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Inviato

Delle inchieste della magistratura fatte da PM che magari buttano qualche nome solo citato per farsi piu' pubblicita' mi fido poco , ovviamente non vuol dire che che sia tutto falso anzi .... pero' quando si comincia coi sentito dire ..."mi ha detto mio cuggino che lui frequentava quello" ... alzo un po' le sopracciglia .

L'unica cosa che ha un ragionamento logico e' che Ballan , Petacchi , Cunego e Saronni possano essere stati spinti a cose disperate per mancanza di risultati . Per il resto ricordiamoci che dire che in un inchiesta " c'e' il nome di ..." e farci gossip sopra e' un orrore democratico .

Inviato
Delle inchieste della magistratura fatte da PM che magari buttano qualche nome solo citato per farsi piu' pubblicita' mi fido poco , ovviamente non vuol dire che che sia tutto falso anzi .... pero' quando si comincia coi sentito dire ..."mi ha detto mio cuggino che lui frequentava quello" ... alzo un po' le sopracciglia .

L'unica cosa che ha un ragionamento logico e' che Ballan , Petacchi , Cunego e Saronni possano essere stati spinti a cose disperate per mancanza di risultati . Per il resto ricordiamoci che dire che in un inchiesta " c'e' il nome di ..." e farci gossip sopra e' un orrore democratico .

Dubito, non penso che un ciclista si faccia fare determinate cose illegali compromettendo la sua carriera solo perché ll sponsor deve ottenere un certo tipo di risultato più o meno prestigioso.

  • Amministratori
Inviato

Non meravigliatevi. Il punto è che la Lampre non ha più protezione, presto o tardi diventerà una squadra minore o peggio fallirà, e presto o tardi perderà la licenza Pro Tour. Questione di tempo. E' una mossa per intimidire i corridori di questa squadra, però il fatto che non ci sia più protezione la dice lunga, adesso chi corre per la Lampre rischia grosso. Io, come sempre, sono dalla parte dei corridori.

Inviato
Non meravigliatevi. Il punto è che la Lampre non ha più protezione, presto o tardi diventerà una squadra minore o peggio fallirà, e presto o tardi perderà la licenza Pro Tour. Questione di tempo. E' una mossa per intimidire i corridori di questa squadra, però il fatto che non ci sia più protezione la dice lunga, adesso chi corre per la Lampre rischia grosso. Io, come sempre, sono dalla parte dei corridori.

Perché ci dovrebbe proteggerla?

Inviato
Se Cunego si dopa, tanto vale depenalizzare l'uso di sostanza ritenute dopanti, visto che mi pare evidente che non servono a niente.

si dopava anche paolo bossoni... allora depenalizziamo l'uso delle sostanze dopanti visto che anche riempiendosi come un bidone non vinceva :wink:

Inviato

Il nome di Nigrelli era spuntato tempo fa anche dall’indagine padovana sul doping. A farlo era stato il ciclista veneto Matteo Priamo di Riese Pio X, sospeso dall’attività agonistica per quattro anni. «Il mio preparatore è Nigrelli - spiegò Priamo - che si avvale della collaborazione di tale Sergio. Mi reco a casa sua 5-6 volte all’anno, occasione in cui effettuo dei test. Con la prescrizione medica mi recavo da lui e mi prendevo i farmaci. Lui mi dava consigli per quanto riguarda l’alimentazione. So che ci vanno anche i ciclisti della Lampre, fra cui Ballan e Bandiera. Anzi, da Nigrelli sono andato anche con Ballan».

fonte Corriere del Veneto.

Inviato
Il nome di Nigrelli era spuntato tempo fa anche dall’indagine padovana sul doping. A farlo era stato il ciclista veneto Matteo Priamo di Riese Pio X, sospeso dall’attività agonistica per quattro anni. «Il mio preparatore è Nigrelli - spiegò Priamo - che si avvale della collaborazione di tale Sergio. Mi reco a casa sua 5-6 volte all’anno, occasione in cui effettuo dei test. Con la prescrizione medica mi recavo da lui e mi prendevo i farmaci. Lui mi dava consigli per quanto riguarda l’alimentazione. So che ci vanno anche i ciclisti della Lampre, fra cui Ballan e Bandiera. Anzi, da Nigrelli sono andato anche con Ballan».

fonte Corriere del Veneto.

Alla fine se voleva lo sconto bastava che indicasse Nigrelli. Perchè coinvolgere anche altri ciclisti?

Inviato

Tutti prendono qualcosa, ma mi pare che i giornalisti hanno tirato un po di nomi a caso tra quelli fatti della lampre..

Infatti Ballan ha avuto perquisizioni ed altri indicati no..

Inviato

Ecco un bell'articolo interessante di Spaziociclismo.it

Recentemente ha destato scalpore la vicenda di Vania Rossi, 26enne atleta di Torriana (Rimini), campionessa italiana di ciclocross e compagna nella vita di Riccardo Riccò.

Vania è stata trovata positiva ad un controllo antidoping svolto al termine del campionato italiano di specialità, svoltosi il 10 Gennaio. La sostanza ritrovata nelle sue urine è il CERA, la famigerata EPO di terza generazione che tanti adepti ha trovato nel mondo dello sport.

Come da prassi Vania Rossi, che si è sempre dichiarata innocente, ha richiesto le controanalisi, e qui hanno avuto inizio le sorprese. E’ stata infatti riscontrata in questa sede la negatività di Vania Rossi, ribaltando pertanto il verdetto di colpevolezza emerso in prima istanza; ma come è possibile che ciò sia accaduto?

La determinazione della presenza di eritropoietina esogena nei campioni biologici avviene attraverso una tecnica analitica conosciuta con il nome di “elettroforesi capillare”. Questa tecnologia implica il passaggio di un campione attraverso un tubo capillare di vetro di strettissimo diametro, ai cui capi vi sono due soluzioni elettrolitiche a differente carica elettrica.

La migrazione delle cariche da un capo all’altro del sistema comporta la distribuzione dei diversi componenti del campione nel tubo capillare, a seconda delle loro caratteristiche (massa, carica elettrica). Su una piccola parte di questo tubo capillare viene indirizzata una radiazione, in genere ultravioletta o visibile, in grado di identificare e quantificare i diversi componenti in transito, in funzione della loro risposta alla radiazione. La differente natura elettrica dei componenti dell'eritropoietina esogena rispetto a quella endogena consente la differenziazione dei due tipi di EPO, e la rivelazione di positività altrimenti non riscontrabili.

Purtroppo vi sono dei limiti in questa tecnica, che pure rimane una delle più efficienti per la determinazione analitica di componenti presenti in tracce.

Al di sotto di una determinata concentrazione infatti la risposta dei componenti diventa talmente piccola da non poter essere differenziata con certezza da quello che è il rumore di fondo del sistema, e non è pertanto possibile in questi casi considerare il campione come positivo, pur essendo presente un debole segnale caratteristico del componente dopante di cui si è in cerca.

Tale concentrazione soglia è spesso stabilità con un certo margine rispetto a quelli che sono gli effettivi limiti del metodo analitico; per esempio, se il mio metodo è in grado di determinare concentrazioni fino a 1 in condizioni ottimali, allora la concentrazione limite viene fissata a 2, così che la positività alla sostanza dopante possa essere stabilita senza dubbio alcuno anche a fronte di condizioni di lavoro non proprio ottimali. Pertanto un campione con concentrazione 1,5, che il metodo evidenzia come chiaramente positivo, formalmente deve essere considerato negativo, poiché il prodotto dopante è a concentrazione inferiore al limite stabilito.

Questo è quanto accaduto nel caso di Vania Rossi, e ciò si è verificato perché la eritropoietina esogena nelle urine con il passare del tempo si è degradata e la sua concentrazione rispetto al momento in cui è stata svolta la prima analisi è scesa, così da non fornire più un segnale al di sopra della soglia che permette di dichiarare la positività dell’atleta.

Risulta evidente come questa situazione da un lato porta ad un risultato di negatività sulla controanalisi, ma dall’altro non scagiona completamente l’atleta incriminata, poiché rimane confermata la presenza di eritropoietina esogena nel campione in esame, sia pure a concentrazioni minime.

Al di là di quello che scaturirà da questa vicenda, sulla quale la procura antidoping è già all’opera, diventa chiaramente urgente trovare una procedura che permetta di non ricadere in situazioni analoghe; una possibile soluzione potrebbe essere l’accorciamento dei tempi tra la prima analisi e la controanalisi, così da minimizzare la degradazione del prodotto dopante e rendere possibile la sua corretta determinazione in entrambe le prove.

Si può inoltre ipotizzare come gli scienziati dei diversi laboratori coinvolti nella lotta al doping cercheranno di ovviare a questo problema, magari migliorando se possibile la sensibilità del metodo analitico, così da poter considerare positivi anche i campioni con basse concentrazioni di eritropoietina.

Il tutto in attesa di un chiarimento che consenta di definire come valutare situazioni limite come questa dal punto di vista legislativo, per impedire che positività evidenti possano risultare impunibili per ragioni formali e non sostanziali.

Se avete voglia di leggerlo è interessante..

Inviato

Davvero un bell'articolo..:D

Solo un paio di note e perplessità;

In laboratori di analitica bisogna, e ripeto, bisogna, lavorare su metodi validati e depositati nei vari enti governativi e in questo caso sportivi.

Ovvero, prima di poter utilizzare un metodo (e quindi prima di poter garantire i risultati di un analisi) bisogna dimostrare che tutto funzioni in varie condizioni (temperatura, apparecchiatura, tempo, matrici, sostanze ecc.), che i risultati siano precisi ed accurati (cioé che se analizzo una soluzione avente concentrazione nota p.es. 10 le analisi, in genere 6 letture per ogni variabile ed ogni verifica, devono darmi una media di 10, con una dev. STD che varia da caso a caso, entro certi limiti) e via dicendo.

Quando si valida questo metodo si fissano e si misurano anche alcuni valori limite, uno di questi è la stabilità del prodotto.

Devono garantire che i campioni reggano per un certo lasso di tempo in determinate condizioni (che devono però essere mantenute), quali temperatura e aggiunta di conservanti.

Quindi se questo metodo è già stato depositato i chimici che ci lavorano NON possono modificare il metodo, al limite potrebbero crearne un nuovo, ciò equivarrebbe a dover ripetere ogni sorta di controllo ed analisi, perdendo tempo e denaro.

Non capisco, come sia possibile una falla del genere in un campo così burocratico come questo.

Inviato

Stavo pensando a moltissime cose:

- Dalla positività di Vania Rossi (Gennaio) a queste controanalisi (Aprile) sono passati 3 mesi. Ed il test in questo lasso di tempo ha fatto cilecca. Allora perchè i campioni di Rebellin sono stati esaminati con 7 mesi di ritardo (prelevati ad Agosto e riesaminati ad Aprile) sono da considerarsi giusti? E quelli di Sella (prelevati a Maggio, riesaminati ad Agosto)? Che una bega del genere sia uscita adesso mi sembra strano (il test nuovo è arrivato l'anno scorso). Poi penso che è da quasi un anno (tra un paio di giorni sarà un anno vero e proprio) che si aspettano le controanalisi di Rebellin. Ecco: che deve dire Davide Rebellin?

- Stavo pensando che non so come mai si sono svegliati adesso a tre anni di distanza dall'introduzione del metodo (con modifiche agli strumenti ma il metodo è sempre lo stesso) con questa storia quando la verifica della degradazione del campione nel tempo è una delle prime cose che si verifica. Che si siano scordati di valutare un particolare di tale importanza? Non credo perchè se non c'è questa "sicurezza" difficilmente puoi validare il metodo (e specie riguardo questi tipi di test). Ricordando che la validazione del test segue un iter burocratico abbastanza lunghe...

- Il caso di Vania Rossi è il primo riguardo alla CERA: io penso che uno scienziato di debba basare su più di un caso per mettere in discussione la validità del test. Un caso su quanti (tra test veri e propri e prove di preparazione del metodo e dei macchinari?)

- Le controanalisi le hanno inventate apposta per permettere agli atleti di difendersi: se le controanalisi si dimostrano negative bisogna dire che l'atleta NON è risultato positivo e non accampare scuse del genere. E' sotto il limite imposto da metodo/strumento per ritenere un test accettabile? L'atleta NON è positivo. Ed ora Torri se ne esce con l'accusa di tentato doping (eh si. La "caccia alle streghe" continua...)

Inviato

Per il primo punto:

Gli esami di Vania Rossi sono stati fatti su urine se non mi sbaglio, invece, quegli di Rebellin, Sella su sangue; di conseguenza cambia non poco il tasso di conservabilità.

Ma soprattutto, se non mi sbaglio, le controanalisi di Rebellin sono uscite, e anche positive.

Inviato
Per il primo punto:

Gli esami di Vania Rossi sono stati fatti su urine se non mi sbaglio, invece, quegli di Rebellin, Sella su sangue; di conseguenza cambia non poco il tasso di conservabilità.

So benissimo che sono stati fatti in modalità diversecon metodi diversi (con i cambiamenti che possono esserci) ma il discorso è lo stesso: Chi lo dice che non accade degradazione (oppure chissà che cosa) anche nell'altro metodo? Siamo ad un punto (per la precisione la seconda parte del secondo punto del mio post precedente): perchè questo cambiamento? Cambiano un metodo (controanalisi esaminando il sangue) senza testare quello nuovo? Comunque vada è una dimostrazione di poca (ma pochissima) serietà del laboratorio di Roma.

E ricordo una cosa: il test del CERA non è riconosciuto (come invece per tutti gli altri test antidoping) dalla comunità scientifica...

Inviato

Sei sicuro che il test del CERA non è riconosciuto?

Perché se non viene certificato ha un valore nullo in qualsiasi caso.

In un laboratorio accreditato non è possibile utilizzare un metodo non validato (o non certificato) su campioni ufficiali.

Per validare un metodo farmaceutico o sulle derrate alimentari bisogna verificare almeno su 6 iniezioni di STD e 6 iniezioni di campione rinforzato, prima di poterlo utilizzare in altri modi.

Inviato
chi l'ha scritto? Chi sarebbe Mario Spairani? Non è il primo che scrive su questi argomenti

Chi è non lo so, però io ho trovato interessante l' articolo.

Non pensare male, non faccio parte di Spaziociclismo io..

Inviato
chi l'ha scritto? Chi sarebbe Mario Spairani? Non è il primo che scrive su questi argomenti

è il nostro Stephenroche, o almeno al 90% posso confermare ciò

Inviato

Ritengo molto più importante questa cosa che le manfrine del caso Vania Rossi e l'inchiesta di Mantova "tutto fumo niente arrosto":

Doping. Bordry: scoperto un protocollo per nascondere l'EPO

Ricordate i corridori ucraini arrestati nel settembre scorso durante il Tour de l'Avenir? Bene, da quel caso la AFLD ha scoperto un “protocollo” per risultare negativi ai controlli pur avendo assunto sostanze dopanti.

Pierre Bordry, presidente dell’Agenzia Francese Antidoping, ed il consigliere scientifico dell’associazione hanno spiegato: «Nel corso degli interrogatori durante la “garde a vue” i corridori ucraini hanno confessato di aver assunto Epo in dosi importanti, ma le loro analisi erano negative. Il motivo? Avevano adottato un protocollo studiato da specialisti che permette di “nascondere” le sostanze vietate e risultare negativi ai controlli. Alla base del protocollo non c’è una sola sostanza ma diversi elementi la cui combinazione dà il risultato richiesto: ognuno di questi elementi, naturalmente, somministrato in maniera da non dare risultati positivi ma in alcuni casi soltanto al limite. C’è un vero e proprio traffico di queste sostanze, che va ben aldilà del caso di Besançon che è un piccolo caso. E non si tratta di un protocollo che riguarda unicamente il ciclismo».

fonte: tuttobiciweb

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