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Europei 2008: la Spagna alla scoperta dei percorsi

Si intensificano le visite della delegazioni straniere sui percorsi dei campionati europei di ciclismo junior e under 23 in programma dal 3 al 6 luglio. Dopo Francia, Gran Bretagna, Italia e Norvegia oggi è la Spagna che verifica i percorsi e studia la logistica della competizione, organizzata dall'Associazione Ciclistica Arona in collaborazione con il Pedale Verbanese Delta. "Il riscontro internazionale che i campionati europei stanno suscitando è notevole - ha sottolineato Antonio Bertinotti - piano piano si va componendo il quadro che abbiamo indicato a Regione Piemonte, Provincia di Novara e Verbano Cusio Ossola e i comuni di Arona, Pettenasco, Stresa e Verbania. Ai campionati europei parteciperanno circa mille persone fra atleti e accompagnatori e in questi giorni stiamo stimando anche l'afflusso di spettatori da tutta Europa. La nostra zona è bellissima e molti ne approfitteranno per le vacanze estive. Durante la giornata di oggi accompagneremo la delegazione spagnola sui percorsi e negli alberghi della zona per fissare l'hotel della nazionale iberica".

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Donne: oggi a Cittiglio gli ispettori dell'Uci

Nella giornata di oggi i delegati dell’Unione Ciclistica Internazionale saranno a Cittiglio per fare il punto con i dirigenti della Cycling Sport Promotion sull’organizzazione della seconda prova di Coppa del Mondo femminile 2008. La macchina organizzativa procede nel frattempo nel proprio cammino ed il direttivo del team organizzatore ha fissato per sabato 1 marzo la data della presentazione ufficiale dell’evento ciclistico che segnerà, il prossimo 24 marzo, l’inizio degli appuntamenti legati al ciclismo internazionale in provincia di Varese. Ai membri dell’Unione Ciclistica Internazionale, nella sede operativa del team cittigliese al ristorante “La Bussola” di Cittiglio, verrà illustrato nel dettaglio il lavoro svolto dal Comitato Organizzatore sino a questo momento. I dirigenti della Cycling Sport Promotion hanno elaborato una speciale presentazione mettendo in evidenza ogni singolo dettaglio della gara internazionale legata alla “Coppa”. Nella fase di avvicinamento all’evento agonistico del 24 marzo non mancheranno gli eventi collaterali ad iniziare dalla spettacolare presentazione prevista per il primo sabato di marzo, con l’emissione di una cartolina postale dedicata all’evento, per continuare con un opuscolo illustrativo riguardante la competizione e i luoghi toccati dalla gara , con una felpa griffata “Trofeo Alfredo Binda – Comune di Cittiglio” per procedere con una manifestazione che unirà le due ruote a pedali e quelle a motore. “ Attendiamo la visita dei delegati dell’Unione Ciclistica Internazionale - afferma il presidente del team organizzatore Mario Minervino - per illustrare quello che sinora abbiamo effettuato e per ricevere eventuali suggerimenti per allestire al meglio questo appuntamento di caratura mondiale ”.

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Accpi: inaccettabili i controlli notturni al Team Lampre

Amedeo Colombo (nella foto), presidente dell'Accpi, ha preso posizione con un comunicato ufficiale contro quanto avvenuto la scorsa notte nel ritiro della Lampre. Ecco il testo del comunicato:

«Il Team Lampre in ritiro a San Vincenzo (Livorno) è stato sottoposto la notte scorsa a controlli antidoping sangue-urine. Controlli legittimi, disposti dalla Commissione Antidoping del CONI. Ciò che stona parecchio sono l’orario e le modalità di attuazione di questi controlli. I quattro commissari, infatti, hanno notificato il controllo ai responsabili del team ed ai corridori intorno alle 23.30, prolungando i prelievi sino alle 3.30 del mattino.

«Riteniamo che il rispetto della persona – commenta il presidente dell’Assocorridori Amedeo Colombo – sia uno dei presupposti fondamentali per una giustizia sportiva efficace e onesta. Non vi è dubbio che una tale ‘incursione’ pregiudichi il regolare svolgimento di tutte le attività connesse alla fase di preparazione in corso».

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Gilberto Simoni inflessibile: «Ma quale amnistia...».

Gilberto Simoni non è mai stato molto tenero nei confronti di Ivan Basso. La polemica scoppiò violenta fra i due durante il Giro d’Italia 2006, quello dominato da Ivan che nella tappa del Mortirolo, a vittoria in rosa già acquisita, tolse a Simoni anche la vittoria di tappa all’Aprica. Simoni in diretta tivù si sfogò con parole grosse perché secondo lui nella discesa dal Mortirolo Basso gli aveva chiesto di non rischiare troppo nelle curve, di andar giù cauti tanto ormai era fatta e a lui la vittoria di giornata non interessava più di tanto. Basso replicò sostenendo che vinse la tappa perché i compagni di squadra dopo quelle grandi fatiche avevano diritto di intascare i premi in denaro. Una polemica ed una rivalità che esiste tuttora.

«Io non sono favorevole a nessuna amnistia. Basso è squalificato sino al 24 ottobre. Poi potrà secondo le regole del gioco tornare alle corse».

Ma non ha già pagato abbastanza rispetto ad altri?

«No, non è esatto dire che ha pagato. Lui ha sbagliato. Siamo noi che abbiamo pagato i suoi errori. Noi come ciclismo, perché tutte queste vicende di doping hanno avuto tristi e amare conseguenze su tutto il movimento. Tanta gente si è disamorata del nostro sport. Ma soprattutto alcuni sponsor se ne sono andati. E il danno è stato grave».

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Giovedì a Donoratico la presentazione dell'Ouverture Nobili

Giovedì 31 gennaio alle ore 17 nel teatro la Palestra di Bibbona (LI), l'Amministrazione Comunale di Castagneto Carducci, l'AS Costa degli Etruschi, l'Associazione Ciclistica Arona e Promotion Sport Italy presenteranno il programma dell'Ouverture Nobili Rubinetterie - 13° Gran Premio Costa degli Etruschi, che si disputerà sabato 9 febbraio. Si tratta della prima competizione stagionale in Italia e quindi un appuntamento attesissimo da tutti gli appassionati. Uno dei principali temi dell'edizione 2008 riguarda il velocista spezzino Alessandro Petacchi, alla ricerca del poker che gli regalerebbe un record personale di assoluto prestigio. Ma sono tantissimi i motivi che rendono quello di Donoratico un appuntamento assolutamente da non mancare. Tanti temi che verranno annunciati giovedì, nel corso della presentazione ufficiale.

Nell'attesa Italo Barsacchi, a nome dell'AS Costa degli Etruschi, ha ripercorso la storia, giovane ma già di assoluto valore internazionale, che caratterizza l'Ouverture Nobili Rubinetterie - GP Costa degli Etruschi. "La corsa ha radici ormai lontane. Grazie alla Ciclosport di Daniela Ulissi ed ai suoi rapporti con Colnago si tennero i primi ritiri della LAMPRE di Beppe Saronni e Pietro Algeri; era il lontano 1992. Furono loro a promuovere il nostro territorio e nel giro di due anni le squadre presenti si moltiplicarono. La presenza di formazioni importanti e numerose, fino 14 in una stagione, portò ad istaurare buoni rapporti con i direttori sportivi che ci spinsero a prendere in considerazione la possibilità di promuovere un'iniziativa sportiva approfittando di questa loro numerosa presenza. Dobbiamo molto a Pietro Algeri che ci stimolò ad intraprendere questa avventura nonchè a Franco Gini che ci diede la spinta definitiva. Grazie a loro ottenemmo il supporto della Larcianese e di Piero Pieroni; così nel 1996 nacque la prima edizione. Paura ma tanto entusiasmo nonchè la prima sorpresa ....circa 100 milioni la spesa finale. Non perdemmo il coraggio nonostante numerose e terribili traversie a cui andammo incontro. Con gli anni siamo cresciuti continuamente fino al riconoscimento di Gara Internazionale nel 2004 con classe 1.1. Oggi siamo una realtà credo interessante seppur costretti ad affrontare le difficoltà che tutti sappiamo, soprattutto nella raccolta pubblicitaria. Contiamo molto sul sostegno economico degli Enti Pubblici, in particolare il Comune di Castagneto Carducci, San Vincenzo, Bibbona, Cecina e la Provincia di Livorno . Siamo stati guidati in questa avventura per due anni dalla Larcianese, per sette anni dall'Imolese del mitico Nino Ceroni, per due anni dall'avv. Castellano - Egidio Events, e negli ultimi due dall' A.C..Arona. Siamo così alla 13° edizione. Se guardiamo l'albo d'oro annoveriamo: 1996 Fabrizio Guidi, 1997 Biagio Conte, 1998 e 2000 Mario Cipollini, 1999 Endrio Leoni, 2001 Fabio Sacchi, 2002 e 2004 Yuri Mitlushenko, 2003 Jaan Kirsipuu, 2005, 2006, 2007 Alessandro Petacchi; niente male davvero!!!! Per noi ogni anno è un'avventura nuova. Da piccola società sportiva viviamo ogni edizione con una carica emotiva sempre crescente, un po' stressante ma dopo l'arrivo estremamente gratificante, specialmente se tutto è filato liscio. Perchè in una cornice di pubblico come abbiamo sempre avuto sentiamo la soddisfazione di avere regalato molte emozioni ai nostri concittadini, agli appassionati ed al mondo del ciclismo. Il 31 di gennaio durante la presentazione riproporremo il riconoscimento "La Torre d' Argento", assegnato a coloro che con il ciclismo hanno contribuito a valorizzare il nostro territorio, di cui la Torre di Donoratico è l'emblema".

Albo D'Oro Ouverture Nobili Rubinetterie - GP Costa degli Etruschi

2007 - Alessandro Petacchi

2006 - Alessandro Petacchi

2005 - Alessandro Petacchi

2004 - Yuri Mitlushenko

2003 - Jann Kirsipuu

2002 - Yuri Mitlushenko

2001 - Fabio Sacchi

2000 - Mario Cipollini

1999 - Enrico Leoni

1998 - Mario Cipollini

1997 - Biagio Conte

1996 - Fabrizio Guidi

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Tuttosport: amnistia per Ivan Basso

Un’amnistia per Ivan Basso? L’argomento torna d’attualità adesso che sta per iniziare anche in Italia la grande stagione del cicli­smo su strada. Se ne è par­lato nello scorso week end ai mondiali di ciclocross di Treviso, alla presenza dei grandi campioni del passa­to invitati da Remo Mosole per una sfilata fra gli ap­plausi della gente, aperta dalla fanfara dei bersaglie­ri.

Sono stati proprio i gran­di personaggi del ciclismo di ieri a tornare sull’argo­mento, idealmente capeg­giati da Felice Gimondi, uno fra i più applauditi al fianco di Adorni, Moser e tantissimi altri. E Alcide

Cerato (il Galliani del ci­clismo) presidente del Con­siglio del Professionismo non ha potuto far altro che parlarne al presidente del Coni Gianni Petrucci pre­sente alle sfide iridate del week end al fianco di Rena­to Di Rocco.

ALLO STUDIO. Petrucci, che ha a cuore le sorti del ciclismo, ha promesso che con la Giunta Coni studierà la situazione prima di rivol­gersi eventualmente all’U­ci, massimo organismo mondiale che dovrà prende­re una decisione in merito.

Il progetto è quello di amni­stiare Basso con uno sconto di soli tre mesi sui due anni che sta scontando. E tenen­do conto del fatto che in tanti implicati come lui non hanno pagato e che altri hanno beccato soltanto un anno. E infine che Basso non ha mai mancato un controllo antidoping a sor­presa in questo periodo di squalifica rilasciando spes­so dichiarazioni ad effetto sulla vicenda, come ha fatto di recente ribadendo che questa sosta forzata lo ha migliorato come uomo e gli ha consentito di capire tan­te cose della vita.

La squalifica di Ivan Basso, implicato per sua stessa confessione nell’Operacion Puerto, scade il 24 ottobre prossimo, pochi giorni dopo l’effettuazione del Giro di Lombardia. Ma con tre me­si di amnistia il campione varesino potrebbe tornare alle corse dopo il Tour de France, ai primi di agosto per preparare al meglio il Mondiale che si correrà sul­le sue strade varesine a fine settembre. Un’ipotesi sug­gestiva, difficile da realiz­zare ma comunque intri­gante, tenuto conto di quel che pensando l’Uci in mate­ria di doping e antidoping. Fra l’altro proprio a Treviso c’è stata grande distensione fra Uci e Federazioni sulla vicenda del Pro Tour, gran­de riavvicinamento anche sul piano personale fra il presidente mondiale Pat McQuaid e quello italiano Renato Di Rocco.

PROBLEMI. I problemi per Basso erano iniziati a Stra­sburgo alla partenza del Tour de France 2006 quan­do in extremis venne estro­messo dalla Grande Boucle assieme a Ullrich, proprio alla vigilia del prologo, per­chè implicato nell’Opera­cion Puerto, mentre Val­verde

ed altri spagnoli che secondo alcuni erano altret­tanto implicati in quella vi­cenda, partirono regolar­mente. Basso venne giudi­cato in ottobre dalla procu­ra antidoping del Coni che archiviò il caso perchè con­tro di lui non esistevano prove certe di colpevolezza. Ivan lascio Rijs e la CSC, andò alla Discovery Chan­nel di Bruyneel, l’ex squa­dra di Armstrong che a lungo l’aveva difeso, tor­nando alle corse nella pri­mavera 2007. Poi, a sorpre­sa, ecco la confessione a fine aprile 2007. Basso ammise di aver dato il sangue al dottor Fuentes per l’autoe­motrasfusione da effettua­re in vista del Tour de Fran­ce. Per vincerlo. Ma l’esplo­sione dell’Operacion Puerto nel maggio 2006, gli impedì di portare a termine quel progetto proibito.

NOMI. Basso non fece altri nomi ed altre confessioni su tutta quella vicenda. E si beccò due anni di squalifica. Non è mai sceso di bici però il campione varesino, alle­namenti intensi, test, lavoro specifico, per essere pronto il giorno del grande rientro. Ha subito anche numerosi controlli antidoping a sor­presa durante la squalifica, perchè all’Uci vogliono evi­tare quel che accadeva in un passato neppur troppo re­moto, quando ci si potenzia­va artificialmente in allena­mento e poi si affrontava la gara pulitissimi. Ci sono so­spetti su nomi grossi.

SPERANZE. Proprio oggi Ivan Basso è a Dubai per partecipare alla Gran Fon­do del Deserto, una kermes­se a scopo benefico a soste­gno dell’organizzazione on­lus Intervita. Ivan è infatti testimonial del progetto che ha come scopo l’assistenza ai bambini delle zone più povere del sud del pianeta. Lui non ha mai chiesto am­nistie, non ha mai voluto sconti ed in più occasioni ha sottolineato come abbia già programmato il grande rientro nel febbraio 2009, fra un anno, quando ne avrà 31 e tre mesi, in cerca della maglia rosa e di quella gial­la del Giro e del Tour. Sono quelli gli obiettivi, i tra­guardi del grande riscatto per far capire alla gente che lui ha sbagliato ma non ave­va bisogno di chimica e far­macologia per essere il più forte, sia nel 2009, sia nelle successive stagioni. Fra l’al­tro soltanto Fausto Coppi e Marco Pantani fra gli ita­liani hanno saputo vincere nella stessa estate il Giro ed il Tour. Basso è già al lavoro con gente fidata per allesti­re una squadra eccellente in grado di sorreggerlo in quei grandi eventi. Di certo però l’idea di poter affrontare il Mondiale di Varese fra la sua gente a fine settembre sarebbe allettante, comin­ciando a gareggiare in ago­sto per meritarsi la maglia azzurra, perchè di certo Ballerini non gli farebbe un regalo vista la concor­renza che c’è per un posto in squadra al fianco del cam­pione del mondo che met­terà in palio il titolo Paolo Bettini.

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Felice Gimondi: «Dare una mano a Ivan? Io ci sto...».

Fra i primi a caldeggiare l’amnistia per Ivan Basso c’è il campione forse più rappresentativo del nostro ciclismo. Uno che ha vinto davvero tutto, vale a dire Felice Gimondi, classe ’42, che ha all’attivo il Tour de France, tre Giri, la Vuelta e il Mondiale di Barcellona, ma anche tante classiche, dalla Sanremo alla Roubaix al Giro di Lombardia.

Felice non ha dubbi, Ivan Basso si meriterebbe uno sconto di pena.

Tre mesi andrebbero benissimo per lui: «Perché Ivan ha già pagato il giusto, perché è uno dei pochi che ha realmente pagato. In tutta quella vicenda, l’Operacion Puerto, non c’è mai stata grande chiarezza. Fra i circa 200 indagati quanti sono stati veramente puniti? Pochi, troppo pochi. E Basso è fra questi.

Meriterebbe davvero di correre a Varese fra la sua gente a fine settembre».

A Gimondi sta a cuore Basso in maniera particolare: «Possiede le mie stesse caratteristiche, mi considero un tifoso di Ivan. E’ vero lui ha sbagliato, ma può capitare a tutti nel ciclismo e nello sport di commettere certi errori. Non so se sarà possibile ottenere lo sconto di pena ma vorrei davvero che provassero ufficialmente a chiedere questa breve amnistia».

Nessun dubbio, infine, sul futuro: «Per me dopo questa sosta forzata tornerà fortissimo. In grado di primeggiare sia al Giro che al Tour de France come ho fatto io tanti anni fa. Glielo auguro di cuore. E di riuscirci non una volta sola».

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Flaminia - Bossini, continua il ritiro a Santa Severa

Si conclude giovedì 31 gennaio il secondo raduno stagionale del team CERAMICA FLAMINIA - BOSSINI DOCCE, diretto da Pino Petito e Massimo Podenzana. Dopo l'ultimo allenamento programmato sulle strade del litorale laziale, a nord di Roma, i corridori torneranno a casa pronti per l'impegnativa stagione che li aspetta: "Qui a Santa Severa abbiamo avuto sempre bel tempo; il nostro allenamento è stato molto intenso e non ha conosciuto ostacoli - hanno dichiarato i due tecnici - I corridori hanno preso confidenza con il nuovo materiale. Tutti i corridori sono a dir poco entusiasti della nuova Bici Orbea! Non vediamo l'ora di iniziare le corse; siamo pronti alla sfida che ci aspetta".

Programmi ed organico verranno presentati alla stampa lunedì 4 febbraio, alle ore 15.00 nello showroom Ceramica Flaminia, in via Solferino 18 a Milano. Il debutto stagionale è fissato a Donoratico (LI), sabato 9 febbraio, nell'Ouverture Nobili Rubinetterie - 13° GP Costa degli Etruschi.

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Disciplinare: rinviata l'udienza sul caso Caruso

La Commmissione Disciplinare della Federciclismo, presa visione delle certificazioni inviate, rispettivamente, in data 22 e 25 gennaio 2008, da parte dei legali dell’atleta Giampaolo Caruso, Avv.ti Federico e Marco Cecconi, con le quali i medesimi invocano il differimento della trattazione, da giudicarsi in data 31 gennaio 2008, per impedimento causato da improcrastinabili impegni professionali assunti in precedenza e sentito il parere dell’Ufficio di Procura Antidoping del C.O.N.I., che nulla oppone all’invocato rinvio, ha disposto l’accoglimento della predetta istanza e rinvia la trattazione nel merito a data da destinarsi.

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Controlli per Cunego

Un blitz nella notte

Quattro persone con un mandato della Procura antidoping del Coni hanno effettuato test a sorpresa nell'albergo toscano che ospitava alcuni corridori della Lampre. Le operazioni sono continuate fino alle 3.40 del mattino. L'Accpi: "Non c'è rispetto"

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Alessandro Ballan, 28 anni, in allenamento con Damiano Cunego, 26. Bettini

SAN VINCENZO (Li), 30 gennaio 2008 - Si sono presentati all’Hotel Riva degli Etruschi di San Vincenzo lunedì notte. Quattro persone con un mandato in tasca della Procuraantidoping del Coni. Obiettivo controllare Damiano Cunego e altri sei corridori della Lampre in ritiro vicino a Donoratico, in Toscana. Un blitz in piena regola, durante un periodo della stagione in cui ci si allena senza correre. In più con un giallo legato all’orario. Il Coni dà una versione (che leggete sotto), la squadra un’altra completamente diversa e confermata dal direttore dell’albergo, Nicola Mele.

GIU’ DAL LETTO - Stando a quest’ultima, gli ispettori sono arrivati appena dopo le 23, chiedendo dei corridori alla reception ("Sono stato svegliato e avvertito intorno alle 23.15", conferma Mele). Naturalmente in casa Lampre erano già tutti in camera a dormire, dopo una giornata in cui avevano pedalato per 210 km. Il primo a essere svegliato per il test sangue-urina (alle 23.30) è stato Cunego. Poi gli altri: Ballan, Marzano, gli stranieri Vila e Smizd. Per ultimi Bruseghin e Tiralongo, che è tornato a letto alle 3.40. "Va bene il controllo — ha confidato Cunego — ma c’era un giorno intero per farlo. Non è normale essere svegliati di notte in ritiro. Io ero preoccupato di dovermi allenare il giorno dopo". Per il regolamento Wada i controlli devono essere effettuati in "orari consoni", normalmente tra le 7 e le 22. Il Coni invece non pone limiti per i test fuori competizione. "Gli ispettori — testimonia il d.s. Maurizio Piovani — mi hanno fatto leggere il foglio della notifica con l’ordine di effettuare il controllo dopo le 23. Si sono presentati senza dirci le generalità e non ci hanno permesso di fotocopiare il documento".

ACCPI REAGISCE - L’episodio ha suscitato l’immediata reazione dell’Assocorridori, preoccupata di difendere la già sottilissima privacy di atleti sottoposti di fatto a una "vita blindata". Il presidente Amedeo Colombo l’ha definita "un’incursione" della giustizia sportiva che non tiene conto del "rispetto della persona".

IL MEDICO - I controlli antidoping in ritiro ormai sono abituali. Ma perché effettuarli dopo le 23? "Non vedo una spiegazione scientifica — risponde il presidente dei medici di ciclismo Massimo Besnati —. Neppure immaginando i cicli ormonali e del testosterone. E tantomeno per eventuali manipolazioni del sangue. Un controllo all’1 di notte è ridicolo. Lo stesso risultato si otterrebbe alle 7 del mattino".

Gazzetta.it

Inviato

Savio: siamo pronti per una grande stagione

Dopo un Tour de San Luis più che positivo, la Diquigiovanni-Androni Giocattoli guarda avanti e il general manager Gianni Savio si proietta sulla stagione ormai partita. «Il nostro intento è ripetere la stagione passata in cui, con 32 vittorie, siamo risultati la squadra professional più vincente. Abbiamo iniziato bene, con una vittoria importante di cui sono molto fiero. Tuttavia chiaro è che, con l'acquisto di Gilberto Simoni, l'obiettivo primario è rappresentato dal Giro d'Italia. Assieme a Marco Bellini, con cui sono in completa sintonia, abbiamo deciso di correre la corsa rosa tutti per Gibo, seppur con un po' di nostalgia perché non potremo più essere quella squadra naif che, con i suoi attacchi, ha appassionato tanti. Tengo poi a dire una cosa: anche se dovessimo vincere il Giro, non potremmo migliorare quel che abbiamo fatto nel 2005. A questo proposito, ringrazio Angelo Zomegnan che in quella occasione ha creduto alle mie premesse e alle mie promesse su Rujano e Parra».

Anche per Ruslan Ivanov e Francesco Ginanni il ritorno dall'Argentina porta con sé la voglia di cominciare a far sul serio anche in Europa. Il moldavo di Concesio (BS), è nuovo nella squadra, dopo un anno di inattività e uno con Fanini: «Il mio obiettivo principale per l'inizio dell'anno è la Tirreno-Adriatico, dove spero mi aiuteranno Hondo e Serpa, per i quali lavorerò in Malesia, dal 9 al 17 febbraio. La gamba è già buona e spero di poter allenarmi con costanza anche in Italia, tempo permettendo. Guardando più avanti, mi piace l'idea di tornare al Giro dopo tre anni, naturalmente per aiutare Gilberto nella sua caccia al terzo trionfo».

Franceso Ginanni, invece a questa sua prima stagione da professionista chiede, per cominciare, «una vittoria in una corsa italiana».

Tuttobiciweb.it

Inviato

Oggi Donoratico presenta la sua corsa e premia grandi assi

Pomeriggio d'eccezione quello che si vivrà oggi a Bibbona e in tutta la Toscana; alle ore 17 nel teatro la Palestra, l'Amministrazione Comunale di Castagneto Carducci, l'AS Costa degli Etruschi, l'Associazione Ciclistica Arona e Sport Promotion Italy presenteranno il programma dell'Ouverture Nobili Rubinetterie - 13° Gran Premio Costa degli Etruschi, che si disputerà sabato 9 febbraio.

Nel corso della presentazione, infatti, gli organizzatori consegneranno la "Torre d'Argento" ad ospiti davvero straordinari; il due volte campione del mondo e campione olimpico Paolo Bettini, che proprio a Donoratico esordì nel mondo del professionismo, il campione del mondo junior Diego Ulissi, l'ammiraglio azzurro per eccellenza Alfredo Martini, il responsabile della redazione ciclismo della Gazzetta dello Sport giornalista Luca Gialanella.

Inoltre un riconoscimento molto sentito sarà assegnato alla memoria del giornalista Moreno Luchi, ad Elia Favilli, medaglia di bronzo ai mondiali junior e a Franco Vita, instancabile e prezioso collaboratore della nazionale italiana. Tutti loro con ilproprio lavoro si sono distinti nl'opera di valorizzazione dell'immagine del territorio della Costa degli Etruschi e per la promozione del ciclismo in tutta la zona, particolarmente accogliente d'inverno per le squadre in ritiro prima dell'esordio stagionale.

L'Ouverture Nobili Rubinetterie - 13° GP Costa degli Etruschi si disputerà sabato 9 febbraio con partenza alle ore 10.30 dal residence Riva degli Etruschi (via ufficioso) a San Vincenzo (via ufficiale) e arrivo a Donoratico dopo 193 chilometri di gara.

La Torre d'Argento nel passato:

2007:

Diego Ulissi (giovane corridore)

Paolo Bettini (corridore professionista)

Pietro Algeri (figura del ciclismo)

Beppe Conti (giornalista sportivo).

2006

Diego Ulissi (due Coppe D'oro vinte),

Alessandro Petacchi (vittoria e rapporti con il territorio)

Piero Pieroni (procuratore e collaboratore dall'inizio)

Auro Bulbarelli (giornalista sportivo)

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Pista: scatta stasera la Sei Giorni di Copenaghen

Da una capitale all'altra: lasciata Berlino, il circo delle Sei Giorni si è trasferito a Copenaghen, in Danimarca, dove stasera scatta una nuova corsa. I favoriti d'obbligo sono sempre loro, gli svizzeri Rsi e Marvulli, che dovranno guardarsi dai giovani talenti danesi Rasmussen e Morkov, dal belga Keisse che stavolta corre in coppia con il danese Stam e dai tedeschi Grasmann e Muller. In pista anche due italiani: il veterano Marco Villa in coppia con il danese Hester e Angelo Ciccone che farà coppia con lo statunitense Pearce. Da segnalare la presenza in corsa anche dell'australiano Allan Davis, fresco vincitore di una tappa del Tour Down Under.

Le coppie al via

1 Bruno Risi - Franco Marvulli (SUI)

2 Christian Grasmann - Andreas Muller (GER)

3 Gerd Dorich (GER) - Matthè Pronk (NED)

4 Ingmar de Poortere - Dmitri de Fauw (BEL)

5 Alois Kankowsky - Petr Lazar (CZE)

6 Alexander Aeschbach (SUI) - Mads Bugge (DEN)

7 Alex Rasmussen - Michael Morkov (DEN)

8 Danny Stam (NED) - Iljo Keisse (BEL)

9 Andreas Beikirch (GER) - Jacob Moe (DEN)

10 Miles Olman - Allan Davis (AUS)

11 Jens-Erik Madsen - Casper Jorgensen (DEN)

12 Michael Smith Larsen - Michael Berling (DEN)

13 Marco Villa (ITA) - Marc Hester (DEN)

14 Kenny de Ketele - Tim Mertens (BEL)

15 Colby Pearce (USA) - Angelo Ciccone (ITA)

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Sabato la presentazione della Nippo Endeka

Fervono i preparativi per il taglio del nastro del team Nippo-Endeka-Prato Edile. A pochi giorni dalla presentazione ufficiale della squadra, un altro importante sponsor ha voluto abbinare il proprio nome a quello del gruppo diretto da Simone Mori.

Si tratta della società Prato Edile, azienda primaria nel campo delle costruzioni, operante in vasta scala nell’hinterland della città tessile.

Un motivo in più di soddisfazione, da rimarcare sabato pomeriggio 2 febbraio, in occasione della Cerimonia di Presentazione della squadra.

Un evento, il cui inizio è previsto per le ore 16.30, che si annuncia interessante, con un programma che prevede un abbinamento tra sport e spettacolo.

La Villa di Artimino, nel comune di Carmignano (PO), offrirà il suo splendido scenario alla cerimonia che vedrà Andrea Berton, la voce del ciclismo di Eurosport, impegnato nelle vesti di presentatore ufficiale. Al suo fianco, la briosa show-girl spagnola Noelia Hernandez (nella foto). Una coppia inedita ma di sicura professionalità, in grado di regalare un pomeriggio all’insegna del divertimento e della simpatia.

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Cenghialta: torniamo al lavoro per far bene a Donoratico

In vista ormai del primo impegno stagionale, il team Acqua & Sapone Caffè Mokambo, è da oggi fino al 10 febbraio impegnato nel terzo ritiro stagionale.

Bruno Cenghialta DS della formazione abruzzese svela i dettagli di quest’ultimo collegiale – “questo ritiro servirà a rifinire la preparazione in vista del GP Costa degli Etruschi che negli ultimi due anni ci ha visto sempre sul podio” - fu, infatti, Aug nel 2006 ha conquistare la terza piazza e Balducci, l’anno scorso, ad arrivare secondo alle spalle di Petacchi.- “anche quest’anno possiamo contare su un gruppo che può ambire a risultati ambiziosi” – continua Cenghialta – “ in questi giorni stiamo definendo anche il calendario delle gare a cui prenderemo parte in questa stagione, stiamo valutando le corse che anticipano il Giro per arrivare a maggio con una buona preparazione e stiamo individuando alcuni “obbiettivi” a cui ci piacerebbe essere protagonisti”.

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Pista: Risi e Marvulli in trionfo a Berlino

Gli ultimi due sprint della Sei Giorni di Berlino hanno scritto un finale tutt'altro che annunciato, anche se a vincere sono stati i campioni riconosciuti della specialità, gli svizzeri Risi e Marvulli. Bene, nelle ultime due volate, Marvulli ha avuto per due volte la meglio sul tedesco Lampater andando così a conquistare il successo. Per Bruno Risi si tratta della vittoria numero 52 in una Sei Giorni, per Marvulli della diciottesima. Marco Villa, unico italiano al via, ha chiuso al quinto posto. E oggi tutti in aereo per passare da una capitale all'altra: il circo delle Sei Giorni lascia Berlino per ripartire domani notte da Copenaghen.

Classifica finale

1 Bruno Risi – Franco Marvulli (SUI), 215 p.,

2 Guido Fulst – Leif Lampater (GER), 206 p.,

3 Christian Lademann (GER) – Alexander Aeschbach (SUI), 189 p.,

4 Andreas Beikirch – Erik Mohs (GER), 173 p.,

5 Marco Villa (ITA) – Danny Stam (NED), 149 p.,

a un giro

6 Alex Rasmussen – Michael Mørkøv (DEN), 210 p.,

a due giri

7 Olaf Pollack – Roger Kluge (GER), 186 p.,

a cinque giri

8 Christian Grasmann – Andreas Müller (GER), 157 p.,

9 Kenny de Ketele (BEL) – Marc Hester (DEN), 91 p.,

10 Peter Schep – Christian Bach (GER), 74 p.,

a nove giri

11 Jozef Zabka (SVK) – Marcel Kalz (GER), 166 p.,

a dieci giri

12 Alois Kankovsky – Petr Lazar (CZE), 71 p.,

a tredici giri

13 Andreas Kappes – Stefan Löffler (GER), 64 p.,

a sedici giri

14 Andreas Graf (AUT) – Daniel Musiol (GER), 40 p.,

a diciassette giri

15 Rafal Ratajczyk – Mariusz Wiesiak (POL), 45 p.,

16 Sebastian Frey – Christoph Meschenmoser (GER), 30 p.

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Contador: nessun problema, se il Coni mi convocherà

Giorni difficili per la Astana e i suoi campioni, con la minaccia di esclusione dal Tour che aleggia sul team. A riguardo Alberto Contador, vincitrore del Tour 2007, ha affidato al quotidiano As i suoi pensieri: «Sentiamo voci dalla stampa e dalle nostre famiglia, ma la situazione non è chiara. Di certo, questa squadra non ha nulla a che vedere con la precedente. Se decideranno di escluderci, non potremo fare nulla, ma io credo che il campione in carica dovrebbe essere al via, sempre. Capisco la diffidenza che possono avere gli organizzatori nei nostri confronti, ma durante la stagione avranno la possibilità di capire che questa Astana è diversa».

Sull'affare Coni, Contador dice: «Al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione e mi sembra che alla questione sia stato dato un grande spazio sui media e nulla più. Comunque, se dovessi essere convocato dal Coni, non avrei alcun problema a rispondere».

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Tour of Wellington, la prima è di McCauley

È scattato sulle strade della Nuova Zelanda il Tour of Wellington, che si concluderà domenica 3 febbraio. La prima tappa, l'Hutt City Circuit di 45 km, ha visto il successo del campione di casa Gordon McCauley

Ordine d'arrivo

1 Gordon McCauley (NZl) Trek-Zookeepers Cafe

2 Travis Meyer (Aus) SouthAustralia.com-AIS

3 David Pell (Aus) Savings & Loans

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Il Premio Nestore a Bettini, Bastianelli e Pistorius

Il Premio Nestore "abbraccia" Oscar Pistorius (nella foto con Pietro Mennea), e l'atleta sudafricano contraccambia. È stata un successo la Presentazione dell'edizione 2008 del Premio Nestore - ‘A braccia aperte', il riconoscimento assegnato a campioni, giornalisti e personaggi che, nell'ambito sportivo, hanno mostrato grande sensibilità nei confronti dei problemi sociali e una forte vocazione solidale. Presenti tantissime personalità del mondo sportivo internazionale come Luca Pancalli, Presidente dei Comitato Paralimpico, Pietro Mennea, il recordman storico dei 200 metri piani, Luigi Ferrajolo, Presidente dell'USSI, Gianfranco Chiacchieroni, sindaco di Marsciano e Roberto Bertini, Presidente dell'Associazione Premio Nestore, moderati dalla voce di Radio1 Rai Filippo Corsini.

Nel corso della conferenza sono stati annunciati tutti i nomi dei vincitori della quindicesima edizione del premio promosso dal Comune di Marsciano (PG): per la categoria "atleta dell'anno" sono i campioni del mondo di ciclismo Paolo Bettini e Marta Bastianelli, per la categoria "giornalismo" sono Candido Cannavò ed Emanuela Audisio (presente oggi a Roma e autrice di un appassionante ritratto di Pistorius), infine per la categoria "premi speciali" sono Mons. Carlo Mazza, il curatore della trasmissione tv "Dribbling", Eugenio De Paoli ed, ovviamente, Oscar Pistorius, lo sprinter disabile sudafricano.

Dopo i saluti del sindaco Chiacchieroni e del Presidente del Premio Nestore Bertini, è stata la volta di Luca Pancalli, che ha spiegato come "la partecipazione di Pistorius alle Olimpiadi di Pechino avrebbe fatto del bene a tutti i ragazzi disabili del mondo ed a qualche dirigente sportivo che avrebbe riscoperto la passione vera per il mondo dello sport. È paradossale che Oscar non possa neanche più partecipare alle Paraolimpiadi ed è assurdo che sia considerato avvantaggiato rispetto a coloro che non hanno problemi del genere. Se è vero che le sue protesi generano così tanti vantaggi - ha concluso Pancalli - basterebbe regolamentarne l'uso".

"Lo sport è come un ascensore - ha esordito Pietro Mennea - tutti devono poterci salire sopra. Tutti noi che abbiamo praticato lo sport a certi livelli sappiamo quanto grandi siano i sacrifici da affrontare: sono certo che per Oscar i sacrifici siano ancora più pesanti e penso che i problemi dello sport non siano quelli rappresentati dalla condizione di Pistorius".

Tante sono state le domande dei presenti per Pistorius, che ha gentilmente risposto a tutti spiegando che proprio "la possibilità di gareggiare al Golden Gala di Roma ha cambiato la mia situazione: l'interesse suscitato da quella gara è stata importante per tutto il movimento. Anche se io corro per me stesso, voglio continuare la mia battaglia per l'inclusione anche in tutte le competizioni locali e per tutte le persone che possono beneficiare in qualche modo delle mie azioni. Ringrazio veramente l'Italia - ha spiegato in conclusione - nessun paese del mondo mi è stato così vicino ed essere considerato in questo modo mi rende incredibilmente orgoglioso".

Ha testimoniato la sua vicinanza all'atleta anche Gigi D'Onofrio, organizzatore del Golden Gala e primo sponsor del sudafricano: "Sono da sempre convinto del diritto di Oscar a competere con gli altri. Conoscevo già da tempo l'atleta e spero che la IAAF abbia modo di cambiare idea ed ascoltare i segnali che arrivano anche da manifestazioni come il Premio Nestore".

Anche Roberto Ghiretti, presidente dell'omonimo studio di marketing, comunicazione e organizzazione dello sport, ha voluto esprimere la sua solidarietà a Pistorius: "Certi strappi che, come quello di Oscar, possono sembrare contrari all'etica sportiva, in realtà ne sono l'esaltazione".

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Challenge Gazzetta lancia la "tappa della leggenda"

Preso atto dell’impossibilità di dare vita, per quest’anno, alla Medio Fondo Milano-Sanremo, prevista per domenica 23 marzo, per il veto imposto dalla Provincia di Imperia (problemi di viabilità in Riviera nel week end di Pasqua), La Gazzetta dello Sport e Rcs Sport, promotori e organizzatori del Challenge Gazzetta 2008 riservato ai cicloamatori, rilanciano alla grande: i due eventi residui, l’uno legato al Giro d’Italia l’altro al Giro di Lombardia, sono da intendersi doppi, per accontentare le attitudini alla fatica dei partecipanti, ciascuno dei quali potrà scegliere tra la versione Gran Fondo e quella Medio Fondo, dando così libero sfogo alla propria voglia di esprimersi lungo le strade del ciclismo epico.

In particolare, da quest’anno viene proposta la Gran Fondo Tappa della Leggenda, che si disputerà sull’identico percorso della frazione dolomitica del prossimo Giro d’Italia, con un giorno di anticipo rispetto ai professionisti. Sabato 24 maggio i cicloamatori profonderanno il loro impegno lungo i temibili 153 chilometri della Arabba-Passo Fedaia. Gravoso l’impegno, ben confortato da uno scenario incomparabile: il menù prevede il Pordoi, il San Pellegrino, il San Tomaso Agordino, il Giau, il Falzarego, la Marmolada per un dislivello totale da brivido: 4.800 metri.

La Medio Fondo Giro d’Italia-Dolomiti Stars, ugualmente di sabato 24 maggio, contempla un percorso parzialmente attenuato nelle difficoltà: da Arabba si scalerà il Pordoi, il San Pellegrino, il San Tomaso Agordino e infine il Passo Fedaia (saltando così il Giau e il Falzarego) per un totale di 97 km.

Per le due gare è prevista una partecipazione massima di 2.500 iscritti.

Domenica 19 ottobre, 24 ore dopo il Giro di Lombardia, sono invece in programma la Gran Fondo Giro di Lombardia e la Medio Fondo Giro di Lombardia, entrambe con partenza da Como e arrivo nella città lariana. Il percorso della Gran Fondo prevede il lungolago sino a Nesso, indi la salita di Pian del Tivano, la discesa su Canzo, poi Pusiano, Suello, Castello Brianza, Colle Brianza, Oggiono Civate e il finale del Giro di Lombardia dei professionisti, a partire dal Ghisallo, per complessivi 150 chilometri.

La Medio Fondo ha identico percorso sino a Canzo, poi Onno, Bellagio e dal Ghisallo il finale ben noto, per un totale di 98 chilometri. Anche in questo caso il limite massimo dei partecipanti è fissato in 2.500 unità.

La partecipazione alla singola gara del Challenge Gazzetta 2008 costerà 40 €. L’iscrizione a entrambe darà la possibilità di avere lo sconto del 10% sul totale: 72 € anziché 80. Ciascun iscritto avrà diritto a una bella sacca da viaggio per le due prove dolomitiche mentre per le due legate al Giro di Lombardia è previsto un beauty coordinato da sportivo, unisex.

Le prove del Challenge portate a due Gran Fondo e due Medio Fondo hanno suggerito agli organizzatori di premiare i soli vincitori di categoria destinando il premio più vistoso del Challenge – un’auto Fabia della Skoda - alle squadra che avrà proposto il maggior numero di partecipanti. Innovativa la formula che prevede 1 punto per ogni iscritto, 2 punti per ogni partente, 3 punti per ogni arrivato della squadra. Il punteggio sarà moltiplicato in base al numero dei chilometri percorsi.

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Il Delfinato lancia l'allarme: troppi costi, meno squadre

I problemi, nel mondo del ciclismo, si susseguono a raffica. L’ultimo grido d’allarme lo lancia Thierry Cazeneuve, organizzatore del Dauphiné Libéré: «Quest’anno al vi apotremo avere solo 18 squadre - ha dichiarato a L’Equipe - e quindi solo quelle di ProTour a causa di nuovi problemi economici. Aspettiamo notizie dall’Uci ma al momento ci vediamo costretti a pagare 45.000 euro divisi tra la Federazione francese per i controlli antidoping e l’Uci per il passaporto biologico. Per chi non lo sapesse, con 45.000 euro potremmo invitare due squadre e mezzo... È un sistema aberrante. Come organizzatore internazionale, io devo pagare una grossa cifra alla AFLD (l’ente che si occupa dei controlli antidoping in Francia, ndr), mentre lo stato si fa carico dei controlli per il campionato di Ligue 1 (la serie A francese, ndr)! Invitando solo diciotto squadre, non avremo spazio per la Agritubel e l’ultimo vincitore della nostra corsa, Christophe Moreau. Sarà un danno per lui e per la corsa, m a non possiamo fare altrimenti».

Da parte sua, Denis Leproux, diesse della Agritubel, spiega: «Saremo obbligati a cercare un’paltra corsa oppure ad organizzare uno stage. L’anno scorso non eravamo al Delfinato ma abbiamo disputato lo stesso un ottimo Tour. Comprendiamo che gli organizzatori debbano sopportare nuovi costi, ma è davvero un peccato arrivare a questo punto».

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Bruno Arena: mi preparo per il tour delle osterie

Da buon ciclista praticante qual è, il comico Bruno Arena, che con Max Cavallari forma il popolarissimo duo dei Fichi d’India, in vista della nuova stagione si è sottoposto ad alcuni test all’Endurancenter di Pontetaro (in provincia di Parma), il nuovissimo centro specializzato nelle scienze sportive, dalla preparazione di atleti evoluti fino al benessere fisico dello sportivo comune. Seguito dai dottori Filippo Santi e Gaia Fagandini, Bruno ha svolto i test di VO2 max e di biomeccanica.

“L’ideale per un ciclista è avere sempre la moglie con il ciclo - ha scherzato Bruno, classe ’57, che vanta un passato da giocatore e allenatore di basket -, in modo da non dover faticare ed essere sempre in grande forma per andare in bicicletta”.

Poi, facendosi serio per un attimo, ha spiegato come s’è avvicinato a questo sport: “Ho avuto un incontro con un grande uomo, Fabrizio Macchi (campione di ciclismo fra i disabili, ndr), che mi ha convinto ad andare in bici”.

Poi di nuovo la sua coinvolgente ironia: “Mi ha detto che in sella avrei trovato dei momenti di relax dopo tanti anni di matrimonio con mia moglie. E’ scontato che, passati i 45 anni, una persona vada in bicicletta per evadere da moglie, figli e suocera”.

E’ stata la conoscenza del professionista Daniele Colli a condurlo all’Endurancenter: “In un’ultima delle salite che ho fatto ho incontrato Daniele, che ha contribuito a farmi amare la bici. Ora siamo allo stesso livello, credo che non riuscirà più a battermi”.

Ma che tipo di ciclista è Bruno Arena?

“Io sono favorito quando si parla di tour delle osterie, in quel caso sono la maglia gialla. Anche perché il mio sponsor è colesterolo”.

Soddisfatto dai suoi test, ha avuto una battuta pure per l’Endurancenter: “Bellissimo, sembra un aeroporto, infatti cercavo il gate. E’ un centro perché si trova: se non fosse un centro non si troverebbe. Semplice no?”

Onorato della presenza del popolare comico il direttore dell’Endurancenter, Daniele Zammicheli: “Siamo contenti che la professionalità del nostro centro possa varcare i confini della provincia di Parma: è infatti questo il nostro obiettivo che intendiamo perseguire tramite personale preparato e attrezzature all’avanguardia. Bruno e Daniele Colli sono due esempi di come il nostro centro soddisfi le esigenze di qualsiasi tipo di atleta”.

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Federazione: sabato un convegno sull'attività juniores

Sabato 2 febbraio 2008 si svolgerà a Salsomaggiore Terme, presso il Palazzo dei Congressi, un convegno organizzato dal Centro Studi della Federazione Ciclistica Italiana dal titolo: “Attività Juniores: le prospettive future. Ne parliamo con Direttori Sportivi, Dirigenti, Sportivi”. Il Convegno vuole essere un’occasione di confronto e di studio con l’obiettivo di fare il punto sui vari aspetti sportivi, sociologici e organizzativi del movimento per individuarne i punti di forza, le difficoltà ma soprattutto le opportunità di espansione. Infatti, la categoria Juniores su strada del ciclismo sta vivendo particolari problematiche legate a presupposti economici, allo studio e all’età delicata degli atleti in vista della costruzione di un futuro. Il tema sarà dibattuto in tutti i suoi risvolti tecnici, sportivi, sociali e attitudinali con i componenti del mondo del ciclismo e con il contributo e la testimonianza di importanti esponenti dello sport.

Il Centro Studi ha realizzato un’indagine conoscitiva sull’attività della categoria Juniores su strada effettuando un’analisi della realtà del movimento ciclistico di questo settore, della struttura delle società sportive, degli aspetti organizzativi e delle esigenze di formazione. Il tutto per studiare l’evoluzione sportiva di questa delicata categoria, mettendola a confronto con le situazioni di altri sport e realtà sociali. Saranno presentati dati statistici relativi alle società, agli atleti e alle attività svolte insieme a informazioni raccolte tramite questionari che sono stati proposti a direttori sportivi e dirigenti di società.

Al convegno sono previsti interventi di autorevoli esperti esterni, esponenti del mondo accademico e sportivo e di alcuni componenti del Centro Studi. Saranno presenti i componenti del Consiglio Federale della Federciclo, i Presidenti delle Commissioni e Settori Federali Nazionali e i Presidenti dei Comitati Regionali, oltre a Direttori Sportivi e Dirigenti di Società sportive Juniores. Sarà previsto inoltre, nella giornata di domenica 3 febbraio, un incontro con il Consiglio Federale ed il Centro Studi per esporre le considerazioni emerse dal Convegno ed eventuali proposte che costituiranno elemento di valutazione e discussione sulle realtà del movimento per possibili ipotesi di sviluppo futuro dell’attività di questa categoria.

“Il futuro del ciclismo è legato alle attività giovanili. Un’analisi approfondita dell’attività della categoria Juniores e un convegno dedicato a questo settore è fondamentale per lo sviluppo del nostro movimento e del ciclismo in generale, soprattutto per poter definire nuove opportunità di espansione. Ringrazio il professor Enzo Scotti, Presidente del Centro Studi e tutti i collaboratori per l’attività svolta per la realizzazione di questo importante convegno” ha dichiarato il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco.

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Blitz ordinato dalla Procura

Cunego rischia tre mesi

Nuova inchiesta del pm Ferraro con i Nas che hanno informato il Coni del raduno a San Vincenzo. Mancata comunicazione della reperibilità: per il veronese e Ballan possibile il deferimento

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Un momento di relax tra Alessandro Ballan (sin) e Damiano Cunego. Bettini

ROMA, 31 gennaio 2008 - Il blitz dei medici dell’antidoping nel ritiro della Lampre sembra avere origini lontane. Lo stesso capo della Procura antidoping ammette che sono stati «organi giudiziari» a chiedere il loro intervento, e allora cerchiamo di capirne di più.

PROCURA DI ROMA - Dal 2004 Paolo Ferraro, pubblico ministero di Roma, indaga sul doping. «Oil for Drug» porta la sua firma, ma anche l’Operacion Puerto è approdata sulla sua scrivania. Non solo. Sembra che, insieme ai carabinieri del Nas, stia conducendo un’altra inchiesta che potrebbe avere importanti sviluppi.

IL NAS - Ormai i carabinieri hanno aperto un filo diretto con la Procura del Coni: c’è un protocollo che ha messo a collaborare in maniera stretta Nas e Coni. È stato il Nas di Firenze a informare il Coni che la Lampre era in ritiro a San Vincenzo e, tramite la Procura di Roma, ha chiesto un «intervento» di controllo attraverso i test antidoping di lunedì sera, e stabilito anche l’ora: secondo i dettami della Wada (l’agenzia mondiale antidoping), gli ormoni peptidici (epo, insulina) possono essere evidenziati, se c’è stata una pratica vietata, proprio con prelievi tra le 23 e le 24.

SPOSTAMENTI - "Whereabouts" è il programma messo a punto dalla Wada che prevede che tutti gli atleti di alto livello (lo sono i corridori di squadre Pro Tour, come la Lampre) debbano sempre dare la loro reperibilità. Anche il Coni lo prevede in particolare per gli atleti di interesse olimpico e per quelli che sono inseriti nell’RTP (Registered Testing Pool, cioè il gruppo di corridori da sottoporre ai controlli in gara e fuori): lo sono Damiano Cunego e Alessandro Ballan.

CHE COSA RISCHIANO - La mancata comunicazione del luogo del ritiro potrebbe portare al deferimento degli atleti al GUI (giudice di ultima istanza del doping) per violazione dell’articolo 24 del Codice Wada, che prevede una sospensione dall’attività per un minimo di tre mesi e fino a un anno per la prima violazione. Anche se ci fosse stata la comunicazione alla Wada del ritiro, mancherebbe quella (comunque obbligatoria) della «cena fuori albergo». Probabilmente proprio per questo più volte negata fino a ieri.

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Contador: nessun problema, se il Coni mi convocherà

Giorni difficili per la Astana e i suoi campioni, con la minaccia di esclusione dal Tour che aleggia sul team. A riguardo Alberto Contador, vincitrore del Tour 2007, ha affidato al quotidiano As i suoi pensieri: «Sentiamo voci dalla stampa e dalle nostre famiglia, ma la situazione non è chiara. Di certo, questa squadra non ha nulla a che vedere con la precedente. Se decideranno di escluderci, non potremo fare nulla, ma io credo che il campione in carica dovrebbe essere al via, sempre. Capisco la diffidenza che possono avere gli organizzatori nei nostri confronti, ma durante la stagione avranno la possibilità di capire che questa Astana è diversa».

Sull'affare Coni, Contador dice: «Al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione e mi sembra che alla questione sia stato dato un grande spazio sui media e nulla più. Comunque, se dovessi essere convocato dal Coni, non avrei alcun problema a rispondere».

Tuttobiciweb.it

No, l' Astana deve esserci, ha dei pezzi da 90.

Poi voglio che il mio "pupillo" Kloden vinca il tour!

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Il caso Lampre mi sembra una gran cagata, non possono già parlare di squalifiche da tre mesi ad un anno solo perchè la Lampre non ha comunicato la sede del ritiro.

Vedremo...

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