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Ciclocross: l'Italia scopre il percorso mondiale a Le Bandie

La Nazionale Italiana di ciclocross ha cominciato da ieri (senza Franzoi, ancora infortunato, che comunque dovrebbe riprendere oggi la preparazione insieme ai compagni di squadra) gli allenamenti sul percorso del Lago Le Bandie a Spresiano, dove il 26-27 gennaio si disputeranno i campionati del mondo. Molto interessanti le prime impressioni del CT Fausto Scotti e dei suoi atleti: "Tutti sono convinti, anche sulla base delle risultanze della Coppa del Mondo disputata qui a novembre 2006, che questo sia un percorso estremamente veloce. Questa volta, dopo giornate di maltempo, abbiamo trovato il fondo notevolmente appesantito e debbo dire che abbiamo avuto un'impressione completamente diversa: la pioggia può rendere il tracciato delle Bandie davvero molto duro, aumentando di molto i tratti da percorrere con la bici in spalla. Dunque, meglio aspettare a fare pronostici e fare molta attenzione alle previsioni atmosferiche"

Shuttle bus gratuito per gli spettatori che arrivano in treno

L'organizzazione dei Campionati del Mondo di ciclocross al Lago Le Bandie ha predisposto un altro servizio molto comodo ed utile per tutti gli spettatori che decideranno di raggiungere il percorso iridato senza utilizzare l'automobile. "Abbiamo a disposizione grandi parcheggi - spiega il direttore tecnico Rudy Mosole - ma è anche importante che la gente sappia che raggiungere il nostro percorso può essere facile e comodo anche venendo in treno e noi vogliamo aiutare coloro che utilizzano un mezzo alternativo". Sia sabato 26 gennaio che domenica 27, dalle ore 7 alle alle ore 11, una navetta gratuita sarà a disposizione ogni mezzora alla stazione ferroviaria di Treviso e a quella di Spresiano per trasportare gli spettatori al Lago Le Bandie. Altrettanto avverrà al termine delle giornate di gara, dalle ore 14 alle ore 18. Si ricorda che l'ingresso al Lago Le Bandie in occasione dei Mondiali di Ciclocross sarà gratuito.

Tuttobiciweb.it

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Di Luca e Savoldelli in copertina su tuttoBICI di gennaio

Soffia già il "vento in coppia" per Danilo Di Luca e Paolo Savoldelli, la nuova coppia della Lpr che con loro punta dichiaratamente al Giro d'Italia. Fabo Bordonali, team manager della formazione bresciana, spiega nel servizio di apertura del numero di gennaio di tuttoBICI come sia nata l'idea di questa strana coppia, quali i criteri che lo hanno ispirato nel costruire la squadra 2008, quali le aspettatitive e gli obiettivi di un team che si annuncia tra i più forti in particolare per le corse a tappe.

A leggere la stagione 2008 delle proprie squadre abbiamo invitato poi Roberto Amadio, team manager di una Liquigas che punta molto sui giovani, e Stefano Feltrin, general manager di una Tinkoff Credit Systems sempre più ambiziosa.

Come tradizione, vi proponiamo la mappa completa del ciclismo italiano ed il calendario della stagione, strumento quanto mai importante per riuscire a districarsi tra ProTour, calendario mondiale, calendari europei, manifestazioni escluse dai grandi circuiti e via dicendo.

Il mese di dicembre ha proposto due grandi avvenimenti targati tuttoBICI e ve ne damo ampio reportage: a Pieve di Soligo si è svolto un incontro aperto al pubblico, organizzato dal nostro mensile in collaborazione con il Gruppo Euromobil, dal titolo "Moser vs Saronni, una rivaltà mondiale", splendida occasione per rivedere i due grandi acampioni ancora una volta l'uno contro l'altro; a Bergamo, poi, si è svolta la cerimonia di premiazione degli Oscar tuttoBICI in una notte davvero ricca di campioni e di emzioni.

A proposito di emozioni, Stefano Zanini racconta il suo addio alle corse e il suo avvicinarsi all'ammiraglia della Silence Lotto ripercorrendo tutta la sua lunga carriera.

I riflettori si posano poi sulla RCS Sport con lorenzo De Salvo, direttore marketing e comunicazione di RCS Sport che racconta programmi e progetti per il prossimo Giro d'Italia che continua a mietere consensi.

Ad aprie la grande stagione 2008 sarà il campionato mondiale di ciclocross di Treviso e, fortemente voluto da Remo Mosole, con una folla davvero imponente che si prepara ad invadere il Centro Le Bandie nell'ultimo weekend di gennaio.

Luci della ribalta, quindi, sulla stagione della Ac Arona con tutti i programmi del team di Bertinotti e Perucco e in particolare con i campionati europei per Under 23 e Juniores maschili e femminili che si svolgeranno a luglio.

Il ricco numero di gennaio di tuttoBICI propone poi una lunga intervista a Davide Boifava che, pur non con una sua squadra, continua ad essere protagonista nel ciclismo.

Incontriamo poi Gianmarco Rizzati, titolare della Geotech, azienda ferrarese specializzata in consulenza ambientale e gestione rifiuti, che ha scelto il ciclismo per farsi conoscere.

Non ha bisogno di farsi conoscere, invece, Ivan Basso: vi raccontiamo la sua nuova esperienza di testimonial di Intervita, società onlus che cura le adozioni e il sostegno a distanza.

Vi proponiamo poi l'intervista a Nicola Belotti, vicedirettore della NGC Medical, all'esordio come primo sponsor e un incontro con i dirigenti della Domus - il presidente Stefano Civettini e il suo vice Gianni Sommariva - che per i 40 anni della loro società organizzeranno praticamente tutti i campionati italiani strada e pista di tutte le categorie.

Per la parte dilettantistica, ricca come sempre, riflettori su Simone Ponzi, vicnitore dell'Oscar tuttoBICI Under 23, sulla Lucchini Neri Comauto, sulla Eurobike Air Express, sul Frapporti Fans Club. E sul Team Giorgi e sull'Uc Petrignano.

C'è davvero tanto da leggere e da scopriree, su tuttoBICI di gennaio. Tante buone occasioni per correre ad acquistarlo in edicola. Buona lettura.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Schumacher alle prese con problemi di anfetamine...

Nuovo colpo per l’immagine del tedesco Stefan Schumacher. In un controllo del sangue effettuato dalla polizia il 7 ottobre scorso - quando il corridore tedesco era stato protagonista unico di un incidente stradale dopo una notte in discoteca - sono state trovate tracce di anfetamine.

«Non so davvero come sia possibile, non so darmi una spiegazione - dice Schumacher -. So che non è una buona spiegazione, ma posso solo dire che non ho mai assunto niente di illegale».

Il test positivo non può avere alcuna conseguenza a livello sportivo, poiché non è stato effettuato secondo le regole della Wada, ma va comunque a sporcare ulteriormene l’iimagine già non limpidissima del tedesco.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Rotterdam: Stam e Lampater balzano al comando

Clamoroso a Rotterdam... Tra i due litiganti, il terzo si prepara a festeggiare...: la quinta serata della Sei Giorni di Rotterdam, infatti, ha regalato il colpo a sorpresa, con la coppia "nata per caso" Stam-Lampater che ha guadagnato un giro sui favoriti della vigilia, Risi-Marvulli da una parte e Keisse-Bartko dall'altra. E riuscire a recuperare terreno nella sesta e ultima notte di corsa non sarà davvero facile.

La classifica

1 Stam-Lampater punti 236

a un giro

2 Keisse-Bartko punti 273

3 Risi-Marvulli punti 263

4 Schep-Zabel punti 250

a sei giri

5 Terpstra-Mouris punti 144

a sette giri

6 Villa-Stroetinga punti 168

7 Pronk-Pronk punti 118

a otto giri

8 Traksel-Lademann punti 138

a dieci giri

9 Vierhouten-Aeschbach punti 121

a tredici giri

10 van Bon-de Fauw punti 194

11 Lazar-Kankovsky punti 101

a diciotto giri

12 Dörich-de Neef punti 53

a ventidue giri

13 Hester-Giling punti 95

Tuttobiciweb.it

Inviato

Tachira: terza tappa al cubano Perez

Vittoria cubana nella terza tappa della Vuelta al Tachira. Ad imporsi, al termine di uno sprint di gruppo, è stato infatti l'esperto Pedro Pablo Perez. In classifica generale resta al comando il venezuelano Arthur García.

Ordine d'arrivo

1. Pedro Pérez (Cub) in 2H32'36"

2. Arthur García (Ven)

3. Patrick Kos (PB)

4. Mauricio Frazer (Arg)

5. Anthony Brea (Ven)

Classifica generale

1. Arthur García (Ven) in 9h 25:09

2. Pedro Pérez (Cub) a 4"

3. Anthony Brea (Ven)

4. Yoendry Bermúdez (Ven) a 11"

5. Julio Herrera (Ven) a 12"

Tuttobiciweb.it

Inviato

Diquigiovanni-Androni, Simoni e il sogno del Giro d'Italia

Si è alzato il velo, stamane a Castelgomberto, sulla Serramenti Diquigiovanni - Androni Giocattoli 2008, la formazioen costruita da Gianni Savio attorno a Gilberto Simoni.

«L’idea di questa squadra - ha spiegato Lino Diquigiovanni, contitolare dell’azienda insieme a Giuseppe Faggion - è nata lo scorso anno dopo l’esclusione dal Giro d’Italia. Prima ci siamo macerati nell’attesa e poi, dopo l’esclusione, ho chiamato Gianni Savio e gli ho chiesto “cosa possiamo fare per essere al Giro il prossimo anno?” ed è nato questo progetto. Vedete? Quest’anno indosso io la cravatta rosa: lo scorso anno ce l’aveva Faggion, stavolta mi ha pazssato il testimone, sperando che questo benedetto invito per il Giro finalmente arrivi».

Da parte sua Gianni Savio ha indossato i panni del gran cerimoniere: «Da 24 anni sono nel ciclismo professionistico e consentitemi di ricordare che da 24 anni ho al mio fianco la Selle Italia della famiglia Bigolin. Da sette anni lavoro con Marco Bellini e insieme abbiamo costruito una squadra competitiva. No, non facciamo nessun proclama: speriamo di essere invitati al Giro e se così sarà non correremo alla garibaldina come spesso abbiamo fatto, ma saremo compatti attorno al nostro capitano Simoni».

Dodici i corridori presenti oggi: Donadello, Axelsson, Leonardo Moser, Missaglia, Honso, Simoni, Anzà, Belletti, Nardello, Ivanov e Denis Bertolini oltre al biker Johnny Cattaneo che affiancherà Simoni e Ivanov nelle loro sortite nel fuoristrada. Tra gli assenti, Alessandro Bertolini che è in Sudafrica ad allenarsi e Francesco Ginanni, costretto a letto dall’influenza.

Motivatissimi i corridori, a cominciare da Danilo Hondo, già secondo alla Sanremo del 2005: «Ho tanta voglia di correre, anche se non so quale possa essere il mio valore in questo inizio di stagione. Sono convinto di poter fare bene».

Nardello aggiunge: «Vorrei iniziare subito bene la mia quindicesima stagione tra i professionisti per poi essere una spalla importante per Gibo al Giro».

Leronardo Moser spiega: «Mi alleno spesso con Gibo, spero di imparare tanto da lui. A cominciare dalal colazione: spesso la facciamo insieme, perché lui fa sempre fatica ad alzarsi».

Infine Gibo Simoni: «Perché Savio? Non è stata una questione di soldi ma di programma: volevo correre in mtb e con questa società lo posso fare, in particolare dopo il Giro quando farò anche il mondiale di marathon: è stata questa la molla che mi ha spinto a scegliere Savio. E poi Gianni è nel ciclismo da 24 anni e se è ancora qui vuol dire che qualcosa di buono l’ha fatto e sono sicuro che lo farà anche con me. Il Giro?= Lo scorso anno ho sbagliato: ho provato a vincerlo ed ho perso anche il podio. Quest’anno temo soprattutto la coppia Di Luca-Savoldelli: bisognerà vedere chi dei due accetterà di perderlo e io dovrò essere pronto ad infilarmi in questa lotta».

La Diquigiovanni - Androni si prepara a partire con una triplòa attività: una formazione andrà in Argentina per la Vuelta San Luis, una in Malesia per il Tour de Langkawi e la terza (con Simoni) sarà in ritiro dal 29 gennaio all’8 febbraio a Terracina per preparare l’esordio nel calendario italiano a Donoratico.

Alla presentazione erano presenti anche Renzo e Massimiliano Bordogna che potrebbero scendere in campo al fianco di Savio: martedì potrebbe essere annunciato infatti l’arrivo di nuovi sponsor che permetteranno l’ingaggio di tre-quattro nuovi corridori.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Caso Schumacher, la situazione si complica

Il caso Schumacher ha fatto grande rumore in una Germania sempre all'erta sulle questioni di doping e attorno al corrdiroe della Gerolsteiner si è aperto un grande dibattito, riguardante o meno un'accusa di doping. Nel sangue del corridore della Gerolsteiner, fermato lo scorso 7 ottobre per guida in stato d'ebbrezza ad una settimana dalla conquista del bronzo mondiale di Stoccarda, è stata rinvenuta la presenza di anfetamine. Il 26enne è già stato sanzionato con il ritiro della patente per 10 mesi e con una multa di 10.000 euro, ma la federciclismo tedesca vuole determinare se la presenza di anfetamine nel suo organismo possa determinare una violazione del codice antidoping. "I nostri legali stanno studiando il caso, non verrà spazzato sotto il tappetto", ha spiegato la federazione in un comunicato. L'anfetamina è una sostanza bandita dal ciclismo dal 1967. Per il direttore della Gerolsteiner, Hans-Michael Holczer, si tratta di "affari privati". Mentre il legale del ciclista ha spiegato che le conclusioni della polizia sono passibili di contestazione. "Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il doping. Stava festeggiando il successo al campionato mondiale con degli amici in una discoteca di Stoccarda", ha aggiunto l'avvocato Michael Lehner, "è stata trovata una minima traccia di anfetamina, appena sopra i limiti e non è chiaro come sia finita nel suo corpo".

Tuttobiciweb.it

Inviato

Davide Cassani farà la 100 km del Sahara

Davide Cassani è sempre più affascinato dalla corsa a piedi e nemmeno la maratona gli basta più: l'opinionista di mamma Rai si prepara a partecipare dal 3 al 6 marzo alla 100 km del Sahara, una prova divisa in 4 tappe, una delle quali è una maratona, mentre una delle semitappe si svolgerà in notturna.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Fanelli, mancava solo lui

Papà dilettante, fratello professionista e sorelle sulla bici: a undici anni è scoppiato l'amore: "Ho sempre corso per squadre Continental, che significa gare in giro per il mondo. A chi mi dice che il doping va provato, rispondo che in Puglia si fa con i meloni"

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Fanelli (sin.) vince in volata una tappa del Giro d'Abruzzo. Archivio

MILANO, 7 gennaio 2008 - Papà dilettante: "Mai riuscito a passare professionista". Fratello professionista: "Qualche vittoria su strada, qualche titolo su pista". Anche le due sorelle pedalavano, in bici, mentre la mamma pedalava forte, ma nella vita. Inevitabile che la passione contagiasse anche lui, Ivan Fanelli. "Era il 1990, il Giro partiva da Bari. Quei colori, quelle luci, quel movimento, quella musica. La gente impazziva, assediava Bugno e Cipollini per conquistare il loro autografo. M’innamorai del ciclismo. Non avevo neanche 12 anni".

Prima?

"Già correvo. E già avevo vinto. A Irsina, in Basilicata, circuito paesano. Una quindicina al via, in due sul rettilineo finale, volatina, primo. Ero giovanissimo, categoria G3. Me la ricordo come fosse stamattina".

Poi?

"Sono dovuto emigrare in Toscana. Esordiente da tesserato, allievo e junior in ritiro d'estate, dilettante in continuo viavai, l'ultimo anno ho ceduto e ho preso un appartamento in affitto. Adesso abito a Calcinaia, vicino a Pontedera, e a Triggiano torno solo una settimana l'anno, se posso, quando posso".

Professionista dal 2003.

"Primo anno e prima vittoria. Giro di Stausee-Klignau, in Svizzera. Un arrivo di quelli che piacciono a me: in leggera salita. Volatona generale. Dico la verità: non me l'aspettavo. Perché è vero che era una corsa di secondo livello, ma è anche vero che vincere non è mai facile. Me ne sono accorto dopo".

Quando?

"Ogni volta che perdo. E più sfioro il primo posto, più ci rimango male. Giro dell'Estremadura 2007, un arrivo di quelli che piacciono a me, a 20 metri dal traguardo Vicioso mi salta e vince. Era alla mia ruota e, lo confesso, non l'avevo proprio visto. Altrimenti avrei aspettato a scattare".

La sua strada?

"Ho sempre corso per squadre Continental. Che significa: gare in giro per il mondo. Giro del Venezuela: alberghi belli, ma sulle strade buche larghe tre metri per due, dei crateri, una ogni 300 metri, traffico bloccato ma sempre un occhio al codice stradale, se vai in fuga è meglio tenere la destra. Giro del Marocco, Giro della Serbia, Giro dell’Istria...".

Problemi?

"Correre è sempre un piacere. I problemi, a volte, stanno intorno al correre. Il Venezuela è l'unico Paese dove si può mangiare la pasta, in bianco, tranquillamente, altrimenti meglio pane e riso. Acqua rigorosamente in bottiglia. Verdura cotta. C'è sempre il pericolo di diarrea, salmonellosi, infezioni... In Polonia si va avanti a wurstel. Torni in Italia e hai il fegato a pezzi".

Però?

"Però questa vita da zingaro purtroppo mi piace. Altrimenti non la farei. Il livello delle corse è comunque alto: mai visto una corsa dove si vada piano. In Venezuela ci sono corridori sconosciuti, anonimi, ignorati, che volano, poi arrivano in Italia e diventano fenomeni. Semmai questa vita da zingaro piace un po' meno a Elena".

La sua fidanzata?

"Ci siamo conosciuti quando ero ancora dilettante. Il fascino dell'atleta mi ha aiutato. Ma anche lei era un'atleta: concorsi ippici".

Lei, Ivan, fa anche il cross.

"Ho chiesto il permesso alla mia squadra, la Cinelli, che mi ha dato l’ok. L’ok significa due cose: primo, cerca di non farti male per non compromettere la stagione su strada; secondo, arrangiati. Così faccio tutto a mie spese: allenamenti, viaggi, alberghi. Siccome ho appena venduto la mia macchina, una Bmw, al campionato italiano sono andato con la Seicento Fiat di Elena. Io e mio padre, due bici, due paia di ruote e due borsoni. Mi volevano premiare solo per quello che ci abbiamo fatto stare dentro".

Invece?

"La corsa è stata un sacrificio. Da stradista, avrei preferito l'asciutto. Ma siccome pioveva, avrei preferito che continuasse a piovere. Finché continua a piovere, il fango è morbido. Ma quando smette di piovere, si attacca da tutte le parti: alle ruote, alla catena, soprattutto ai piedi. E da terra non ti scolli più. Alla fine 13° assoluto, 7° nell'Elite".

Deluso?

"Spero ancora di essere convocato per i Mondiali. Non per i soldi, ma per l'onore. Nel cross si campa con poco. Chi vince i Tricolori ha un premio neanche di 300 euro. I premi arrivano fino al decimo. Agli altri un arrivederci e grazie. Chi vince una gara nazionale non arriva a 100 euro. Ma c'è altro nella vita".

Per esempio?

"Il ciclismo, appunto, se non fosse per quello che dicono su di noi: che siamo tutti drogati".

E lei che cosa risponde?

"Che il doping è un problema in tutti gli sport. Solo che il ciclismo lo combatte con un'infinità di controlli e sta ripulendo l'ambiente, gli altri sport lo combattono meno".

Lei si è mai dopato?

"Mai".

Ha mai avuto la tentazione?

"Tutte le volte che mi staccano, e succede spesso: in salita e anche in pianura".

Gliel'hanno mai proposto?

"Proposto sì, litigato anche. A chi mi dice 'bisogna provare', rispondo che ’la prova si fa ai meloni'. Che da noi, in Puglia, sono le angurie".

Gazzetta.it

Inviato

Anche Menchov al Giro

Il russo, vincitore dell'ultima edizione della Vuelta, conferma la sua partecipazione alla corsa Rosa. Sarà uno degli avversari più temibili per i favoriti italiani

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Denis Menchov, 29 anni, professionista dal 1999. Afp

MILANO, 8 gennaio 2007 - A quattro mesi dall'inizio del Giro d'Italia comincia a delinearsi il quadro dei campioni che saranno al via della corsa Rosa. Denis Menchov, vincitore della Vuelta di Spagna nel 2005 e nel 2007, ha sciolto le riserve ufficializzando la sua partecipazione al Giro, che partirà il 10 maggio da Palermo. Il leader russo della Rabobank sarà tra gli avversari più temibili per la classifica generale per i favoriti italiani. Menchov, 30 anni il 25 gennaio, parteciperà nel 2008 anche a Liegi-Bastogne-Liegi e Tour de France. Tra gli altri big stranieri più attesi il colombiano Mauricio Soler (Barloworld). Lo spagnolo Carlos Sastre (Csc) non ha ancora confermato la sua partecipazione.

SIMONI - A propositi di favoriti, oggi è stata presentata la squadra di Gilberto Simoni, vincitore di due Giri d'Italia. La Serramenti PVC Diquigiovanni–Androni Giocattoli, composta da corridori provenienti da 7 paesi (Italia, Venezuela, Colombia, Moldova, Spagna, Svezia, Germania), esordirà il 22 gennaio in Argentina nella Vuelta San Luis. Il trentino debutterà invece al Laigueglia (23 febbraio).

Gazzetta.it

Inviato

Austria, la Wada accusa una banca del sangue: fa doping

Scoppia un caso doping anche in Austria. a lanciare l’accusa è la Wada, agenzia mondiale antidoping, che punta il dito contro una banca del sangue austriaca. Secondo quanto riporta stamane il quotidiano Kurier, la Wada denuncia come una struttura viennese sia un punto di riferimento per atleti che utilizzano pratiche ematiche proibite: l'agenzia mondiale ha segnalato la banca del sangue alle autorità austriache. «Secondo le nostre fonti, ci sono buone ragioni per ritenere che la compagnia sostenga atleti che ricorrono ad autoemotrasfusioni - sostiene il presidente della Wada, Richard Pound, in una lettera inviata al sottosegretario austriaco allo Sport Reinhold Lopatka.

Immediata l'apertura di un'inchiesta nei confronti della compagnia che ha cinque sedi in Austria. La società nega ogni addebito e reagisce: «Le accuse sono prive di fondamento - afferma Lothar Baumgartner, uno dei manager della società -. Non siamo nemmeno attrezzati per simili pratiche».

Ma i documenti della Wada dimostrerebbero il contrario: alcuni atleti si sarebbero rivolti con regolarità alla banca del sangue, presentandosi nei laboratori in orari anomali. A visitare i laboratori, anche la domenica mattina, sarebbero stati soprattutto ciclisti e fondisti.

Per il momento, la federsci austriaca (Osv) non ha ancora ritenuto opportuno avviare azioni formali: le indicazioni fornite dalla Wada non permetterebbero di sostenere un impianto accusatorio. Intanto, pero', la Osv ha messo a disposizione i dati in proprio possesso: si tratta di informazioni relative a 1181 atleti. L'esame delle cartelle potrebbe consentire di evidenziare eventuali anomalie riconducibili all'uso di sostanze dopanti. Le accuse di doping ematico non costituiscono una novita' per lo sci austriaco. Atleti, medici e dirigenti biancorossi sono stati protagonisti di scandali durante le Olimpiadi invernali di Salt Lake City e durante quelle di Torino. Le inchieste avviate due anni fa hanno portato, tra l'altro, alla squalifica a vita di 3 atleti.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Crono Liquigas: tuttobiciweb celebra il 5° posto di Sardelli

È in pieno svolgimento a Bibione la due giorni Liquigas, avvenimento che ruota attorno alla presentazione ufficiale della squadra ProTour guidata da Bennati e Pozzato. Dopo la cena con la squadra, svoltasi ieri sera all’Hotel Savoy Terme di Bibione, stamane alle ore 9 raduno generale e alle 9.30 è partita la pedalata cicloturistica che ha coinvolto, al fianco dei corridori, giornalisti e dirigenti del team.

La temperatura rigida, 4 gradi, e le strade ghiacciate della cittadina veneta, hanno provocato la caduta di Ruggero Quadrelli del Corriere dello Sport - Stadio: casco rotto ma per fortuna nessuna conseguenza.

La pedalata amichevole ha avuto poi una coda polemica che ha avuto come protagonista il giornalista di TuttoSport Alessandro Brambilla che ha rivendicato la vittoria, protestando con il collegio di giuria, ma dimenticando che si trattava di una pedalata amichevole...

Subito dopo si è svolta una cronometro di un chilometro nella quale va segnalato l’ottimo quinto posto ottenuto dall’inviato di tuttoBICI e tuttobiciweb.it Roberto Sardelli (nella foto durante una delle sue grandi performance atletiche): diretto, preparato e incitato dal direttore Pier Augusto Stagi, Roberto ha firmato una splendida performance al punto che, subito dopo aver tagliato il traguardo, è stato raggiunto via radio dalla redazione di Milano che ha voluto complimentarsi con lui per l’ottima performance.

«Il freddo ha giocato contro di me - ha spiegato l’eroico Sardelli - ma ho già chiaro il programma di preparazione per l’appuntamento del prossimo anno: allenamenti serrati in Groenlandia per tutta l’estate, per abituarmi alla bassa temperatura».

Anche Angelo Costa del Resto del Carlino e firma storica di tuttoBICI promette riscatto alla luce dell’ottavo posto ottenuto: «La mia preparazione è volta più alle gare di lungo chilometraggio, devo migliorare sugli sforzi brevi. Aver battuto un agonista come Alessandro Brambilla è comunque un grande risultato dal quale ripartire».

Per la cronaca il successo è andato al collega Eros Maccioni di TVA mentre da registrare un’altra caduta, avvenuta sulla rampa di partenza, che ha avuto come protagonista Stefano Rizzato di Cicloweb.

Ecco la classifica finale

1. Eros Maccioni (TVA Vicenza) in 1’20”80

2. Gigi Sgarbozza (Rai Sport) in 1’22”79

3. Sebastiano Cipriani (Cicloweb) in 1’28”89

4. Andrea Berton (Eurosport) in 1’28”96

5. ROBERTO SARDELLI (tuttobiciweb) in 1’31”03

6. Luca Bettini (Bettiniphoto.net) in 1’31”22

7. Ildo Serantoni (L’Eco di Bergamo) in 1’31”26

8. Angelo Costa (Il Resto del Carlino) in 1’32”58

9. Alessandro Brambilla (TuttoSport) in 1’32”92

10. Riccardo Scanferla (Ciclismoweb,net) in 1’33”94

11. Ludo Van Klooster (wilierRevue) in 1’34”42

12. Gabriele Sola (Lauta Comunication) in 1’34”73

13. Fabio Panchetti (Eurosport) in 1’46”39

14. Vito Bernardi (La Prealpina) in 1.49”88

15. Ruggero Quadreli (Corriere dello Sport - Stadio) in 1’50”05

16. Stefano Rizzato (Cicloweb) in 2’05”94

Tuttobiciweb.it

Inviato

Domani i ct francesi sui percorsi iridati di Varese

Domani, giovedì 10 gennaio, una delegazione della Federazione ciclistica francese effettuerà un sopralluogo sui percorsi che dal 22 al 28 settembre ospiteranno i Campionati del mondo di ciclismo su strada.

La delegazione transalpina sarà guidata da Patrick Cluzaud, direttore tecnico che ha responsabilità delle nazionali di tutti i settori. Vi faranno parte anche Frédéric Moncassin, commissario tecnico dei professionisti, Gérard Brocks, tecnico della nazionale femminile e Bernard Bourreau, responsabile degli under 23.

I tecnici francesi visioneranno i percorsi iridati che, come è noto, hanno all’ippodromo alle Bettole la sede di partenza e di arrivo ma che si sviluppano su tracciati diversi per quanto riguarda le cronometro under 23, donne ed elite. Per le prove in linea, invece, il circuito cittadino è identico per tutte le tre categorie, ovviamente su distanze diverse.

La delegazione francese sarà accompagnata nel sopralluogo ai percorsi dal direttore generale Gabriele Sola, dal vicepresidente Renzo Oldani, e dai responsabili dei vari percorsi Giuseppe Rivolta, Elio Calcagni, Giuseppe Mereu e Roberto Casnati.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Rotterdam: la 6 giorni premia Stam e Lampater

Quel piccolo giro di vantaggio, conquistato nella quinta notte di corsa, lo hanno difeso con i denti trasformandolo in oro: l'olandese Danny Stam e il tedesco Leif Lampater (coppia nata per caso dopo il forfait dei rispettivi partner, Slippens e Beikirch) hanno vinto la Sei Giorni di Rotterdam. Sul podio, con un giro di distacco, gli svizzeri Risi-Marvulli e la coppia formata dal belga Keisse e dal tedesco Bartko, mentre al quarto posto hanno chiuso Zabel e Schep. Marco Villa, che ha corso in coppia con l'olandese Stroetinga, si è piazzato quinto. Oggi volo verso Brema e domani si ricomincia con uan nuova avventura.

Classifica finale

1 Stam-Lampater punti 283

a un giro

2 Risi-Marvulli punti 340

3 Keisse-Bartko punti 331

4 Schep-Zabel punti 276

a otto giri

5 Villa-Stroetinga punti 206

6 Terpstra-Mouris punti 168

a dieci giri

7 Pronk-Pronk punti 128

a undici giri

8 Traksel-Lademann punti 146

a tredici giri

9 Vierhouten-Aeschbach punti 127

a quindici giri

10 van Bon-de Fauw punti 222

a diciotto giri

11 Lazar-Kankovsky punti 115

a ventitré giri

12 Dörich-de Neef punti 53

a ventisette giri

13 Hester-Giling punti 109

Tuttobiciweb.it

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Torri non fa sconti: deferiti tre calciatori di serie A e B

Ettore Torri e l'Ufficio di Procura Antidoping del CONInon fanno sconti e alzano il tiro anche sul calcio: è stato disposto infatti il deferimento di Nicolò Cherubin (tesserato per la Società Reggina Calcio), Davide Possanzini, nella foto, e Daniele Mannini (tesserati per la Società Brescia Calcio) al competente Organo di giustizia federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, con richiesta di un mese di squalifica per la mancata collaborazione in relazione all’espletamento delle procedure antidoping effettuate rispettivamente al termine della gara Reggina-Livorno del 31 ottobre 2007 e della gara Brescia-Chievo del 1 dicembre 2007. Agli atleti viene contestata la responsabilità in ordine alle violazioni degli artt. 6.2. e 6.6. delle Istruzioni operative del Comitato Controlli Antidoping.

Tuttobiciweb.it

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Maratona-mania: contagiato anche Boogerd

È una vera e propria epidemia, quella che contagia i ciclisti al termine dela loro carriera e li porta a misurarsi nelle maratone: l'ultimo contagiato è Michael Boogerd che, fresco di ritiro agonistico, si sta preparando per affrontare la maratona di Rotterdam.

Tuttobiciweb.it

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Europei 2008: la Francia in sopralluogo ad Arona

Oggi i tecnici della nazionale francese visionano i percorsi dei Campionati Europei di Ciclismo U23 e Junior, uomini e donne, che l'Associazione Ciclistica Arona e il Pedale Verbanese Delta organizzeranno tra il Lago Maggiore e Lago D'Orta dal 3 al 6 luglio 2008. Dopo Gran Bretagna e Italia è la volta, dunque, della Francia a perlustrare palmo palmo i percorsi individuati fra Arona, Pettenasco, Stresa e Verbania che tra qualche mese costituiranno lo scenario delle rassegne continentali riservate ai giovani.

I Campionati Europei di ciclismo under 23 e junior godono del Patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Novara e Verbano Cusio Ossola e dei quattro Comuni interessati dall'evento.

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Famiglie d'arte: il figlio di Thurau tra i professionisti

Per un Merckx junior che lascia il professionismo, c'è una new entry, nel capitolo intrigante dei figli d'arte. A fare compagnia al figlio di Roche, ai rampolli di Gavazzi e di Duclos Lassalle e alla banda Masciarelli, esordisce infatti nella austriaca Elk Haus-Simplon Bjiorn Thurau, il figlio di Dietrich Thurau, indimenticato campione tedesco degli anni '80. Bjorn passerà tra i pro a soli 19 anni. Con l' augurio che il padre, un talento troppo presto sbiadito, gli abbia raccomandato un po' di costanza in più. Se non pure una vita di atleta...

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Lampater, il pistard con tanto di canzone...

È risuonata tante volte, in queste notti, al velodromo di Rotterdam, la canzone "Life is life" degli Opus, una delle colonne sonore degli ammi Ottanta. È risuonata perché è la canzone che accompagna nel circo della Sei Giorni Leif Lampater, venticinquenne specialista tedesco, che proprio a Rotterdam ha conquistato il primo successo stagionale in coppia con Danny Stam. Sfruttanmdo l'assonanza con tra i nome (Leif, si pronuncia Laif) e la canzone (pronuncia Laif is Laif), Lampater si porta in giro per l'Europa una canzone personale, popolarissima, che ha contribuito a farne uno dei corridori più applauditi del circo delle Sei Giorni.

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Liquigas 2008: obiettivo ripetersi. E migliorare...

Il team Liquigas si appresta, per il quarto anno consecutivo, ad affrontare da protagonista le grandi sfide del ciclismo. Lo fa con un organico competitivo, quale si addice ad una squadra Pro Tour intenzionata a ben figurare su ogni fronte. E’ ciò che si evince anche dalla presentazione ufficiale del team, avvenuta quest’oggi al Savoy Beach Hotel di Bibione (Ve), località turistica veneta da quest’anno sponsor del team Liquigas.

Il presidente di Liquigas Sport Paolo Dal Lago, si affaccia ad una stagione ricca di aspettative: «Non sarà facile ripetersi, ma non ci è neppure consentito riposare sugli allori. In circostanze come questa il segreto sta nella professionalità spesa giorno per giorno, nel porsi obiettivi ambiziosi, nel cercare di superarsi, di progredire. Vogliamo vincere, ma soprattutto guardiamo a come si vince. Spero che le istituzioni ci aiutino a migliorare le cose in un anno che si preannuncia difficile. Pellizotti ha un credito morale con la squadra, dobbiamo aiutarlo noi. L'assenza dell'Uci? Se avessi la ricetta l’avrei già adottata... Sono molto preocccupato: ci sono molte lacune nel sistema ProTour e ora nei grandi giri ci troveremo di fronte a squadre che non sono soggette alle nostre stesse regole. Nel 2006 avevo proposto di creare un paniere che comprendesse i team Professional destinati a partecipare con noi alle grandi corse, ma la mia proposta non fu recepita. Oggi, invece...».

Il team manager Roberto Amadio – coadiuvato nella gestione tecnica, oltre che dai confermati Stefano Zanatta, Mario Scirea, Mario Chiesa e Dario Mariuzzo, da un nuovo direttore sportivo, specificamente dedicato alla preparazione, Paolo Slongo – lavorerà con una rosa di 29 corridori provenienti da 12 nazioni; 22 gli atleti confermati, 7 quelli che per la prima volta indosseranno la maglia Liquigas. A dar manforte ai “vecchi” Filippo Pozzato, Franco Pellizotti, Leonardo Bertagnolli e Vincenzo Nibali, un nuovo capitano: Daniele Bennati, toscano classe ’80, colpo grosso del ciclomercato. Bennati, quest’anno vincitore di due tappe al Tour de France e tre alla Vuelta a España, insieme al confermato Pozzato sarà una tra le punte Liquigas nelle corse di un giorno.

Il team Liquigas, dopo il raduno di Cecina (in programma dal 9 al 15 gennaio) debutterà sulle strade australiane del Tour Down Under con questa formazione: Valerio Agnoli, Michael Albasini, Kjell Carlström, Mauro Da Dalto, Murilo Antonio Fischer, Vladimir Miholjevic e Ivan Santaromita.

Il primo appuntamento italiano sarà il GP Costa degli Etruschi, a Donoratico, il 9 febbraio.

Conferme: Michael Albasini (SUI), Manuel Beltran Martinez (ESP), Leonardo Bertagnolli (ITA), Kjell Carlström (FIN), Dario Cataldo (ITA), Francesco Chicchi (ITA), Mauro Da Dalto (ITA), Antonio Fischer Murilo (BRA), Roman Kreuziger (CZE), Aliaksandr Kuchynski (BLR), Vladimir Miholjevic (CRO), Matej Mugerli (SLO), Vincenzo Nibali (ITA), Andrea Noè (ITA), Franco Pellizotti (ITA), Roberto Petito (ITA), Filippo Pozzato (ITA), Manuel Quinziato (ITA), Guido Trenti (ITA), Alessandro Vanotti (ITA), Charles Wegelius (GBR), Frederik Willems (BEL)

Arrivi: Valerio Agnoli (ITA), Daniele Bennati (ITA), Maciej Bodnar (POL), Claudio Corioni (ITA), Alberto Curtolo (ITA), Enrico Franzoi (ITA), Ivan Santaromita (ITA)

Le parole dei protagonisti

Roberto Amadio (Team manager):

«Il 2007 è stato un anno magico: Liegi, Giro d’Italia, 38 vittorie collezionate ed il secondo posto nella classifica Pro Tour per team. Ripetersi non sarà facile, ma la squadra allestita per affrontare la prossima stagione risulterà senza dubbio competitiva su tutti i fronti. Con le new entries Bennati, Franzoi e Corioni, insieme allo ‘zoccolo duro’ dello scorso anno, puntiamo a confermarci tra le cinque migliori squadre al mondo. Grazie al trio Bennati, Pozzato, Bertagnolli abbiamo nelle classiche di un giorno il nostro terreno di conquista privilegiato. Credo molto in Pellizotti in ottica Giro d’Italia, così come confido nella crescita continua di atleti come Nibali, Kreuziger e Cataldo per quanto riguarda le tre corse a tappe più prestigiose: Giro, Tour e Vuelta. Il problema Pozzato-Bennati? Un problema che mi piacerebbe avere... Sarà la strada a dirci su chi puntare, meglio averli noi che contro. Nibali? Il suo obiettivo è il Giro».

Daniele Bennati:

«Per un nuovo arrivato c’è sempre lo scoglio dell’inserimento nel team, ma il primo approccio con la squadra è stato più che positivo; sono certo che con l’avvio delle corse l’affiatamento sarà ottimo. Il mio obiettivo personale? Oltre alla salute, senza la quale non si va da nessuna parte, vincere al Giro d’Italia…».

Leonardo Bertagnolli:

«Giro del Mediterraneo, Parigi-Nizza e classiche del nord: sono questi gli appuntamenti su cui focalizzare l’avvio di stagione. Proprio nell’ottica di una partenza sprint, sto lavorando già abbastanza forte. Dopo lo stop forzato dello scorso anno, durato alcuni mesi, sono in debito con la fortuna».

Vincenzo Nibali:

«Nel 2008 il terreno su cui puntare per un piccolo salto di qualità rispetto alla scorsa stagione sarà senz’altro quello delle corse a tappe. La continuità è l’obiettivo principale: devo conquistarmi un posto tra i big».

Franco Pellizotti:

«L’appoggio e la fiducia della squadra non fanno che accrescere le aspettative che io stesso nutro nei confronti di questa stagione. Gli appuntamenti di inizio anno saranno vissuti in ottica Giro d’Italia, il vero obiettivo del 2008, da correre con i gradi di capitano. Il sogno? Un posto in nazionale per i Mondiali di Varese».

Filippo Pozzato:

«Al 2008 chiedo le vittorie che tutti si aspettano da me, e che io stesso mi aspetto da me stesso! Dopo la stagione della continuità, spero che questa sia la stagione della consacrazione. Non sono uno che si nasconde: voglio le grandi classiche, obiettivo mancato nel 2007 anche a causa di un malanno fisico che mi ha debilitato nella prima parte dell’annata. Ho tre obiettivi: Sanremo, Fiandre e Mondiale. No, non scelgo, mi piacerebbe vincerne almeno uno».

Andrea Noè:

«Ho un solo obiettivo, quello di essere ascoltato dai giovani. A questo proposito, se Nibali (che gli era seduto accanto, ndr) mi avesse ascoltato, avrebbe vinto di più. Il 2008 sarà il mio penultimo anno, vorrei correre il Giro del centenario nel 2009».

Enrico Franzoi:

«Sono alla vigilia dell’impegno mondiale: ho saltato il tricolore apposta per arrivare al top. In questi giorni devo stare attento a non affaticare la caviglia sinistra, ho problemi a correre a piedi, in bici no. Certo non sono prepartissimo, ma c’è ancora tempo e a Cecina voglio rifinire la mia condizione».

Renato Di Rocco (presidente FCI)

«Sono grato a liquigas per il suo impegno e per il suo atto fedeltà verso il il ciclismo. Ricordiamo che Liquigas conta ben 260 tesserati anche nel ciclismo giobanile che ruotano attorno al proprio gruppo. Quella del 2006 di Dal Lago era una proposta intelligente, forse troppo. Peccato...».

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Uci & Passaporto biologico: istruzioni per l'uso

A proposito dell’adozione del passaporto biologico, l’UCI ha deciso di fare il punto della situazione emettendo un comunicato ufficiale che vi riassumiamo.

«La realizzazione del passaporto biologico necessita di:

- un sistema affidabile di localizzazione dei corridori da controllare al di fuori delle competizioni

- un sistema efficace di raccolta dei campioni prelevati;

- una lista di laboratori accreditati;

- adeguate risorse finanziarie;

- la creazione di organismi che seguano il sistema dai suoi primi passi, che ne curino il funzionamento e i progressi.

Localizzazione dei corridori

Nel 2007 l’Uci ha affettuato 1.000 controlli a sorpresa che diventeranno 7.000 nel 2008. Il sistema di localizzazione adottato finora si è mostrato efficace. Attualmente l’Uci dispone delle informazioni sugli spostamenti di tutti e 500 i corridori del ProTour e presto anche dei corridori che fanno parte dei Team Professional in predicato di partecipare a corse di ProTour.

La raccolta dei dati sarà facilitata dall’adozione del sistema ADAMS (Anti-Doping Administration & Management System) sviluppato dalla Wada, che sarà adottato da tutte le squadre entro il prossimo mese di marzo.

Raccolta dei campioni

L’UCI da sola non è in grado di procedere alla raccolta dell’enorme massa di campioni: sarà necessaria, quindi, la collaborazione con società specializzate in questo campo. Entro la fine di giugno: ogni corridore sarà testato il numero di volte previsto per la scrittura del passaporto.

Laboratori di analisi

Questa la procedura prevista:

1. ogni campione sarà analizzto da un laboratorio accreditato dalla Wada o dall’Uci. per ora i laboratori accreditati sono cinque, tutti accreditati dal Centre Suisse de Contrôle de la Qualité.

2. Il modello statistico sviluppato dal Laboratorio di Losanna sarà applicato ai risultati delle analisi per determinare eventuali anomalie del profilo sanguigno.

3. I profili ritenuti anomali saranno sottopostosti alla lettura di un gruppo di esperti scientifici indipendenti, che suggeriranno all’Uci le azioni da intraprendere.

Risorse finanziarie

Trattative sono in corso a vari livelli per quanto riguarda i finanziamenti: coinvolti team ProTour e Professional, organizzatori, corridori, Wada e Ministero francese della salute, della Gioventù e dello Sport.

Organismi

Dalla fine di ottobre è attivo un gruppo di lavoro impegnato a definire condizioni logistiche e giuridiche del progetto: ne fanno parte rappresentati di Uci, Wada e Ministero francese della salute, della Gioventù e dello Sport.

Presto nascerà uan commissione di esperti indipendente che avrà il compito di analizzare i risultati dei corridori dotati di passaporto biologico. sarà l’Uci, su segnalazione di questa commissione, a decidere l’eventuale apertura di un’inchiesta da parte della Federazione di appartenenza del singolo atleta.

Nelle prossime settimane verrà creato un comitato di valutazione del progetto, del quale faranno parte rappresentanti di Uci, Wada, Ministero francese della salute, della Gioventù e dello Sport, delle squadre (AIGCP), organizzatori (AIOCC) e corridori (CPA).

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Ciclocross: Nys timbra il succeso numero 21

Non conosce davvero sosta la strarodinaria stagione di Sven Nys: il neocampione belga, infatti, ha vinto anche oggi, conquistando in Olanda il cross internazionale di Surhisterveen.

Per il campione della Rabobank, qsi tratta della ventunesima vittoria stagionale, anche questa frutto di una superiorità indiscutibile. Alle sue spalle, nell'ordine, si sono piazzati gli olandesi Richard Groenendaal e Thijs Al.

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Ciclocross: Di Rocco e Ballerini nel ritiro azzurro

Renato Di Rocco, Presidente della Federazione Ciclistica Italiana e Franco Ballerini, Direttore Tecnico Generale, hanno raggiunto, nella mattinata di oggi, gli azzurri di Fausto Scotti, Direttore Tecnico Ciclocross, in raduno premondiale presso il Centro Sportivo Le Bandie (Treviso) dove, da sabato 26 a domenica 27 gennaio, si svolgeranno i Campionati del Mondo Ciclocross.

Il Presidente ed il Direttore Tecnico si sono intrattenuti con gli azzurri, in allenamento sul circuito iridato, per un saluto.

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Vuelta a Tachira: a Medina la quarta tappa

Il venezuelano Manuel Medina ha vinto allo sprint la quarta tappa della Vuelta a Tachira, la Ciudad Bolivia - Barinitas di 163.3 km. Sul podio alle sue spalle i connazionali Victor Moreno e Julio Herrera. In classifica generale resta al comando un altro atleta venezuelano, Artur Garcia.

1 Manuel Medina (Ven) Gobernación del Zulia-BOD in 3.51.18

2 Victor Moreno (Ven) Selección Zulia

3 Julio Herrera (Ven) Gobernación de Apure-Indeportes Paez

4 Jackson Rodriguez (Ven) Lotería del Táchira

5 Juan Ruiz (Ven) Kino Táchira

6 Juan Murillo (Ven) Lotería del Táchira

7 Malaya Van Ruitenbeek (Ned) Global Cycling Team/Selectie Nationale

8 Paul Torres (Ven) Gobernación del Zulia-BOD

9 Freddy Paredes (Col) Bono Trecolli-Tejar Los Vados

10 Jose Alarcon (Ven) Kino Táchira

Classifica generale

1 Arthur Garcia (Ven) Kino Táchira in 13.16.27

2 Anthony Brea (Ven) Gobernación de Apure-Indeportes Paez a 4

"3 Julio Herrera (Ven) Gobernación de Apure-Indeportes Paez a 6"

4 Victor Moreno (Ven) Selección Zulia a 7"

5 Manuel Medina (Ven) Gobernación del Zulia-BOD a 8"

6 Yoendry Bermudez (Ven) Selección Zulia a 11"

7 Jhon Nava (Ven) Kino Táchira a 13"

8 Daniel Abreu (Ven) Selección Zulia a 15"

9 Henry Mendoza (Ven) Gobernación de Apure-Indeportes Paez

10 Jorge Duarte (Col) Exp. Occidente Alc.San Cristobal-Farm.Mi Farmacia a 16"

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Loria, la Sanremo e l'Africa

"Grazie a Dio sognare sfugge ancora ai regolamenti dell’Uci. E io sogno di vincere a Sanremo. Il Giro del Senegal mi ha cambiato: torni a casa e comprendi il valore di un bicchiere d'acqua"

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Domenico Loria, 26 anni, corre con la Universal Caffè-Ecopetrol

MILANO, 9 gennaio 2008 - "Pronto?". È Carube, cioè Roberto Lencioni, per anni meccanico di Mario Cipollini. "Vuoi fare il Giro del Senegal?". Domenico Loria non ha bisogno di consultare l’agenda, sa che tra la fine di agosto e i primi di settembre è libero o potrebbe liberarsi, così chiama Eugenio, suo fratello-gemello, e Ivan, De Nobile, altro suo compagno di squadra nella Universal Caffè. Il resto è solo una lotta contro il tempo. "Torno a casa, faccio la valigia, vado a prendere la bici, torno a casa, carico su tutto, di notte in macchina da Massa a Marsiglia, il giorno dopo in aereo a Dakar".

L'impatto?

"Un caldo soffocante, un’umidità appiccicosa, la gente addosso. Chi vende schede telefoniche, chi chiede soldi. Ci iscriviamo, torniamo in aeroporto, saltiamo su un altro aereo e atterriamo a Casablanca. Il giorno dopo si comincia: 55 iscritti, francesi, belgi, olandesi, senegalesi, marocchini, camerunesi e noi tre. Nove tappe, la prima da Casablanca a Rabat".

Risultato?

"Percorso piatto, vento forte. Rimaniamo in 14. Scatti, controscatti, volata: primo io, secondo Eugenio, decimo Ivan. Un trionfo. Indosso la maglia di leader, gialla, come quella del Tour de France. Poi il podio e le miss, nere, stupende".

Seconda tappa?

"Si girano le bici e si torna indietro, da Rabat a Casablanca. Percorso piatto, vento impressionante. Eugenio è tagliato fuori in un ventaglio. Rimaniamo in 11. Scatti, controscatti, volata: primo io, terzo Ivan. Si torna in Senegal. La terza tappa finisce con una volatona: primo Eugenio, secondo io. La quarta tappa si conclude con un gruppettino: primo Eugenio, secondo io, settimo Ivan".

Non è troppo?

"A questo punto ci riteniamo soddisfatti, ci basta vincere la classifica finale, vogliamo lasciare spazio agli altri. Il guaio è che non si riesce a farglielo capire: i francesi che parlano francese, i belgi che parlano fiammingo, gli olandesi che parlano chissà cosa, gli africani che hanno questa cantilena incomprensibile. Insomma, comincia la quinta tappa e tutti ci attaccano. Allora dichiariamo guerra. E vinco io".

Poi?

"Di notte il dramma. Vomito, diarrea, nausea, febbre. Per la fretta in Italia non avevo fatto vaccinazioni. La mattina arriva il medico: vuole farmi una puntura. Dico di no, ma mi tranquillizzano, mi convincono. Endovena. E svengo. Quando mi riprendo, salto in bici e vado alla partenza. Scatti, controscatti, a 30 chilometri dall’arrivo non ne ho più: vomito, mi accascio, mi ritiro. Anche Ivan. Eugenio tiene duro e alla fine è sesto nella generale".

Insomma?

"La corsa è folle: pronti via, chi più ne ha più ne metta, a costo di scoppiare dopo un paio di chilometri. Le bici, alcune belle, altre scandalose, i corridori ci chiedevano gomme, catene, tutto, bisognerebbe riempire un container di materiale anche usato e spedirlo giù. Rifornimenti a base di banane: ne ho mangiate più in una settimana là che in 26 anni qua. E pranzi in un piatto unico, con una specie di riso e una specie di carne. Non si capiva da dove venisse quella carne: gli animali che incrociavamo sulla strada erano secchi, più ossa che pelle. A volte la specie di carne era sostituita da una specie di pesce".

Ma l’esperienza?

"Magnifica. Un altro mondo. La gente vive nelle baracche, ma la savana ti rapisce la vista e i bambini ti sequestrano il cuore. Torni a casa e non sei più lo stesso: non dai più nulla per scontato, né un letto né un bicchiere d’acqua. Era la mia prima volta in Africa. E non la dimenticherò".

Lei come ha cominciato?

"Anche questo non dimenticherò. Avevo quattro anni e una biciclettina telaio 18 con i copertoncini stretti, invece gli altri bambini pedalavano su bici da cross con copertoni più larghi. Passano su una grata, io dietro, la mia ruota s’infila nella grata, la bici si blocca e mi lancia come una fionda. Una settimana d’ospedale e denti rotti".

Smesso?

"Macché, cominciato. Prima in Puglia, poi in Toscana. Fra i maestri anche Riccardo Magrini. Saltava i 10 comandamenti e arrivava subito all’undicesimo: "arrangiati". Ho avuto l’impressione che Magrini sia stato anche in Senegal: là arrangiarsi è il primo e unico comandamento. Scherzi a parte, Magrini mi ha insegnato tantissimo. Prima di conoscerlo ero un selvaggio: dopo le corse mangiavo pane, porchetta e ketchup, lui mi ha insegnato a nutrirmi di insalata. Dal punto di vista atletico un passo avanti, da quello gastronomico due o tre indietro".

Loria, che cosa chiede alla vita?

"Vincere la Milano-Sanremo, partecipare al Giro d’Italia. Lo so, questo si chiama sognare, e grazie a Dio sognare sfugge ancora ai regolamenti dell’Uci".

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Operación Puerto. La Procura Coni riparte

Acquisiti nuovi elementi per accertare eventuali responsabilità. Entro febbraio saranno riascoltati anche i corridori, italiani e stranieri. Per chi non collaborerà il rischio è quello di non poter disputare le corse in Italia, quindi nemmeno Tour e Mondiale

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Eufemiano Fuentes, il medico spagnolo al centro dell'inchiesta. Ap

MILANO, 9 gennaio 2008 - Jacques Rogge, presidente del Cio, lo aveva invocato alla Conferenza mondiale sul doping di Madrid: "Fate come l’Italia". E l’Italia non si è tirata indietro. La Procura antidoping del Coni ha riaperto l'Operación Puerto ed entro febbraio convocherà a Roma tutti i personaggi coinvolti: medici, dirigenti, corridori. Per chi non si presenterà scatterà il divieto a correre sul territorio nazionale. A rischio per molti ciclisti, soprattutto quelli spagnoli, la partecipazione al Giro, al Tour che passa per Cuneo e ai mondiali di Varese, ma rischiano anche i dirigenti che potrebbero veder scattare inibizioni anche lunghe.

Non basta. Il capo della Procura antidoping Ettore Torri, in virtù della legge italiana antidoping, ha anche trasmesso tutto l’incartamento alla Procura della Repubblica di Roma (competente per i reati commessi al di fuori del territorio nazionale) per valutare le ricadute penali. Intanto saranno subito chiamati i medici e i dirigenti, poi si passerà ai corridori.

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Operación Puerto

La Procura Coni riparte

Acquisiti nuovi elementi per accertare eventuali responsabilità. Entro febbraio saranno riascoltati anche i corridori, italiani e stranieri. Per chi non collaborerà il rischio è quello di non poter disputare le corse in Italia, quindi nemmeno Tour e Mondiale

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Eufemiano Fuentes, il medico spagnolo al centro dell'inchiesta. Ap

MILANO, 9 gennaio 2008 - Jacques Rogge, presidente del Cio, lo aveva invocato alla Conferenza mondiale sul doping di Madrid: "Fate come l’Italia". E l’Italia non si è tirata indietro. La Procura antidoping del Coni ha riaperto l'Operación Puerto ed entro febbraio convocherà a Roma tutti i personaggi coinvolti: medici, dirigenti, corridori. Per chi non si presenterà scatterà il divieto a correre sul territorio nazionale. A rischio per molti ciclisti, soprattutto quelli spagnoli, la partecipazione al Giro, al Tour che passa per Cuneo e ai mondiali di Varese, ma rischiano anche i dirigenti che potrebbero veder scattare inibizioni anche lunghe.

Non basta. Il capo della Procura antidoping Ettore Torri, in virtù della legge italiana antidoping, ha anche trasmesso tutto l’incartamento alla Procura della Repubblica di Roma (competente per i reati commessi al di fuori del territorio nazionale) per valutare le ricadute penali. Intanto saranno subito chiamati i medici e i dirigenti, poi si passerà ai corridori.

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Pozzato-Bennati

"Vinca il migliore"

Alla presentazione della Liquigas il team manager Amadio prova a spegnere la rivalità tra i due capitani: "Saranno le gambe a decidere chi è il più forte"

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Daniele Bennati e Filippo Pozzato scherzano sulla loro rivalità. Bettini

BIBIONE (Venezia), 10 gennaio 2008 - Per smorzare le polemiche sulla loro possibile rivalità, si sono presentati sul palco uno in braccio all’altro. Il divertente "sketch" è stato un’idea di Filippo Pozzato, che dietro le quinte ha convinto Daniele Bennati a farsi portare a spasso come un bambino. Così la nuova coppia d’oro della Liquigas ha offerto un inatteso fuori programma durante la presentazione della squadra a Bibione, località che quest’anno figura come sponsor sulle maglie dei verdi.

SQUADRA - Battute a parte, però, i due leader per Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre dovranno entrare in sintonia sul serio. E non sarà semplice. Hanno le stesse ambizioni, traguardi identici, ma personalità opposte. Tanto guascone e appariscente Pozzato, quanto schivo e defilato Bennati. Come metterli d’accordo? Ieri ci ha provato (per ora a parole) il team manager Roberto Amadio. "È fondamentale la squadra. Deve essere il team a vincere e perciò servono grandi corridori. Con questa coppia, aumentano le nostre possibilità di centrare Sanremo, Fiandre e Roubaix. Poi saranno le gambe a decidere chi è il più forte. Logico che Pozzato all’inizio non abbia gradito l’arrivo di Bennati. Ma io, se potessi, non mi farei problemi ad avere in squadra anche Bettini e Boonen".

FRANZOI SOFFRE - Nel frattempo i due si sono già ritagliati lo status di uomini-simbolo della nuova Liquigas, forte di 29 corridori, ma orfana di Danilo Di Luca, passato alla Lpr dopo la riapertura del caso Oil for drug e la squalifica di 3 mesi per i rapporti con il medico Santuccione. Senza il vincitore del Giro 2007, anche gli obiettivi sono stati giocoforza riveduti. Così la squadra (38 vittorie nel 2007) si è rafforzata soprattutto per le corse di un giorno con l’arrivo del trevigiano Enrico Franzoi, ex Lampre, che sarà una pedina chiave per la Roubaix e intanto lotta contro il tempo nel tentativo di recuperare da una microfrattura al perone sinistro in tempo per il Mondiale di cross a Treviso il 27 gennaio.

IL TRENO - Nel treno di Bennati (o di Pozzato?) per il Giro e il Tour sono pronti a inserirsi Claudio Corioni (ex Lampre) e Alessandro Vanotti (ex Milram). Oltre al confermato Guido Trenti (ieri assente per un’influenza) e ai vari Murilo Fisher, Manuel Quinziato, Roberto Petito e Alberto Curtolo, tornato tra i pro’ dopo i problemi cardiaci.

AL GIRO - Per il Giro, partirà capitano Franco Pellizotti, che a Bibione è di casa. Affiancato da Vincenzo Nibali e Andrea Noé. "Lo ritengo il più maturo — ha spiegato Amadio — ma avremo più punte". Una scelta in tono minore? "Questa squadra può rivincere il Giro o decidere chi dei rivali lo vincerà". E patron Paolo Dal Lago ha aggiunto: "Non conta solo vincere, ma come si vince. L’anno scorso Pellizotti poteva puntare al podio e invece si è sacrificato per Di Luca. Abbiamo un debito morale con lui".

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