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Inviato

qualcuno sa quando è fissata l' udienza di contador?io sapevo che era a novembre ma non il giorno....

Sulla gazzetta c'è scritto:

Per conoscere il destino di Alberto Contador bisognerà aspettare il 2012. Tra una settimana esatta comincerà l'udienza al Tribunale arbitrale sportivo di Losanna in cui verrà analizzato il ricorso di Uci e Wada contro l'assoluzione del corridore spagnolo per la positività al clenbuterolo in occasione del Tour de France 2010. Secondo la stampa spagnola, una volta chiusa l'udienza, il collegio arbitrale del Tas avrà bisogno dalle sei alle otto settimane per pronunciarsi, col verdetto atteso dunque per gennaio.

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  • Amministratori
Inviato

la macchina della verità

di Angelo Zomegnan

Le serate uggiose che si parano all’orizzonte, almeno dalle mie parti milanesi, appaiono ideali per sprofondarsi in poltrona davanti al televisore, fare zapping verso il canale più consono e gustarsi un nuovo spettacolo poliziesco. Luogo: Svizzera. Date: da lunedì 21 a giovedì 24 novembre. Tutti fermi. Va in onda una nuova serie appartenente più al filone Cold Case, e cioè delitto irrisolto, che non a Criminal Minds, Numb3rs, CSI New York, Los Angeles…Madrid. O, meglio, e giusto per rimanere in Spagna, sintonizziamoci su un bel “CSI Pinto” (la cittadina di Alberto Contador Velasco). Che l’autore Carmine Giovinazzo e il regista Norberto Borga si mettano pure all’opera per la continuazione di “Amore e sangue”…

Il serial killer identificato è lui, Albertino: il solo capace nella storia del ciclismo di conquistare senza interruzione cinque grandi giri nazionali: primo Tour nel 2007, Giro e Vuelta nel 2008, secondo Tour nel 2009, terzo Tour nel 2010, secondo Giro nel 2011 …e poi quinto al Tour 2011 cominciato schernendosi da una bordata di fischi per via delle ombre del doping ancora stampate sulla maglia gialla dell’anno precedente.

Il caso Contador torna di attualità e rimarrà – appunto – un episodio di Cold Case sino a gennaio perché, si dice e si scrive, la sentenza inappellabile del Tribunale per gli Arbitrati nello Sport richiederà altre settimane di analisi e non verrà comunicata prima di gennaio. Il che significa che il caso verrà risolto o archiviato dopo ben 18 mesi dal presunto reato, cui è seguita l’assoluzione da parte della federazione spagnola.

Tutto ridicolo. La giustizia sportiva andava fiera del saper risolvere i dubbi più velocemente rispetto alla giustizia ordinaria anche per via dei patti stipulati al momento di richiedere il tesseramento ad una qualsivoglia federazione e ora, invece, si va più lentamente di certi iter processuali in eterna gestazione nei tribunali italiani.

Un anno e mezzo per non arrivare presumibilmente a niente come nel caso di Marco Pantani o di Sara Scazzi. Intanto Contador si è sposato con Macarena (5 novembre scorso), compirà gli anni una seconda volta (6 dicembre 2010 e 2011) da sospettato dopo aver disputato una stagione completa con il bis in maglia rosa e non soltanto. Care istituzioni sportive quando deciderete di darvi una mossa? C’è in ballo l’ultimo scampolo della credibilità del ciclismo intero e non del solo Contador uomo, che è pure il simbolo delle grandi corse a tappe e dunque il superman per antonomasia delle due ruote. Cari, inimitabili, inarrivabili dirigenti illuminati di UCI, AMA, TAS, etc., perché non decidete di scendere dal pero con i vostri mezzi prima che uno tsunami di buon senso vi faccia precipitare a testa in giù?

L’Unione Ciclistica Internazionale e l’AMA, l’Agenzia Mondiale Antidoping Che in inglese fa WADA), lavorano a braccetto all’insegna di alcuni piccoli-grandi particolari che in questo giallo non aiuteranno certo né gli investigatori, né i giudici. L’UCI ha tirato fuori Contador dall’inferno, consentendogli di gareggiare nel limbo e di vincere un Giro, che non presentando alcun risultato di positività al doping sarà ben difficile togliergli se la logicità ha ancor significato. Nel frattempo l’AMA ha cancellato i finanziamenti per il test sui ftalati (residui plastici) che pare siano stati trovati nei prelievi fatti a Contador nel luglio del 2010 quale prova “inconfutabile” della proibitissima pratica della trasfusione di sangue. Come dire: è stato tirato lo sciacquone su 50 milioni di dollari investiti per mettere a punto un test che non potrà mai fregiarsi dell’etichetta di validità scientifica. Così come appaiono tramontate le teorie del dottor Jordi Segura del laboratorio di Barcellona, che al pari di una dozzina di suoi colleghi spagnolo è stato sorpassato a doppia velocità dalle tesi dell’italiano Giuseppe Banfi sulla scarsa attendibilità dei test fatti da quelle parti.

Di conseguenza, ci sembra di capire che il nostro presunto serial killer dovrà difendersi per la molecolina di clenbuterolo scoperta perché gli agenti della Scientifica di UCI e AMA hanno ingrandito fino a 400 volte il sangue e la pipì di Contador per cercare molto più evidentemente i residui della plastica delle buste in cui viene conservato il sangue per le trasfusioni. Questione da Numb3rs più che da TAS. Il giallo è senza fine e l’AMA moltiplica le incertezze, spiegando attraverso il direttore generale David Howman come sia possibile trovare il doping semplice e non quello evoluto: appena 36 casi di doping su 258.857 equivalgono allo 0,01 per cento. Proprio così: zero-virgola-zero-un-per cento! Che dire? Buttiamo lì la massima provocazione: se non si è in grado di rintracciare il doping, allora liberalizziamolo e smettiamola di prenderci in giro.

Negli ultimi mesi, Alberto e suo fratello Frank non sono rimasti con i pollici in mano. I Contador si sono dapprima affidati ad un legale spagnolo, poi hanno bussato alla porta di maitre Dupont (lo stesso della storica sentenza Bosman) e ora scendono in campo con una squadra di avvocati e consulenti da far accapponare la pelle a qualsiasi pubblico ministero e a qualsiasi collegio giudicante: a maggior ragione a quelli del TAS che – giusto per fare un esempio – nel 2007 riuscirono nella titanica impresa di emettere due sentenze opposte su una stessa vicenda che vide coinvolti loro malgrado sia il Tour, sia il Giro.

Albertino si schiererà con il “coordinatore” spagnolo Gorka Villar; con due “presentatori” britannici Mike Morgan e Vivian James; con il “controllore” del passaporto biologico, l’americano Paul Scott. Tre avvocati e uno scienziato. E, udite-udite, se necessario scenderà in campo anche Louis Rovner che, come nei “casi irrisolti” più spinosi, tirerà in ballo la macchina della verità. E qui siamo al coupe de teatre, anche se Rovner non è uno strizzacervelli che ti mette su una poltrona di metallo, ti applica sensori ovunque, abbassa una leva e cerca su un piccolo schermo le linee delle frequenze strappate alla tua scatola cranica.

Il dottor Rovner si autodipinge come il mentore del “miglior test poligrafo possibile”. E’ membro di almeno sei tra Associazioni e Società di ricerca ed è il titolare dell’”unico test ammesso dai tribunali della California”, così almeno sta scritto nel suo sito web. Insomma, un luminare e non un mago qualsiasi che, tenendoti la mano, ti guarda fisso negli occhi e stabilisce se tu stia mentendo oppure no.

La “macchina della verità” è la volgarizzazione del “poligrafo”, che è lo strumento scientificamente validato per registrare e misurare a Berkeley le risposte fisiologiche di un individuo attraverso il controllo del polso, della pressione del sangue e della respirazione. Insomma: se un soggetto è colpevole, le risposte date a domande ficcanti portano il sistema nervoso simpatico a provocare mutazioni fisiologiche. Ma se un soggetto mente perché sa di mentire?

Troveremo verosimilmente la risposta nelle teorie dell’antesignano della psicologia dei mentitori, l’americano William Moulton Marston. Oppure rivisitando la macchina di John Larson. Se ci avanza un po’ di tempo cercheremo di scaricare legalmente il film “La macchina della verità”, che Robert Lapage portò nelle sale cinematografiche del Canada nel 1996: parliamo di “Polygraphe”, ovviamente. E per tener la mente allenata non ci perderemo il filotto delle serie televisive in prima serata dei prossimi giorni. Al processo del TAS si deve arrivare ben preparati anche se rimaniamo convinti che – in assenza di prove provate e di test scientificamente validati sulle particelle di plastica – la decisione sul clenbuterolo andasse presa già quindici mesi fa nella massima trasparenza come è stato fatto con gli atleti del secondo…gruppo e anche di altre discipline: nel bene o nel male di Contador. O dentro o fuori. Nel doping come nello sport si è incinta o non lo si è. Non si può essere un po’ incinta, checché ne dica la macchina della verità.

Se non c’è trasparenza non c’è credibilità e di conseguenza non c’è il ciclismo come momento di sereno godimento o come prodotto certificato e dunque vendibile. E’ il cane che si morde la coda. Ma di questo, in Svizzera, a Losanna come ad Aigle, a chi importa? A nessuno evidentemente e così parte il gioco della macchina della verità contro il carrozzone svizzero. Non so che cosa sia peggio: se il bisteccone di Contador o il poligrafo di Rovner. Di certo non è adeguata ad un grande qual è il ciclismo la pochezza dei dirigenti.

Il blog è lanciato. Il dibattito si apre.

fonte: http://ilsegnodizom.gazzetta.it/

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Che ne pensate?

  • Amministratori
Inviato

E' la triste verità.. Il doping esiste ovunque ma solo in pochi sport viene combattuto..

Attenzione che arriva la solita spalata di merda moralistica sul calcio nonostante i controlli a sorpresa ci siano anche li per far passare i ciclisti per povere vittime :mellow:

Inviato

L'altro giorno entro in cucina e mia madre guarda il dottor house. E in 8 quei nanosecondi in cui mi ci è caduto l'occhio succede: si scopre che il paziente è un calciatore, allora lo zoppo lo accusa di farsi di epo, lui lo smentisce per poi confessare bruscamente di fare le emotrasfusioni eheh, tutto questo naturalmente seguito da mie imprecazioni per gettare "la solita spalata di merda moralistica sul calcio nonostante i controlli a sorpresa ci siano anche li per far passare i ciclisti per povere vittime :mellow:" (cit.) A quel punto ho iniziato a correre per non essere ucciso da mia madre.

  • Amministratori
Inviato

L'altro giorno entro in cucina e mia madre guarda il dottor house. E in 8 quei nanosecondi in cui mi ci è caduto l'occhio succede: si scopre che il paziente è un calciatore, allora lo zoppo lo accusa di farsi di epo, lui lo smentisce per poi confessare bruscamente di fare le emotrasfusioni eheh, tutto questo naturalmente seguito da mie imprecazioni per gettare "la solita spalata di merda moralistica sul calcio nonostante i controlli a sorpresa ci siano anche li per far passare i ciclisti per povere vittime :mellow:" (cit.) A quel punto ho iniziato a correre per non essere ucciso da mia madre.

No è che si dice tanto che il calcio sia la povera vittima poi il Barcellona si è beccato - tanto per dirla - tre controlli a sorpresa negli ultimi tre mesi della scorsa stagione (si, ci sono anche nel calcio e lontano dalle partite). Si è beccato controlli di rito a tutta la squadra dopo le partite (perché in Champions dai quarti di finale in poi dopo una partita vengono controllati TUTTI i giocatori, panchinari compresi non alcuni a campione come nel ciclismo) e nonostante tutto ha vinto lo stesso campionato e CL.

Insomma lo stesso Platini ha appena ricordato che non c'è sport più controllato del calcio, e secondo me ha ragione. Certo si può accusare di far sparire i risultati delle analisi, ma potrebbe a questo punto valere per qualsiasi sport non solo per il calcio no?

Secondo me si fa fatica ad accettare che il ciclismo sia più pieno di doping solamente perché l'apporto è diretto (mentre nel calcio ti può far correre ma non ti dà il talento)

Inviato

No è che si dice tanto che il calcio sia la povera vittima poi il Barcellona si è beccato - tanto per dirla - tre controlli a sorpresa negli ultimi tre mesi della scorsa stagione (si, ci sono anche nel calcio e lontano dalle partite). Si è beccato controlli di rito a tutta la squadra dopo le partite (perché in Champions dai quarti di finale in poi dopo una partita vengono controllati TUTTI i giocatori, panchinari compresi non alcuni a campione come nel ciclismo) e nonostante tutto ha vinto lo stesso campionato e CL.

Insomma lo stesso Platini ha appena ricordato che non c'è sport più controllato del calcio, e secondo me ha ragione. Certo si può accusare di far sparire i risultati delle analisi, ma potrebbe a questo punto valere per qualsiasi sport non solo per il calcio no?

Secondo me si fa fatica ad accettare che il ciclismo sia più pieno di doping solamente perché l'apporto è diretto (mentre nel calcio ti può far correre ma non ti dà il talento)

Non me ne intendo i doping nel calcio (e di calcio) e quello che ti dice tu hai ragione, il doping nel calcio come in moltissimi altri sport ti da un vantaggio diretto, mentre nel ciclismo direttissimo, inoltre il ciclismo è uno sport di fatica pura e di testa e quindi è molto più facile che la testa ceda per la fatica e per l'assenza completa di gloria e cada nel doping, mentre il calcio è comunque correre dietro una palla, con questo non voglio discriminare il calcio (anche se normalmente lo faccio e lo farei anche ora volentieri) dico solo che è più facile cadere nel doping nel ciclismo che in altri sport, specialmente di squadra.

  • Amministratori
Inviato

e allora come mai fuentes avrebbe dichiarato che,"se parla lui alla spagna tolgono mondiale e europeo? :dubbio:

Beh e allora parli.

Quanti ciclisti hanno detto che se si dopa mezzo gruppo se è per questo e non vogliono parlare?

Ripeto - ci sono controlli a sorpresa e tutti i giocatori di tutte le squadre dai quarti di finale di CL in poi vengono controllate

Inviato

Sulla Gazzetta dello Sport stamattina ho letto un interessante articolo sul doping; Petrucci spiega che il ciclismo ha fatto passo da gigante contro il doping e quest'anno i pochi casi riscontrati sono una conferma. Quello che però fa rimanere perplessi è che nel calcio non si va fino a fondo poiché non si usano gli stessi metodi che si usano con il ciclismo. Se lo riesco a trovare ve lo posto :wink:

  • Amministratori
Inviato

Sulla Gazzetta dello Sport stamattina ho letto un interessante articolo sul doping; Petrucci spiega che il ciclismo ha fatto passo da gigante contro il doping e quest'anno i pochi casi riscontrati sono una conferma. Quello che però fa rimanere perplessi è che nel calcio non si va fino a fondo poiché non si usano gli stessi metodi che si usano con il ciclismo. Se lo riesco a trovare ve lo posto :wink:

Platini ha detto che il calcio è lo sport più controllato se è per questo.

Comunque le sostanze che vieta la Wada sono le stesse per tutti gli sport.

Ma non è che non si va a fondo, è che non c'è bisogno di andare a fondo. Se il ventolin di Petacchi nel ciclismo può essere un vantaggio (scarso ma un vantaggio) dei 10% nel calcio lo sarà dello 0,0000000000001% o giù dì lì per quanto detto prima.

Andare nel calcio a vedere i 50 picogrammi di clembuterolo è uno spreco di soldi perché non serve, non dà vantaggi immediati

Inviato

Platini ha detto che il calcio è lo sport più controllato se è per questo.

Scusa se rido del signor Platini 24.gif

Comunque le sostanze che vieta la Wada sono le stesse per tutti gli sport.

Ma non è che non si va a fondo, è che non c'è bisogno di andare a fondo. Se il ventolin di Petacchi nel ciclismo può essere un vantaggio (scarso ma un vantaggio) dei 10% nel calcio lo sarà dello 0,0000000000001% o giù dì lì per quanto detto prima.

Andare nel calcio a vedere i 50 picogrammi di clembuterolo è uno spreco di soldi perché non serve, non dà vantaggi immediati

E' pur sempre positività, quindi il controllo è d'obbligo :wink:

  • Amministratori
Inviato

Scusa se rido del signor Platini 24.gif

E' pur sempre positività, quindi il controllo è d'obbligo :wink:

Non hai capito, nessuno si doperà col clembuterolo per cui cosa vai a controllare a fondo?

Non da un vantaggio diretto come nel ciclismo per cui tanto vale fare controlli banali.

Poi ripeto, ad alti livelli a differenza del ciclismo in una partita sono controllati TUTTI, nessuno escluso.

Anzi aspetta

"In Messico 109 calciatori su 208 sono stati trovati positivi al clenbuterolo ai Mondiali Under-17"

Mi sono sbagliato, fanno anche quelli :wink: inutili, totalmente ma li fanno.

E' sbagliata secondo me la logica "se non ci sono positivi è perché non ci sono controlli".

E' la classica rosicata da caccia alle streghe.

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