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Inviato

Frattini e la seconda chance

Dopo aver vinto il Giro d'Italia dilettanti ed aver corso tra i pro' con l'Alessio il bivio: smettere o cambiare. "Ho scelto l'America e ho scoperto un entusiasmo indescrivibile"

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Davide Frattini in azione negli Stati Uniti

MILANO, 25 gennaio 2008 - Prendete il vincitore del Giro d’Italia. Dilettanti, d’accordo, ma è sempre gente come Moser, Corti, Simoni e Pantani, tanto per fare quattro nomi. Facciamone un quinto: Frattini. Davide, da non confondere con Stefano, il fratello maggiore. Davide conquista il Giro d’Italia dilettanti nel 2001 e qualche mese dopo passa professionista nell’Alessio, ci rimane due anni e non colleziona neanche una vittoria. Per il ciclismo italiano può anche bastare. Avanti un altro. E Davide, a 25 anni, potrebbe attaccare la bici al chiodo. Invece... E’ qui che comincia la sua seconda vita. Che cosa succede? "Mio fratello Stefano aveva conosciuto un promoter a Filadelfia, ai tempi in cui correva per la Gewiss. Rintraccio il promoter, mi propongo, affare fatto. Mal che vada, mi dico, imparo l’inglese. Faccio la valigia e parto per gli Stati Uniti".

Poi?

"Comincio, anzi, ricomincio. Da zero, anzi, da due: dalla strada e dal cross. Nel 2004 vinco due corse su strada, nel 2005 una, nel 2006 quattro, nel 2007 una su strada e due di cross".

Come sono le corse?

"Strada e cross sono compatibili. In fondo è lo stesso tipo di sforzo. I criterium sono un centinaio di chilometri, due ore abbondanti, si mena parecchio. E il cross è un’ora a tutta. In entrambi i casi si fa la guerra, coltello fra i denti, in volata si chiudono gli occhi e si allargano i gomiti, soprattutto quando i tuoi avversari sono australiani, argentini e anche americani disposti a tutto pur di intascarsi i 25 mila dollari destinati al vincitore".

E lei?

"Rinasco. Se prima andavo forte sul misto e in salita, poi mi trasformo in un passista veloce. In Italia facevo le curve quadrate, negli Stati Uniti imparo a piegare e a sfiorare l’asfalto con le orecchie".

La gente?

"Ho corso due volte a San Francisco, dentro e fuori la città. C’è più gente sulle salite di San Francisco che non sui muri delle Fiandre o sui tornanti delle Dolomiti. Davvero, un’esagerazione di gente. Dopo i sette Tour di Lance Armstrong, gli americani sono impazziti per il ciclismo. E se prima esistevano soltanto le kermesse, adesso si è capito che le corse a tappe richiamano più attenzione e interessi, anche economici".

Frattini, dove abita?

"Ho vissuto un anno a New York, appartamento a Manhattan, vicino al Central Park, tra la 145ª e Broadway, a cinque o sei blocchi da Harlem. Uscivo da casa in bici, in 10 minuti oltrepassavo il George Washington Bridge ed entravo nel New Jersey, da lì in poi traffico zero, o quasi, e quel quasi si poteva tranquillamente evitare pedalando in una speciale, comoda e pulita "bike lane". Oppure il Connecticut, magnifico, con i suoi boschi e i suoi laghi. E adesso ho casa a Kutztown, un paesotto della Pennsylvania, vicino al velodromo di Allentown".

Si sente un giramondo?

"All’inizio mi sono detto: vediamo come va. Poi ho visto, e mi è piaciuto: andava bene. Certo, non era l’idea del ciclismo che mi ero fatto quando sono passato professionista. Ma guadagno abbastanza per i miei gusti, altrimenti questa vita nomade sarebbe meno facile da accettare, e faccio esperienze che altri neanche s’immaginano".

Per esempio?

"Il Trofeo Fred Mengoni, 110 chilometri, il via alle 7 di mattina, quando faceva ancora buio, per evitare il traffico. Ho imparato a evitare quartieri duri come il Bronx e ad apprezzare quartieri vivibili come Brooklyn, dove si organizzano corsette infrasettimanali. Negli Stati Uniti riesci a riconoscere quella sottile linea che divide i ricchi dai poveri, gli affidabili dai pericolosi".

Momenti difficili?

"Forse all’inizio. Il mio inglese poteva contare solo sulla base scolastica, e quella mi serviva per non morire di fame. Quando nessuno ti parla in italiano, per disperazione impari. E anche abbastanza in fretta. Il giorno in cui cominci a dimenticare come si dice una cosa in italiano e a sognare in inglese, allora è fatta. Anche i sogni cambiano: prima era la Milano-Sanremo, adesso è il Giro della California".

Nostalgia?

"A casa torno una o due volte l’anno, in America ho trovato una fidanzata canadese, Kirsten, ciclista e giornalista. Mi mancano le corse della mia zona, come la Tre Valli Varesine, la Bernocchi e l’Agostoni, mi mancano anche le classiche, e ovviamente il Giro d’Italia. Ma va bene così. E quando mi viene il magone, mi attacco a Skype".

Che cosa si potrebbe copiare dal ciclismo americano?

"L’entusiasmo. Lo spirito. Anche lo spirito con cui si gestiscono, in maniera più umana, le squadre. E...".

E...?

"L’America è la terra delle opportunità. Ti dà sempre una seconda chance. L’ha data anche a me".

Gazzetta.it

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Inviato

Ciclocross: anche Petrucci ad incitare gli azzurri

All’incontro stampa svoltosi nel ritiro della Nazionale a Revine Lago, al fianco del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco, il Presidente del CONI Giovanni Petrucci ha portato un saluto agli azzurri impegnati da domani ai Campionati del Mondo Ciclocross.

Il Direttore tecnico Fausto Scotti ha poi ufficializzato gli atleti che prenderanno il via per ogni categoria.

La Nazionale sta, infatti, ultimando la preparazione in vista dei Campionati del Mondo di Ciclocross che svolgeranno a Treviso presso il centro “Le Bandie” il 26 e 27 gennaio. Un percorso spettacolare che si snoda per 3.252 metri lungo il lago di Spresiano.

“In assenza di pioggia il percorso sarà veloce – sottolinea il Direttore Tecnico della specialità – e quindi adatto a Veronica Alessio che potrebbe anche piazzarsi tra le prime. Come per gli elite, saranno gli ultimi due giri a determinare la gara. Una buona partenza di Enrico Franzoi e Marco Aurelio Fontana sicuramente ci permetterà di effettuare una corsa senza deludere”.

Il successo dei Campionati del Mondo è quindi garantito, anche dal numero degli atleti (271) partecipanti in rappresentanza di ben 21 nazioni: “Ci sarà entusiasmo da parte del pubblico e determinazione da parte dei ciclocrossisti – dice il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco – Come in ogni competizione iridata, gli atleti si daranno battaglia, anche perché tutti i più grandi campioni di questa disciplina saranno pronti al via per il più importante dei confronti e questo avverrà in terra italiana”.

“Delle Squadre Azzurre - continua Fausto Scotti - tutti e cinque gli junior sono atleti polivalenti, in grado di misurasi sia su di un percorso veloce che prettamente fangoso, nel caso di pioggia. Sarà basilare fare una buona partenza. Per questo Fabio Aru, che ha dato prova di una notevole condizione, partirà come secondo tra gli azzurri, alle spalle di Elia Silvestri, primo, che è anche la nostra punta. Se il percorso rimarrà asciutto diventerà veloce e permetterà agli azzurri, anche perché molto largo, di giocarsi il tutto per tutto sfruttando al meglio i possibili varchi per non retrocedere o per avanzare. Possiamo pensare anche di effettuare un buon gioco di squadra, data la determinazione di ogni atleta. Tra gli under 23 Marco Ponta e Cristian Cominelli possono fare una buona corsa anche perché stare nelle posizioni di testa in due è importante soprattutto ad inizio gara. Sfrutteremo le doti di Matteo Trentin in partenza perchè, solitamente, ha un via molto veloce così che, insieme al compagno di squadra Alessandro Calderan, saranno i due componenti su cui contare per qualsiasi strategia a favore della squadra. I due azzurri sono al primo anno tra gli under 23, per questo a loro si chiederà il giusto. Tra le donne Vania Rossi potrà fare la differenza sulle sue compagne di squadra anche se continua a crescere la condizione di Daniela Bresciani. Per quanto riguarda gli elite, infine, Enrico Franzoi, dopo lo sfortunato infortunio che lo ha costretto a rinunciare ai Campionati Italiani, si è sottoposto ad alcuni test anche in salita e ha dimostrato di avere recuperato la condizione. Il vantaggio sarà anche quello di giocarsi al meglio la presenza, nelle posizioni di testa, di Marco Aurelio Fontana che, nel caso, potrà supportare il compagno”.

Numerose le iniziative collaterali tra cui la sfilata dei campioni ed ex campioni del ciclismo sul viale d'arrivo del campionato del mondo, che avrà luogo nell'intervallo tra la prima e la seconda gara di domenica 27 gennaio. E’ stato allestito anche il villaggio commerciale dei mondiali, costituito da circa cinquanta espositori tra cui la Federazione Ciclistica Italiana: all’interno dello stand della Federciclo ci sarà un’attività di merchandising con la vendita di abbigliamento tecnico, oltre ad ospitare partner istituzionali; ci sarà anche un’area adibita a SOS Villaggi dei Bambini Onlus, organizzazione a respiro internazionale, impegnata sia nell’assistenza ai minori in difficoltà che nella prevenzione all’abbandono (www.sositalia.it).

“Poter ospitare, all’interno dello stand federale, un’organizzazione così significativa vuol dire contribuire, seppur in maniera marginale, al supporto di una azione umanitaria. Perché il ciclismo è anche uno strumento sociale” - conclude il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco.

LE FORMAZIONI

Squadre Nazionali Ciclocross

Campionati del Mondo Treviso 26-27 gennaio 2008

JUNIOR

Fabio ARU SARDEGNA SOTTOZERO OZIERESE CCV

Luca BRAIDOT L’ARCOBALENO CARRARO TEAM

Massimo COLEDAN RINASCITA ORMELLE PINARELLO

Domenico Maria SALVIANI RINASCITA ORMELLE LAZIO

Elia SILVESTRI SELLE ITALIA GUERCIOTTI ELITE

Riserva

Yezid TABOTTA ASD JUNIOR TEAM SORGENTE PORDENONE

UNDER 23

Alessandro CALDERAN UC TREVIGIANI

Cristian COMINELLI GEWISS BIANCHI

Marco PONTA CYCLING TEAM FRIULI

Matteo TRENTIN MORO-SCOTT-BICYCLE LINE

Fabio URSI G.S ESERCITO

Riserva

Roberto DE PATRE VC ARAN WORLD-CANTINA TOLLO-BLS

DONNE

Veronica ALESSIO TEAM DESENZANESE AS DILETTANTISTICA

Daniela BRESCIANI COLNAGO ARREGHINI FILAGO

Milena CAVANI MARCHIOL IMA FAMILA LIQUIGAS SITE

Francesca CUCCINIELLO SELLE ITALIA GUERCIOTTI ELITE

Vania ROSSI SELLE ITALIA

Riserva

Nicoletta BRESCIANI COLNAGO ARREGHINI FILAGO

ELITE

Marco BIANCO L’ARCOBALENO CARRARO TEAM-ASD

Luca DAMIANI COLAVITA OLIVE OIL-SUTTER HOME

Marco Aurelio FONTANA SELLE ITALIA GUERCIOTTI ELITE

Enrico FRANZOI LIQUIGAS

Alessandro GAMBINO GS ESERCITO

Riserva

Rafael VISINELLI GS FORESTALE

I Campionati del Mondo Ciclocross saranno trasmessi sulla RAI con i seguenti orari:

Sabato 26 gennaio – diretta su Raitre ore 14,25 (1h15')

Domenica 27 gennaio – differita su Raidue ore 17,00 (1h)

Sabato 26 gennaio – Dirette su RaiSportSat

dalle 11.15 alle 12.00

dalle 13.00 alle 13.30

dalle 14.15 alle 16.00

Domenica 27 gennaio – Dirette su RaiSportSat

dalle 10.30 alle 12.00

dalle 13.15 alle 16.00

Tuttobiciweb.it

Inviato

Treviso 2008: tutto pronto a Le Bandie per lo show mondiale

Il mondo guarda a Treviso, allo splendido Lago le Bandie di Spresiano allestito per l'occasione in modo spettacolare per regalare agli appassionati un grande show. I Campionati del Mondo di Ciclocross sono ormai al count-down: domattina sabato si comincia con la prima prova (ore 11) riservata agli Juniores, mentre alle 14,30 gareggiano gli Under 23. Domenica poi la giornata più attesa, con le prove delle Donne (ore 11) e degli Elite (14,30). Migliaia di sportivi stanno portandosi nella zona dell'evento con tutti i mezzi: camper, auto, treni, aerei. L'organizzazione sta facendo il possibile per agevolare al massimo gli spostamenti e la circolazione, considerando il grande afflusso previsto. Migliaia di sportivi da tutta Europa si stanno portando nella Marca Trevigiana per godere questo splendido evento, il primo di tre mondiali di ciclismo che l'Italia ospiterà in questo 2008.

E' anche un mondiale tecnologico grazie al grande impegno della Rai con una produzione TV che prevede venticinque telecamere, una spettacolare fly-cam sospesa sul lago lungo un cavo lungo più di ottocento metri, immagini in alta definizione. Questo spiega non solo l'ampia programmazione di Raisport (domani sabato diretta su RaiTre dalle 14,25 e diretta su RaiSport di entrambe le gare), ma anche l'ampia copertura internazionale. Le emittenti che hanno una postazione sul circuito sono RTBF (Bel), VRT (Bel), CT (Cze), TVE (Esp), Eurosport (Fra), France2 (Fra), NOS TV (Ned), WCSN (Usa). Hanno inoltre acquisito i diritti ORF (Aut), TSR (Sui), ARD (Ger), ZDF (Ger), TV2 (Den), France3 (Fra) e Cyclo Image (trasmissione televisiva giapponese).

Una copertura eccezionale che dimostra la crescente popolarità del ciclocross e dunque la scommessa vinta dall'organizzazione trevigiana che ha portato in Veneto una grande manifestazione ideale per promuovere le attrazioni turistiche di questo territorio.

Fervono intanto i preparativi per la sfilata dei campioni del ciclismo che domenica sarà l'attesissimo intermezzo tra le due gare: un ulteriore motivo di spettacolo per il pubblico a cui gli organizzatori hanno voluto riservare l'ingresso gratuito. "Sarà una grande festa popolare - commenta Remo Mosole, presidente del Comitato Organizzatore - ed un grande spettacolo. Abbiamo lavorato sodo per quattro anni, ma il risultato è veramente entusiasmante"

Tuttobiciweb.it

Inviato

Varese 2008 pronta ad accogliere il presidente Napolitano

A Varese ci credono e stanno lavorando per realizzare questo sogno: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano potrebbe essere presente alla cerimonia inaugurale dei mondiali di Varese 2008: lo ha confermato la dirigenza della rassegna iridata lombarda che ha sviluppato contatti con l'entourage del Capo dello Stato per garantirsi la sua partecipazione nel prossimo settembre.

La cerimonia d'apertura della manifestazione è in calendario il prossimo 22 settembre, le gare si svolgeranno dal 23 al 28 settembre, quando si svolgerà la prova più attesa, vale a dire la corsa su strada professionisti.

Tuttobiciweb.it

Inviato

San Luis: ancora una vittoria per Martin Garrido

Martin Garrido, trentatreenne argentino che corre nella portoghese Palmeiras Resort, già leader della classifica, ha vinto la terza tappa del Tour de San Luis, una cronometro di 19.8 km intorno a San Luis, confermando di essere, almeno in pianura, il corridore piu forte della competizione.

Con una impressionante prova di forza l'argentino (nella foto Cersosimo) ha infatti rifilato 17'' a Guillermo Brunetta, della San Luis Argentina, 31'' a Matias Medici, nono al campionato del mondo a cronometro di Madrid, e 45'' al brasiliano Magno Prado, classe '86, che precede nella classifica under 23 il veneto Manuele Boaro, nella tappa odierna decimo a 1'09''.

La Zalf conferma di avere una coppia di cronoman che vanno davvero forte: oltre a Boaro, che è ottavo in clasifica generale, molto bene si è comportato Daniel Oss, fin qui protagonista in tutte le tappe, che ha concluso settimo a 1'.

Ha detto Oss dopo la corsa: «Non pensavo di avere fatto un tempo così buono, all'inizio ero un pò ingolfato, ma poi ho preso Frank Schleck, che è partito un minuto prima di me, come riferimento, mi sono sciolto un pò ed è andato tutto bene».

Anzi benissimo, per Daniel, che deve maledire l'errore di inesperienza che ieri gli ha fatto perdere piu di trenta secondi a causa di un buco nel gruppo senza il quale sarebbe terzo in classifica, e che oggi si è tolto anche la soddisfazione di raggiungere e superare il suo "punto di riferimento", ovvero Frank Schleck, non un corridore qualsiasi.

Domani quarta tappa di 157 km, si sale ai 1210 metri di Mirador el Potrero, con gli ultimi 6 km in salita. Il colombiano della Diquigiovanni Josè Serpa è favorito, si vedrà se davvero Martin Garrido potrà trionfare e dove potranno arrivare i ragazzi della Zalf, fino a qui molto più che positivi.

da San Luis

Francesco Cerruti

Ordine d'arrivo

1 Martin Garrido ARG (Palmeiras Resort) 24'05''. Media 49,329 km/h;

2 Guillermo Brunetta ARG (San Luis Argentina) 17'';

3 Matias Medici ARG (Scott- Marcondes) 31'';

4 Magno Prado BRA (Scott- Marcondes) 45'';

5 Gerardo Fernandez ARG (San Luis Argentina) 53'';

6 Jorge Giacinti ARG (Scott- Marcondes) 58'';

7 Daniel Oss ITA (Zalf Fior) 1';

8 Juan Curuchet ARG (San Luis Argentina) 1'03'';

9 Gabriel Brizuela ARG (San Luis Argentina) 1'06'';

10 Manuele Boaro ITA (Zalf Fior) 1'09''.

Classifica generale

1 Martin Garrido ARG (Palmeiras Resort) 8h03'18'';

2 Guillermo Brunetta ARG (San Luis Argentina) 44'';

3 Magno Prado BRA (Scott-Marcondes) 1'11;

4 Gerardo Fernandez ARG (San Luis Argentina) 1'18'';

5 Jorge Giacinti ARG (Scott-Marcondes) 1'21'';

6 Angel Colla ARG (Choivilcoy) 1'31'';

7 Marco Arriagada CHI (Nazionale Cile) 1'31'';

8 Manuele Boaro ITA (Zalf Fior) 1'32'';

9 Gaston Aguero ARG (Entre rios esco) 1'32''';

10 Gabriel Brizuela ARG (San Luis Argentna) 1'32''.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Amore&Vita McDonald's, che entusiasmo per Martinez

Ieri, dopo sei ore di duro allenamento sulle strade francesi dell’Haut Var, il campione Miguel Martinez, portacolori di Amore & Vita – McDonald’s, ha staccato in salita tutti gli atleti del team Pro Tour Cofidis.

«Sono estremamente soddisfatto della mia condizione attuale – spiega il campione olimpico –: non volevo forzare al massimo, tuttavia la competizione ce l’ho nel sangue e quando ho visto che l’andatura andava sempre di più aumentando, ho cominciato ad imporre il mio ritmo. Con estrema sorpresa ho visto che tutti gli atleti della Cofidis si andavano pian piano sfilando, quindi ho continuato e sono arrivato in cima alla salita in perfetta solitudine, migliorando anche il tempo del mio miglior test di alcuni secondi» conclude il cinque volte campione del mondo.

C’è da segnalare che queste dichiarazioni Miguel Martinez le ha fatte in maniera riservata ad Ivano Fanini aggiungendo di non renderle pubbliche per non rischiare di inimicarsi tutto il gruppo Cofidis (e altri), proprio come successo alcuni giorni fa con quelli della Milram (che si sono lamentati proprio perché lo scalatore francese aveva dichiarato di averli staccati con la bici da cross).

«Ivano non dirlo ai giornali – aveva espresso Martinez -, voglio dimostrare di essere forte con i fatti e non con degli articoli, ma soprattutto voglio dimostrarlo in corsa».

Ciò nonostante Ivano Fanini non poteva certamente andar contro al suo carattere vulcanico, pertanto ha deciso di rendere pubbliche le performance di Martinez.

«Non ho mai avuto paura di denunciare fatti di doping e quindi non vedo perché non dovrei raccontare un episodio di puro sport – afferma Fanini -: Miguel è un atleta incredibile, sono sincero, in quasi 40 anni da presidente dei miei team, non ho mai incontrato o avuto a che fare con un corridore così. E’ carismatico, un concentrato di classe, talento ed energia. Mi trasmette delle sensazioni veramente uniche che mai prima d’ora ho provato. E pensare che il suo ematocrito non è mai stato superiore ai 42,5. Questi sono i corridori giusti per Amore & Vita, anche se non è facile trovarli. Sono talmente certo che saprà anche regalarmi incredibili soddisfazioni, forse le più belle da quando è nata Amore & Vita; sarei pronto a scommetterci! La mia sicurezza arriva dal fatto che se va così forte dopo quattro anni lontano dal grande ciclismo e con solo due mesi di preparazione, immaginiamoci cosa sarà in grado di fare quando sarà al top. Non solo vincerà su strada ma, sono sicuro, riuscirà a rivincere il Mondiale di MTB. E vedrete, l’anno prossimo i team Pro Tour faranno la fila per metterlo sotto contratto e poi schierarlo al via del Tour. A noi rimarrà comunque la gioia di averlo rilanciato e punteremo sul fratello Yannick che ad agosto farà uno stage con il nostro team».

C’è inoltre da segnalare che nei giorni scorsi Martinez si è recato a Montecarlo in un centro sportivo molto famoso per fare un test sotto sforzo con il ciclo ergometro SRM: i suoi risultati sono stati a dir poco sensazionali, a dimostrazione di quanto ha espresso in allenamento. Il suo valore di VO2 massimo è stato di 77, 5 punti meglio di quando correva alla Mapei, inoltre, alla soglia ha espresso ben 400 Watt. Se si pensa che pesa soltanto 54 kg, questo significa un rapporto di 7 watt per chilogrammo, ovvero qualcosa di imbattibile per uno scalatore puro. E c’è da considerare che i medici che hanno effettuato questi test hanno espressamente dichiarato che ha ancora margini di miglioramento, in quanto si è fermato a 10 battiti dalla sua frequenza massima.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Berlino: Risi e Marvulli sempre al comando della Sei Giorni

Continua a Berlino la corsa di testa per gli svizzeri Bruno Risi e Franco Marvulli: anche al termine della seconda notte di gara, infatti, gli elvetici sono al comando della classifica generale e stanno scavando un piccolo abisso di punti tra sè e gli avversari. Marco Villa, intanto, pedala con Danny Staam in quinta posizione con un giro di ritardo.

La classifica

1. Risi, Bruno/Marvulli, Franco (Formaxx AG) 87 Pts

2. Lademann, Christian/Aeschbach, Alexander (Techem) 69

3. Fulst, Guido/Lampater, Leif (DKB) 66 pts

a un giro

4. Beikirch, Andreas/Mohs, Erik (Schultheiss) 70

5. Villa, Marco/Stam, Danny (Berlin Recycling ) 55

6. Rasmussen, Alex/Mörköv, Michael (DEMAG Cranes) 54 pts

a due giri

7. Pollack, Olaf/Kluge, Roger (Generali Versicherungen) 60

8. Schep, Peter/Mouris, Jens (KIA Motors) 32

9. De Ketele, Kenny/Hester, Marc (Dürkop) 22 pts

a tre giri

10. Grasmann, Christian/Müller, Andreas (Wolfram Bürokommunikation) 49 pts

a cinque giri

11. Kappes, Andreas/Löffler, Stefan (Bloch Catering) 6 pts

a sei giri

12. Zabka, Josef/Kalz, Marcel (LC Weissensee ) 44

13. Dörich, Gerd/Teutenberg, Lars (Berliner Rundfunk) 21 pts

14. Kankovsky, Alois/Lazar, Petr (Quality-Hotel Berlin) 21 pts

a sette giri

15. Graf, Andreas/Musiol, Daniel (W & G Systemhaus) 5 pts

a otto giri

16. Ratajczyk, Rafal/Wiesiak, Mariusz (Rhönsprudel) 6

17. Frey, Sebastian/Meschenmoser, Christoph (Zeilinga) 2 pts

a undici giri

18. Bach, Christian/Barth, Marcel (Kartinka) 6 pts

Tuttobiciweb.it

Inviato

Nys, anche il cross

ha il suo Cannibale

Domina da anni, ha migliaia di tifosi e un ingaggio da 400mila euro. Ma in vista del Mondiale di cross di domani si schernisce: "Non sono il favorito? Per la prima volta non ho nulla da perdere"

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Sven Nys, 31 anni, ha vinto 6 coppe del Mondo di cross. Afp

SPRESIANO (Treviso), 26 gennaio 2008 - È l’unico crossista che non deve preoccuparsi del conto in banca. La Rabobank lo paga come un corridore di grido, i tifosi comprano a ogni gara le sue maglie griffate "SN" e la moglie è una fotomodella di successo. Per questo Sven Nys alle corse su strada non ci pensa. Neppure alla Parigi-Roubaix. Preferisce il suo regno di fango, su cui da anni domina come un tiranno.

NUMERO UNO - Lo chiamano "De Kannibaal van Baal". Il Cannibale di Baal. Perché ai rivali lascia solo le briciole. Per capirci, in carriera ha vinto 3 Mondiali e 39 prove di coppa del Mondo. Oltre 100 vittorie nelle gare internazionali. Quest’anno ha divorato 4 corse su 8 in Coppa, mettendo insieme 21 successi. È il numero uno. Eppure non arriva al Mondiale élite di Treviso con il ruolo di favorito, dopo l’inspiegabile crollo di domenica a Hoogeheide. Lui lo spiega con un paradosso: "Per la prima volta nelle mia vita non sono obbligato a vincere. Quindi, non ho niente da perdere". Nelle Fiandre è un’icona, al pari di Tom Boonen. L’anno scorso gli ha strappato il Trofeo di Cristallo quale miglior ciclista del Belgio, unico crossista a riuscirci dopo l’iridato ’94 Paul Herijgers. E ha migliaia di tifosi, sparsi in ogni angolo di quella fetta del Belgio che vive per il ciclismo e ogni primavera si raccoglie ai piedi del Muro di Grammont. Basta andare sul suo sito Internet,divenuto un’agorà per i fedelissimi.

SENZA VELI - Si vestono con una T-shirt grigia e rossa, presa dalla linea di abbigliamento personale disegnata dalla moglie Isabelle, che lo aiuta negli affari e alimenta il personaggio, se è vero che va ospite in tv e ha posato in versione osé per i rotocalchi scandalistici del Belgio. Quando lo fece tre anni fa per la rivista "P-Magazine", alla viglia del Mondiale di St. Wendel, si scatenò il finimondo. Eppure Nys, che non deve essere un tipo geloso, si chiuse a chiave in ritiro e la domenica conquistò il suo primo (e finora unico) titolo iridato élite. Così da "rivestire" la consorte in prima pagina con... la maglia arcobaleno. Hanno un figlio, Thibau, di 5 anni, che va già in Bmx e si prepara a raccogliere la corona di papà Sven.

BOOM EREDE - C’è tempo, però. Perché il Cannibale del cross non ci pensa proprio a mollare il trono. La Rabobank lo paga 400 mila euro l’anno ai quali aggiunge ricchi premi e introiti da sponsor personali. Roba da nababbi, per il mondo del cross. Si è comprato una tenuta in Spagna, dove conta di allenare in futuro giovani talenti, e la sua casa nella provincia di Lovanio. E coltiva il sogno di una medaglia ai Giochi olimpici di Pechino con la Bmx. "Era calcolato che a Leivin (il 13 gennaio, ndr) potessi andare male. Non mi aspettavo invece un crollo come quello di Hoogerheide ("Ho visto il peggior Nys di sempre", ha detto il suo allenatore Paul Van den Bosch, ndr). Però non c’è da allarmarsi. Quest’anno ho corso quasi 40 cross e vengo da un lavoro durissimo. Il Mondiale sarà diverso. Mi aspetto una lotta con Lars Boom. Lui può essere il mio erede, ma solo tra quattro anni".

Gazzetta.it

Inviato

Uci-Federazioni-organizzatori: il ciclismo riparte da Treviso

In occasione dei Campionati del Mondo Ciclocross, il Presidente dell'UCI, Pat Mc Quid ha incontrato i Presidenti delle Federazioni Nazionali del Belgio, Spagna, Francia, Italia e Lussemburgo.

L'incontro è avvenuto in un clima costruttivo. Si è proposto infatti la creazione di un calendario particolare per le grandi classiche come Tour de France, Giro d'Italia, Vuelta Espana, Milano Sanremo, Paris-Roubaix, Liegi Bastogne Liegi, Giro di Lombardia.

Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Presidente dell'UCI, il presidente della FCI Renato Di Rocco ha detto: «L'atmosfera dell'incontro è stata di estrema collaborazione tanto ch possiamo parlare di un nuovo punto di inizio estremamente importante per ristabilire la serenità nel ciclismo».

La creazione di questo super calendario permetterà agli organizzatori di invitare alle loro corse tutti i team purchè lle quali potranno essere invitare tutte le squadre purche' dotati di passaporto biologico. E per la prossima settimana sono attesi i primi inviti: Rcs dovrebbe rendere noti, infatti, i team invitati a Tirreno-Adriatico, Sanremo e Giro d'Italia.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Le decisioni del Consiglio Direttivo dell'Uci

Accanto alla creazione di una fondazione antidoping, della quale vi diamo conto in questa stessa pagina, il Consiglio Direttivo dell'UCI ha preso altre decisioni importanti che, in almeno un paio di casi, spingono la Federazione Internazionale a tornare sui propri passi.

Dal 2011, per esempio, i campionati mondiali juniores torneranno a disputarsi insieme a quelli riservati agli élite, alle donne e agli under 23. Quelli di Offida 2010, quindi, saranno gli ultimi nei quali gli juniores vivrannno una manifestazione dedicata solo a loro.

Decisa poi l'abolizione del Campionati Mondiali di categoria B, quelli riservatio - per internderci - ai paesi di seconda e terza fascia ciclistica. L'attribuzione dei posti per i campionati mondiali e i Giochi Olimpici - che finora era decisa proprio attraverso i mondiali B - sarà fatta attraverso i campionati continentali e le classifiche continentali del circuito professionistico che, sostiene l'Uci, sono in continua crescita.

Decisa poi l'istituzione della Coppa del Mondo per i paraciclisti, vale a dire i campioni disabili.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Ciclocross: Gran Finale a «Le Bandie», per donne ed Elite

L'Italia punta i riflettori sul trevigiano Enrico Franzoi per la gara elite dei mondiali di ciclocross che si disputerà domani sul circuito di Spresiano (il via alle 14.30). Già iridato nella specialità sul

fango da dilettante, Franzoi (professionista nella Liquigas) è tuttavia reduce dai postumi di una brutta frattura alla

caviglia subita nelle scorse settimane.

«Ma sto recuperando alla grande - spiega - ci tengo a giocarmi al meglio la gara visto che corro praticamente in casa».

E' ottimista anche il direttore tecnico delle nazionali Fausto Scotti, convinto di avere «una buona nazionale, che puo'

davvero combattere per la maglia iridata». «Franzoi, se il terreno dovesse essere pesante - osserva Scotti - potrebbe essere lì davanti negli ultimi due giri. L'infortunio è in gran parte recuperato. Anche Marco Aurelio Fontana potrebbe dare del filo da torcere agli avversari».

Tra gli avversari degli azzurri i più pericolosi saranno il francese Gadret e il compagno di squadra Mourey.

«Terrò controllata la corsa di Franzoi - spiega Gadret - perché penso che abbia recuperato l'infortunio e sarà l'uomo da battere».

Temuti i belgi, anche se le divisioni in terne alla nazionale certo non favoriscono il lavoro di squadra. Il leader indiscusso

è Sven Nys, il belga che in patria corre per la Rabobank. Un vero e proprio cannibale nelle corse nel fango. Nella specialità del ciclocross ha già vestito tre maglie iridate, vinto coppe del mondo e trionfato in oltre un centinaio di gare.

Anche se non parte tra i favoriti per la difficile condizione del momento, sarà un uomo che gli azzurri dovranno tenere d'occhio.

Domattina (start alle 11) partirà anche la gara mondiale delle donne. Anche in questo caso le azzurre potrebbero puntare ad un podio. Le aspettative sono soprattutto per Vania Rossi che sta attraversando un momento di grande forma. Così come la compagna di nazionale Daniela Bresciani, la cui condizione è in crescita.

Gli organizzatori del mondiale di Spresiano (Remo Mosole e i suoi fidati collaboratori, ad incominciare dal figlio Rudy a Maurizio Evangelista) intanto un successo l'hanno già colto. Per le gare juniores e Under 23 (in questa categoria ricordiamo che Cominelli ha conquistato il 3° posto) era stimata oggi la presenza di almeno più di 15 mila persone e domani se ne attendono almeno 30 mila, con una nutrita presenza di tifosi arrivati da Belgio, Olanda, Francia e

Germania, nazioni nelle quali il ciclocross è specialità molto radicata.

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Su Tuttosport le verità di Jan Ullrich

Capita di trovarsi in una famosa stazione in­vernale e di incontrare colui che fu uno dei re incontrastati del ciclismo, sport estivo per eccellenza. E capita pure di scam­biare 4 chiacchiere con quello che un tempo era un’icona del­la bici in situazioni quantomeno desuete per non dire imba­razzanti.

JAN AL VAPORE. La scena è quella di un bagno turco del­l’Hotel Kaiserhof, a non più di 200 metri dalla mitica Streif. Capita a chi scrive di cercare qualche minuto di assoluto re­lax in un bagno turco, dove tra la nebbia dei vapori e l’inevi­tabile assenza delle lenti tutto appare indistinto, fortunata­mente confuso. Ma chi ci sta di fronte resta inconfondibile. Oibò, pare proprio Ullrich, l’incredibile campione tedesco che vinse tutto quello che scelse di vincere prima di annunciare il ritiro lo scorso 26 febbraio 2007, in seguito al coinvolgimento nell’Operacion Puerto. Noi in costume da bagno, Jan di fron­te, protetto da un asciugamano. Con lui una fanciulla incan­tevole, Sara Steinhauser, sua moglie dal settembre 2006. Tentiamo un’intervista, anche se la totale nudità della signo­ra Ullrich ci distoglie dalle prime intenzioni.

MORTE DEL CICLISMO. Jan, è meglio qui che in bici, non crede? «Sì, sono venuto con la mia famiglia per un breve pe­riodo di vacanza sulla neve». Nessun ripensamento dopo la de­cisione di ritirarsi? «No, mi creda, soprattutto perché il cicli­smo tedesco è morto e sepolto. Lo hanno voluto far morire, so­stenendo che il doping regnasse dappertutto. Mah, ho anche pensato che sotto ci fossero altri interessi, magari il desiderio di ammazzare uno sport popolare come il ciclismo per lascia­re più spazio ad altre discipline... No, non risalirò in biciclet­ta, non almeno come prof».

PEDALATE BENEFICHE. E in che modo, allora? «Ho due figli e capisco quanto sia bello fare qualcosa per i più giovani. Ho dunque decico di ritornare a pedalare, ma soltanto per be­neficienza a favore dei ragazzi. Mi sento meglio così, perché è bello fare qualcosa per chi ha una vita davanti».

ACCANIMENTO. Perché ha deciso di ritirarsi? «Perché non mi era più possibile continuare. Per i giornalisti tedeschi e gli inquirenti ero per forza un dopato. Non avrei mai potuto di­mostrare il contrario. C’è stato un accanimento spaventoso nei miei confronti. Mi sono sentito da solo contro un esercito: impossibile andare avanti, meglio pensare alla mia famiglia e a far del bene per gli altri». Abita sempre in Svizzera? «Sì, sto bene là e il ciclismo professionistico non mi manca, anche se il fisico non è più come una volta».

BASSO ONESTO. Sa che cosa si sostiene in Italia? «No, mi dica...». Che siano stati soltanto Basso e Scarponi, oltre a lei, a pagare per tutti, mentre molti altri possibili clienti del dot­tor Fuentes l’abbiano fatta franca... «Non posso dirle molto di più degli altri, ma per quel che riguarda Basso devo ammet­tere che si è comportato onestamente, confermando di essere un ragazzo sensibile. L’Operacion Puerto ha lasciato molte zo­ne oscure. Non credo sia stata fatta giustizia».

NON SONO UN CRIMINALE. Lei però qualcosa di poco chiaro avrà pur commesso, no? «Io non credo di essere più col­pevole di tanti altri. E invece in Germania mi hanno additato come il demonio. Si è voluto colpire un personaggio per dimo­strare all’opinione pubblica che si era colto nel segno. Per me non sarebbe più stato possibile continuare a pedalare in mez­zo al gruppo». Più tardi, avremmo incontrato la famiglia Ull­rich al ristorante: Jan, Sara, Sarah Maria, il piccolo Max e una stratosferica giovane baby sitter. L’ex campione appare come un papà perfetto, un uomo rassicurante. Altro che de­monio.

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Romain Feillu bloccato dalla toxoplasmosi

Romain Feillu, rivelazione francese della stagione 2007, salterà la prima parte della stagione a causa della toxoplasmosi. Dalla fine della stagione 2007 il ventitreenne francese della Agritubel accusava malesseri diffusi e finalmente gli esami hanno dato il loro resposnos. Feillu sarà ora costretto ad osservare un periodo di riposo prima di tornare ad allenarsi.

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Pace fatta tra Uci e Grandi Organizzatori

In un incontro svoltosi ieri a Spresiano, il ciclismo internazionale ha trovato finalmente pace e serenità dopo anni di conflitti. Alla riunione sono intervenuti il presidente dell'Uci (Unione

Ciclistica Internazionale), Pat McQuaid, e i presidenti delle federazioni ciclistiche di Italia, Belgio, Francia, Spagna,

Lussemburgo.

Il colloquio ha posto fine a mesi di tensioni nate al mondiale di Stoccarda 2007 quando l'Uci aveva declassato le prove monumento del ciclismo mondiale (Giro d'Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna , Milano - San Remo, Parigi - Roubaix, Liegi - Bastogne - Liegi, Giro di Lombardia) in un calendario continentale poco consono al prestigio di corse che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale. L'accordo trovato oggi tra Uci e Federazioni nazionali durerà quattro anni e porta alla creazione di uno speciale calendario «storico» o «monumentale» che conterrà tutte le prove prima «declassate», organizzate dai grandi giri (Aso - Rcs - Unipublic).

Nel corso della riunione sono state stabilite le regole di partecipazione a quelle prove.

«Il Tour de France - spiega Mc Quaid - avrà il dovere di invitare le 18 formazioni del ProTour. Nelle altre gare ''monumento'', ad eccezione del Tour de France, gli organizzatori saranno liberi di invitare le squadre che desiderano».

«Oggi abbiamo deciso - prosegue il presidente Uci - che per tutte le gare dei grandi organizzatori potranno essere invitati soltanto i team che accettino il passaporto biologico e che siano stati già inseriti

nella lista delle 'wildcard' comunicata dall'Uci».

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Tour San Luis, trionfo della "Savio band"

Trionfo assoluto della Diquigiovanni-Androni giocattoli nella quarta tappa del Tour de San Luis, con arrivo in salita ai 1210 di Mirador el Potrero. Ha vinto il venezuelano Carlos Ochoa davanti al 21enne basco della Saunier Duval Benat Inxhausti e al compagno di Ochoa, il colombiano Josè Serpa, ora quarto in classifica a 4'' dal secondo. A completare il quadro, per la squadra di Gianni Savio, il quinto posto del connazionale del vincitore, Jackson Rodriguez, alle spalle di Frank Schleck, all'arrivo parso un po' nervoso per non essere riuscito a conquistare una tappa che voleva fortemente.

L'azione decisiva è nata all'inizio dell'ultima salita, a 4.5km dall'arrivo, quando Ochoa ha attaccato. Dietro il fuggitivo si è formato un quartetto con i due Schleck, Serpa e Intxausti con questi ultimi due che, nei 2 km finali, si sono ulteriormente avvantaggiati.

Per Carlos Ochoa, ripescato in Venezuela da Savio dopo che nel 2006 ha corso con la Lpr, è il primo successo da professionista: «Sono davvero

soddisfatto. Se devo essere sincero, sapevo di star bene e un po' me

l'aspettavo», ha detto il vincitore dopo l'arrivo. Contento a metà invece Serpa: «Sono felice per Carlos, ma oggi per me è stata una brutta giornata: sono caduto due volte e per un solo secondo non ho raggiunto il podio».

Al settimo cielo invece Gianni Savio: «Oggi, durante la riunione tecnica ho detto ai miei ragazzi "Hoy es el dia", e sono stati perfetti. Questa è anche la dimostrazione che non sappiamo solo lanciare i giovani, ma anche recuperare corridori trascurati dagli altri».

La strada oggi saliva e gli argentini, fino a qui mattatori della competizione, si sono defilati e hanno lasciato campo libero allo show delle squadre europee, che hanno dimostrato, anche con una condizione

approssimativa, la loro superiorità. Il leader Martin Garrido, tuttavia, si è difeso e ha ipotecato la vittoria finale.

Per quanto riguarda gli italiani da segnalare la grande prestazione di un Manuele Boaro sempre più sorprendente, oggi undicesimo e sesto in classifica generale, e il fatto che Francesco Ginanni, influenzato, non è partito.

Domani ultima tappa di 159 km, con gli avversari di Garrido, Diquigiovanni in primis, che proveranno il tutto per tutto per strappare all'argentino la maglia biancoceleste di leader che veste dal primo giorno di gara.

da San Luis

Francesco Cerruti

Ordine d'arrivo

1 Carlos Ochoa VEN (Diquigiovanni-Androni giocattoli) 3h50'25'', media 34,451 km/h;

2 Benat Inxhausti SPA (Saunier Duval-Scott) 6'';

3 Josè Serpa COL (Diquigiovanni-Androni giocattoli) 6'';

4 Frank Schleck LUX (Team CSC) 17'';

5 Jackson Rodriguez VEN (Diquigiovanni-Androni giocattoli) 23'';

6 Luciano Montivero ARG (La rioja-Litos) 23'';

7 Sergio Godoy ARG (Nazionale argentina) 23'';

8 Jorge Giacinti ARG (Scott-Marcondes) 23'';

9 Gerardo Fernandez ARG (San Luis Argentina) 23'';

10 Gaston Aguero ARG (Entre rios esco) 27''.

Classifica generale

1 Martin Garrido ARG (Palmeiras Resort) 11h54'18'';

2 Gerardo Fernandez ARG (San Luis Argentina) 1'06'';

3 Jorge Giacinti ARG (Scott-Marcondes) 1'09'';

4 Josè Serpa COL (Diquigiovanni-Andrioni giocattoli) 1'10'';

5 Magno Prado BRA (Scott-Marcondes) 1'11'';

6 Manuele Boaro ITA (Zalf Fior) 1'24'';

7 Gaston Aguero ARG (Enre rios esco) 1'24'';

8 Gabriel Brizuela ARG (San Luis Argentina) 1'28'';

9 David Blanco SPA (Palmeiras Resort) 1'46'';

10 Carlos Ochoa VEN (Diquigiovanni-Andoni giocattoli) 1'51''.

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ProTour, ecco le prime classifiche del 2008

André Greipel, la Spagna e la Française des Jeux sono i primi leader stagionali della classifica del ProTour, al termine del Tour Down Under. Ecco le graduatorie scaturite dalla prova australiana:

Individuale

1 GREIPEL André - High Road 62

2 ROJAS GIL Jose Joaquin - Caisse d'Epargne 38

3 DELAGE Mickaël - Francaise Des Jeux 30

4 BUFFAZ Mickaël - Cofidis 25

5 BENITEZ ROMAN Jose Alberto - Saunier Duval-Scott 21

6 CARLSTRÖM Kjell - Liquigas 15

7 SANCHEZ GIL Luis Leon - Caisse d'Epargne 10

8 RENSHAW Mark - Crédit Agricole 7

9 BROWN Graeme - Rabobank 4

10 FÖRSTER Robert - Gerolsteiner 2

11 O'GRADY Stuart - Team CSC 2

12 HAYMAN Mathew - Rabobank 1

Classifica per nazioni

1 Espagne 69

2 Allemagne 64

3 France 55

4 Finlande 15

5 Australie 14

Classifica a squadre

Equipe Pays Points

1 Française Des Jeux 20

2 Saunier Duval-Scott 19

3 Caisse d'Epargne 18

4 Liquigas 17

5 Euskaltel-Euskadi 16

6 Silence-Lotto 15

7 Cofidis, le Crédit par Téléphone 14

8 Ag2r-La Mondiale 12

9 Astana 11

10 Quick Step 10

11 High Road 9

12 Team CSC 8

13 Rabobank 7

14 Crédit Agricole 6

15 Team Milram 5

16 Lampre 4

17 Gerolsteiner 3

18 Bouygues Telecom 2

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Pista: cambio della guardia nella Sei Giorni di Berlino

Cambio della guardia al vertice della classifica generale della Sei Giorni di Berlino: la terza tappa, infatti, ha visto l'acuto dei tedeeschi Fulst e Lampater - già vincitori un anno fa - che sono balzati al comando conquistando un giro di vantaggio su tutte le coppie rivali. Da segnalare la grande serata dei giovani danesi Rasmussen e Morkov che si sono portati al secondo posto e sono più che maai in corsa per la vittoria finale.

La classifica

1. Fulst, Guido/Lampater, Leif (DKB) 113 Pts

a un giro

2. Rasmussen, Alex/Mörköv, Michael (DEMAG Cranes) 123 pts

3. Risi, Bruno/Marvulli, Franco (Formaxx AG) 120

4. Beikirch, Andreas/Mohs, Erik (Schultheiss) 116 pts

5. Lademann, Christian/Aeschbach, Alexander (Techem) 106 pts

a due giri

6. Villa, Marco/Stam, Danny (Berlin Recycling ) 75 pts

a quattro giri

7. Pollack, Olaf/Kluge, Roger (Generali Versicherungen) 96 pts

8. Schep, Peter/Mouris, Jens (KIA Motors) 42 pts

9. De Ketele, Kenny/Hester, Marc (Dürkop) 33 pts

a cinque giri

10. Grasmann, Christian/Müller, Andreas (Wolfram Bürokommunikation) 73 pts

a otto giri

11. Zabka, Josef/Kalz, Marcel (LC Weissensee ) 69 pts

12. Kappes, Andreas/Löffler, Stefan (Bloch Catering) 35 pts

a nove giri

13. Kankovsky, Alois/Lazar, Petr (Quality-Hotel Berlin) 36 pts

14. Dörich, Gerd/Teutenberg, Lars (Berliner Rundfunk) 33 pts

a undici giri

15. Graf, Andreas/Musiol, Daniel (W & G Systemhaus) 12 pts

16. Ratajczyk, Rafal/Wiesiak, Mariusz (Rhönsprudel) 18 pts

17. Frey, Sebastian/Meschenmoser, Christoph (Zeilinga) 3 pts

a quindici giri

18. Bach, Christian/Barth, Marcel (Kartinka) 12

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Donne: le ambizioni della Dilà Monticello Spa & Fit

E' la località di Eupilio il punto di ritrovo per la nuovissima formazione Dilà Monticello Spa & Fit, che si sta allenando sulle sponde del Lago di Como, facendo base nella propria casa-ritiro. Il

collegiale del team affidato da quest'anno alla mani esperte di Luca

Maggioni e Luca Parravicini si protrarrà fino alla seconda metà del

mese di febbraio, con un fitto programma di allenamenti, ma anche di

meeting tecnico-organizzativi, nonché incontri con lo staff dirigenziale presieduto da Max Bonanomi.

Durante il raduno, Bonanomi ed i suoi collaboratori metteranno a

punto strategie future: dopo una prima stagione di rodaggio, Dilà

Monticello Spa & Fit (formazione femminile della categoria Donne

Elite) è decisa a realizzare un programma ambizioso che consenta a

questa formazione di attestarsi nell'elite internazionale nel giro di

pochi anni: non a caso il team è stato fin da subito impostato su

criteri di massima professionalità e la stessa fiducia che un grande

marchio aziendale come Dilà Monticello Spa & Fit ha accordato a

Bonanomi conferma la bontà del progetto.

Vera Carrara, due volte iridata della corsa a punti su pista, è

l'indiscussa donna di punta di una formazione costituita da 17 atlete

di otto diverse nazioni, con un giusto cocktail tra giovani

promettenti ed elementi più collaudati. L'esordio stagionale avverrà

in contemporanea tra Svizzera (Gp Brissago) e Italia (Varazze): in

entrambi i casi la squadra cercherà fin da subito il ruolo della

protagonista: due appuntamenti particolarmente importanti per le

atlete che entreranno fin da subito in condizione, come l'iberica

Vilajosana e la danese Rasmussen.

«Partiamo per questa nuova avventura con molto entusiasmo - spiega

Max Bonanomi - ed il lavoro che svolgeremo durante il mese di

febbraio sarà importante per trovare le motivazioni giuste e poterci

concentrare su obbiettivi alla nostra portata. Il Team Dilà

Monticello Spa & Fit è una squadra che deve crescere, ma che già

dispone di pedine molto interessanti: conosco bene Carrara,

Rasmussen, Massaccesi e sono certo della loro voglia di lottare, così

come sono convinto delle buone potenzialità di tutto il nostro

organico, a cominciare da Adamsen, Mustonen, Bornak, Arcangeli, Conca

e Donadoni».

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Qatar: la cronosquadre alla Quick-Step, Tosatto in maglia

La formazione belga Quick Step ha vinto la crono a squadre di Doha valida come prima tappa del Giro del Qatar di ciclismo. La prima maglia gialla della corsa è andata all'italiano Matteo Tosatto. La Quick Step ha così bissato il successo dello scorso anno, chiudendo i 6 chilometri in 6 minuti e 35 secondi. Al secondo posto, a due secondi, si è piazzata la formazione americana Slipstream, mentre il terzo posto a cinque secondi è andato agli olandesi della Skil. Dopo la gara, Tosatto ha ringraziato i compagni di squadra. "Tom Boonen era in testa e ha deciso di lasciarmi tagliare il traguardo davanti a tutti per farmi prendere la maglia di leader in caso di vittoria. - ha detto il 33enne - La prendo, con orgoglio, come ricompensa per il mio servizio alla squadra". Boonen potrà comunque rifarsi domani nella seconda tappa (137,5 km da Al Zubarah a Doha), che lo vede favorito per il probabile sprint finale.

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Mondiali a Le Bandie: un bilancio da record

Rimarrà per molti anni scritto nella storia del ciclismo quello che in questo weekend è avvenuto al Lago Le Bandie di Spresiano (Treviso). Quasi cinquantamila spettatori in due giorni rappresentano lo straordinario bilancio dei Campionati del Mondo di Ciclocross, la prima delle quattro rassegne iridate che l'Italia ospita nel 2008. Un successo organizzativo di enorme portata che conferma la crescente

popolarità del ciclocross nel nostro paese ma anche l'imponente sforzo compiuto dagli organizzatori trevigiani, capeggiati da Remo

Mosole (nella foto), per allestire una manifestazione di assoluta eccellenza che ha entusiasmato i tifosi provenienti da tutta Europa (Belgio e Olanda, in particolar modo) e coinvolto anche coloro anche

solo nell'occasione hanno avuto l'opportunità di apprezzare questa splendida disciplina.

La gara-clou, quella degli Elite che ha concluso la giornata domenicale, è stata uno straordinario concentrato di emozioni ed ha consacrato l'olandese Lars Boom come il vero astro nascente

di questa disciplina. Un podio regale (argento al ceko Zdenek Stybar, mentre la medaglia di bronzo è del belga Sven Nys) ha coronato una gara mozzafiato che fino all'ultimo giro ha avuto una dozzina di atleti in corsa per la vittoria. Tra questi anche l'azzurro Marco Aurelio Fontana, autore di una eccellente prestazione che gli ha

fruttato la sesta posizione. Ed un bravo merita anche Enrico Franzoi, il quale nonostante l'infortunio ha lottato come un leone ottenendo un ottimo tredicesimo posto.

I quattro titoli in palio sono andati a quattro paesi diversi: oltre all'oro dell'Olanda tra gli Elite (che spezza così sette anni di monopolio belga), sono andati sul gradino più alto del podio la Germania (Hanka Kupfernagel ha vinto a Treviso il suo quarto titolo nelle Donne), la Francia (con Arnaud Jouffroy tra gli Junior) e

Belgio (grazie a Niels Albert, nuovo campione degli Under 23). Positivo anche il bilancio dell'Italia che porta a casa anche il bronzo di Cristian Cominelli (Under 23) e il quarto posto di Elia Silvestri (junior).

Unanimi i consensi e i riconoscimenti del successo organizzativo del mondiale trevigiano anche da parte del Presidente UCI Pat McQuaid e

delle numerose autorità presenti (tra le quali il Governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan, il vice Governatore Luca Zaia, il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e il

Presidente del CONI Gianni Petrucci). La giornata finale è stata impreziosita dalla consegna della stella d'oro al merito sportivo a Remo Mosole e dalla spettacolare sfilata di circa 120 campioni

del ciclismo di ieri e di oggi, che ha commosso ed entusiasmato le migliaia di appassionati accorsi al Lago Le Bandie.

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San Luis: l'ultima è di Haedo. A Garrido il successo finale

Si è chiuso il Tour de San Luis con la vittoria parziale di Juan Josè Haedo della CSC e il trionfo finale di Martin Garrido (nella foto), della Palmeiras Resort, che ha conquistato la maglia biancoceleste di leader dopo il primo giorno di gara e, passando per la seconda vittoria personale nella cronometro di venerdì, l'ha portata a casa senza mai dare segno di difficoltà.

L'ultima tappa è stata più tranquilla del previsto, seppur animata nel finale da una fuga a cinque, con l'italiano Davide Frattini, ripresa dal gruppo a 10km dal traguardo. Haedo, che ieri ha compiuto 27 anni, ha vinto in volata la seconda tappa personale in questa corsa davanti a Maxi Richeze e al cubano Gil Cordoves, con il giovane Sacha Modolo al settimo posto.

Il bilancio di questa seconda edizione è più che positivo, seppur con qualche neo: su tutti, le condizioni delle strade, che hanno provocato moltissime forature, e che, dopo dieci minuti di pioggia, divenivano vere e proprie vasche con l'acqua che arrivava a metà ruota. Il livello dei partecipanti è stato alto: da una parte gli argentini che hanno dato tutto per farsi valere nella corsa per loro più importante, dall'altra le squadre europee, che hanno dimostrato, nell'arrivo in salita, di possedere una marcia in più.

Degli italiani, la Zalf Désirée Fior ha corso sempre in testa e ha mandato, giorno dopo giorno, tutti i suoi corridori almeno una volta in fuga. Il migliore è stato Manuele Boaro, settimo in classifica e terzo fra gli under 23, che è sembrato molto migliorato in salita rispetto all'anno scorso, senza tuttavia aver perso smalto nelle prove a cronometro. Ha detto all'arrivo: «Ora come ora sono arrabbiato perché, per colpa degli abbuoni, ho perso il secondo posto nella classifica giovani. Comunque questa corsa per me e per la squadra è stato un vero successo, siamo venuti per fare esperienza e ci siamo tolti delle belle soddisfazioni. Speriamo che qualcuno al piano di sopra mi abbia notato e mi tenga d'ora in poi d'occhio per un passaggio fra i professionisti».

Buone le prestazioni anche dei ragazzi della Solaris Palazzago, più indietro di condizione; peccato per Francesco Ginanni, atteso protagonista e ritiratosi a causa di un'influenza, mentre Manuele Mori si è allenato e nulla più.

Per quanto riguarda i sudamericani, JJ Haedo e Maxi Richeze hanno dimostrato, insieme a Garrido, di essere i più forti in volata, mentre in salita hanno dominato i ragazzi della Diquigiovanni: Carlos Ochoa, primo in classifica GPM, Serpa e Jackson Rodriguez, venezuelano del 1985.

Fra i giovani stranieri, sono da seguire i brasiliani Magno Prado, classe 1986, quinto in classifica, e Alex Correia, del 1985 e gli argentini Gaston Aguero, del 1987, e lo scalatore Alvaro Argiro,'84. Corre già in europa invece Benat Inxhausti, scalatore basco della Saunier Duval nato nel 1986.

da San Luis

Francesco Cerruti

Ordine d'arrivo

1 Juan Josè Haedo ARG (Team CSC) 3h37'07'', media 45,874 km/h;

2 Maximiliano Richeze ARG (Nazionale argentina);

3 Gil Cordoves CUB (Tecos Trek);

4 Gerardo Fernandez ARG (San Luis Argentina);

5 Rob Ruijgh OLA (Team Sparkasse);

6 Leonel Cuni ARG (Mendoza);

7 Sasha Modolo ITA (Zalf Fior);

8 Felix Odebrecht GER (Atlas Romer's Suiza);

9 Maximiliano Badde ARG (San Luis Provincia);

10 Lucas Haedo ARG (Team Colavita).

Classifica finale

1 Martin Garrido ARG (Palmeiras-Resort) 15h31'25'';

2 Gerardo Fernandez ARG (San Luis Argentina) 1'06'';

3 Jorge Giacinti ARG (Scott-Marcondes) 1'09'';

4 Josè Serpa COL (Diquigiovanni-Androni giocattoli) 1'10'';

5 Magno Prado BRA (Scott-Marcondes) 1'11'';

6 Gaston Aguero ARG (Entre rios esco) 1'22'';

7 Manuele Boaro ITA (Zalf Fior) 1'24'';

8 Gabriel Brizuela ARG (San Luis Argentina) 1'28'';

9 David Blanco SPA (Palmeiras Resort) 1'46'';

10 Carlos Ochoa VEN (Diquigiovanni-Androni giocattoli) 1'51'''.

Classifica sprint: Mauro Richeze ARG (Nazionale argentina).

Classifica GPM: Carlos Ochoa VEN (Diquigiovanni-Androni giocattoli).

Classifica giovani: Magno Prado BRA (Scott-Marcondes).

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Pista, nuovo cambio al vertice della 6 Giorni di Berlino

La quarta tappa della Sei Giorni di Berlino verrà ricordata come quella della "rivoluzione". Al comando sono balzati, infatti, i tedeschi Beikirch e Mohs mentre un bel balzo in avanti l'hanno fatto Marco Villa e Danny Stam che, recuperato lo svantaggio in termini di giri, occupano ora la terza posizione nella classifica generale. La corsa resta quanto mai incerta con sette coppie nel giro di due soli giri.

La classifica

1. Beikirch, Andreas/Mohs, Erik (Schultheiss) 137 Pts

2. Fulst, Guido/Lampater, Leif (DKB) 129 pts

3. Villa, Marco/Stam, Danny (Berlin Recycling ) 104 pts

a un giro

4. Risi, Bruno/Marvulli, Franco (Formaxx AG) 143 pts

5. Rasmussen, Alex/Mörköv, Michael (DEMAG Cranes) 141 pts

6. Lademann, Christian/Aeschbach, Alexander (Techem) 121 pts

a due giri

7. Pollack, Olaf/Kluge, Roger (Generali Versicherungen) 127 pts

a tre giri

8. Schep, Peter/Mouris, Jens (KIA Motors) 57 pts

9. De Ketele, Kenny/Hester, Marc (Dürkop) 45 pts

a quattro giri

10. Grasmann, Christian/Müller, Andreas (Wolfram Bürokommunikation) 110 pts

a sette giri

11. Zabka, Josef/Kalz, Marcel (LC Weissensee ) 107 pts

a otto giri

12. Kappes, Andreas/Löffler, Stefan (Bloch Catering) 52 pts

13. Kankovsky, Alois/Lazar, Petr (Quality-Hotel Berlin) 50 pts

a nove giri

14. Dörich, Gerd/Teutenberg, Lars (Berliner Rundfunk) 39 pts

a dodici giri

15. Graf, Andreas/Musiol, Daniel (W & G Systemhaus) 16 pts

a tredici giri

16. Ratajczyk, Rafal/Wiesiak, Mariusz (Rhönsprudel) 28 pts

17. Frey, Sebastian/Meschenmoser, Christoph (Zeilinga) 20 pts

a diciannove giri

18. Bach, Christian/Barth, Marcel (Kartinka) 14

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Donne: oggi a Cittiglio gli ispettori dell'Uci

Nella giornata di oggi i delegati dell’Unione Ciclistica Internazionale saranno a Cittiglio per fare il punto con i dirigenti della Cycling Sport Promotion sull’organizzazione della seconda prova di Coppa del Mondo femminile 2008. La macchina organizzativa procede nel frattempo nel proprio cammino ed il direttivo del team organizzatore ha fissato per sabato 1 marzo la data della presentazione ufficiale dell’evento ciclistico che segnerà, il prossimo 24 marzo, l’inizio degli appuntamenti legati al ciclismo internazionale in provincia di Varese. Ai membri dell’Unione Ciclistica Internazionale, nella sede operativa del team cittigliese al ristorante “La Bussola” di Cittiglio, verrà illustrato nel dettaglio il lavoro svolto dal Comitato Organizzatore sino a questo momento. I dirigenti della Cycling Sport Promotion hanno elaborato una speciale presentazione mettendo in evidenza ogni singolo dettaglio della gara internazionale legata alla “Coppa”. Nella fase di avvicinamento all’evento agonistico del 24 marzo non mancheranno gli eventi collaterali ad iniziare dalla spettacolare presentazione prevista per il primo sabato di marzo, con l’emissione di una cartolina postale dedicata all’evento, per continuare con un opuscolo illustrativo riguardante la competizione e i luoghi toccati dalla gara , con una felpa griffata “Trofeo Alfredo Binda – Comune di Cittiglio” per procedere con una manifestazione che unirà le due ruote a pedali e quelle a motore. “ Attendiamo la visita dei delegati dell’Unione Ciclistica Internazionale - afferma il presidente del team organizzatore Mario Minervino - per illustrare quello che sinora abbiamo effettuato e per ricevere eventuali suggerimenti per allestire al meglio questo appuntamento di caratura mondiale ”.

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Tutto pronto per il II° Meeting Born to Run

E’ ormai tutto pronto per la seconda edizione dello Sport Meeting Born to Run che si terrà il 2 e 3 febbraio a Castel Rigone (Pg), sulle rive del Lago Trasimeno.

L’evento, organizzato dalla A&G Sporting, vuole associare due fattori determinanti ma spesso contrapposti che stanno alla base dello sport, vale a dire la passione e la ricerca scientifica.

Il meeting richiamerà in Umbria numerosi personaggi illustri dello sport, tra cui atleti, preparatori, medici e giornalisti, per dare vita ad una grande due giorni di sport e di discussione.

La manifestazione, con ingresso libero, si aprirà sabato mattina con l’intervento del Ct della nazionale di ciclismo Franco Ballerini, che racconterà le sue grandi esperienze di sportivo, sia come atleta che come tecnico della nazionale, alla guida della quale ha vinto 3 mondiali ed un oro olimpico.

Nella sessione mattutina, alla quale saranno invitati anche i ragazzi delle scuole medie della zona, interverranno poi Andrea Bartali, figlio del mitico Gino Bartali, che racconterà le memorabili gesta del padre, sia come sportivo che come uomo; Beppe Conti, grande giornalista sportivo e straordinario narratore di ciclismo e Benedetta Ceccarelli, campionessa perugina di atletica leggera.

Il sabato pomeriggio sarà dedicato alla preparazione atletica ed avrà un taglio più tecnico. Il tema al centro del dibattito sarà: “Le gambe dell’atleta: segreti, alimentazione, stile di vita, integrazione e allenamento”.

Interverranno personaggi illustri come il Prof. Fabrizio Duranti, medico specialistico in Chirurgia Generale ed esperto di alte prestazioni umane “Human Maximum Performance, che parlerà del circolo virtuoso del benessere e dell’ottimizzazione delle prestazioni agonistiche; Stefano Conti, massaggiatore del settore giovanile del Torino Calcio che interverrà con una relazione sulla prevenzione dagli infortuni nell’atletica ed il recupero post-sforzo nel ciclista; Giovanni Camorani, preparatore atletico e Fabrizio Ravanelli, grande campione di calcio ed oggi straordinario appassionato di ciclismo che parleranno di Roto Press Training e allenamento in ipossia “forzata” attraverso la mascherina F&O .

La due giorni dello Sport Meeting Born to Run si chiuderà domenica mattina con la Coppa d’Inverno Born to Run, manifestazione ciclistica amatoriale che prenderà il via alle ore 10 da Passignano sul Trasimeno e si svolgerà su un percorso quasi interamente pianeggiante intorno al Lago Trasimeno.

Informazioni: www.aegsporting.com - [email protected] - 339.72.34.724

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Ciclocross: a Milano la finale di Coppa del mondo 2009

L'UCI ha designato Milano come sede della prova conclusiva della Coppa del Mondo maschile 2008-2009 che si disputera' tra 12 mesi. Il Memorial Mamma e Papa' Guerciotti, tradizionale appuntamento per gli Elite (non disputato nel 2007 per mancanza di sponsor), si riproporra' come momento decisivo per la Coppa e sara' l'obiettivo primario di Marco Aurelio Fontana, 6/o al mondiale di Spresiano e leader del team Selle Italia-Guerciotti organizzatore dell'evento.

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C'è Pro Action con il Team Lpr

ProAction da oltre 10 anni, nel panorama italiano nell’integrazione alimentare per gli sportivi,ha ribadito la fiducia manifestata negli anni scorsi e sigla la accordo che lega il suo marchio tra i pool di sponsor che accompagnerà il Team LPR di Fabio Bordonali per il 2008.

Grazie alla costante presenza nei campi di gara e la disponibilità di un’èquipe interna composta di esperti nutrizionisti e medici sportivi, hanno permesso alla ProAction di comprendere pienamente l’esigenze e i gusti di chi pratica lo sport, e presentare un catalogo basto di prodotti studiati ad hoc sulle esigenze degli sportivi, sia agonistici che amatori.

Formulazioni esclusive, selezione delle materie prime e grande impegno nel costumer care hanno fatto crescere l’azienda rendendola nota per qualità e professionalità su tutto il territorio nazionale tanto da suscitare interesse anche all’estero.

Oggi ProAction si prepara a varcare i confini ed essere distribuita anche nel resto dei paesi europei.

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La Milano-Sanremo arriverà sul lungomare Italo Calvino

La 99a edizione della Milano-Sanremo, in programma sabato 22 marzo, modifica il suo epilogo: nel 101° anno di esistenza si concluderà sul Lungomare Italo Calvino, all'altezza di Piazzale Dapporto, e non in via Roma, tradizionale traguardo della ''classicissima di primavera'' o in corso Cavallotti come capitò in più occasioni. La novità è legata alla presenza di un cantiere per lo scolmatore in Corso Modello che rende impossibile il posizionamento delle varie strutture logistico-organizzative. Per questo, gli organizzatori di organizzatori di La Gazzetta dello Sport/Rcs Sport hanno deciso di dare inizio a una nuova era della Sanremo con un nuovo arrivo. Il percorso della Milano-Sanremo subirà, nel finale, queste modifiche: giù dal Poggio e in arrivo sull'Aurelia, cioé in corso Cavallotti, la corsa procede sino al rondò Garibaldi, transita per un tratto di via Fiume poi in corso Orazio Raimondo. Alla celeberrima fontana, invece di proseguire in via Roma, la corsa imbocca a sinistra via Nino Bixio, transita dai Giardini Vittorio Veneto e poi si immette sul Lungomare Italo Calvino per raggiungere il traguardo posto sulla carreggiata a monte in piazzale Carlo Dapporto. La distanza complessiva di 294 chilometri resta praticamente invariata.

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Pista: a Berlino sette coppie in lotta per la vittoria

Un nuovo cambio della guardia al vertice, ma soprattutto sette coppie iracchiuuse in soli due giri, disposte a darsi battaglia nell'ultima notte di gara per inseguire il successo nella Sei Giorni di Berlino. È davvero la Sei Giorni delle emozioni, quella della capitale tedesca, che anche ieri sera ha fatto registrare il tutto esaurito sulle gradinate e nella zeriba del velodromo. Tra i pretendenti alla vittoria finale, anche Marco Viulla, che in coppia con Stam occupa la terza posizione della graduatoria.

La classifica

1. Fulst, Guido/Lampater, Leif (DKB) 173 Pts

2. Beikirch, Andreas/Mohs, Erik (Schultheiss) 157 pts

3. Villa, Marco/Stam, Danny (Berlin Recycling ) 129 pts

a un giro

4. Rasmussen, Alex/Mörköv, Michael (DEMAG Cranes) 192 pts

5. Risi, Bruno/Marvulli, Franco (Formaxx AG) 174 pts

6. Lademann, Christian/Aeschbach, Alexander (Techem) 150 pts

a due giri

7. Pollack, Olaf/Kluge, Roger (Generali Versicherungen) 170 pts

a quattro giri

8. Grasmann, Christian/Müller, Andreas (Wolfram Bürokommunikation) 135 pts

9. De Ketele, Kenny/Hester, Marc (Dürkop) 60 pts

10. Schep, Peter/Bach, Christian (KIA Motors) 53 pts

a otto giri

11. Zabka, Josef/Kalz, Marcel (LC Weissensee ) 132 pts

a nove giri

12. Kankovsky, Alois/Lazar, Petr (Quality-Hotel Berlin) 68 pts

a dieci giri

13. Kappes, Andreas/Löffler, Stefan (Bloch Catering) 64 pts

a quattordici giri

14. Graf, Andreas/Musiol, Daniel (W & G Systemhaus) 23 pts

a quindici giri

15. Ratajczyk, Rafal/Wiesiak, Mariusz (Rhönsprudel) 43 pts

16. Dörich, Gerd/ Teutenberg, Lars (Berliner Rundfunk) 39 pts

17. Frey, Sebastian/Meschenmoser, Christoph (Zeilinga) 28

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