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Inviato

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2-3 Giugno 2007

Una settimana e un giorno alla partenza della seconda edizione della 24 ore del Lago d'Idro: la tensione comincia a crescere, così come la voglia di prendere parte ad un evento unico ed eccezionale.

Un anno fa, fine luglio 2006, prendevo parte alla prima edizione, un turbinio di emozioni e sensazioni completamente nuove.

Mai avevo preso parte, prima di quella volta, ad una corsa in bicicletta, in mountain bike...ma chiamare la 24 ore "gara" è alquanto riduttivo, in quanto è una vera e propria sfida con sè stessi. Una battaglia continua alla ricerca del proprio limite, uno sforzo ampiamente ripagato. Basti pensare che, appena terminata, la corsa il pensiero andava già all'edizione futura e che, il ricordo della 24 ore è sempre vivo in me, in noi...

Già...noi, quattro amici ben disposti all'avventura; pronti ad affrontare l'ignoto. Non sapevamo a cosa saremmo andati incontro, non sapevamo se le forze ci avessero voltato le spalle o meno...

La fatica è stata tanta, un percorso non impossibile ma comunque da non sottovalutare, condizioni atmosferiche variabili, il sonno da sconfiggere, le braccia e le gambe stanche, stremate, la testa che combatteva tra il resistere ed il mollare.

Per questo non ho esitato a considerarla una lotta con sè stessi.

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Vedere il giorno diventare sera, la sera affrontare la notte, con un cielo immenso sopra la testa schiarirsi di fronte al riflesso di fuochi d'artificio sparati a festa; la notte dare spazio ai rumori della natura, la mattina, con la sua alba fare spazio al giorno, al caldo bollente del sole di luglio. Ho riscoperto le vere bellezze della nostra vita...

Un'esperienza unica che quest'anno ripeterò, sempre in quattro, è fatica vera ma ben ripagata. Ripeterò in maniera un pò più professionale: bicicletta, scarpe e ciò che conta...tanto allenamento in più sulle spalle; sperando di far bene anche in classifica. Già, perchè se nella prima edizione abbiamo pensato più a divertirci, ottenendo comunque un bell'undicesimo posto su venti di categoria; quest'anno un occhio alla classifica lo daremo più spesso.

La concorrenza sarà agguerrita, ma qualunque risultatato (escluse le ultime due posizioni!!!) verrà accettato.

In chiusura...

Vorrei conquistare la vostra immaginazione, sarebbe bello che qualcuno si iscrivesse, poter pedalare fianco a fianco su di una mountain bike, scambiare due parole, mangiare assieme un panino, bere qualcosa... Sarebbe bello...

Vi lascio l'indirizzo, le iscrizioni sono ancora attive, l'anno scorso eravamo in 900, quest'anno speriamo di superare i mille:

:thumbup:http://www.mtbconcadoro.it/public_html/ogg...?id_oggetto=154 :D

Per qualunque domanda o curiosità sono qui, forza...il Lago d'Idro è nel bresciano, a 50 minuti da Brescia. Da Milano, Bergamo ecc...in nemmeno due ore ci arrivate!!! Vi attendo...

E' un'esperienza che vi segna, vi rende forti, vi porterete per sempre nel cuore, rimpiangerete di non averla fatta.

Vi aspetto...

Davide

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Inviato

24 ORE LAGO D’IDRO E GIRO D’ITALIA ,un’accoppiata straordinaria nel 2007

Domenica 3 giugno 2007 arriva la 24 ore e parte il Giro d’Italia per la tappa conclusiva.I

l tutto in Valle Sabbia. Il ciclismo vivrà momenti di grande enfasi . La 24 ore del Lago d’Idro anticiperà la partenza alle ore 10.00 di sabato 2 giugno per terminare esattamente 24 ore dopo al traguardo di Crone (Idro). Giusto in tempo per permettere lo spostamento a Vestone per la partenza della tappa conclusiva del Giro : Vestone –Milano .

Vestone , 5 km da Idro vedrà partire i campionissimi alle ore 12.00 in punto. Un fine settimana di sport spettacolo ai massimi livelli .Venerdì sera una serata di cabaret con Sergio Sgrillisarà organizzata ad Idro. Ingresso gratuito agli iscritti della 24 Ore.

Potrebbe bastare questo per prenotare da subito la vacanza più tirata del prossimo anno. Ma GS Odolese Mtb Conca d’Oro offrirà ancora di più: intrattenimenti ,bike Trial ,fuochi d’artificio, disco music, ristorazione e …altro che si aggiungerà al grande Evento.

Meglio non perdere tempo: iscrizioni aperte no-stop .

La FONDITAL, sponsor del Giro e della Lampre organizza infatti anche la 24 ore. Bus navetta gratuiti...

Due piccioni con una fava... :thumbup:

Inviato
Passate anche per Ponte Caffaro?

Conosci?? :D

Siamo dalla sponda opposta del lago :wink:

buona fortuna

Grazie mille

Ma non ti fa male da qualche parte dopo 24 ore??? :wink2:

:thumbup: il problema più grosso è proprio quello.... :stelle:

credo faccia male tutto dopo 24 ore.

e questo... :)

Inviato

Si io abito a mezzora da lì (in Trentino però), ed ho parecchi amici.

Comunque era solo per sapere...non penso di aver il tempo di andare a vedere qualcosa.

Inviato

Ci siamo ragazzi...nel pomeriggio parto, i preparativi fervono!

Lunedì vi posterò una cosa molto dettagliata, a presto, non mollerò anche per voi!!! :biggrin:

(speriamo non piova)

Inviato

Eccomi tornato ragazzi...mamma quanto fango!!!

Ha piovuto praticamente per 20 ore su 24, un inferno...però la soddisfazione è stata doppia. Devo dire che, seppur uno di noi, non fosse allenato siamo andati molto forte: ottavi su trentaquattro di categoria e settantasettesimi assoluti.

L'anno prossimo potremmo migliorarci ancora!!!

P.S. Stasera, max domani, MAXI POST con foto e commenti!!!

Inviato

Grazie mille Ciclo...è stata dura si! Nell'attesa di postarvi il mio resoconto ecco come è andata la gara. Vista da ciclo-doc.it

Com’era prevedibile, il primo Tricolore delle 24H è stato vinto dal Gs Cicli Olympia, capitanato da Marzio Deho.

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I sei atleti dell’Olympia sono giunti allo scoccare delle 10.00, stamattina, dopo 24 ore di fango, pioggia, freddo e, finalmente, di sole. Un vero e proprio tripudio, con lacrime di gioia e liberazione. Tanta commozione per un tricolore, unico nella storia della bicicletta, che è assegnato a tutta la squadra.

Un testa a testa tra l’Olympia e l’altra squadra candidata a vincere, la Macosta Lee Cougan. L’Olympia si è portata fin da subito in vantaggio con ben tre giri ma, nel corso della notte, una zampata della Macosta, accorcia il distacco. L’Olympia intuisce il pericolo e rimette in pista il capitano che, in modo perentorio, riporta la squadra al distacco originario, distacco che rimarrà tale fino alla fine.

Un’organizzazione ed un percorso che hanno saputo tener botta a delle condizioni avverse. Tutta la giornata di sabato ha piovuto quasi ininterrottamente, la notte è stata graziata e oggi, il sole ha dipinto il lago con i suoi straordinari colori. Gli organizzatori, per l’incolumità dei partecipanti, hanno tolto tutti i ponti costruiti lungo il percorso: troppo pericolosi con il viscido. Facce stremate di fango, occhi rossi, bici irriconoscibili ma, a nessuno degli oltre 1.200 partenti, gli è venuto in mente di ritirarsi.

Paolo Malfer, lo speaker dell’evento, e di tutte le 24H in Italia, ci racconta: “Una 24H epica. Ho visto una nuova immagine di sport, quello vero, vissuto su una solidarietà forte creata soprattutto dalle pessime condizioni del tempo. Mai vista una 24H così. Auspico che la storia delle 24H, con la loro filosofia, rimanga ben salda e non sia appannata da un agonismo sfrenato”.

Tecnicamente l’Olympia aveva una marcia in più. Molto più equilibrata la gara femminile perché vi gareggiavano squadre amatoriali. Nella categoria Solisti, finalmente, dopo il monopolio Argentieri/Vistarini, ci sono facce nuove come Margherita Beltramolli. Sempre restando nella categoria Solisti è incredibile la prestazione del ceco Kriz Zdenek, che è stato al comando fino alle ore 23.00, senza mai fermarsi. E’ stato costretto al ritiro a causa di una congiuntivite. Per la cronaca, pur ritirandosi 11 ore prima della fine della gara, è riuscito a compiere ugualmente 49 giri! Un altro Solitario epico è stato senz’altro Marziano Negri, ultrasessentenne che ha sempre pedalato. Belle emozioni, belle storie come quella della squadra femminile piemontese capitanata dall’ex ciclista elite, Anna Succio, più volte vincitrice di corse internazionali e ora regista vincente del Tricolore con la squadra C.C. Piemonte. Ecco cosa ci raccontano le sue ragazze: “Anna ci ha prese una per una per vincere questo fantastico Tricolore. E’ una persona stupenda, un’ottima amica, una mamma, abbiamo vinto soprattutto per lei. Esperienza unica perché, pur non conoscendoci prima, è nato un affiatamento e una grande un’amicizia in sole 24 ore”. A far parte di questa squadra c’era anche Barbara Rosseri, Miss 24H di Idro, dello scorso anno.

Insomma, una manifestazione epica che ha regalato momenti indimenticabili a tantissima gente, soprattutto agli stessi abitanti di Idro sempre molto ospitali e generosi. Giuseppe Formenti e Andrea Leali con tutto il loro gruppo, ancora una volta, dunque, hanno lasciato il segno colpendo nel cuore.

Interviste dei protagonisti della giornata:

Il capitano dell’Olympia Marzio Deho: “C’è troppa differenza tra noi e gli amatori delle 24H e, questo, ci ha creato qualche problema amplificato anche dalle pessime condizioni del tempo. Credo che la 24H rimarrà sempre un evento di massa, non svilupperà mai un eccessivo agonismo. Sono nate così ed è giusto che restino tali. Non ci si può evolvere agonisticamente in tempi brevi, ci vuole il suo tempo, quindi, vedremo col passare delle edizioni cosa succederà. Io non credo di parteciparvi ancora, è stata una bell’esperienza senz’altro, ma, è troppo rischioso per me”.

Margherita Beltramolli, anno 1969, impiegata, vincitrice nella categoria Solisti: “La scorsa edizione sono arrivata terza, quest’anno mi sono allenata di più facendo soprattutto le randonnée. Lo scorso week-end ho fatto 600 km. Non pensavo di riuscire a recuperare per Idro. Con la Vistarini siamo amiche e ci stiamo preparando per la Parigi-Brest. Oggi ci tenevo molto a vincere perché qui è come se fossi a casa mia, io sono di Storo. Sono riuscita a riposare dalle 2,30 alle 4 perché avevo un buon vantaggio sulla Vistarini. E’ la prima volta che pedalo nel fango ed è stata molto più dura delle passate edizioni. Penso che il Campionato Italiano sia una cosa molto interessante per noi appassionati delle 24H, ci dobbiamo solo un po’ evolvere verso l’agonismo”.

Manuela Moschetti, capitana del Team Val Rendena, 40 anni ex fondista: “Abbiamo dato il massimo. Pensavamo di vincere poi, invece, abbiamo avuto alcuni problemi tecnici che ci hanno fatto perdere ben 10 minuti. Il prossimo anno, il Campionato Italiano si giocherà in casa e, sicuramente, ci prenderemo la rivincita”.

Jhon Jairo Botero, capitano del Team Macosta, la squadra classificatasi seconda: “E’ la prima volta che partecipiamo ad una 24H, bellissima esperienza, ma, abbiamo trovato pane per i nostri denti con l’Olympia. Percorso molto insidioso a causa del maltempo. L’anno prossimo ci riproviamo”.

Anna Succio, capitana della squadra vincitrice del primo titolo italiano, con la C.C. Piemonte: “Vado in bici dall’età di 18 anni, ho vinto molte gare come elite tra il 1974-1981. Quando ho smesso di correre per la nascita di mio figlio, nel 1982, ha iniziato la Canins. Pure mio figlio, Marco Bianco è un grande appassionato di bici, gareggia nel ciclocross e anche nella mtb. L’idea di fare questo gruppo per vincere il titolo italiano me l’ha data il mio amico Vettorel che organizza la 24H di Roma, un forte sostegno l’ho avuto anche dal presidente regionale del comitato Fci del Piemonte e dal presidente Remo Lano del C.C. Piemonte. Confesso che non è stato facile trovare ragazze così brave ed affidabili. Le ho contattate quasi tutte alla 24H di Cremona. Una splendida esperienza d’amicizia e di sport oltre che la gioia di aver vinto il titolo”.

Giuseppe Formenti, uno dei promotori dell’Italiano assieme a Sandro Ducoli, organizzatore della Val Rendena che riceverà il testimone nel 2008, ci confida alcune perplessità: “Questa gara ci dà sempre tante soddisfazioni, è veramente un piacere organizzare un 24H per tutta questa gente che ama proprio ritrovarsi e vivere il momento di sport. Oltre 1.200 partenti nonostante queste condizioni la dicono lunga sulla passione di queste persone. Il Campionato Italiano è senz’altro la novità in assoluto, anche se, proprio con questa prima edizione, sono emersi dubbi e perplessità. Quanto di 24H c’è nelle squadre che hanno vinto oggi? Ben poco a guardar bene. Non a caso gli atleti come Marzio Deho e altri non si sono trovati bene, perché non è il loro mondo. Come si evolverà la situazione? Difficile fare pronostici. O c’è tanto interesse che le squadre competitive si moltiplicano con il rischio di esasperare l’agonismo e snaturare le stesse 24H oppure, come auspichiamo, c’è un graduale passaggio degli specialisti delle 24H in agonisti delle 24H. Il tempo dirà la sua”.

Inviato

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Domenica 3 Giugno, ore 10:15

L'acqua bollente scende sul viso, bagna gli occhi stanchi, insonni, allevia fatiche eroiche, dona quel calore ricercato dietro ogni oscuro angolo di percorso, risciacqua le ferite...

E' appena finita la 24 ore del Lago d'Idro, una doccia calda, caldissima, l'ennesimo mezzo per ripensare, stavolta con maggiore calma, a quanto appena compiuto.

Nella vita poche cose sono sotto il nostro controllo...avrei desiderato essere lassù ad impartire ordini alle nuvole nere di lasciar spazio al caldo sole, avrei desiderato godere appieno di quell'acqua bollente scorrere lungo le braccia, lungo le gambe, infreddolite e stanche. Ed invece...non avevo il controllo di quelle nuvole nere, di quell'acqua.

In cambio ho ricevuto pioggia, fango, tantissimo, ma anche un qualcosa che a parole è difficile da spiegare e che solo la 24 ore sa dare, un qualcosa che ci si porta dentro per sempre.

La sera precedente alla partenza Sergio Sgrilli, bravissimo comico di Zelig, intratteneva il pubblico, mentre la pioggia scendeva copiosa, scrosciante, la paura che il giorno dopo potesse piovere cominciava a farsi sempre più spazio tra le parole sussurrate degli atleti, un timore che, ben presto, si sarebbe tramutato in cruda realtà...

La cruda realtà sveglia tutti noi alle sette del giorno dopo, con il tintinnio di pioggia contro i vetri, il cielo cupo non promette altro che litri e litri di acqua piovana. Il tempo per disperarsi è poco, la bicicletta attende le cure del caso: grasso sulla catena, numero attaccato con fascette plastificate, gomme alla pressione giusta...si soffre con lei, comunque vada l'arduo compito di finire la gara sarà diviso in parti eque tra atleta e mezzo.

Ho freddo!

La pioggia continua a cadere, si increspano le acque del lago, mentre gli atleti sono pronti a partire, dalla riva del lago, con al fianco la loro bicicletta: -5, -4, -3, -2, -1...partiti!!!

Alle ore 10.00 comincia la manifestazione, parto per ultimo, conscio di dover spingere sui pedali senza mai oltrepassare il limite, siamo in quattro partecipanti e le forze vanno dosate al meglio. La tensione sale, un brivido freddo scuote la schiena, nella zona cambio attendo il mio valoroso compagno, eccolo arrivare, testimone al polso parto, lanciato verso il primo di tanti giri. I battiti del cuore si impennano, poi tornano stabili, spingo il rapportone ove possibile, i prati divengono terra, la terra fango, ed il fango di lì a poco si trasformerà in sabbie mobili!

Mancano più di 22 ore al termine e la consapevolezza che ben presto diverrà un inferno si fa sempre più largo nei nostri pensieri.

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La pioggia non smette di cadere, i vestiti quasi camminano da soli, il fango penetra ovunque, corrode i pattini dei freni, si incolla alla catena, blocca il deragliatore, il cambio, è dura, ma siamo solo all'inizio...

La sera scende, la notte sta per arrivare, il che spaventa un pò tutti, ma sono conscio che il risultato derivi dallo sforzo della nottata, i duri non mollano mai, e noi non lo faremo. Tutto liscio o quasi: per due volte il mio compagno si presenta in ritardo e mi ritrovo costretto a compiere un altro giro ancora, l'allenamento comunque c'è; non è la fatica fisica a spaventarmi, ma quella psicologica.

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La luna non si vede, il cielo è sempre coperto da quelle nuvole grigie, vorrei guardarla per chiederle di squarciare le nubi, ma il fango negli occhi non me lo permette; ormai è un inferno. Mille le traiettorie disegnate, basta poco per scivolare, succede sempre più spesso e capita anche a me, tornantino stretto, la posteriore scivola di colpo e mi ritrovo a terra...tutto a posto, si riparte, ed ecco un lungo, la pianta a bordo tracciato mi salva dall'ennesimo scivolone; la notte è sempre più profonda, annebbia la vista e la concentrazione, ma non possiamo mollare...

Il freddo fa brutti scherzi, così, non appena l'oscurità lascia strada ad un abbozzo di luce ecco una piccola indigestione che poteva costarmi cara; o probabilmente la stanchezza per l'aver dormito nemmeno un'ora, sto per partire quando lo stomaco esplode, sto male, non mi resta che espellere tutto e rigettarmi nella mischia: "Solo i mezzi-uomini mollerebbero, alzati Davide e continua a pedalare!!!"

Continuo a pedalare, dentro di me la consapevolezza di essere alla fine rischia, paradossalmente, di farmi desistere...si, perchè, in una 24 ore, non sono le prime ore a far male e nemmeno la parte centrale della corsa; bensì gli ultimi kilometri, gli ultimi giri non finiscono mai; la stanchezza avvolge il corpo meglio di una calda coperta, verrebbe da gettarsi nel letto, ma è ancora il fango a far da capolino nei mie pensieri.

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Ormai in molti punti non solo si mette un piede a terra, ma entrambi e si corre con la bici al fianco, affondando con le scarpette nelle "sabbie-mobili"; ma siamo agli sgoccioli...l'ultimo giro, a tutta, il primo mi ha appena sorpassato, spingo al massimo, è l'ultima fatica, da lontano si odono le grida dello speaker: Marzio Deho, campione plurititolato della mtb, alza le braccia al cielo; io spingo sempre su quei pedali, un kilometro mi allontana dalla fine della corsa, e...proprio li...un attimo di commozione. Ora capisco perchè molti, dopo aver vinto le grandi classiche o tappe celebri si lascino andare a lacrime scroscianti...ora capisco...

Ma le lacrime non scendono, le trattengo a stento, la fatica è stata doppia e potrebbero anche scapparci! Gli ultimi metri, nessuno davanti e nessuno alle spalle, il pubblico sta applaudendo proprio me; centinaia e centinaia di persone che mi spingono idealmente: con un cenno della mano ringrazio, l'emozione è fortissima, ce l'ho fatta, ce l'abbiamo fatta!

Ottavi di categoria su trentaquattro squadre a quattro e settantasettesimi su oltre trecento tempi totali; più di 1200 iscritti. Questi i numeri della 24 ore, un risultato che ci inorgoglisce non poco: alla seconda edizione già nei primi dieci. In quattro è davvero dura, ma la gioia finale raddoppia, per questo devo ringraziare, da buon capitano che si rispetti, i miei valorosi compagni!

Grazie Gio, grazie Luca, grazie Gully!!!

Finalmente la doccia calda mi attende, il fango è solo un lontano ricordo, la fatica presto svanirà tra le lenzuola di un letto; ma i ricordi memorabili di questa storica ed epica edizione mi accompagneranno per tutta la vita. Avvenimenti come questi temprano il fisico sì, ma ancor di più la personalità, ho imparato tanto da questa corsa e tanto ancora imparerò, nel frattempo, con grande orgoglio, posso dire di aver battuto ancora una volta me stesso, combattendo contro la fatica e vincendo, giungendo a testa alta sotto il traguardo.

Conserverò per sempre queste istantanee, quei sapori, quegli odori, quei colori, quell'amore per lo sport che mai dovrà cambiare; per lo sport vero, quello fatto di amicizie e di sacrificio, quello lontano, lontanissimo parente di doping e business...io amo QUESTO SPORT!

Con un pizzico di commozione vi saluto...

Davide

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Inviato

fantastico... emozionante.. davvero bello, e fantastico il tuo racconto! :wink:

Sei un mito :mrgreen:

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