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Inviato

La Maratona dles Dolomites in aiuto concreto dell'Africa

La 22.ma edizione della Maratona dles Dolomites 2007 ha mantenuto i suoi impegni e ha raggiunto gli obiettivi. Grazie alle iscrizioni maggiorate e alle donazioni, è stata raccolta la cifra di 22.000 Euro, che è stata destinata al Gruppo Missionario Merano GMM (gruppomissionariomerano.it) l’organizzazione fondata da padre Alpidio Balbo, che da anni opera in diversi paesi dell’Africa realizzando pozzi, strutture sanitarie e scuole. L’azione di beneficenza legata alla scorsa edizione, che aveva come tema Gotes-Gocce, prevedeva infatti la costruzione di pozzi in Africa che sono stati realizzati e ultimati proprio in questi giorni. Si tratta per l’esattezza di 4 pozzi della profondità di 20 metri realizzati nella diocesi di N’Dali nel nord del Benin, ai quali è stato correlato l’acquisto di un compressore. Per l’organizzazione della Maratona dles Dolomites, da sempre sensibile e vicina ai problemi dell’umanità, si tratta della realizzazione di un sogno in grado di cambiare la vita di un’intera comunità. Un pozzo in Africa dona speranza e gioia a centinaia di persone che prima erano costrette a percorrere decine di chilometri per bere acqua sporca. Da oggi queste persone, che insieme all’organizzazione hanno partecipato alla costruzione del pozzo e hanno fatto corsi per la loro gestione, attenendosi al progetto di GMM, che prevede non solo la costruzione ma il coinvolgimento e l’autonomia nella conduzione, potranno guardare al futuro con maggiore fiducia e gratitudine.

Fervono ormai da mesi i preparativi per l’edizione della 23. Maratona dles Dolomites 2008 che avrà come tema quello delle TRACCE e che anche quest’anno sosterrà le iniziative di papà Balbo e della sua organizzazione. Dalle Dolomiti alle Ande, in Ecuador, per lasciare tracce di aiuti e contribuire alla riforestazione di alcuni ettari di terreni montuosi sulla Sierra dell'Ecuador (Ande). Nel corso dei secoli le montagne di questa zona (siamo tra i 3.000 e i 4.000 metri) sono state disboscate per far legna e per avere campi da coltivare. L'assenza di alberi ha generato una serie di conseguenze altamente negative: ha accelerato l'erosione, allontanato l'acqua, portato la gente all'emigrazione perché la terra è diventata sempre più improduttiva. Saranno i ragazzi dell'Operazione Mato Grosso in collaborazione con i giovani dei villaggi di montagna a compiere i lavori e a realizzare il progetto. Grazie alle iscrizioni maggiorate sarà possibile per ogni partecipante, contribuire in modo significativo e cospicuo, al sostegno e alla realizzazione di questo progetto. Le prossime iscrizioni a prezzo maggiorato saranno in vendita online il 28 marzo 2008 – www.maratona.it

Tuttobiciweb.it

Inviato

McQuaid: impensabile il Tour senza la Astana

Dopo aver bacchettato il Giro, Pat McQuaid "avverte" il Tour. Nel corso di una intervista concessa a CyclingWeekly, il presidente dell'UCI giudica «impensabile» il fatto che la Aso non inviti la Astana alk Tour de France. «Non c'è alcuna ragione per cui la Astana o qualsiasi altra formazione di ProTour non sia invitata al prossimo Tour de France. Con l'adozione del passaporto biologico, i corridori ciclisti saranno gli sportivi più controllati del mondo. Tenere conto della storia passata della Astana non sarebbe onesto, la società di oggi non ha nulla a che vedere con quella del passato».

Tuttobiciweb.it

Inviato

Lpr pronta per Donoratico, Di Luca riparte dalla Calabria

Prosegue il secondo ritiro ufficiale del Team LPR di Savoldelli e Di Luca, a Salto di Fondi (Terracina), presso l’Hotel S. Anastasia, dove si opera con programmi mirati alla rifinitura della condizione atletica, che sono già iniziati da un paio di mesi, per continuare ad andatura sostenuta verso i grandi appuntamenti che offre la prima parte della stagione.

Il Team di Fabio Bordonali esordirà nell’Ouverture Nobili Rubinetterie - 13° GP Costa degli Etruschi in programma il 9 febbraio con la seguente formazione: Bosisio, Celli, Cucinotta, Ermeti, Ferrari, Maserati, Pitropolli, Proch. Gli atleti dovranno percorrere Km 193 Tra S. Vincenzo e Donoratico guidati dal direttore sportivo Mario Manzoni. Invece Bailetti, Bosisio, Chiarini, Ferrara Golcer, Laganà, Montagutti, Pietropolli, Proch e Danilo Di Luca, sono i portacolori della LPR che procederanno nella marcia d’avvicinamento ai grandi appuntamenti primaverili con il Giro di Calabria (esordio stagionale per Di Luca) in programma dal 11 al 13 febbraio, diretti da Giovanni Fidanza.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Quinziato s'inventa sprinter

Il bolzanino della Liquigas chiude l'Intakatech Challenge con il secondo successo in cinque giorni. "Non vincevo una volata da una vita, forse mi ha fatto bene stare in camera con Pozzato..."

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Manuel Quinziato, 28 anni, vince la sua seconda tappa all'Intakatech

PIETERMARITZBURG (Sud Africa), 7 febbraio 2008 - Due vittorie in cinque giorni, più di quanto aveva fatto in sei anni tra i pro'. Certo, Manuel Quinziato (che prima di sabato scorso vantava un solo centro all’attivo: una tappa all’Eneco Tour 2006) sa benissimo che l’Intakatech World’s View Challenge - neonata corsa sudafricana in cinque prove, chiusasi oggi a Pietermaritzburg - non ha lo stesso peso specifico di una gara europea. Ma arrivare davanti a tutti fa sempre bene, a qualunque latitudine e in qualsiasi contesto.

BAGARRE - Il simpatico e generoso bolzanino, 28 anni, terza stagione alla Liquigas dopo il triennio alla Lampre e l’anno nella Saunier Duval, aveva aperto la competizione vincendo da solo, sabato, dopo un attacco a 3 chilometri dalla fine. Oggi l’ha chiusa sempre braccia al cielo ma cambiando cliché: si è inventato velocista e ha dominato lo sprint a quattro col promettente slovacco Peter Velits, campione del mondo under 23, l’austriaco Christian Pfannberger, campione nazionale, e il sudafricano Kevin Evens. Con loro è scappato a 27 km dall’arrivo di una tappa ancora battagliata sin dal primo metro e farcita - tanto per cambiare - di un bel po' di salita (1600 metri di dislivello distribuiti su 108 km).

VOLATA - Essendo rappresentate nella fuga ciascuna da un corridore, Liquigas, Milram e Barloworld non si sono certo mosse per cercare di neutralizzare l’iniziativa. Anzi, hanno protetto l’azione. Così i quattro sono filati indisturbati sino al traguardo e Quinziato ha avuto gioco sin troppo facile, con sua stessa sorpresa. "Non vincevo una volata da una vita, in pratica da quando ero junior: stai a vedere che mi ha fatto bene stare in camera con Pozzato, scherza Quinziato. "Sapevo che Velits è veloce. È giovane, ma lo scorso anno, oltre al Mondiale under 23, ha vinto una corsa vera come il Gp Plouay, quindi l’ho tenuto d’occhio e l’ho passato al momento giusto. Sto bene e il fatto che abbia meno chilometri nelle gambe rispetto a un anno fa non mi penalizza: evidentemente ho lavorato più sulla qualità. Quest’anno volevo partire con il piede giusto e speravo di vincere prima possibile per fare una dedica a mia nonna Emma che ci ha lasciato giusto un mese fa. Adesso guardo con fiducia anche alle prossime gare, cominciando dal Giro di Grosseto, dall’Het Volk e dall’Eroica, che sono le prime nella lista".

IL RACCONTO - La seconda vittoria (doppietta come il beniamino di casa Robbie Hunter, mentre il quinto bersaglio porta la firma di Leonardo Bertagnolli) non entrerà nel suo personalissimo reportage dal Sud Africa, che gli appassionati di ciclismo spagnoli leggeranno sul prossimo numero del mensile "Pedalier", che fa capo al suo ex compagno di squadra Paxti Vila. "Mi ha fatto fretta perché il giornale era in chiusura e ho dovuto inviargli l’articolo l’altro giorno - dice Manuel, che vive a Bolzano con la fidanzata ceca Katerina ed è ormai vicino alla laurea in giurisprudenza -. Ma il mio reportage di questa affascinante esperienza in Sud Africa è legato sino a un certo punto al capitolo agonistico. Sì, mi diverte molto scrivere, raccontare dei miei viaggi in giro per il mondo". Avrà raccontato sicuramente dell’entusiasmo incredibile dei tanti bambini ai bordi delle strade, di questa natura rigogliosa, della semplicità della gente. Ma anche dei capelli con le treccine che s’è fatto Pippo Pozzato, o del taglio a zero che hanno riservato a Vincenzo Nibali. A proposito di Pozzato: è rimasto in sordina tutta la settimana, preoccupandosi solo di aggiungere chilometri al suo rodaggio. Non gli si chiedeva certo di più.

Gazzetta.it

Inviato

Scarponi al Tas: decisione entro un mese

Stamattina alle 9.30 Michele Scarponi è stato ascoltato dal Tas di Losanna, chiamato a giudicare in merito al ricorso della Procura Antidfoping del Coni, che si era opposta alla riduzione di pena stabilita dalla disciplinare della Federciclismo.

In opposizione al ricorso, i legali di Scarponi, gli avvocati Cristina Lancellotti e Rocco Taminelli hanno chiesto che al corridore marchigiano sia concesso il “presofferto”. Il Tas farà conoscere il suo verdetto nel giro di un mese.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Varese 2008: Memo Remigi e i campioni registrano l'inno

L'appuntamento con Varese 2008 si fa sempre più ricco: la rassegna mondiale avrà infatti anche una sua canzone, una sorta di inno scritta dal cantautore milanese Memo Remigi che domani a Donoratico, alla vigilia dell'Ouverture Nobili Gp Costa degli Etruschi, la registrerà cantandola insieme ad alcuni dei più bei nomi del ciclismo italiano, a cominciare dal campione del mondo Paolo Bettini e da Alessandro Petacchi.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Napolitano: l'antidoping complica la vita dei ciclisti

Di rientro dal Qatar, dove ha vinto una tappa, Danilo Napolitano ha detto la sua su quanto accaduto ai suoi compagni di squadra della Lampre: «L'antidoping complica molto la vita - ha detto Napolitano in un'intervista all'agenzia radiofonica Grt - perché oltre ad allenarci dobbiamo comunicare alle autorità antidoping ogni spostamento per una continua reperibilità in caso di controlli a sorpresa. Ballan ieri ha dovuto andare a Roma per chiarire determinate cose e ha perso un giorno di allenamento: non è bello dover passare le giornate così e non avere la mente serena per potersi allenare».

Sabato Napolitano farà il suo esordio stagionale in Italia e spiega: «Petacchi è sempre il primo velocista in Italia ma noi faremo il possibile per poter essere competitivi: la forma c'è e stiamo ricominciando bene».

Tuttobiciweb.it

Inviato

Etoile de Besseges, la seconda tappa è di Van Dijk

L'olandese Stefan Van Dijk ha vinto a Saint-Ambroix lo sprint che ha deciso la seconda tappa dell'Etoile de Besseges, regalando alla Mitsubishi-Jartazi- la seconda vittoria stagionale. Il belga Jan Kuyckx, vincitore ieri, ha conservato la maglia di leader della classifica generale.

Ordine d'arrivo

1. Stefan van Dijk (Ned) Mitsubishi-Jartazi-Protech

2. Erki Pütsep (Est) Bouygues Telecom

3. Borut Božic (Slo) Cycle Collstrop

4. Hervé Duclos-Lassalle (Fra) Cofidis

5. Florian Vachon (Fra) Roubaix Lille Metropole

6. Niko Eeckhout (Bel) Topsport Vlaanderen

7. Alexandre Blain (Fra) Cofidis

8. Stéphane Bonsergent (Fra) Bretagne Armor Lux

9. Jean-Luc Delpech (Fra) Betagne Armor Lux

10. Anthony Ravard (Fra) Agritubel

Tuttobiciweb.it

Inviato

Anche il presidente Bush si schiera contro il doping

La lotta al doping coinvolge anche i vertici assoluti del mondo: il presidente George Bush ha chiesto al Senato deli Stati Uniti di approvare velocemente la convenzione internazionale della Unesco, che è già stata ratificata da altri 70 paesi e che permetterà di combattere l'uso di steroidi e di altre sostanze proibite nello sport. In un comunicato ufficiale, la Casa Bianca spiega che i principi dell'accordo sono stati già assorbiti dalla legge e dalla politica del paese. «Ratificare quell'accordo significa consolidare la posizione di leader della nostra nazione nell'ambito dello sforzo mondiale teso a liberare lo sport dalle truffe e dagli inganni della chimica», ha scritto in un comunicato ufficiale la segretaria per la stampa della Casa Bianca, Dana Perino.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Hunter, il poliglotta

che sogna la Roubaix

Tra gli uomini più in forma c'è il sudafricano della Barloworld che parla sette lingue e ha vinto due prove dell'Intakatech Challenge: "Ho iniziato bene ma sarà una stagione lunga. Mi piace molto la Sanremo ma corse come la Roubaix non ce ne sono"

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Robert Hunter, 30 anni, ha conquistato 7 successi nel 2007

PIETERMARITZBURG (Sud Africa), 7 febbraio 2007 - Robert "Robbie" Hunter è partito con il vento in poppa dal suo Sud Africa per un’altra stagione in prima fila, dopo l’esaltante 2007 che gli ha regalato 7 successi e, soprattutto, la perla del trionfo di Montpellier al Tour de France, primo corridore sudafricano a conquistare una tappa nella Grande Boucle.

Due volate e due vittorie: Hunter, chi ben comincia...

"Non mi faccio illusioni, sarà una stagione lunga e faticosa, con tanti avversari. Queste sono solo le prime gare di ambientamento. Ma partire così, di sicuro fa bene al morale".

Lei viene da un grande anno. Se lo sarebbe mai aspettato di vincere una tappa al Tour?

"Se devo essere sincero, la volata di Montpellier non è stata una sorpresa per me. Nella mia carriera ho vinto alla Vuelta, al Giro di Svizzera, al Giro di Polonia, al Mediterraneo e in tante altre corse importanti, battendo anche avversari di un certo livello. Ero certo, quindi, di poter arrivare davanti a tutti anche al Tour. Ho vinto una tappa, ma sono arrivato vicinissimo a conquistarne almeno un altro paio".

Adesso le manca una tappa al Giro d’Italia...

"Ci proverò quest’anno, visto che la Barloworld è stata invitata. Sarà uno dei miei grandi obiettivi della stagione".

Ma c’è una corsa che vorrebbe vincere più di ogni altra?

"Mi piace molto la Sanremo. Ma più ancora mi intriga la Parigi-Roubaix. La corsi la prima volta nel '99, al mio debutto tra i pro', e mi entrò subito dentro: corse con quel fascino non ce ne sono".

E lei pensa di avere le caratteristiche per poter vincere una corsa come la Roubaix?

"Sì, credo di sì. Come anche altre classiche del Nord".

Come è riuscito a sfondare nel ciclismo, in un Paese senza grandi tradizioni in questo sport?

"La passione è la molla di tutto. Ho cominciato a Johannesburg a 10 anni sulla scia di un paio di amici, poi a 17 le cose si sono fatte un po' più serie, perché vincevo un po' di gare a livello giovanile e amatoriale. Ma la prima svolta è arrivata a 18 anni, quando sono arrivato in Europa. Ho vinto un paio di corse in Belgio e lì ho capito che potevo farcela. Tramite un amico italiano sono poi approdato al Velo Club Lugano e, tra i dilettanti, in un anno ho centrato 12 vittorie, meritandomi il salto tra i professionisti: c’erano contatti con la Festina e con la Riso Scotti, ma poi ho scelto la Lampre".

Ha fatto fatica ad adattarsi allo stile di vita europeo?

"In Europa era tutto molto diverso rispetto al Sud Africa: lingua, mentalità, cultura, cibo. Ma mi sono ambientato abbastanza alla svelta perché ero spinto da una voglia matta di sfondare".

Ha corso anche nella Mapei, nella Rabobank e nella Phonak: quali compagni le hanno insegnato di più?

"Sicuramente ho imparato molto da Ballerini e da Camenzind (lo svizzero iridato nel '98, ndr). Ma anche dal polacco Spruch. Con loro è rimasto anche un legame forte".

Lei è un po' cittadino del mondo: è cresciuto in Sud Africa, ha abitato molti anni a Como, ora vive a Montecarlo ed è sposato con una ragazza (Claudia) di Lucerna. Quante lingue conosce?

"Oddio, cominciano a essere tante: inglese, afrikaans, italiano, francese, tedesco, spagnolo e anche un po' di olandese".

Il sogno Roubaix, poi il Giro, quindi il Tour. E all’Olimpiade ci pensa?

"E' un'altra gara importante, bisognerà vedere anche in che condizioni ci si arriva a Pechino. Mi hanno detto che il percorso è abbastanza selettivo, quindi in teoria non molto adatto alle mie caratteristiche. Però io sono dell’idea che prove di quel tipo siano i corridori a renderle più o meno dure".

Che sport avrebbe scelto se non avesse scoperto il ciclismo?

"Da giovane ho fatto un po' di tutto. Me la cavavo bene nel calcio, ma anche nell’atletica e nel karate. Però il ciclismo mi piaceva troppo: forse era destino che sarei diventato un corridore".

Per quanti anni ancora pensa di restare in sella?

"Non meno di quattro. Ma di sicuro smetterò prima se mi alzerò senza aver dentro l’entusiasmo che mi ha portato sino a qui".

Gazzetta.it

Inviato

Ma vi sembra proprio un Giro di schiappe?

Una corsetta di provincia, un giro di schiappe, questo è quello che pensa il numero uno del ciclismo mondiale, Pat McQuaid, che prima declassa e posiziona la corsa rosa in una non ben definita «fascia B», poi la ricolloca in una sezione nobile del calendario, tra i «monumenti» di questo sport con Tour, Vuelta, Sanremo, Roubaix, Liegi e Lombardia. «Con questi inviti - ha detto McQuaid ai microfoni di Eurosport - siamo tornati indietro di vent’anni. Francamente non capisco: l’organizzatore del Giro dice che la sua prova è uno degli avvenimenti più importanti e poi non invita alcune tra le squadre migliori del mondo».

Senza tanti giri di parole, McQuaid sostiene che il Giro è una corsetta che esclude squadroni e secondo il numero uno del ciclismo mondiale dà spazio ad atleti di secondo piano come il campione del mondo Paolo Bettini, il tricolore Giovanni Visconti, il vincitore dell’ultimo Giro Danilo Di Luca, il suo compagno di squadra alla Lpr Paolo Savoldelli (che di Giri ne ha vinti due). E non è finita la lista: con loro Gilberto Simoni (due Giri vinti al suo attivo e sei volte sul podio), Damiano Cunego (un Giro vinto), il vecchio Leonardo Piepoli e il giovane Riccardo Riccò, poi una schiera di stranieri, dal vincitore del Giro di Spagna, il russo Denis Menchov, ad Alexander Efimkin, Mauricio Soler (maglia a pois all’ultimo Tour), José Rujano, Vladimir Karpets, Joaquin Rodriguez, Koldo Fernandez, Igor Anton e Samuel Sanchez. Poi Tom Danielson, David Millar, David Zabriskie, Kurt Asle Arvesen, Alexandr Kolobnev e Carlos Sastre, oltre a Eugeni Petrov e Michail Ignatiev. Poi una nutrita schiera di velocisti, da Petacchi a McEwen, passando per Napolitano e Bennati. Insomma, si fa prima a dire chi manca: Alberto Contador per esempio, il vincitore dell’ultimo Tour che ha qualche grana in Spagna per l’«Operacion Puerto» e per questo è in forse anche per la Grande Boucle; Alejandro Valverde, per il quale vale lo stesso discorso fatto per Contador, più il velocista Thor Hushovd e il nostro Stefano Garzelli.

«In verità mancherebbe solo Cadel Evans, il vincitore morale dell’ultimo Tour de France, il secondo classificato – spiega Angelo Zomegnan, direttore della corsa rosa -. Quest’anno giustamente l’australiano concentrerà tutte le sue forze sulla Grande Bloucle, ma il prossimo anno, per il Giro del Centenario, anche lui sarà con noi. Poi nella lista, se dalle varie Procure d’Italia non dovessero arrivare altre segnalazioni imbarazzanti, potremmo inserire ancora una squadra: l’americana High Road è in pole-position con i suoi Rogers, Hincapie, i velocisti Cavendish e Ciolek, oltre all’italiano Pinotti. Do quindi un consiglio al presidente McQuaid: si studi meglio la lista da noi stilata e si accorgerà che la qualità non manca. Poi non si dimentichi che il ciclismo è uno sport individuale fatto attraverso le squadre e non viceversa. Avere l’Astana, che non ti porta i corridori migliori (Contador, Leiphaimer e Kloden, ndr) a noi non interessa. Poi tutte le squadre sono affiliate all’Uci e tutte hanno pari opportunità, o no?».

Gli fa eco Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo: «Mi spiace leggere certe affermazioni, soprattutto dopo la “pace di Treviso” fatta quindici giorni fa. Basta tensioni, avevamo detto: ora ci ritroviamo punto a capo. Il problema è che da tre anni discutiamo sul numero di squadre di Pro Tour: 18 sono troppe e non tutte sono di qualità. I criteri di selezione non sono tecnici ma solo di tipo economico».

Non diverso il pensiero di Alcide Cerato, presidente del consiglio del ciclismo professionistico, l’equivalente del Matarrese del calcio. «Zomegnan ha fatto benissimo a lasciare a casa squadre che hanno avuto in passato gravi problemi con il doping. Il Giro corsa di schiappe? Mai come quest’anno ci saranno i migliori corridori del mondo. Forse McQuaid non li conosce tutti».

Tuttobiciweb.it

Inviato

Commento: ma è la corsa che fa grandi i corridori

Capita di incontrare qualcuno che racconti d’essere Napoleone, ma non è che gli diamo retta. Chissà perché dovremmo dare retta proprio a Pat McQuaid, irlandese, presidente della Federazione internazionale ciclismo, meglio detta Uci. Costui va in giro raccontando di comandare una cosa grandiosa come il Pro Tour, spacciato per Serie A, o Formula 1, del grande ciclismo. Le migliori squadre e le miglior corse, tutto sotto il suo alto patrocinio. E così in effetti era nelle intenzioni, se non fosse che poi poche stagioni di lungimirante gestione hanno portato al risultato di quest’annata 2008: le grandi squadre - ormai neppure tutte - sono costrette a gareggiare nell’aristocratico circuito Pro Tour, che vanta il Giro di Polonia, ma accidentalmente è privo di Sanremo, Liegi-Bastogne-Liegi, Parigi-Roubaix, Giro d’Italia, Tour de France, Giro di Lombardia. Lo capisce anche un impedito: è come uscire a cena con Monica Bellucci, senza Monica Bellucci.

Per l’astuto presidente Uci, le corse chiamate giustamente dalla popolazione ciclistica «monumenti» sono declassate (questo il verbo usato: come quando il tizio che si crede Napoleone si mette il cappello in testa e la mano dietro la schiena).

Stando così il suo mondo, è persino logico che McQuaid accusi il prossimo Giro d’essere «privo di alcune grandi squadre». In realtà, il Giro e il Tour si sono tenuti le mani libere, decidendo d’invitare solo squadre serie, pulite, e soprattutto con una gran voglia di correre. È il criterio più intelligente e più sensato: difatti, nelle ultime stagioni l’avevano messo alla berlina. Con il risultato di avere al Giro squadre in gita sociale, obbligate a fare atto di presenza, dunque imbottite di scalzacani, per giunta lavativi. Facevano più fatica a tavola che sul Mortirolo, ma bisognava tenerseli. Sai, sono del Pro Tour...

Al diavolo il Pro Tour. E al diavolo anche quelli che ancora lo spacciano come una cosa seria. Viva invece il Giro 2008, che ha un percorso superlativo. E che soprattutto avrà in corsa i migliori del momento, cioè i pochi sopravvissuti alle stragi doping. Basta, per favore basta, con questa storia che i grandi sono al Tour: due anni fa ha vinto un tizio chiamato Landis, l’anno scorso uno che si chiama Contador. Avesse detto. Oltretutto, sono pure chiacchieratissimi.

E comunque, sappia il popolare McQuaid che ci sono luoghi e avvenimenti in grado di sovrastare i nomi presenti. Alla prima della Scala ci si va comunque, anche senza sapere che cosa danno. Il Festival di Sanremo lo si guarda comunque, anche se il più big è ancora Little Tony. Non sono i ciclisti a fare grande il Giro: è il Giro che fa grande un ciclista. Riesce a capirlo, il Napoleone del Pro Tour?

Tuttobiciweb.it

Inviato

Scatta domani in Malesia il Tour de Langkawi

Scatta domani il 13esimo Tour de Langkawi, presentato nel pomeriggio malese di Alor Setar: 1337,4 km suddivisi in 9 frazioni, di cui otto pianeggianti ed una con arrivo in salita.

La maggiore corsa asiatica vede iscritti nel suo albo d'oro ben tre corridori italiani: Luca Scinto, che vinse nel 1997, Gabriele Missaglia, primo nel 1998, e sopratutto Paolo Lanfranchi, recordman di vittorie finali in Malesia con due successi, nel 1999 e nel 2001.

Il percorso non lascia molto spazio alla fantasia. Se non ci saranno ventagli che potranno influire sulla classifica generale, la corsa si deciderà alla fine dell'8a tappa, la Termerloh-Bukit Fraser di 127 km, di cui gli ultimi 30 km in salita. In questa edizione del Tour de Langkawi non si arriverà sul traguardo delle Genting Highlands, destinate ai festeggiamenti del capodanno cinese.

Al via non ci sarà il vincitore uscente Charteau, e per la vittoria finale i più accreditati sembrano l'australiano Gerrans (Crédit Agricole), i colombiani Serpa (Diquigiovanni Androni) e Pedraza (Tinkoff Credit Systems) ed il sudafricano George (Selezione sudafricana), ma la salita è un'incognita e potrebbero esserci delle sorprese.

Qualificatissimo anche il lotto degli sprinter, con Alberto Loddo

(Tinkoff Credit Systems), vincitore di 5 tappe lo scorso anno, a fare da capofila di una lista che comprende anche il bielorusso Usov (Ag2r), lo svizzero Clerc (Bouygues), il tedesco Hondo (Diquigiovanni Androni), l'argentino Bongiorno (CSF Group - Navigare) e l'italiano Enrico Rossi (NGC Medical Otc), senza dimenticare l'idolo locale Anuar Manan (Letua), già a segno quest'anno nella Jelajah Malaysia.

Queste le 9 tappe:

Tappa 1: Alor Setar-Kepala Batas - 182.6 km

Tappa 2: Butterworth-Sitiawan - 159.7 km

Tappa 3: Sitiawan-Banting - 209.4 km

Tappa 4: Port Dickson-Batu Pahat - 169 km

Tappa 5: Johor Bahru-Bandar Penawar - 139.9 km

Tappa 6: Bandar Penawar-Kuala Rompin - 182.8 km

Tappa 7: Kuala Rompin-Kuantan - 126.6 km

Tappa 8: Temerloh-Bukit Fraser - 127 km

Tappa 9: Kuala Lumpur Criterium - 80.4 km

Tuttobiciweb.it

Inviato

2008: Petacchi correrà con un esclusivo gioiello Colnago

Domani a Donoratico farà la sua comparsa sulla scena del ciclismo una nuova regina, fasciata da gioielli e cristalli. Parliamo della nuova esclusiva bicicletta di Alessandro Petacchi che presenterà una livrea in oro e argento ma non solo, sarà arricchita anche con cristalli Swarovski. Il telaio è il Colnago Extreme Power Carbon con gruppo Shimano Dura Ace, cerchi Shimano e sella Prologo.

Un fantastico gioiello, quindi, realizzato in esclusiva per Petacchi: una bicicletta che certamente non passerà inosservata e che, soprattutto, sembra nata per vincere.

Tuttobiciweb.it

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Wilier Triestina alla conquista della Cina

In vista delle Olimpiadi di Pechino, Wilier Triestina metterà in campo una serie di iniziative di marketing destinate ad incrementare la popolarità del marchio con l'alabarda nel mercato cinese.

Le strategie già adottate d’intesa con il distributore G.R. Bike China hanno sortito nel 2007 risultati confortanti, anche in virtù del consistente stock disponibile nel proprio magazzino di Shanghai.

Per accrescere il brand appeal di Wilier Triestina in Cina è nata l’idea dei Wilier Concept Store, spazi espositivi accattivanti e capienti da collocare in centri commerciali selezionati ad alta frequentazione. Il primo sorgerà a Pechino, la città in cui il mercato del ciclo esprime le maggiori potenzialità in assoluto, soprattutto in prospettiva Olimpiadi. Il negozio prescelto è ubicato nel centro della capitale, a soli 10 minuti da piazza Tienanmen.

Il secondo concept store sarà aperto nel Sud della Cina, a Xiamen, in una zona di mercato in costante sviluppo.

L’obiettivo è inaugurarne mezza dozzina nel corso del 2008.

Inoltre, per promuovere il marchio Wilier Triestina in Cina, saranno sponsorizzate competizioni ciclistiche in varie città in cui il ciclismo è in forte espansione. Fra queste Pechino, Xiamen, Hangzhou, Shanghai, Nanning e Shenyang.

Un’altra importante iniziativa è il clients’ meeting della G.R. Bike China, dal 27 al 29 febbraio 2008. Decine di dealers provenienti da tutta la Cina saranno ospitati al Sun Island Golf Hotspring Resort, a 50 chilometri da Shanghai, dove assisteranno alla presentazione della gamma 2008 di Wilier Triestina e delle politiche di marketing messe in atto.

La programmazione di queste ed altre attività sul territorio cinese risponde ad una logica di investimento sul lungo periodo. Per quanto riguarda il 2008, si punta ad aumentare le vendite di biciclette Wilier Triestina del 35-40% rispetto all’anno precedente.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Cuba, colpo doppio di Pedro Pablo Perez

Il cubano Pedro Pablo Perez ha messo a segno il classico colpo doppio al termine della terza tappa della Vuelta a Cuba, la Santiago De Cuba-Manzanillo di 196km. Aggiudicandosi lo sprint davanti allo sloveno Kocjan e al cubano Arias, Perez ha sfruttato al meglio il gioco degli abbuoni balzando in testa alla classifica generale.

Ordine d'arrivo

1 Pedro Pablo Perez (Cub) National Team Cuba 4.42.53

2 Jure Kocjan (Slo) Perutnina Ptuj

3 Jan Carlos Arias (Cub) Iscf Manuel Fajardo

4 Luis Macias (Mex) Tecos

5 Miguel Ubeto (Ven) National Team Venezuela

6 Julio Cesar Herrera (Ven) National Team Venezuela

7 Yasmani Martinez (Cub) Iscf Manuel Fajardo

8 Alien Garcia (Cub) Iscf Manuel Fajardo

9 Fredy Buergos (Cub) Iscf Manuel Fajardo

10 Reinier Vazquez (Cub) Matanzas

Classifica generale

1 Pedro Pablo Perez (Cub) National Team Cuba 10.55.45

2 Jure Kocjan (Slo) Perutnina Ptuj

3 Lizardo Benitez (Cub) National Team Cuba

4 Osviel Vento (Cub) Habana

5 Jan Carlos Arias (Cub) Iscf Manuel Fajardo 0.12

6 Jorge Rojas (Cub) Sancti Spiritus

7 Reldy Perez (Cub) Iscf Manuel Fajardo 0.13

8 Neorlan Ramos (Cub) Habana

9 Pedro Portuondo (Cub) Santiago De Cuba 0.15

10 Miguel Ubeto (Ven) National Team Venezuela 0.16

Tuttobiciweb.it

Inviato

Pista: Risi e Marvulli subito in testa ad Hasselt

Ne hanno già vinte sette, quest'anno, ma hanno ancora voglia di battersi per il successo: Bruno Risi e Franco NMarvulli continuano la loro cavalcata straordinaria nella stagione delle Sei Giorni e hanno chiuso al comando della classifica generale anche la prima notte di gara ad Hasselt, in Belgio, in quella che è la prova di chiusura della stagione. Alle loro spalle pedalano i belgi Keisse e De Ketele (prova fondamentale, la loro, per capire se hanno un futuro in chiave olimpica) e la coppia italo-olandese formata da Marco Villa e Danny Stam.

La classifica

1 Bruno Risi / Franco Marvulli (Sui) 72 pts

2 Iljo Keisse / Kenny De Ketele (Bel) 68 pts

3 Danny Stam (PB) / Marco Villa (Ita) 60 pts

a 1 giro

4 Dmitri De Fauw (Bel) / Alexander Aeschbach (Sui) 73 pts

5 Leon van Bon / Mathe Pronk (PB) 48 pts

5 Andreas Beikirch / Leif Lampater (All) 27 pts

a 2 giri

7 Steven De Neef (Bel) / Gerd Dörich (All) 35 pts

8 Marc Hester (Dan) / Andreas Müller (All) 11 pts

a 3 giri

9 Allan Davis / Miles Olman (Aus) 15 pts

10 Michael Berling / Jørgen Andersen (Dan) 8 pts

a 4 giri

11 Wim Stroetinga / Pim Lighthart (PB) 34 pts

12 Tim Mertens / Ingmar de Poortere (Bel) 11 pts

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Inviato

La Bretagne Armor Lux in corsa per il Tour de France

L'invito alla NGC Medical-Otc per il Giro ha sorpreso molti? Beene, le sorprese potrebbero essere ancor più grand per quel che riguarda il Tour. Sul numero di febbraio di Velomagazine, infatti, il direttore del Tour Christian Prudhomme apre la porta alla Bretagne Armor Lux, formazione Continental: «Bisogna offrire una chance alle squadre che rappresentano la base del ciclismo e che vivono ogni giorno sul territorio. Avere la Bretagne-Armor Lux alla partenza del Tour sarebbe formidabile» ha dichiarato il patron del Tour de France, anche in considerazione della tre giorni d'aperura che la Grande boucle vivrà proprio in Bretagna.«

"Ogni considerazione è prematura, ma sappiamo che il Tour del 2009 non partirà dalla Bretagna... ASO ci ha aperto uno spiraglio e noi cercheremo di entravi - spiega Joël Blévin, presidente dela formazione britannica -. Se otterremo l'invito, cercheremo di ingaggiare due o tre corridori bretoni che non abbiano la certezza di correre il Tour con le loro formazioni».

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Donoratico: la Cinelli Opd punta di Perez e Fanelli

Si respira un’aria tipica da primo giorno di scuola in casa Cinelli-OPD. I ragazzi del team diretto dalla coppia Biasci-Gurayev hanno rifinito la preparazione sulle stesse strade dove domani saranno impegnati nella prova d’apertura: l’Ouverture Nobili Rubinetterie – 13° GP Costa degli Etruschi.

Sembra essere soddisfatto del lavoro svolto sino ad oggi il diesse Roberto Pelliconi: «I ragazzi stanno tutti bene e sembrano in discreta condizione, tale da farci guardare con un certo ottimismo verso queste prime gare della stagione».

Qualche problema invece, come spiega lo stesso tecnico emiliano, sembra esserci con il velocista principe della squadra, il venezuelano Jesus Perez : «Purtroppo nei giorni scorsi il ragazzo è stato alle prese con un dolore al ginocchio che lo ha costretto a saltare due giornate di allenamento. Adesso la situazione sembra essere sotto controllo. Speriamo che ai fini della preparazione, soprattutto per la gara di esordio, non risultino determinanti quei due giorni di riposo forzato». Sarà dunque la corsa, a determinare le gerarchie all’interno del team. «Non dimentichiamoci che il team Cinelli-OPD dispone anche di Fanelli (nella foto) – tiene a sottolineare Pelliconi -. Ivan è forse un atleta che rispetto a Perez si adatta meno agli a sprint a ranghi affollati; resta tuttavia un elemento in grado di dire la sua già da domani».

Questi gli atleti del team Cinelli-OPD che saranno impegnati nella corsa di Donoratico: Fabio Ciccarese, Gianluca Cavalli, Alfonso Falzarano, Ivan Fanelli, Jesus Perez, Alexey Shchebelin, Manuele Spadi Manuele e Balint Szeghalmi, diretti da Roberto Pelliconi e Antonio Cibei.

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Donoratico: sarà Cadamuro la punta della Nippo Endeka

Il Team Nippo-Endeka-Prato Edile si prepara all’esordio di Donoratico e dal ritiro di Follonica il diesse Fabrizio Fabbri fa il punto della situazione: «La prima corsa della stagione è un appuntamento molto particolare, carico di una forte tensione agonistica. Tutti i corridori che si sentono in grado di disputare la volata non vogliono assolutamente tirarsi indietro e questo rende la corsa, soprattutto nel finale, particolarmente pericolosa». Il corridore designato a disputare lo sprint sarà Simone Cadamuro, da alcuni giorno alle prese con dolori al ginocchio dopo una caduta in allenamento. «La situazione sembra volgere al meglio – tiene a sottolineare con toni abbastanza sollevati il tecnico toscano -. Bisognerà vedere la reazione a caldo, già nei primi chilometri di corsa, ma il ragazzo appare comunque ottimista. Peserà l’assenza di Wiesiak, che allo sprint avrebbe dovuto essere l’ultima ruota del velocista veneto. L’atleta polacco è però impegnato in un ritiro con la propria nazionale, in chiave preolimpica. Cedo tuttavia che anche gli altri ragazzi saranno in grado di svolgere al meglio il loro lavoro».

Questi gli atleti del team Nippo-Endeka-Prato Edile che saranno impegnati nella corsa di Donoratico: Domenico Agosta, Simone Cadamuro, Massimo Gabrielleschi, Marino Palandri, Devis Miorin, Eddy Ratti, Yoshiyuki Shimizu e Pierpaolo Tondo diretti in ammiraglia da Fabrizio Fabbri e Fabrizio Guidi.

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Debutta a Donoratico la Hadimec - Nazionale Elettronica

Con l'Ouverture Nobili Gp Costa degli Etruschi” debutterà nel mondo professionistico la neonata Hadimec-Nazionale Eletronica Bottecchia.

Per la scuderia italo- svizzera saranno presenti ai nastri di partenza gli italiani Novembrini, Di Nizio, Ghiselli e Andrenacci e gli svizzeri Bear, Eggli, Schinyder, Randin.

Dopo Donoratico, la squadra guidata dal team manager Rodolfo Massi continuerà a correre in Italia partecipando al "Giro di Calabria".

Tuttobiciweb.it

Inviato

Domani si comincia

Visconti affila le armi

A Donoratico il via alla stagione del ciclismo. Il campione italiano si confessa: "Ho una voglia enorme di iniziare, ma la reperibilità è diventata un incubo"

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Giovanni Visconti, 25 anni, nel 2007 ha vinto anche la coppa Sabatini. Ansa

MILANO, 8 febbraio 2008 - Giovanni Visconti parla come pedala. Chiaro, efficace, senza fronzoli. Da domani, a Donoratico, comincerà a portare in gruppo anche nel 2008 la maglia tricolore conquistata il primo luglio scorso a Genova. Lo aspetta l’emozione unica di un Giro d’Italia al via da Palermo, la sua città.

Visconti, come si sente?

"La scorsa settimana ho avuto un virus intestinale che per tre giorni mi ha svuotato. Un contrattempo e niente di più: meglio averlo adesso che poi. Comunque due buoni allenamenti li ho fatti".

Per caso ha incontrato Cipollini?

"Sì. E sembra che non abbia mai smesso. Poi ha una grinta che fa paura. Ero reduce dal virus, ma facevo fatica a tenerlo in pianura. Se vincesse una volata al Giro di California, di certo non ne sarei sorpreso".

Dove correrà dopo Donoratico?

"Challenge Maiorca e Ruta del Sol. Ma è alla Tirreno-Adriatico che comincerò a farmi vedere".

Con quale stato d’animo comincia la stagione?

"Ho una voglia enorme di iniziare. Ma le confesso che sono anche nervoso".

Le pesa la necessità di riconfermarsi ad alti livelli?

"No, non è questo".

Che cos’è allora?

"Non voglio girarci attorno. E' la questione della reperibilità che sta diventando un incubo. Sono giorni che studio i regolamenti, e non sempre sono chiari".

Oggi a San Vincenzo verrà un funzionario del Coni per parlare proprio di questo con gli atleti. Lei ci sarà?

"Certo. E spero che saremo in tanti".

Che cosa non la convince del sistema attuale?

"Troppi obblighi, troppe complicazioni. Uno stress. In questi ultimi giorni mi è capitato anche di litigare con i genitori, con la fidanzata... Ci vuole una segretaria per riuscire a stare dietro a tutto. Io mi faccio aiutare da mia sorella".

Obiezione: è colpa proprio dei corridori se si è arrivati a questo punto.

"Non vorrei essere frainteso. Sì ai controlli frequenti, sì ai test a sorpresa, sì alla severità contro il doping".

Lei che cosa propone?

"Comunicare i dati su reperibilità e spostamenti a un solo ente. E non doversi attaccare a internet o ai fax per riferire di spostamenti o cambi di programma minimi. Cominciamo da qui. In una parola: buon senso. In realtà sono due parole. Ma il concetto resta quello".

Gazzetta.it

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"Varese, circuito per duri"

Il c.t. del Belgio, Carlo Bomans, giudica il tracciato: "E' molto nervoso, più impegnativo di quello di Stoccarda. Non sarà facile impostare la corsa"

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Carlo Bomans, commissario tecnico della nazionale belga

VARESE, 8 febbraio 2008 - "Il circuito iridato 2008 è molto nervoso, sebbene nel complesso possa rivelarsi meno impegnativo di quello di Stoccarda del settembre scorso": il selezionatore della nazionale belga Carlo Bomans ha tratto queste indicazioni al termine di un sopralluogo a Varese. "Il tracciato presenta ininterrottamente curve, salite e discese: non sarà facile interpretare tatticamente la corsa", ha aggiunto il tecnico, intenzionato a ripetere il successo di Madrid di tre anni fa con il suo leader Tom Boonen che, per giocarsi al meglio le chances iridate alla fine del prossimo settembre, ha rinunciato al prestigioso obiettivo delle Olimpiadi estive di Pechino.

"Avrò il tempo di analizzare meglio le salite di via Montello e dei Ronchi, decisamente diverse tra loro. Dopo l'ultima ascesa si affronterà il lungo falsopiano che immette all'ippodromo Le Bettole, sede di arrivo: l'ingresso nell'impianto ippico è stretto e potrebbe rivelarsi pericoloso", ha concluso Bomans, ex-corridore al fianco del coordinatore tecnico azzurro Franco Ballerini in maglia Mapei.

Gazzetta.it

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Accpi, proposte e discussioni sui controlli antidoping

I lavori dell’ACCPI, che oggi a Castagneto Carducci ha riunito l’assemblea dei corridori professionisti italiani, sono stati caratterizzati dalla presenza di Paolo Pavoni, vice-segretario generale della Federciclismo e referente federale antidoping. Si è parlato della reperibilità dei corridori di prima fascia, che sono chiamati a segnalare agli organi competenti tutti i loro movimenti, anche al di fuori delle competizioni, per poter essere in ogni momento sottoposti ai controlli antidoping a sorpresa. Ciò senza alcun limite di orario e con la possibilità di procedere ai test ovunque, in casa degli atleti come in un qualsiasi locale pubblico. Pavoni ha sostenuto che, ad oggi, i corridori dovrebbero segnalare in anticipo tutti i benché minimi “movimenti personali” sia all’UCI (tramite il sistema ADAMS) sia, via fax, alla Federciclismo. A sua volta, la federazione nazionale ha l’incarico di trasferire queste informazioni al CONI.

I limiti del metodo vigente sono apparsi con chiarezza, per esempio nell’impossibilità di comunicare tramite e-mail o tramite sms. Al di là degli aspetti più concreti, sono emersi con evidenza la scarsa chiarezza normativa ed il fatto che i corridori sono sottoposti ad un inaccettabile regime di libertà vigilata. Pur senza trascendere sulla peraltro evidente disparità di trattamento tra i corridori ciclisti e gli atleti di altre discipline sportive, i corridori, nel confermare la piena adesione ad ogni serio progetto antidoping, hanno preannunciato una presa di posizione ufficiale che sarà portata all’attenzione della Federciclismo. Il presidente del CCP, Alcide Cerato, ha preannunciato un supporto a questa iniziativa, affinché la FCI riporti le sollecitazioni degli atleti al Comitato olimpico nazionale.

Tra le prese di posizione più significative, quelle dei corridori italiani della Lampre (pochi giorni fa interessati da un discusso “blitz” serale del CONI) e della Quick Step. Questi ultimi, in particolare, hanno presentato un documento in cui chiedono che CONI e WADA forniscano un elenco dei medici e dei commissari abilitati a compiere i controlli a sorpresa, così da poterli identificare (a maggior ragione nel caso di test a domicilio). CONI, UCI e WADA dovrebbero fornire anche un elenco di strutture sanitarie dove potersi recare per sottoporsi agli esami previsti, così da evitare che questi vengano compiuti in location inidonee. «Ognuno di noi ha una propria vita privata» scrivono gli italiani della Quick Step. «Molti sono sposati e hanno figli. Per tutelare privacy e intimità non possiamo tollerare che eventuali test antidoping si svolgano nelle nostre abitazioni. Chiariamo: siamo apertissimi a collaborare nella lotta al doping, purché tutto si svolga con chiarezza e non venga calpestata la nostra dignità umana».

Quanto all’affollatissima assemblea ordinaria (erano presenti oltre settanta corridori), che si è formalmente tenuta dopo l’intervento di Pavoni, sono stati approvati sia la relazione del presidente Amedeo Colombo (all’unanimità) sia il bilancio consuntivo del 2007.

Tuttobiciweb.it

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L'Uci intima: aprite un procedimento contro Rasmussen

L’UCI ha chiesto ufficialmente alla Federciclismo del Principato di Monaco di aprire un'inchiesta nei confonti di Michael Rasmussen per violazione del regolamento antidoping.

Michael Rasmussen ha riconosciuto pubblicamente i fatti che lo hanno visto protagonista prima e durante il Tour de France 2007, concernenti gli obblighi di comunicazione della reperibilità all'Uci (art. 15.4 RAD).

Al termine di un'inchiesta rigorosa e profonda, l'Uci ritiene che Rasmussena abbia violato anche gli articoli 15.3 e 15.5 sottraendosi in maniera fraudolenta ai controlli ed impedendo agli stessi di essere svolti.

Come previsto dai regolamenti, Rasmussen avrà la possibilità di difendersi e spiegare le sue ragioni davanti alla Commissione Disciplinare della Federazione Monegasca.

Le infrazioni che gli sono contestate, se provate, porteranno ad una squalifica di due anni.

Tuttobiciweb.it

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Besseges, colpo doppio del russo Yuri Trofimov

Il russo Yuri Trofimov è il nuovo signore dell'Etoile de Beseges. Il ventiquattrenne atleta della Bouygues Telecom, infayyi, ha vinto la terza tappa della corsa ruissa e ha conquistato anche la maglia di leader della classifica generale.

Ordine d'arrivo

1. Yuri Trofimov (Rus) Bouygues Telecom

2. Pierre Rolland (Fra) Crédit Agricole

3. Pierrick Fédrigo (Fra) Bouygues Telecom

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