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Inviato

Nel secondo caso c'era poco da fare, in bolivia l'aria è rarefatta e mentre i boliviani lo sapevano (e ci erano abituati), gli argentini giravano con la maschera ad ossigeno. E' come quando l'italia ha giocato in confederations contro la spagna: il caldo rallentava entrambe le squadre.

Comunque se una componente naturale (allenarsi in altura in un certo senso lo è...infatti in alcuni paesi è ammesso l'uso di tende ipobariche) può incidere così tanto da annullare il fattore tecnico credo che il discorso sul vantaggio sia traballante. Aggiungi che il costo fisso è ampiamente alla portata di coloro che praticano uno sport ricco. Infatti io credo che la diffusione del doping (e soprattutto l'adozione di tecniche all'avanguardia...da cui deriva la possibilità o meno di essere beccati) sia direttamente proporzionale a quanta grana gira.

Inviato

Nel costo io intendevo anche il costo "morale", però il tuo discorso è più che giusto.
Sui fattori ambientali non credo che si possa far molto: se tu sei abituato a correre a 34° e io a 5, quando verrò a correre da te sarò in difficoltà, e non c'è doping che tenga nel farmi abituare a correre a 30 gradi in più. Diversa cosa è se io corressi come te (e la bici la uso, ma faccio 1 km al giorno nella tratta casa-stazione-casa) con le stesse abitudini ambientali

Inviato

Ma infatti io sapevo che il controllo del sangue già ci fosse. Non capisco cosa cambi... penso che cambi la possibilità di prelevare solo il sangue e non le urine.

Anche questo già c'era:

6.02 Any player participating in a UEFA competition may be required to undergo a doping control after a match and therefore must remain available until 30

minutes after the end of the match. He may also be required to undergo outof-competition controls and target testing, even if he is under a period of suspension or provisional suspension. Doping controls may include blood and/or urine samples and/or samples of any other biological material.

Inviato

Non è che la novità sangue riguardi solo i controlli a sorpresa, a sto punto?

C'è stato un servizio su TG Sport in cui Amedeo Goria ha detto che aumenteranno i controlli del sangue, soprattutto insieme a quelli delle urine, i così detti controlli incrociati. Almeno così ha detto lui.

Ma alla fine non cambia tanto mi sa.

  • Amministratori
Inviato

Andy Schleck difende Bjarne Riis

 

Riis aveva una rigorosa politica anti-doping alla squadra e ha introdotto il passaporto biologico. Egli è una delle persone più importanti del ciclismo sport negli ultimi tempi. Che cosa è accaduto a 14-15 anni fa, non so nulla

 

Nel frattempo spuntano dei pagamenti del 2006 di Frank Schleck a Fuentes.

Inviato

Non é stato trovato positivo un solo csc o saxo da quando riis é a capo della squadra e lui ba imtrodotto il passaporto biologico quindi la prima frase è vera così la seconda frase.per quanto riguarda la terza frase riis è stato il primo direttore sportivo che ha avuto e se adesso è quello che é lo de e per gran parte a lui.

Sulla questione schleckkone nelle prime pagine di questo topic si parlava anche di lui poi ovviamente non se ne seppe più nulla

Inviato

Nel frattempo spuntano dei pagamenti del 2006 di Frank Schleck a Fuentes.

Spunta(ro)no qualche anno fa...

Comunque la storia del salto di qualità di Schleck (scartato dalle francesi perché veniva asfaltato dalla generazione dei Voeckler) è stata discussa per anni. Bulba all'epoca sottolineava l'occhio miope dei dirigenti transalpini, però forse...

Inviato

2) differenza fondamentale tra calcio e ciclismo. Nel calcio, oltre a correre veloce/saltare in alto/resistere 120 minuti devi anche saper controllare il pallone. Puoi avere la potenza fisica di Bale, ma se la palla non sai neanche passarla, sei una pippa comunque. Diciamo che il calcio è, per quelli più in vista, 65% piede e 35 corsa. 

Messi, ronaldo, neymar e compagnia bella, oltre a correre, hanno una rapidità di gambe (e di testa) che col doping non penso si possa migliorare (a meno che non ti fai innestare un processore nel cervello). 

Il ciclismo invece ha più componente fisica, e meno tecnica (crono, discese), quindi è più facile "potenziarsi", perchè basta la sostanza x che aumenta la tua resistenza.

Tanto è vero che un santambrogio qualunque è stato con nibali

 

vero, ma mai come oggi nel calcio conta il fisico, la corsa e l'atleticità

Inviato

Copio e incollo un sacrosanto articolo di Marco Grassi (cicloweb) dove c'è tutto: il tafazzismo del giornalisti italiani specializzati nel ciclismo, l'ipocrisia di quelli che ne parlano sulla stampa generalista, l'ignoranza sul tema doping del lettore medio. E tutto questo, senza voler assolutamente negare l'esistenza del problema, né volendo minimizzarla. E nemmeno per fare del "benaltrismo" (del tipo: "ok i ciclisti si dopano, ma negli altri sport succede ben di peggio"). Solo per una questione di onestà intellettuale, tutto qui.
 

Doping&Antidoping: A che gioco gioca la Gazzetta? - Chiasso da bar e ciclismo sempre all'indice

 

Il lettore occasionale, colui che segue con un occhio solo le vicende dello sport (o in particolare del ciclismo), e che non conosce bene i retroscena di determinate situazioni, leggendo in questo periodo certa stampa sarebbe portato a pensare che il ciclismo stia vivendo una fase in cui ogni giorno vien fuori una positività all'antidoping. Si parla (si scrive) talmente tanto sull'argomento, che vien da dare per scontato che ci troviamo in una nuova epoca di doping profuso a piene mani (o a piene siringhe) tra i ciclisti.

Non parliamo della nuova mirabolante rubrica del Fatto Quotidiano, tenuta da quella vecchia pellaccia di Leonardo Coen che parla di "ciclismo" senza spendere non diciamo una riga, ma nemmeno una parola, sul Tour pedalato (e indugiando invece in definizioni insensate e immotivate come "berluschini del pedale", in riferimento ai corridori colpevoli di aver solo chiesto - e pure con troppa morigeratezza, a nostro avviso - di non essere resi carne da macello mediatico, in relazione alle "attese" rivelazioni del senato francese sui dopati del 1998).

Parliamo invece della Gazzetta dello Sport di ieri, mercoledì 3 luglio, leggendo la quale la sensazione di cui parlavamo sopra, ovvero che siamo in pieno boom del doping, sarebbe stata fortemente suffragata. Prendi il giornale, dai uno sguardo alla prima pagina e ti rendi conto che, a fronte di imprescindibili richiami sull'amore finito tra Barbara e Pato (lui l'ha annunciato su Twitter!), o sulla festa che la Pellegrini sta organizzando per i suoi 25 anni il prossimo 5 agosto (inviterà capitan Del Piero!), o ancora sulla decisione di Venditti di non dare più il permesso all'esecuzione di Grazie Roma all'Olimpico (ritira l'inno oppure no?), ebbene, in mezzo a cotante fondamentali notizie, nemmeno uno strapuntino sul Tour, di cui pure ci sarebbe stato da segnalare il primo vero scontro tra i big, nella cronosquadre del giorno prima.

Ti parte in automatico la solidarietà nei confronti dei giornalisti della redazione ciclistica, "e che cavolo, seguono - con ben due inviati! - l'evento ciclistico principale dell'anno, e nemmeno uno spazietto in prima pagina"; ma poi, scorri il giornale fino a pagina 22, vedi come è stato trattato il tema della cronosquadre, e cambi subito idea, "tutto sommato meglio che non l'abbiano richiamato in prima pagina...".

Due le pagine dedicate al ciclismo: grande impressione deve aver fatto la media di 57.8 fatta segnare dalla Orica vincitrice (ma anche dalla Omega, prima delle sconfitte), visto che il titolo centrale è "Più veloci di uno scooter!", e nei vari sottotitoli si fa riferimento a "Cronosquadre da paura", "quasi 58 orari di media", "la più rapida di sempre nei grandi giri". Nella seconda delle due pagine, poi, spalla quasi interamente dedicata alla questione dei positivi del 1998 (cialtronata di cui si è parlato sin troppo sui vari media), ma va bene, lì si insegue la cronaca spicciola (i senatori non riveleranno più i nomi dei coinvolti il 18 luglio, a Tour in corso, ma aspetteranno - bontà loro - il 24).

Il pezzo portante, a firma Pastonesi, non ci risparmia il consueto riferimento all'"ombra maledetta": «Nel giorno dell'apoteosi, c'è un'ombra. La solita, la vecchia, la maledetta: quella del doping. Riguarda Matthew White, uno dei direttori sportivi della Orica, assunto dopo essere stato licenziato, proprio per doping, dalla Garmin. White aveva corso per la US Postal, una delle squadre di Lance Armstrong: confessò di essersi dopato, collaborò con la giustizia, venne squalificato, ma beneficiò di una riduzione. Adesso l'Agenzia antidoping australiana lo vuole riascoltare. White preferisce parlare d'altro: «Continuiamo a migliorare, a progredire, a sviluppare».

Ma il vero capolavoro, rilanciato poi anche altrove in rete, è il taglio alto della prima delle due pagine: un pezzo venduto come "punto tecnico" e intitolato "Meglio della Discovery e della super Csc del 2006. Donati: «Dati preoccupanti»". Qui, francamente, sale il nervoso. L'estensore dell'articolo, Claudio Ghisalberti, è colpito dal fatto che le prime quattro classificate a Nizza «siano state più veloci della Discovery Channel 2005 (seppure in quell'anno i km erano 67)». Cioè, in altre parole: questi qui vanno più forte di formazioni note per la loro sulfureità (per usare un concetto caro a Eugenio Capodacqua), quindi poniamoci delle domande. Anche perché - ad esempio - «pure la Csc di Bjarne Riis, nel 2006, anno dell'Operación Puerto, andò più piano al Giro e alla Vuelta».

Il punto nodale della lunghezza della prova (quella del 2005 era lunga il doppio e ci stupiamo che l'altro giorno i migliori siano andati più forte?!?), viene liquidato così, tra parentesi, come se non fosse una questione importante, quando invece è addirittura decisiva. Quindi il buon Ghisalberti procede nell'interpellare vari esperti affinché analizzino e spieghino questo risultato nizzardo. Paolo Slongo, preparatore della Cannondale, parla correttamente del percorso decisamente veloce e dell'assenza di vento; Andrea Morelli del Centro Mapei parla di Orica e Omega come di squadre formate da passistoni adatti a questa prova; nemmeno Fabrizio Tacchino del Centro studi federale si stupisce, dato che - anche per far bene nel nuovo Mondiale per cronosquadre - molte formazioni ingaggiano specialisti e vanno alla ricerca della perfezione.

L'unico di parere opposto è il celebre Sandro Donati, ex dottore antidoping marginalizzato dal CONI di Pescante e di Petrucci, attualmente consulente della WADA. «Mi pare una vecchia storia, ma il ragionamento è semplice. I pro' gareggiano molto e hanno poco tempo per gli allenamenti, quindi è difficile sostenere che ci siano grossi progressi dal punto di vista metodologico. I materiali già da anni sono al top. Le altre risposte sono quindi preoccupanti. In base all'esperienza posso dire che c'è chi fa ancora ricorso a microdosi di epo, chi somma sostanze stimolanti, chi usa il gh e va sul sicuro perché non si trova ai controlli e chi fa ricorso alle gonadoreline che stimolano la produzione endogena del testosterone. Riconosco che molti corridori stiano lottando per uscire da questo vortice, ma in gruppo ci sono ancora troppi vecchi marpioni. Per ora non c'è ancora stata una netta linea di demarcazione col passato».

Naturalmente, a fronte di tre autorevoli pareri che non vedono stranezze nel risultato della Orica, nel titolo ci va l'unico che invece vede le streghe. Perché fa più notizia il parere di Donati, o semplicemente per un sensazionalismo di bassa lega che vuole richiamare maggiori attenzioni sull'articolo? Chiaramente un titolo del tenore di "Nessun problema, risultato ampiamente spiegabile" non avrebbe attratto lo stesso numero di lettori del "Dati preoccupanti".

E sì, perché - e qui facciamo un ulteriore passo - il lettore medio della Gazzetta è quello lì. Quello che capisce tutto sul calcio fino alla serie D, e poco o niente sugli altri sport. Quello che diventa grande esperto di scherma nella settimana olimpica, e allora lo vedi sdottorare sulla stoccata di fino della Di Francisca, ma poi magari non segue un mondiale di fioretto manco se lo paghi (in concomitanza ci sarà senz'altro un'imperdibile Solofra-Valdobbiadene di serie C di calcio).

È quello che leggi commentare i pezzi sul sito della Gazzetta con analisi che fanno cascare le braccia per grossolanità e ignoranza; ed è quello, ovviamente, che sa per certo che il ciclismo è lo sport dei dopati, e questa certezza non gli dev'essere scalfita in nessun modo (intanto però è bene aggiornarlo su ogni scorreggina fatta dalla Pellegrini fuori dalle vasche).

Ieri il giornale rosa aveva un quarto dello spazio ciclistico occupato da "cose di doping", vere o presunte, attuali o antiche. Un po' come se dopo la finale di Champions League, delle 20 pagine abitualmente occupate dal calcio, 5 fossero state dedicate al doping, con domande su questo nuovo fenomeno tedesco ("Ma è normale che queste squadre corrano così tanto? Molto più della Germania dopata che sconfisse l'Ungheria al Mondiale del '54! Sentiamo che ne pensa il dottor Donati!!!"), o con approfondimenti su vicende del passato, del tipo "andiamo a svelare quanti giocatori della grande Inter di Herrera sono morti forse per doping", "andiamo a rivedere cosa conteneva l'armadietto del dottor Agricola", "andiamo a rileggere con occhi moderni le accuse della buonanima di Carlo Petrini". Ma questo non succede, come tutti sanno.

Invece il ciclismo sì, il ciclismo può tranquillamente essere tenuto costantemente sulla graticola dal giornale che ancora oggi, nel 2013, forgia la visione e la comprensione dello sport di ampie fasce di popolazione. E che non si assume nemmeno minimamente la responsabilità di problematizzare tali questioni, di andarci a fondo, di creare un corpus organico di scritti che chiariscano una volta per tutte le cose ai lettori. Poi saranno loro a decidere, a ragion veduta, se continuare a seguire il ciclismo oppure no.

Non è passato che poco più di un mese da quando la Gazzetta strillava a tutta pagina i suoi strali contro le mele marce che ancora si annidano nel gruppo, i kamikaze del doping, i banditi che non cambieranno mai, i Di Luca, in subordine i Santambrogio. Da quando la rosea raccoglieva in maniera acritica gli alti lai dei dirigenti del team, che continuavano a recitare la parte dei traditi (dai soliti ciclisti cattivi). Le mele marce, sempre colpa loro. Poi passa un mese e scopri che i sospetti dilagano su tutto il gruppo, al punto da dedicarci quasi mezza pagina dopo una semplice cronosquadre.

Ma allora dov'è la verità? Il gruppo è pulito e ci sono solo pochi pazzi che continuano a sgarrare, oppure circolano ancora varie forme di doping e certi quotidiani a giorni alterni propendono per una visione più celestiale (magari durante il Giro) o più tetra (magari durante il Tour)? Decidetevi ragazzi. Gialanella, Bergonzi, Ghisalberti, Scognamiglio, Pastonesi, decidetevi e ricordatevi della responsabilità che grava sulle vostre penne (o tastiere): spiegate le cose come stanno veramente, senza tesi di comodo (il Di Luca sporco e cattivo); oppure evitate. Il ciclismo non ha davvero più bisogno di essere analizzato come se fossimo la sera al bar - birra ghiacciata e rutto libero - sul più importante giornale sportivo d'Europa.

Inviato

Domanda da "fesso": oggi ho rivisto le vittorie di armstrong e ho notato che non ha mai provato le olimpiadi. Era così strano capire che i test antidoping olimpici avrebbero demolito la sua credibilità?

Inviato

Non è proprio così, nel 2000 ha fatto la crono olimpica, finendo anche sul podio (ora revocato ovviamente). Comunque io non credo che le maglie dell'antidoping alle olimpiadi fossero più strette; d'altronde non ricordo scandali olimpici quindi credo che in nome dei 5 cerchi vengano spesso chiusi 2 occhi (e tappati naso e orecchie :tongue: ). L'unica eccezione è per i Giochi invernali del 2002, quando nello sci nordico fioccarono le squalifiche

Inviato

Non è proprio così, nel 2000 ha fatto la crono olimpica, finendo anche sul podio (ora revocato ovviamente). Comunque io non credo che le maglie dell'antidoping alle olimpiadi fossero più strette; d'altronde non ricordo scandali olimpici quindi credo che in nome dei 5 cerchi vengano spesso chiusi 2 occhi (e tappati naso e orecchie :tongue: ). L'unica eccezione è per i Giochi invernali del 2002, quando nello sci nordico fioccarono le squalifiche

 

Un certo Rebellin ti dice niente?  :haha:

Inviato

Un certo Rebellin ti dice niente?  :haha:

Va be' Rebellin è stato beccato per una sostanza che era già stata individuata anche nel precedente Tour o in altri controlli UCI. Quello che intendo è che le olimpiadi non hanno dato un giro di vite all'efficacia dei controlli. Idem per Hamilton :wink2:

Inviato

Va be' Rebellin è stato beccato per una sostanza che era già stata individuata anche nel precedente Tour o in altri controlli UCI. Quello che intendo è che le olimpiadi non hanno dato un giro di vite all'efficacia dei controlli. Idem per Hamilton :wink2:

 

Beh quello sì, anche se bene o male i pesisti vengono sempre beccati

Inviato

Ovvero? Spiega meglio emmea...

 

Comunque la Spagna domina in alcuni sport (quali davvero? nel ciclismo sono in calo ed hanno uno scarso ricambio per ora) ed è completamente assente in altri (molti fra quelli olimpici)

Inviato

Non è proprio così, nel 2000 ha fatto la crono olimpica, finendo anche sul podio (ora revocato ovviamente). Comunque io non credo che le maglie dell'antidoping alle olimpiadi fossero più strette; d'altronde non ricordo scandali olimpici quindi credo che in nome dei 5 cerchi vengano spesso chiusi 2 occhi (e tappati naso e orecchie :tongue: ). L'unica eccezione è per i Giochi invernali del 2002, quando nello sci nordico fioccarono le squalifiche

 

Ben Johnson fu beccato alle Olimpiadi, anche se sull'edizione di Seoul girano voci secondo le quali ci sarebbero state in seguito altre positività (tipo Florence Griffith Joyner), tenute nascoste per non demolire l'immagine dei giochi dopo il caso del canadese.

 

In generale, quello è il caso più eclatante, ma di positività alle Olimpiadi ce ne sono state diverse. Ad Atene furono riscritti praticamente gli albi d'oro dei lanci (ricordo due ungheresi pizzicati, e probabilmente anche il vincitore del peso, ma non ho voglia di controllare :mrgreen: ).

 

Ovvero? Spiega meglio emmea...

 

Comunque la Spagna domina in alcuni sport (quali davvero? nel ciclismo sono in calo ed hanno uno scarso ricambio per ora) ed è completamente assente in altri (molti fra quelli olimpici)

 

"Dominare" è esagerato, salvo che nel calcio. Però è vero che la Spagna è cresciuta moltissimo, negli anni 2000, in tantissime discipline. Sono stabilmente la seconda forza nel basket, dietro gli USA; hanno sfornato tantissimi tennisti di valore; hanno trovato una grande generazione di fondisti e mezzofondisti; hanno vinto perfino un Europeo di pallavolo, che per tradizione non è molto diverso dal successo della Danimarca a quelli di calcio del 1992 (quella Danimarca aveva però degli ottimi giocatori, mentre la Spagna di volley del 2005 era una squadra piuttosto modesta).

Inviato

Ben Johnson fu beccato alle Olimpiadi, anche se sull'edizione di Seoul girano voci secondo le quali ci sarebbero state in seguito altre positività (tipo Florence Griffith Joyner), tenute nascoste per non demolire l'immagine dei giochi dopo il caso del canadese.

Proprio a proposito di quei 100 m là anni fa si disse che quegli 8 erano tutti sulla stessa barca, compreso quello che ereditò il successo. Quanto al corrispondente femminile, be', sono girate molte voci su ormoni infetti trafugati da cadaveri...e poi s'è smesso di indagare perché tanto speculare su una persona morta era di interesse abbastanza scarso, almeno in anni in cui "il più pulito ciaveva la rogna" tanto per essere qualunquista. Sull'attualità non mi pronuncio dato che non seguo.

 

Comunque il mio parere è che i controlli fatti alle olimpiadi non siano il motivo per cui Lance abbia dribblato i Giochi nell'anno del Tour n.6, nel senso che non avrebbero rivelato nulla di diverso rispetto agli altri.

O meglio, lascio aperta una possibilità: forse, a differenza di 4 anni prima, la copertura garantita dall'UCI non comprendeva la prova di Atene :tongue:

 

"Dominare" è esagerato, salvo che nel calcio. Però è vero che la Spagna è cresciuta moltissimo, negli anni 2000, in tantissime discipline. Sono stabilmente la seconda forza nel basket, dietro gli USA; hanno sfornato tantissimi tennisti di valore; hanno trovato una grande generazione di fondisti e mezzofondisti; hanno vinto perfino un Europeo di pallavolo, che per tradizione non è molto diverso dal successo della Danimarca a quelli di calcio del 1992 (quella Danimarca aveva però degli ottimi giocatori, mentre la Spagna di volley del 2005 era una squadra piuttosto modesta).

Ecco io pensavo a calcio e basket (dove non sono dominatori ma si distinguono). Ma il calcio alle olimpiadi è un caso a sé, mentre della pallavolo non sapevo.

In compenso sport dell'acqua, scarsi, peggio dell'italia che affonda tra i suoi vip spompati, sugli sport minori non saprei la tendenza extra olimpiadi, quindi domandavo...

Inviato

Proprio a proposito di quei 100 m là anni fa si disse che quegli 8 erano tutti sulla stessa barca, compreso quello che ereditò il successo. Quanto al corrispondente femminile, be', sono girate molte voci su ormoni infetti trafugati da cadaveri...e poi s'è smesso di indagare perché tanto speculare su una persona morta era di interesse abbastanza scarso, almeno in anni in cui "il più pulito ciaveva la rogna" tanto per essere qualunquista. Sull'attualità non mi pronuncio dato che non seguo.

 

Comunque il mio parere è che i controlli fatti alle olimpiadi non siano il motivo per cui Lance abbia dribblato i Giochi nell'anno del Tour n.6, nel senso che non avrebbero rivelato nulla di diverso rispetto agli altri.

O meglio, lascio aperta una possibilità: forse, a differenza di 4 anni prima, la copertura garantita dall'UCI non comprendeva la prova di Atene :tongue:

 

Ecco io pensavo a calcio e basket (dove non sono dominatori ma si distinguono). Ma il calcio alle olimpiadi è un caso a sé, mentre della pallavolo non sapevo.

In compenso sport dell'acqua, scarsi, peggio dell'italia che affonda tra i suoi vip spompati, sugli sport minori non saprei la tendenza extra olimpiadi, quindi domandavo...

 

Il secondo di Seoul '88, diventato medaglia d'oro con la squalifica di Johnson, è Lewis, che si diceva fosse stato beccato tipo 4 volte, sempre beneficiando della copertura della federazione americana.

Inviato

 

McQuaid a mamma Pantani: "Non toglieremo il Tour a Marco... se verrò rieletto". Che uomo di merda, prima minaccia di far togliere il ciclismo dalle olimpiadi, ora questo. 

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