dai era una domanda tra quelle abbastanza scontate!! potevi parlare dello schema triadico che usa Hegel per descrivere i vari stati di "oggettivazione" dell'Assoluto: l'idea in sè e per sè, l'idea nel suo essere altro e l'idea che ritorna presso di sè e acquista la propria coscienza nell'uomo
Dato da poche ore il secondo compitino di "matematica per l'economia 1"....dovrebbe essere andato bene...spero di confermare o migliorare il 27 del primo compitino!!
si è circa un'ottantina di pagine; è ua critica accesa della filosofia che secondo lui dovrebbe ridursi ad un'attività di chiarificazione del linguaggio in quanto tutti i problemi filosofici scaturiscono solo da errori nel linguaggio: "Quando si è mostrato che tutte le domande metafisiche non hanno senso e che di ciò di cui non si può parlare si deve tacere, non rimane più alcuna domanda. Ma questa è appunto la risposta: il problema della vita si risolve quando svanisce" (6.52)
ho finito da un po' la malattia mortale e da qualche giorno sto leggendo il "Tractatus Logico-Philosophicus" di Wittgenstein.......assurdamente omplicato, in molte fasi mi sperdo...mi sa che dovrò comprare uno di quei libri che guidano nella lettura
sinceramente di Kant ho solo letto la Critica della Ragion Pura, quella del giudizio no....però quando la studiai in quarta liceo in effetti non mi piacque molto, eccezion fatta per la rivoluzione copernicana estetica con la quale Kant pose nel soggetto e non nell'oggetto il baricentro del giudizio estetico...
quest estate lessi la critica della ragion pura...ho ancora i brividi!! .........quello che mi frega è la lunghezza dei libri.....ora è vero che sto leggendo la malattia mortale (neanche 200 pagine...) però per leggerlo ho interrotto il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer che mi guarda ancora indispettito ogni mattina sul comodino dall'alto delle sue 700 pagine
allora ne dico anche un altro: "bar sport" di stefano benni, divertente e molto leggero....piacevole da leggere in queste giornate di pioggia costante...