testa alla corsa Simoni e Basso. Ecco Simoni, che si lascia sfilare dal corridore CSC e quindi ecco che piazza un altro scatto.  Uno scatto molto potente. A questo scatto, però, non risponde Basso che adesso ha 80m di ritardo.

Siamo arrivati all’ultimo km con Simoni in testa e Basso a 30’’. Sembra fatta per Gibo che torna alla vittoria. Non aveva ancora vinto da inizio stagione e lo fa contro un fortissimo Basso. Può alzare le mani Simoni perché la tappa è sua. Andrà a lui anche la maglia azzurra.

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Andiamo a cronometrare il ritardo di Basso. Siamo intorno al mezzo minuto. Smorfia di fatica per lui, ma per oggi è finita. Arriva all'arrivo molto affaticato.

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Dietro a Basso, arriva sul gradino più basso del podio Cunego che batte in volata Piepoli. Buona prova anche per loro. Questi quattro sono i più forti. Saranno loro a giocarsi il podio finale a Torino?

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Arrivano adesso Mayo seguito da Kloden. Ci si aspettava di più da lui, ma il Giro è ancora lungo.

La maglia rosa cambia padrone. Il primato sarà indossato da Ivan Basso. L’italiano è ufficialmente il principale favorito e avversario di tutti. C’è da dire, però, che è il favorito, ma non il più forte perché Simoni ha dimostrato di poterlo battere. Davvero avvincente questo Giro D’Italia.

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La nuova classifica generale vede al primo posto Basso, seguito da Simoni, con un ritardo di 1’26’’. Al terzo posto c’è Kloden, con un ritardo di 1’32’’ e Piepoli a 2’41’’.

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Ecco l'ordine d'arrivo:

1             Gilberto Simoni                Saeco    3h23'14

2             Ivan Basso          Team CSC           + 30

3             Damiano Cunego            Saeco    + 1'05

4             Leonardo Piepoli             Saunier Duval    s.t.

5             Haimar Zubeldia              Euskaltel - Euskadi          + 2'17

6             Andreas Klöden               T-Mobile Team + 2'49

7             Michael Rasmussen       Rabobank           + 3'15

8             Franco Pellizotti               Alessio - Bianchi               + 3'57

9             David Moncoutié            Cofidis  + 4'22

10           Iban Mayo          Euskaltel - Euskadi          + 4'49

11           Fabian Jeker      Saunier Duval    + 4'58

12           Samuel Sanchez G.         Euskaltel - Euskadi          + 5'20

13           Levi Leipheimer               Rabobank           + 5'31

14           Pavel Tonkov    Vini Caldirola - Nobili Rubinetterie          + 5'44

15           Patrik Sinkewitz               Quick Step - Davitamon               s.t.

16           Cadel Evans       T-Mobile Team s.t.

17           Stefano Garzelli               Vini Caldirola - Nobili Rubinetterie          s.t.

18           Francesco Casagrande  Lampre                s.t.

19           Aitor Gonzalez J.             Fassa Bortolo    s.t.

20           Floyd Landis       US Postal Service            + 6'49

21           Andrea Noè       Alessio - Bianchi               s.t.

22           Sandy Casar       FDjeux.com       s.t.

23           Danilo Di Luca    Saeco    s.t.

24           Inigo Chaurreau               AG2R Prévoyance           s.t.

25           Leonardo Bertagnolli     Saeco    s.t.

26           Alejandro Valverde        Comunidad Valenciana - Kelme               s.t.

27           Dario Cioni          Fassa Bortolo    s.t.

28           Bradley Mc Gee               FDjeux.com       s.t.

29           Beat Zberg         Gerolsteiner      s.t.

30           Sven Montgomery         Gerolsteiner      s.t.

 

 

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PETACCHI ROMPE IL DIGIUNO CON UNA VOLATA REGALE

Petacchi voleva questa vittoria ed è arrivata. Voleva battere Freire e lo ha battuto. Ancora una vittoria di un Italiano. Treno perfetto e volata perfetta incorniciano una giornata perfetta. Alessandro cresceva di giorni in giorno e oggi ha dimostrato che può essere ancora il lizza per la maglia rossa.

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Ecco l'ordine d'arrivo
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E vediamo ancora una volta la classifica generale
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Sapevamo fin dalla partenza che la questa tappa, la 9°, sarebbe stata molto difficile ed, allo stesso tempo, entusiasmante. Sapevamo che in una tappa del genere poteva succedere di tutto e, infatti, così è stato.Sapevamo fin dalla partenza che la questa tappa, la 9°, sarebbe stata molto difficile ed, allo stesso tempo, entusiasmante. Sapevamo che in una tappa del genere poteva succedere di tutto e, infatti, così è stato.

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Come vediamo, il profilo della frazione è molto insidioso e, soprattutto è molto lungo (più di 200km). Pieno di salita, ma anche di discesa.

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La tappa rimane in una situazione di stallo stallo fino a quando non entriamo nel primo tratto in sterrato. Sembra quasi la classica tappa per velocisti. La fuga davanti e la squadra della maglia rosa che controlla il vantaggio senza particolari problemi. Ecco che comincia lo sterrato e comincia la bagarre fra i migliori. Il gruppo si spezza in diversi tronconi.  Siamo intorno ai 30km dall’arrivo, ma già cominciano i primi scatti.

I primi a rompere lo stallo, come già successo, sono Bettini, Casagrande, Sanchez e Noè. Il loro è un allungo deciso, ma vengono ripresi poco dopo. Ci riprovano immediatamente Bettini e Casagrande che riescono a guadagnare qualche secondo in più di prima.

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Quindi, eccetto questi due, il gruppo dei migliori è composto da tutti gli elementi. Siamo a 20km dal traguardo ed è Sanchez, lo spagnolo, che cerca ancora di attaccare. Questa volta è addirittura, la maglia rosa, in prima persona che va a chiudere. Ecco che vanno a riprendere Casagrande, mentre Bettini, rilancia l’andatura e si avvicina agli uomini in fuga.

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Ecco, quindi, Casagrande che riattacca. Prende un bel margine di vantaggio. Nessuno risponde. Rientrano sul gruppo della maglia rosa anche Piepoli e Cunego e Garzelli.  

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Basta un’altra accelerata di Basso, perché rimangano alla sua ruota solo Piepoli e Garzelli. Intanto i migliori stanno, man mano, superando i corridori che facevano parte della fuga della mattina.

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Siamo arrivati al cartello che indica i 10km all’arrivo. La Saeco, che come aveva fatto giorni fa è sempre rimasta coperta, adesso grazie al lavoro di Mazzoleni, ha ricomposto il gruppo dei migliori, mentre davanti abbiamo Bettini, Casagrande e Sanchez. Adesso, invece, Simoni e Di luca con una graduale progressione mettono in difficolta tutti gli altri, compreso Basso che si stacca dai due.

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Siamo arrivati al secondo tratto in sterrato. Abbiamo questa situazione: Bettini, Casagrande e Sanchez davanti, subito dietro la coppia Saeco con Kloden (unico che è riuscito a stare dietro ai due) e ancora più dietro Basso, che, non avendo più gregari, deve inseguire in prima persona. Vediamo ,infatti, in questa inquadratura la distanza fra Simoni e Basso.

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Basso, paga d’Azio le accelerate fatte intorno ai 30km dall’arrivo. Infatti, Piepoli, riesce a rientrare sul trio Simoni-Di Luca-Kloden, mentre Basso rimane intorno al minuto di ritardo.

 

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