Vai al contenuto

Seguici su Discord

Unisciti al server Discord di PCM Italia per rimanere sempre in contatto con noi, parlare di ciclismo e vivere un'esperienza multiplayer ottimale
Unisciti al server

PCM Italia è su Tapatalk

Scarica Tapatalk gratuitamente sul tuo smartphone per consultare in maniera facile e veloce PCM Italia anche da mobile!
Leggi di più

Disponibile Pro Cycling Manager 2024

Pro Cycling Manager 2024 e Tour de France 2024 sono finalmente disponibili
Leggi di più

Messaggi raccomandati

  • Risposte 1,5k
  • Created
  • Ultima Risposta

Top Posters In This Topic

Inviato

C'è LeBron, i Cavs vincono

Dopo 6 ko consecutivi, Cleveland ritrova la sua stella, che per la prima volta parte dalla panchina, e il successo. New Jersey in caduta libera, bene Washington, Detroit e Chicago

0JSWXSKP--346x212.jpg

LeBron James va al tiro pressato da Shawne Williams (4) e Troy Murphy. Ap

NEW YORK, 12 dicembre 2007 – Washington, Detroit e Chicago vincono senza problemi. New Jersey è in caduta libera e Portland vince a Utah senza Aldridge. Cleveland ritrova King James e il successo dopo sei sconfitte.

I Wizards continuano a cavarsela anche senza Gilbert Arenas (8-5 dallo stop dell’All Star) e liquidano Minnesota con l’importante contributo di comprimari come Roger Mason J. Che segna 17 punti ed è uno dei sei giocatori in doppia cifra per i Wizards. Non basta a Minnesota l’eccellente prova di Criag Smith.

Washington:Jamison 22 (7/22), Butler 20. Rimbalzi: Haywood 14. Assist: Jamison e Stevenson 5.

Minnesota: Smith 36 (14/22), Jefferson 14. Rimbalzi: Brewer 9. Assist: Telfair 10.

Cleveland-Indiana 118-105

Torna LeBron James e i Cavs interrompono una strscia perdente di 6 gare. La stella di Cleveland parte dalla panchina (non era mai successo nelle sue precedenti 333 partite nella nba) ed entra insieme a Larry Hughes e Varejao. L’idea lanciata da James di entrare con Varejao funziona perché vengono risparmiati i fischi al “figliol prodigo”, in rotta con la società prima di trovare un accordo monetario. Il vero re della serata si rivela però Larry Hughes che sfodera una fantastica prestazione con 36 punti, 3 palle recuperate e 3 stoppate.

Cleveland: Hughes 36 (8/9, 5/8 da tre), James e Ilgauskas 17. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Snow e James 5.

Indiana: Dunleavy 23 (7/11), O’Neal 18. Rimbalzi: Murphy 12. Assist: Tinsley 9.

New Jersey-L.A. Clippers 82-91

Ormai l’Izod Centre di New Jersey è diventata terra di conquista. Il record dei Nets in casa è di 4-9. Anche i Clippers imbarazzano Jason Kidd e compagni con una grande vittoria di squadra. La difesa fisica dei Clippers imbriglia Vince Carter e Richard Jefferson che insieme chiudono con un pessimo 11/38. Gli unici a salvarsi tra i Nets sono Malik Allen e Josh Boone in una serata in cui l’attacco dei Nets è disastroso nell’ultimo decisivo quarto, quando gli uomini di Lawrence Frank sbagliano 15 tiri consecutivi. I Clippers, che non vincevano in New Jersey dalla stagione ‘97/98, hanno ottenuto 35 punti dalla riserve ed hanno messo in mostra un grande Kaman, che se continua così probabilmente lo vedremo all’All Star Game.

New Jersey: Jefferson 22 (6/21), Carter 16. Rimbalzi: Boone 14. Assist: Kidd 11.

L.A. Clippers: Kaman (8/14) e Thomas 18. Rimbalzi: Kaman 14. Assist: Knight 7.

Memphis-Detroit 103-113

Detroit non accenna a rallentare la marcia battendo Memphis alla sua maniera. Guidati dall’ispirato Billups i Pistons raggiungono un vantaggio consistente nel primo tempo e non si fanno impensierire da Memphis per il resto della gara. Solo otto palle perse di Detroit e il 50.6% al tiro.

Memphis: Gay 20 (8/17), Gasol e Lowry 18. Rimbalzi: Miller 11. Assist: Gasol 5.

Detroit: Billups 28 (7/15, 12/12 tl), Hamilton 27 (11/16). Rimbalzi: Bogut 9. Assist: Williams 9.

Chicago-Seattle 123-96

I Bulls sono in grande serata al tiro e segnano 67 punti nel primo quarto. Ben Gordon vuole farsi perdonare la serataccia nella sconfitta contro Boston e chiude con 27 punti, ma è l’intero attacco di Chicago a funzionare. I Sonics lasciano il rookie Kevin Durant troppo solo a sostenere il peso offensivo e finiscono per subire un distacco di 27 punti.

Chicago: Gordon 27 (12/19), Deng 20. Rimbalzi: Thomas 8. Assist: Hinrich 8.

Seattle: Durant 16 (5/10), Szczerbiak e Gelabale 12. Rimbalzi: Green 6. Assist: Watson 6.

Utah-Portland 89-97

I Blazers ottengono il secondo successo in trasferta della stagione malgrado l’assenza di LaMarcus Aldridge. Bene Webster autore di 5 triple. Per Utah invece c’è ancora un brutto passo falso che allunga a 4 gare la striscia perdente.

Utah: Boozer 29 (11/17), Millsap 14. Rimbalzi: Boozer 13. Assist: WIlliams 9.

Portland: Webster 25 (9/13), Roy e Jack 16. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Blake 8.

Gazzetta.it

Inviato

Bargnani è tornato, Beli pure. Ora Toronto trema per Ford

I Raptors vincono ad Atlanta e il Mago gioca 12', ma deve ritrovare ritmo in attacco. TJ in un contrasto con Al Horford batte la testa sul parquet: ricoverato sembra in buone condizioni, operato Garbajosa. Torna a referto anche Belinelli negli Warriors: gioca 2', quando la vittoria su San Antonio è già in tasca

0JSX164P--346x212.jpg

I soccorsi del medico a TJ Ford, poi ricoverato precauzionalmente.

NEW YORK, 12 dicembre 2007 - Andrea Bargnani torna sul parquet e i Raptors battono gli Hawks, ma perdono TJ Ford. Torna in campo, anche se per due soli minuti, anche Marco Belinelli. I Warriors superano gli Spurs.

Atlanta-Toronto 88-100

Toronto passa ad Atlanta, recupera finalmente Andrea Bargnani, ma deve trattenere il respiro per le condizioni di TJ Ford. Il playmaker, infatti, a 1’31’’ dalla sirena con i Raptors sul +8, parte in contropiede, ma viene fermato da Al Horford il quale, nel tentativo di stoppare la conclusione di Ford, commette un brutto fallo. TJ cade male e batte la testa sul parquet, rimanendo immobile, ma cosciente, a terra. Considerati anche i passati problemi alla schiena del giocatore lo staff medico di Toronto preferisce non correre rischi e lo immobilizza su di una barella prima di portarlo in ospedale. Ford ha passato la notte al Piedmont Hospital di Atlanta mentre i compagni sono volati in Canada per prepararsi al match di mercoledì sera contro Dallas. Le prime indicazioni sono comunque positive. Il giocatore muove gli arti, quindi il peggio è scongiurato. Per quanto riguarda una diagnosi sull’entità dell’infortunio del giocatore bisognerà però attendere qualche giorno. Al Horford, espulso dopo il brutto fallo su Ford, negli spogliatoi sembra dispiaciuto per l’accaduto. “Mi dispiace molto – commenta il rookie degli Hawks – naturalmente non volevo fargli male, non sono un giocatore scorretto”. Tra l'altro ieri è stato operato al piede sinistro, per una necrosi alla tibia, anche Jorge Garbajosa. Gli è stata anche impiantata una placca al perone. Per l'ala-pivot spagnola si prospettano almeno due mesi di assoluto riposo.

Andrea Bargnani, invece, risolve i suoi problemi al ginocchio e torna sul parquet, ma sembra ancora lontano dalla condizione migliore. L’azzurro, infatti, alla fine gioca solo 12’ minuti, non riesce a trovare ritmo in attacco e fallisce tutte e quattro le sue conclusioni dal campo, chiudendo con due rimbalzi e nessun punto a referto. I Raptors portano a casa il successo grazie a due ottimi quarti, il secondo e il quarto. Ford a tratti è devastante e Chris Bosh piano piano sembra ritrovare il ritmo partita. Anche Jose Calderon dà il suo solito contributo dalla panchina. Toronto scappa via all’inizio dell’ultimo quarto piazzando un parziale di 13-3.

Atlanta: Williams, Johnson 23. Rimbalzi: Horford 10. Assist: Law 6.

Toronto: Ford 26 (11/15), Bosh 20, Calderon 15. Rimbalzi: Bosh 13. Assist: Ford 8.

Golden State-San Antonio 96-84

Eccellente prestazione dei Warriors che dimostrano anche contro i campioni in carica di poter, a patto di avere Stephen Jackson nel lineup, rendere la vita difficile a tutti nella Nba. Torna a vestire la casacca di Golden State anche Marco Belinelli, finalmente a referto. L’azzurro entra sul parquet nel finale, a risultato acquisito, e fa in tempo a tentare una tripla (fallita). Comunque già essere tornato tra i 12 a disposizione di Don Nelson è una buona notizia. Senza Tim Duncan, ancora out a causa di un problema alla caviglia destra, gli Spurs questa volta steccano giocando decisamente male in attacco. San Antonio commette errori a ripetizione (ben 21 turnover), viene tradita da un Manu Ginobili troppo impreciso (4/14) ed è costretta a chiedere gli straordinari a un sorprendente Matt Bonner. Alla fine l’ex giocatore di Messina chiude con 25 punti e 17 rimbalzi (entrambi massimi in carriera) e risulta il miglior in campo per i campioni in carica. La partita prende una piaga favorevole ai padroni di casa all’inizio del secondo quarto quando San Antonio sbaglia nove delle sue prime 10 conclusioni dal campo permettendo così a Baron Davis e compagni di scappare via. Il secondo quarto si chiude con un parziale di 30-12 a favore dei Warriors i quali una volta avanti difendono senza troppi problemi il vantaggio e portano a casa il loro 12 successo nelle ultime 15 gare.

Golden State: Jackson 20 (3/10, 3/6), Davis 18, Barnes, Azubuike 16. Rimbalzi: Harrington, Azubuike 9. Assist: Davis 6.

San Antonio: Bonner 25 (6/12, 3/4). Rimbalzi: Bonner 17. Assist: Parker 6.

Gazzetta.it

Inviato
a già...è vero..mi ero dimenticati di questo articolo....grazie trevi

dovere... dovere :rolleyes: cmq ottimo golden state che sta crescendo ogni partita... brutto spavento per TJ ford però scongurato un rischio di trauma grave...

  • Amministratori
Inviato

home_link.jpg

Mercoledì 12 Dicembre 2007, ore 19.15

Efes Pilsen - Cibona Zagreb

Lietuvos Rytas - Armani Jeans Milano (Sky Sport 2)

Mercoledì 12 Dicembre 2007, ore 20.15

CSKA Moscow - Prokom Trefl Sopot

Mercoledì 12 Dicembre 2007, ore 20.30

Tau Ceramica - Olympiacos (Sky Sport 2 - 2° Tempo)

Chorale Roanne - Brose Baskets

Mercoledì 12 Dicembre 2007, ore 20.45

Unicaja - Aris TT Bank

Giovedì 13 Dicembre 2007, ore 19.15

Zalgiris Kaunas - Virtus Vidivici Bologna (Sky Sport Extra)

Giovedì 13 Dicembre 2007, ore 20.30

Le Mans Sarthe Basket - Maccabi Elite Tel Aviv

Lottomatica Roma - Panathinaikos (Sky Sport 2)

Giovedì 13 Dicembre 2007, ore 20.45

Union Olimpija - Montepaschi Siena (Sky Sport 3)

Real Madrid - Fenerbahce Ulker

AXA FC Barcelona - Partizan Igokea

Inviato

POKER BIANCOVERDE: LA BENETTON ESPUGNA KIEV (73-89)

(Mar.11 Dic., h 20.48) La Benetton basket centra la quarta vittoria consecutiva, la seconda in Uleb cup, andando ad espugnare il campo del BC Kiyv per 73-89 nella 6ª giornata del gruppo H. Prova di grande intensità e carattere quella dei biancoverdi, assoluti dominatori del match. Gli ucraini cercano in avvio di sorprendere la squadra di Mahmuti che però vive in Ucraina una serata magica che segna la riscossa definitiva biancoverde. La Benetton chiude la pratica nel terzo quarto: gli ucraini grazie a Drozdov (il migliore dei suoi con 21 punti) si portano sul -3 (45-48 al 24') ma subiscono un break di 3-22 (48-70 al 28') che di fatto mette in cassaforte il successo trevigiano. Brilla Chalmers, top scorer con 22 punti ma ottima prova anche per capitan Soragna (18), Gigli e Gaines (14 per entrambi), 13 per Austin. Questa la cronaca del match.

PRIMO QUARTO- La Formazione ucraina parte forte (5-0) ma con un vivace Chalmers ed una dfesa aggressiva la Benetton ribalta subito l'inerzia con un break di 0-8 (5-8 al 3'). A 6'08" sul 7-10 coach Mahoric chiama a raccolta i suoi ma è sempre la formazione biancoverde a fare la partita approfittando anche dei tanti errori dei padroni di casa: Reece Gaines rompe il ghiaccio, (7-15 a 3'42"), Gigli e Chalmers trascinano gli ospiti sul +13 (9-22 al 8'). La formazione ucraina tenta una timida reazione ma con una tripla di Gaines a 2" dalla sirena la squadra di Mahmuti chiude sul 14-27 i primi 10'.

SECONDO QUARTO - Nei primi 3' Kiev lima il gap (27-31) con un controbreak di 13-4 firmato da Drozdov, Stack e Jaacks. A spezzare la scalata ucraina è una provvidenziale tripla di Maresca (27-34). Con i canestri di Soragna la Benetton torna in quota (31-41 al 17') ma la formazione ucraina riesce nel finale a rosicchiare il vantaggio biancoverde con Jeter e Marcoishvili (35-41 al 19'). Al riposo la squadra di Mahmuti chiude sul 35-43.

TERZO QUARTO- A Mario Austin (35-46) replica dai 6.25 Drozdov (38-46 al 22') che lancia i suoi: i biancoverdi cercano di arginare la rimonta ucraina. La squadra di casa a sua volta serra i ranghi in difesa portandosi sul -3 grazie al solito Drozdov (45-48 al 24') ma ha un improvviso black out offensivo. Ne approfitta al meglio la Benetton che con Austin, Soragna (13 punti nel solo 3° quarto), la difesa di Gigli e Chalmers ricaccia indietro il Kiev costruendo un parziale mostruoso di 3-22 (48-70 al 28'). Dopo 30' il risultato recita 50-72.

ULTIMO QUARTO- Jaacks e Jeter provano a dare avvio alla rimonta (55-73 al 31') ma la Benetton fa buona guardia, gestisce e mantiene l'ampio margine: la tripla di Gaines nel momento migliore degli ucraini (55-78 al 33') è la definitiva ipoteca sul match. Gigli suggella la sua prova con una bomba (61-83 al 36') che spegne le ultime velleità di Drodzov (l'ultimo ad arrendersi tra i suoi) e compagni. La Benetton espugna Kiev per 73-89.

Benetton Basket

Inviato

Boston imbattibile in casa

Anche Sacramento si arrende (90-78): nei Celtics per la prima volta parte in quintetto il rookie Glen “Big Baby” Davis (16 punti, 9 rimbalzi e 10/10 dalla lunetta). Seattle passa a New York grazie ai rookie Durant e Green, Phoenix in volata su Utah

0JSYXFCR--346x212.jpg

Glen Davis (a sin.) contro Brad Miller. Reuters

NEW YORK, 13 dicembre 2007 – Boston resta ancora imbattuta in casa. Seattle conquista il Madison Square Garden grazie ai rookie Kevin Durant e Jeff Green. Iverson ed Anthony vincono la sfida con Chris Paul.

Philadelphia-Minnesota 98-94

Il centro canadese Samuel Dalembert guida i Sixers alla quarta vittoria consecutiva risultando il miglior giocatore della gara con 18 punti, 11 rimbalzi e 9 stoppate che eguagliano il suo massimo in carriera. Dalembert ha indicato nella perdita di una decina di chili durante il training camp il segreto del sua stagione positiva.

Philadelphia: Iguodala 25 (8/17), Dalembert e Green 18. Rimbalzi: Dalembert 11. Assist: Miller 8.

Minnesota: Jefferson 22 (10/20), McCants 15. Rimbalzi: Jefferson 11. Assist: Telfair 11.

Indiana-Chicago 117-102

Indiana vince la battaglia contro Chicago in una partita che provoca due espulsioni e cinque falli tecnici. Dopo l’espulsione contemporanea di Troy Murphy e Tyrus Thomas (reazione di Thomas a un brutto fallo di Murphy) i Pacers hanno una reazione d’orgoglio e completano la rimonta avviata in precedenza, prendendo il sopravvento nell’incontro caratterizzato da molto nervosismo.

Indiana: Rush 22 (9/13), Tinsley, O’Neal e Daniels 18. Rimbalzi: O’Neal 9. Assist: Tinsley 8.

Chicago: Gordon 18 (7/21), Smith 16. Rimbalzi: Deng 7. Assist: Hinrich 8.

Charlotte-L.A. Clippers 108-103

Sam Vincent mischia le carte giocando per larghi tratti della partita con due registi in campo, Raymond Felton e Jeff McInnis e la mossa a sopresa dà buoni frutti. I Bobcats rimontano dal -14 del secondo quarto ribaltando il punteggio con un terzo quarto brillante (30-17 il parziale).

Charlotte: Felton 26 (10/17), Okafor e Wallace 25. Rimbalzi: Okafor 16. Assist: McInnis 8.

L.A. Clippers: Maggette 23 (9/14) , Kaman 17. Rimbalzi: Kaman 15. Assist: Thomas 5.

Boston-Sacramento 90-78

Per la prima volta nella sua stagione da rookie Glen “Big Baby” Davis parte nel quintetto dei Celtics al posto dell’infortunato Perkins e contribuisce largamente a mantenere l’imbattibilità del campo di Boston. Davis chiude con 16 punti, 9 rimbalzi e 10/10 dalla lunetta.

Boston: Pierce 26 (7/15), Davis 16. Rimbalzi: Davis 9. Assist: Rondo 5.

Sacramento: Udrih 16 (6/12), Artest 12. Rimbalzi: Moore 8. Assist: Artest 4.

New York-Seattle 110-117

I Sonics arrivano in hotel alle 4 di mattina dopo la disfatta di Chicago, ma trovano le energie necessarie per sconfiggere i Knicks, guidati dai due rookie Kevin Durant e Jeff Green. L’ex giocatore di New York Kurt Thomas segna 5 punti determinanti per il successo nei minuti finali.

New York: Crawford 26 (11/22), Randolph 27. Rimbalzi:Randolph 16. Assist: Crawford 6.

Seattle: Durant 30 (11/20), Green 17. Rimbalzi: Thomas 8. Assist: Durant 4.

Milwaukee-Orlando 100-86

Trascinati da Michael redd che sfiora la tripla doppia (27-10-9) i Bucks sconfiggono Orlando interrompendo una striscia di quattro sconfitte di fila. La gara è frammentata da una marea di falli che mandano in lunetta 36 volte Milwaukee e 39 Orlando.

Milwaukee: Redd 27 (9/17), Yi 18. Rimbalzi: Redd 10. Assist: Redd 9.

Orlando: Howard e Lewis 20. Rimbalzi: Howard 13. Assist: Nelson 7.

Houston-Detroit 80-77

Malgrado l’incredibile 6/22 dalla lunetta i Rockets sopravvivono all’arrivo di Detroit a Houston grazie al duo Yao-McGrady e alla pessima serata offensiva dei Pistons che tirano malissimo soprattutto da tre (4/15).

Detroit: Wallace 21 (7/17), Billups 15. Rimbalzi: Maxiell 13. Assist: Billups 7.

Houston: McGrady 29 (13/25), Yao 21. Rimbalzi: Yao 13. Assist: McGrady 6.

Denver-New Orleans 105-99

Gli Hornets si illudono di fare il colpaccio a Denver con un buon primo tempo che li vede in vantaggio di otto punti, ma nel secondo tempo c’è la reazione di Iverson e compagni. Nel finale l’uomo in più di Denver è Carmelo Anthony che con un paio di giocate offensive degne del suo talento firma il quinto successo dei Nuggets in sei partite.

Denver: Anthony 32 (10/28), Iverson 22 (8/16). Rimbalzi: Camby 15. Assist: Iverson 11.

New Orleans: Paul 30 (12/20), West 25 (12/23). Rimbalzi: West 16. Assist: Paul 12.

Phoenix-Utah 103-98

I Jazz restano a stretto contatto con i Suns per tutto l’incontro (passando brevemente in testa nel terzo quarto) e con un canestro da tre di Kirilenko si portano a -1 a due minuti e mezzo dalla fine. Phoenix non si scompone e agguanta la vittoria mantenendo la calma nel finale. Nash e Marion sono i principali artefici del successo dei Suns. Ai Jazz mancava Memet Okur per un infortunio alla spalla.

Phoenix: Nash 29 (10/12), Marion 26 (12/19). Rimbalzi: Marion 15. Assist: Nash 11.

Utah: Boozer 24 (12/24), Millsap 20. Rimbalzi: Boozer e Millsap 13. Assist: Williams 6.

Gazzetta.it

Inviato

Belinelli, piccoli progressi

Ma i Warriors vanno k.o.

Grazie all'infortunio di Monta Ellis il rookie va a referto e gioca gli ultimi 8', segnando una tripla (più un recupero e un assist). Golden State però si deve arrendere ai Blazers in gran forma (quinto successo consecutivo)

0JSO1DJF--346x212.jpg

Brandon Roy (a destra) si conferma il leader dei Blazers. Afp

NEW YORK, 13 dicembre 2007 – Portland sta attraversando il miglior momento della stagione e anche Golden State se ne rende conto. I Warriors, infatti, si fanno superara dai Blazers 105-95, nonostante l’assenza per infortunio del miglior realizzatore e rimbalzista della squadra di casa, LaMarcus Aldridge. Piccolo passo avanti, di questi tempi bisogna accontentarsi di poco, per Marco Belinelli, che va a referto (Monta Ellis e’ out per un problema muscolare) e alla fine gioca gli ultimi otto minuti del match.

VOGLIA BELI - L’azzurro entra sul parquet con i Warriors a –8 e mostra subito di avere tanta voglia di fare bene. "Beli" fallisce un layup e una conclusione dalla lunga distanza, poi però centra la retina con una bella tripla. Portland però gioca con grande concentrazione gli ultimi minuti del match e non permette agli ospiti di rientrare in gara. Il bolognese si segnala anche per un recupero e un assist. Non sarà molto, considerate almeno le premesse di inizio stagione, ma rientrare in un modo o nell’altro nella rotazione di Don Nelson e’ comunque una buona notizia.

JACKSON IMPRECISO - Portland parte forte e mette in grossa difficoltà Golden State. Brandon Roy e’ in serata di grazia e quando si alza dalla panchina Travis Outlaw i problemi per la difesa dei Warriors aumentano. Stephen Jackson in attacco fa troppa fatica e, come gli capita spesso quando non trova la retina con continuità, insiste troppo con conclusioni decisamente forzate dal perimetro (alla fine chiuderà con 0/7 dalla lunga distanza). Non e’ un caso che Golden State quando Jackson non c’e’ (come nelle prime gare della stagione) o quando incappa in una serata difficile diventi una squadra normale. Baron Davis, infatti, e’ il leader ma l’ex Pacers e’ il giocatore in grado di alterare gli equilibri.

CINQUINA - Golden State comunque riesce a rientrare in partita all’inizio del secondo tempo ma nel finale del terzo quarto subisce un parziale di 12-2 che permette ai padroni di casa di scappare via e di centrare così il loro quinto successo consecutivo.

Portland: Outlaw 22 (8/12, 1/3), Jones, Roy 21, Przybilla 15. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Roy 7.

Golden State: Davis 23 (6/12, 3/6), Barnes 15. Rimbalzi: Barnes 12. Assist: Davis 11.

Gazzetta.it

Inviato

Bargnani torna a segnare

Ma scopre un rivale in casa

Il Mago, al secondo match dopo l'infortunio, gioca 15 minuti e mette a referto 8 punti con una tripla e due tiri liberi. Ma ora deve vincere la concorrenza di Humphries. Toronto intanto travolge Dallas (92-76)

0JSYT2AR--346x212.jpg

Bargnani contro Nowitzki. Reuters

NEW YORK, 13 dicembre 2007 - Dopo un ottimo sforzo collettivo durato 48 minuti, i Raptors liquidano i Dallas Mavericks (privi di Devin Harris) contenendoli al minimo stagionale di punti. Il risultato finale è 92-76. Davvero un’impressionante vittoria per Toronto frutto dell’efficace difesa che per la terza volta consecutiva tiene gli avversari sotto il 40%. I Mavs finiscono con il 38.5% e Dirk Nowitzki non incide sulle sorti dell’incontro. Toronto invece può contare su parecchi giocatori a cominciare dal leader Chris Bosh, il cui recente infortunio non ha lasciato traccia. Per non parlare di Carlos Delfino, stavolta utile anche in regia quando Calderon va a rifiatare in panchina.

CRESCE HUMPHRIES - Bene anche Nesterovic (5/6) e Kapono, ma soprattutto il guerriero Kris Humphries a cui Sam Mitchell ha datto molto spazio (29’) venendo ricambiato da una prova di tutta sostanza. Alla fisicità e al lavoro sporco che sono le sue migliori qualità, Humphries ha aggiunto un solido contributo offensivo dimostrando concreti progressi che gli garantiranno minuti anche in futuro. Per quanto riguarda Andrea Bargnani sta ancora lavorando per ritrovare il ritmo di gioco, ma ora con l’emergente Humphries che si sta meritando l’attenzione del coach, col ritorno a pieno servizio dell’intoccabile Bosh e il concreto Nesterovic che fa sempre la sua parte, per l’azzurro diventa fondamentale mostrare a Mitchell di poter pareggiare l’intensità e l’agonismo che garantisce alla squadra uno come Humphries.

BARGNANI IN CAMPO PER 9' E PER 6' - Bargnani ha giocato 9’ a cavallo tra il primo e il secondo quarto entrando al posto di Bosh, mentre Humphries era già in campo da due minuti per Nesterovic. Dopo due errori sui primi due tiri, il Mago ha centrato un gioco da tre punti per il 31-19, ma in difesa deve aver commesso un errore che ha irritato parecchio il coach. Prima di un time out, mentre i giocatori si avviavano verso la panchina, San Mitchell si è rivolto a Bargnani urlandogli la sua disapprovazione. Nel secondo tempo, la partita non è mai stata in discussione e Bargnani ha avuto spazio in campo per altri 6’ portando il suo tabellino a 8 punti con una tripla e due tiri liberi. Nei 15’ di utilizzo totale, l’azzurro non ha preso rimbalzi. Kris Humphries ha chiuso con una doppia doppia da 16 punti e 12 rimbalzi, più 2 stoppate.

STANDING OVATION PER TJ FORD - Sia Garbajosa (operato a Baltimora) che TJ Ford hanno fatto ritorno a Toronto in giornata e il play texano, che ha fatto tremare i Raptors per la spaventosa caduta ad Atlanta, ha ricevuto una standing ovation quando è apparso nel secondo tempo sedendosi in abiti borghesi in fondo alla panchina. Ford ha parlato a lungo con i media dopo la gara e ha detto che riposerà una settimana e poi si vedrà come evolve la situazione. Per ora, considerati i diversi infortuni subiti da Ford (il più grave al collo che gli fece saltare la stagione 2004/05) è sufficiente averlo visto camminare con le proprie forze e sorridere nello schermo gigante dell’arena. I suoi compagni hanno ammesso dopo la bella vittoria che la sua presenza soltanto ha dato loro una marcia in più.

Toronto: Bargnani 8 (2/4 da due, 1/1 da tre, 3/3 tl), 1 assist e 2 falli in 15’. Bosh 17 (7/11), Humphries 16. Rimbalzi: Humphries 12. Assist: Calderon 7.

Dallas: Terry 21(7/11), Nowitzky 13(6/15). Rimbalzi: Dampier 11. Assist: Nowitzki 5.

Gazzetta.it

Inviato

Eurolega: crollo Bologna. Imprese di Siena e Roma

Colpo della Lottomatica che sul proprio parquet infligge al Panathinaikos il primo k.o. stagionale per 85-67. La Montepaschi passa a Lubiana mentre sul campo dello Zalgiris Kaunas, la Vidivici crolla in difesa, Brown ne fa 31 in 22' e la Virtus chiude 102-82

0JT08ETR--346x212.jpg

Dewarick Spencer al tiro tra i giocatori dello Zalgiris.

MILANO, 13 dicembre 2007 - Nella prima giornata di ritorno dell'Eurolega, la Lottomatica Roma ha inflitto la prima sconfitta stagionale ai campioni d'Europa del Panathinaikos. La squadra di Jasmin Repesa, infatti, si è imposta per 85-67. Passa anche Siena sul campo dell'Olimpija Lubiana (86-80). Pesante sconfitta, invece, per la VidiviciBologna sul parquet dello Zalgiris Kaunas. Le "V" nere sono state battute 102-82, dopo essere state anche sotto di 40 punti a cavallo tra primo e secondo tempo.

Zalgiris Kaunas-Vidivici Bologna 102-82

dal nostro inviato Massimo Oriani

La festa per i 50 anni dello Zalgiris, alla presenza del mito Sabonis e di altre vecchie glorie (Homicius e Kurtinaitis tra gli altri) non si ferma alla cerimonia prepartita. La Virtus si adegua al clima di festa, si infila la barba bianca di Babbo Natale e dispensa regali, venendo travolta (102-82) per la gioia di Sabas ed eredi. Pillastrini parte con Spencer, acciaccato, in panchina. L’avvio della Virtus è buono, anche se l’attacco è monopolizzato dagli uno contro uno di Delonte Holland (1/9 al tiro finché conta, poi qualche canestro a partita ampiamente in ghiaccio), disastroso come domenica a Milano. Il vantaggio della Virtus (9-5 con tripla di Di Bella) è di quanto più aleatorio ci possa essere. La difesa della Vidivici è inesistente, basta un passaggio e c'è un lituano smarcato. Così il primo break (8-0 firmato Maciulis) porta avanti lo Zalgiris (13-9). Le triple dell'ex trevigiano Brown e del croato Popovic (da undici metri allo scadere del 1° quarto) scavano il primo solco (30-17). Che si dilata ulteriormente in avvio di ripresa, quando Bologna non trova più il canestro (solo tre liberi di Crosariol, l'unico che si salva, Chiacig e Holland nei primi 5') e lascia fuggire Kaunas, che tocca il +21 (39-18). La reazione virtussina è timida. Ci prova McGrath e Spencer lo imita, ma alla pausa lo Zalgiris è sempre sopra di 19 (51-32), tirando con il 65% da due (17/26) contro il 36% di Bologna (7/19). Il dominio a rimbalzo è imbarazzante: 22-7 per i lituani. La ripresa serve solo a riscaldare i 5000 del pubblico di casa, che esultano ad ogni canestro come se fosse quello decisivo. Lo Zalgiris tocca il massimo vantaggio sul +37 (91-54) con un Brown assolutamente immarcabile (7/9 da tre, 4/5 da due, 31 punti in 22'). Finisce con la Virtus travolta e le Top 16 sempre più lontane.

Zalgiris: Brown 31, Maciulis 13, Bradley 12

Bologna: Spencer 22, Crosariol 15, Holland 15

Lottomatica Roma-Panathinaikos Atene 85-67

di Pietro Scibetta

La Lottomatica Roma infligge la prima sconfitta ai campioni d'Europa in carica del Panathinaikos, stavolta dimostrando con i fatti di essere una squadra di valore, dopo le batoste di Roanne e Siena e la successiva sospensione di Erik Daniels. Non tutto è stato facile, al di là dello scarto finale, soprattutto in un primo tempo equilibratissimo, ma ora sia Repesa che gli appassionati romani possono avere più fiducia. La gara è iniziata bene per gli ospiti, con uno 0-7 firmato da Batiste e Jasikevicius (7-14 al 6'), ma i padroni di casa erano bravi a rientrare con le giocate delle tre stelle Ray, Hawkins e Ukic (18-20 prima del 20-23 al 10'). Nel secondo quarto la Lottomatica tenta un primo allungo cinque punti in fila di Stefansson per il 37-31 al 15', ma un nuovo parziale ateniese (1-10 in 2' con protagonisti Spanoulis e Becirovic) ridava il vantaggio al team di Obradovic, prima che con 5 punti in fila di Fucka si tornasse alla parità (48-48 a metà gara). I romani iniziano il terzo quarto come meglio non potrebbero, costruendo un break di 17-0 in 4' per andare sul +15 (65-50) con 6 di Fucka, 5 di Giachetti e 4 di Hawkins. Il "Pao" torna in partita con due triple di Jasikevicius, ma saranno complessivamente solo 9 punti ateniesi nel 3° quarto (68-57). Un 7-0 in avvio di ultima frazione, con 5 in fila di un ispirato Allan Ray, davano il 33' massimo vantaggio (75-57), gestito bene fino alla fine, e ritrovato proprio con l'ultimo canestro, la tripla di Ukic. Seconda vittoria europea, quindi, per Roma, che sa di giocarsi molte chance tra le mura amiche e, da stasera, con maggiore convinzione.

Roma: Ray 18, Ukic 13, Fucka 11

Panathinaikos: Jasikevicius 13, Batiste 10, Spanoulis, Becirovic 9

Olimpija Lubiana-Montepaschi Siena 80-86

di Giuseppe Nigro

Siena ci prende gusto al batticuore europeo. Stavolta anche in trasferta. A trascinarla (80-86) un McIntyre commovente, che neanche doveva giocare per problemi alla spalla, e che la vince da solo o quasi con 14 punti nell'ultimo quarto, affiancato alla grande quantità di Thornton e Kaukenas. Nel giorno in cui Lubiana eppure aveva fatto sudare la Montepaschi perforandola in area con le sue ali. La coppia Hukic-Milic è infatti un rebus che Siena fatica a risolvere uomo contro uomo. Sommato al muro che la Montepaschi, andando a tirare da sotto ma mai in maniera pulita, non riesce a superare, eccolo il 18-9 già dopo 6'30'' di gioco. Pianigiani ne esce buttando dentro McIntyre per riorganizzare l'attacco, e blindando la difesa con una zona che manda in panne l'Olimpija: il 10-0 senese vale il vantaggio ospite sul 20-21 di fine primo quarto. La Montepaschi trova qui la sua dimensione, giocando come sa e toccando il 26-31, ma torna a spegnersi ineluttabilmente quando esce McIntyre, menomato ma indispensabile: campo aperto e area sguarnita lasciano a Lubiana i canestri facili del 10-3 che ribaltano l'inerzia al riposo (39-36). Il play firma il 7-0 senese di ritorno dagli spogliatoi (39-43), ma alcune disattenzioni e attacchi fuori equilibrio costano il sanguinosissimo 12-0 casalingo (51-43 al 25') che Pianigiani riesce a tamponare solo ricorrendo al doppio pivot (7-0 e 51-50 in poco più di un minuto). Eppure in questa gara di strappi Siena (che concede l'8/11 da due nel terzo quarto) deve solo ringraziare Lubiana se non affonda il colpo sul doppio antisportivo di fine terzo quarto, toccando comunque il 60-53. E ovviamente in campo non c'era McIntyre, che quando rientra si vede: Kaukenas ridà vita a Siena, Thornton completa l'opera sul 64 pari al 34'. Di qui in poi è un punto a punto da batticuore: a Dragic da fuori e Milic in area rispondeva un incredibile McIntyre, quattro triple nell'ultimo periodo. Due sono quelle della fuga: 75-79 al 38' e 77-82 un minuto dopo. Thornton arrotonda fino al +7 e con i suoi due mvp Siena festeggia ancora.

Lubiana: Dragic 22, Milic 21, Hukic 12

Siena: Kaukenas 21, McIntyre 20, Thornton 13

Gazzetta.it

Inviato

Senza Duncan e Parker

non è più San Antonio

Gli Spurs, privi delle due stelle, si arrendono ai Lakers, che trascinati da Bryant conquistano il quarto successo consecutivo. Miami continua a deludere e contro Washington incassa la settima sconfitta in casa

0JT11XLP--346x212.jpg

Kobe Bryant vola a canestro, Spurs a guardare. Ap

NEW YORK, 14 dicembre 2007 – Gli Heat continuano a deludere cedendo il passo a Washington. A Los Angeles gli Spurs, condizionati dagli infortuni, cedono ai Lakers, con Kobe Bryant miglior marcatore con 30 punti.

Miami-Washington 91-104

Washington espugna il campo di Miami dopo otto anni approfittando dei problemi degli Heat. I Wizards hanno il solito buon apporto da Butler e Jamison, ma stavolta possono contare in primis su DeShawn Stevenson che si scatena da dietro l’’arco e infila 6 triple su 12 tentativi. Meglio di lui fa la riserva degli Heat, Chris Quinn (6/10 da tre), ma Miami è sempre una squadra alla ricerca di se stessa e non in grado di opporre resistenza ai Wizards. Con l’ennesima sconfitta il record in casa è di 2-7. Solo Minnesota (2-:wink: è messa peggio. Shaq ancora una volta ha a disposizione solo sei tiri in 27’ giocati e realizza 7 punti. Wade ne mette 17 con 5/11 dal tiro e 7/10 dalla lunetta. Il vantaggio massimo di Washington durante l’incontro è di 19 punti. Miami perde il confronto anche a rimbalzo (36-48), nelle palle recuperate (0-8), nei punti in contropiede (9-15) e nelle palle perse (14-7).

Miami: Quinn 22 (1/3, 6/10), Haslem 19. Wade 17, Davis 16. Rimbalzi: Haslem 11. Assist: Wade 7.

Washington: Stevenson 26 (2/3, 6/12), Butler 19, Jamison 16. Rimbalzi: Jamison 16. Assist: Butler e Daniels 5.

L.A. Lakers-San Antonio 102-97

Privi di Tim Duncan e Tony Parker, gli Spurs si affidano a Manu Ginobili che fatica nel primo tempo (7 punti e 3/8 al tiro). Eppure Manu è il miglior marcatore della sua squadra, ma per vincere ha bisogno di qualche compagno che divida con lui il carico offensivo. L’unico in doppia cifra all’intervallo è Kobe Bryant (16 punti) e la partita stenta a decollare, ma i Lakers non possono lamentarsi visto il vantaggio parziale (51-43). Nel terzo quarto, sul 63-59 per L.A. viene espulso Bynum per doppio tecnico. Gli Spurs operano il sorpasso (69-72) grazie a due triple di Bowen. Ma a lungo andare le assenze illustri condannano i campioni Nba alla sconfitta. La differenza viene dai 16 punti dei Lakers generati dalla palle perse di San Antonio. I Lakers prendono il sopravvento nella quarta frazione spinti da Kobe Bryant e con la quarta vittoria consecutiva festeggiano il prolungamento di altri due anni del contratto di coach Phil Jackson firmato mercoledì.

L.A. Lakers: Bryant 30 (10/24), Odom 15, Radmanovic 10. Rimbalzi: Bynum 11. Assist: Walton 4.

San Antonio: Bowen 22 (3/6, 5/7), Berry 17, Ginobili (5/17) 14. Rimbalzi: Oberto 16. Assist: Barry, Horry e Finley 4.

Gazzetta.it

  • Amministratori
Inviato

logo2.gif

14° Giornata

Sabato 15 Dicembre 2007, ore 20.30

Air Avellino - Solsonica Rieti

Sabato 15 Dicembre 2007, ore 21.00

Upim Bologna - Benetton Treviso

Domenica 16 Dicembre 2007, ore 12.00

Tisettanta Cantù - Armani Jeans Milano

Domenica 16 Dicembre 2007, ore 18.15

Lottomatica Roma - Snaidero Udine

Cimberio Varese - La Fortezza Bologna

Legea Scafati - Eldo Napoli

Pierrel Capo d'Orlando - Scavolini Spar Pesaro

Siviglia Wear Teramo - Montepaschi Siena

Domenica 16 Dicembre 2007, ore 21.00

Angelico Biella - Premiata Montegranaro

Inviato

Sua altezza George. Schiaccia senza saltare

Nel college basket stupisce il centro di 232 centimetri di North Carolina-Asheville. Tecnica da rivedere, ma numeri da urlo: 11 punti, 8 rimbalzi, 6,5 stoppate e 80% al tiro

kgeorge--346x212.jpg

Kenny George, secondo anno al college

MILANO, 14 dicembre 2007 – Giocare nello stesso posto dove è cresciuta una leggenda del college basket, l’allenatore di North Carolina Roy Williams, potrebbe essere un segno del destino. Ad Asheville, cittadina appunto del North Carolina di 70mila abitanti, tutto è particolare. L’agenzia immobiliare "Relocate America" l’ha definito il luogo più bello del Paese, senza dimenticare altri complimenti: "Miglior posto dove reinventarsi una vita" ("Aarp Magazine"), "La città più felice per le donne" ("Self magazine"). "Rolling Stone" è arrivata a concedere ad Asheville il titolo di "freak capital" degli Stati Uniti. "Freak", sinonimo di strano, particolare: proprio come Kenny George, giocatore della squadra di basket del college locale, North Carolina-Asheville. Una star suo malgrado.

PERTICA – Kenny non passa inosservato sul parquet. Il motivo? Semplice: misura, scalzo, 232 centimetri, che diventano 238 quando indossa calze e scarpe. Il più alto giocatore mai visto nel basket Ncaa. Se vuole schiacciare, George lo fa senza problemi. Anzi, addirittura senza saltare, in punta di piedi. Come Manute Bol, il leggendario pivot dei Washington Bullets (i "genitori" degli attuali Wizards), transitato anche da Forlì nella stagione 1995-96. Solo che Kenny non è un membro della tribù dei Dinka come il suo collega: e soprattutto ha pochissime chance di finire nella Nba. Troppi problemi fisici, che l’hanno tenuto fermo ai box per due anni in fila, e quasi zero tecnica individuale. Diversi passi indietro, dunque, rispetto ad altri giganti che hanno fatto fortuna nel campionato di basket più famoso del mondo: da Shawn Bradley a Gheorghe Muresan, fino a Yao Ming.

I NUMERI – "Nel pullman della squadra ho un posto tutto mio, in fondo. In più dormo in un letto lungo 8 piedi, e sempre in posizione fetale". George scherza sulle sue dimensioni extralarge, ma in campo fa sul serio. Nella Big South Conference, non proprio la Acc o la Pac Ten (due dei più famosi campionati universitari), viaggia con numeri incredibili, pur giocando solo 22 minuti a partita: 11 punti, 8 rimbalzi e 6,5 stoppate, con l’80 per cento dal campo. Nella scorsa stagione in 10 minuti di utilizzo medio rifilava due stoppate a partita. Praticamente questo perticone nato a Chicago rispedisce al mittente tutto quello che gli ronza attorno. In attacco è, sì, facilitato dall’altezza, ma in quanto a movimenti siamo all’abc. Nella sua breve carriera universitaria, comunque, George si è già concesso il lusso di due triple doppie. Ma il momento più "alto", sportivamente parlando, di Kenny è stata la schiacciata, senza saltare, contro i Tar Heels di North Carolina. Chissà se Roy Williams, il coach di Unc, avrà preso nota, magari per farne un giocatore da Nba.

Gazzetta.it

Inviato

Boston non perde un colpo

New Jersey si sveglia

Innarrestabili i Celtics che si sbarazzano di Milwakee. Prima vittoria in trasferta di Sacramento. I Nets in ripresa superano LeBron e compagni. E Portland incassa la sesta vittoria consecutiva

0JT2LZGA--346x212.jpg

Rajon Rondo (Boston), 8 assist, partita perfetta. Ansa

NEW YORK, 15 dicembre 2007 – I Celtics (19-2) non accennano a fermarsi. New Jersey in ripresa batte Cleveland grazie a un grande Vince Carter e Portland vince la sesta gara consecutiva contro Utah.

Philadelphia-Sacramento 96-106

Finalmente Sacramento ottiene la sua prima vittoria in trasferta (ultima franchigia a centrare il risultato in questa stagione) e lo deve a un buon lavoro collettivo, con Mikki Moore in grande evidenza, e un attacco equilibrato con buona distribuzione dei tiri che rende felice coach Theus.

Philadelphia: Miller 24 (10/14), Green 16. Rimbalzi: Dalembert 9. Assist: Miller 8.

Sacramento: Miller 25 (9/12), Moore 24 (10/11). Rimbalzi: Miller 10. Assist: Udrih e Miller 6.

Charlotte-Orlando 87-103

I Bobcats dopo il trade che manda il centro Primoz Brezec a Detroit si ritrovano senza risposte per contenere lo strapotere di Dwight Howard che fa quello che gli garba sotto canestro. Il centro dei Magic segna 33 punti che potevano essere di più con una percentuale decente ai tiri liberi (11/20), e Orlando torna al successo dopo le ultime tre sconfitte.

Charlotte: Felton 18 (7/12), Wallace e Okafor 16. Rimbalzi: Okafor 12. Assist: Felton 6.

Orlando: Howard 33 (11/16), Turkoglu 22. Rimbalzi: Howard 18. Assist: Nelson 6.

Boston-Milwaukee 104-82

Ai Celtics bastano due dei Big Three per sbarazzarsi anche di Milwaukee. Turno di riposo per Ray Allen che ha una caviglia dolorante, così Paul Pierce gioca una partita più aggressiva e guida Boston al 12° successo in casa su altrettante partite. Boston eguaglia con questo ottimo inizio di campionato il 12-0 risalente alla stagione 1984/85. Prossimo obiettivo il 17-0 del ‘58/59. Coach Rivers indovna la mossa di lanciare Tony Allen in quintetto e la guardia lo ringrazia tenendo Michael Redd a soli 7 punti.

Boston: Pierce 32 (9/22, 9/9 tl), Rondo 17. Rimbalzi: Garnett 7. Assist: Rondo 8.

Milwaukee: Williams 14 (6/9), Simmons 11. Rimbalzi: Villanueva 7. Assist: Bell 5.

New Jersey-Cleveland 105-97

Condotti dal miglior Vince Carter della stagione i Nets superano LeBron James e compagni dando segni di risveglio. Carter aggiunge ai 32 punti anche 7 rimbalzi e 6 assist. Coach Frank ha finalmente capito che i giovani Josh Boone (27’ , 15 punti e 8 rimbalzi) e Sean Williams (22’ e 9 punti) danno molte garanzie in più e soprattutto maggior energia, rimbalzi e dinamismo dei due totem Allen e Collins. King James è ben marcato da Jefferson fino al quarto periodo quando inizia il suo show personale, ma nel finale i Nets sono più lucidi dei Cavs e puniscono ogni errore conquistando una vittoria che fa bene al morale.

New Jersey: Carter 32 (13/22), Jefferson 24. Rimbalzi: Boone 8. Assist: Kidd 11.

Cleveland: James 29 (12/25), Ilgauskas 21. Rimbalzi: Ilgasukas 12. Assist: James 8.

Detroit-Atlanta 91-81

I Pistons volano via nel secondo quarto in cui raggiungono 17 punti di vantaggio e dopo l’intervallo respingono la timida rimonta di Atlanta grazie alla grinta di Jason Maxiell. Una tripla di Prince alla fine del terzo quarto (64-53) allontana definitivamente gli Hawks.

Detroit: Billups 23 (7/14), Hamilton 18. Rimbalzi: McDyess 14. Assist: Prince 5.

Atlanta: Johnson 23 (9/20), Williams 15. Rimbalzi: Pachulia 11. Assist: Johnson e Smith 3.

Memphis-L.A. Clippers 91-98

Dopo tre quarti di gara equilibrata un parziale di 10-2 per i Clippers scava un solco che Memphis non riesce a recuperare. I Grizzlies soffrono l’assenza di Pau Gasol e commettono una marea di palle perse che regala punti facili ai Clippers.

Memphis: Miller 23 (9/15), Warrick 20. Rimb.: Milicic 12. Assist: Miller 4.

L.A. Clippers: Maggette 23 (7/11), Kaman 23 (9/16). Rimbalzi: Kaman 16. Assist: Mobley 9.

Minnesota-Seattle 88-99

Le due squadre con il peggior record ad ovest si affrontano in una sfida tutt’altro che entusiasmante e i Sonics ne escono vincitori. Dopo una partenza disastrosa, Seattle piazza un parziale di 19-4 con Kevin Durant in panchina e agguanta il pareggio. Minnesota è tragica in attacco dove tira con il 39.3% a cui aggiunge 21 palle perse e Seattle ne approfitta conquistando la seconda vittoria consecutiva in trasferta.

Minnesota: Jefferson 22 (8/18), McCants 17. Rimbalzi: Jefferson 16. Assist: Jaric e Telfair 6.

Seattle: Wilcox 19 (8/15), Thomas 18 (9/12). Rimbalzi: Wilcox 11. Assist: Watson 8.

Chicago-New York 101-96

I Bulls arrivano a condurre di 16 punti, ma nell’ultimo minuto il vantaggio è ridotto a soli 3 punti. Ci pensa Kirk Hinrich a scongiurare la beffa con 2/2 dalla lunetta. Luol Deng completa l’opera infilando altri due liberi. Eccellente la prova di Hinrich autore della seconda tripla doppia della sua carriera: 15 punti (5/12), 12 rimbalzi e 14 assist.

Chicago:Deng 29 (13/19), Nocioni 17. Rimbalzi: Hinrich 12. Assist: Hinrich 14.

New York:Randolph 27 (10/21), Jones 22. Rimbalzi: Randolph 15. Jones 6.

Dallas-New Orleans 89-80

Dopo le meritate critiche di Avery Johnson sullo scarso impegnio difensivo dei suoi giocatori nell’ultima settimana, i Mavs scendono in campo concentrati e decisi a rendere la vita difficile a Chris Paul e compagni. Dallas riesce nell’intento concedendo solo 80 punti agli avversari. La buona serata di Terry e Stackhouse compensa la mediocre prova di Dirk Nowitzki (2/8 al tiro per 7 punti).

Dallas: Terry 25 911/16), Stackhouse 16. Rimbalzi: Howard 10. Assist: Nowitzki 6.

New Orleans: Paul 22 (9/21), Chandler 15. Rimbalzi: West 13. Assist: West, Peterson e Paul 3.

Portland-Utah 99-91

Nel primo tempo le due squadre si mantengono a distanza ravvicinata. Utah va sopra di 11 nel terzo quarto, ma i Blazers limitano i danni. Nel quarto periodo Portland cambia marcia e guidata da Brandon Roy e Travis Outlaw prende il sopravvento. Portland si aggiudica la sfida grazie a un perfetto 6/6 dalla lunetta nei 30” conclusivi.

Portland: Roy 29 (11/21), Outlaw 21. Rimbalzi: Przbylla 8. Assist: Blake, Roy e Jack 4.

Utah: Boozer 22 (10/20), Kirilenko 16. Rimbalzi: Boozer 12. Assist: Williams 10.

Gazzetta.it

Inviato

Toronto sorride, il Mago meno

Golden State in volata sui Lakers

I Raptors vincono in casa di Indiana 104-93, ma Bargnani gioca solo 9' e segna due punti. Successo di misura per i Warriors che superano LA 108-106. Marco Belinelli va a referto, ma resta ancora in panchina

0JT2KFUR--346x212.jpg

Jermaine O'Neal (des) sfugge al controllo di Kris Humphries. Reuters

NEW YORK, 15 dicembre 2007 - Toronto passa a Indianapolis mentre Golden State supera i Lakers. Solo 9' per Andrea Bargnani che chiude con due punti (1/1 dal campo) un assist, tre turnover e tre falli a carico, mentre rimane in panchina Marco Belinelli.

Indiana-Toronto 93-104

Jason Kapono si esalta contro la troppo morbida difesa di Indianapolis, gioca un secondo tempo da cinema e guida i Raptors al successo. Fa un certo effetto vedere così tanti posti vuoti alla Conseco Field House. Evidentemente i troppi problemi comportamentali di alcuni Pacers stanno facendo disamorare i tifosi di Indianapolis che fino a qualche tempo fa erano considerati tra i più caldi e appassionati delle Lega. Toronto, comunque, dopo un primo tempo deludente arriva anche al –17 nel terzo quarto, ma non si scompone, approfitta delle distrazioni della difesa dei padroni di casa e riesce a centrare la rimonta. Merito soprattutto della regia di un Jose’ Calderon (il playmaker spagnolo, anche a causa della forzata assenza di TJ Ford, rimane in campo ben 41’), il quale dimostra ancora una volta di poter prendere per mano la squadra e farle cambiare ritmo, e di Jason Kapono.

L’ex guardia di Ucla è infallibile dalla lunga distanza (alla fine chiude con un eccellente 6/7) e realizza ben 17 dei suoi 29 punti (suo massimo in carriera) nell’ultimo quarto. Il resto lo fa Chris Bosh che si fa sentire sotto canestro. Indiana così non riesce a frenare la rimonta degli ospiti, incassa un parziale di 35-18 nell’ultimo quarto, e deve alzare bandiera bianca. Se Toronto sorride, Andrea Bargnani non può fare altrettanto. L’azzurro sembra ancora lontano dalla forma migliore e rimane sul parquet solo 9 minuti chiudendo con due punti (1/1 dal campo) un assist, tre turnover e tre falli a carico. Numeri sicuramente poco esaltanti per il giocatore che non sembra aver ancora smaltito il problema al ginocchio.

Indiana: Dunleavy 23 (8/16, 2/5), Tinsley 19, Granger 15. Rimbalzi: Murphy 10. Assist: Tinsley 10.

Toronto: Kapono 29 (3/7, 6/7), Bosh 22, Calderon 18, Humphries 17. Rimbalzi: Bosh 16. Assist: Calderon 16.

Golden State-Los Angeles Lakers 108-106

Quando Baron Davis è in serata di grazia rallentarlo diventa quasi impossibile. Contro i Lakers il leader di Golden State confeziona un finale di gara straordinario permettendo così ai Warriors di mettersi alle spalle la serie negativa (9 sconfitte consecutive) nei confronti della squadra di Los Angeles. Davis, infatti, si vede fischiare il suo quinto fallo ed è costretto ad andare in panchina a metà del terzo quarto, rientra nove minuti più tardi e cambia il volto alla gara.

I Lakers, nonostante i problemi muscolari di un opaco Kobe Bryant, sembrano in grado di controllare il match e vanno avanti di otto lunghezze a 3’30’’ dalla sirena. Ma Davis cambia marcia, realizza otto dei suoi 22 punti, compresa la tripla a 16’’ dalla fine che porta definitivamente avanti i Warriors, e fa esplodere una caldissima Oracle Arena. Golden State così riesce ad avere la meglio sui Lakers. “Baron è un giocatore straordinario che si esalta nei momenti difficili – commenta Stephen Jackson – quando serve è in grado di caricarsi la squadra sulle sue spalle. Lo ha già fatto diverse volte in passato”. Rimane in panchina, ma quantomeno va a referto, Marco Belinelli.

Golden State: Harrington, Davis 22, Jackson 20, Ellis 19. Rimbalzi: Biedrins 11. Assist: Ellis, Davis 6.

Los Angeles Lakers: Bryant 21 (6/17, 0/6), Odom 18, Bynum 17, Fisher 16. Rimbalzi: Bynum 16, Odom 15. Assist: Odom, Bryant 5.

Gazzetta.it

Inviato

kapono sta tirando con medie altissime dalla lunga distanza... vabbè segna solo la ma i punti sono quelli che contano... career high e vittoria...

Inviato

NBA: Kidd accusato di tentata violenza sessuale

kidd(4).jpg

(AGM-DS) - 15/12/2007 13.41.56 - (AGM-DS) - Milano, 15 dicembre - Altro guaio per Jason Kidd. Non contento delle vicissitudini con la moglie, che durante le pratiche del divorzio lo ha accusato di aver `abusato` psicologicamente (e fisicamente) di lei per dieci anni, e dei pessimi rapporti che da tempo ha con il suo club, i New Jersey Nets, il playmaker statunitense e` infatti stato accusato di `tentata violenza sessuale`. Lo riporta il quotidiano spagnolo `Marca`.

Una modella di 23 anni ha formalmente presentato un dossier presso la Corte Suprema di Manhattan (il Lower West Side), in cui dice che Kidd l`avrebbe palpeggiata violentemente in cerca di un rapporto sessuale non consensuale. Inoltre il playmaker dei Nets, durante la discussione, le avrebbe detto: `Se facciamo a botte, secondo te chi vince? La difesa dell`ex giocatore di Dallas ammette che l`accusa e` `falsa e diffamatoria`. Visti i precedenti pero` ora Kidd rischia.

Datasport.it

Inviato

La Fortitudo respira. Colpo Rieti ad Avellino

Bologna approfitta del turno casalingo, batte Treviso e allontana almeno provvisoriamente la crisi. In un Pala Del Mauro gelido per la rottura dell'impianto di riscaldamento la Solsonica sorprende i campani grazie a Finley

0JT42ZSM--346x212.jpg

Jenkins Horace contrastato da Lionel Chalmers. La Presse

15 dicembre 2007 - Negli anticipi della 14ª giornata colpaccio esterno della Solsonica Rieti che a sorpresa espugna il Pala Del Mauro di Avellino. Upim Bologna torna a rivedere la luce superando in casa Benetton Treviso.

Upim Bologna - Benetton Treviso 75-63

di Gianluca Orefice

Dalle stelle alle stalle, ossia Fortitudo-Treviso. Due stagioni fa finale scudetto, adesso partita per scacciare i fantasmi della retrocessione che aleggiano alle spalle delle due squadre. Hanno vinto i bolognesi, in serata particolarmente felice con Jenkins mano calda (mvp della gara) e la positiva novità di Iturbe, ottimo dalla lunga distanza (4/7, 57%). Ha perso una Benetton distratta in difesa e pasticciona in attacco per oltre 20’, alla quale non è bastata compattarsi nel secondo tempo dopo esser stata sotto anche di 24 punti (36-12 al 13’50”). Dopo appena 21” il neo fortitudino Iturbe, al debutto in campionato, si presenta ai suoi tifosi con una tripla. Dall’altra parte il canestro è una chimera e sale subito il vantaggio dei locali. All’8’13” Jenkins da fuori è già uno spartiacque pesante (15-2) per la squadra trevigiana che chiude il 1° quarto con appena 7 punti a referto (20-7). Nel 2° quarto la “F” vola sul +24 per poi atterrare su un comodo +21 all’intervallo (46-25) anche grazie all’ottima regia (con punti di qualità) fornita da Lamma. All’inizio del 3° quarto il primo strappo a favore degli ospiti con un 8-0 che al 12’20” portano i verdi sul –13 (46-33). Ben più pesante è la replica trevigiana ad inizio degli ultimi 10’ con Austin che ne approfitta della marcatura “larga” di Bagaric per segnare cinque punti di seguito che sommato alla tripla di Atsur fanno il –8 per la Benetton al 32’57”. Quando Austin da sotto al 35’08” appoggia il –6 (64-58), dall’altra sponda i punti decisivi (dal punto di vista psicologico) giungono da un insospettabile Thomas che segna due canestri consecutivi riportando il vantaggio di Bologna in doppia cifra (68-58). Nel finale sul –9 (70-61) Jenkins perde due palloni in attacco ma Treviso non ne approfitta, deretando così la vittoria dell’Upim.

Fortitudo: Jenkins 24, Iturbe 14, Torres 12

Benetton: Gaines 19, Austin 16, Mensah-Bonsu 13

Avellino - Solsonica Rieti 75-83

Raffaello Califano

Gelido Pala Del Mauro, gelido finale per l’Air. In un palasport dalla temperatura polare a causa della rottura dell’impianto di riscaldamento, la Solsonica ferma la marcia di Avellino che si arrende al termine di una gara vietata ai deboli di cuore. La prima frazione di gioco è tanto spettacolare quanto equilibrata. Il duello Williams-Sow è da brividi: il centrone di casa soffre inizialmente la velocità del senegalese che in difesa però non ha vita facile. L’ex Cantù firma 10 punti in 10 minuti ma la Sebastiani riesce ugualmente a chiudere in parità (22-22 al 10’). Nel secondo periodo il punteggio si abbassa, complici i tanti errori dall’una e dall’altra parte. Radulovic commette la sua terza penalità già al 17’ e gli ospiti ne approfittano per andare all’intervallo lungo avanti di due (34-36 al 20’). Ad inizio ripresa, il rientro dell’ala croata sul parquet si fa sentire: parziale di 8-2 dei biancoverdi ed inerzia che torna nelle mani degli uomini di Boniciolli. Rieti recrimina per i tecnici fischiati a Prato e coach Lardo, ma la Scandone prova a scavare il primo solco (60-53 al 30’). Nell’ultimo quarto è veemente la reazione dei reatini: Finley colpisce ripetutamente dalla distanza e trova in Hurd e Gigena una buona alternativa offensiva. L’Air tira male dall’arco dei 6,25 e vede sfuggirsi la gara dalle mani (75-83 alla fine).

Avellino: Williams 18, Smith 16, Righetti 13

Solsonica Rieti: Finley 30, Hurd 17, Sow 15

Gazzetta.it

Inviato

Una domenica amara

per Belinelli e Bargnani

Toronto cede in casa contro Boston e il Mago è irriconoscibile (0 punti in 12'), Golden State dura un tempo a Detroit e il rookie italiano si batte con buona vitalità, ma contro i Pistons non c'è storia

0JT5V5BR--346x212.jpg

Rajon Rondo, play di Boston, in entrata contro Kapono. Reuters

NEW YORK (Usa), 16 dicembre 2007 – Domenica amara per i due italiani della Nba, Andrea Bargnani e Marco Belinelli. Due sconfitte e prestazioni da comprimari, anche se Belinelli mostra qualche spunto e tanta buona volontà, nella difficile rincorsa a un posto al sole.

Detroit-Golden State 109-87

Uno sciagurato finale di primo tempo mette ko i Warriors a Detroit. I Pistons fanno il minimo indispensabile, poi cambiano marcia a metà del secondo quarto, arrivano a un vantaggio di 20 punti e controllano senza problemi la reazione di Golden State andando a vincere 109-87. Una gara subito difficile da gestire per gli ospiti anche per via dell’orario di inizio, le 12.30 di Detroit che sarebbero le 9.30 californiane. Con i bioritmi scombussolati, i Warriors partono senza la giusta intensità in un Palace di Auburn Hills mezzo vuoto a causa dell’abbondante nevicata abbattutasi sulla zona metropolitana di Detroit.

Baron Davis non e’ in grandissima giornata (alla fine chiuderà con 1/8 dal campo) e l’attacco di Golden State ne soffre. A Detroit così basta cambiare marcia nel secondo quarto per mettere il risultato in cassaforte. I Pistons, infatti, guidata da un ottimo Tayshaun Prince accelerano a metà del secondo periodo e piazzano un parziale de 23-3 che mette alle corde la compagine di Don Nelson. Detroit così va al riposo avanti 58-35.

All’inizio del terzo quarto Golden State tenta una timida reazione ma litiga con il canestro. I Warriors vanno sotto anche di 26 punti così coach Nelson decide che ne ha abbastanza, manda i titolari in panchina e si affida a un inedito quintetto di riserve: Barnes, Croshere, Wright, Mbenga, ai quali si aggiunge, finalmente, anche Marco Belinelli. Con le riserve sul parquet l’intensità’ cresce. Golden State riesce addirittura a ridurre lo svantaggio piazzando un parziale di 14-4 e infastidendo l’attacco dei Pistons con una buona zona. Belinelli vuole dimostrare di meritare più considerazione e lavora tantissimo in difesa, trovando anche due bei canestri, una tripla e una difficilissima conclusione dalla lunga distanza, in attacco. I Pistons però non hanno problemi a controllare il match e la gara diventa così una semplice formalità all’inizio dell’ultimo quarto. L’azzurro comunque dà buoni segnali a coach Nelson e alla fine chiude con cinque punti (1/2 da due e 1/2 da tre), un rimbalzo un assist e un recupero in 16’ di gioco.

Detroit: Prince 23 (5/11, 3/3), Billups 19. Rimbalzi: McDyess 11. Assist: Hamilton 6.

Golden State: Barnes 15 (4/8, 2/7). Rimbalzi: Biedrins, Barnes 6. Assist: Barnes 5.

Toronto-Boston 77-90

I Boston Celtics si sbarazzano facilmente (77-90) anche dei Toronto Raptors che battono per la terza volta nella stagione. A Toronto è emergenza neve, con circa 30 cm caduti nella notte e la bufera che non accenna a placarsi nelle ore pomeridiane, ma la tanto anticipata sfida Raptors-Celtics si svolge regolarmente con fischio d’inizio alle 13.

Paul Pierce porta a scuola Jamario Moon in avvio di gara e Mitchell corre ai ripari inserendo Delfino a marcare Pierce. I Celtics (senza Ray Allen) partono forte in attacco e Toronto riceve una boccata di ossigeno con due triple di Anthony Parker. Sul 20-15 per Boston arriva il secondo fallo di Garnett e la panchina per KG. Una tripla di Posey dà il +10 a Boston alla fine del quarto (17-27) in cui Mitchell utilizza otto giocatori e Bargnani è ancora in attesa di fare il suo ingresso in campo. Il suo momento arriva dopo 38” di gioco nel secondo quarto quando sostituisce Chris Bosh al suo secondo fallo. L’azzurro tira alla prima occasione che gli capita e sbaglia la conclusione dalla media distanza.

Intanto Boston allunga (17-35), mentre continuano le difficoltà per Bargnani che sembra impaziente e poco convinto. Il problema non è tanto per gli errori al tiro (anche il secondo, da tre, si ferma sul ferro), piuttosto è la frenesia di voler far bene a tutti i costi a bloccare l’azzurro. Bargnani torna in panchina dopo quattro minuti con 0/2 al tiro, 1 palla persa e zero rimbalzi. Il pubblico accorso numeroso malgrado il maltempo regala qualche fischio ai Raptors che vanno al timeout sul 19-40. Il rientro di Bosh e degli altri titolari non cambia di molto le cose per Toronto che si fa dominare dalla difesa fisica dei Celtics, dalla leadership di Kevin Garnett e da Rondo che via troppo facilmente a Calderon. L’incontro diventa aspro con qualche duro contatto che innervosisce i Raptors e le squadre vanno al riposo con 14 punti di distacco (36-50) e un ottimo 58% al tiro di Boston con 10 punti di Rondo e 12 di Pierce.

Bosh guida i Raptors con 11 punti, 9 dei quali dalla lunetta. Kris Humphries dà il suo onesto contributo con 7 punti e 7 rimbalzi, ma Toronto (29% dal campo) deve migliorare nell’esecuzione offensiva e avere più pazienza per raddrizzare la sfida. Il terzo quarto inizia con 15’ di ritardo perché davanti alla panchina di Boston si è formata una pozza con l’acqua infiltrata dal tetto dell’Air Canada Centre. Il divario resta invariato fino al ritorno in campo di Bargnani per Nesterovic che si incarica della marcatura di Garnett. L’All Star gli ruba il tempo su un rimbalzo offensivo e converte a canestro. Bargnani prova a giocare uno contro uno con KG, ma forza il tiro e dopo appena 6” commette fallo su Perkins. Boston torna in fretta a +21 (46-67) e Bargnani torna in panchina dopo tre e minuti e mezzo di gioco. I Celtics hanno quindici punti di vantaggio all’inizio dell’ultimo quarto e resistono con grande calma al ritorno di Toronto che si avvicina solo a -10. Boston allunga di nuovo e Mitchell richiama Bargnani a 4’13” dal termine con la partita virtualmente chiusa. L’azzurro conclude la sua gara con uno sfondamento dal post basso e un rimbalzo difensivo. Per Andrea Bargnani un’altra prova da dimenticare con 0 punti (0/3), 2 palle perse e 2 falli in 12’.

Toronto: Bosh 17 (4/12, 9/12), Moon 13, Humphries 12. Rimbalzi: Bosh 13. Assist: Calderon e Bosh 5.

Boston: Pierce 18 (7/15), Garnett 16 (8/18), Rondo 14. Rimbalzi: Garnett 8. Assist: Garnett 6.

Gazzetta.it

Inviato

Milano espugna Cantù

Siena al 14° centro

Il derby lombardo vede il successo esterno dell'Armani Jeans. Montepaschi imbattibile: espugnata anche Teramo. A segno anche Roma, Biella, Pesaro, Scafati e Varese

0JT5P8HG--346x212.jpg

Benjamin Eze, 26 anni, centro di Siena. Ciam/Cast

MILANO, 16 dicembre 2007 - Il 14° turno di serie A, dopo le vittorie di Fortitudo Bologna e Rieti, vede i successi di Siena, Roma, Biella, Pesaro, Milano, Scafati e Varese.

Tisettanta Cantù-Armani Jeans Milano 70-79

Una tripla di Danilo Gallinari a 35 secondi dalla fine respinge definitivamente la rimonta di Cantù. Milano passa al Pianella, dopo aver condotto anche di 13 punti nel terzo quarto grazie alle triple di Ansu Sesay (22 punti come il Gallo) e aver resistito quando a 5 minuti dalla fine la Tisettanta era tornata a -1 e ’attacco sembrava spento. L’energica difesa di Tony Giovacchini, in quintetto come mercoledì scorso a Vilnius in Eurolega, ha chiuso subito gli spazi a DaShaun Wood togliendo a Cantù la sua pericolosità abituale sul perimetro. In compenso Torin Francis ha segnato 10 punti nel primo quarto grazie ai tanti spazi o mismatch che ha concesso la difesa di Milano sui raddoppi sistematici. Danilo Gallinari sbloccava l’attacco dell’Armani con una penetrazione centrale e schiacciata. Nei rimi 10 minuti della squadra di Attilio Caja segnavano solo il 19enne fenomeno (9 punti) e Ansu Sesay (10). Al termine del secondo parziale, la buona difesa (10 palle recuperate) e i tanti rimbalzi offensivi (11 al 20’, 5 di Watson) consentono a Milano di prendere sei punti di vantaggio (36-42). Quindi il 14-2 di parziale a cavallo dell’intervallo e la faticosa gestione del vantaggio. Milano ha dominato sotto canestro con 37 rimbalzi (14 offensivi) contro 24. Buon esordio di Gerald Fitch per Cantù.

Cantù: Fitch 19, Brown 15, Francis 14

Roma: Gallinari 22, Sesay 22, Booker 11

Siviglia Teramo-Montepaschi Siena

Equilibrio al Palascapriano tra Teramo e Siena per i primi 6 minuti, poi Bianchi prende un tecnico e Siena lo sfrutta al meglio: 2/2 ai liberi con Kaukenas e un tiro da 3 di Sato creano il primo break sul 18-22. Insiste la Montepaschi con le iniziative di Kaukenas e scappa via sul 20-31, fino a quando il ritorno di Poeta ridà verve all’attacco teramano e il periodo si chiude sul 25-31. In avvio di secondo quarti la squadra di Bianchi si blocca in attacco, Siena scappa di nuovo; 25-38 dopo 3’; Teramo trova solo 5 punti in 6’. Ma anche Siena è umana, Kaukenas ha un attimo di respiro, la difesa di Teramo migliora, e Tucker ricuce lo svantaggio con la sua unica tripla che porta al riposo sul 41-45. Teramo non molla, difende forte: Tucker e Poeta la spingono in attacco, da parte senese rispondono il solito Kaukenas e Sato. Si procede in equilibrio, Siena prova anche la zona 1-2-2, ma la Siviglia non si fa sorprendere: 67-70 all’ultimo miniriposo. McIntyre spinge Siena con punti e assist: 73-81 mentre Tucker è in panchina con 4 falli, ma come torna l’americano la Siviglia ritrova le forze, 83-85 a 3’14 dalla fine. Stonerook sull’azione successiva trova una tripla allo scadere dei 24’’ che taglia le gambe al coraggio di Teramo: ancora 87-94 a 1’ 09 dalla fine, Siena è maestra nel gestire gli ultimi palloni e porta a casa due punti sudatissimi.

Teramo: Tucker 21, Poeta 19, Powell 18

Siena: Kaukenas 24, Sato 17, Lavrinovic 13

Lottomatica Roma-Snaidero Udine 93-64

Sulla scia della vittoria con il Panathinaikos, Roma surclassa Udine e conserva il secondo posto. Per la squadra di Repesa, un’ottima prova, con la circolazione e i giochi in attacco che girano sempre a dovere. Per Udine, invece, una domenica da dimenticare, con un 30% finale al tiro che la dice tutta. Pancotto si gioca la carta del doppio play (Allen e Vetoulas), mettendo dentro anche un altro piccolo (Green). Udine vuole giocarsela su ritmo e velocità, ma la mossa non paga. Anche perché i tiratori fanno cilecca (dopo 20’ 10/34 al tiro, addirittura 3/18 da 3), mentre dall’altra parte Gabini (tripla dopo 7 secondi, all’intervallo 3/4 dall’arco) e Ray (9 punti nel primo tempo) mettono subito il turbo alla Lottomatica. Così Roma prende il comando del match e vola via, con un ottimo Ukic e la regia di Giachetti. Nel finale del primo quarto il break di 16-2 segna la partita. Poi Udine prova a rientrare a metà del secondo quarto, quando con due triple (Vetoulas e Allen) piazza un 11-4 che sembra rimetterla in carreggiata. Ma è una fiammata. Nel terzo quarto, infatti, si scatena Lorbek, Roma circola palla in modo perfetto e Stefansson torna a essere un cecchino terribile. Non c’è più storia, Roma gioca perfettamente. Ukic la porta a +20, Stefansson a +23 e poi due volte a +31, Ray chiude il terzo tempo con il libero del +32 (76-44). Oramai è passerella e neanche i falli (out Gabini al 34’ e Hawkins al 37’) cambiano lo spartito. Una tripla di Ray fissa il massimo vantaggio (+36, 88-52) al 36’. Finisce così, con la Lottomatica che torna a vincere e Udine che incassa la quinta sconfitta consecutiva.

Roma: Ray 15, Lorbek 14, Ukic 14

Udine: Allen 17, Green 9, Di Giuliomaria 8, Schultze 8

Cimberio Varese-La Fortezza Bologna 74-70

Un’eccellente prestazione balistica di Capin (6/10 nelle triple) aiuta la Cimberio a conquistare la prima vittoria della gestione Bianchini alla spese di una Virtus apparsa in evidente affanno e poco reattiva alle sollecitazioni di coach Pillastrini. Il quintetto bolognese, privo di Holland messo fuori rosa insieme a Lestini, ha un pessimo approccio alla partita: ne approfitta la Cimberio che, guidata dalla vena offensiva di Beck (7/11 al tiro), sigla subito un parziale di 17-0. Il primo canestro di casa La Fortezza arriva solo dopo 8 lunghissimi minuti e porta la firma di Chiacig. Nel frattempo Varese può testare lo stato di forma di Tierre Brown: appena arrivato, il playmaker in attacco deve ancora trovare il ritmo (1/8 sul suo scout) mentre in difesa subisce le percussioni di Spencer. Nel terzo periodo la Virtus prova il massimo sforzo per rientrare in gioco: alle conclusioni perimetrali di McGrath (3/3 da oltre l’arco) s’aggiungono i movimenti interni di Garri (6/8 nelle conclusioni) per ridurre lo svantaggio fino al -3 del 34' (60-57). La Cimberio, però, può contare sulla presenza in area di un buon Galanda (12 punti e 5 palle recuperate) oltre che di uno Skelin da 12 rimbalzi e, soprattutto, sulla precisione di un Capin in serata di grazia per conquistare due punti decisivi nel tentativo di rimettersi in corsa verso la salvezza.

Varese: Capin 25, Beck 18, Galanda 12

Bologna: Anderson 16, Spencer 14, Holland 13

Pierrel Capo d'Orlando-Scavolini Pesaro 83-85

La Scavolini Pesaro passa al PalaFantozzi e ipoteca le Final Eight di coppa Italia. La Pierrel che non ti aspetti, distante anni luce dalla squadra che ha impressionato nella precedenti uscite, non riesce dopo il primo quarto, a tenere testa a un avversario ordinato e che soprattutto con i rimbalzi offensivi ha costruito la sua vittoria. Le due squadre partono subito forte, si tira molto dalla distanza (complessivamente nove canestri dai 6.25 nei primi 10'), il Poz fa 3/3 nel primo quarto e la Pierrel nel suo momento migliore va via (16-12 dopo 6'). Il vantaggio dei locali tiene fino alla chiusura del tempo, ma Clark e Myers dimostrano che Pesaro è viva, e, con 13 e 12 punti, la portano in chiusura del primo tempo, sul + 5. La Pierrel dopo aver toccato il fondo, -13 a 6' dalla fine del terzo tempo, riesce con un parziale di 10-3 a rientrare quando mancano 2'35''. Myers malgrado la marcatura di Gugliotta mette una tripla pesantissima e Pesaro resta sempre con il naso avanti. L'ultimo parziale si infiamma solamente nel finale con la Pierrel che a fatica rientra in partita e a 10'' dalla sirena si porta a - 2 (80-82). Una tripla di Fabi a 6'' illude i 3500 del PalaFantozzi (83-84), Clark fa 1/2 dalla lunetta e l'ultima palla affidata a Diener (opaca la sua prova), con 4'' da giocare, non cambia il destino dei siciliani.

Capo d'Orlando: Pozzecco 22, Slay 20, Wallace 11

Pesaro: Myers 19, Clark 19, Slay 10

Legea Scafati-Eldo Napoli 94-84

Scafati vince con merito il derby della paura gettando Napoli nel baratro, alla quarta sconfitta di fila, e di nuovo ultima in classifica. La Eldo prova subito a scappare via e dopo 7’ trova 11 punti di vantaggio (5-11), ma si tratta di un fuoco di paglia perché la squadra di Bucchi difende poco o nulla. Scafati senza far nulla di trascendentale in pochi minuti annulla il gap e con Datome (3/3 da tre) e Hatten in gran spolvero si porta sul +6 (34-28) al 16’. La Eldo è imbarazzante, Jones sembra in gita, Malaventura è l’unico a tenere la barca a galla. Dopo il 48-38 del riposo, gli ospiti cercano di rosicchiare qualcosa, due triple di Thomas significano il -7 (53-46) ma la Legea rispetto alle precedenti esibizioni interne è molto più lucida, ha soprattutto tanto dai due playmaker, Williams e Cantone, quest’ultimo sorpresa della serata. Un gioco da tre punti di Killngsworth mandano Scafati al massimo vantaggio al 28’, + 17 (70-53), Napoli è assolutamente inconsistente. Nel quarto finale, la Eldo a -1’45” arriva al - 4 (82-78), ma la rimonta non si concretizza per la lucidità di Lauwers e Hatten.

Scafati: Hatten 19, Lauwers 13, Cantone 13, Datome 13

Napoli: Monroe 25, Malaventura 18, Jones 13, Rocca 13

Angelico Biella-Premiata Montegranaro 84-73

L'Angelico Biella vince uno scontro diretto per la Coppa Italia e si conferma al secondo posto in classifica, al pari della Lottomatica Roma, superando una Premiata ottima per tre quarti ma costretta a subire sotto canestro per una rotazione accorciata. Le due squadre lamentavano assenze per infortunio: i piemontesi erano senza Rosselli e Ona Embo, entrambi con problemi al ginocchio, mentre per i marchigiani Demian Filloy, out fino a fine stagione. Sono gli ospiti a partire meglio, con tre triple in quattro minuti (6-13 con Thomas, Amoroso e Minare a segno da fuori), ma un eccellente Elder riportava avanti i biellesi a cavallo dei primi due quarti (23-17 dopo 11') e Daniele Cinciarini, che affrontava il fratello Andrea, contribuiva con 8 punti nel solo secondo quarto, per il +7 (33-26 a 5'11" dall'intervallo). Montegranaro, però, prendeva in mano la gara e sorpassava con un "3+1" di Garris (33-37), e i locali si tenevano a contatto con le triple fuori dai giochi di Bell ed Elder (39-43 al riposo). Grande equilibrio e mani più fredde nel terzo quarto (16-15 il parziale, 55-58), e visti i problemi di falli di Ford e l'assenza di Filloy, a fare la differenza non poteva che essere l?ala forte di Biella, Kevinn Pinkney. L'americano si scatena, ispirato anche dall'energia di Spinelli e Cotani, e costruisce quasi da solo il break di 16-4 (71-62) che indirizzava la partita. Sempre Pinkney ha firmato poi il massimo vantaggio (82-66), dato che i biellesi, con gli ottimi Elder e Bell, addomesticavano una Premiata volitiva ma troppo tenera sotto canestro.

Biella: Elder 24, Pinkney 21, Bell 15. Rimbalzi: Hunter 14, Pinkney 11. Assist: Spinelli 5.

Montegranaro: Amoroso e Minard 17. Rimbalzi: Ford 10. Assist: Garris 5.

Gazzetta.it

Inviato

Nba, Bryant da applausi

Ai Lakers il derby di L.A.

Kobe, in dubbio fino alla vigilia e limitato dai problemi all'inguine, chiude a 32 punti e trascina i Lakers nel derby contro i Clippers. Portland settimo sigillo, a Denver non bastano i 38 punti di Iverson

0JT2SJAP--346x212.jpg

Kobe Bryant e Luke Walton dei Lakers. Ap

NEW YORK, 17 dicembre 2007 – Portland sbanca Denver e centra la settima vittoria di fila. I Lakers guidati da Kobe Bryant (32 punti) si aggiudicano il derby di L.A.

Denver-Portland 105-116

I Nuggets hanno un apporto insufficiente da Carmelo Anthony nel primo tempo (2/6 per 6 punti) e soprattutto Portland va a nozze con la difesa permessiva di Denver e si porta avanti 61-49 all’intervallo. L’unico a metterci l’anima in campo per Denver è Allen Iverson che alla fine raggiunge quota 38. I Blazers sono però in un ottimo momento di forma e a parte il solito Brandon Roy, hanno Channing Fry determinante nel primo quarto che chiude con 14 punti e 7/8 al tiro. Nel secondo quarto Portland prende il controllo della gara e continua a condurre con un buon margine per il resto dell’incontro. Portland, che ha dovuto fare a meno di Aldridge (fascite plantare), ottiene dunque il settimo successo consecutivo e 12-12 di record. Solo Boston ha fatto meglio con una striscia di nove successi.

Denver: Iverson 38 (11/22, 13/15), Anthony 19 (6/17), Martin 14. Rimbalzi: Camby 7. Assist: Camby 9.

Portland: Roy 26 (11/27), Fry 20 (10/13), Outlaw 17. Rimbalzi: Przybilla 11. Assist: Roy 11.

L.A. Lakers-L.A. Clippers 113-92

I Lakers si aggiudicano agevolmente il derby della città degli angeli. Kobe Bryant, la cui presenza è in dubbio alla vigilia, scende regolarmente in campo e segna 18 punti nel primo tempo. Limitato dai problemi all’inguine, Kobe sfrutta la mano calda per colpire dal perimetro. I Lakers sono avanti 57-44 all’intervallo, ma subiscono la reazione dei Clippers che hanno un buon momento sul finire dell terzo quarto e si portano a -6 con 8 punti di Corey Maggette (82-76). I Lakers rispondono con un parziale di 9-0 e finiscono in crescendo non dando scampo agli avversari. Perfetta la performance di Luke Walton al tiro (3/3 da due e 3/3 da tre), bravi anche Vujacic 5/7 per 14 punti) dalla panchina e Bynum (7/9 per 14 punti).

L.A. Lakers: Bryant 32 (11/22, Walton 15. Rimbalzi:Bynum 9. Assist: Radmanovic 6.

L.A. Clippers: Maggette 27 (8/15), Kaman 18 (6/19). Rimbalzi: Kaman 16. Assist: Dickau 5.

Gazzetta.it

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi Subito

Sei già registrato? Accedi da qui.

Accedi Adesso
  • Chi sta navigando   0 utenti

    • Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...