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Inviato

N. CORRIDORE ANNO DI NASCITA NAZIONALITÀ

41 VINOKOUROV Alexandre 1973 KAZ

44 GRIVKO Andriy 1983 UCR

45 JUFRE POU Josep 1975 SPA

46 KIREYEV Roman 1987 KAZ

48 STANGELJ Gorazd 1973 SLO

49 DYACHENKO Alexsandr 1986 KAZ

Questa è l'Astana rimasta, non è che si poteva fare molto altro...

Inviato

Io Porte non lo sottovaluterei, dicono che abbia talento, ed e' alla Saxo di Riise, non nella Bincopallino Joe!!

Nel 2007 un esordiente al Giro della Saxo arrivò secondo... il talento non sarà lo stesso, ma sono diversi anche 10 minuti di vantaggio :unsure:

P.S. l'intervista di Gustov mi ha lasciato senza parole!!! :mellow:

Inviato
Io Porte non lo sottovaluterei, dicono che abbia talento, ed e' alla Saxo di Riise, non nella Bincopallino Joe!!

Nel 2007 un esordiente al Giro della Saxo arrivò secondo... il talento non sarà lo stesso, ma sono diversi anche 10 minuti di vantaggio :unsure:

P.S. l'intervista di Gustov mi ha lasciato senza parole!!! :mellow:

me la sono persa, cosa ha detto Gustov?

  • Amministratori
Inviato
Io Porte non lo sottovaluterei, dicono che abbia talento, ed e' alla Saxo di Riise, non nella Bincopallino Joe!!

Nel 2007 un esordiente al Giro della Saxo arrivò secondo... il talento non sarà lo stesso, ma sono diversi anche 10 minuti di vantaggio :unsure:

P.S. l'intervista di Gustov mi ha lasciato senza parole!!! :mellow:

Mi aspettavo da te che avresti detto, riguardo la tappa di oggi, che è stata IRREALE :rolleyes:

Inviato
secondo te porte(che stava a 2 minuti),sastre,wigins,tondo, li avrebberò fatti partire ?

La maggior parte di questi - eccetto sastre - nei tapponi alpini perdono un pacco..

Ma secondo voi gli ultimi arrivati avranno problemi di tempo massimo? Perchè teoricamente ce ne sarebbero parecchi, tra cui Simoni, dopo i 39 minuti

Teoricamente si.. praticamente spero che chiudano un occhio

Ma la presenza di Simoni al Giro a cosa serve??? Non credo sia nelle condizioni di aiutare Cunego, anche perchè non corre buon sangue tra i due.

Invece per me si sta risparmiando per lo Zoncolan... E' il suo vero obbiettivo..

io dico che comunque gli ex big non avranno affatto vita facile: Vino ed Evans hanno 11 o 12 minuti da Porte, che sono difficili da recuperare, anche con una settimana così

Tutti i primi dieci - eccetto sastre - vedranno il loro distacco sgretolarsi nei tapponi alpini...

Ma non diciamo cavolate. (scherzo, è solo per far arrabbiare, giustamente, Fra).

No, non mi trovi d'accordo con la tua analisi, gli Astana hanno perso altri due uomini e non ne avevano le forze per ricongiungere lo strappo, come si è visto anche nel finale, inoltre Vino non sembrava stare bene, temo che Cassani quando ipotizzava della febbre non aveva tutti i torti.

Anche secondo me vino è ammalato.. ricordiamo che oggi si sono ritirati sia Gasparotto che Iglinsky..

Inviato

INIMMAGINABILE

O anche incredibile. O inopinabile. Indefinibile, o, perché no, inconcepibile. Forse qualsiasi in- mettessimo davanti a un aggettivo, andrebbe bene per descrivere quanto successo nella Lucera-L'Aquila.

Una fuga di 56 uomini ha completamente stravolto il Giro d'Italia, e i big son rimasti lì a guardare: il senso della giornata è già tutto qui, e forse non occorre nemmeno ripercorrere il grafico del distacco che i primi hanno inflitto ai derelitti secondi. Basti dire che alla fine son quasi 13' a separare chi ha saputo osare e chi non ha saputo che pesci pigliare.

In una giornata del genere, è ovvio che sul banco degli imputati ci finiscano in tanti, molti di più di quelli che meritano gli osanna per aver architettato un tale attacco: tra questi ultimi, plausi e lodi ai Cervélo, che hanno voluto questa fuga di squadra e hanno perseguito con successo il progetto di riportare Sastre in classifica, tenendo bene in alto anche la seconda punta della squadra, quel Tondo che già sul Terminillo aveva fatto cose egregie e che ora è quarto nella generale, alle spalle della nuova maglia rosa Richie Porte (di cui però quotiamo 1:100 la possibile resistenza dolomitica), e di due buoni corridori che sarà molto duro mandare fuori gioco, ovvero David Arroyo (grande esperto di top ten nei grandi giri) e Robert Kiserlovski (che quest'anno ha vinto una corsetta come l'Appennino).

Se i Cervélo sono stati i buoni, e i Caisse con loro (Arroyo secondo è farina del sacco di Unzue), i cattivi sono gli altri. Quelli che avevano il comando della classifica ed ora non solo hanno perso lo scettro, ma pure la faccia. Perché capita assai spesso che pochi uomini guadagnino tantissimi minuti; e capita pure (meno spesso) che tantissimi uomini guadagnino pochi minuti (succede principalmente quando il gruppo si fraziona per cadute o ventagli). Ma che tantissimi uomini guadagnino tantissimi minuti è il segnale che qualcosa è stato giocoforza sbagliato. Che qualcosa è stato sottovalutato.

Prima imputata, l'Astana. Perdere la maglia rosa concedendo tutto quel margine a gente come Sastre o Wiggins o gli stessi Arroyo e Tondo significa aver perso contatto con la realtà o avere illimitata fiducia nelle possibilità di Vino sulle montagne. Ma vista l'indimostrabilità della tesi che il kazako possa fare fuoco e fiamme su Zoncolan o Mortirolo (lui che certe pendenze a volte le patisce), e visto che stiamo parlando di tecnici validi in ammiraglia (a meno di considerare Martinelli l'ultimo arrivato), va a finire che stavolta il tertium è datur. Immaginiamo se Tiralongo fosse stato ancora in gara, e magari nella fuga: l'Astana avrebbe avuto pur sempre un suo favorito a lottare per il successo (il siciliano). Ma Paolo si è ritirato da diversi giorni. Stamattina sono scesi di bicicletta Gasparotto e Maxim Iglinskiy, ovvero altri due uomini di valore del team celeste-giallo.

Mettiamoci che magari lo stesso Vinokourov non fosse al meglio oggi, e ci ritroviamo con una squadra che può risultare clamorosamente a corto di corridori da spendere nelle situazioni più delicate, come quella di oggi.

E allora, trovatasi nell'impossibilità di gestire una fase di gara in cui davanti tiravano in diverse decine, e dietro solo in poche unità, può essere che nei componenti della formazione abbia prevalso il "muoia Sansone con tutti i filistei". Non dimentichiamo che "i kazaki" si ritrovano, dopo metà Giro, arroccati nella posizione di chi viene assediato da più parti: certa stampa non risparmia di dare fiato a chiacchiere e dicerie sul conto di Vinokourov; Evans, ovvero il principale contendente (fino a stamattina) per la maglia rosa, ha apertamente manifestato il suo disprezzo nei confronti di Alexandre; molti tifosi italiani hanno visto in Vino lo straniero venuto a rubare il Giro a Nibali o Basso. In queste condizioni ambientali, non è certo facile, proprio a livello psicologico, solidarizzare con altri team (Liquigas o Acqua&Sapone) per raggiungere uno scopo comune.

La seconda imputata di giornata è la Liquigas, che però può ribattere (e lo fa) che avere due uomini al terzo e al quinto posto della generale è un risultato di tutto rispetto. Tantopiù che, tra quei corridori ritrovatisi nelle posizioni d'avanguardia della classifica, Kiserlovski è veramente uno dei più quotati: lo aspettava un lavoro di grande gregariato in salita per Basso e Nibali, finirà col trovarsi a doversi giocare in prima persona le sue chance di vittoria in questo Giro pazzo. E anzi, Amadio potrà tranquillamente farsi forza del fatto che rischiano di esserci più possibilità che Kiserlovski batta Arroyo (che lo precede di 14") e Porte e si difenda da Tondo, Efimkin e soprattutto Sastre, piuttosto che non Basso e Nibali abbiano la meglio su Vinokourov o Evans. Quindi, anche in questo caso i capi d'imputazione possono essere contraddetti, se non proprio smontati.

Chi rimane da accusare? Le Professional BMC, Acqua&Sapone, Androni, o la Lampre, che pur essendo meno attrezzate di altre hanno pur provato a limitare i danni? Finirà che il delitto - per alcuni orrendo - consumato oggi (ovvero i big fatti fuori dalla classifica), resterà impunito per mancanza di sospetti credibili fino in fondo. E che i grandi di questo Giro, i Vinokourov, gli Evans, i Basso, i Garzelli, gli Scarponi, i Nibali, si ritrovino umiliati da una tappa paradossale, in cui è emersa tutta la fragilità e l'inanità dei campioni, senza che essi abbiano avuto responsabilità precisamente individuabili nel precipitare degli eventi. A un certo punto bisogna pure riconoscere quando un avversario è stato più bravo: evidentemente oggi la Cervélo (con a ruota la Caisse d'Epargne e il Team Sky) è stata migliore dell'Astana, che ha probabilmente perso l'attimo (ma parliamo di poche decine di secondi di incertezza) nel chiudere subito, ma che non poteva pensare di riuscire a tenere la corsa chiusa lungo tutti i 262 chilometri della tappa, né poteva finirsi (con un capitano in rosa da proteggere fino al finale) già a oltre 200 km dal traguardo.

(cicloweb)

Inviato

Dario Cataldo (Quick Step) da Raisport

«All'ultimo chilometro Petrov mi ha passato a velocità doppia e non ho avuto le forze per stargli a ruota. Ieri ho sprecato tante energie in una fuga che difficilmente poteva arrivare al traguardo. La mia prestazione assume un significato particolare in questa giornata. Quando sono scattato nel finale non era per andare: conosco bene queste strade e volevo prendere davanti la discesa e penso di aver fatto bene. Purtroppo all'ultimo km altri hanno avuto più gambe di me. Con il freddo oggi non si riusciva a fare quasi niente: io addirittura facevo fatica a frenare e cambiare figuriamoci tirare la zip per togliermi la mantellina».

Richie Porte (Team Saxo Bank) da Raisport

« È veramente incredibile, ancora faccio fatica a credere che ho preso la maglia rosa. Oggi è stato un giorno lungo e molto duro, per fortuna in fuga ho avuto due grandi compagni come Chris Sörensen e Laurent Didier che hanno fatto un grande lavoro: tutti i compagni sono stati fenomenali e voglio ringraziare tutta la squadra per quello che ha fatto per me».

Vincenzo Nibali (Liquigas-Doimo) da Raisport

«Io non ho niente da perdere in questo Giro, sono arrivato qui all'ultimo e senza prepararlo: avevo già detto che lo avrei vissuto giorno per giorno e per questo non ho pressioni; io potrei essere già soddisfatto di quello che ho fatto finora e tutto quello che arriverà è in più: forse le pressioni ce le hanno gli altri».

Filippo Pozzato (Team Katusha) da Raisport

«Oggi tutti volevano andare in fuga e alla fine Vinokourov ha lasciato fare: a quel punto, però, nessuna delle squadre dei big si è messa a tirare e ad un certo punto ho pensato che se quelli davanti fossero andati a tutti e avessero preso 20' in molti sarebbero andati a casa con il tempo massimo. Noi avevamo tre uomini davanti, abbiamo vinto la tappa, e non potevamo fare più di tanto: visto che abbiamo Karpets in classifica negli ultimi chilometro mi sono messo anche io a tirare un po'».

Ivan Basso (Liquigas-Doimo) da Raisport

«Noi della Liquigas avevamo quattro uomini in fuga: il nostro obiettivo era di far lavorare l'Astana per poi provare qualcosa nel finale. Purtroppo non è andata così e alla fine siamo stati costretti di nuovo a lavorare a fondo. Abbiamo fermato due di quelli che erano in fuga per provare a limitare i danni. È stata una giornataccia, in albergo dovremo analizzare il tutto e trarre delle conclusioni: chi s'era staccato nelle scorse tappe ora è tornato in gioco quindi ce la giocheremo sulle montagne».

Gilberto Simoni (Lampre-Farnese) da Raisport

«È stata una giornata tremenda, abbiamo passato di tutto tra le salite, il freddo, il vento e la pioggia. La fuga ha costretto il gruppo a stare tutto il giorno a tirare e quando è esploso tutto è diventata durissima anche arrivare al traguardo e gli ultimi chilometri sono diventati infiniti. Un'azione così comunque mi mancava, anche se forse avrei preferito non viverla: c'è stato molto attendismo e purtroppo a volte c'è gente che piuttosto che far vincere altri preferisce far perdere tutti».

Michele Scarponi (Androni-Diquigiovanni) da Raisport

«Abbiamo parlato molto tra noi corridori e con i direttori sportivi e abbiamo deciso di muoverci così e penso che abbiamo corso bene. La tappa era molto lunga e dura ma purtroppo la fuga ha guadagnato parecchi minuti».

Stefano Garzelli (Acqua & Sapone) da Raisport

«Il comportamento di certe squadre va chiesto ai rispettivi ds, noi abbiamo capito subito come era la situazione e ci siamo messi ad inseguire per primi anche se nessuno ci aiutava. Nel finale abbiamo provato a girare tutti ma davanti erano veramente troppi. Per molti corridori ora il Giro è un po' compromesso: anche io adesso mi trovo dietro a molti corridori che non mi aspettavo di avere davanti e se pensavo di arrivare tra i primissimi della classifica ora è tutto più difficile».

Damiano Cunego (Lampre-Farnese) da Raisport

«Non c'è né rabbia né delusione, dobbiamo prendere atto che è andata così e continuare a vivere la corsa giorno per giorno. Cerchiamo di prendere quanto di buono si può fare da adesso in poi».

(CICLOWEB)

Inviato
N. CORRIDORE ANNO DI NASCITA NAZIONALITÀ

41 VINOKOUROV Alexandre 1973 KAZ

44 GRIVKO Andriy 1983 UCR

45 JUFRE POU Josep 1975 SPA

46 KIREYEV Roman 1987 KAZ

48 STANGELJ Gorazd 1973 SLO

49 DYACHENKO Alexsandr 1986 KAZ

Questa è l'Astana rimasta, non è che si poteva fare molto altro...

Mi sa che pure Dyachenko si è ritirato oggi..

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