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Inviato

Grande Purito, prima tappa al tour, ci voleva, sperando riesca a tenere i distacchi a crono, e ricordiamoci fin'ora sempre il primo ad attaccare, peccato non sia un tour adatto a lui..

Buona, anzi, ottima corsa di Vino, peccato non gli abbiano lasciato quei 20 secondi in più dal gruppo...

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Inviato
se fossi in Contador lascerei vincere Schleck :rolleyes:

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questa è la "custodia" di schelck...alla sera lo aprono e ci ripongono andy come in un sarcofago.....

ah...ovviamente, dentro, c'è anche franck.... :mrgreen:

Inviato

Ma se non l'ha battuto Contador.. Vinodopo la fuga come avrebbe potuto battere Rodriguez? L'Astana ha fatto la cosa più sensata..

Comunque scandalose le 345 moto in salita.. i corridori facevano slalom..

Inviato
Sastre e la Cervelo: 3. La Cervelo comincia a tirare per tutto il giorno. Uno pensa a Sastre in forma e invece finisce dietro. Qualcuno mi sa spiegare perché la Cervelo tirava?

Armstrong: s.v.. Non ce la fa o salva la gamba? Ai Pirenei l'ardua sentenza!

La Cervelo tirava per ricambiare la Saxo che non era andata a riprendere Hushovd e gli altri. E Lance, è chiaro, non gliene frega niente, tanto non è più in classifica. Chi glielo fa fare?

Inviato
La Cervelo tirava per ricambiare la Saxo che non era andata a riprendere Hushovd e gli altri. E Lance, è chiaro, non gliene frega niente, tanto non è più in classifica. Chi glielo fa fare?

E allora ripeto: perchè fa lo sborone, si fa lo squadrone e fa figure di merda a nastro? :lol:

Lui si vedeva che era tutto fumo, Armstrong è stato irrilevante dal punto di vista della corsa per questo Tour, l'era Armstrong è finita, che si arrenda all'età. Punto.

Inviato
La Cervelo tirava per ricambiare la Saxo mi pare una teoria alquanto fantasiosa.

Armstrong per me è il più grande bluff di questo Tour. La gamba non ce l'ha, non ci sono cadute che tengano.

Certo, Cadel Evans sì, uno che cade a 5 km dalla salita decisiva, si rompe la maglietta e si fa malissimo alla schiena è un bluff. Poveri voi

Inviato
Certo, Cadel Evans sì, uno che cade a 5 km dalla salita decisiva, si rompe la maglietta e si fa malissimo alla schiena è un bluff. Poveri voi

Allora Sastre che c'ha le ernie, come mai riesce a tenere le ruote dei primi 10? :roll:

Cadel Evans che arriva a 31" da Contador con una frattura?

Farrar che arriva terzo allo sprint fratturato?

Gesink che è nei 10 con un'infrazione?

Perchè loro, con le ossa rotte, si e Armstrong no?

Già l'anno scorso è arrivato 3: perchè le tappe dure son state fatto piano, per la crono squadre, per il ventaglio, per la paura dell'Astana, per la presenza di big poco in forma, perchè non c'erano alcuni che son più forti.....

Rispetto (poco :lol: ) per l'Armstrong dei giorni migliori ma questo faceva bene a non tornare in bici :roll:

Inviato
tutti palano di contador che è andato a riprendere vino....ho sentito la rai, dopo la fine del collegamento di eurosport..tutti addosso a contador, che si sente come il bambino che ha fatto la marachella e si è pentito...(de stefano)......

io non condivido.....

vino se ne aveva doveva arrivare da solo e basta.....

....sapeva benissimo che contador avrebbe attaccato sulla salita finale.....

con vino in fuga la saxo si è spremuta e credo che pagherà lo sforzo sui pirenei....e sono convinto che sia stata una strategia studiata a tavolino...semmai, visto che davanti erano in 18, l'astana avrebbe dovuto inserire un altro alteta a tirare per vinokourov....

contador va più forte di schleck a cronometro...gli basta stare a ruota in montagna e rivince il tour....

ma è più importante vincere una tappa o la classifica finale?..qual'è l'obiettivo dell'astana?....chi è il capitano al tour?

la sola cappella di contador, visto che non ci sono più gli abbuoni e quindi vincere non ti regala 8 secondi sul secondo è stata di non accettare l'accordo con rodriguez....doveva dirgli...passa davanti, tira come un matto ed io resto dietro.....tanto contador in volata vale 52...... :mrgreen:

se condanniamo contador, cosa dire di kreuziger che ha lasciato solo basso?

non poteva vincere e se lo aiutava forse basso arrivava col gruppetto davanti...

invece....szmyd non va, e kreuziger fa i benemeriti cavoli suoi.....

ultima cosa....io non concordo con conti & C. che basso preferisca vincere una tappa piuttosto che salire sul podio......

se alla fine arrivassero contador schleck basso, con basso che ha vinto il giro mentre gli altri 2 erano al mare......sarebbe molto più gratificante che arrivare dodicesimo ma vincere sul tourmalet.....

questa è la mia opinione, che potete anche non condividere....ma se arrivi sul podio entri nel palmares..e tra vent'anni guardando il tour 2010 uscirebbe contador, schleck, basso.......

poi......è ovvio.....per rimontare fino al terzo posto, basso deve andare fortissimo sui pirenei..e magari vincere sul tourmalet....

ultima cosa.....se anzichè mende, salita non adatta a basso, ed il pavè, ci fossero state la solita crono di 50km e la cronosquadre, quanto avrebbe basso di ritardo, da un contador che ha la squadra più forte ed uno schleck che può contare su cancellara?

...più o meno lo stesso ritardo......il tour di basso comincia sui pirenei, e credo che ci farà divertire....

diablo forever the best :rolleyes: ...anchio penso che Basso farà bene sui Pirenei ma il podio in prospettiva anche della crono mi sembra un po lontano...ma almeno lui a differenza di qlc altro (vedi il n°21) nn si è mai montato la testa dicendo che avrebbe vinto, ma ha sempre detto che avrebbe fatto molta fatica all'inizio dimostrando umiltà e di conoscere i propri limiti attuali, per poi magari puntare a recuperare nei Pirenei e poi chissà cosa sarebbe arrivato...lui sa che è inferiore ad alcuni corridori...poi magari arriva a podio e sarete ttt ad osannarlo x il risultato

Inviato

Perchè semplicemente ad Armstrong non interessa lottare per arrivare ventottesimo anzichè trentaduesimo, semplicemente per questo. Sastre non ha più l'ernia, Farrar si è ritirato, quella di Evans, e l'ha detto anche lui, è una microfrattura. Bisognerebbe avere il rispetto di chi, con tutti i problemi che ha avuto, continua a correre con dolori. E poi, avete rotto col 2009, la cronosquadre c'è sempre stata e la paura dell'Astana che cos'è? Ah, e non sapevo che un'infrazione fosse un dolore

Inviato
Perchè semplicemente ad Armstrong non interessa lottare per arrivare ventottesimo anzichè trentaduesimo, semplicemente per questo. Sastre non ha più l'ernia, Farrar si è ritirato, quella di Evans, e l'ha detto anche lui, è una microfrattura. Bisognerebbe avere il rispetto di chi, con tutti i problemi che ha avuto, continua a correre con dolori. E poi, avete rotto col 2009, la cronosquadre c'è sempre stata e la paura dell'Astana che cos'è? Ah, e non sapevo che un'infrazione fosse un dolore

il rispetto di chi correva bombato come nessun altro :lol:

Inviato
Perchè semplicemente ad Armstrong non interessa lottare per arrivare ventottesimo anzichè trentaduesimo, semplicemente per questo. Sastre non ha più l'ernia, Farrar si è ritirato, quella di Evans, e l'ha detto anche lui, è una microfrattura. Bisognerebbe avere il rispetto di chi, con tutti i problemi che ha avuto, continua a correre con dolori. E poi, avete rotto col 2009, la cronosquadre c'è sempre stata e la paura dell'Astana che cos'è? Ah, e non sapevo che un'infrazione fosse un dolore

Cos'è la paura dell'Astana? è che sai che se scatti c'è una squadra con corridori del calibro di Contador, Amstrong, Kloden, Leipheimer, Popovich e Zubeldia che ti viene a prendere quando vuole :lol:

E poi sul'infrazione: mi pare ovvio che ci sia dolore, anche perchè è una piccolissima rottura dell'osso :lol:

PS: concordo con Pfxt su Basso: lui non è andato al Tour e ha detto che lo vince sicuramente come gli sboroni Armstrong e A.Schleck (a cui un pò d'umiltà non farebbe male) :lol:

E concordo con Diablo sul fatto che Kreuziger potrebbe dare una mano a Basso invece di lottare per un 10 posto....che poi tanto Roman rimane più o meno sullo stesso livello, invece di Basso se ne sono viste le potenzialità e c'è la speranza di poter vincere sul Tourmalet e di ottenere un posto tra i 5 o magari sul podio :105:

Almeno Basso pur essendo un capitano è umile, invece Kreuziger è n'altro sborone, dovrebbe imparare da Nibali: come Nibali ha aiutato Basso a vincere il Giro, Basso aiutava Nibali ad agguantare il suo primo podio e sono convinto che quando non sarà più competitivo ad altissimi livelli, non tarderà ad aiutare Nibali...

Inviato
Per me Contador non ragiona da uomo squadra, i gregari si ammazzano di lavoro per te, è giusto che ogni tanto dai loro un contentino e li lasci liberi, poi magari non vincono, ma almeno ci hanno provato da soli.

Con la crono finale poi, di quei 9 secondi non se ne fa nulla

Secondo me per vincere nei GT bisogna anche essere un pò arroganti.. Non lasciare mai niente a nessuno..

Inviato

È una scelta o un azzardo? - Astana tra Contador e Vinokourov

Dev'esserci qualcosa, nell'animo di Alberto Contador, che non ci è dato sapere. Sarà l'istinto, la mentalità del campione, ma qualcosa non lascia tranquillo questo campione madrileno da due anni a questa parte.

L'arrivo di Lance Armstrong all'Astana, due inverni fa, ha probabilmente cambiato il modo di ragionare di Alberto, che s'è trovato stretto in una morsa (Bruyneel in ammiraglia e Lance in bicicletta) dalla quale nessuno è uscito con le ossa sane, nel caso abbia provato a mettersi di traverso.

Una guerra psicologica, iniziata a distanza durante la Parigi-Nizza dello scorso anno, che ha minato non tanto la forza e la capacità di vincere di Contador, ma ha intaccato la sua serenità, la sua condotta di gara.

Lo scorso Tour de France, nel giorno della maglia gialla di Nocentini, Contador si produsse in un allungo negli ultimi chilometri che gli fece guadagnare 21", nonostante il "compagno" Klöden tirasse per il "compagno" Armstrong e contro il "compagno" spagnolo. Un'inezia, nello scorso Tour vinto con 4'11" sul secondo (l'attuale maglia gialla Andy Schleck), ma uno scatto che fu importante per rendersi conto che era solo - a parte Paulinho, forse - in quella squadra che già lo isolò nel ventaglio di La Grande-Motte.

Scontata la squalifica, (ri)ecco anche Vinokourov. Un atto di forza, quello del kazako, che indisse una conferenza stampa proprio a Montecarlo, dove partiva il Tour de France, per "avvisare" Bruyneel e l'attuale management del team che l'Astana sarebbe tornata ad essere una questione "privata" del Kazakistan, che poi era (ed è tutt'ora) il vero motivo dell'impegno dello stato diviso tra Europa ed Asia nel ciclismo.

Una squadra che non si è "arresa" dopo le positività di Vinokourov e Kasheckhin, capitano e delfino, ma che ha avuto anche il coraggio di guardarsi intorno e l'umiltà (e la convenienza, ovviamente) di bussare alla porta di un team manager vincente - anche discusso, certo, ma chi non lo è? - come il belga Johan Bruyneel.

A Bruyneel, però, non piacque quella conferenza stampa di Vinokourov. Sapeva di ultimatum. E figuriamoci quanto piacque a Lance Armstrong sentirsi dire: «Siete obbligati a riprendermi, volenti o nolenti» (in soldoni, il messaggio fu questo). Difatti lo ripresero. Dal 25 agosto al 31 dicembre 2009, Contador, Vinokourov ed Amstrong sono stati compagni di squadra, pur non correndo mai insieme.

Per causare rottura, e viste le ufficialità più o meno diffuse sul nuovo Team RadioShack di Lance&Bruyneel, Vino si schierò prima di subito dalla parte di Contador: «Lo spagnolo lo vorrei sempre in squadra con me». Contador, sospeso da un rinnovo contrattuale che ballava tra Spagna (Unzue con la Caisse d'Epargne, ma anche il progetto del pilota di Forumula Uno, Alonso, con il Banco di Santander) e Kazakistan, scelse di restare, convinto da un contratto di sponsorizzazione che a Unzue scadrà quest'inverno e un progetto, quello dell'amico pilota, che tarda (ancora) a concretizzarsi.

Anche la scelta di Vinokourov e del governo kazako di puntare su Sanquer come team manager e - soprattutto - su Giuseppe Martinelli come direttore sportivo, convinse Contador ad accettare le lusinghe dell'est.

Ora, dopo la tappa di Mende, chissà Vinokourov e Contador che pensano l'uno dell'altro. Il primo che insegue il successo di tappa, il secondo che mira a distanziare la maglia gialla. Il kazako che scatta ai meno 3 km dall'arrivo (staccando Kiryienka, Klöden e Hesjedal, compagni di fuga) e il madrileno che non insegue subito Joaquím Rodríguez e Van den Broeck, ma aspetta di capire se Andy Schleck sta bene o no prima di sferrare l'attacco. Sin qui, nulla da eccepire sulla condotta del capitano dell'Astana: il Tour de France è fatto di tanti piccoli particolari e ogni occasione per attaccare la maglia gialla e recuperare posizioni va sfruttata.

Il bravo Van den Broeck non regge il ritmo di JRO, mentre Contador in tre pedalate riprende l'ex compagno di squadra. Vinokourov è avanti di poco, e Contador deve scegliere: mettersi a ruota di JRO preservando la fuga di Vino o tirare per dare quanti più secondi possibili a Schleck? Contador sceglie la seconda opzione, ed anche fin qui siamo nel campo del comprensibile, anche perché lo stesso JRO avrebbe ripreso Vinokourov.

Lo "smacco" nei confronti di Vinokourov arriva però al momento del ricongiungimento: è Contador a tirare, non JRO, e il kazako se ne accorge. Lo spagnolo tira dritto, pur vedendo il compagno in difficolta, e ben sapendo che il traguardo non è in cima alla salita, bensì 1.5 km di pianura più in là. Altra scelta per Alberto: tirare avanti e sperare che Schleck salti del tutto o aspettare Vinokourov ed avere un appoggio in più nel finale? Di nuovo, Contador sceglie la soluzione personale. L'egoismo fa parte del bagaglio caratteriale di un campione, questo è vero, ma la mancanza di serenità di Contador si evidenzia una volta di più.

Torniamo indietro di qualche giorno: Schleck attacca sulla Madaleine e Contador gli si incolla a ruota; dopo vari scatti del lussemburghese (allora in maglia bianca), i due si accordano per lavorare di comune accordo. Ad un tratto i due campioni raggiungono Voigt, gregario di Schleck. Il tedescone dà l'anima, tira forse troppo invece di rifiatare un attimo a ruota, e ad 1 km dal Gpm cede, complice anche uno scattino di Contador. Scattino inutile, al fine della lotta contro Schleck, anzi doppiamente inutile, visto che un Voigt - seppur stanco dopo la fuga - sarebbe potuto essere utile a Schleck (e quindi a Contador) tra discesa e pianura finale.

Per non parlare della tappa di Arenberg: una ruota (pare) già rotta quando mancavano 30 km all'arrivo e 20" persi nel finale - dal gruppetto in cui tirava... Vinokourov! - per aver tralasciato il particolare di avvisare la giuria del guaio meccanico: essendo tappa di pianura, ed avvisando la giuria dentro i 3 km, allo spagnolo sarebbe stato assegnato il tempo del gruppetto in cui si trovava al momento del cambio della ruota (o della bici), pur perdendo molto più di 20 secondi.

Un particolare, quello di Arenberg, che forse è pesato molto di più del dovuto a Contador che avrà visto nel compagno(-rivale?) Vinokourov un alleato, certo, ma anche un corridore che difficilmente si sarebbe votato al 100% alla sua causa. E le parole di Martinelli dopo l'arrivo di oggi: «Volevamo la tappa con Vinokourov», suonano da conferma. Il kazako ci tiene ai propri spazi personali: ci sono Navarro e Tiralongo per il lavoro sporco. Gli scatti sulla Colombière e sulla Madeleine, la fuga - con obiettivo presfissato - di oggi, l'aiuto verso Contador che è arrivato solo sul pavé di Arenberg e in qualche finale di tappa col vento laterale: Contador non sarà freddissimo, ma sa ancora contare. Ed oggi, evidentemente, non se l'è sentita di rischiare di perdere secondi per aiutare/aspettare/rispettare un "vecchio" compagno (co-capitano?) in cerca di gloria. Tanto per citare un esempio non troppo lontano: Navarro, nell'ultimo Delfinato, la sua giornata personale in avanscoperta ce l'ha avuta eccome (e l'ha sfruttata alla grande, tra l'altro). Come per dire: ognuno ha ciò che si merita, nella testa di Contador.

Dai social network, Contador ha dato la "colpa" ad una cattiva trasmissione radio nel finale della tappa di oggi, ma la motivazione fa acqua da tutte le parti: il madrileno ha visto Vinokourov, forse non vedeva Schleck, ma non poteva immaginare un crollo da 40" del lussemburghese in 2 km di salita.

La realtà che poco dopo il Gpm, JRO si è affiancato a Contador e gli ha chiesto qualcosa. Contador ha scosso la testa. Prima del traguardo c'è stata volata vera, e Vinokourov si è avvicinato fino a lambire i due (4" il gap del kazako). Presumibilmente, JRO ha chiesto a Contador se gli volesse lasciare la tappa in cambio, si suppone, di un ultimo chilometro fatto a tutta. Altra decisione sbagliata per Contador: mettendosi a ruota e lasciando la tappa a JRO senza battagliare, avrebbe avuto un alleato sicuro in più in salita (JRO, appunto) ed avrebbe fatto un figurone con Vinokourov ("In salita ho dato tutto, dopo il Gpm sono stato passivo per farti rientrare"), che poteva anche cascarci. Quindi, Contador cercava un successo di tappa. Il perché di questa urgenza, in fondo, non si capisce. Ansia da prestazione?

La sensazione, netta, è che sotto ci sia dell'altro: spetterà a Martinelli, nell'interesse della squadra e dei corridori, dirimere le eventuali questioni. I trascorsi del direttore sportivo bresciano, in questo senso, sono piuttosto favorevoli, almeno dal punto di vista sportivo: Chiappucci-Pantani, Simoni-Cunego, di gatte da pelare Martinelli ne ha avute già parecchie. Alla fine, i risultati sono arrivati e - a lungo andare - anche i rapporti umani non sono poi stati così disastrosi.

Contador e Vinokourov sapranno farsene una ragione? E, soprattutto, dal Kazakistan cosa diranno in merito al futuro del team, di Martinelli e di Contador? In gioco, forse, c'è ben più di un Tour de France.

(cicloweb)

Inviato

Giuseppe Martinelli (Astana) da Raisport

«Potevamo vincere, non ci siamo riusciti, pace. La salita di fatto l'ha fatta Rodríguez, con Contador a ruota. Abbiamo corso per Vino, non ha vinto, amen: avrebbe dovuto prendere la salita con qualche secondo di vantaggio in più. Riguardo alle scelte di Contador, quando la maglia gialla si stacca, come successo oggi, non puoi star tanto a pensarci su e a guardare come vanno le cose: nel momento in cui Schleck è andato in difficoltà, la corsa ha preso tutta un'altra fisionomia».

Andy Schleck (Saxo Bank) da Raisport

«Stamattina non ero molto ottimista, visto che quella di oggi era una tappa decisamente favorevole a Contador. Diciamo che sono contento di aver perso solo pochi secondi».

Damiano Cunego (Lampre-Farnsese) da Raisport

«Ho speso tanto in avvio di tappa per provare a entrare in una fuga. Poi alla fine ci abbiamo creduto, abbiamo tirato, sono arrivato a poca distanza dai primi. Comunque non bisogna arrendersi, verrà anche il nostro momento. Quando nel finale ero dietro a Petacchi e Hondo che tiravano mi pareva di far parte del loro treno: hanno fatto un grandissimo lavoro».

Ivan Basso (Liquigas-Doimo) da Raisport

«La mia situazione bene o male non cambia, l'arrivo di oggi era particolare. Chiaramente non ho il passo dei migliori, ma da domenica a giovedì ci saranno le tappe più dure di tutto il Tour, e conto di fare qualcosa di buono».

Thor Hushovd (Cervélo Test Team) da Comunicato stampa

«Ieri ero un po' arrabbiato per aver perso la maglia verde, e volevo a tutti i costi fare qualcosa per riprenderla. L'anno scorso vinsi la classifica a punti perché fui il più regolare, e anche quest'anno dovrò procedere così: allo sprint pago qualcosa, e penso che Petacchi sia il mio principale avversario, per questo devo recuperare i punti che lui guadagna in volata. I Pirenei saranno importanti, ci saranno punti da prendere anche tra le montagne, ci proverò. Comunque la lotta per la maglia verde non si concluderà che all'ultimo giorno».

Serge Parsani (Team Katusha) da Raisport

«L'arrivo di Mende era adatto a Rodríguez, ma purtroppo ai 40 km Purito è caduto e ha battuto il polso, e mi ha anche detto che non si sentiva sicuro e che faticava anche a tenere il manubrio. Per questo motivo non ho fatto lavorare la squadra. Comunque alla fine Joaquím si è ripreso e ha vinto, per noi il lavoro è chiaro: provare a tenere con lui, visto anche che abbiamo perso Karpets per una caduta».

Alberto Contador (Astana) da Twitter

«Nel finale non avevo ben chiara la situazione della corsa. Colpa anche di qualche problema alla radiolina».

Inviato
dopo oggi sono sempre piu convinto che il tour lo vince Schleck

io lo metto in firma e spero vivamente che tu abbia ragione

Inviato

Purtroppo vince Alberto,per vincere Schleck dovrebbe fare la crono con minimo 1'30 di vantaggio

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