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Matxin: la Saunier Duval vi sorpenderà

Ottimista, come sempre, Joxean Fernández Matxin, massimo responsabile sportivo della Saunier Duval - Scott, è pronto per la nuova stagione. Il tecnico basco ha parlato della nuova squadra che è in ritiro a Granada.

Sarà difficile ripetere i risultati della passata stagione…

«Non sarà facile bissare le 29 vittorie del 2007, anche perchè abbiamo rinnovato la squadra, impostando un ricambio generazionale importante e scommettendo su corridori molto giovani, con ben nove di questi sotto i 24 anni».

Linea verde, sarete la seconda squadra più giovane dell'UCI ProTour, un elemento che potrebbe rendere meno competitiva la squadra...

«Sul piano logico è un'analisi corretta, ma sinceramente credo che abbiamo una squadra migliore rispetto al 2007, forse con meno nomi, ma con un grande collettivo. Senza dubbio è partita gente importante, come Millar, Simoni o Ventoso, ma confido nella compattezza del gruppo. E soprattutto diamo fiducia a corridori giovani che, altrimenti, sarebbero più coperti per i leader. Sono convinto che da questo gruppo usciranno alcune stelle del futuro».

Sugli obiettivi per la stagione c'è qualche appuntamento chiave?

«Tutti. Se c'è un elemento che ci caratterizza è la voglia di lottare in ogni competizione. Avremo sempre almeno un paio di corridori desiderosi di puntare alla vittoria in ogni corsa, incominciando dal Tour Down Under (Australia), dalla Vuelta San Luis (Argentina) ed il Tour del Qatar, che sono i nostri primi appuntamenti dell'anno concentrati in una settimana. Logicamente, i grandi giri sono quelli più importanti. Potrebbe sembrare che non abbiamo un leader per le grandi corse, ma io confido in Merchante e Cobo per il Tour, in Piepoli per Vuelta e Giro e, soprattutto, Riccò per il Giro dell'Italia».

Tuttobiciweb.it

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Brixia Tour, il successo sta anche nei numeri...

937.464 spettatori con un 13,48% di share: da fare invidia al Tour de France. Sono questi i dati relativi all’edizione 2007 del Brixia Tour, manifestazione svoltasi nello scorso mese di luglio, tra giovedì 26 e domenica 29. Da un’attenta analisi dei dati emerge in particolare un aspetto: solo il Giro d’Italia e la Milano-Sanremo, tra le corse previste sul territorio nazionale, hanno avuto un seguito di pubblico maggiore a livello di share. Da sottolineare anche che il Brixia Tour 2007, rispetto all’edizione precedente, ha tenuto incollati davanti al video ben 153.087 spettatori in più, con un incremento del 2,48% di share (fonte Rai Marketing). L’evento è stato trasmesso in entrambe le occasioni da RaiTre.

Tuttobiciweb.it

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Torna anche quest'anno il Flaminia Day

Dopo il buon successo ottenuto dall’edizione 2007, con più di 450 partecipanti, il 6 luglio a Civitacastellana torna la Granfondo dei Monti Cimini—Flaminia Day.

L’organizzazione è curata dall’ASD Fortitudo Nepi guidata da Amedeo Formica e Moraldo Adolini: “Stiamo lavorando—hanno dichiarato i due dirigenti viterbesi— per accrescere la partecipazionee lo standard qualitativo già molto elevato. Anche quest’anno saranno presenti al via (ovviamente fuori classifica) i corridori del team professionistico Ceramica Flaminia - Bossini Docce con tutto lo staff al seguito, come sempre tutti molto disponibili per i consigli e le curiosità che da sempre animano gli appassionati nei confronti del mondo dei pro”.

Il percorso di 120 chilometri è leggermente modificato rispetto allo scorso anno. La partenza agonistica sarà data prima della salita di Castel Sant’Elia, dopo una breve sosta davanti lo stabilimento della Ceramica Flaminia. Il percorso prevede poi la salita del Minti Cimini con il muro di San Rocco e arrivo a Civita Castellana, dopo la fatica di Vasanello per un dislivello complessivo di 1400 metri.

L’organizzazione ha predisposto un consistente pacco gara comprendente prodotti tipici locali e tecnici. E’ assicurata inoltre l’assistenza meccanica e sanitaria, tre ristori, le docce e il pasta o party finale. Inoltre saranno sorteggiati numerosi premi importanti. Il vincitore si aggiudicherà anche l’ambito “Memorial Rossano Giallorenzi”, Sfortunato ciclista della provincia di Viterbo.

Il percorso di 65 km, oltre alla salita di Caprarola, non presenta ulteriori difficoltà e si svolgerà ad andatura turistica con premiazione riservata alle società. Una vera e propria novità che corre incontro alle esigenze di molti appassionati!

Il dislivello complessivo è di circa 900 metri. Il pacco gara è comprensivo di ristoro finale, premia sorteggio e premiazione per società.

Il percorso interessa Civitacastellana, Castel Sant’Elia, Nepi, Caprarola, Carbognano, Fabbrica di Roma, Sassacci, quindi ritorno a Civita Castellana.

Per informazioni: FORMICA AMEDEO cell. 3282790512 FAX: 0761559400. MAIL: [email protected]

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il 2008 della Liquigas parte dall'Australia

Bagagli pronti per il Team Liquigas che prepara una lunga trasferta in terra australiana. Allo stage, agli ordini del direttore sportivo Dario Mariuzzo, parteciperanno sette atleti: Valerio Agnoli, Michael Albasini, Kjell Carlström, Mauro Da Dalto, Murilo Antonio Fischer, Vladimir Miholjevic e Ivan Santaromita.

I corridori convocati per l’occasione partiranno dal quartier generale di Cecina (LI) oggi, lunedì 14 gennaio, alla volta dell’aeroporto di Milano Malpensa per giungere domani nella città di Adelaide, sede del ritiro.

Da martedì 22 fino a domenica 27 gennaio, gli atleti prenderanno parte al “Tour Down Under”, battesimo ufficiale della nuova stagione.

Il ritorno in Italia è programmato per mercoledì 30 gennaio all’alba.

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Zomegnan: al Giro riporteremo lo spettacolo serale

Il direttore organizzativo del Giro Angelo Zomegnan sta valutando il possibile rilancio dello show serale nelle sedi di tappa. Durante la consegna a Lissone dell'Ammiraglia d'oro 2007, Zomegnan ha evidenziato la volonta' di tornare ad abbinare l'intrattenimento all'evento agonistico. Per Zomegnan musica e comicita'sono da sempre state 'un valido volano per attirare un'attenzione diffusa a un grande momento di sport itinerante che rappresenta una festa per ogni citta'che lo ospita'.

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Torri: dobbiamo fermare medici, preparatori e tecnici che barano

Ettore Torri, capo della procura antidoping del Coni, è intervenuto oggi ai microfoni de La Politica nel Pallone di Gr Parlamento e le sue parole hanno fatto scalpore: «Eufemiano Fuentes ha sempre dichiarato di voler collaborare e non vedo perché non dovrebbe rispondere alla nostra chiamata. Io cercherò con tutti prima di ottenere la loro presenza e poi di procedere per rogatorie. L'obiettivo deve essere quello di inibire medici, preparatori e allenatori che fanno male allo sport, perché l'atleta non nasce dopato ma viene affiancato da persone che lo convincono a prendere sostanze dannosissime per la salute. Nessuno di noi ce l'ha con gli atleti. Anzi, per noi è un fatto doloroso dover squalificare gli atleti, che sono alla fine quasi delle vittime di questo sistema. Per poter emergere, questi ragazzi vengono convinti che è indispensabile prendere sostanze che aiutano a migliorare prestazioni sportive. Cosa consiglierei a un comitato olimpico straniero? Di copiarci ed essere decisi nel comportamento e non avere scrupoli su chi bisogna colpire. Io ho fatto per 50 anni il magistrato e il procuratore, so benissimo che se non si usano mezzi efficaci e giudizi decisi non si ottiene mai niente, sia nel campo penale che in quello disciplinare».

Torri ha poi parlato di calcio & doping: «Il doping nel calcio è un fenomeno che si sta notevolmente attenuando. Il calcio è un mondo particolare, è lo sport con il maggior numero di controlli, in tutte le partite vengono controllati quattro atleti e c'è un numero bassissimo di casi. Gli atleti hanno capito che non è il caso di ricorrere a sostanze proibite, io mi auguro che sia soltanto questo perché se poi mettiamo in dubbio la regolarità dei controlli e tutto quello che ne deriva si fa crollare tutto il sistema. Le analisi, io me ne occupo anche in prima persona, vengono effettuate attraverso medici preparati e funzionari che ne controllano la regolarità. Mi pare che si possa dire che nel calcio il fenomeno del doping si sta notevolmente attenuando».

Tuttobiciweb.it

Inviato

È ufficiale: Martinez correrà con Amore&Vita McDonald's

E' ufficiale, oggi l'UCI ha dato l'ok definitivo per Miguel Martinez all'Amore & Vita - McDonald's.

«Questa notte dormirò con la bellissima maglia della squadra Amore e vita - McDonald's. Erano quattro anni che aspettavo di ritrovare un posto in una squadra professionistica e voglio prendere il sonno con la mia nuova divisa. Ivano Fanini ha coronato il mio sogno. Ah...è vero, non mi sono ancora presentato! Mi chiamo Miguel Martinez, ho 32 anni, sono francese di origini spagnole e sono un ciclista professionista. Ho vinto circa 400 corse fra corse su strada e MTB. Sono stato campione olimpico di MTB a Sidney (il presidente della Repubblica Jacques Chirac mi premiò con la Légion d'honneur - il più alto ricoscimento per un cittadino francese: i poliziotti francesi si scusano sempre quando mi fermano per un controllo della patente!, ndr) e poi quattro volte campione del mondo della specialità. Ho pure vinto una maglia iridata in ciclo-cross. Bene, penso che abbiate capito la passione che nutro per questo sport... Ho la gioia di essere il padre di due bellissimi bambini, Lenny (5 anni) e Andrea (2 anni e mezzo, l'ho chiamato Andrea, credeteci o meno, perché Andrea Tafi è stato come una chioccia per me quando passai professionista alla Mapei...). Mia moglie è un ex-top model francese, si chiama Laurence. Se torno in gruppo con tanta grinta, è anche per loro.

«Il ciclismo è la mia vita da sempre. Sono nato in una famiglia che mastica bici dalla mattina alla sera. Mariano Martinez, mio papà, si era contraddistinto al Tour del 1978 vincendo la maglia a pois di miglior scalatore. Nel 1974, a Montreal, era salito sul podio dei mondiali dietro a Eddy Merckx e Raymond Poulidor, scusate se è poco. Mio fratello più giovane, Yannick, non scherza neanche lui: ha vinto la Milano-Sanremo juniores nel 2006, in volata, lasciando a una decina di metri i suoi rivali, fra cui il campione del mondo juniores Diego Ulissi. Mi sembra di aver sempre pedalato. Mio padre mi portava alle corse ogni fine settimana: correvo (e spesso vincevo) il sabato, poi pulivo il miei pantaloncini nei fiumi e dormivo in macchina. Non mi impediva di rivincere la domenica!

«Mi hanno soprannominato "Mini-Mig" perché sono un concentrato di forza: peso 54 chili per un 1,64 di altezza. In discesa sono un po' pazzerello, non temo nulla, mi butto a capofitto. Un giorno, Paolo Fornaciari mi si avvicinò per dirmi: " ma senti, conosci il pericolo?" Alla Vuelta, in una tappa da lupi su strade ghiacciate, scendevo forte lo stesso e avevo addirittura superato la macchina dell'organizzazione che apriva la strada! Sono già stato professionista, due stagioni, 2002 e 2003, alla Mapei e alla Phonak, un team svizzero. Prima di farmi firmare alla Mapei, mi fecero un test: avevo i valori fisiologici più alti con Paolo Bettini e l'australiano Cadel Evans, secondo al Tour 2007... Ma a parte aver staccato più volte tutti - anche durante le tappe del Tour 2002 - e aver vinto la classifica di miglior scalatore al Giro del Mediterraneo, non sono riuscito a vincere come nel MTB perchè mi sono sempre rifiutato di entrare nel sistema dell'aiuto farmaceutico. Nel ciclismo di allora, era dura farsi largo senza ingannare come lo hanno dimostrato le varie confessioni di corridori pentiti. Grazie alla fiducia di Ivano Fanini, ci riprovo nel 2008 perché penso che la situazione del ciclismo agonistico sia migliorata grazie agli sforzi dell'ambiente per porre un fine a pratiche vergognose. Sono molto credente in Dio e non posso immaginare un giorno di barare. Vado anche a fare ritiri spirituali in un monastero francese. Da l'età di 16 anni fino a 23, mi recavo spesso im un seminario per parlare con i preti (in quel periodo meditavo di diventarlo a mia volta). Quando passo davanti alle chiese, stranamente, spesso si mettono a suonare le campane. Chiedete pure a chi pedala con me... Ve lo confermeranno.

«Nel 2008, voglio ricambiare la fiducia di Ivano Fanini e dell'Amore e Vita McDonald's mettendomi in evidenza nelle gare su strada e andando a vincere una quinta maglia iridata di MTB al mondiale in Trentino. A 32 anni ero troppo giovane per smettere di pedalare ad alto livello. E nonostante il 22 novembre scorso mi sia operato di appendicite degenerata in peritonite, ieri in allenamento sulla salita di Monte Marcello in Versilia - dove mi allenavo con alcuni miei compagni - ho staccato con la mia bici da cross alcuni atleti del team Milram. Con l'Amore e Vita McDonald's vi sorprenderò! Scommettiamo?».

Miguel Martinez

Tuttobiciweb.it

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Quattro anni a Carlino

per la morte di Pantani

Condannato l'ex manager di discoteche. Assolta Elena Korovina, gli altri imputati a processo avevano patteggiato. Mamma Tonina: "Ci sono ancora troppi misteri, voglio la verità"

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Marco Pantani, vincitore del Giro e del Tour nel 1998. Ansa

RIMINI, 14 gennaio 2008 - Quattro anni e sei mesi per Fabio Carlino, ex manager di discoteche, condannato per spaccio e morte come conseguenza dello spaccio, più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e 300 mila euro ai genitori di Marco Pantani per danni morali. Assoluzione per non aver commesso il fatto per Elena Korovina, modella e prostituta russa, accusata di spaccio. Dopo cinque ore di arringhe fra pubblico ministero, avvocati dell’accusa e della difesa, e dopo tre ore di camera di consiglio, è stata emessa la sentenza sulla morte del Pirata, avvenuta il 14 febbraio 2004 per overdose di cocaina nel Residence le Rose di Rimini.

"TROPPI MISTERI" - Era l’ultimo capitolo del processo che riguardava la tragica fine del vincitore del Giro e Tour nel 1998. Gli altri imputati - gli spacciatori Fabio Miradossa, Ciro Veneruso e il peruviano Ramirez Cueva, oggi liberi - avevano patteggiato la pena con condanne da quattro anni e 10 mesi a un anno e 11 mesi. Ma non finisce qui. Perché contemporaneamente alla chiusura del procedimento alla Procura di Rimini, sono cominciate le indagini della Procura di Forlì. E a questa si affidano le speranze dei genitori di Pantani. Mamma Tonina: "Ci sono ancora troppi misteri. A cominciare da quello che è successo fra il 9 febbraio, quando mio figlio ha acquistato cocaina, al 14 febbraio, quando è morto per edema polmonare e cerebrale. Cinque giorni in cui probabilmente hanno agito altre persone e altre sostanze. L’espianto del cuore, la mancanza di rilevamento delle impronte digitali, i segni sul suo corpo... Ma non mi arrendo. Voglio la verità". Papà Paolo: "Speculavano su mio figlio quando era vivo, continuano a speculare su mio figlio anche da quando è morto. Vogliamo che sia rispettato, che sia rivalutato".

Gazzetta.it

Inviato

Le ambizioni della Miche - Silver Cross

Lo sprinter isontino Enrico Degano, diventato faentino d’adozione per motivi sentimentali, è verosimilmente il tassello che mancava, unitamente al pieno recupero di Przemyslaw Niemec, lo scalatore polacco rimasto praticamente al palo per quasi tutta la passata stagione per i postumi di un incidente stradale. La Miche-Silver Cross presenta un organico di tutto rispetto allo start della stagione 2008, nata ufficialmente in una temperata notte di gennaio al Bobo Disco Dinner Club di Misano Adriatico, quando le famiglie Michelin e Signorini hanno scoperto assieme i 15 elementi messi assieme per gareggiare con la tradizionale casacca nero-arancio da Marco Tozzi e Mauro Tognaccini, indissolubile accoppiata toscana che dal 1992 ha iniziato un percorso ben presto supportato dalla trevigiana Miche. “L’ossatura è praticamente rimasta quella della passata stagione. Anno non particolarmente vincente e fortunato, ma comunque chiuso con un bilancio positivo – spiega Tognaccini -. Niemec che solitamente ci assicura un discreto numero di successi non ha corso. Ma nonostante questo, quasi un centinaio di volte siamo entrati nell’ordine d’arrivo delle gare a cui abbiamo partecipato e siamo andati a segno sei volte”. Brilla il Giro di Romagna centrato da Serri e le due tappe del Bulgaria incassate da Muto e Szczawinski.

“La nostra ormai non è più un’avventura, ma una certezza. – puntualizza Tozzi –. Avere la fortuna di rappresentare dal 1995 il marchio Miche nel ciclismo è quasi un privilegio, considerato il frequente turnover di sponsor sulle maglie dei team. Siamo una della poche squadre che ha confermato in blocco l’organico della stagione precedente, perché soddisfatti dai risultati ottenuti nonostante l’assenza di Niemec che da solo, con le sue vittorie e piazzamenti, solitamente salvava il bilancio dell’annata. E’ arrivato Degano che va colmare una piccola lacuna che avevamo negli ultimi 500 metri quando il polacco Szczawinski restava al vento. Ora con questi due uomini in caso di arrivo allo sprint abbiamo buone possibilità di ottenere il risultato pieno. Sarà importante gettare ulteriori basi per un 2009 di grandi sorprese”.

La Miche può contare sui fedelissimi Muto e Carta, ai quali si aggiungono il grimpeur pesarese Massimo Giunti (“Voglio partire col piede giusto. Al Mediterraneo vorrei essere con i migliori sul Mont Faron”) che andrà alla caccia della prima vittoria dopo 10 anni tra i professionisti, il faentino Eddy Serri (“Sarò sempre al servizio della squadra, ma sempre pronto a colpire magari per il bis al Romagna”) tornato al successo nel 2007 dopo tre anni di digiuno e il salernitano Mariano Giallorenzo che nel palmares ha la singolare vittoria di una tappa al Tour du Sénégal 2004. Tra i neopro è stato ingaggiato il sardo Stefano Usai: “Siamo convinti che Stefano ha le caratteristiche per ben figurare, deve fare solo esperienza. Se la sua volontà è quella di fare il corridore lo vedremo sicuramente nel futuro”.

Degano (ex Barloworld) a caccia del riscatto (“piccoli problemi personali hanno influito negativamente nell’ultima stagione ma sono più che motivato a ripartire e dire grazie alla mia maniera e cioè vincendo a chi mi ha dato fiducia“) ed i neoprofessionisti Persichetti (ex Fracor), Usai (ex Palazzago), e il polacco Ziolkowoski sono i volti nuovi. Confermati Cardellini, D'Andrea, Giunti, Muto, Niemiec, Giallorenzo, Serri, Szczawinski, con Capelli, Celli e Carta che rientrano tra i ranghi dopo essere stati dirottati alle granfondo.

Il debutto Miche Silver Cross avverrà all'Etoile des Bessèges in Francia dal 6 al 10 febbraio.

Tuttobiciweb.it

Inviato

I cinquant'anni di Silvano Contini

Cinquanta anni, oggi, Silvano Contini, è ancora primattore, lì. 43 vittorie, dal '78 al '90, Contini da Leggiuno resta a decantare nel ricordo una stagione da autore: quel “1982”...

Lui, il delfino di Gimondi, stipite Bianchi, il pupillo di Giancarlo Ferretti, maglia bianca al suo primo Giro, nel '79, rimane infatti emblematicamente protagonista di una vittoria e di un insuccesso che reclamano ancora applausi e valutazioni, in quella primavera-estate del 1982.

Contini è, innanzitutto, una domenica di aprile, pioggia e neve in Belgio, tempo di ciclismo e di lupi, Liegi-Bastogne-Liegi, classica al quadrato, quando va a sconfiggere in una volata di abilità, da urlare solo dopo il traguardo, un favorito dichiarato come Fons De Wolf, con Mutter e Criquelion in scia. Una domenica di aprile, scomparsi gli altri sulla Cote de Forges, Van der Velde e Roche, De Vlaeminck e Grezet, abbrunati un po' come il calcio ed i talk-show primordiali dell'epoca, Contini che

perfora il video...E Gianni Minà, Raidue, che pure avrebbe improbabilmente chiesto la linea dallo studio di Roma. «E mi ricordo ancora...» E Contini diventa, un mese e mezzo dopo, al Giro d'Italia, l'alfiere della avventura biancoceleste - un tridente discusso, quella Bianchi, con Baronchelli e Prim -, all'assalto di Bernard Hinault. Ed è allora la cavalcata wagneriana di Boario Terme, quando i tre moschettieri della Bianchi, con l'ausilio del metallo antico di Van Impe e del talento acerbo di Groppo, distanziarono alla grande il campione francese, isolato, in maglia rosa. E Contini in tripudio avrebbe indossato, per un pomeriggio ed una notte almeno, il “rosa” preferito dagli italiani.

Fino all'indomani, appunto, alla tappa breve con arrivo in salita, a Monte Campione. Lì, in un orgoglioso e devastante contrattacco, Bernard Hinault, quel 2 giugno - una Festa della Repubblica italiana a sancire alll' incontrario una Monarchia francese -, sbriciolò letteralmente la concorrenza, Van Impe, Baronchelli e Wilson, gli ultimi a cedere, il nostro Contini avrebbe perso senza difesa alcuna il primato: tre minuti e mezzo di distacco... Ed in quel Giro, il secondo vinto da Hinault, Contini avrebbe patito un ultimo dispiacere ancora, nella cronometro conclusiva di Torino, con il compagno di squadra Prim a soffiargli per una inezia pure il secondo posto.

Ma oggi, ad onorare i suoi cinquanta anni, è infinitamente più giusto illuminare ancora quel trionfo di Liegi. E con lui, il ragazzo Contini, condividere la telefonata da appassionato offeso alla Gazzetta di quel pomeriggio: «ma perchè Minà, per dare spazio ad un cantante, ha tolto il video a Contini e la voce a De Zan?».

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La Diquigiovanni festeggia la sua Ammiraglia d'Oro

E' stata assegnata alla Diquigiovanni - Selle Italia l' Ammiraglia d'oro 2007. Una speciale giuria ha infatti scelto la formazione diretta da Gianni Savio e Marco Bellini per la miglior conduzione tecnica nella passata stagione. Oltre ai 32 successi che hanno portato la squadra al vertice mondiale nella graduatoria per vittorie, hanno decisamente pesato le affermazioni di Alessandro Bertolini, vincitore per il secondo anno consecutivo della Coppa Agostoni.

Per la giuria della società Mobili Lissone, la Diquigiovanni - Selle Italia ha preceduto due squadre Pro Tour: la Quick Step del Campione del mondo Paolo Bettini e la Liquigas della maglia rosa Danilo Di Luca. Per Savio e Bellini, un successo al fotofinish.

Presenti alla manifestazione, oltre ad un folto pubblico, personaggi di rilievo del mondo ciclistico quali il 'leone delle Fiandre' Fiorenzo Magni e il Direttore del Giro d'Italia Angelo Zomegnan, entrambi premiati dalla Mobili Lissone.

Nella foto Soncini, al termine della manifestazione, i premiati: lo sponsor Lino Diquigiovanni, della omonima industria vicentina, i tecnici Gianni Savio e Marco Bellini e l'azzurro Alessandro Bertolini con il Presidente Romano Erba.

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Il 2008 di Bennati parte dal Sudafrica

Sarà il Sudafrica, il palcoscenico per il debutto in maglia Liquigas di Daniele Bennati. Una challange di 5 giorni, dal 2 al 7 febbraio, che sarà preceduta da un ritiro collegiale di circa dieci giorni. Un’occasione ideale per riprendere piano, piano confidenza con le ruote veloci del gruppo.

Debutto sulle strade italiane pochi giorni più tardi, nella Tre Giorni della Provincia di Grosseto, l’inedita breve gara a tappe organizzata da Adriano Amici dal 15 al 17 febbraio.

«L’apertura sarà per me un periodo cruciale - sottolinea il velocista aretino -. Se voglio essere competitivo alla Sanremo ed al Fiandre, sarà importante partire subito con il piede giusto».

Quest’anno Bennati potrà finalmente essere al via del Giro d’Italia ma, per un atleta con le sue caratteristiche, i primi due mesi agonistici saranno fondamentali. L’avvicinamento alle prime due grandi classiche del calendario, proseguirà lontano dall’Italia: Vuelta Valenciana e Parigi-Nizza nell’ordine. Sanremo e Fiandre, due grandi appuntamenti nei quali Daniele non ha mai nascosto di puntare al risultato pieno. Lo scorso anno però, il Fiandre, al di là dei tatticismi di squadra, conseguenti all’allungo poi vittorioso di Alessandro Ballan, misero in mostra un Bennati davvero tonico, molto diverso da quello un po’ appannato, visto due settimane prima sul traguardo di Via Roma.

«Alla Parigi-Nizza fui costretto al ritiro a causa di problemi gastro intestinali - ricorda il velocista della Liquigas -. Un virus fastidioso che ha influito poi sul mio rendimento alla Sanremo. Sulla Cipressa le sensazioni erano ancora buone, ma sul Poggio ero effettivamente un pochino appannato e non sono riuscito ad affrontare la discesa nelle migliori posizioni, compromettendo alla fine, lo sprint decisivo. Al Fiandre invece, ero riuscito a recuperare completamento. Quel giorno stavo davvero bene. Penso comunque di aver contribuito anch’io al successo di Alessandro».

Ma quali, tra i due grandi appuntamenti, stuzzica maggiormente il cuore di Daniele?

«Il Fiandre è una gara che mi ha sempre affascinato, forse la corsa che mi piace di più in assoluto. La Sanremo però, è la classica per eccellenza. La sua collocazione nel calendario, il suo itinerario verso il mare le attribuisce un qualcosa di magico. Difficile scegliere tra queste due grandi corse. L’importante sarà stare bene e alla fine, lasciare il segno».

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Keisse-Bartko tornano al comando della 6 giorni di Brema

Si succedono i colpi di scena al velodromo di Brema: se la quarta notte di gara era stata caratterizzata dagli attacchi delle coppie Risi-Marvulli e Villa-Stam, la quinta ha visto gli attacchi continui di Bartko-Keisse e Zabel-Lampater, coppie che si sono letteralmente scatenate tornando al comando della classifica generale. E stasera, nella notte decisiva, ci saranno fuochi artificiali in pista...

La classifica

1 Bartko & Keisse punti 347

2 Zabel & Lampater punti 346

a un giro

3 Risi & Marvulli punti 296

4 Villa & Stam punti 245

a tre giri

5 Beikirch & Mohs punti 243

a nove giri

6 Van Bon & Pronk punti 194

a undici giri

7 Terpstra & Bach punti 171

a dodici giri

8 De Fauw & Müller punti 198

a quindici giri

9 Lademann & Hester punti 178

10 Kappes & Aeschbach punti 164

a diciannove giri

11 Fulst & Musiol punti 185

a venti giri

12 Dörich & Frey punti 139

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Cresce l'attesa per il Trofeo Laigueglia 2008

Il Trofeo Laigueglia torna puntuale ed anche quest’anno si propone come rampa di lancio della nuova stagione ciclistica. L’appuntamento sulla Riviera di Ponente rimane un richiamo irresistibile per gli sportivi, soprattutto quest’anno che la manifestazione verrà disputata durante il fine settimana e più precisamente sabato 23 febbraio.

Anche la Rai ha deciso di dare rilievo alla gara trasmettendo la corsa sul canale terrestre: un’opportunità in più per gli amanti del ciclismo per vivere da vicino questa splendida gara.

La 45a edizione del Trofeo Laigueglia si ripropone nella sua ormai consolidata formula che ne ha decretato il crescente successo degli ultimi anni: le due arrampicate sul Passo del Ginestro e quindi il trampolino finale rappresentato dal Passo del Balestrino, prima dell’arrivo sulla Via Aurelia dopo 183,3 km di corsa. Si tratta di un tracciato come sempre spettacolare e tecnicamente molto impegnativo, adeguato ad un livello di preparazione atletica che a fine febbraio non può ancora essere quello ottimale.

Gli organizzatori stanno ancora raccogliendo le adesioni, ma si prevede già da ora una eccellente partecipazione. Non mancheranno di certo nei prossimi giorni buone notizie in merito a campioni di grido che avranno confermato la propria presenza al via.

Il Comune di di Laigueglia e gli organizzatori confidano in un vincitore di grande prestigio che vada ad iscrivere il suo nome vicino a quello dei grandi campioni stranieri (Merckx, Maertens, Knudsen, De Vlaeminck, Sorensen, Richard, Armstrong, Museeuw, Vandenbroucke) ed italiani (Bitossi, Dancelli, Zilioli, Baronchelli, Gavazzi, Saronni, Bartoli, Savoldelli, Di Luca, Pozzato, Ballan) che in passato hanno vinto questa importante corsa.

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Donne. Un nuovo tecnico per la Chirio: è Francesco Fabbri

Il laziale Francesco Fabbri, proveniente dalla Safi-Pasta Zara, da quest’anno affiancherà Antonio Fanelli sull’ammiraglia della Chirio-Forno d’Asolo. Residente a Lariano (Roma), Fabbri è il tecnico che ha “scoperto” la campionessa del mondo in carica Marta Bastianelli, sua conterranea, che ha accompagnato come preparatore atletico dalle prime pedalate fino alla conquista della maglia iridata 2007.

L’ampliamento della direzione tecnica si è reso necessario in considerazione del grande impegno che nel 2008, anno olimpico, attende la Chirio Forno d'Asolo, che si ripresenta sulla scena agonistica con una formazione forte ed agguerrita.

L’intenso programma stagionale, che si è aperto lo scorso 6 gennaio con la splendida vittoria ottenuta da Uenia Fernandes a Rio de Janeiro nella Coppa America, prevede infatti la partecipazione alle più importanti corse a tappe del panorama internazionale (Giro d’Italia, Tour de France, Giri di Polonia e di Toscana), alle prove di Coppa del Mondo, ai Giochi Olimpici di Pechino e ai Campionati del mondo.

L’organico della Chirio-Forno d’Asolo 2008 è composto da 18 atlete iscritte all’Uci, capeggiate dalle ucraine Tatiana Stiajkina e Alyona Andruk, dalle gemelle lituane Rasa e Jolanta Polikeviciute e dalla brasiliane Clemilda e Uenia Fernandes. Completano la squadra 6 atlete iscritte alla Fci a livello nazionale.

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Ivan Basso si è allenato sulle nevi di Dolomiti Stars

La scorsa settimana gli occhi più attenti avranno certamente notato la presenza di Ivan Basso sulle nevi di Dolomiti Stars.

Il ciclista varesino, vincitore del Giro d’Italia 2006, ospite presso il rifugio Cima Uomo al Passo San Pellegrino, ha infatti scelto la splendida cornice offerta dalla ski area Falcade-Passo San Pellegrino in Provincia di Belluno per iniziare nel migliore dei modi il 2008, trascorrendo qualche giorno in assoluta tranquillità assieme alla moglie Micaela e ai figli Domitilla e Santiago.

Non una semplice vacanza quella di Basso, ma un vero e proprio soggiorno lontano da occhi indiscreti per ritrovare la serenità turbata dai problemi trascorsi nel 2007 e liberarsi da ogni pensiero. Cima Uomo rappresenta la location ideale, una struttura a gestione familiare confortevole che si affaccia direttamente sulle piste come una finestra sulle Dolomiti. A Cima Uomo nel rifugio gestito dalla famiglia Vendruscolo ci si sente come a casa propria, lontani dalla vita mondana delle mete più prestigiose della montagna, ma coccolati come in una baita di montagna.

Solitamente in questo periodo dell’ anno i ciclisti sono impegnati con le squadre per la preparazione della nuova stagione ma, visto che per quest’anno dovrà ancora stare lontano dagli impegni agonistici, Basso ha deciso di fare un' esperienza diversa. Ivan conosce bene le montagne i passi di Dolomiti Stars, per averli affrontati in bicicletta moltissime volte, ma questa volta ha potuto apprezzarli a pieno in versione sciatore.

Ivan infatti ha effettuato sotto la guida esperta di Renzo Minella, responsabile marketing di Dolomiti Stars, in compagnia di altri amici e tifosi delle affascinanti escursioni con gli sci da alpinismo nell’ area del Col Margherita, affrontando ogni giorno dislivelli di 1000/1500 mt. Il pomeriggio poi allenamenti in bicicletta sui rulli, mentre la figlia Domitilla ha approfittato per muovere i primi passi con gli sci e la moglie Micaela ha accompagnato il piccolo Santiago tra i giochi del kindergarten di Passo San Pellegrino.

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Gerolsteiner, c'è un problema Schumacher

La Gerolsteiner ha riconosciuto ufficalmente l'esistenza di un problema-Schumacher. Il capitano della formazione tedesca aveva avuto un incidente d'auto all'inizio di ottobre e la polizia tedesca aveva trovato tracce di anfetamine e alcool nel suo sangue. «Non possiamo archiviare la questione come se nulla fosse - ha spiegato Hans-Michael Holczer, manager della Gerolsteiner, in occasione della presentazione del suo gruppo per il 2008 - Stiamo parlandone all'interno del team, per il momento non posso dire di più»

Anche se la Federazione tedesca ha fatto sapere che non prenderà provvedimenti, il corridore potrebbe essere sospeso dal suo gruppo.

Tuttobiciweb.it

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Tinkoff al lavoro pensando al Qatar

Prosegue a buon ritmo il lavoro di rifinitura della Tinkoff Credit Systems in previsione della nuova stagione agonistica su strada.

La formazione del banchiere Oleg Tinkov è da una settimana a San Vincenzo, Toscana, sulla Costa degli Etruschi, dove sta concretizzando al meglio un programma ben delineato e in sintonia con le esigenze dei tecnici Maini, Konischev e Cozzi.

”Siamo a buon punto - confessa Maini – e i ragazzi rispondono bene alle nostre sollecitazioni: l’intento è quello di lavorare bene per

raggiungere un peso forma ed una condizione ottimale che possa permetterci di poter essere subito all’altezza nelle corse d’inizio stagione”.

Intanto si avvicina il giorno del debutto in gara per la Tinkoff Credit Systems, che correrà il Giro del Qatar, in programma dal 27 gennaio al 1° febbraio, con i seguenti atleti: il sardo Alberto Loddo, i russi Alexander Khatuntsev, Sergey Klimov, Alexander Serov, Nicolay Trusov e Nikita Eskov, il tedesco Alexander Gottfried e il neoprofessionista campano Bernardo Riccio. La squadra sarà diretta da Orlando Maini e dal general manager Stefano Feltrin.

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ARD: corridori clienti di una banca del sangue austriaca

Nuove cattive notizie arrivano dalla Germania: tre ciclisti della Rabobank - Michael Rasmussen, Michael Boogerd e Denis Menchov - sarebbero "clienti" di una banca del sangue austriaca recentemente segnalata alle autorità dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping. Secondo l'emittente tv ARD i 3 ciclisti si sarebbero rivolti alla struttura nella quale, in base ad informazioni raccolte dalla Wada, verrebbero eseguite pratiche dopanti. Alla banca del sangue si sarebbero rivolti nel complesso 30 atleti: il gruppo comprenderebbe anche fondisti e biathleti che si sarebbero sottoposti ad autoemotrasfusioni.

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Korff approda alla Volksbank

A 34 anni il tedesco André Korff non ha perso la voglia di gettarsi nelle volate e ha trovato un nuovo contratto: nel 2008 vestirà infatti la maglia della Volksbank. Ad offrirgli un contratto annuale - dopo che per quattro stagioni Korff ha difeso i colori della T-Mobile, è stato il manager Kofler che lo ha voluto affiancare al suo ex compagno Olaf Pollack, lo scorso anno alla Wiesenhof.

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Belda e sei corridori contro il governo valenciano

Vicente Belda, ex direttore sportivo della Comunidad Valenciana, e sei corridori che facevano parte di quella squadra, hanno deciso di citare in giudizio la Generalitat Valenciana, vale a dire il governo della regione, per inadempienza contrattuale.

Il governo regionale, che sponsorizzava la squadra, ha deciso di interrompere la partnership al termine del 2006, dopo lo scoppio dello scandalo Operacion Puerto, nonostante i contratti firmati anche per la stagione successiva. Vicente Belda, Rubén Plaza, Vicente Ballester, Oleg Chuzhda, Javier Cherro, David Muñoz e Juan Gomis avevano trovato un accordo per ricevere parte degli emolumenti del 2007 ma questi soldi non sarebbero mai arrivati.

Tuttobiciweb.it

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Korff approda alla Volksbank

A 34 anni il tedesco André Korff non ha perso la voglia di gettarsi nelle volate e ha trovato un nuovo contratto: nel 2008 vestirà infatti la maglia della Volksbank. Ad offrirgli un contratto annuale - dopo che per quattro stagioni Korff ha difeso i colori della T-Mobile, è stato il manager Kofler che lo ha voluto affiancare al suo ex compagno Olaf Pollack, lo scorso anno alla Wiesenhof.

Tuttobiciweb.it

La Volksbank ha fatto una grande campagna acquisti, complimenti a loro!

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"Boogerd e Menchov

a Vienna con Rasmussen"

Secondo la tv tedesca i tre ciclisti sarebbero stati clienti del laboratorio Humanplasma di Vienna insieme a campioni del biathlon e del fondo. Per la Wada si tratta di una vera centrale del doping

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Denis Menchov, 29 anni, professionista dal 1999. Reuters

BERLINO (Germania), 15 gennaio 2008 - Il danese Michael Rasmussen, escluso dal Tour 2007 mentre era in maglia gialla, sarebbe stato uno dei ciclisti professionisti che facevano abitualmente ricorso ai servizi di un laboratorio austriaco nel mirino dell'agenzia mondiale antidoping, la Wada. Lo sostiene in una sua inchiesta il canale televisivo tedesco Ard. Secondo l'emittente Rasmussen e due suoi ex compagni nella Rabobank, l'olandese Michael Boogerd ed il russo Denis Menchov (vincitore dell'ultima Vuelta), avevano lasciato sacche del proprio sangue nel laboratorio in questione, per poi farne uso al momento opportuno.

ANCHE MENCHOV - Il 25 luglio scorso Rasmussen era stato invitato a lasciare il Tour, mentre era in maglia gialla, proprio dalla Rabobank, che gli contestava di aver mentito a proposito della sua presenza in Messico e del fatto di aver saltato alcuni controlli. Il canale pubblico tedesco chiama in causa anche l'austriaco Georg Totschnig, che nel frattempo si è ritirato, ed un totale di trenta sportivi di alto livello, "tra cui alcuni di nazionalità tedesca".

ALTRI SPORTIVI - Ard riferisce anche che alcuni "dei migliori specialisti in assoluto" del biathlon e dello sci di fondo hanno ugualmente fatto ricorso ai servizi del laboratorio Humanplasma di Vienna, indicato mesi fa dall'ex presidente della Wada Dick Pound come uno dei "centri di approvvigionamento" di sostanze proibite da parte di atleti che baravano.

Gazzetta.it

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Caso Pantani: ascoltato in Procura Vittorio Savini

Dopo la condanna pronunciata ieri a Rimini, l'inchiesta di Forlì sul caso Pantani prosegue. Oggi è stato sentito per circa un'ora in Procura a Forlì, da funzionari di polizia giudiziaria, il fondatore ed ex presidente del Club Magico Pantani, Vittorio Savini, amico storico del campione, che il giorno dopo i fatti di Madonna di Campiglio, con lo stop del Pirata per ematocrito alto - ricevette sul cellulare una telefonata anonima. «È meglio per Marco che sia andata cosi', perche' a Milano lui non ci arrivava...», disse una voce maschile con accento meridionale, prima di riattaccare.

Una telefonata che ora è all'attenzione della magistratura forlivese, che ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo i numerosi appelli della mamma del campione di Cesenatico, Tonina, la quale in diverse occasioni, nel corso di questi anni, si è detta convinta che Marco - trovato morto il 14 febbraio 2004 in un residence a Rimini per overdose di cocaina - sia stato ucciso. Il Procuratore forlivese, Marcello Branca, ha deciso di compiere accertamenti, puntando l'attenzione anche su quella telefonata.

«Potrebbe essere stata anche la chiamata di un mitomane - ha commentato Savini con i giornalisti, senza entrare nei dettagli del colloquio in Procura - ma potrebbe aver avuto anche a che fare con il mondo delle scommesse clandestine». Proprio a quell'ambiente si richiamò nei mesi scorsi Renato Vallanzasca, il bandito della Comasina, che in una lettera a Tonina Pantani scrisse di essere stato invitato in carcere da un amico, pochi giorni prima di Madonna di Campiglio, a scommettere sul vincitore del Giro che sicuramente non sarebbe stato Pantani. La madre del Pirata dovrebbe essere sentita venerdì a Forlì nell'ambito dello stesso filone di accertamenti.

Tuttobiciweb.it

Inviato

La squalifica di Di Luca è stata un danno per tutto l'Abruzzo

"Danilo Di Luca è stato oggetto di attacchi stampa sconsiderati, suggeriti evidentemente da altri. Il suo è davvero l'unico caso al mondo di squalifica per «conoscenza e frequentazione»: si tratta di un danno alla Regione, all'Abruzzo. Mai sentito di una squalifica per questi casi: si condanna la gente per presunzione, per ipotesi, si creano così categorie di reati 'diversi', senza prove". Enrico Paolini, assessore allo sport della Regione Abruzzo nonché vicepresidente della Giunta, lancia attraverso l'agenzia Ansa un attacco duro al procuratore antidoping del Coni Ettore Torri, che a margine dell'inchiesta Oil for Drugs ha squalificato per tre mesi la maglia rosa 2007 per i suoi rapporti con il medico di Cepagatti Carlo Santuccione.

"E che dovevano fare, in un paese di 10 mila abitanti, ignorarsi? Specie in considerazione del fatto che Danilo conosce quel medico da che aveva 8 anni?", ha continuato Paolini. La squalifica a Di Luca scade il 16 gennaio, mentre è ancora pendente il caso delle urine 'anomale' della tappa dello Zoncolan del Giro 2007.

Il tutto alla presentazione in Regione Abruzzo della nuova Acqua&Sapone di Palmiro Masciarelli, squadra con sponsor e anima abruzzesi, guidata da Stefano Garzelli e Luca Paolini. Perché era inevitabile che alla fine si parlasse anche del grande assente, ossia il pescarese Danilo Di Luca, approdato dopo lunga trattativa alla Lpr di Fabio Bordonali.

"Non c'é stata cattiva volontà da parte di nessuno, né della squadra, né del corridore - ha insistito Paolini, che conosce bene i fatti - Danilo cercava una squadra con certi requisiti e non è stata l'Acqua&Sapone. Ma certo che la sua vicenda lo ha danneggiato. A tutti sarebbe piaciuto Di Luca nella squadra abruzzese, anche perché nel ciclismo in questa regione si sta facendo grandi cose".

"Purtroppo quest'anno difficilmente la Regione potrà confermare il proprio impegno finanziario per sponsorizzare questa squadra, considerando la riduzione delle spese imposta al bilancio regionale per affrontare l'urgente necessità di riduzione del deficit della sanità", ha tuttavia chiarito Paolini.

Intanto un altro obiettivo è stato colto, quello di un'importante tappa abruzzese del prossimo Giro d'Italia, da Vasto a Pescocostanzo. "E'una tappa molto importante e suggestiva per la valorizzazione della nostra regione - ha commentato l'assessore allo Sport - infatti Vasto è città che rappresenta una delle perle della costa abruzzese, Pescocostanzo é tra i borghi più belli d'Italia". Paolini ha concluso il suo saluto agli atleti, ai dirigenti del team e agli sponsor, augurando loro traguardi importanti soprattutto nel prossimo Giro d'Italia.

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Tragedia in Scozia: investito, muore Jason MacIntyre

Tragedia nel ciclista scozzese: uno dei corridori più famosi, Jason MacIntyre, è morto in seguito ad un incidente stradale avuto ieri. Il tre volte campione britannico è stato investito da un furgone mentre era in bicicletta vicino casa, nella zona montuosa delle Scottish Highlands. Il 34enne è stata portato immediatamente in ospedale dove è morto. "Abbiamo perso uno dei nostri migliori ciclisti", ha dichiarato il presidente della federciclismo scozzese Jock Shaw.

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Rebellin: «Classiche, Olimpiadi e Mondiale i miei obiettivi»

Ci sono le classiche delle Ardenne, le Olimpiadi e i Mondiali tra gli obiettivi 2008 del corridore della Gerolsteiner Davide Rebellin. A quasi 37 anni il ciclista veronese, secondo lo scorso anno nella classifica finale del Pro Tour, ha confermato un programma finalizzato a un impiego mirato delle energie per garantirsi di gareggiare ad alto livello anche nella stagione 2009 quando, scaduto il contratto con la Gerolsteiner, sara' intenzionato a concludere la carriera professionistica.

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La Rabobank difende i suoi corridori: valori ematici regolari

Le rivelazioni dell'emittente televisiva tedesca ARD hanno suscitato l'immediata reazione della Rabobank: «Sappiamo che negli anni scorsi i valori ematici dei nostri corridori erano corretti. Questi sono fatti - ha detto il team manager Henri van der Aat in riferimento alle accuse rivolte a Michael Rasmussen (licenziato dopo l'esclusione dal Tour 2007, ndr), Denis Menchov e Michael Boogerd -: ho parlato con Menchov e Boogerd ed entrambi hanno detto di non avere nulla a che fare con questa vicenda. Ho chiesto loro se avessero legami con la banca del sangue e se si fossero recati li: hanno negato categoricamente». Da parte sua Rasmussen, licenziato dalla Rabobank per aver evitato con l'inganno alcuni controlli antidoping, ha negato ogni addebito attraverso il suo agente.

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1 maggio, torna la GF Gianni Bugno-Monza Brianza

Dopo lo straordinario successo della prima edizione, che ha fatto registrare la presenza di oltre 2.000 partecipanti, ritorna la GranFondo Gianni Bugno Monza-Brianza. Giovedì 1° maggio 2008 il collaudato Comitato organizzatore presieduto da Giovanni Casaletti riproporrà gli ingredienti che nel 2007 hanno portato alla ribalta la GranFondo Bugno.

Innanzitutto i percorsi: la manifestazione ripresenta i tre tracciati della scorsa edizione, ciascuno con diverso grado di difficoltà, ideati dalla passione e dall’esperienza dell’ex campione Gianni Bugno. Fulcro della GF Bugno sarà l’Autodromo Nazionale di Monza, punto di partenza ed arrivo di tutti i percorsi e quartier generale dell’organizzazione. Dalla pista dell’autodromo i cicloamatori si dirigeranno nel cuore della Brianza. Il percorso più impegnativo, di 156 chilometri, proporrà un tracciato nervoso ed un passaggio sulla Madonna del Ghisallo per un dislivello totale di 2.075 m (GPM: Pian Rancio, 975 m.). Il percorso di 107,800 km ripercorrà parte del tracciato lungo, con esclusione del tratto che da Erba si spinge sulle rive del Lago di Como: le quote non supereranno i 589 m. del Colle Brianza. Pianeggiante, invece, il percorso di 77 km che, con una deviazione nel centro di Barzago, coprirà la parte iniziale e finale degli altri tracciati.

La GranFondo voluta da Bugno si profila anche quest’anno come un’occasione imperdibile che l’ex-iridato definisce «un evento da vivere insieme: in bicicletta sulle mie strade».

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