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Pista: Bartko-Keisse in trionfo a Brema

Fuochi d'artificio dovevano essere e fuochi d'artificio sono stati a Brema, nell'ultima notte di gara della Sei Giorni. Il successo finale è andato a Iljo Keisse e Robert Bartko che hanno vinto alla fine il lungo braccio di ferro con Erik Zabel e Leif lampater. L'ultima gara, sessanta giri con dieci sprint a punteggio, è stata eccezionale, con continui capovolgimenti di fronte e di classifica e la decisione giunta a soli quattro giri dal termine quando Keisse e Bartko hanno sorpreso gli avversari con un allungo potente che ha permesso loro di conquistare l'ultimo traguardo e vincere la Sei Giorni con due soli punti di vantaggio. Sul podio anche gli svizzeri Risi e Marvulli, mentre Marco Villa, in cppia con Danny Stam, ha chiuso al quarto posto. E domani sera si ricomincia con la Sei Giorni di Stoccarda.

La classifica

1 Robert Bartko (GER) – Iljo Keisse (BEL), 421 p.

2 Erik Zabel – Leif Lampater (GER), 419 p.

3 Bruno Risi – Franco Marvulli (SUI), 348 p.

a un giro

4 Marco Villa (ITA) – Danny Stam (NED), 264 p.

a tre giri

5 Andreas Beikirch – Eric Mohs (GER), 275 p.

a dieci giri

6 Leon van Bon – Mathé Pronk (NED), 212 p.

a tredici giri

7 Dmitri de Fauw (BEL) – Andreas Müller (GER), 210 p.

8 Niki Terpstra (NED) – Christian Bach (GER), 191 p.

a diciassette giri

9 Christian Lademann (GER) – Marc Hester (DEN), 217 p.

a diciotto giri

10 Andreas Kappes (GER) – Alexander Aeschbach (SUI), 189 p.

a ventidue giri

11 Guido Gulst – Daniel Musiol (GER), 219 p.

a ventiquattro giri

12 Gerd Dörich – Sebastian Frey (GER), 153 p.

Tuttobiciweb.it

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Top Posters In This Topic

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Ceramica Flaminia, definito il ritiro preagonistico

Definite le prime tappe della nuova stagione della Ceramica Flaminia - Bossini Docce. La squadra, diretta da Pino Petito e Massimo Podenzana, si riunirà presso l'hotel Pino al Mare a Santa Severa (RM) dal 22 al 31 gennaio: "Finalizziamo il lavoro svolto durante l'inverno - ha spiegato il team manager Roberto Marrone - e mettiamo a punto l'intero apparato organizzativo e logistico della squadra e dello staff. Quella che abbiamo davanti è una stagione per noi importantissima. Abbiamo costruito una squadra forte; la migliore nei nostri primi quattro anni di vita. Contiamo individualità di spicco, un insieme molto professionale e di notevole esperienza e due tecnici che godono della nostra più totale fiducia. Il 2008 deve rappresentare l'anno del nostro definitivo approdo fra le migliori squadre".

Programmi ed organico verranno presentati alla stampa lunedì 4 febbraio, alle ore 15.00 nell'accogliente showroom Ceramica Flaminia, in via Solferino 18 a Milano. Il debutto stagionale è stato fissato a Donoratico (LI), sabato 9 febbraio, nell'Ouverture Nobili Rubinetterie - 13° GP Costa degli Etruschi.

Tuttobiciweb.it

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Granfondo Fondriest, ricco il programma delle iniziative

Ricco programma di attività collaterali alla prima edizione della Gran Fondo Fondriest che si terrà domenica 8 giugno a Castrocaro Terme. A margine dell’evento sportivo, l’organizzazione promuoverà numerose iniziative rivolte non solo ai partecipanti, ma anche a coloro che li attenderanno all’arrivo.

Due i percorsi studiati dalla società organizzatrice: il percorso gran fondo di 156 km e il medio fondo di 105 km. Entrambi caratterizzati da un forte dislivello, rispettivamente mt 2.985 e mt 1.450, i due tracciati sono destinati a fare la gioia di chi ama sfidarsi in salita. Lo speciale Trofeo Scalatore premierà i migliori grimpeur uomo e donna sulla base della somma dei tempi ottenuta sulle tre salite più impegnative del percorso gran fondo: Passo dei Tre Faggi, Passo della Peschiera e Passo del Monte Trebbio.

In prossimità dell’arrivo, in piazza Machiavelli, sarà allestito un colorato Villaggio Hospitality. Al centro, il palco premiazioni a fianco del quale si troverà l’area dedicata al pasta party finale, gratuito per tutti, partecipanti alla gran fondo e non. Sempre in piazza troverà posto il motorhome dei Campionati del Mondo di ciclismo Varese 2008. Lungo le vie Dante Alighieri e Gaetano Donizetti sarà possibile gustare prodotti tipici locali e visitare gli stand degli sponsor dell’evento. E ancora alcuni servizi pensati per i più piccoli: un’area bimbi con giochi gonfiabili, l’assistenza baby sitting e una gimkana ludica organizzata dalla Società Ciclistica Forlivese. Infine, per chi vuole abbinare la prova sportiva ad un’occasione di remise en forme, nel pacco gara sarà inserito anche un buono gratuito per usufruire di alcuni trattamenti benessere alle Terme di Castrocaro.

La Gran Fondo Fondriest avrà anche un intento benefico. Parte delle quote d’iscrizione, infatti, sarà devoluta a sostegno dell’iniziativa di solidarietà Piccolo Fratello a favore dei bambini di strada nel Terzo Mondo.

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MyBike pedalerà in gruppo con il Team Cinelli

L'evento Mybike pedalerà nel gruppo dei professionisti a fianco del team "continental" Cinelli OPD. Tutti i mezzi e le autovetture a disposizione della squadra diretta dalla coppia Biasci-Gurayev, avranno esposto oltre al logo Mybike, anche tutti quelli dei main sponsor che affiancheranno uno tra gli eventi clou dell'estate montecatinese. Dopo l'esperienza della Lampre, ecco dunque un altra compagine, i cui dirigenti sembrano sposare appieno il messaggio di salute, benessere e qualità della vita, racchiusi nella bicicletta; valori questi, da sempre promossi dalla manifestazione "Mybike".

I ragazzi in maglia bianco-nera saranno impegnati in un calendario intenso, esteso a tutti e cinque i continenti. Una ghiotta opportunità per promuovere nel mondo la Toscana e la città di Montecatini quale meta privilegiata per il turismo attivo e sportivo, con particolare riferimento al cicloturismo, al quale la città termale si sta legando a doppio filo, al di là della settimana dedicata all'evento "Mybike".

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La Provincia di Bergamo pedala già verso il Giro

La marcia di avvicinamento al Giro d’Italia 2008 per le due tappe bergamasche ha preso il via all’inizio della settimana con il primo incontro, presso il Comune di Rovetta, tra i dirigenti di Promoeventi Sport e i responsabili dei paesi che verranno attraversati dalla carovana il 30 e il 31 maggio 2008. La serata, introdotta dal sindaco di Rovetta Mauro Marinoni, è stata presentata dal presidente di Promoeventi Sport e responsabile del Comitato Tappa, Giovanni Bettineschi con il supporto del responsabile marketing e promozione Fabio Belingheri, nonché dai due vice presidenti del comitato tappa Ivan Gotti e Mirco Gualdi, ex professionisti su strada.

Dopo la presentazione del comitato tappa, Giovanni Bettineschi ha sottolineato l’importanza del passaggio del Giro d’Italia nelle valli bergamasche. La visibilità offerta da un evento di tale portata permette alle località attraversate dai ciclisti di beneficiare di enormi spinte turistiche e per fare questo è stata chiesta la partecipazione “attiva” da parte di tutti i comuni attraversati, o anche solo sfiorati, dal percorso. Fare squadra oggi è più che mai importanza per raggiungere il successo.

Altro aspetto importante per la promozione del territorio sono le iniziative collaterali che verranno realizzate per dare maggiore risalto e visibilità all’evento e il materiale pubblicitario che sarà distribuito da adesso fino al giorno delle tappe. Verranno prodotti depliant per fiere e manifestazioni espositive, brochure di 64 pagine, pannelli stradali lungo l’itinerario di gara, filmato a sostegno di iniziative collaterali, spot radio, inserti speciale su quotidiani locali, sviluppo del sito internet www.promoeventisport.it. E ancora, vetrofanie rosa per i negozi e una ricca dotazione di gadget e magliette. Inoltre, sulla base del successo riscontrato le passate edizioni verrà prodotto uno striscione rosa in TNT che ornerà il tracciato di gara a partire da inizio maggio e, si produrrà una versione analoga che avrà al centro uno spazio bianco perché i tifosi bergamaschi possano scrivere slogan di incitamento per i propri beniamini o semplicemente per salutare il passaggio del Giro d’Italia. Da segnalare la volontà di partecipare alla "Carovana pubblicitaria" del Giro d'Italia per una promozione ancor più incisiva. Conclude la carrellata delle iniziative promozionali la “Girolotteria” con parte del ricavato devoluto per l’acquisto di una ambulanza.

A tutto ciò vanno aggiunte le manifestazioni promosse dai singoli paesi interessati al passaggio di cui daremo informazione nel corso dei prossimi mesi.

Tuttavia, il comitato tappa rileva che, nonostante il Giro d’Italia rappresenti una vetrina di estremo interesse per il territorio attraversato, la presenza dei comuni è stata al di sotto delle aspettative. L’invito è quindi quello di promuovere la partecipazione di tutti attraverso il passaparola affinché vengano sensibilizzati i responsabili a partecipare ai prossimi incontri di pianificazione promossi da Promoeventi Sport.

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Preti Mangini: Shpilevski leader dell'Uci Europe Tour

Mentre prosegue sulle strade della Maremma il raduno dei corridori della Preti Mangimi - Prisma Stufe, nella mattinata di oggi l'Unione Ciclistica Internazionale ha recapitato alla squadra la maglia bianca di leader dell'U.C.I. Europa Tour che, in occasione del debutto stagionale nel GP Ouverture Nobili Rubinetterie (sabato 9 febbraio), sarà vestita dal russo Boris Shpilevsky.

Classe 1982 da Mosca, Shpilevsky, recente vincitore in Russia di una gara di ciclocross a carattere nazionale, nella passata stagione ha ottenuto cinque affermazioni tra le quali la classica prova a cronometro Firenze - Pistoia che gli ha consentito di balzare al comando della speciale classifica continentale dell'U.C.I.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Ciclocross: il ct Scotti delinea le formazioni per Treviso 2008

Il Direttore Tecnico Fausto Scotti, in vista degli imminenti Campionati del Mondo Ciclocross in programma al Centro Sportivo Le Bandie (Treviso) sabato 26 e domenica 27 gennaio, ha iscritto, come prevede il regolamento UCI (Unione Ciclistica Internazionale), otto atleti per ogni categoria (uomini elite, under 23, junior e donne). Di questi atleti, cinque per ogni categoria correranno il Mondiale.

Prima della rassegna iridata due sono gli appuntamenti importanti che permetteranno al Direttore Tecnico di sciogliere gli ultimi dubbi inerenti alla scelta degli azzurri: “Alcuni atleti iscritti parteciperanno all’ultima prova di Coppa del Mondo che si svolgerà a Hoogerheide (Olanda) domenica 20 gennaio; altri parteciperanno, nello stesso giorno, alla gara conclusiva del 28° Trofeo Triveneto Ciclocross Gran Premio Calcestruzzi Mosole a Vittorio Veneto. Sono le ultime due corse che potranno fare chiarezza sulla condizione di alcuni crossisti – dice Fausto Scotti – e che mi permetteranno di definire le nazionali compresa la riserva per ogni categoria”.

Inviamo di seguito ed in allegato la lista degli atleti iscritti all’UCI.

The Brain Farm

Ufficio Stampa FCI

335.268630

335.6425439

ISCRIZIONE ATLETI CAMPIONATO MONDIALE CICLOCROSS LAGO LE BANDIE TREVISO 26 e 27 gennaio 2008

JUNIOR

1 Elia SILVESTRI, SELLE ITALIA GUERCIOTTI

2 Domenico Maria SALVIANI, RINASCITA ORMELLE LAZIO

3 Luca BRAIDOT, L’ARCOBALENO CARRARO TEAM

4 Fabio ARU, SARDEGNA SOTTOZERO OZIERESE CCV

5 Massimo COLEDAN, RINASCITA ORMELLE PINARELLO

6 Alessandro DE ROSSI,MORO-SCOTT-BICYCLE LINE

7 Yezid TABOTTA, ASD JUNIOR TEAM SORGENTE-PORDENONE

8 Daniele DALL’OSTE, SELLE ITALIA GUERCIOTTI

UNDER23

1 Marco PONTA, CYCLING TEAM FRIULI

2 Alessandro CALDERAN, ASD UNIONE CICLISTI TREVIGIANI

3 Matteo TRENTIN, MORO-SCOTT-BICYCLE LINE

4 Fabio URSI, G.S ESERCITO

5 Cristian COMINELLI, GEWISS BIANCHI

6 Roberto DE PATRE, V.C. ARAN WORLD-CANTINA TOLLO-BLS

7 Giuseppe MICHIELETTO, GS PRESSIX ZANON TOSETTO

8 Andrea BASSANI, A.S.D. CICLISMO 2000

DONNE

1 Milena CAVANI, MARCHIOL FAMILA IMA LIQUIGAS

2 Vania ROSSI, SELLE ITALIA

3 Veronica ALESSIO, TEAM DESENZANESE AS DILETTANTISTICA

4 Daniela BRESCIANI, COLNAGO ARREGHINI FILAGO

5 Francesca CUCCINIELLO, SELLE ITALIA GUERCIOTTI ELITE

6 Nicoletta BRESCIANI, COLNAGO ARREGHINI FILAGO

7 Barbara OBERDORFER, L’ARCOBALENO CARRARO TEAM

8 Stefania VECCHIO, GS CICLI FIORIN - DESPAR ASD

ELITE

1 Enrico FRANZOI, LIQUIGAS

2 Marco BIANCO, L’ARCOBALENO CARRARO TEAM – A.S.D.

3 Rafael VISINELLI, G.S. FORESTALE

4 Luca DAMIANI, COLAVITA/SUTTER HOME PRESENTED C.L.

5 Marco Aurelio FONTANA, ASD SELLE ITALIA GUERCIOTTI ELITE

6 Alessandro FONTANA, G.S. FORESTALE

7 Alessandro GAMBINO, G.S. ESERCITO

8 Ivan FANELLI, TEAM CINELLI ENDEKA OPD

Tuttobiciweb.it

Inviato

Caso Human Plasma

I Rabobank si difendono

Dopo l'inchiesta della tv Ard ecco le reazioni dei corridori coinvolti: "Menchov: "Mai sentito il nome di questo laboratorio". Il legale di Rasmussen: "Una bolla di sapone". Boogerd amaro: "Sapevo che mi avrebbero tirato in mezzo"

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Michael Rasmussen è nato il 1° giugno 1974. Reuters

COPENAGHEN (Danimarca), 16 gennaio 2008 - "Finora tutte le accuse di doping contro Michael Rasmussen si sono risolte in una bolla di sapone ed è da irresponsabili divulgare certe notizie come ha fatto la 'Ard' ". Mads Frederiksen, manager del corridore danese, commenta così all'agenzia Ritzau la notizia secondo la quale il suo assistito sarebbe tra i 30 atleti che si sono avvalsi dei servizi del laboratorio di Vienna "Human Plasma", finito nel mirino della Wada, l'Agenzia Mondiale Antidoping.

Ieri l'emittente tedesca "Ard" informava che alcuni corridori del calibro di Rasmussen, Michael Boogerd e Denis Menchov si sono sottoposti, così come diversi sciatori di fondo e biathleti, alle trasfusioni per fini di doping effettuate dal laboratorio viennese (sul conto del quale sta indagando la magistratura austriaca). Anche Henri Van der Aat, dirigente della Rabobank, l'ex squadra di Rasmussen, ha mostrato tutto il suo scetticismo: "Si tratta solo di voci, sappiamo che i valori sanguigni dei nostri uomini sono normali e questi sono i fatti". Anche Menchov, dalle pagine del "De Telegraaf", nega le accuse: "Non ho mai sentito il nome di questo laboratorio". "Sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe fatto il mio nome in una situazione del genere", è stato il laconico commento di Boogerd, che si è ritirato alla fine della scorsa stagione.

Gazzetta.it

Inviato

Ammazza mitraglia Davide come viaggi!

Cmq neppure io me lo aspettavo da Boogerd, però bisogna attendere gli sviluppi, è ancora presto per parlare!

Inviato

Sei giorni: da stasera si corre a Stoccarda

Scatta stasera la Sei Giorni di Stoccarda che si corre con l'anomala formula delle formazioni composte da tre corridori ciascuna. Quindici le formazioni in gara per uno spettacolo che si annuncia davvero eccezionale. Come al solito, un solo italiano al via: Marco Villa che correrà con i tedeschi Guido Fulst e Frank Kowatschitsch.

Le formazioni in gara

1 Christian Lademann – Christian Grasmann – Christian Bach (GER)

2 Marco Villa (ITA) – Guido Fulst (GER) – Frank Kowatschitsch (GER)

3 Robert Bartko – Leif Lampater (GER) – Iljo Keisse (BEL)

4 Peter Schep – Danny Stam – Jens Mouris (NED)

5 Andreas Kappes – Andreas Müller – Marcel Barth (GER)

6 Christoph Meschenmoser - Stefan Löffler – Sebastian Frey (GER)7 Lars Teutenberg (GER) – Steven Deneef – Dmitri de Fauw (BEL)

8 Gerd Dörich – Andreas Beikirch – Erik Mohs (GER)

9 Bruno Risi – Franco Marvulli – Alexander Aeschbach (SUI)

10 Stefan Steinweg (GER) – Roland Garber (AUT) – Karl-Christian König (GER)

11 Martin Liska – Jozef Zabka (SVK) – Jiri Hochmann (CZE)

12 Leon van Bon – Jos Pronk – Matthé Pronk (NED)

13 Mario Vonhof (GER) – Giuseppe Atzeni (SUI) – Sascha Richter (GER)

14 Peter Jörg – Maxime Bally – René Schibli (SUI)

15 Marc Hester – Michael Smith Larsen – Mads Bugge (DEN)

Tuttobiciweb.it

Inviato

Vuelta a Tachira, Medina padrone incontrastato

Il venezuelano Manuel Medina ha concluso la sua cavalcata solitaria e inarrestabile in vetta alla classifica generale della Vuelta a Tachira. Medina si è imposto infatti anche nell'undicesima e ultima frazione, la cronmometro Lobatera - Michelena di 24.1 km e in classifica ha chiuso con oltre cinque minuti di vantaggio sul migliore degli avversari.

Ordine d'arrivo

1 Manuel Medina (Ven) Gobernación del Zulia-BOD in 39.08 (36.947 km/h)

2 Jose Chacon (Ven) Lotería del Táchira a 19"

3 Carlos Galviz (Ven) Alcaldía Bolivariana de Paéz- Corporación PDM a 37"

4 Yeison Delgado (Ven) Gobernación del Zulia-BOD a 1.00

5 Rolando Trujillo (Col) Bono Trecolli-Tejar Los Vados a 1.28

6 Ronald Gonzalez (Ven) Lotería del Táchira a 1.38

7 Juan Murillo (Ven) Lotería del Táchira a 1.53

8 Oscar Luna (Ven) Iamdere-San Cristobal-El Diamante a 2.06

9 Jose Contreras (Ven) Alcaldía de Cabimas-BOD a 2.08

10 Nelson Gelvez (Ven) Alcaldía de Cabimas-BOD a 2.12

Classifica finale

1 Manuel Medina (Ven) Gobernación del Zulia-BOD in 31.55.22

2 Yeison Delgado (Ven) Gobernación del Zulia-BOD a 5.13

3 Jose Contreras (Ven) Alcaldía de Cabimas-BOD a 8.19

4 Jonathan Camargo (Ven) Alcaldía de Cabimas-BOD a 9.16

5 Jose Chacon (Ven) Lotería del Táchira a 9.21

6 Rolando Trujillo (Col) Bono Trecolli-Tejar Los Vados a 9.38

7 Oscar Luna (Ven) Iamdere-San Cristobal-El Diamante a 9.53

8 Ronald Gonzalez (Ven) Lotería del Táchira a 10.01

9 Juan Murillo (Ven) Lotería del Táchira a 10.43

10 Carlos Galviz (Ven) Alcaldía Bolivariana de Paéz- Corporación PDM a 13.25

Tuttobiciweb.it

Inviato

Fiorenzuola, tra le star ci sarà anche Jacopo Guarnieri

Confermata la presenza alla sei giorni delle rose internazionale di Fiorenzuola d'Arda (che si disputerà dal 7 al 12 luglio) di uno dei migliori talenti del ciclismo nazionale, il ventenne Jacopo Guarnieri (è nato il 14 agosto 1987). Piacentino (risiede a Castelvetro Piacentino), ha debuttato lo scorso anno nella 6 giorni delle rose, piazzandosi al decimo posto con lo spagnolo Carlos Torrent. Per il 2008 confermata la sua partecipazione e vanta tutte le possibilità di essere fra i migliori protagonisti. Due giorni prima è atteso al campionato Europeo strada che si disputa ad Arona e dopo la 6 giorni delle rose penserà al debutto fra i professionisti con la Liquigas. Dieci vittorie nella scorsa stagione, al secondo anno tra gli Under 23, in pista è stato cinque volte campione italiano nelle categorie giovanili (velocità allievi 2003, velocità olimpica junior 2004, madison junior 2004 e 2005, corsa a punti junior 2005). Ha conquistato, proprio sulla pista di Fiorenzuola, il titolo europeo madison juniores del 2005 (in coppia con Menaspà). Corre dall'età di 6 anni, quando esordì nella categoria giovanissimi con il Club Ciclistico Cremonese. Gareggia per il Team Marchiol Ima Famila-Liquigas, ed è studente universitario nella Facoltà di Diritto all'Università di Brescia.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Martias a segno nel Gabon

Il francese Rory Martias della Bouygues Teelecom ha vinto allo sprint la prima tappa della Tropicale Amissa Bongo, corsa a tappe che si disputa nel Gabon , ed è naturalmente il leader della classifica generale.

Ordine d'arrivo

1- Rony Martias (FRA/Bouygues Telecom)

2- Malcolm Lange (AFS/Microsoft Cycling Team), mt

3- Anthony Roux (FRA/Française des Jeux), mt

4- James Vanlandschoot (BEL/Landbouwkrediet-Colnago), mt

5- Giovanni Bernaudeau (FRA/Bouygues Telecom), mt

Classifica generale

1- Rony Martias (FRA/Bouygues Telecom)

2- Malcolm Lange (AFS/Microsoft Cycling Team), à 5''

3- Lilian Jegou (FRA/Française des Jeux), à 7''

4- Anthony Roux (FRA/Française des Jeux), à 9''

5- James Vanlandschoot (BEL/Landbouwkrediet-Colnago), à 13"

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Ciclocross, le ambizioni mondiali di Francis Mourey

Francis Mourey corre come professionista su strada da quattro anni con la maglia della Française des Jeux. In questo lasso di tempo ha vinto un’unica gara, una tappa alla Route du Sud nel 2004 – suo primo anno di professionismo. In effetti il corridore francese è molto piu' vincente nel ciclocross. E’ stato quarto ai mondiali di Sankt-Wendel nel 2005 alle spalle di Sven Nys, Erwin Vervecken e Sven Vanthourenhout e ha fatto ancora meglio l’anno successivo a Zeddam dove conquistò la terza piazza dopo Erwin Vervecken e Bart Wellens. Per questo era considerato uno dei principali favoriti l’anno scorso a Hooglede, ma una brutta caduta in allenamento qualche giorno prima della gara gli ha impedito di prendere parte alla competizione. Quest’anno Francis Mourey cercherà di ottenere una vittoria a Treviso.

“Il circuito di Treviso è ideale per un corridore su strada come. L’ho dimostrato con la mia vittoria nella prova di Coppa del Mondo che proprio si è svolta sullo stesso percorso nel 2006, imponendomi nello sprint finale su Sven Nys e Erwin Vervecken. E’ per questo che ho grandi ambizioni per questo Campionato Mondiale. Ho fatto un’accurata preparazione durante l’intera stagione, conclusasi con il terso posto di domenica scorsa a Liévin. Avrei potuto anche vincere, ma la caduta capitatami dieci minuti prima della fine della prova non mi ha permesso di recuperare sugli ormai lanciatissimi Lars Boom and Bart Wellens. E’ stata la mia ultima corsa prima dei Mondiali. Non parteciperò infatti alla gara di domenica prossima a Hoogerheide. Voglio tranquillamente concentrarmi su Treviso a casa mia. Come per gli anni passati ho preso parte soltanto ad un numero abbastanza esiguo di gare di cross, perchè principalmente io sono uno stradista. Ho corso soltanto 5 prove di Coppa del Mondo quest’anno: sono arrivato terzo a Kalmthout e Liévin, settimo ad Igorre (dove avrei potuto anche vincere se non ci si fosse messa di mezzo la sfortuna) e ho terminato diciassettesimo a Pijnacker. Per la seconda volta mi sono anche aggiudicato il titolo nazionale, ho vinto 3 prove del Challenge National e mi sono imposto a Nommay, Wetzikon, Marle e Steinmaur. Credo di aver preso parte a venti gare in tutto negli ultimi mesi. Quindi dovrei essere piu' in forma di Nys, Wellens o tutti gli altri corridori che hanno fatto circuito. Questo dovrebbe essere il mio vantaggio”.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Fumagalli studia da grande

Ha iniziato con una Viner, taglia 16, piccola e da corsa. Adesso si allena con Freire, Basso, Garzelli, Andriotto, Zanini e la Cantele: "Dicono che sia un limatore, uno di quelli che cerca di risparmiarsi il più possibile sfruttando il lavoro degli altri, e poi dà battaglia"

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Cristiano Fumagalli, 23 anni, corre con la Flaminia-Bossini

MILANO,17 gennaio 2008 - Una Viner: bianca, piccola, da corsa. Una 16, forse. Roba da bambini. Cristiano Fumagalli era un bambino: aveva nove anni, si era appassionato alla biciclettina vedendo le biciclette dei grandi. A Varese, o giù di lì — la famiglia Fumagalli viene da Dovese, una frazione di Arcisate — la bici è di casa, di lavoro, di patria.

E con quella biciclettina?

"La prima corsa, che non ho finito per la paura. La seconda corsa, poi la terza, la quarta, la quinta finché è arrivato il giorno in cui sono giunto con i primi. E da quel momento non ho più smesso".

La prima vittoria?

"Un anno dopo, campionato provinciale G4, categoria giovanissimi. Al traguardo da solo. A quel tempo mi capitava. Ed è continuato a capitarmi anche da allievo e junior. Poi è diventato più difficile. Già da junior e poi da dilettante ho vinto in volata in gruppetti ristretti. In tutto una cinquantina di vittorie".

Mai un dubbio fra ciclismo e scuola?

"Ho finito un corso di formazione professionale come perito meccanico, ma di passione poco o niente. Invece il ciclismo mi ha affascinato. C’è stato un momento, però...".

Che cos’è successo?

"Volevo smettere. Ero dilettante. Prima la mononucleosi, poi il servizio militare. Lontano dalla bicicletta, stava passandomi la voglia. Per mia fortuna c’è stato un incontro importante".

Con chi?

"Mirko Rossato, del Team Parolin. Mi ha detto: ’Se vuoi, da qui in poi ti insegno il mestiere’. Ho fatto il Valle d’Aosta, poi il Giro della Toscana. Chilometri, salite, avversari. Abbiamo gettato le basi, ne sono uscito in buone condizioni, e via".

Via dove?

"Via verso altre avventure. Mirko mi diceva: ’Se hai doti, un giorno emergeranno’. E mi ripeteva: ’Tranquillo, sereno’. E si raccomandava: ’Lavora’. E avvertiva: ’Oltre il ciclismo c’è un’altra vita’".

Cioè?

"Non si vive di solo ciclismo, neanche se il ciclismo ti occupa buona parte della giornata. C’è la vita quotidiana, fatta di rapporti, ma umani, più importanti. Una vita meno stressante e a volte anche più divertente di quella del corridore. Quando Rossato mi vedeva un po’ giù, cercava di tirarmi su. E allora si andava a mangiare insieme, veniva ad allenarsi insieme, e dopo una corsa ripercorreva —a memoria e a parole — la strada fatta".

Insomma?

"Più che un tecnico, un amico, quasi un fratello maggiore".

Intanto?

"Lo scorso anno ho debuttato, da stagista, fra i professionisti. La prima corsa a Camaiore. Ero un po’ nervoso e preoccupato. I tecnici mi hanno detto: ’Fa’ quello che riesci’. Non ci ho pensato tanto su. Alla prima fuga, mi sono buttato dentro. C’erano anche Nibali, Di Luca, Paolini... Ho sofferto tantissimo: c’era il Monte Pitoro, non granché, ma fatto a 40 all’ora c’è da morire. Tant’è che, quando siamo stati ripresi, mi sono fermato. Non ne avevo più".

Poi?

"Giro del Lazio: finito. Tre Valli Varesine: fermato con tutto il gruppo, un’alluvione biblica, un diluvio universale. Infine la Bernocchi: 160-170 km di fuga prima in tre, poi in due, ripresi negli ultimi 10 km, arrivato sfilato".

Ha del coraggio.

"Forse dell’incoscienza. Soffro le salite lunghe e le corse monotone. Finché sono salite di 5-6 km, me la cavo, ma quando sono di 27 come il Grappa, a un certo punto mi sento come se trascinassi un rimorchio. Succede sempre così: prima mi chiedo come mai non vado, come mai non sono come loro, gli altri, quelli davanti, poi mi rispondo che questi sono i miei limiti, quindi decido di arrendermi, infine cerco di perdere il meno possibile".

Come si fa?

"Stringo i denti. Quando stringi i denti, si contraggono i muscoli della faccia, poi quelli delle braccia, della schiena... Sei al limite. Ed è lì che saltano fuori la grinta, l’orgoglio, la fame, la voglia".

E contro la monotonia?

"C’è solo un segreto: rendere la corsa più dura. Dicono che sia un limatore".

Limare la ruota significa succhiarla.

"Esistono diversi tipi di limatori. I principali sono due: il primo è quello che succhia le ruote tutto il giorno e poi fa la volata. Il secondo è quello che cerca di risparmiarsi il più possibile sfruttando il lavoro degli attaccanti o dei difensori, e poi dà battaglia. Io farei parte di questo secondo genere".

E a chi s’ispira?

"Un corridore che mi è sempre piaciuto è l’olandese Boogerd. Ma spero di poter essere più veloce di lui. Cerco di imparare e copiare dai corridori con cui spesso mi alleno. La classe di Freire, la professionalità di Basso, la tenacia di Garzelli, l’allegria di Andriotto, l’esperienza di Zanini, la forza di Nardello, la grinta della Cantele".

Si allena con lei?

"Non solo. Qualche volta Noemi mi stacca. Meno male che non succede spesso, altrimenti avrei appeso la bici al chiodo"

A proposito: e la sua vecchia biciclettina Viner?

"L’ha usata un mio cuginetto negli esordienti. E ha rischiato di usarla mia sorella quando voleva cominciare a correre. Comunque c’è, in garage, appesa. La prima bici non si scorda mai".

Gazzetta.it

Inviato

Bazzana fa l'americano

Da un anno corre e vince in America: "All'inizio è stata dura ma noi bergamaschi siamo tosti. La cosa migliore? L'atmosfera: per la gente ciclismo non fa rima con doping. E' una festa"

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Un'immagine di Alessandro Bazzana in gara negli States

MILANO, 17 gennaio 2008 - Gli speaker l’hanno eletto "The Italian stallion", lo stallone italiano. I colleghi lo chiamano "Bazz", che significa niente, ma potrebbe sottintendere tutto. Gli amici se la sbrigano con "Alex". Qualche tifoso ha esagerato regalandogli un "Rocky". Alessandro Bazzana, 23 anni, bergamasco di Cene, corre negli Stati Uniti. Perché? "Fine del 2006. Il rivenditore della Nalini, azienda di abbigliamento tecnico per il ciclismo, cerca un corridore italiano che ne possa essere 'testimonial' negli Stati Uniti. Mi chiedo: perché no? All’inizio mi rispondo anche: ma che ci vado a fare? Non so una parola di inglese, non conosco una squadra, anzi, neanche un corridore, ho paura".

Poi?

"La curiosità è più forte della paura, il mistero mi fa scattare la voglia di provare, scoprire, esplorare. Perito elettrotecnico, per due anni mi alleno la mattina e vendo detersivi il pomeriggio con un furgoncino da fruttivendolo. Così decido: piuttosto che fare un altro anno da dilettante in Italia, tento di viverne uno da professionista in America. Salgo su un aereo alla Malpensa e il 3 gennaio 2007 scendo a Los Angeles, trovo un contatto con il Team Successfulliving e ricomincio a vivere".

Dura?

"Durissima. Ma noi bergamaschi siamo tosti, e noi corridori bergamaschi ancora più tosti. Piano piano, giorno dopo giorno, la vita si semplifica: esco di casa, monto sulla bici, mi alleno, parlo con i compagni, guardo la tv, imparo l’inglese. Trovo casa a Ventura, in California, a 3 chilometri dall’oceano, a 10 dall’Hotel California, un manicomio diventato scuola superiore, quello cantato dagli Eagles".

Com’è Ventura?

"Una cittadina di 100 mila abitanti, tutta fatta di villette e giardinetti. Nell’appartamento abitano il mio team manager e la sua fidanzata, io ho una camera più il bagno con l’uso della cucina e il collegamento con Internet. Mattina allenamento, pranzo all’italiana con pasta, olio, sugo di carne made in Italy comprato al supermarket, e nel fine settimana le gare".

Come sono?

"Ci sono le gare dell’Uci, come quelle di Filadelfia, Lancaster e Rochester. Ci sono le gare a tappe, come il Giro della Georgia, il Giro dello Utah e il Giro del Missouri. C’è anche il Giro dell’Oregon: fantastico, si corre intorno a un vulcano spento, asfalto e cenere, a 2 mila metri di quota. Poi c’è il circuito americano, si chiama Nrc ed è fatto a criterium. A volte il venerdì c’è la crono, il sabato sera il circuito, la domenica la corsa. E c’è sempre una grande aria di festa. Festa popolare".

Cioè?

"I criterium sono due ore a tutta, anche a 60 all’ora. Bisogna avere non solo gambe, ma anche occhio e fegato. Il livello non è altissimo, c’è gente disposta a tutto: a volte, quando non vede neanche un buco per passare, spera di trovarlo chiudendo gli occhi. Comunque esordisco, studio, lotto, imparo, corro sui circuiti automobilistici di Laguna Seca, dove mi piazzo decimo, e quelli Nascar vicino a San Francisco, alla fine conquisto tre vittorie, tutte e tre in California".

Divertente?

"Divertente e stancante. Quando arriva il momento in cui non ce la fai più, rischi grosso. Io sono caduto e mi sono fratturato una clavicola".

E i compagni?

"C’è di tutto. Uno è figlio di un pezzo grosso della Coca Cola. Un giorno siamo andati a Las Vegas e su una limousine a noleggio abbiamo scorrazzato per la città. C’era una corsa con grandi ex. E chi trovo? Mario Cipollini. Mi sono messo a tifare. Lui ha vinto. Poi ci siamo conosciuti. Cipollini si muoveva con una tale disinvoltura da sembrare nato a Las Vegas. Sono stato allo stadio a vedere Los Angeles-San Francisco di baseball. E ho corso anche nel deserto, 45 gradi, 100 per cento di umidità, il via alle 5 del mattino altrimenti ci si scioglieva al sole".

Si campa?

"Nel 2007 ho guadagnato più di 20 mila dollari. Peccato che il dollaro non sia mai stato così basso. Nel 2008 conto di raddoppiare. Ma non c’è solo l’aspetto economico. È l’atmosfera a fare la differenza".

Cioè?

"In Italia, quando dici 'faccio ciclismo', ti dicono 'tutti dopati', e non è vero. Negli Stati Uniti esclamano 'che figata!'. I controlli antidoping esistono, la mia squadra ne aggiunge altri interni, ma non esiste la cultura del sospetto. Così si vive più in allegria, anche se la vita è 'on the road'. I trasferimenti sotto i 500 chilometri si fanno su un pullmino, quelli superiori in aereo. Ho contato quante volte nel 2007 sono salito su un jet: 38".

Adesso?

"Sono a casa, a Cene. Torno negli Stati Uniti alla fine di gennaio. Genitori e fidanzata non mi chiederanno più 'che ci vai a fare?'. E io non dovrò più bluffare con 'sistemo l’America e torno' ".

Gazzetta.it

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"Vedrete che Boonen

alla Sanremo"

Tornado Tom si confessa e svela un obiettivo: vincere la Classicissima. "Sento che questo è l'anno giusto. Il Mondiale di Varese? Ci sto pensando...

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Tom Boonen è nato il 15 ottobre 1980 a Mol (Belgio). Ansa

BENICASSIM (Spagna), 17 gennaio 2008 - "Non esistono due Boonen. Esiste un uomo che ogni tanto deve tirare il fiato e lasciare riposare soprattutto la testa. Il 2005, con le vittorie a Fiandre, Roubaix e Mondiale, è stato incredibile. Ma non avete idea a quali pressioni sono stato sottoposto dopo. Nel 2006, comunque, ho vinto 21 gare Uci: tante. Della scorsa stagione sono contento. Mi è mancata la grande vittoria, ma ho centrato 11 corse. A Fiandre e Roubaix sono andato forte e la maglia verde del Tour è un grande traguardo: per me è più importante di una grande classica. Poi non sempre posso essere a tutta. Corro circa 100 giorni all’anno, di questi 60 per vincere. E una ventina di volte vinco. Non è poco".

Parole di Tom Boonen, 27 anni, idolo sportivo del suo Belgio, atteso alla stagione della verità. Nel suo palmares ci sono due Fiandre, una Roubaix e una maglia iridata, ma le ultime due annate, in termini di qualità, forse non sono state all’altezza delle attese. C’è da dire che il 2007 di Tornado Tom è stato contrassegnato da problemi fisici. "Ho cominciato e finito la stagione col mal di schiena, ma erano due problemi differenti. All’inizio ho avuto problemi con la misura della bici. Non era lei che doveva adattarsi a me, ma viceversa. Mi hanno dato una bici più corta di un centimetro e mezzo rispetto alla mia misura e stare così "gobbo" era tremendo. Poi hanno fatto un telaio adatto a me e le cose sono migliorate. L’altro guaio è capitato alla Vuelta per una caduta e mi ha fatto saltare il Mondiale di Stoccarda".

Sono state le pressioni a farle scegliere di trasferirsi a Montecarlo?

"A Montecarlo ho molto meno stress e il tempo è una meraviglia. In Belgio non potevo più uscire di casa. Ma appena chiudo la carriera torno a casa: sono fiammingo, orgoglioso delle mie radici".

A Montecarlo vive anche Bettini. Vi allenate assieme?

"No, Paolo non lo incontro mai. Mi alleno sempre con Steegmans, alcune volte con Pozzato".

Montecarlo per molti significa anche bella vita: auto, donne...

"La Corvette l’ho venduta a Leif Hoste, ma gli è durata poco. La relazione con Sophie (la sedicenne olandese figlia dell’ex pro' Leo Van Vliet, conosciuta in vacanza a Curaçao; ndr) è già finita. Non faccio neanche più pubblicità. Quindi non mi resta che pedalare. Ma sono contento così, resto più concentrato. Vedrete alla Sanremo".

Dove debutterà?

"Al Giro del Qatar".

In Qatar negli ultimi due anni ha vinto 8 tappe su 11. Non è partito troppo forte?

"Forse sì. Quest’anno proverò a partire più piano. Però in passato non ho svolto una preparazione specifica, è venuto così: il Qatar non è un obiettivo".

Il primo grande traguardo sarà la Sanremo. Poi?

"Per la Sanremo potrebbe essere l’anno giusto. Ho buone sensazioni e mi sto facendo preparare una bici particolare, diciamo primaverile. Poi ci saranno, come al solito, Fiandre e Roubaix".

Come preparerà queste corse?

"Dopo il Qatar, Giro di California, Het Volk, Kuurne-Bruxelles-Kuurne e Parigi-Nizza".

Per Sanremo ci si prepara meglio alla Tirreno-Adriatico...

"Ma ho tanti compagni di squadra italiani che vogliono fare bene alla Tirreno, quindi andrò come al solito in Francia".

Varese e Pechino le dicono niente?

"Al Mondiale ci penso. Se dopo il Tour la testa tiene... L’Olimpiade è un traguardo più difficile, anzi impossibile. Per quel giorno vedo favoriti Contador, Evans...".

In Belgio hanno parlato di un suo possibile impegno nel quartetto in pista.

"Subito dopo il Tour sono morto. Finito. Dove volete che vada..."

La sponsorizzazione della Quick Step scade a fine anno. La sua immagine e i suoi risultati potrebbero essere decisivi nella ricerca di nuovi partner.

"È un onore e una grande responsabilità. Vincere subito, nelle classiche, potrebbe essere importante per tenere il gruppo unito e costruire un futuro perché di squadre belle come la Quick Step in giro non ce ne sono".

Gazzetta.it

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Squadre di ProTour: «Passaporto biologico chiave di tutto»

I 17 team Pro Tour sfideranno solo team con ciclisti dotati di passaporto biologico. Cosi' l'Ipct, associazione dei team internazionali. 'Vogliamo sostenere il programma di lotta al doping voluto dall'Uci, spiega l'organizzazione, precisando che le gare in cui consentiranno l'ammissione dei team Professional dotati del nuovo profilo sanitario ematico-ormonale saranno, oltre a quelle del Pro Tour, i grandi giri e le classiche in linea che fanno capo agli organizzatori di Tour, Giro e Vuelta.

Tuttobiciweb.it

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Domani la presentazione della Quick Step 2008

Sarà una vera e propria maratona quella che attenderà i corridori del Team Quick Step domani. Anche quest'anno la presentazione si terrà presso l'EXpo Hallen di Kortrijk (Bel), quale parte ingrante dell’appuntamento fieristico dedicato al ciclismo, Velofollies in programma dal 18 al 20 gennaio 2008. Sarà una giornata importante e densa di impegni per il Campione del Mondo Paolo Bettini, così come per l'idolo di casa Tom Boonen e per tutti gli altri corridori della squadra.

Si inizia la mattina alle 10 con la conferenza stampa e le interviste con i giornalisti accreditati. A seguire nel pomeriggio a partire dalle ore 16.00, i corridori si concederanno al pubblico. La presentazione sarà preceduta e chiusa da una sessione di firma autografi che vedrà protagonisti prima Paolo Bettini, Tom Boonen, poi Stijn Devolder.

In serata, dalle ore 20.00, sarà la volta dei tanti ospiti della squadra e degli sponsors. Oltre 1000 persone sono attese per una serata ricca di suggestioni e arricchita da uno splendido spettacolo musicale.

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Pista: da domani a Los Angeles torna la Coppa del Mondo

Si apre domani, venerdì 18 gennaio, la terza prova di Coppa del Mondo su Pista a Los Angeles. Sei le finali in programma nella prima giornata: inseguimento individuale uomini e donne, corsa a punti e velocità a squadre uomini, scratch e velocità individuale donne. Si prosegue sabato 19 gennaio con sette finali: 500 metri, corsa a punti e velocità a squadre donne, inseguimento a squadre, keirin, km da fermo e scratch uomini. Si chiude domenica 20 gennaio con quattro finali: inseguimento a squadre e keirin donne, madison e velocità individuale uomini. L’Italia è rappresentata da Valentina Alessio (Team Desenzanese Asd), Giampaolo Biolo (Filmop Sorelle Ramonda Parolin), Vera Carrara (G.S. Fiamme Azzurre), Roberto Chiappa (Gruppo Sportivo Forestale), Angelo Ciccone (Cycling Team Friuli), Annalisa Cucinotta (Sc Michela Fanini Record Rox), Elisa Frisoni (G.S. Fiamme Azzurre), Lisa Gatto (G.S. Fiamme Azzurre), Tatiana Guderzo (Aa Drink Cycling Team), Fabio Masotti (G.S. Fiamme Azzurre) ed Eleonora Soldo (A.S. Team Frw - Gauss – Rdz).

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Samuele Marzoli torna Élite: correrà con la NGC Pagnoncelli

Nuovo arrivo alla corte di Alberto Cappelletti, il team manager della Pagnoncelli Ngc Perrel: a vestire la casacca del team lombardo di Elite e Under 23 nel 2008 ci sarà anche l’ex professionista piacentino Samuele Marzoli, classe 1984, proveniente dal Team Lpr.

Velocista di talento, competitivo sia nelle corse su strada che in quelle su pista, dopo quattro anni nella massima categoria, Marzoli torna tra i dilettanti Elite con la speranza di ritrovare la verve vincente, con la quale era emerso nelle categorie giovanili.

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Ard si scusa con gli sciatori ma non con i ciclisti...

Ciclisti colpevoli o dimenticati? Il dubbio è lecito dopo che la tv tedesca ARD ha chiesto ufficialmente scusa dopo aver lanciato generiche accuse di doping nei confronti degli atleti tedeschi impegnati nel biathlon e nello sci di fondo.

Michael Antwerpes, commentatore della tv che oggi ha trasmesso una gara di Coppa del Mondo di biathlon da Anterselva, ha espresso il rammarico dell'emittente per la linea seguita.

Secondo la ARD, circa 30 atleti si sarebbero rivolti in passato ad una banca del sangue di Vienna finita nel mirino dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada). L'emittente nei giorni scorsi ha fatto riferimento in maniera generica a circa 20 atleti tedeschi che avrebbero fatto ricorso a pratiche dopanti. Erano usciti anche i nomi di quattro ciclisti per i quali, al momento, di scuse non ne sono arrivate...

Intanto, la federsci tedesca ha annunciato oggi di avere avviato un'azione legale contro redattori di Ard, in seguito alle rivelazioni della tv pubblica in merito ad un giro di doping ematico incentrato su un laboratorio austriaco.

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Martias a segno nel Gabon

Il francese Rory Martias della Bouygues Teelecom ha vinto allo sprint la prima tappa della Tropicale Amissa Bongo, corsa a tappe che si disputa nel Gabon , ed è naturalmente il leader della classifica generale.

Ordine d'arrivo

1- Rony Martias (FRA/Bouygues Telecom)

2- Malcolm Lange (AFS/Microsoft Cycling Team), mt

3- Anthony Roux (FRA/Française des Jeux), mt

4- James Vanlandschoot (BEL/Landbouwkrediet-Colnago), mt

5- Giovanni Bernaudeau (FRA/Bouygues Telecom), mt

Classifica generale

1- Rony Martias (FRA/Bouygues Telecom)

2- Malcolm Lange (AFS/Microsoft Cycling Team), à 5''

3- Lilian Jegou (FRA/Française des Jeux), à 7''

4- Anthony Roux (FRA/Française des Jeux), à 9''

5- James Vanlandschoot (BEL/Landbouwkrediet-Colnago), à 13"

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Bottecchia, un film sul mito

A 80 anni dalla misteriosa morte, viene presentato domani a Trieste un documentario sulla vita del grande corridore friulano, primo italiano a vincere il Tour de France

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Ottavio Bottecchia, vincitore del Tour nel 1924 e 1925. Arch.

MILANO, 17 gennaio 2008 - C’è la chicca di Mattia Bortuzzo, 101 anni portati alla grande, che racconta di aver visto con i suoi occhi Ottavio Bottecchia sulle strade del Tour. Poi tante altre testimonianze illuminanti. Gianni Mura, Cicerone d’eccezione, che spiega: "Ha sempre detto che non correva per la gloria, i successi, le donne, ma solo per i 'schei'". Sergio Zavoli, Alfredo Martini, il nipote Franco Bottecchia, gli autori di libri su di lui Roberto Fagiolo, Paolo Facchinetti ed Enrico Spitaleri. Ci sono anche un prete, don Nello Marcuzzi, e il medico di Gemona, che spiega le uniche lesioni (fratture alla base cranica e alla spalla) trovate sul suo corpo dopo la morte, avvenuta a 33 anni.

80 ANNI DOPO - È proprio un bel viaggio nella memoria questo "Bottecchia, l’ultima pedalata". Documentario di 50’ realizzato per l’80° anniversario della morte da Gloria De Antoni e prodotto dalla Cineteca del Friuli. Racconta l’epopea del primo ciclista italiano capace di vincere il Tour de France nel ’24 (dopo essere giunto 2° nel ’23). E di fare il bis nel ’25. Si avvale di immagini d’epoca dell’Archivio Gaumont, dell’Istituto Luce e della stessa Cineteca. Sarà presentato dall’autrice in anteprima domani, venerdì 18 gennaio a Trieste (ore 20, cinema Ariston). Poi lunedì 21 a Pordenone (ore 21, Cinemazero, ospite anche Mura) e martedì 22 a Udine (ore 21, cinema Visionario). Dal documentario più che il ritratto dello sportivo, emerge quello della leggenda, qual è davvero Bottecchia.

UNA MORTE MISTERIOSA - Nato nel 1894 a San Martino in Colle (Treviso) da famiglia povera, fa il carrettiere per sbarcare magramente il lunario, emigra come muratore in Francia, diventa eroe di guerra (medaglia di bronzo al valore) da bersagliere-ciclista, fino a quando il ciclismo lo affranca e lo rende una celebrità. "Ma lui non dimentica, e con i primi soldi sfama e compra da vestire a tutti i 32 nipoti", racconta Franco Bottecchia. Poi all’apice della fama la tragedia, ancora tinta di giallo. Mentre si allena, è trovato in mezzo alla strada a Peonis di Trasaghis, viene portato all’ospedale di Gemona e muore. Omicidio (i fascisti, un contadino a cui ha rubato frutta), incidente (cade sistemando il cinturino dei pedali) o malore (congestione dopo aver bevuto una birra gelata al bar)? Nessuno l’ha mai scoperto. Quel 3 giugno 1927 finisce la vita e inizia il mito. Che 80 anni dopo "Bottecchia, l’ultima pedalata" contribuisce splendidamente a rinnovare.

Gazzetta.it

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Pista: a Stoccarda comandano subito gli svizzeri

C'è subito la firma dei campioni sulla 6 Giorni di Stoccarda: la prima notte di gara si è infatti conclusa con il terzetto svizzero - formato da Bruno Risi, Franco Marvulli e Alexander Aeschbach - al comando davanti a quello formato dai tedesci Robert Bartko e Leif Lampater e dal belga Iljo Keisse. Marco Villa, che pedala con i tedeschi Fulst e Kowatschitsch, veleggia in ottava posizione.

La classifica

1 Bruno Risi – Franco Marvulli – Alexander Aeschbach (SUI), 75 p.,

2 Robert Bartko – Leif Lampater (GER) – Iljo Keisse (BEL), 58 p.,

a un giro

3 Christian Lademann – Christian Grasmann – Christian Bach (GER), 26 p.,

4 Peter Schep – Danny Stam – Jens Mouris (NED), 16 p.,

a due giri

5 Leon van Bon – Matthé Pronk – Jos Pronk (NED), 25 p.,

6 Gerd Dörich – Andreas Beikirch – Erik Mohs (GER), 14 p.,

7 Lars Teutenberg (GER) – Steven Deneef – Dmitri de Fauw (BEL), 12 p.,

8 Marco Villa (ITA) – Guido Fulst – Frank Kowatschitsch (GER), 10 p.,

a quattro giri

9 Marc Hester – Michael Smith Larsen – Mads Bugge (DEN), 18 p

a cinque giri

10 Christoph Meschenmoser – Stefan Löffler – Stefan Frey (GER), 46 p.,

11 Andreas Kappes – Andreas Müller – Marcel Barth (GER), 34 p.,

12 Marek Mixa (CZE) – Jozef Zabka (SVK) – Jiri Hochmann (CZE), 20 p.,

13 Stefan Steinweg (GER) – Roland Garber (AUT) – Karl-Christian König (GER), 9 p.,

14 Peter Jörg – Maxime Bally – René Schibli (SUI), 9 p.,

15 Mario Vonhof (GER) – Giuseppe Atzeni (SUI) – Sascha Richter (GER), 3 p. (eliminati secondo le particolari regole della 6 Giorni di Stoccarda)

Tuttobiciweb.it

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Basso: la squalifica mi ha reso un uomo migliore

Ivan Basso, campione dal cuore d'oro. Il ciclista di Cassano Magnago in questo periodo vissuto lontano dal ciclismo ha affrontato una nuova sfida: niente Tourmalet, Gavia o Alpe d'Huez. Quelli sono picchi che tornerà a scalare fra qualche tempo, ora il suo impegno è per aiutare i bambini e le persone più sfortunate, attraverso l'associazione Intervita. In un'intervista esclusiva ad Affari, racconta: "Adoro i bambini, ho a cuore le loro storie. L’idea di mettermi in gioco è nata dal fatto che io sono fermo per squalifica e l'amicizia che ho con Daniela Bernacchi, direttore di Intervita. Fare del bene fa bene". A febbraio annuncia che si recherà in India ("Voglio vedere, conoscere, capire") e intanto spiega: "Mi sento un uomo migliore, parafrasando Lance Armstrong, la squalifica è la cosa migliore che mi potesse accadere. Mi ha fatto riflettere, mi ha messo a nudo, mi sono sentito uomo e ora sono pronto a tornare". Poi a ruota libera sul ciclismo: dal feeling con Danilo Di Luca ("Con lui da sempre ho un rapporto molto buono e bello") al ballottaggio Petacchi-Bettini come uomo del 2008. E poi c'è quel sogno di vincere Giro o Tour. Un giorno... "E’ il mio sogno, il mio obiettivo, ma non voglio più pensare a lunga scadenza".

Cosa l'ha spinta a scegliere di pedalare a scopo benefico per Intervita?

"Adoro i bambini, ho a cuore le loro storie. L’idea di mettermi in gioco è nata dal fatto che io sono fermo per squalifica e l'amicizia che ho con Daniela Bernacchi, direttore di Intervita. Fare del bene fa bene".

In quali occasioni indosserà la maglia di Intervita durante questo 2008? A quali corse parteciperà?

"Corse nessuna, anche se qualche Gran Fondo a sfondo benefico potrei farla. La cosa importante è che mi alleno tutti i giorni con la maglia di Intervita. Questa è la cosa più importante, questa è la cosa a cui io tengo di più".

Come e quando si è avvicinato a questa Onlus?

"Mia moglie Micaela ha sempre dato una mano alle associazioni in difesa e tutela dell’infanzia meno fortunata. Qualche mese fa, avendo più tempo, mi sono messo in gioco anch’io e ne sono davvero molto contento".

Ivan Basso, grandi emozioni al Giro d'Italia (foto AP)

In cosa si è impegnato a livello di 'beneficenza e aiuti' attraverso Intervita?

"Da quando mi alleno con la maglia Intervita vengo fermato, mi chiedono, vogliono sapere, penso di poter dare un buon contributo alla causa. Mi auguro che i buoni propositi, le promesse, le buone parole che ho raccolto per le strade si traducano in fatti concreti. A dicembre ho fatto la mia prima uscita in maglia Intervita partecipando ad una cicloturistica che conduceva alla madonnina del Brinzio, in provincia di Varese. Tantissimi partecipanti, anche un buon risultato per Intervita…".

Durante questo periodo lontano dal ciclismo ufficiale ha scoperto maggiormente il mondo delle Onlus e dell'aiuto alla gente più sofferente?

"Assolutamente sì. Oggi posso dire che ho una grande fortuna: mi alleno come se dovessi tornare a correre domani, mi godo il calore della mia famiglia e condivido con loro la gioia di essere utili per qualcuno meno fortunato di noi. La mia bimba, Domitilla, che ha 5 anni, è felice di questa esperienza"

Cosa le piacerebbe fare in futuro per aiutare le persone o i bambini più sfortunati?

"Abbiamo in programma tanti bei progetti che sto valutando e condividendo con Intervita. Intanto a fine febbraio andrò in India con loro: voglio vedere, conoscere, capire".

Com'è cambiato Ivan Basso come uomo, dopo le vicende degli ultimi anni che l'hanno portata a questo stop dal mondo del ciclismo?

"Mi sento un uomo migliore, parafrasando Lance Armstrong, la squalifica è la cosa migliore che mi potesse accadere. Mi ha fatto riflettere, mi ha messo a nudo, mi sono sentito uomo e ora sono pronto a tornare".

Quanto e come si allena in bicicletta in questo periodo? In questo periodo quali sono i suoi interessi e le sue passioni extra-ciclistiche?

"Non ho mai smesso di andare in bicicletta. Mi sono imposto di continuare a comportarmi come se fossi ancora un corridore professionista e non uno in attesa di tornare ad esserlo. E’ un modo per tenersi vivi, per non cadere in depressione, per non perdere il lavoro fatto e farsi trovare pronti al momento del ritorno vero, il prossimo 23 ottobre, quando scadrà la squalifica. Le mie passioni? Io adoro stare a casa, con mia moglie Micaela e i miei due piccoli, Tilla e Santiago. Per me la famiglia è davvero tutto. E’ la mia forza, il mio rifugio".

In questo 2008 che la vede lontano dalle corse, seguirà le corse top del ciclismo internazionale come Giro d'Italia, Tour, Mondiale e grandi classiche da tifoso o spettatore?

"Da spettatore, non certo da tifoso, anche se ho le mie preferenze, i miei preferiti, i miei amici. Un nome? Danilo Di Luca: con lui da sempre ho un rapporto molto buono e bello".

Da grande corridore ed esperto di ciclismo chi saranno i grandi favoriti per il Tour de France, per il Giro e per il Mondiale in questa stagione? E chi vede come grandi sorprese di questa stagione tra gli italiani e gli stranieri? C'è qualche corridore per cui farà il 'tifo'?

"E’ difficile dirlo, perché con tutti questi continui scandali e inchieste non si sa fino alla fine chi parteciperà o meno alle corse. Ad ogni modo spero che il Giro possa essere un affare tra italiani: Di Luca, Savoldelli, Cunego e Simoni i miei favoriti. I giovani? Riccardo Riccò e Vincenzo Nibali. L’uomo dell’anno? Petacchi e Paolo Bettini".

Il 24 ottobre tornerà in pista, che emozione pensa proverà? Quali segnali le hanno dato i suoi tifosi in questi mesi lontano dal grande ciclismo? Dai colleghi ha ricevuto messaggi di solidarietà? A chi si sente più legato tra i suoi colleghi?

"Non so cosa potrò provare al momento della fine della squalifica, una cosa è certa: non vedo l’ora. Tanti sono i colleghi che mi sono stati vicino e si sono mostrati carini con me. Mi ripeto, uno su tutti: Di Luca. L’amico? Michele Bartoli, ex professionista, grande campione degli anni Novanta. Con lui ho un rapporto speciale".

La rivedremo un giorno in maglia rosa e magari indossare la maglia gialla sui Campi Elisi?

"E’ il mio sogno, il mio obiettivo, ma non voglio più pensare a lunga scadenza. Preferisco i piccoli passi, le piccole azioni, come dare una mano ad un bimbo e rimettersi il numero sulla schiena".

Tuttobiciweb.it

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