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Inviato

Intanto la Saxo Bank si è accordata con la BMW.. non credo sia una sponsorizzazione principale.. credo andrà solo a sostituire la Skoda come partner ufficiale..

Inviato

Intanto la Saxo Bank si è accordata con la BMW.. non credo sia una sponsorizzazione principale.. credo andrà solo a sostituire la Skoda come partner ufficiale..

Mi sembra buono, la skoda è una macchina di merda icon_mrgreen.gif

Inviato

Hanno ridato la licenza world tour alla Euskaltel :?

Non sò che senso abbia, per carità è un buona squadra ma solo nelle corse in spagna e al tour portano gente che va forte mentre; al Down Under, Tirreno, SanRemo, Roubaix, Gand, Harelbeke, Fiandre, Romandia, Giro, TdSuisse, Eneco tour, Giro di polonia e in Canada dovremo vedere le solite 6 pippe basche che non si piazzano nei primi 20..

boh io non capisco

Inviato
Hanno già annunciato che sarà Nieve nel 2012 il capitano al Giro, S.Sanchez al Tour e Anton al Giro

Ma Anton non aveva detto che avrebbe fatto solo la Vuelta?

Inviato

Fame di ciclismo da Formula 1

di Angelo Zomegnan

In un apprezzato articolo uscito su The New York Times, il quotato Brad Spurgeon analizza nei minimi particolari la stagione 2011 di Fomula 1 che domani viene consegnata agli archivi con il Gran Premio del Brasile. La gara di Interlagos, con le sue 1.436 (!) manovre previste non risulterà certamente noiosa indipendentemente da chi sia stavolta il protagonista principe della compagnia di giro: Hamilton, Massa, Vettel, Webber, Alonso o chissà chi. Le caratteristiche di Interlagos sono tali da garantire sempre e comunque lo spettacolo.

Nella sua particolareggiata disamina, Spurgeon sottolinea come la stagione delle nuove gomme abbia tirato fuori la Formula 1 dalle sacche di certi momenti di scarso interesse, che invece avevano penalizzato il circo nella precedente annata. E poi parla della teoria sulle penalità elevata a scienza, dei contatti tra le vetture, delle poche e chiare regole indispensabili a stabilire che cosa sia accettabile e dunque che cosa non lo sia.

Gli assiomi del New York Times sono ficcanti. La Formula 1 è come il calcio in cui ci possono essere bel gioco e grande tecnica, ma – a parte eccezioni – si segna il gol una volta ogni tanto. La Formula Nascar sugli anelli americani è come il basket in cui si spara a canestro al massimo ogni trenta secondi, e cioè un’infinità di volte nello spazio dei quattro quarti nella quasi certezza del bel gioco corale del quintetto in campo.

Al di là delle sfaccettature, il lungo preambolo serve alla nostra discussione da blog per dimostrare come nelle altre discipline di riferimento ci sia gente dedita a studiare in profondità ogni dettaglio per arrivare ad offrire al pubblico elementi di attenzione sempre aggiornati in grado di catturarne l’interesse ed alimentarne la passione.

Questo accadeva nel secolo scorso anche nel ciclismo grazie a luminari dell’organizzazione e del giornalismo come Jacques Goddet in Francia per il Tour e come Giuseppe Ambrosini in Italia per il Giro, prima dell’approccio geniale tutto pragmatismo e intuizione di Vicenzo Torriani. Nel mio piccolo, nella gestione della grande corsa de La Gazzetta dello Sport, ho cercato di rilanciare le cose buone lasciateci in eredità dai tre santoni citati. Ma questa cultura rischia di essere relegata nel sottoscala. E il ciclismo scivola troppo spesso nel pressapochismo perché, ad ogni livello, si registra la mancanza di leader.

Tutti sono a conoscenza degli incontri programmati dai vertici della federazione mondiale per impartire lezioni di burocrazia e di contabilità. Il loro grande timore è che squadre e organizzatori non paghino quote associative, costi di struttura e cancellino i contributi per il passaporto biologico. Stop. Lo sport è un dettaglio. L’analisi della disciplina non rappresenta una priorità.

Quando verrà messa in atto una lezione di strategia? Quando verrà promosso il contatto diretto tra chi è capace di gestire i tempi televisivi con gli organizzatori e con i team manager per tirare fuori il meglio dai percorsi e dalle tattiche? Ha ragione Philippe Gilbert a sostenere che la qualità delle trasmissioni del Giro e del Tour non sia eccellente e che troppo spesso imperversino i provincialismi.

Impedire che la noia porti il telespettatore a fare zapping, fuggendo dal ciclismo per riparare negli sport sorretti dalla tecnologia d’avanguardia, è una delle missioni strategiche del “Rothschild’s Cycling Breakway League”, di cui si sente parlare da mesi e di cui Cyclingnews.com ha fornito discreti particolari in tempi recentissimi. In altre parole: è il progetto di una decina di Team di far nascere una SuperLega del ciclismo professionistico finalizzata a lungo termine a condividere il business e a spartire i diritti televisivi – e lì la battaglia sarà cruenta – per avere certezza di sopravvivenza. Ma è anche il punto di partenza di una diversa mentalità nel proporre il ciclismo in tv perché non può essere ancora procrastinata l’esigenza di rinvigorire le produzioni da parte dei broadcast e la ricerca delle novità da parte degli organizzatori, primi fra tutti quelli del Tour e del Giro che rimangono i punti di riferimento di questo mondo.

A scanso di equivoci, diciamo subito che quando Eugenio De Paoli e Nazzareno Balani, rispettivamente direttore di Rai Sport e regista del Giro, riescono a prevenire o tamponare le sbandate di qualche loro giovane collega – si fa per dire… -, pur avendo a disposizione mezzi tecnici di ripiego, sanno proporre immagini da antologia: l’intuizione del bianco e nero in alternanza al colore nella tappa del 2005 del Colle delle Finestre è lì a far letteratura. E la giornata da tregenda di Montalcino con Cadel Evans e Alexander Vinokourov scatenati sulle strade bianche del Giro 2010 ha permesso al Giro di quell’anno di scavalcare il Tour nei favori persino del sofisticatissimo pubblico anglosassone. Grazie ancora.

E’ scontato che si debba evitare che: 1) un’auto della direzione di corsa rovini il finale di una Freccia Vallone; 2) un treno adibito al trasporto di merci di domenica (!) scalfisca la sacralità della Parigi-Roubaix; 3) il gruppo dei fuggitivi finisca dentro un pollaio alla Tirreno-Adriatico o vada per vendemmia al Gran Piemonte; 4) una vettura VIP della …televisione faccia filotto dei corridori in avanscoperta al Tour de France sparandone nel fosso un po’ a destra e un po’ a sinistra; 5) il gruppo intero si infili dentro un budello dalle parti di Orbetello. E potremmo continuare – purtroppo – per pagine e pagine.

Voltiamo pagina. Ci vuole un guizzo. E siccome non intendiamo essere soltanto dei criticoni, ma anche soggetti propositivi, permetteteci di partire dalla questione radioline da vietare per poi continuare con qualche suggerimento.

La vera battaglia, infatti, non è quella delle radioline, che se è un problema di sicurezza, non possono essere concesse nelle prove di World Tour e vietate in tutte le altre. Batta un colpo, annunciandosi per nome e cognome, chi ha il coraggio di sostenere che le corse dei dilettanti, delle donne e delle categorie minori siano più sicure di quelle dei professionisti.

La vera battaglia è un’altra. Gli spettatori alzano la cresta contro certe produzioni tv e gli operatori principali delle squadre si sono spazientiti di attendere qualcosa che emancipi il ciclismo dal vecchiume. Serve un guizzo. O almeno recuperare le belle intuizioni del passato e finite nel dimenticatoio come: le telecamere mobili sul manubrio, nel caschetto o dietro la sella dei corridori; i collegamenti “visivi” con le ammiraglie dei tecnici, con le auto della direzione di corsa, con il servizio dei regolatori, con i vip in carovana, con i medici della competizione, con il cambio-ruota neutro, con Gianni Bugno che dall’elicottero, e grazie alle sue innegabili competenze, può raccontare quel che davvero passa sullo schermo e non continuare semplicemente a regalare immagini ai conduttori in postazione costretti a ricorrere costantemente le informazioni. E poi arricchire i talk-show con moviole tecniche, analisi tecniche, spiegazioni tattiche, etc.

Insomma: serve segno di discontinuità, altrimenti audience e share continueranno a scendere e il ciclismo teletrasmesso diventerà così di nicchia da interessare soprattutto chi patisce di insonnia. Rimanendo titolari ciascuno del proprio territorio e dei propri diritti: 1) gli organizzatori dovrebbero lavorare per rendere ogni tappa interessante (e non ammollarci giorni e giorni di sottovuoto spinto) perché sono i grandi giri a fare audience; 2) team manager, direttori sportivi e corridori dovrebbero farsi garanti delle tattiche migliori e delle azioni più spettacolari; 3) i broadcast e i produttori dovrebbero saper cogliere l’attimo e riproporlo attraverso la tecnologia più avanzata. Ci sono due mesi di non-ciclismo televisivo per lavorarci con le intenzioni migliori.

Dalla Formula 1 e dall’intenzione ormai delle squadre che intendono mettersi in proprio, arrivano un insegnamento e un avviso cui il ciclismo non può rimanere sordo o cieco. E poi c’è il discorso che non tutte le gare devono essere identiche in tutto il mondo…ma di questo parleremo un’altra volta.

  • Amministratori
Inviato

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=news&cod=44521&tp=n

SVIZZERA. Zaugg batte Cancellara ed è ciclista dell'anno

Il re del Lombardia Olivier Zaugg è stato nominato corridore svizzero dell’anno. Clamorosamente battuto Fabian Cancellara già vincitore sette volte del prestigioso titolo.

Tra le donne, eletta Karin Moor mentre il biker Thomas Litscher ha ottenuto la vittoria tra gli Under 23.

105.gif

Inviato

Diciamo pure che Spartacus quest'anno ha fatto ca****

Vorrei dire un'ipotesi che spieghi il fatto, ma lascio la parola a Bubbino che ne sa più di me sicuramente rolleyes.gif

Inviato

Se per te arrivare sul podio di SanRemo, Fiandre e Roubaix con tutti che ti corrono contro, dimostrando in di essere il più forte se non alla Sanremo, sul pavè di sicuro, è fare ca**** .. Detto questo, trovo giusto premiare Zaugg che con quella giornata di gloria si è messo apposto la cariera, chissà che non prenda fiducia in se stesso e diventa un bel corridore..

Inviato

Sono pienamente d'accordo con Frisky. Sicuramente è andato meno bene della stagione precedente, ma dire che abbia fatto cagare è davvero un'eresia...

Schleckino per adesso è un perdente perché non ha mai vinto, non perché gli sia capitato di arrivare secondo...

Un corridore che ha vinto quattro classiche monumento, quattro ori mondiali ed uno olimpico per un totale superiore (almeno) alle 50 corse di sicuro non lo è :)

Indubbiamente nel 2010 le corse le ha assolutamente uccise, ma in tutte le occasioni ha effettivamente dimostrato di stare più che bene...

Unica delusione davvero son state le cronometro. Ma credo che la sua sia stata anche una scelta... La stessa che farà Martin tra qualche anno...

Inviato

Stiamo parlando di Cancellara,e secondo la mia visione da sportivo arrivare secondi è ben peggio di arrivare 15°...per quello che è il suo valore quest'anno non ha ottenuto quello che doveva e poteva...e proprio perchè dimostri di essere il più forte poi devi vincere...non è un'eresia,lo sarebbe se si dicesse che è scarso,che non ha mai vinto niente ecc...da quelli come lui ci si aspetta sempre il massimo e le vittorie...e non puoi prendere in un anno 2min a cronometro dicendo che è un tuo obiettivo il mondiale...

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