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[PCM 2010] Angeli e demoni


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ANGELI E DEMONI

______________L'eterna lotta tra il bene e il male_____________

INTRODUZIONE

Medellin, Colombia.

29 Giugno 2010; ore 4:30 del mattino.

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La Bentley Continental bianco perla si fermò a pochi passi dall'uomo in gessato nero, il quale con un cenno del capo annuì a chissà quale richiesta, prima di salire sulla sua Corvette nera e ripartire sgommando ad alta velocità. Le due automobili affrontarono il tragitto con l'acceleratore a tavoletta prima di raggiungere Barranquilla, laddove altri uomini li avrebbero attesi per chissà quale losco affare.

Si radunarono in una piazza scura, decine di vetture blindate disposte a cerchio e, nel bel mezzo, loro, armati fino ai denti a discutere animatamente di chissà che cosa...

Las Palmas, Spagna.

5 Luglio 2010; ore 9:00 del mattino.

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La spiaggia era affollata già da qualche ora, il tizio con gli occhiali scuri e due grossi tatuaggi sulle braccia si sedette al tavolo del "Pedrito", a poche centinaia di metri dall'oceano scintillante e dalle mille tonalità di blu. Prese il cocktail che il barista gli portò su di un vassoio con bordi argento, senza averlo ordinato, quando alle sue spalle lo raggiunse un uomo sulla cinquantina, accompagnato da una ragazza poco più che maggiorenne, da "sballo". Tacchi alti, gambe lunghe, capelli scuri e occhiali a coprire un viso che appariva comunque paradisiaco.

Si misero a parlare per quindici minuti esatti, finirono il cocktail e se ne andarono lasciando al barman cento euro di mancia.

Lao Cai, Vietnam.

16 Luglio 2010, ore 18:10 del pomeriggio.

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Il vecchio contadino aveva il fegato spappolato a causa dei calci tirati dai cinque vestiti con le divise dell'esercito nazionale, qualche costa rotta e nessuna voglia di parlare, figurarsi di abbassare lo sguardo dinanzi a ciò che più odiava al mondo.

All'ennesimo rifiuto di collaborazione il più anziano dei cinque imbracciò il mitra e lo crivellò di colpi, ridendo come un pazzo. Era chiaro che qualcuno molto in alto aveva interessi economici molto importanti e che avrebbe spazzato via chiunque si fosse posto dinanzi all'obiettivo.

Tianjin, Cina.

22 Luglio 2010, ore 12:30

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Fu chiaro fin da subito al capitano della nave cargo che, all'interno di quei container, si trovava qualcosa di illecito, ma quando l'uomo con il cappello gli infilò una busta nel taschino della camicia, annuì con il capo e levò gli ormeggi allontanandosi con la nave verso chissà dove, forse l'Europa?

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Intro doveroso:

QUESTA STORIA SI ISPIRA A PERSONE VERE RACCONTANDO FATTI TALVOLTA IN MANIERA FANTASIOSA.

ALTRI FATTI SONO INVECE REALMENTE ACCADUTI E RIPORTATI FEDELMENTE.

P.S. Comincio a raccontare questa storia, ancor prima che "carriera", in quanto per cominciare attendo un pack come si deve e la patch definitiva. Nel frattempo, essendo ispirato comincerò a raccontare...sperando di farvi cosa gradita.

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Grazie ragazzi, continuo...ah, Fabian...senza la "n" :D

INTRODUZIONE (Parte II)

Marsiglia, 27 Luglio 2010.

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Fabrice Roussel si sedette alla sua scrivania e, letti i resoconti con fotografie allegate, rimase perplesso e muto. Prese il suo amato sigaro, lo accese senza perdere la calma, centellinando ogni grammo di tabacco, ricominciò a sfogliare i protocolli che gli erano stati messi davanti dalla signora Sophie Lemoine e si mise a pensare...

Strano personaggio Fabrice Roussel, o meglio, l'Ufficiale Capo Roussel, a lungo a capo della "Gendarmerie" accettò, nel 2006, l'incarico alla "Police National" divenendo uno dei pezzi grossi di Francia e non solo, instaurando rapporti di collaborazione con importanti servizi segreti internazionali. Roussel sembrava vivere in un mondo tutto suo, fatto di lunghi tempi morti, di pause eterne, intervallati da autentici sprazzi di ingegno che spesso lo portavano a risolvere anche i casi più spinosi.

In patria godeva di un'altissima considerazione e di questo si compiaceva parecchio, cercando di sfruttare la propria popolarità specie con le donne, sulle quali però, a causa della poca bonarietà di madre natura, aveva ben poca presa.

Ultimamente però i colpi d'ingegno erano sempre meno, mentre crescevano i buchi nell'acqua dell'Ufficiale, questa situazione non sembrava piacere per nulla alle alte sfere, pertanto Fabrice si trovava sempre più sotto pressione e, i continui tic nervosi, non facevano altro che confermare questo stato di malessere.

C'era però un lavoro da portare a termine, un'inchiesta di misure colossali da fascicolare e chiudere il più brevemente possibile: Lao Cai, Tijanjin, Las Palmas, Medellin...quali collegamenti potevano esserci tra loro?!?!?

I servizi segreti erano sulle tracce di più organizzazioni malavitose da qualche mese, ma ancora non riuscivano a capire quale collegamento poteva esserci tra loro, se si trattava di commercio di droga o che altro...insomma, il quadro era ancora lontano dall'essere completato.

Roussel non sapeva da che parte cominciare, così senza remore pensò bene di chiamare un vecchio amico, tale Vangelis Pappas, più rispettosamente il Commissario Pappas, nato ad Atene quarantasette anni fa, che conobbe il francese durante un corso di approfondimento a Parigi.

I due divennero amici immediatamente e iniziarono un rapporto di collaborazione stretto, tant'è che per qualche anno il Commissario Pappas esercitò la professione anche a Marsiglia, assieme a Roussel, poi fece ritorno ad Atene, non sopportava di stare lontano dalla sua amata Grecia. Al contrario dell'amico però la carriera di Pappas non decollò mai, a causa di una copertura saltata a pochi passi dalla chiusura di un grosso caso, così, colui che spesso e volentieri svolgeva operazioni in veste di infiltrato si mise in disparte e scelse di comandare un piccolo distretto di Polizia a dire il vero nemmeno ad Atene, seppur poco lontano.

I due parlarono al telefono per quaranta minuti, poi si diedero appuntamento a Marsiglia il giorno 29 del mese stesso, avevano tanto di cui disquisire, entrambi determinati a rilanciare le proprie carriere e a ritrovarsi dopo tanto, troppo tempo...

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Come al solito uno stile di scrittura ineccepibile...inutile dire che seguo il capolavoro che sicuramente sarà...

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  • Admininistrators
Come al solito uno stile di scrittura ineccepibile...inutile dire che seguo il capolavoro che sicuramente sarà...

E' evidente che Karpets, due volte vincitore del concorso storie, sta buttando le basi per il torneo storytellers, il terzo titolo è in agguato :lol:

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E' evidente che Karpets, due volte vincitore del concorso storie, sta buttando le basi per il torneo storytellers, il terzo titolo è in agguato :lol:

questo non è in dubbio,è sempre protagonista

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è un romanzo, non una storia :shock2:
E' evidente che Karpets, due volte vincitore del concorso storie, sta buttando le basi per il torneo storytellers, il terzo titolo è in agguato :lol:

Ci si prova Bubba!!! Si sarà stile romanzo per questo ho cominciato prima...

Come al solito uno stile di scrittura ineccepibile...inutile dire che seguo il capolavoro che sicuramente sarà...

E' un onore gensi

Bellissima storia!! :smilie_daumenpos:
come al solito una storia raccontata benissimo..

Grazie mille, adesso si continua...

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Il Commissario Pappas fece frettolosamente la valigia, qualche abito d'ordinanza, scorta di biancheria intima, lo spazzolino da denti e l'immancabile pettine per i baffi. Già, i baffi, ne portava un paio neri che non potevano non colpire chiunque avesse a che fare con lui; alto, magro, capelli corti neri nascosti dentro il cappello che era solito portarsi a presso.

Accese la sua vecchia Citroen ZX e si recò all'aeroporto, dove prese il volo verso Marsiglia, ove ad attenderlo ci sarebbe stato l'amico Roussel.

Sceso dall'aero ritirò la valigia e abbracciò l'amico mai scordato, quindi si recarono al porto di Marsiglia, Pappas non capì inizialmente, poi...

Una soffiata da una fonte attendibile era giunta negli uffici dell'Ufficiale Capo Roussel, al porto era stato avvistato uno dei loschi trafficanti visti a Medellin dalla spia dei servizi segreti, tale Johnny Aguilera, quarantenne colombiano di Bogotà, ricercato per diversi crimini ai danni dello Stato, e non solo.

I due poliziotti si nascosero dietro ad un grosso container, attendendo il passo falso di Aguilera.

Il colombiano, in abito bianco, salì su di un'altra nave cargo e salpò con essa verso chissà dove...

Roussel si mise in contatto con il commissariato e decise di prendere di petto la situazione, inviando un'imbarcazione a motore, non soggetta ai radar, al seguito della nave cargo.

Vangelis Pappas era appena arrivato a Marsiglia e non avrebbe potuto capire nulla di tutto ciò senza una spiegazione, che tra l'altro non avvenne da parte dell'amico, almeno fino a che non giunsero al commissariato:

"Caro Vangelis, amico fidato...Come saprai non me la passo nemmeno io alla grande, ho fatto cilecca in tre casi su quattro ultimamente, non è da me, pertanto sento la necessità di riuscire a rilanciare non solo la mia carriera, ma me stesso. Per farlo ho assoluto bisogno di te!

Un anno fa i servizi segreti si misero in contatto con me in virtù dei buoni trascorsi passati assieme e perchè sul territorio Francese, così come in altre nazioni, stava nascendo un commercio illecito di grossissime proporzioni. Nel giro di qualche mese ho ricevuto decine e decine di segnalazioni, fascicoli e identikit di ogni forma di vita presente in ognuno degli incontri sospetti osservati dai miei uomini di fiducia, ma ancora non solo siamo lontani da una conclusione, bensì non si sa ancora di cosa si tratti.

I miei sospetti all'inizio mi portarono a pensare che ci fosse un giro d'armi o droga, o forse tutte e due assieme ...poi però ho capito che qualcosa di nuovo stava per avanzare sul mercato. E' come se si trattasse di un vulcano: in questo momento la terra si sta scaldando, si scalda, si scalda...non si sa quando potrà eruttare lava.

Ho osservatori sparsi ovunque, che giornalmente mi aggiornano sulla situazione, mi parlano chi di un qualcosa contenuto in celle frigorifere, chi di scienziati, chi di chissà che altro...mancano appena gli alieni a completare il quadro...Sei con me?"

Il Commissario Pappas rimase senza parole, stava per accettare un incarico segreto senza sapere nemmeno di cosa si trattasse, si stava mettendo nelle mani di Roussel, che a sua volta non aveva le idee chiare sul caso. Un gran bel guaio pensò, ma decise di rimanere a Marsiglia ancora qualche giorno per pensare...

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