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Disponibile Pro Cycling Manager 2024

Pro Cycling Manager 2024 e Tour de France 2024 sono finalmente disponibili
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Pista: anche in Olanda Risi e Marvulli dettano legge

Anche sulla pista di Drenthe, in Olanda, dove stanotte è scattata la Sei Giorni, gli svizzeri Bruno Risi e Franco Marvulli hanno subito iniziato ad imporre la loro legge. Già al termine della prima tappa, infatti, Risi e Marvulli hanno scavato un bel distacco su tutte le coppie avversarie, compresa quella tutta italiana formata da Marco Villa e Angelo Ciccone che pedalano in quarta posizione con un giro di distacco.

La classifica

1. Bruno Risi/Franco Marvulli (Sui/Sui) 69 pts

2. Alexander Aeschbach/Christian Grasmann (Sui/All) 36

3. Andreas Beikirch/Aart Vierhouten (All/P-B) 34

a 1 giro

4. Marco Villa/Angelo Ciccone (Ita/Ita) 36

5. Servais Knaven/Leo Van Bon (P-B/P-B) 20

a 2 giri

6. Steven De Neef/Dimitri De Fauw (BEL/BEL) 51

7. Matte Pronk/Jos Pronk (P-B/P-B) 19

a 3 giri

8. Andreas Kappes/Wim Stroetinga (All/P-B) 25

9. Gerd Dörich/Pim Ligthart (All/P-B) 11

a 4 giri

10. Tobias Baumgartner/Maxime Bally (Sui/Sui) 12

11. Bobby Traksel/Marc Hester (P-B/Dan) 10

Tuttobiciweb.it

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Donne: Gilmore esalta ancora la Menikini Selle Italia

del settimo successo su strada del 2007 e va ad impreziosire una stagione che l'ha già vista conquistare il titolo di Campionessa continentale d’Oceania. Gilmore praticamente non si ferma mai, visto che ha iniziato a gareggiare ad alto livello a gennaio. Nel 2008 la biona australiana correrà ancora nel team di patron Menichini su bici Guerciotti con l'obiettivo di conquistarsi un posto da titolare per la gara in linea delle Olimpiadi di Pechino 2008.

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FCI, il Comitato Provinciale di Milano si è dimesso per protesta

Il Consiglio Provinciale di Milano (la più importante provincia italiana in campo ciclistico con 4.920 corridori, 7.715 tesserati, 220 società, 350 corse organizzate, vincitrice nel 2007 di 14 titoli tricolori) si è dimesso in blocco. La decisione è scaturita, dopo che il Presidente Giuseppe Ardigò, uno dei dirigenti più riservati, ma dinamici e produttivi, con 31 anni di attività ciclistica alle spalle, ha rassegnato le dimissioni, a cui sono subito seguite quelle degli altri cinque consiglieri. A provocare lo scioglimento del più importante Comitato Provinciale d’Italia è stata la decisione adottata dal Consiglio Federale della Federiclo di reintegrare un consigliere, a cui era stata revocato il mandato, poiché sempre assente alle riunioni consiliari.

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Passaporto biologico, ecco i primi numeri dell'Uci, ma...

Comincia a diradarsi la nebbia attorno al passaporto biologico che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2008 e che prevede qualcosa come 8.000 prelievi ematici all’anno.

«L’Uci ha previsto di raccogliere sei campioni di sangue per corridore tra il 1° gennaio e l’inizio del Tour de France» ha spiegato la responsabile dell’antidoping dell’Uci, Anne Gripper.

Alla fine della stagione i campioni per ogni corridore saranno dodici, dieci dei quali raccolti lontano dalle competizioni.

Oltre ai corridori del ProTour, saranno tenuti sotto esame anche circa 200 corridori appartenenti alle formazioni in lizza per ottenere le wild card per il Tour de France: per loro non meno di sei campioni di sangue da raccogliere al fine di stabilire un profilo ematico individuale e se vi siano o meno delle infrazioni.

Nota: il gatto si morde la coda, ancora una volta, in casa Uci. Da anni vogliono porre limiti alla grandeur del Tour e poi lo prendono come punto di riferimento, nonostante sia ormai fuori dal calendario Uci. Ma il grave è che l’Uci ancora una volta ignora il Giro d’Italia, che viene prima del Tour, quasi fosse una corsa di infima categoria. Possibile che debba essere Angelo Zomegnan, solo e in prima persona, a battersi per avere al via del Giro squadre dotate di passaporto biologico?

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MyBike 2008, giovani alla ribalta

Saranno i giovani i protagonisti dell'edizione Mybike 2008. Con la sua manifestazione, la città di Montecatini intende promuovere l'utilizzo della bici: un messaggio di salute e di benessere, in grado di migliorare lo stile e la qualità della vita. Un concetto da divulgare soprattutto alle nuove generazioni.

È proprio in questa ottica che nei giorni scorsi, l'Assessore alla Pubblica Istruzione della città termale, Dr. Alessandro Sartoni, ha tenuto presso il proprio assessorato, una riunione alla quale hanno partecipato la Preside della Scuola Media Statale, Professoressa Levoni, la Dottoressa Zecchi, nella sua qualità di Direttrice Didattica e David Mariani, Presidente del Comitato organizzatore.

Dall'incontro, è scaturito un coinvolgimento diretto degli Istituti scolastici locali, attraverso un concorso riservato alle classi delle scuole elementari nel quale verrà premiata la classe che presenterà il miglior elaborato composto da tema più disegno, avente con oggetto la bicicletta: la sua storia, la sua evoluzione, ma anche e soprattutto, il suo futuro. La bicicletta intesa come "way of life", una risposta antica ma allo stesso tempo moderna, da mettere in contrapposizione ad una società contemporanea iperindustrializzata ed ipertecnologica. ll progetto investirà anche le scuole superiori, i cui alunni saranno però chiamati a confrontarsi individualmente, su una prova di disegno.

Grazie all'attuale sodalizio tra Mybike e "Cartagiovani", il concorso, dal titolo "Mybike, ovvero la bici mezzo storico proiettato verso il futuro", sarà esteso anche a diverse scuole extra regionali.

L'edizione 2008 di Mybike offrirà inoltre agli studenti, la possibilità di incontrare le delegazioni di giovani provenienti dalle 41 nazioni aderenti all'Eyca, composte da ragazzi di età compresa tra i 16 e i 26 anni. Un'occasione di scambio culturale tra diversi popoli, alcuni dei quali, ad elevata cultura ciclistica.

Per i più giovani, bisogna poi ricordare che le gare giovanili presenti nel programma della manifestazione, porteranno oltre 500 bambini a confrontarsi sulle suggestive strade intorno alle Terme di Montecatini. I mini-atleti gareggeranno sullo stesso percorso nel quale sabato 14 giugno, si esibiranno in notturna i big del ciclismo mondiale, molti dei quali, saranno reduci dalle fatiche del Giro d’Italia. Una Tre Giorni tutta da vivere: avvalendosi dello splendido paesaggio che la circonda, la città di Montecatini offrirà la possibilità di provare una forma di turismo sostenibile, fatta di pedalate in mezzo al verde, immersi in paradisi di storia e cultura che solo la Toscana può offrire.

Informazioni, news e programma, sono consultabili sul sito ufficiale dell’evento: www.mybikeweb.com

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Moletta non è rimasto al palo

Il corridore della Gerolsteiner prepara il 2008 dopo il grave incidente alla Milano-Sanremo 2007: "Una curva troppo forte, un ostacolo che non ho evitato". Da lì la lezione: "La voglia di soffrire si può allenare"

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Andrea Moletta tira il gruppo con Schumacher e Rebellin. Bettini

MILANO, 12 dicembre 2007 - L'avventura si era fermata al km 280, giù dalla Cipressa, alla Milano-Sanremo 2007, dove ormai Milano era un lontano ricordo e Sanremo un vicino traguardo. "Avevo sbagliato curva. Per rientrare su Pellizotti mi sono rilanciato, ma troppo forte. Così, alla successiva curva, quando mi sono piegato, ero già a metà. Troppo lungo. Ricordo di aver staccato il pedale, ricordo di aver visto un palo davanti a me, ricordo di non aver avuto il tempo per modificare la traiettoria, ricordo di aver sbattuto. Mai perso coscienza. All’inizio pensavo che il problema fosse allo sterno, o alle costole: non riuscivo più a respirare. Ma quando sono arrivati direttore sportivo e meccanico, e mi hanno gridato "sta' giù, non ti muovere", solo allora mi sono guardato la gamba destra. Il ginocchio stava da una parte, il piede dall'altra".

Eppure, per Andrea Moletta, l'avventura è ricominciata proprio da quel km 280. Che cos'è successo?

"Caricato sull'ambulanza, trasportato all'ospedale di Imperia, poi da Imperia a Castelfranco Veneto. Un'odissea. Cinque ore. Io disteso sul lettino, dolori dappertutto e il terrore di aver chiuso lì la mia carriera. Perdipiù con la testa contraria al senso di marcia, così ho vomitato tre volte. Arrivato in ospedale all'1 di notte, bianco come uno straccio".

La sentenza dei medici?

"Operazione, un ferro nel femore, una vite nel ginocchio, un'altra alla testa del femore, e la raccomandazione: sei mesi senza bici, ovvero un anno buttato via. Dopo 40 giorni il primo controllo: i medici mi hanno ordinato altri tre mesi fermo, e la bici non potevo vederla neanche in cartolina. La mia gamba destra faceva pena: il ginocchio era più grande della coscia".

E poi?

"Il mio medico e preparatore, Giuliano Peruzzi, mi ha detto: l'osso non si è ancora saldato ma, a tuo rischio e pericolo, puoi ricominciare. Ho ricominciato a pedalare. Il primo mese senza stare sui pedali, ma sempre agile. Da 5 minuti fino a 3 ore. E quattro mesi dopo la Sanremo ero al via in una corsa, il Brixia Tour. A piedi zoppicavo, in bici non andavo. Ma mi facevo forza. Diciamo la verità: ero comunque già oltre ogni speranza. E soprattutto, oltre ogni previsione medica".

La rieducazione?

"Lavoravo come un matto: tra fisioterapia, piscina e bicicletta, certi giorni cominciavo alle 8 di mattina e finivo alle 8 di sera. Mi buttavo sul letto, stravolto. Ma solo così sono riuscito a tornare a correre, e a essere un corridore. Poi ho fatto la Vuelta. La gamba destra era ancora più piccola di quella sinistra. Come obiettivo mi ero dato quello di arrivare alla decima tappa. Invece, più i giorni passavano, più la condizione, e la convinzione, cresceva. Ho tenuto duro fino alla fine. E nelle ultime due tappe ho anche provato qualche scatto. Ho finito la stagione al Giro dell'Emilia".

Ha il contratto?

"Avevo firmato un biennale con la Gerolsteiner, quindi sono a posto fino alla fine del 2008. Eppure, nonostante la stagione disgraziata, due squadre mi hanno cercato. Sulla fiducia. Un bel riconoscimento".

Adesso?

"Il 31 ottobre sono stato rioperato. Mi hanno tolto le due viti, non ancora il ferro. I muscoli sono quasi normali, in palestra posso lavorare tranquillamente senza pericolo di infiammazioni per il carico eccessivo. Da 10 giorni ho ricominciato anche la preparazione in bici. E il programma è lo stesso di due anni fa: Parigi-Nizza, Milano-Sanremo, Paesi Baschi, Amstel, Freccia e Liegi, quindi Giro d'Italia. Quest'anno una tappa finisce a Cittadella, a 2 chilometri da casa mia".

Paura?

"Alla Vuelta un po' di paura sul bagnato. Più di farmi male che non di cadere. Adesso è passata. Non mi sveglio neanche più di notte, di soprassalto, con l'incubo del palo".

Le viene da dire: poteva andarmi meglio o poteva andarmi peggio?

"Poteva andarmi meglio. La fregatura è stata proprio il palo: senza di quello, me la sarei cavata con una grattata". Dopo un incidente così, ci si sente costretti a scendere dal mondo mentre gli altri continuano a ballare".

Vero?

"Però ci sono gli amici a tenerti su. E i colleghi. Ballan, Tosatto, Rebellin, Pozzato, Gatto... Il più convincente è stato Trenti. Lui se ne intende: in una caduta si è fratturato in otto punti. Mi diceva: 'Sta' tranquillo, vedrai, tornerai più forte di testa e di carattere'. Credo che avesse ragione. Ho voglia e grinta da vendere".

Voglia di che?

"Voglia di dimostrare che a quel km 280 della Sanremo ero in testa per bravura, non per caso. Voglia di competere con me stesso e poi con gli altri, voglia di vincere, voglia di tirare fuori tutto quello che ho e anche qualcosa in più che scopri di avere solo in certi momenti, voglia di soffrire".

La voglia di soffrire si può allenare?

"La alleno tutti i giorni con Rebellin. Stare dietro di lui è un privilegio, ma soprattutto una gran fatica. Stargli davanti, temo, impossibile. Certe volte torno a casa finito come un calzino. Ricorderò sempre quell'allenamento prima delle classiche al Nord, sette ore in mezzo in bici, l'ultima dietro macchina, lui che gridava "aumenta, aumenta", io attaccato al finestrino, esausto. Arrivati a casa, Davide mi fa: 'Tu vai pure, io faccio ancora una mezz'oretta'".

Gazzetta.it

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io la sanremo l'ho fatta quest'anno, la tv non rende reale la pericolosità di questa discesa......ci sta che dopo 280 km uno è poco lucido e in più se fanno la salita ai 40 di media

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Moser vs Saronni: rivalità mondiale

Moser vs Saronni, una rivalità mondiale, una rivalità senza fine. I due grandi campioni saranno protagonisti venerdì a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, di un incontro-scontro dal titolo «Moser vs Saronni, rivalità mondiale». L'appuntamento è fissato per venerdì 14 dicembre alle 18.30 all'Auditorium Biblioteca di Pieve di Soligo con ingresso libero: l'incontro, organizzato da tuttoBICI in collaborazione con Euromobil e La Gazzetta dello Sport, metterà faccia a faccia due fuoriclasse del pedale che hanno saputo esaltare e dividere gli appassionati di ciclismo e che anche oggi, a trent'anni dal mondiale di San Cristobal di Moser e a 25 dal titolo iridato conquistato da Saronni a Goodwood, sono ancora lì a dirsele e cantarsele.

L'appuntamento sarà anche l'occasione per la premiazione di Simone Ponzi, vincitore dell'Oscar tuttoBICI under'23, che riceverà una splendida cucina Euromobil.

Tuttobiciweb.it

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Parte dal Motorshow la nuova sfida di Fondriest

Maurizio Fondriest “scalda i motori” in vista dell’iniziativa Fondriest 20° Anniversario con cui festeggerà il prossimo anno il ventennale dalla vittoria ai Campionati del Mondo di Renaix 1988. Ieri (11 dicembre, ndr) il campione trentino è stato ospite al Motor Show di Bologna nello stand Volvo (Pad. 29) ed ha colto l’occasione per rinnovare l’appuntamento con l’evento che lo vedrà protagonista nel mese di giugno 2008: un viaggio di sette tappe in bicicletta da Cles, sua città natale, a Roma.

Fondriest, che tornerà al Motor Show sabato 15 dicembre, avrà modo lungo il percorso di ricordare i momenti più significativi della sua esaltante carriera sportiva coronata da ben 69 vittorie. Molti di coloro che hanno contribuito ai suoi successi, oltre ad alcuni campioni di altre discipline sportive ed ex-campioni del mondo di ciclismo italiani affiancheranno Fondriest per un tratto del percorso, prima di darsi appuntamento a Roma per il gran finale.

L’impresa è motivata anche da un intento benefico. Fondriest 20° Anniversario sosterrà, infatti, il progetto Piccolo Fratello promosso da Fondazione Mediolanum e Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus attraverso la vendita della maglia celebrativa dell’evento e dei ricordi di grandi imprese sportive offerti dai campioni che hanno accolto l’invito di Maurizio Fondriest.

Ecco le tappe del viaggio

1a tappa

Cles - Castelfranco Veneto

2a tappa

Padova - Piacenza

3a tappa

Piacenza - Novi Ligure

4a tappa

Parma - Bologna

5a tappa

Forlì - Calenzano

6a tappa

Ponte a Ema - Assisi

7a tappa

Assisi - Roma

La planimetria delle tappe è disponibile online sul blog dell’evento

www.mauriziofondriest.com

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Scatta domani la stagione di Bettini e della Quick Step

Da domani, giovedì 13 dicembre, il Team QUICK STEP darà ufficialmente inizio alla stagione 2008 con il primo ritiro stagionale. La sede designata è la Costa degli Etruschi in Toscana, per la precisione Marina di Bibbona (LI), la terra natale del Campione del Mondo Paolo Bettini, dove i corridori resteranno fino al 19 di dicembre.

Il raduno vedrà per la prima volta la squadra del 2008 al completo in vista della prossima stagione. Per i 27 corridori e lo staff tecnico che compongono l’organico del Team sarà l’occasione giusta per amalgamare il gruppo e affrontare i primi dettagli tecnici. Inoltre i nuovi arrivi, Stijn Devolder, Alexander Efimkin e Matteo Carrara potranno per la prima volta pedalare assieme ai nuovi compagni.

Il raduno sarà dedicato anche alla realizzazione degli shooting fotografici necessari per la preparazione delle nuove brochure del team e di tutto il materiale promo-informativo per il 2008. Già nella mattinata di domani, in attesa dell’ arrivo di tutta la squadra previsto per il pomeriggio, Paolo Bettini sarà protagonista del primo shooting fotografico.

“Siamo pronti a ripartire per la sesta stagione – dice il Team Manager Patrick Lefevere - . Sarà un raduno importante per gettare le basi della prossima stagione. Speriamo che anche quest’anno sia un’ annata ricca di successi e di grandi soddisfazioni per la squadra, i corridori e per i nostri sponsor. L’obbiettivo principale è dare come sempre dimostrazione di quella unità e compattezza che ha sempre contraddistinto la squadra, ben figurando in tutte le corse del calendario nell’intero arco della stagione”.

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Flaminia, c'è già armonia nel nuovo gruppo

Si conclude domani, giovedì 13 dicembre, il primo raduno stagionale del Team CERAMICA FLAMINIA—BOSSINI DOCCE. Dopo l’ultimo allenamento, una pedalata di circa 3 ore in programma di buon mattino, Adriano Angeloni, Maurizio Francesco Biondo, Davide Bonuccelli, Gianluca Coletta, Antonio D’Aniello, Wladimir Duma, Cristiano Fumagalli, Leonardo Giordani, Dainius Kairelis, Hubert Krys, Tomasz Marczynski, Ricardo Martins, Luigi Sestili e Filippo Simeoni faranno ritorno a casa per continuare la preparazione secondo i programmi concordati con i due tecnici, Massimo Podenzana e Pino Petito: “Questo primo ritiro è stato utilissimo per creare l’armonia di gruppo—hanno spiegato Podenzana e Petito—il sessanta per cento della squadra è nuovo e innanzitutto ci tenevamo a creare lo spirito ideale per il lavoro che andremo a svolgere d’ora in avanti. Dobbiamo riconoscere con soddisfazione che il gruppo è già molto affiatato e allo stesso tempo già concentrato sull’impegnativa stagione che ci aspetta. Il Team CERAMICA FLAMINIA—BOSSINI DOCCE nutre grosse ambizioni per questo primo anno del nuovo ciclo di attività”. Circa il lavoro svolto, Podenzana e Petito hanno spiegato: “Il primo ritiro normalmente serve per tornare a pedalare; dopo la pausa invernale inizia il lavoro per la nuova stagione. I corridori hanno svolto le visite mediche e effettuato il test con il nuovo materiale che avranno a disposizione dal primo di gennaio. Inoltre abbiamo tracciato e concordato il programma agonistico di ciascun corridore, secondo le attitudini, il calendario e le aspettative dalla squadra. Debutteremo a Donoratico, GP Costa degli Etruschi- Ouverture Nobili Rubinetterie, sabato 9 febbraio”. Prima dell’inizio della nuova stagione il Team CERAMICA FLAMINIA—BOSSINI DOCCE si troverà ancora a Santa Severa? “Sì—hanno annunciato Podenzana e Petito, abbiamo in programma un secondo ritiro nel quale i corridori saranno chiamati a volgere un lavoro specifico e mirato. Saremo di nuovo qui nell’accogliente Hotel Pino Al Mare; di qui sono passati molti campioni che su questo tratto di costa laziale hanno trovato le migliori condizioni per l’allenamento. Anche noi ci siamo trovati benissimo, sia per la viabilità che per il comfort che caratterizza questo hotel”.

Al ritiro non hanno partecipato il colombiano Julian Dario Atehortua e l’ucraino Mikaylo Khalilov: “Ci teniamo in contatto con loro e sappiamo che stanno lavorando sulle strade di casa già con l’entusiasmo giusto per affrontare con grinta il 2008”.

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Miguel Martinez torna in gruppo con Amore&Vita McDonald's

Quattordici mesi dopo essersi ritirato, il francese Miguel Martinez ha deciso di tornare alle corse. L’oro olimpico di Sydney e campione del mondo nel 2000 nella mountain bike, dovrebbe disputare alcuen prove importanti nel fuoristrada, tra cui il mondiale marathon che si disputerà il 6 luglio in Italia, come ha rivelato ieri L'Equipe. Ma soprattutto correrà su strada con la maglia della Amore&Vita McDonald’s.

«Da molto tempo pensavo di tornare. Prtima il mio corpo mi chiedeva uno stop dopo un acarriera lunghiussima, adesso ho riscoperto l’amore per la bicicletta e la voglia di mettermi in discussione».

Miguel Martinez ha già corso due anni su strada: nel 2002 con la Mapei e l’anno successivo con la Phonak.

«Ho sempre corso con la massima onestà ma allora mi fecero capire che non c’era spazio per me. Ora mi sembra che le cose siano cambiate e che il ciclismo pedali nella giusta direzione: ecco perché ho chiesto di avere una seconda chance».

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Il Giro del Veneto tornerà nella sua Padova

Una delle classiche del calendario estivo professionistico, la storica corsa organizzata dalla S.C. Padovani di Pierluigi Ongarato, torna alla sua città, alla sua gente, al suo Prato della Valle.

E’ infatti ufficializzato che l’ 80^ edizione del Giro del Veneto, classica pre-mondiale di fine agosto, ritornerà al tracciato consueto, con un’ultima parte molto impegnativa, con i Monti Berici, Boccon, Roccolo e Turri (questi sui Colli Euganei) da scalare, prima di arrivare, in passerella, nella città di Padova, lungo il Prato della Valle. Una piazza che ammirano da tutto il mondo, una delle più grandi d’Europa, simbolo per i padovani e per gli amanti dello sport. E’ qui infatti l’arrivo della Maratona del Santo, è qui che si svolgono manifestazioni internazionali di pattinaggio, e qui che per decenni si è scoperto il vincitore del Giro del Veneto. Grazie al Sindaco di Padova Zanonato e al Vicesindaco (e assessore allo sport) Claudio Sinigaglia, la corsa ha riscoperto le sue radici. Il 30 Agosto, data fissata per la competizione, non sarà solo una giornata di sport. E’ infatti obiettivo della giunta comunale e della Provincia, coinvolgere i padovani nell’evento, grazie a numerose attività ludico/sportive/culturali che precederanno e seguiranno il Giro del Veneto. Una formula, quella pensata dalla S.C. Padovani su consiglio del Vicesindaco, già risultata vincente per alcuni appuntamenti sportivi annuali, vedi atletica e maratona.

La corsa, inserita nel calendario europeo UCI, potrebbe partire da Thiene (VI), la ridente cittadina sede d’arrivo negli ultimi anni. Ma usare il condizionale è d’obbligo, visto che il consiglio della S.C. Padovani è in attesa di una decisione del comune vicentino. Nel frattempo l’organizzazione si sta prodigando per avere al via le maggiori formazioni professionistiche italiane ed europee, per riportare agli antichi splendori una corsa che - complice le varie concomitanze con il ProTour - negli ultimi anni aveva perso un po’ di interesse. Ma l’albo d’oro, davvero prestigioso (basti pensare a Davide Rebellin e Gilberto Simoni, tanto per citare qualche nome) parla da solo. La città ti aspetta. Ben tornato Giro del Veneto.

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Eugeni Petrov papà: è nato Danil

Fiocco azzurro a Sarzana in casa di Eugeni Petrov: il russo della Tinkoff Credit Systems, settimo al Giro d'Italia 2007, è diventato ieri papaà per la prima volta. La signora Anna ha infatti dato alla luce Danil, un bel maschietto di 3 chili e 250. Petrov era in ritiro con la sua squadra ed è stato chiamato nella notte: dopo una lunga corsa in auto, è riuscita ad arrivare per assistere al parto e domani, dopo un paio di giorni accanto ai suoi cari, tornerà in ritiro a Rimini. A Danil, Anna ed Eugeni, naturalmente, gli auguri di tuttobiciweb.

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Pista: il centro di Dalmine è pronto a correre da solo

Sono 33 gli intercentri italiani dell’attività su pista. Per il secondo anno di fila su tutti svetta il centro di avviamento alla pista di Dalmine diretto da Fabio Perego, organizzatore peraltro del Giro d’Italia delle Piste. Deluso dal contributo della Federciclismo, il tecnico brianzolo, 41 anni, ha manifestato propositi di staccarsi nel 2008 dal sincronismo federale ed eventualmente intervenire in prima persona. «Il programma della pista proposto da Silvio Martinello nel 2006 - spiega Perego - è stato decisivo agli effetti del ripristino, dopo dieci anni, del torneo nazionale intercentri; in entrambi gli anni, Dalmine ha primeggiato. È frequentato da 140 atleti tra giovanissimi, esordienti, allievi, juniores maschile e femminile; arrivano anche da Brescia, Milano e Como. I risultati sono più che soddisfacenti: le medaglie nel 2007 sono state 49 (su 150, ndr) così distribuite: 18 d’oro, 17 d’argento, 14 di bronzo. la serietà, il proficu o lavoro, la frequenza al velodromo alla fine premiano sempre. Bergamobici di titoli italiani ne ha conquistati cinque: tre con Marina Gandini, uno con Paolo Locatelli e uno con Ivan Belotti».

La soddisfazione di aver raccolto tanti significativi risultati è tuttavia velata dalla disponibilità economica che la Federazione passa al centro: 8.000 euro l’anno. «Volete sapere come avviene la ripartizione del contributo? Non ci sono segreti: una piccola somma per me, quindi al tecnico Fiorin, al collaboratore Mauro Perego, al meccanico Milani. Non solo: parte di quegli euro servono pure per organizzare le gare e acquistare il materiale. Fate voi».

La Polisportiva Dalmine come è vicina?

«Fa quello che può. La devo soltanto ringraziare, considerato che mette a disposizione l’impianto gratuitamente e persone che si danno da fare, come Walter Facheris, che per la nostra attività è un prezioso punto di riferimento».

Soluzione possibile?

«Il centro continuerà a operare: i ragazzi meritano attenzione. Se da parte della Federciclismo non ci sarà maggior considerazione, non escludo l’istituzione di un centro autonomo, magari sotto l’egida della SMO (Sport Management Organisation, ndr) di cui sono personalmente interessato».

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Adc: forze nuove e rinnovato entusiasmo per il 2008

Entra a far parte della scuderia ADC Sport Management Agency, Nicola Mela (nella foto), laureato presso l’università degli studi di Padova in Ingegneria Chimica.

«Sono rimasto colpito dalla passione che Nicola ha per il ciclismo, la stessa passione che nutro io per questo sport - spiega Antonello Dalla Corte, titolare della ADC -. Allora ho deciso di tornare sui miei passi e di avvalermi della collaborazione di Nicola Mela. Con il nuovo anno, avvieremo contatti con sponsor internazionali interessati ad affidare la visibilità del loro Brand attraverso il ciclismo, ed inoltre abbiamo intenzione di gestire gli atleti a 360 gradi, avvalendoci anche di strutture sindacali esterne al ciclismo, per tutelarne i loro interessi. Troppe persone usano i corridori per propri scopi promozionali, dimenticando di ricoprire ruoli preposti a tutelarne l’immagine. Spero che nel 2008 si parli solo e solamente di ciclismo. Per arrivare a questo, la Procura Antidoping, dovrebbe chiudere entro il 2007 tutte le pratiche che riguardano corridori implicati in reati di doping, in modo da applicare le pene che questi meritano, e aprire un nuovo anno ed un nuovo capitolo».

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Carlo Scognamiglio approda alla Barloworld

Dopo due stagioni con la Milram, il ventiquattrenne bergamasco Carlo Scognamiglio - non confermato dal team tedesco - ha trovato una nuova squadra: nel 2008 infatti vestirà i colori della Barloworld diretta da Claudio Corti.

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Museo del Ghisallo, sabato incontro con Gianni Bugno

Il Museo, considerato a lungo luogo polveroso, riservato a pochi, dove molti non osavano mettere piede temendo di annoiarsi. Oggi crescono le iniziative, indirizzate a coinvolgere un pubblico sempre più vasto, a partire dalla curiosità che può stimolare il desiderio di conoscenza, riflessione e confronto. Tra i diversi fenomeni che in quest’epoca hanno accompagnato indubbie trasformazioni ci sta e come anche la bicicletta e il ciclismo. E che cosa può interessare agli sportivi più delle imprese, i drammi, i successi e le difficoltà dei campioni? Il retroscena di alcune gare, i preparativi, che possono raccontare i grandi campioni; coloro che hanno seguito le molte manifestazioni. Con la rassegna Storie di ciclismo il museo offre al pubblico delle occasioni per incontrare protagonisti e testimoni di questo mondo, evidenziando con questo patrimonio storico oggetti, documenti, fotografie, filmati, informazioni, che questi personaggi hanno permesso di raccogliere e rendere noti. Così è nata l’idea di programmare una serie di incontri al Museo del Ciclismo-Madonna del Ghisallo presso la sala conferenze (dalle ore 15 alle17) secondo un calendario che sabato prossimo troverà presente Gianni Bugno, il 12 gennaio Ercole Baldini (il mio record dell’ora), il 26 gennaio Franco Ballerini (dalla Roubaix alla nazionale), il 9 febbraio Carmine Castellano (vent’anni di organizzazione del Giro d’Italia) ed il 23 febbraio Floriano Albè (nell’officina del gigante). Con Fiorenzo Magni, il 24 novembre scorso, si è aperta questa importante rassegna. Sabato prossimo toccherà al due volte campione del mondo Gianni Bugno. Svizzero di nascita (a Brugg) è stato uno degli ultimi corridori capaci di competere ai massimi livelli, sia nelle classiche di un giorno, sia nelle corse a tappe, di vincere le prove a cronometro, tappe di montagna e arrivi in volata, partecipando a tutte le più importanti gare ciclistiche della stagione. Nel 1980 negli allievi venne alla ribalta vincendo il Giro della Provincia di Como. Professionista dall’85, tra i suoi successi il Giro d'Italia del ‘90, indossando la maglia rosa, simbolo del primato, dalla prima (crono di Bari) all’ultima vincendo quell’anno tre tappe, due Campionati del Mondo consecutivi (’91 a Stoccarda e ’92 a Benidorm), Milano-Sanremo, Wincanton Classic, Classica di San Sebastian, Giro delle Fiandre e Coppa del Mondo. Al Tour: una volta secondo (nel ’91) e poi terzo (’92) nell’avvio della serie dei cinque consecutivi di Miguel Indurain. Ha vinto due tappe all'Alpe d'Huez, due campionati italiani, Giro del Friuli, Trofeo Matteotti, tre Giri dell'Appennino consecutivi, due Coppe Agostoni, Giro del Piemonte, Tre Valli Varesine, Giro dell'Emilia, Milano-Torino, Giro del Lazio. Numero 1 della classifica mondiale UCI nel 1990 e nel 1991. Sabato, in prima persona, parlerà e risponderà al Museo ai molti appassionati che interverranno.

Giulio Mauri

L'ingresso all’incontro e al museo: euro 5. Orario di apertura in occasione degli incontri: dalle 10.00 alle 18.00. Questo l’orario invernale del Museo: da Martedì a Sabato dalle 10.00 alle 17.00. Domenica dalle 9.30 alle 17.30.

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Bruyneel completa l'opera: l'Astana correrà con bici Trek

Johan Bruyneel ha finito... il trasloco: dopo aver trasferito dalla Discovery Channel alla Astana lo staff tecnico, buona parte di massaggiatori e meccanici e almeno metà squadra, ha completato l'opera con la scelta delle biciclette. Il team kazako, infatti, correrà con biciclette Trek, le stesse utilizzate per molte stagioni dalla Discovery Channel.

Tuttobiciweb.it

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McQuaid: la Cina è pronta per ospitare un grande giro

Pat McQuaid, presidente dell'UCI, ci crede: «La Cina sarà presto teatro di una grande corsa che diventerà importante e popolare quanto il Tour de France». La corsa nascerà nel 2009, come ha detto McQuaid in una conferenza stampa tenutasi in occasione della tappa cinese della Cppa del Mondo su pista.

«Abbiamo un progetto molto ambizios. Il Giro di Cina sarà una corsa diversa da quelle che i cinesi hanno potuto vedere finora: la correrarnno 18, magari 20 team professionistici, sarà un avvenimento storico. Per organizzarla stiamo lavorando al fianco della Federazione cinese: inseriremo il Giro della Cina nel calendario ProTour perché quello è il posto che merita».

Attualmente la Cina ha venti atleti che corrono nel ciclismo d'èlite e organizza due corse internazionali, il Tour of Qinghai Lake e il Tour de Hainan, entrambe caratterizzate da un larghissimo seguito popolare.

«Creeremo un ProTour globale: è importante per i nostri sponsor avere la garanzia di apertura verso mercati nuovi».

Tuttobiciweb.it

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Che minchiata....senza offesa per i cinesi.

concordo...anche se, se non sbaglio, hanno belle salite là...che arrivano anche ai 3000 metri...però cmq si...non sarebbe mai al livello del giro, tour o vuelta

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Bellin e la scelta a due ruote

Giovane e ambizioso, come la Lpr, Maurizio Bellin racconta la sua passione: "Da quando correvo da esordiente non mi sono più fermato, nemmeno quando ho dovuto scegliere tra università e ciclismo"

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Maurizio Bellin, 25 anni, è nato a Somma Lombarda

MILANO, 13 dicembre 2007 - Il vecchio che si chiamava Santiago, che era magro e scarno e aveva rughe profonde alla nuca, e che non pescava un pesce da 84 giorni. Il giovane che si chiamava Manolo, che ogni mattina faceva visita al vecchio, e che alla fine pescò un pesce Magoo. E il mare, che era tropicale, mai banale, semmai fatale. Maurizio Bellin sta leggendo "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway. Diciamo la verità: infinitamente meglio di un articolo di Marco Pastonesi sulla "Gazzetta dello Sport", anche se presto gli toccherà digerire pure questo. Bellin, la partenza? "Mio padre Valentino. Amava la bici, correva da amatore, e anche se è morto quando avevo solo due anni, l’amore per il ciclismo me l’ha trasmesso lui. E poi mia madre Leonia. Quando è morto mio padre, si è fatta in quattro: tre lavori e la famiglia. Lavorava a un asilo-nido, stirava e faceva la pulizie in un’altra casa, poi si dedicava a mia sorella Georgia e a me. Una vita da gregario".

Poi?

"Ho cominciato a correre a sei anni, ma a otto avevo già smesso. Mia madre non aveva il tempo per accompagnarmi e seguirmi. Ho ricominciato da esordiente, quando ad accompagnarmi e seguirmi ci pensava una squadra. Da allora non ho più smesso. Neanche quando ho dovuto scegliere tra università e ciclismo. Ho chiesto il permesso a mia madre, ed è stato ciclismo".

Passista veloce, vero?

"Suona bene, ma è una mezza fregatura. Non abbastanza veloce per essere velocista, non abbastanza leggero per essere scalatore, non abbastanza fondista per essere cronoman. Ma abbastanza veloce, leggero e fondista per essere un buon uomo-squadra. Passato professionista, all’inizio del 2006, non mi sono mai risparmiato nell’aiutare i compagni. Qualcuno mi ha detto: se tu non avessi esagerato in lealtà, se tu fossi stato più egoista, se tu avessi pensato di più ai risultati".

Già: risultati?

"Se si guardano solo i risultati, ho combinato poco. Ma nel ciclismo c’è dell’altro, per esempio la stima del team manager, del direttore sportivo e, appunto, dei compagni. Comunque, nel 2006 un quarto e un settimo posto in Messico al Tour di Chihuahua, e un undicesimo al Giro della provincia di Lucca. E nel 2006 un settimo posto alla Ronde van Drenthe. La chiamano la Roubaix olandese: una quarantina di chilometri di pavè, e poi gente, cielo, polvere, sei in fuga davanti, e io che ho vinto la volata del gruppetto inseguitore. Ho ottenuto anche un tredicesimo posto nella classifica finale del Tour du Picardie: quinto fino all’ultima tappa, poi sono caduto, e con me sono cadute anche le speranze di un podio".

E quel Chihuahua?

"Partito prevenuto, tornato felice. Un viaggio fantastico: si correva per metà nel deserto, per metà in altura, tra sperduti villaggi di "campesinos". Ma l’organizzazione era ottima, con alberghi a cinque stelle e una piscina, e un lotto di partecipanti all’altezza, quattro squadre europee più canadesi e americane. C’erano anche i cactus e i cani dela razza Chihuahua, quelli piccoletti, che morsicano quando si spaventano, e celebrati con monumenti come se fossero eroi".

E il 2008?

"La Lpr-Androni si è fusa con la Tenax, il mio contratto in scadenza è scaduto. Ho trovato un posto nella neonata Katay: team manager Iacovozzi, direttore sportivo Salutini, fra i corridori Callegarin, Rizza, Quadranti e Zampilli. Ingaggio per un anno, poi si vedrà. Penso positivo: sono ancora fra i professionisti in un periodo difficile, non pago per correre ma corro per essere pagato. E trovo del positivo anche se penso negativo: c’è un posto di lavoro all’Androni che mi aspetta, e non da corridore".

Le dispiacerebbe?

"Da matti. Ma, siccome sono ragioniere, cerco di ragionare. Nel ciclismo il mercato è in grossa difficoltà, paga 10 anni — dal caso Festina all’Operacion Puerto — in cui ha perso potere e credibilità. Ho letto che nel 2002 era al secondo posto per sponsorizzazioni dietro al calcio, adesso è dietro anche a golf e pallavolo. La vedo come una piramide che sprofonda: i campioni si devono accontentare di guadagnare un po’ meno, gli altri di sopravvivere, ma la base sparisce".

Che fare?

"Continuo con i miei principi: andare avanti soltanto con la forza delle mie gambe. E se è poca rispetto a quella degli altri, pazienza. Ma, credetemi, quanto a pulizia, il ciclismo sta facendo passi da gigante: se avessi un figlio innamorato della bici, non avrei nessun dubbio e lo aiuterei a correre. Però la gente al bar ancora non lo sa che il vento è cambiato".

Lei si allena anche con Basso.

"Siamo un bel gruppo: Noè che detta percorsi e ritmi, poi Bailetti, Marzano, Callegarin, Andriotto, Nardello, Wegelius... C’è anche Basso. Mi consiglia come allenarmi, mi spiega quando riposare, mi ha trovato perfino uno sponsor tecnico per le scarpe".

Gazzetta.it

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Sevilla: condannato a vita senza processo

Giorni difficili, questi, per Oscar Sevilla che ha raccontato il suo momeno all’agenzia spagnola Efe.

«Il futuro della Relax Gam è in forte dubbio ma soprattutto lo è il mio futuro agonistico. Sono in contatto con il Team Benfica, ma hanno paura, scegliendo me temono di non essere invitati alla Vuelta. Il ciclismo mi tratta come un lebbroso che può contagiare il resto del gruppo».

E ancora: «Vivo una situazione di profonda ingiustizia, da condannato a vita senza essere stato giudicato da alcun tribunale. Ma se dovessi essere costretto al ritiro, non avrei dubbi nel cercare di rivalermi contro chi mi ha impedito di lavorare e ha rovinato la mia carriera sportiva. Mi chiedo solo una cosa: se l’Uci mi dà la licenza per correre, perché poi di fatto me lo impedisce?».

Tuttobiciweb.it

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Ballerini e Simoni driver per Telethon

Il ct del ciclismo azzurro, Franco Ballerini, per Telethon sara' impegnato come pilota nella 24 ore automobilistica all'autodromo di Adria. Il tecnico campione del mondo, reduce da una recente esperienza al Rally di Monza, guidera' un equipaggio formato dal vincitore dei Giri d'Italia 2001 e 2003 Gilberto Simoni e dai commentatori televisivi di ciclismo Davide Cassani e Silvio Martinello che si alterneranno su una Mitsubishi Lancet Evo VIII.

Tuttobiciweb.it

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Jaksche: nessuno mi contatta, se potessi farei una squadra mia

Jörg Jaksche fatica a trovare una squadra e allora sta pensando di crearne una propria: lo ha confessato in una intervista concessa al settimanale tedesco Stern.

«Mi piacerebbe avere una squadra, essere il patron di un team improntato tutto su giovani che vogliano costruire un futuro diverso per il ciclismo. E vorrei che Werner Franke, l’esperto antidoping più noto di Germania, fosse il responsabile della struttura medica: sarebbe garanzia di “tolleranza zero” nella lotta al doping. Per un progetto del genere, servirebbero circa sei milioni di euro... Attenderò ancora qualche settimana per vedere se qualcuno mi offrirà un contratto, ma se dovessi ritirarmi vorrebbe dire che avrei perso nella lpotta contro l’omertà che regna nel mondo del ciclismo».

Tuttobiciweb.it

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Brixia Tour, quante novità per l'edizione 2008

Comincia a delinearsi l’ottava edizione del Brixia Tour. All’incontro conviviale tenutosi ieri all’Hotel San Martino di Boario Terme durante il primo raduno stagionale della Lampre-Fondital (foto Team Rodella 2000), sono stati svelati i tratti salienti della corsa a tappe bresciana edizione 2008.

Anzitutto, le conferme. Anche il prossimo anno la gara organizzata dal Brixia Team del presidente Giuseppe Bresciani vivrà il momento cruciale sulle pendici del Passo Maniva, quota 1.800 metri. La frazione che sabato 26 luglio si concluderà sulla cima bresciana, infatti, si annuncia come il tappone decisivo.

Tra le novità, da registrare l’ulteriore “sviluppo” del Brixia. In occasione dell’ottava edizione, infatti, le giornate di gara passeranno da quattro a cinque. Il via verrà dato mercoledì 23 luglio, mentre la tappa di arrivo si correrà domenica 27. Prima semitappa della prima giornata di corsa con partenza dagli stabilimenti Lpr di Rottofreno (Piacenza) ed arrivo nei dintorni di Brescia. Avvio suggestivo ed originale con la seconda delle semitappe di giornata: una crono per team in notturna disegnata nel centro della Leonessa d’Italia. Il giorno successivo, il via verrà dato dal Centro Sportivo Rigamonti di Buffalora; dopo lo strappetto di San Bartolomeo, finale sul lungolago di Toscolano Maderno. Il Centro Commerciale Adamello di Darfo Boario ospiterà la partenza della terza tappa, che si concluderà a Borno. Dopo la Concesio-Passo Maniva, domenica 27 gran finale con partenza da Pisogne e arrivo a Darfo Boario Terme.

«Lo sforzo organizzativo è considerevole – commenta il presidente Bresciani – ma viene compensato da crescenti soddisfazioni. Prime fra tutte l’inserimento di una quinta giornata di corsa e l’aggiunta di una nuova maglia, quella riservata al miglior giovane».

Già certa pare la presenza proprio del team di Giuseppe Saronni: «Pur non avendo definito nel dettaglio il programma stagionale – continua Bresciani – la Lampre ha anticipato il proprio interesse non solo a disputare la nostra corsa, ma addirittura a vincerla».

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Controlli antidoping: a volte ci scappa il qui pro quo

Sono attivi come non mai, gli ispettori medici dell’Uci: numerose sono le squadre che hanno annunciato di aver ricevuto la visita a sorpresa dei medici preposti al controllo antidoping dei corridori. Sul numero, però, a volte capita qualche disavventura: nei giorni scorsi a Spa gli ispettori hanno fatto visita nel ritiro della Crédit Agricole Tönissteiner, formazione continental belga. Il fatto è che sulla lista degli ispettori figuravano anche i nomi dei britannici Paul Manning (nella foto) e Ed Clancy che in ritiro proprio non c’erano. Un attimo di sconcerto, poi qualcuno ha spiegato che i due erano a Pechino, impegnati a vincere con la maglia della nazionale britannica nella Coppa del Mondo su pista.

Tuttobiciweb.it

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Alberto Neri: a volte il solo nome non basta...

Una questione di nome... Tre giorni fa la notizia diramata dal Coni: «... il ciclista non tesserato Alberto Neri è stato inibito per due anni in merito all’inchiesta Oil for Drug...». Da tre giorni sono cominciati i problemi per l’Alberto Neri sbagliato.

Il Neri condannato è un cicloamatore toscano, di Empoli per la precisione; quello che ha incontrato problemi inattesi è invece Alberto Neri di Cesena, figlio dell’ex professionista Guido (nove stagioni nella massima categoria e una vittoria tra il 1962 e il 1970).

«Inizialmente l’ho presa sul ridere, poi le cose sono cambiate: io ho corso in bicicletta - spiega l’Alberto Neri di Cesena -, da anni lavoro con mio padre in un negozio di biciclette che ha 40 anni di attività alle spalle (in via Ferruccio Parri 645 a Cesena), vado in bicicletta, sono in pratica un cicloamatore, sono regolarmente tesserato e non ho mai avuto nulla anche fare con inchieste e squalifiche. Vorrei che fosse fatta chiarezza su questo particolare e credo che anche il Coni dovrebbe diramare notizie con maggiore precisione, cercando di evitare la diffusione di notizie che possono creare confusione. Io amo il ciclismo, vivo di ciclismo e voglio continuare a farlo a testa alta, come ho sempre fatto».

Tuttobiciweb.it

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La Naturino pronta a tornare in gruppo

Una grande azienda italiana si prepara a tornare in gruppo: da voci vicine a tuttobiciweb.it, infatti, la Naturino - azienda leader nella produzione di scarpe per bambini - starebbe per fare il suo ritorno in seno al professionismo. Il team manager interessato dovrebbe essere Fabio Bordonali e la squadra la LPR: da quanto abbiamo saputo, comunque, Naturino non dovrebbe essere il secondo nome del team. L'azienda calzaturiera, infatti, avrebbe programmato un ritorno graduale: un primo piccolo passo in vista di un programma più a lunga scadenza.

Tuttobiciweb.it

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