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Inviato
io sto vicini ad occhio non me lo ricordo. L'unica inquadratura dall'alto che mi ricordo erano abbastanza lontani,mi sarà sfuggita :smilie_daumenpos:

Era un'inquadratura (prima del tratto in pavè dove Armstrong ha forato e prima del ricongiungimento di Contador) in moto dove si vedevano a 200/250m in pianura (più o meno il distacco detto di 15/20 secondi)

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Inviato

ma non potevano allora fare come l'acqua e sapone? si guardano e poi attaccano e gli altri andavano dietro (stile vino ed evans). ieri hanno provato due km ma poi si sono riseduti

Inviato

Evans e Schleck oggi hanno sfruttato la più grossa chance che avevano di rimescolare le carte. Se penso a come potrebbe essere messo Cadel senza la manfrina di ieri...

Da notare poi Menchov, sornione come sempre, eppure sempre lì con i migliori. Wiggins ha recuperato dal pessimo prologo, e con un Vino in queste condizioni penso che Contador in salita abbia una squadra non troppo distanta dalla RS (che resta superiore, intendiamoci), con De La Fuente, Vino, Tiralongo, Navarro, Hernandez, etc. VdB potrebbe essere il nome a sorpresa che tutti gli anni si intrufola nelle prime 5-6 posizioni (lo scorso anno Vande Velde e Wiggins).

Sastre e Basso come al solito hanno pagato queste tappe atipiche (vedi tappa dello sterrato al Giro). Armstrong secondo me con oggi ha praticamente detto addio alle possibilità di vincere il Tour. 1' a Contador - che per me resta comunque il favorito #1 - a cronometro non lo prende. Dovrebbe staccarlo in salita, e francamente vedo più probabile il contrario.

  • Amministratori
Inviato
Sì, si è incazzato ma non perché gli hanno tolto gli abbuoni, visto che nel momento in cui sono arrivati lo sapeva già che sarebbero stati neutralizzati in quanto Cancellara, dopo aver parlato con il vice direttore, è tornato in testa al gruppo a dire quanto si erano detti. Si è incazzato perché non ha potuto fare la volata, che è diverso...

Mi risulta anche l'altra cosa, l'avevo sentito dire ieri da Pancani :wink:

  • Amministratori
Inviato
Lo stesso Hushovd ha detto che "avevano raggiunto un accordo" :wink: Confermato dal suo DS. Pancani l'avrà detto a caldo, come tutti noi, cercando di interpretare quanto succedeva...

Ok ma alla fine boh rimane una cosa distorta

Che ha detto Pancani? Seguendo su eurosport non ho sentito.

Inviato
andy ha già cominciato a postare foto del fratellone e commenti piangenti su twitter... mi sa che andrà veramente in depressione e se la giocherà per la maglia nera con cunego :D

vero

Che poi, chiaramente, il Tour non lo avrebbe vinto certamente lui

Secondo me influirà sullo spettacolo, questo ritiro. E vedo Armstrong troppo indietro: in questa tappa doveva guadagnare, e invece ora è a 50" da Contador e a 1'20" dal giovane

Inviato

E poi perchè criticate Cunego? Lui ha detto che aveva previsto di perdere un'oretta nelle prime due settimane, ma che punta forte sui Pirenei per vincere il Tour :biggrin:

  • Amministratori
Inviato
E poi perchè criticate Cunego? Lui ha detto che aveva previsto di perdere un'oretta nelle prime due settimane, ma che punta forte sui Pirenei per vincere il Tour :biggrin:

Perché può e deve lottare per la classifica finché ce la fa a stare dentro.

Troppo facile uscire di classifica per vincere facile in montagna con la fuga dove l'avversario più pericoloso è uno tipo Uran perché il gruppo ti ha lasciato andare visto che eri fuori classifica. Quelle son vittorie di serie B.

Inviato

Con Thor ridono Andy e Evans, tappa ad Hushovd e maglia a Cancellara

Tutto quello che poteva succedere, e non è successo, ieri, ce lo siamo ripresi con gli interessi quest'oggi. Uno spettacolo assoluto quello offerto dalla quarta tappa del Tour de France, con i 13 e rotti chilometri sul pavé della Parigi-Roubaix (l'ultima volta era stato nel 2004, con 3.9 km totali) che hanno premiato il campione norvegese Thor Hushovd e che fanno sorridere anche Cancellara, Andy Schleck e Cadel Evans.

E dire che fino a 40 km dall'arrivo ci pareva addirittura una tappa noiosa: nessuna mancanza di rispetto nei confronti dei vari Kluge, Rolland, Augé, Erviti, Brutt, Cummings e Hesjedal, fuggitivi di giornata partiti a scaglioni tra i km 8 e 11 di corsa ed arrivati a toccare un vantaggio massimo di 4'50" al km 53.

Non poteva sembrarci interessante una foratura di Petacchi, né la caduta che ha costretto al ritiro il francese Le Lay ed ha coinvolto - tra gli altri - i vari Vorganov, Kolobnev, Moreno e Pérez Moreno. È anche vero che si era a circa 100 km dal traguardo e a 60 km dai tratti di pavé importanti, quelli francesi, quelli della "Rubé".

Primo tratto di pavé, in terra belga, ad Ormeignies: 85 km all'arrivo e 2 minuti tondi di distanza tra i sette fuggitivi ed il gruppo maglia gialla condotto dalla Quick Step; Chavanel è difatti un buon interprete di questo tipo di classiche (ha nel palmarès una Freccia del Brabante ed una top ten a Roubaix) e la squadra belga non intende abidcare. Ai meno 44 km - tratto di Hollain - il distacco è calato a 1'22" ed è il Team Saxo Bank, con Breschel in testa, a fare l'andatura. Ai meno 41 - tratto di Rongy - Hesjedal da davanti capisce che per combinare qualcosa di buono è giunto il momento di accelerare, mentre dietro (all'uscita del terzo tratto lastricato) Malori, Wegelius, Bellotti e Cunego sono tra i coinvolti in una caduta che manda più di qualche corridore al di là di una siepe.

A 35 km dall'arrivo subentra la Cervélo ed il gruppo diventa allungatissimo: fiutato il pericolo, Armstrong e Chavanel risalgono posizioni. Tra Sars-et-Rosières e Tilloy-lez-Marchiennes - due settori da 4.9 km di pavé totale in 6.5 km di strada - succede però il finimondo: Fränk Schleck si tocca con un corridore della Garmin e picchia violentemente a terra con la spalla sinistra: il suo Tour de France finisce su quel lembo d'erba accanto ai sampietrini. Nella stessa caduta, coinvolti - pur senza toccare le pietre - anche la maglia gialla Chavanel e la maglia bianca Martin, mentre davanti Fabian "Spartacus" Cancellara ha acceso la bocca di fuoco e sta relegando ogni corridore ad ogni angolo di strada.

In dieci chilometri, la situazione si stravolge. Siamo ai meno 22 km dall'arrivo e Hesjedal è sempre al comando della corsa con 37" su un quintetto composto da Cancellara, Andy Schleck, Thomas, Hushovd ed Evans (diventato poi sestetto con l'ex fuggitivo Cummings, che si lascerà staccare nel finale), 1'01" sul gruppo di Armstrong (che comprende Van den Broeck, Vansummeren, Popovych e Roelandts, tra gli altri) e 1'41" sul gruppo di Contador (con Wiggins, Ballan, Petacchi, Samuel Sánchez e Chavanel), mentre Basso sembra navigare in acque peggiori.

Contador capisce che non è il caso di scherzarci su, ed attua un bel forcing per riportarsi su Armstrong e compagnia. Il ricongiungimento avviene ai meno 16.5 km, proprio nel momento in cui Armstrong fora la ruota anteriore. Il texano, nella sfortuna, ha comunque accanto Popovych, ma da quel momento in poi il gruppetto di Contador - forte della presenza di Menchov, Vinokourov, Wiggins, Roche, Vansummeren e Van den Broeck - gira alla perfezione ed il texano può al massimo riportarsi sul gruppo di Petacchi, Cavendish e SSG.

Dice decisamente peggio a Chavanel, che fora un paio di chilometri dopo Armstrong e poi fora di nuovo a 10 km dalla conclusione: per lui 3'58" da Hushovd e soci all'arrivo, ed addio alla maglia gialla ottenuta ieri.

Davanti Cancellara prova l'allungo ai meno 13, poi - saggiamente - capisce che è più conveniente lavorare per Andy Schleck e torna nei ranghi, anche perché Hushovd e Thomas non sembravano molto d'accordo con il suo tentativo d'evasione. Ai meno 10 - nel momento del secondo "dramma" di Chavanel - il gruppetto di Cancellara è a 20" dalla testa della corsa, con 19" sul gruppetto di Contador e 1'22" su quello di Armstrong. A 6000 metri da Arenberg, il sogno del canadese Hesjedal - una delle più belle sorprese di oggi - svanisce per mano della locomotiva svizzera, che continua imperterrita la sua strepitosa marcia.

A 2 km dalla conclusione, i secondi su Contador sono diventati 56, mentre Armstrong è distante 2 minuti. 3'36", invece, la distanza da Chavanel, del cui distacco finale vi abbiamo già dato conto.

Hesjedal prova l'anticipo sul rettilineo finale e lo stesso fa Andy Schleck, ma Hushovd è troppo più forte e più veloce degli altri per pensare di poterlo impensierire. Il podio - con la maglia di campione norvegese davanti a quella di campione britannico, col campione del mondo al terzo posto - recita Hushovd, Thomas, Evans, con l'australiano e Schleck junior che rifilano 53" a Menchov, Wiggins, Van den Broeck e Vinokourov, 1'13" a Contador (rallentato nel finale da un problema alla ruota posteriore), 1'46" su Luís León Sánchez e Kreuziger, 2'08" su Armstrong, 2'25" su Basso (ripresosi nel finale), Gesink, Joaquím Rodríguez, Martin e Sastre. Non doveva fare classifica, ma balza agli occhi il quart'ultimo posto di Cunego (a 17'03"), per il quale speriamo di non dover registrare brutte conseguenze dopo la caduta.

In classifica, è ovvia la rivoluzione, con Cancellara che torna in giallo con 23" su Thomas e 39" su Evans, con Chavanel 5° a 1'01" e Schleck jr 6° a 1'09". Vinokourov e Contador sono 8° e 9° rispettivamente a 1'31" e 1'40" dallo svizzero ed anche Menchov (a 1'49") non ha di che lamentarsi. Va un po' peggio ad Armstrong (18esimo a 2'30") e va molto peggio a Samuel Sánchez (32esimo a 3'04"), Sastre e Basso (48 e 49esimo a 3'19" e 3'20"), per non parlare di Cunego (174esimo a 23'11").

La maglia verde passa sulle spalle di Hushovd, con la maglia bianca di miglior giovane che prende la strada della Gran Bretagna per posarsi sulle spalle di Geraint Thomas.

Domani, da Cambrai a Reims, si torna interamente sulle strade di Francia a vedere i velocisti sprintare. Non ci sarà Fränk Schleck, il grande sconfitto di oggi, ritirato e portato in ospedale a Valenciennes per una sospetta frattura della clavicola. Sul pavé, si sa, succede anche questo. Soprattutto al Tour de France.

(cicloweb)

Inviato

Roman Kreuziger (Liquigas-Doimo) da Raisport

«Avete visto tutti che disastro che è successo. Prima del pavé è stata molto dura con strade strette e una gran ritmo per prendere le posizioni buoni: poi c'è stata la caduta e sono finiti a terra proprio davanti a me; ho speso tanto per provare a rientrare ma dopo ho preso un altro buco: mi spiace perché potevo arrivare almeno con Contador ma quando si prendono questi buchi c'è poco da fare».

Alessandro Petacchi (Lampre-Farnese Vini) da Raisport

«Il primo tratto di pavé l'ho preso un po' indietro quindi quando c'è stata la caduta io sono rimasto bloccato. Per un po' ho inseguito, ci ho provato ma alla fine va bene così. La tappa era molto dura perché prima di ogni tratto di pavé c'era una bella tirata e abbiamo tutti speso tanto».

Cadel Evans (BMC Racing Team) da Comunicato stampa

«Oggi tutto quello che volevo era arrivare in fondo rimanendo ancora in classifica. Nel finale ovviamente non potevo andare da nessuna parte, non sono un uomo di pavé e tra i vento e tutto il resto non c'era spazio per imprese eroiche: siamo andati d'accordo e siamo riusciti a guadagnare qualcosa. Venti secondi significano poco ora ma è sempre meglio di niente».

Matti Breschel (Team Saxo Bank) da Comunicato stampa

«Oggi tutta la squadra si è sacrificata e penso che abbiamo mostrato a tutti di essere il miglior team di tutto il gruppo. Io mi trovo veramente bene a correre sul pavé e penso che possiamo essere molto soddisfati per come è andata la tappa: peccato solo per la sfortuna caduta di Frank».

Thor Hushovd (Cervélo Test Team) da Comunicato stampa

«Vincere oggi nella tappa del pavé significa davvero molto per me. La squadra è stata perfetta e devi complimentarmi con tutti: erano molto motivati e hanno fatto un gran lavoro per lasciarmi nella posizione giusta. Io sapevo di dover rimanere più avanti possibile per evitare problemi e che se ci fossi riuscito avrei avuto grandi chance di vittoria: così è andata e così ho vinto, sono veramente orgoglioso, una tappa speciale, una bellissima vittoria. L'avevo mirata già molto tempo fa e ho lavorato molto. Ora le possibilità di portare a casa la maglia verde aumentano».

(cicloweb)

Inviato
buon vantaggio per Evans direi nella generale,speriamo solo che la squadra lo assista :roll:

bè oggi dovevano rimanere con lui...e.....

secondo me con la Saxo la Bmc era la squadra migliore.....Burghardt,Hincapie e Ballan son tre bei paveari...

Inviato
Evans e Schleck oggi hanno sfruttato la più grossa chance che avevano di rimescolare le carte. Se penso a come potrebbe essere messo Cadel senza la manfrina di ieri...

Davvero...comunque io credo che Cadel possa andare in maglia gialla a Rousses. Ha Più di 30" su Schleck, 1' su Contador e non so quanto su Basso e Armstrong...chissà.....

Comunque sono d'accordo con Cancellara91, le tappe con sterrato e pavè sono state davvero spettacolari. Speriamo che le organizzazioni ne tengano conto in futuro.

Inviato

I BMC oggi che era l'unica tappa adatta a loro non si sono visti.. bah ..E adesso vedremo se è vero quello che tutti dicono: Andy va più forte senza Frank..

Inviato
Perché può e deve lottare per la classifica finché ce la fa a stare dentro.

Troppo facile uscire di classifica per vincere facile in montagna con la fuga dove l'avversario più pericoloso è uno tipo Uran perché il gruppo ti ha lasciato andare visto che eri fuori classifica. Quelle son vittorie di serie B.

Voleva essere una battuta

Comunque, Cunego aveva provato a fare classifica nel 2008 ma aveva subito affermato: "Vanno troppo forte per me"

La verità è che quando Cunego ha vinto il Giro era dopato

Inviato
Voleva essere una battuta

Comunque, Cunego aveva provato a fare classifica nel 2008 ma aveva subito affermato: "Vanno troppo forte per me"

La verità è che quando Cunego ha vinto il Giro era dopato

Come fai ad esserne così sicuro?

Inviato
Come fai ad esserne così sicuro?

Dopo sei anni, e andando a rivedere quello che faceva in salita, sembra essere l'unica soluzione. Anche perchè un corridore, dopo i 24 anni, cresce, e lui al contrario di crescere è regredito. Non è molto normale. In salita nel 2004 sembrava Pantani

Inviato
Dopo sei anni, e andando a rivedere quello che faceva in salita, sembra essere l'unica soluzione. Anche perchè un corridore, dopo i 24 anni, cresce, e lui al contrario di crescere è regredito. Non è molto normale. In salita nel 2004 sembrava Pantani

Cunego lo vinse a 22 anni il Giro. Comunque chi l'ha detto che era dopato? Lui era in una condizione psicofisica eccellente, cosa che non gli è più successa. Poi ebbe fortuna nella tappa di Falzes ad andarsene senza che quelli dietro ( gli uomini di classifica) reagissero e nel trovare 2 compagni che gli fecero da ponte. Nelle tappe successive era sorretto dal potere "maglia rosa", quindi non mi sembra strano che abbia vinto il Giro da pulito. E per commentare le corse che fa oggi beh...ha le gambe il doppio di quando aveva 22 anni. Forse più muscoloso, ma meno agile. Basta andare a vedere i video del Giro 2004 e si nota molto bene che andava in salita con un agilità pazzesca, cosa che ora non riesce più a fare.

Inviato

Sì, il problema è che nel corso degli anni Cunego si è rovinato il fisico, con una preparazione che l'ha fatto rimanere tra lo scalatore puro e il passista scalatore e che quindi gli rende difficile imporsi su un determinato terreno. In più, come tutti sanno e come mi ha confidato un meccanico della Lampre, Damiano non regge la pressione, infatti la Lampre in passato ingaggiò anche dei motivatori apposta. Quando Cunego vinse il Giro, non aveva nessun fardello sulle spalle e niente da perdere, visto che non aveva ancora vinto nulla.

Inviato
Sì, il problema è che nel corso degli anni Cunego si è rovinato il fisico, con una preparazione che l'ha fatto rimanere tra lo scalatore puro e il passista scalatore e che quindi gli rende difficile imporsi su un determinato terreno. In più, come tutti sanno e come mi ha confidato un meccanico della Lampre, Damiano non regge la pressione, infatti la Lampre in passato ingaggiò anche dei motivatori apposta. Quando Cunego vinse il Giro, non aveva nessun fardello sulle spalle e niente da perdere, visto che non aveva ancora vinto nulla.

E aveva Simoni come leader, per cui tutte le pressioni andavano addosso al buon Gibo.

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