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Di Luca, 9 mesi di sconto

"Voglio classiche e Giro"

L'abruzzese, squalificato per la positività al Cera al Giro 2009, sarebbe dovuto tornare il 21 luglio 2011, ma la sua collaborazione nelle indagini della Procura di Padova gli è valsa un condono. "Posso tornare a fare il mio lavoro, ma non è vero che ho fatto dei nomi"

Danilo Di Luca, 34 anni. Ansa

MILANO, 15 ottobre 2010 - Da oggi pomeriggio Danilo Di Luca può tornare a correre. Il tribunale Nazionale Antidoping del Coni, presieduto dal giudice Plotino, ha riconosciuto al ciclista abruzzese uno sconto di pena di 9 mesi e 7 giorni per la collaborazione con la Procura della Repubblica di Padova nelle inchieste sul doping. Di Luca era stato condannato a due anni, fino al 21 luglio 2011, per la positività al Cera al Giro d'Italia 2009, concluso al secondo posto.

SCONTO — Si pensava che la Procura Antidoping di Ettore Torri potesse chiedere una riduzione di 6 mesi di squalifica: si è andati oltre e questo vuol dire che l'apporto di Di Luca ai filoni d'indagine penale gestiti dal pm padovano Roberti è stato molto significativo. Di certo il corridore ha aiutato gli inquirenti a comprendere meglio il sistema doping in Italia. Di Luca, che ha 34 anni, sta già cercando squadra: si era parlato dell'ipotesi Geox ma negli ultimi giorni questa strada si è raffredata.

VOGLIA DI CORRERE — "Sono contento perchè finalmente già da domani posso tornare - ha raccontato l'abruzzese -. Anche se la stagione è praticamente finita, possono tornare a fare il mio lavoro e cercarmi una squadra. In questo anno e mezzo mi sono sempre allenato e adesso è già da un mese che ho iniziato la preparazione invernale. Ora devo solo recuperare il tempo che ho passato lontano dalle gare. Obiettivi? Trovare una squadra e poi cimentarmi con le mie corse, ovvero classiche e Giro d'Italia, poi mi manca un Mondiale che potrebbe rappresentare il clou della mia carriera".

"Voglio trovare una squadra e poi cimentarmi nelle mie corse, classiche e Giro. Poi mi manca un Mondiale"

NOMI — "Nelle passate settimane sono state scritte tante falsità, si è detto che nella mia collaborazione avrei fatto dei nomi e questo non è vero. Alessandro Petacchi ad esempio, che è un mio grande amico, sa benissimo che io non mai fatto il suo nome come non ho fatto quello di altri miei colleghi ciclisti. Ci tengo a ribadirlo, la mia è stata una scelta in favore del ciclismo e non contro gli atleti. Alla Procura di Padova e al pm Benedetto Roberti (che dirige tutte le indagini sul Cera in Italia, n.d.r.) ho spiegato delle metodologie viste negli anni che ho corso. La mia decisione di parlare è stata soprattutto presa per aiutare i giovani e per far capire loro che il ciclismo è uno sport bellissimo, una scuola di vita come poche altre"

"PULITI, SI VINCE" — Di Luca si è poi espresso anche sulle parole di Ettore Torri, capo della procura antidoping del Coni, ("Se non fosse dannoso per la salute degli atleti il doping andrebbe legalizzato") che tanto hanno fatto discutere nel mondo del ciclismo: "Le capisco, e comprendo la sua amarezza perché ha sempre avuto a che fare con sportivi che hanno avuto dei problemi. Però sono certo che i ciclisti non sono tutti dopati, negli ultimi dieci anni le cose sono cambiate e tanto. Posso garantire che la maggior parte dei miei colleghi è pulita. Non è vero che bisogna doparsi per vincere, chi nasce campione resta campione, chi nasce gregario resta gregario".

CONTADOR — "Cosa penso del caso che ha coinvolto Alberto Contador? Per me lui è un grande campione, sta attraversando un periodo non bello e so bene cosa vuol dire". Questo il parere di Danilo Di Luca sul possibile coinvolgimento del ciclista spagnolo Alberto Contador in vicende legate all'uso di sostanze dopanti. "So che ha pensato anche all'ipotesi del ritiro - ha aggiunto il corridore abruzzese - Spero non sia vero perché deve essere ancora giudicato. E comunque io spero di tornare a correre e battermi con lui. Per caso questa estate in vacanza ci siamo incontrati e salutati, per me lui è e resta un grande campione".

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Cunego, test con Sassi

Classiche o grandi Giri?

Damiano Cunego si è sottoposto stamattina ad alcune valutazioni fisiche e ad un test di endurance presso il Centro Mapei. E' il primo atto della nuova collaborazione tra l'equipe diretta da Aldo Sassi e la Lampre Farnese di Giuseppe Saronni

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CASTELLANZA (Va), 12 ottobre 2010 - E' entrata nel vivo la nuova collaborazione scientifica tra la Lampre-Farnese del general manager Giuseppe Saronni e l'equipe del Centro Mapei diretta dal professor Aldo Sassi. Damiano Cunego, accompagnato anche dal direttore sportivo Roberto Damiani, ha sostenuto stamattina un test di endurance. E' stato il primo contatto professionale tra il campione veronese, giunto ad un punto chiave della propria carriera agonistica, e il professor Sassi. Al quale abbiamo girato un quesito spesso oggetto di discussioni nel mondo del ciclismo: Cunego è corridore da classiche o può essere competitivo anche nei grandi giri? Sentite nell'audio come ha risposto il professor Aldo Sassi

http://video.gazzetta.it/ciclismo-aldo-sas...23-00144f02aabc

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"Sto pensando al ritiro

Sono così sconfortato..."

Così Alberto Contador, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Mundo. E i propositi di ritiro sarebbero indipendenti dall'esito del procedimento in corso per la positività al clenbuterolo

Alberto Contador

MADRID (Spa), 12 ottobre 2010 - "Sono così sconfortato, sto pensando di lasciare il ciclismo a prescindere dalla decisione dell'Unione ciclistica internazionale". Alberto Contador valuta l'ipotesi di ritirarsi. Il corridore spagnolo è coinvolto in un controverso caso di doping. L'iberico, trionfatore nell'ultimo Tour de France, è risultato positivo al clenbuterolo un controllo effettuato durante la Grande Boucle. Contador ha provato a spiegare la violazione facendo riferimento ad una contaminazione alimentare. Secondo il quotidiano El Mundo, l'atleta avrebbe manifestato l'intenzione di ritirarsi durante una conversazione con Carlos Castano, presidente della federciclismo spagnola.

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