Jump to content
  • Sign Up

Disponibile Pro Cycling Manager 2021

Pro Cycling Manager 2021 e Tour de France 2021sono finalmente disponibili
Leggi di più

Hai già scoperto i nostri tutorial?

Come sottoscrivo una mod su Steam? Come modifico un database? Come posso creare una maglia personalizzata? Per queste ed altre domande visita la nostra sezione tutorial!
Tutorial

Seguici su Discord

Unisciti al server Discord di PCM Italia per rimanere sempre in contatto con noi, parlare di ciclismo e vivere un'esperienza multiplayer ottimale
Unisciti al server

PCM Italia è su Tapatalk

Scarica Tapatalk gratuitamente sul tuo smartphone per consultare in maniera facile e veloce PCM Italia anche da mobile!
Leggi di più

La nostra RECENSIONE di Pro Cycling Manager 2020

Leggi e guarda la nostra recensione di Pro Cycling Manager 2020, a cura di BubbaDJ
Leggi di più

101a Liege-Bastogne-Liege


Cristiano Ronaldo

Recommended Posts

Chapeau a Valverde, l'avevano messo in mezzo e ce l'ha fatta lo stesso. E meno male che è una pippa: tre Liegi e tre Frecce

Concordo. Gliene dicono di tutti i colori e poi è sempre la.

 

Comunque,vorrei segnalare Alaphilippe 2° alla Freccia e alla Liegi. E anche Mentjies che era li a giocarsela.

 

 

 

 

Nibali 12°

Link to comment
Share on other sites

il bello delle classiche era proprio l'incertezza,dove per vincere ci voleva anche fantasia.

non dico ai tempi di merchx,ma solo pochi anni fa la liegi era molto più movimenta,i grandi favoriti si muovevano già sulla roche au foucons.

Oggi le classiche ormai hanno un canovaccio fisso.

 

Valverde oggi era il più forte,ma si sapeva già dalla partenza e non hanno fatto quasi nulla per metterlo in difficoltà.

Rodriguez pensava di vincere la liegi in volata?ormai si corre più per il piazzamento.

Link to comment
Share on other sites

  • Admininistrators

Liege - Bastogne - Liege e Fleche Wallone - Le pagelline

 

Voto 10 ad Alejandro Valverde: domina le Ardenne con 2 vittorie su 2. Sparite negli archivi WADA le sacche con scritto "Piti"

 

Voto 9 a Vincenzo Nibali: vero vincitore morale. Senza i suoi attacchi le gare sarebbero state noiose, inutili e prive di senso. Ha provato la vittoria come solo i grandi fanno. Solo una trentina di carneadi gliel'han negata.

 

Voto 8 ad ASO: grande idea per rivalutare il percorso della Liegi. Proporre un percorso di merda l'anno prima e poi rivalutare quello classico fino a 3 anni fa come "innovativo" e "selettivo".

 

Voto 7 a Frank Schleck: cade nella prima parte di gara. Ricordando al mondo che è ancora un ciclista nonostante rubi lo stipendio più del preparatore atletico del Milan

 

Voto 6 a Chris Froome: presente alla Fleche per provare i punti dove dovrà cadere al Tour. Gli riesce perfettamente

 

Voto 5 al blackout: immagini saltate in tutto il mondo all'arrivo per un calo di tensione ai generatori. Pare che Bulbarelli abbia scambiato i cavi dell'elettricità per spaghetti al nero di seppia.

 

Voto 4 al Cunego Fans Club: dalla trasferta annuale a Liegi a quella sull'appennino per vedere il proprio beniamino sconfitto da Pirazzi. Ragazzi, vi siamo vicini.

 

Voto 3 a Riccardo Magrini: anche oggi esaltazioni per l'Astana davanti ai -70, segno che Nibali stava benissimo ed era pronto a vincere. Inspiegabile perché i cronisti di Eurosport si bagnino più ad una inquadratura di Nibali che a quella di una bella figa

 

Voto 2 al tecnico del suono Rai Sport: strane...ane..ane... interferenze...enze...enze... nel finale...ale....ale... pare che si siano addirittura sentite alcune frasi sensate da parte di Beppe Conti

 

Voto 1 a Philippe Gilbert: non pervenuto. Si dice che cambierà il proprio nome in Damiano

 

Voto 0 a Simon Gerrans: non era mai caduto in carriera. Mai. Poi un bel giorno FrancescoPalma​ ci ha messo su un euro come vincitore della Liegi.

 

Menzione d'onore a Gigilasegaperenne: prende il primo scatto da lontano dopo 48 anni di Valverde. Fatevi dare 6 numeri al lotto, che è la volta buona.

 

*salvo controllo antidoping positivo

Link to comment
Share on other sites

il bello delle classiche era proprio l'incertezza,dove per vincere ci voleva anche fantasia.

non dico ai tempi di merchx,ma solo pochi anni fa la liegi era molto più movimenta,i grandi favoriti si muovevano già sulla roche au foucons.

Oggi le classiche ormai hanno un canovaccio fisso.

 

Valverde oggi era il più forte,ma si sapeva già dalla partenza e non hanno fatto quasi nulla per metterlo in difficoltà.

Rodriguez pensava di vincere la liegi in volata?ormai si corre più per il piazzamento.

 

due cose, la prima:

 

1) cosa ci aspettavamo? visto l'andazzo degli ultimi anni, sinceramente, io non mi aspettavo né più né meno della corsa che è venuta fuori: nulla sulla Redoute, seconde linee sulla Roche, un po' di bagarre sul Saint-Nicolas e scontro finale ad Ans

 

2) la Katusha secondo me s'è mossa bene: Caruso davanti tirava ma con riserva, intanto però se fosse arrivato quel terzetto, se li sarebbe mangiati e avrebbe vinto lui; e anche nel finale Moreno e Purito hanno messo in mezzo Valverde, poi Rodriguez gli si è incollato alla ruota quando il Movistar ha dovuto per forza rompere gli indugi e insomma, tatticamente avevano fatto tutto quel che dovevano fare: se poi, purtroppo, Purito non ha più le gambe di una volta, c'è poco da fare.

 

Anche l'Astana ha fatto quel che doveva, non avendo in realtà un grosso favorito: casino da lontano con corridori forti come Scarponi e Kangert, e credo che l'idea fosse quella di muoversi con Nibali sulla Redoute, se Vincenzo non fosse rimasto impantanato nella caduta subito prima. Poi, nel finale, non vedo come i celesti potessero essere un fattore.

 

La Etixx ha corso benissimo, dovendo correre per arrivare in volata e non certo per fare corsa dura, dato che sia Kwiatek sia Alaphilippe non hanno le caratteristiche per fare il vuoto sugli strappi, e sono veloci. Bravissimo pure Stybar.

 

Orica e Cannondale hanno perso i rispettivi capitani nelle cadute, la Sky non ha portato una squadra all'altezza di Henao, ma forse non ha proprio i corridori per questo tipo di corse (Poels c'era?)

 

La Tinkoff aveva giusto Kreuziger ed il ceco è stato uno dei più positivi, all'attacco da lontano e poi pure piazzato nel finale.

 

La Bmc in effetti ha pasticciato, ma il problema nel loro caso è che non avevano il cavallo vincente: Gilbert incerottato, Teuns ancora acerbo, Sanchez al contrario "troppo maturo", Van Garderen inadatto ed Hermans evidentemente scarico di Brabante e Amstel.

 

Insomma, non vedo quale grossa squadra debba essere messa sul banco degli imputati: Valverde è stato giustamente messo in mezzo nel finale, ma ne ha avuto di più e ha avuto la freddezza di muoversi al momento giusto. Chapeau!

 

EDIT: gli unici che potevano inventarsi qualcosa, in effetti, erano gli Ag2r. Anche se non considero ancora Betancur un corridore degno di questo nome, infatti, almeno Pozzovivo e Bardet potevano evitare di fare gara parallella e uno dei due poteva muoversi prima. Che poi Bardet il naso fuori sulla Roche lo ha anche messo, ma è rimbalzato. Pozzovivo invece ha sbagliato ad aspettare Ans dove sapeva di essere battuto da Valverde (e non solo da lui). Doveva provarci sul Saint Nicolas, se ne aveva. E poi non ho capito perché non hanno nemmeno portato Vuillermoz.

Edited by smec-easyjet
Link to comment
Share on other sites

Liege - Bastogne - Liege e Fleche Wallone - Le pagelline

Voto 9 a Vincenzo Nibali: vero vincitore morale. Senza i suoi attacchi le gare sarebbero state noiose, inutili e prive di senso. Ha provato la vittoria come solo i grandi fanno. Solo una trentina di carneadi gliel'han negata.

 

Voto 2 al tecnico del suono Rai Sport: strane...ane..ane... interferenze...enze...enze... nel finale...ale....ale... pare che si siano addirittura sentite alcune frasi sensate da parte di Beppe Conti

 

Nibali ultimamente fa attacchi alla Pirazzi. Bohhh..

 

Per 10 minuti il tecnico della Rai non ha capito niente. :hihi:

Link to comment
Share on other sites

Nibali ultimamente fa attacchi alla Pirazzi.

Credo che l'analisi di smec, che condivido, spieghi anche questo.

Poi se il cliché, originale come i mocassini con le nappe, dell'attacco alla pirazzi si confermerà nel tempo all'altezza della condotta tattica alla Valverde, mi preparo a ridacchiare. :wink:

Link to comment
Share on other sites

a proposito di Valverde, ora me la passate l'affermazione che è superiore anche a Gilbert? secondo me lo era anche prima e da oggi, con 3LIEGI3 vinte nell'arco di 9 anni, lo è incommensurabilmente: anche se gli mancano Lombardia e Mondiale, ma proprio per la sua longevità e per la sua capacità di vincere anche quando non era il più forte (ok, oggi e mercoledì scorso lo era, ma non così tanto come il Gilbert 2011, per dire).

Se ci pensate, Gilbert, ha saputo vincere solo quando è stato dominante: e anche questo la dice lunga sulla presunta incapacità tattica di Valverde e sul fatto che, forse, anche da questo punto di vista il vallone gli sia stato inferiore, dal momento che non mi ricordo una sua vittoria importante che sia stata il frutto del tempismo anziché della semplice e netta superiorità.

 

Ovviamente sul giudizio che do di Gilbert non pensa minimamente la corsa odierna, condizionata dalla caduta della Freccia :wink:

Link to comment
Share on other sites

Parlando come sempre di italiani, che continuano nel loro digiuno di monumento, la prova di ieri è stata parzialmente positiva solo per il fatto di aver piazzato 4 atleti nei primi 25. Il piazzamento del migliore nei nostri è il peggiore da alcuni anni a questa parte e soprattutto le facce che vediamo lì davanti sono sempre le stesse, quindi l'età media cresce enormemente. Se quindi sul pavé possiamo chiederci come andrebbe se qualcuno dei giovani italiani fossero libero da impegni di gregariato, qui si muove pochissimo e si annunciano annate ancora meno luminose. Volendo trovare un motivo di ottimismo, la prova di Formolo è stata discreta

Link to comment
Share on other sites

BASTA, BASTA, BASTA, BASTA, BASTAAAAA!!!!!

 

non ce l'ho con Ian ma con l'articolo di Eugenio Capodacqua, su Repubblica, con cui viene raccontata la Liegi di ieri. Nello spoiler trovate l'incipit:

 

LAPAURAf a 90. Anzi, 230. Sono i km che hanno portato il plotone dei migliori della “Liegi-Bastogne-Liegi”ai piedi della terz’ultima delle 10 impennate che rendono la “doyenne” corsa più dura e affascinante del calendario mondiale. Praticamente senza scossoni. E quando domina la paura di osare, la vittoria diventa affare degli opportunisti. Alejandro Valverde, 35enne stagionato di Las Llumbreras, è un volpone dalle mille risorse, oltre avere un passato nebuloso di vicende doping e squalifiche (scontate). E, quanto ad opportunismo, non ha rivali.
Sul rettilineo di Ans ha dimostrato anche di essere il più forte. Sua la “Liegi” n. 101, dopo aver stracciato la concorrenza solo tre giorni fa nella “Freccia Vallone”. Una doppietta prestigiosa. Che fa riflettere anche il tifoso meno avveduto. «Ma se questo qui vince così tanto adesso che non è giovanissimo, perché in passato si dopava?». Qui si potrebbe scatenare una querelle infinita. C'è perfino chi sostiene che gli effetti dei mutamenti fisici indotti dal doping durino fino ad un decennio. Teorie da social network, ma fa effetto vedere un 35enne bruciare un giovane di belle speranze, come il francesino Julian Alaphilippe che a soli 21 anni, si permette il lusso di insidiare fino in fondo il furbo spagnolo.

 

ovvio che passa il concetto che il doping è solo nel ciclismo; ovvio, se pur parlando di un corridore stra-noto e del quale si è già detto tutto, come Valverde, si sente l'esigenza di ricordare ad ogni occasione la sua squalifica vecchia ormai di 4 anni e mezzo (e per fatti risalenti ad un decennio fa); ovvio se si dà ancora voce a quelle che lo stesso giornalista definisce "chiacchiera da social network", ma che intanto non si fa scrupoli a citare per gettare un altro po' di fango a gratis. Del tutto gratuito.

Link to comment
Share on other sites

Capodacqua fu indimenticabile quando anni fa rivolse la sua attenzione a Nibali, si beccò una querela e, a dispetto di articoli di ritrattazione e lecchinaggio, dovette sborsare un bel po' di soldi. Gli va bene che Valverde probabilmente non l'ha mai sentito nominare, altrimenti anche qui cambierebbe registro, da grande uomo qual è :P

Link to comment
Share on other sites

BASTA, BASTA, BASTA, BASTA, BASTAAAAA!!!!!

 

non ce l'ho con Ian ma con l'articolo di Eugenio Capodacqua, su Repubblica, con cui viene raccontata la Liegi di ieri. Nello spoiler trovate l'incipit:

 

LAPAURAf a 90. Anzi, 230. Sono i km che hanno portato il plotone dei migliori della “Liegi-Bastogne-Liegi”ai piedi della terz’ultima delle 10 impennate che rendono la “doyenne” corsa più dura e affascinante del calendario mondiale. Praticamente senza scossoni. E quando domina la paura di osare, la vittoria diventa affare degli opportunisti. Alejandro Valverde, 35enne stagionato di Las Llumbreras, è un volpone dalle mille risorse, oltre avere un passato nebuloso di vicende doping e squalifiche (scontate). E, quanto ad opportunismo, non ha rivali.

Sul rettilineo di Ans ha dimostrato anche di essere il più forte. Sua la “Liegi” n. 101, dopo aver stracciato la concorrenza solo tre giorni fa nella “Freccia Vallone”. Una doppietta prestigiosa. Che fa riflettere anche il tifoso meno avveduto. «Ma se questo qui vince così tanto adesso che non è giovanissimo, perché in passato si dopava?». Qui si potrebbe scatenare una querelle infinita. C'è perfino chi sostiene che gli effetti dei mutamenti fisici indotti dal doping durino fino ad un decennio. Teorie da social network, ma fa effetto vedere un 35enne bruciare un giovane di belle speranze, come il francesino Julian Alaphilippe che a soli 21 anni, si permette il lusso di insidiare fino in fondo il furbo spagnolo.

 

ovvio che passa il concetto che il doping è solo nel ciclismo; ovvio, se pur parlando di un corridore stra-noto e del quale si è già detto tutto, come Valverde, si sente l'esigenza di ricordare ad ogni occasione la sua squalifica vecchia ormai di 4 anni e mezzo (e per fatti risalenti ad un decennio fa); ovvio se si dà ancora voce a quelle che lo stesso giornalista definisce "chiacchiera da social network", ma che intanto non si fa scrupoli a citare per gettare un altro po' di fango a gratis. Del tutto gratuito.

 

Mamma mia. Vince quello ed è dopato,vince quell'altro ed è dopato. Certi giornalisti non sanno cosa scrivere e tirano fuori delle ca**ate incredibili!

Edited by MK2011
Link to comment
Share on other sites

il bello delle classiche era proprio l'incertezza,dove per vincere ci voleva anche fantasia.

non dico ai tempi di merchx,ma solo pochi anni fa la liegi era molto più movimenta,i grandi favoriti si muovevano già sulla roche au foucons.

Oggi le classiche ormai hanno un canovaccio fisso.

 

Valverde oggi era il più forte,ma si sapeva già dalla partenza e non hanno fatto quasi nulla per metterlo in difficoltà.

Rodriguez pensava di vincere la liegi in volata?ormai si corre più per il piazzamento.

 

 

due cose, la prima:

 

1) cosa ci aspettavamo? visto l'andazzo degli ultimi anni, sinceramente, io non mi aspettavo né più né meno della corsa che è venuta fuori: nulla sulla Redoute, seconde linee sulla Roche, un po' di bagarre sul Saint-Nicolas e scontro finale ad Ans

 

2) la Katusha secondo me s'è mossa bene: Caruso davanti tirava ma con riserva, intanto però se fosse arrivato quel terzetto, se li sarebbe mangiati e avrebbe vinto lui; e anche nel finale Moreno e Purito hanno messo in mezzo Valverde, poi Rodriguez gli si è incollato alla ruota quando il Movistar ha dovuto per forza rompere gli indugi e insomma, tatticamente avevano fatto tutto quel che dovevano fare: se poi, purtroppo, Purito non ha più le gambe di una volta, c'è poco da fare.

 

Anche l'Astana ha fatto quel che doveva, non avendo in realtà un grosso favorito: casino da lontano con corridori forti come Scarponi e Kangert, e credo che l'idea fosse quella di muoversi con Nibali sulla Redoute, se Vincenzo non fosse rimasto impantanato nella caduta subito prima. Poi, nel finale, non vedo come i celesti potessero essere un fattore.

 

La Etixx ha corso benissimo, dovendo correre per arrivare in volata e non certo per fare corsa dura, dato che sia Kwiatek sia Alaphilippe non hanno le caratteristiche per fare il vuoto sugli strappi, e sono veloci. Bravissimo pure Stybar.

 

Orica e Cannondale hanno perso i rispettivi capitani nelle cadute, la Sky non ha portato una squadra all'altezza di Henao, ma forse non ha proprio i corridori per questo tipo di corse (Poels c'era?)

 

La Tinkoff aveva giusto Kreuziger ed il ceco è stato uno dei più positivi, all'attacco da lontano e poi pure piazzato nel finale.

 

La Bmc in effetti ha pasticciato, ma il problema nel loro caso è che non avevano il cavallo vincente: Gilbert incerottato, Teuns ancora acerbo, Sanchez al contrario "troppo maturo", Van Garderen inadatto ed Hermans evidentemente scarico di Brabante e Amstel.

 

Insomma, non vedo quale grossa squadra debba essere messa sul banco degli imputati: Valverde è stato giustamente messo in mezzo nel finale, ma ne ha avuto di più e ha avuto la freddezza di muoversi al momento giusto. Chapeau!

 

EDIT: gli unici che potevano inventarsi qualcosa, in effetti, erano gli Ag2r. Anche se non considero ancora Betancur un corridore degno di questo nome, infatti, almeno Pozzovivo e Bardet potevano evitare di fare gara parallella e uno dei due poteva muoversi prima. Che poi Bardet il naso fuori sulla Roche lo ha anche messo, ma è rimbalzato. Pozzovivo invece ha sbagliato ad aspettare Ans dove sapeva di essere battuto da Valverde (e non solo da lui). Doveva provarci sul Saint Nicolas, se ne aveva. E poi non ho capito perché non hanno nemmeno portato Vuillermoz.

 

Quoto entrambi i messaggi per comodità, per non dover scrivere una cosa in risposta a uno e l'altra in risposta all'altro.

 

Per quanto riguarda la questione spettacolo, penso che tutti siamo ormai stati scottati così tante volte che non ci aspettiamo più fuoco e fiamme nelle ultime due ore di corsa. Il fatto che bene o male il canovaccio sia stato quello che si poteva ipotizzare, però, non esclude che lo spettacolo sia stato comunque piuttosto scadente. Ok la fiammata a 80 km dall'arrivo, ma poi è stata la solita corsa sonnolenta, in cui nemmeno per un momento si è avuta la sensazione che uno dei (pochi) scatti prodotti potesse effettivamente essere decisivo.

Il fatto che ormai ci si attenda questo tipo di corsa, semmai, aggrava la situazione (posto che, a differenza di altri, io non ho trovato così orride le classiche del pavé).

 

Sulla Katusha io sono un po' più critico. Caruso se lo sono giocato sulla Roche-aux-Faucons e va bene, ma non capisco il senso di tenersi i due uomini di punta per l'ultimo chilometro (Moreno in effetti era entrato nel gruppetto alle spalle di Fuglsang-Kreuziger-Caruso, restando comunque sempre a ruota). D'accordo che Valverde è stato impeccabile e quasi geniale nella scelta di rimandare l'inseguimento a Moreno, ma anche se si fosse prestato al gioco della Katusha e lo avesse raggiunto subito, cosa avrebbero potuto ottenere, realisticamente? Di certo Valverde non avrebbe lasciato andare Purito in caso di attacco in contropiede. Magari avrebbe vinto Alaphilippe, Rui Costa o chi per lui per sfinimento di Valverde, ma ben difficilmente avrebbe vinto Rodriguez.

In generale, io trovo assurdo presentarsi con 3 carte da giocarsi e tenerne due per gli ultimi 1200 metri. Specialmente perché è sì vero che non è colpa di nessuno se Rodriguez non ha la gamba dei giorni migliori, ma è vero anche che la cosa non è una sorpresa per nessuno. La condizione attuale di Purito l'avevamo valutata un po' tutti correttamente già prima della Liegi (anzi, forse io mi aspettavo che andasse anche un pochino più piano), e di certo ancor meglio la potevano valutare in Katusha. Che Rodriguez perdesse da Valverde in volata era quasi una certezza matematica. Ragion per cui, forse, sarebbe valsa la pena di provare qualcosa di diverso prima, anche se con l'ovvio pericolo di non raccogliere neppure un piazzamento.

 

Katusha e Astana a parte, poi, credo che potessero osare di più squadre tipo la Ag2r (come dicevi del resto tu) e la Sky (che magari non aveva una corazzata, ma aveva comunque due corridori come Henao e Nordhaug che sono arrivati 7° e 12° e hanno messo assieme uno scatto in due).

 

Detto tutto ciò, poi, è chiaro che Valverde ha vinto perché era più forte degli altri e non perché in gruppo sono tutti fessi. Avrebbe potuto perdere solo se la corsa avesse preso una piega strana e avesse cessato di diventare solamente una questione di gambe, voce alla quale era nettamente superiore alla concorrenza.

Link to comment
Share on other sites

Io ritengo che quella della katusha sia una mossa riuscita per metà. Moreno con il suo forcing non doveva staccare gli altri, bensì farsi contrattaccare per permettere a Purito di contrattaccare a sua volta. Poi quando nessuno ha retto, Purito ha dovuto aspettare per non portarsi dietro Valverde. Quindi Valverde è partito quando Purito non avrebbe potuto contrattaccare, per mancanza di terreno e tempo, così sono rimasti fregati, ma la strategia non mi sembrava pessima.

Link to comment
Share on other sites

ripeto, secondo me la Katusha se l'è giocata bene, nel senso che era giusto muovere una pedina dalla media distanza (Roche) e ci stava tenerne due su Ans per mettere in mezzo Valverde (cosa che stava effettivamente per riuscirgli). Quindi niente da dire sull'aver tenuto Moreno, che anzi stava quasi per farcela.

 

Se vogliamo dirla tutta, secondo me, si potevano invertire Purito con Caruso, nel senso che il siciliano mi sembrava molto più in forma del catalano, e lo aveva già dimostrato tra Amstel e Freccia, oltre che l'anno scorso. Senza contare che un Purito che si muove già sulla Roche causa molto più sconquasso in gruppo, e quindi chissà.

 

Però, ci sono due però: il primo è che la presenza di un Purito Rodríguez nel gruppetto degli attaccanti (per quanto Purito abbia ormai i suoi anni) probabilmente avrebbe avuto l'effetto di indurre gli altri fuggitivi a non collaborare. E il secondo è che il peso di Purito all'interno della Katusha è (anche giustamente, o per lo meno comprensibilmente: per quello che ha fatto e per quello che guadagna) ben superiore a quello di Caruso; oltretutto era realisticamente l'ultima occasione nella vita di Rodríguez per vincere finalmente la Liegi, e ci stava che volesse provarsela nel finale.

 

Dico questo perché, appunto, Rodríguez è talmente leggero che anche negli anni belli, ben difficilmente, avrebbe potuto vincere una Liegi salutando tutti sulla Roche. Tutt'al più poteva muoversi sul Saint Nicolas, vero, rimane il fatto che su quella côte c'era ancora troppa gente e sicuramente qualcuno sarebbe andato a chiudere (Etixx, Sky, Movistar e Ag2r avevano tutte almeno un paio di uomini a disposizione).

 

E guardate che il giochetto ad Ans stava davvero per riuscirgli: non è vero che la Katusha se la sia voluta giocare in volata contro Valverde. È vero, al contrario, che hanno provato metterlo in mezzo: perché quando Valverde si è mosso per andare a chiudere su Moreno ha fatto un bel fuorigiri, e se Purito fosse stato non dico al 100% del suo potenziale, ma anche solo al 90%, una volta presa la ruota del murciano avrebbe anche potuto saltarlo e andare via. Che poi, appunto, considerata la poca benzina nel serbatoio di tutti (troppo poca per provarci anche solo sul Saint-Nicolas) penso fosse esattamente questa la strategia studiata a tavolino: strategia che poi hanno messo in pratica, ma che non è riuscita solo per limiti atletici del 36enne :( Purito. E quindi, davvero, direi zero rimpianti in Katusha.

Link to comment
Share on other sites

aggiungo che la Liegi di ieri ha dimostrato per l'ennesima volta (se mai ce ne fosse stato bisogno, dopo i precedenti di 2013 e 2014), che in un ciclismo sempre più attendista anche nelle classiche, l'arrivo in cima ad Ans castra tutto quel che può succedere prima, e che quindi bisognerebbe tornare ad arrivare in centro a Liegi con il Saint Nicolas come ultima côte. Sono convinto, infatti, che questa "semplificazione" del finale non avrebbe affatto l'effetto di aumentare i tanto vituperati "s.t." nell'ordineti d'arrivo. Tutt'altro.

 

Perché le differenze grosse ormai si fanno DOPO il fuorigiri che, invece, per tutti i corridori di vertice comporta ormai all'incirca la stessa capacità di fare la differenza. Mi spiego meglio: ormai è chiaro che tutti aspettano l'ultimo momento utile per sparare la loro cartuccia e quindi, se quel momento è all'ultimo km (Ans) è chiaro che NON ci potranno essere differenze tra i big, se non nell'ordine di al massimo due-tre secondi. Se, invece, l'ultimo punto clou è a 3-4 km dall'arrivo (Saint-Nicolas), allora quelli che sanno di essere battuti in volata sanno che dovranno dare tutto in quel punto. Allo stesso modo, quelli che vogliono arrivare in volata sanno che dovranno dare tutto per rimanere agganciati a chi attacca, perché poi dopo non c'è nè lo spazio per recuperare, né c'è la possibilità di fare affidamento sui gregari (perchè un capitano può avere dei compagni su cui contare dopo il Poggio, difficilmente può averli dopo un Saint-Nicolas fatto alla morte). Oggi, invece, se attacchi sul Saint-Nicolas devi cmq tenere qualche riserva nel motore, altrimenti ti pianti non appena ricomincia Ans.

 

E quindi, nell'ipotesi senza Ans: se anche in cima al Saint Nicolas dovesse ancora esserci un gruppetto di 8-10 corridori, sarebbe un gruppetto di corridori al gancio, senza compagni di squadra o quasi: sarebbe un tutti contro tutti nel quale si aprirerebbero possibilità per attacchi da finisseur, mentre oggi in cima al Saint Nicolas la corsa è ancora chiusa per la presenza dei Caruso e dei Visconti che tirano a tutta, con i capitani a ruota in attesa di Ans. E questo uccide definitivamente lo spettacolo, secondo me.

Edited by smec-easyjet
Link to comment
Share on other sites

Aggiungo che variare ciclicamente i percorsi, almeno in misura lieve, può togliere punti di riferimento.

Se ben ci pensiamo prima dell'inserimento della R.a.F. si erano susseguite alcune edizioni non così esaltanti o comunque decise per lo più nel finale. Da lì in avanti sono arrivati gli attacchi di Andy, Vino+Kolobnev, Gilbert+i fratelli, Nibali (+Iglinsky partito sul S.Nicolas)

Ora corridori e squadre hanno preso le misure, direi nettamente negli ultimi 3 anni, quindi più che indurire all'infinito la corsa, bisogna cercare di toglierle prevedibilità cercando di spostare la posizione di quelli che sono i punti decisivi. E in aggiunta a questo riduzione a 6 uomini per squadra, tanto per cominciare.

Link to comment
Share on other sites

Aggiungo che variare ciclicamente i percorsi, almeno in misura lieve, può togliere punti di riferimento.

Se ben ci pensiamo prima dell'inserimento della R.a.F. si erano susseguite alcune edizioni non così esaltanti o comunque decise per lo più nel finale. Da lì in avanti sono arrivati gli attacchi di Andy, Vino+Kolobnev, Gilbert+i fratelli, Nibali (+Iglinsky partito sul S.Nicolas)

Ora corridori e squadre hanno preso le misure, direi nettamente negli ultimi 3 anni, quindi più che indurire all'infinito la corsa, bisogna cercare di toglierle prevedibilità cercando di spostare la posizione di quelli che sono i punti decisivi. E in aggiunta a questo riduzione a 6 uomini per squadra, tanto per cominciare.

 

Aggiungo che variare ciclicamente i percorsi, almeno in misura lieve, può togliere punti di riferimento.

Se ben ci pensiamo prima dell'inserimento della R.a.F. si erano susseguite alcune edizioni non così esaltanti o comunque decise per lo più nel finale. Da lì in avanti sono arrivati gli attacchi di Andy, Vino+Kolobnev, Gilbert+i fratelli, Nibali (+Iglinsky partito sul S.Nicolas)

Ora corridori e squadre hanno preso le misure, direi nettamente negli ultimi 3 anni, quindi più che indurire all'infinito la corsa, bisogna cercare di toglierle prevedibilità cercando di spostare la posizione di quelli che sono i punti decisivi. E in aggiunta a questo riduzione a 6 uomini per squadra, tanto per cominciare.

 

Sul variare ciclicamente (anche se di poco: nel senso, senza stravolgerli; però in maniera sostanziale intervenendo sugli ultimi 15 km, perché non serve a un tubo spostare la Redoute dai -45 ai -35 km, per dire) i percorsi sfondi una porta aperta: sia per renderle di volta in volta più spettacolari, sia per aprire il pronostico di una certa gara ad un più ampio ventaglio di corridori nell'arco della stessa generazione.

 

Alla riduzione dei corridori penso si arriverà per un motivo molto semplice: se mi basta portarne 6 alle classiche e 7-8 ai GT, posso costruire squadre WT con 20-22 corridori, risparmiando notevolmente sugli ingaggi. Che poi, con tutte le squadre che chiudono, questo possa portare ad un esubero di corridori che neanche gli esodati della Fornero, è un altro discorso :P

 

(anche perché se si riduce il numero di corridori, non si può lo stesso aumentare quello delle squadre al via come pensavo fino ad un po' di tempo fa: significherebbe avere ulteriori mezzi motorizzati al seguito, tra ammiraglie  e moto dei media - perché ciascuna squadra in più proveniente da una nazione in più, porta il suo codazzo di giornalisti e fotografi - e quindi ulteriore rischio di cadute; perché il vero elemento di pericolosità nel ciclismo di oggi è dato dai troppi mezzi al seguito, non certo dal numero di corridori in gruppo: se anche si corresse in 50, il problema si ha quando in un tratto di strada stretta è pieno di auto e di moto, e non di corridori che, oltre un tot per metro quadro, non possono essere, a prescindere dal numero di partenti).

Link to comment
Share on other sites

ripeto, secondo me la Katusha se l'è giocata bene, nel senso che era giusto muovere una pedina dalla media distanza (Roche) e ci stava tenerne due su Ans per mettere in mezzo Valverde (cosa che stava effettivamente per riuscirgli). Quindi niente da dire sull'aver tenuto Moreno, che anzi stava quasi per farcela.

 

Se vogliamo dirla tutta, secondo me, si potevano invertire Purito con Caruso, nel senso che il siciliano mi sembrava molto più in forma del catalano, e lo aveva già dimostrato tra Amstel e Freccia, oltre che l'anno scorso. Senza contare che un Purito che si muove già sulla Roche causa molto più sconquasso in gruppo, e quindi chissà.

 

Però, ci sono due però: il primo è che la presenza di un Purito Rodríguez nel gruppetto degli attaccanti (per quanto Purito abbia ormai i suoi anni) probabilmente avrebbe avuto l'effetto di indurre gli altri fuggitivi a non collaborare. E il secondo è che il peso di Purito all'interno della Katusha è (anche giustamente, o per lo meno comprensibilmente: per quello che ha fatto e per quello che guadagna) ben superiore a quello di Caruso; oltretutto era realisticamente l'ultima occasione nella vita di Rodríguez per vincere finalmente la Liegi, e ci stava che volesse provarsela nel finale.

 

Dico questo perché, appunto, Rodríguez è talmente leggero che anche negli anni belli, ben difficilmente, avrebbe potuto vincere una Liegi salutando tutti sulla Roche. Tutt'al più poteva muoversi sul Saint Nicolas, vero, rimane il fatto che su quella côte c'era ancora troppa gente e sicuramente qualcuno sarebbe andato a chiudere (Etixx, Sky, Movistar e Ag2r avevano tutte almeno un paio di uomini a disposizione).

 

E guardate che il giochetto ad Ans stava davvero per riuscirgli: non è vero che la Katusha se la sia voluta giocare in volata contro Valverde. È vero, al contrario, che hanno provato metterlo in mezzo: perché quando Valverde si è mosso per andare a chiudere su Moreno ha fatto un bel fuorigiri, e se Purito fosse stato non dico al 100% del suo potenziale, ma anche solo al 90%, una volta presa la ruota del murciano avrebbe anche potuto saltarlo e andare via. Che poi, appunto, considerata la poca benzina nel serbatoio di tutti (troppo poca per provarci anche solo sul Saint-Nicolas) penso fosse esattamente questa la strategia studiata a tavolino: strategia che poi hanno messo in pratica, ma che non è riuscita solo per limiti atletici del 36enne :( Purito. E quindi, davvero, direi zero rimpianti in Katusha.

 

Io sinceramente sul tenere i due corridori per Ans ho molti dubbi. Come dicevo prima, secondo me al massimo avrebbero potuto far perdere Valverde. Ipotesi: Moreno parte, Valverde lo va a prendere subito, Rodriguez riparte in contropiede. Valverde credo non avrebbe esitato un istante ad inseguire anche lui. I casi a quel punto sono due: o Valverde è talmente forte che vince ancora in volata, oppure è cotto e la volata la vince un altro, che però ben difficilmente può essere Purito o Moreno.

 

E' chiaro che lo schema è molto semplicistico e che la realtà sarebbe stata molto più complessa, ma in generale faccio fatica ad immaginare uno scenario in cui a vincere potesse essere uno tra Purito e Moreno.

 

Detto ciò, hai perfettamente ragione sul fatto che la Katusha non se l'è giocata in volata, mi sono probabilmente espresso male io. Penso che il piano fosse - per l'appunto - quello di lanciare Moreno e poi Rodriguez subito dopo la replica di Valverde, la cui genialità è stata proprio nel posporre il recupero sul primo finché non ha avuto più il tempo materiale per anticiparlo.

 

Concordo sulla generale mancanza di benzina, sul Saint-Nicolas mi sono sembrati un po' tutti alla frutta malgrado quasi nessuno si fosse mosso in prima persona.

 

aggiungo che la Liegi di ieri ha dimostrato per l'ennesima volta (se mai ce ne fosse stato bisogno, dopo i precedenti di 2013 e 2014), che in un ciclismo sempre più attendista anche nelle classiche, l'arrivo in cima ad Ans castra tutto quel che può succedere prima, e che quindi bisognerebbe tornare ad arrivare in centro a Liegi con il Saint Nicolas come ultima côte. Sono convinto, infatti, che questa "semplificazione" del finale non avrebbe affatto l'effetto di aumentare i tanto vituperati "s.t." nell'ordineti d'arrivo. Tutt'altro.

 

Perché le differenze grosse ormai si fanno DOPO il fuorigiri che, invece, per tutti i corridori di vertice comporta ormai all'incirca la stessa capacità di fare la differenza. Mi spiego meglio: ormai è chiaro che tutti aspettano l'ultimo momento utile per sparare la loro cartuccia e quindi, se quel momento è all'ultimo km (Ans) è chiaro che NON ci potranno essere differenze tra i big, se non nell'ordine di al massimo due-tre secondi. Se, invece, l'ultimo punto clou è a 3-4 km dall'arrivo (Saint-Nicolas), allora quelli che sanno di essere battuti in volata sanno che dovranno dare tutto in quel punto. Allo stesso modo, quelli che vogliono arrivare in volata sanno che dovranno dare tutto per rimanere agganciati a chi attacca, perché poi dopo non c'è nè lo spazio per recuperare, né c'è la possibilità di fare affidamento sui gregari (perchè un capitano può avere dei compagni su cui contare dopo il Poggio, difficilmente può averli dopo un Saint-Nicolas fatto alla morte). Oggi, invece, se attacchi sul Saint-Nicolas devi cmq tenere qualche riserva nel motore, altrimenti ti pianti non appena ricomincia Ans.

 

E quindi, nell'ipotesi senza Ans: se anche in cima al Saint Nicolas dovesse ancora esserci un gruppetto di 8-10 corridori, sarebbe un gruppetto di corridori al gancio, senza compagni di squadra o quasi: sarebbe un tutti contro tutti nel quale si aprirerebbero possibilità per attacchi da finisseur, mentre oggi in cima al Saint Nicolas la corsa è ancora chiusa per la presenza dei Caruso e dei Visconti che tirano a tutta, con i capitani a ruota in attesa di Ans. E questo uccide definitivamente lo spettacolo, secondo me.

 

 

Aggiungo che variare ciclicamente i percorsi, almeno in misura lieve, può togliere punti di riferimento.

Se ben ci pensiamo prima dell'inserimento della R.a.F. si erano susseguite alcune edizioni non così esaltanti o comunque decise per lo più nel finale. Da lì in avanti sono arrivati gli attacchi di Andy, Vino+Kolobnev, Gilbert+i fratelli, Nibali (+Iglinsky partito sul S.Nicolas)

Ora corridori e squadre hanno preso le misure, direi nettamente negli ultimi 3 anni, quindi più che indurire all'infinito la corsa, bisogna cercare di toglierle prevedibilità cercando di spostare la posizione di quelli che sono i punti decisivi. E in aggiunta a questo riduzione a 6 uomini per squadra, tanto per cominciare.

 

Sulla questione percorsi sono perfettamente d'accordo. Tra l'altro le opzioni per la Liegi sarebbero moltissime (in questo senso emmea ha fatto un notevole lavoro di scouting per un ben noto sito  :) ). A questo proposito, attendo il percorso del Lombardia con un misto di curiosità e preoccupazione.

Link to comment
Share on other sites

Io sinceramente sul tenere i due corridori per Ans ho molti dubbi. Come dicevo prima, secondo me al massimo avrebbero potuto far perdere Valverde. Ipotesi: Moreno parte, Valverde lo va a prendere subito, Rodriguez riparte in contropiede. Valverde credo non avrebbe esitato un istante ad inseguire anche lui. I casi a quel punto sono due: o Valverde è talmente forte che vince ancora in volata, oppure è cotto e la volata la vince un altro, che però ben difficilmente può essere Purito o Moreno.

 

E' chiaro che lo schema è molto semplicistico e che la realtà sarebbe stata molto più complessa, ma in generale faccio fatica ad immaginare uno scenario in cui a vincere potesse essere uno tra Purito e Moreno.

 

Detto ciò, hai perfettamente ragione sul fatto che la Katusha non se l'è giocata in volata, mi sono probabilmente espresso male io. Penso che il piano fosse - per l'appunto - quello di lanciare Moreno e poi Rodriguez subito dopo la replica di Valverde, la cui genialità è stata proprio nel posporre il recupero sul primo finché non ha avuto più il tempo materiale per anticiparlo.

 

Concordo sulla generale mancanza di benzina, sul Saint-Nicolas mi sono sembrati un po' tutti alla frutta malgrado quasi nessuno si fosse mosso in prima persona.

 

praticamente siamo d'accordo, tranne che su un punto: che secondo te la tattica di mettere Valverde nella morsa, da parte dei Katusha, non avrebbe funzionato cmq; mentre secondo me, per quanto difficile, era l'unica soluzione possibile alla portata di questo Purito.

 

Perché davvero: questo Rodriguez ormai declinante, secondo me, non ne aveva per fare il vuoto nemmeno partendo sul Saint-Nicolas. Mentre a metterlo in mezzo ad Ans, intanto, la Katusha poteva giocarsi due carte (Moreno in prima battuta, Rodriguez in seconda) contando magari sul fatto che Valverde facesse male i suoi conti e, aspettando che fosse qualcun altro a chiudere, si lasciasse scappare Moreno.

 

Cosa che stava quasi per accadere: non so poi se dopo Valverde abbia chiarito se la sua è stata una scelta, o se dopo il buco di Meintjes abbia davvero avuto bisogno di rifiatare un attimo prima di partire. Io sono più per la prima ipotesi, ed in quel caso condivido con te che è stata una genialata la sua: perché se Valverde si fosse subito lanciato all'inseguimento di Moreno, allora davvero avrebbe potuto vincere anche questo Purito mezzo scoppiato: perché il murciano si sarebbe ritrovato ad esaurire il fuorigiri con ancora della salita davanti, e Purito avrebbe avuto (forse) lo spazio per contrattaccare.

 

Non solo: un Valverde che si muoveva subito all'inseguimento di Moreno, avrebbe provocato una maggiore selezione nel gruppetto dietro, ed in questo modo Purito si assicurava quantomeno un posto sul podio, che poi ha saputo cogliere lo stesso.

 

 

Negli ultimi 3 anni il percorso della liegi è stato cambiato 3 volte.

 

sì ma come ho scritto prima: non è facendo modifiche di dettaglio tra i meno 50 e i meno 20 dall'arrivo che cambi la sostanza di una corsa come la Liegi. La Redoute a 35 o 25 km dall'arrivo, ormai, è ininfluente allo stesso modo, se dopo mantieni Roche, Saint Nicolas e Ans. L'unico modo perché la Redoute torni ad essere decisiva, è spianare tutto quel che segue dopo o tenere, al massimo, solo una delle tre côtes successive: chissà, magari verrebbe una specie di Giro dell'Appennino come quello visto ieri, con 8 corridori a scattarsi in faccia negli ultimi 15 km.

 

Le modifiche al percorso che dico io (e penso anche quelle che intende Ian) sono piccole modifiche MA a livello di ultimissimi km, perché lo svolgimento delle corse, ormai, dipende esclusivamente da come sono disegnati i finali. E con questo non dico che, cambiando gli ultimi km, si modfica solo lo svolgimento del finale, ma che si può arrivare a condizionare l'intera ultima ora di gara. E questo proprio perché la gestione delle forze dipende da quello che i big sanno di avere di fronte: ovvio, ribadisco fino alla morte, che se ho solo una cartuccia, aspetto di spararmela ad Ans, se so che c'è quell'occasione all'ultimo km. Se invece quel trampolino non c'è, non è che mi rassegno a perdere una volata tra 30 corridori, ma provo a fare tutt'altra corsa fin da prima.

 

EDIT: mi si dirà "ma tu sei quello che non vuole la Pompeiana nel finale della Sanremo, e invece vuol rimettere le Manie a 90 km dall'arrivo". Vero, ma sono due corse completamente diverse. Alla Sanremo va salvaguardata la possibilità che a giocarsela siano tanto i "velocisti" (con tutto che Kristoff e Degenkolb non sono "solo" velocisti, ma non riapriamo questa polemica) come gli attaccanti. Alla Liegi, invece, il parco partenti è già omogeneo e i pretendenti sono tutti specialisti delle Ardenne: quindi tutta gente che, più o meno legittimamente, pensa di poter vincere staccando tutti sull'ultima côte a disposizione, visto l'andazzo degli ultimi tempi.

 

Ed è per questo che su queste due classiche faccio due ragionamenti opposti: la Sanremo va modificata da lontano per movimentarla senza snaturarla; la Liegi non corre il rischio di essere snaturata, ma va cambiato qualcosa nel finale per "scongelarla" dal canovaccio solito.

Edited by smec-easyjet
Link to comment
Share on other sites

Le modifiche al percorso che dico io (e penso anche quelle che intende Ian)

Mi sembrava di insultare l'intelligenza di chi legge nello specificare che i cambiamenti non devono riguardare il tratto prima del km zero o il percorso sino a Bastogne :P

Allora chiariamo: se al suo inserimento la Roche aux Faucons è divenuto il punto decisivo per qualche edizione (mentre ora gli attacchi, che ci sono comunque, vengono tutto sommato controllati più facilmente) significa che al limite la corsa potrebbe giovare di revisioni di lì in avanti

Link to comment
Share on other sites

  • Admininistrators

Esistono vincoli morfologici. Per andare dalla Redoute a Liegi devi metterci una cote in mezzo. O la Roche-Aux-Facons (2014) o la più dolce Colonster (2012). Al massimo puoi togliere il Saint-Nicolas.

Link to comment
Share on other sites

Esistono vincoli morfologici. Per andare dalla Redoute a Liegi devi metterci una cote in mezzo. O la Roche-Aux-Facons (2014) o la più dolce Colonster (2012). Al massimo puoi togliere il Saint-Nicolas.

Beh se non sbaglio fino agli anni 80 la Redoute era l'ultima cote, poi non so che giro facessero. Ad ogni modo il punto è un altro, e cioè che devi intervenire sugli ultimi 10 km del percorso e non sui 240 che ci sono prima, se vuoi cambiare un po' il copione.

Altrimenti, l'unica soluzione per rendere la Liegi selettiva da lontano è farli passare dallo zoo di Bastogne. Lasciando aperta la gabbia delle tigri.

Link to comment
Share on other sites

Esistono vincoli morfologici. Per andare dalla Redoute a Liegi devi metterci una cote in mezzo. O la Roche-Aux-Facons (2014) o la più dolce Colonster (2012). Al massimo puoi togliere il Saint-Nicolas.

Fino al 2008 non c'erano né l'una né l'altra per quanto ricordo, quindi mi sfugge l'ineluttabilità della scelta

E soprattutto non ho parlato di Redoute, né come ultima cote, né in generale

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now