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Treviso-Siena, anche la tuta blu premia la Montepaschi

di Giuseppe Nigro

Un successo travolgente e due al fotofinish. Siena spazza via Treviso 3-0 ma le ultime due gare della serie hanno detto che la distanza tra le due squadre non è questa. E che, se questa era l’ottava squadra nel tabellone, la Montepaschi avrà il suo daffare quando incrocerà avversarie reduci da una stagione migliore.

Al termine di una stagione rinnegata e da azzerare, la Benetton ha fatto vedere che forse qualcuno di questa squadra merita di esserci anche l’anno prossimo: Rivers, Dixon, Kus... Nicevic è quasi una bandiera. E per una volta la Benetton ha rischiato di vincere coi migliori anche cambiando pelle, anche senza essere squadra da fuochi d’artificio offensivi.

A Siena bastano tre individualità per farcela: l’inizio incisivo di Zisis, il decisivo finale di un McIntyre fin lì opaco e il solito Sato monumentale che è stato nominato con merito miglior giocatore del campionato, al momento l’uomo simbolo di questa squadra e il suo principale riferimento offensivo quando conta.

Quasi a parità di prestazioni balistiche da tre (al 18’ erano 1/22 in due, a inizio secondo tempo entrambe a 1/12, alla fine una 5/24 e l’altra 7/24), Siena l’ha vinta coi loro canestri nel giorno in cui Rivers, Nicevic e Dixon chiudono con un complessivo 6/21 da due, zavorra del 36,1 per cento di squadra veneto.

Sbagliando la metà degli ultimi sei liberi, ma portando a casa il successo grazie all’altra metà segnata, Siena la vince grazie a un paio di deflection, prima che veri e propri rimbalzi, con la partecipazione di Eze e Carraretto, nel testa a testa dalla lunetta dell’ultimo minuto.

Così poco abituata in Italia ai finali in volata, straordinaria la scaltrezza con cui Siena riesce a portarli a casa. Non è perfetta, anche stavolta ha avuto qualche persa e tiro libero sbagliato di troppo, ma le giocate positive alla fine restano sempre più di quelle negative.

www.basketground.it

  • Amministratori
Inviato

02caserta.jpgPepsi Caserta ( 2 ) vs Lottomatica Roma ( 7 ) 07roma.jpg

Gara 3: 83-74

Serie: 3-0

03milano.jpgArmani Jeans Milano ( 3 ) vs Sigma Coatings Montegranaro ( 6 ) 06montegranaro.jpg

Gara 3: 81-75

Serie: 3-0

Qualificate in Eurolega

- Siena diretta

- Roma diretta

Inoltre: se Cantù o Bologna eliminano Siena ( :24: )

- Cantù / Bologna diretta

- Vincente Milano / Caserta ai preliminari

se Siena va in Finale

- Vincente Milano / Caserta diretta

- Perdente Milano / Caserta ai preliminari

Inviato

FASE FINALE SERIE A DILETTANTI: S.Severo sbanca il PalaDozza!

Super colpo di San Severo che in gara 2 sbanca il PalaDozza (55-63). Davvero grandissima la prestazione della squadra di Piero Coen, capace con la sua grande organizzazione difensiva di mettere in difficoltà la Fortitudo e pareggiare la serie sull'1-1. Quattro gli uomini in doppia cifra fra i pugliesi: sugli scudi Fossati (14+6 assist) e Chiarello (12+10 rimbalzo). Per la Fortitudo non basta un Lamma da 16 punti. Deludente la serata del collettivo biancoblù, specie in attacco (10/23 da 2, 10/35 da 3).

grandi ragazzi!!!!!

P.S. non sapevo dove postarla, scusate :63:

Inviato
Vogliamo dire che il logo della Fortitudo rimarrà questo anche il prossimo anno? :D

fortitudoh.png

Buona A2 :D

Buona A2 a chi?

la strada è ancora molto lunga purtroppo :cry:

  • Amministratori
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Bologna-Cantù, la spinta di Collins e Jackson ha acceso la Virtus

di Giuseppe Nigro

Anche la Virtus, dopo Milano, ha trovato l’attacco. In coincidenza con il ritorno di Andre Collins, è soprattutto qui il rientro della Canadian Solar dallo 0-2 al 2-2 nella serie con la Ngc Cantù, a sua volta in calo fisico. La spinta del nuovo backcourt bianconero ha fatto saltare il playbook virtussino, o lo ha modellato sugli istinti della coppia Collins-Jackson, ma ha anche rivoltato i temi e i ritmi della serie tra le due squadre che giocano a più basso numero di possessi del campionato, e anche per questo tra le due migliori difese del torneo.

Per punti subiti (73,5) e valutazione concessa, la Canadian Solar è stata seconda solo dietro Siena. Quarta Cantù che però, a differenza dei bolognesi (attacco meno produttivo del campionato con 74,1 a partita), ha messo in campo anche una certa qualità offensiva, testimoniata dal secondo posto dietro Siena per coefficiente di produttività offensiva, percentuali da tre e percentuali dal campo.

Le abituali medie offensive bolognesi e difensive canturine evidenziano ancora di più i 92 punti di media tenuti dalla Virtus in gara-tre e quattro. Due partite in cui Bologna è salita dal non pessimo 50% da due e 40% da tre dei primi due match al 62,3% da due e 50% da tre delle successive due gare. Ma soprattutto da 14,5 a 24 falli subiti (contro la squadra di A che ne fa meno di tutti) e da 6,5 a 25 (!) tiri liberi tirati nello spostamento della serie dal Pianella a Casalecchio.

Dati che confermano quanto già evidente a occhio nudo, con un diverso atteggiamento nell’attaccare l’area (e forse di Cantù nel difenderla, anche senza Ortner) con le penetrazioni nord-sud di Collins e Jackson a generare buoni tiri anche sugli scarichi. E’ anche così che l’ultimo arrivato, escludendo gara-tre, viaggia nella serie a 10,3 tiri da due presi di media e 4,6 assist.

E’ anche così che Collins (10,4 punti di media in campionato e 24 ai playoff) ha raddoppiato da 1,7 a 3 i falli subiti e soprattutto da 4,8 a 9 le triple tentate (peraltro passando da 39,6 a 55,6% per cento), con una maggiore ricerca della conclusione da pick&roll o in transizione, rispetto al gioco più controllato tenuto finora.

Quanto è irreversibile il cambio di pelle della Virtus? Si dice in genere che questo non sia il basket che funziona ai playoff. Se sia solo un luogo comune, lo dirà gara-cinque, quando però la Virtus sa di poter attingere anche al patrimonio di ruvidezza, mestiere e scaltrezza che Lardo e le caratteristiche di altri giocatori le hanno dato per tutto l’anno.

www.basketground.it

  • Amministratori
Inviato
Semifinali
01siena.jpg Montepaschi Siena ( 1 ) vs NGC Cantù ( 4 ) 04cant.jpg
Gara 1: Martedì 1° Giugno 2010, ore 20.30 @ Siena
Gara 2: Giovedì 3 Giugno 2010, ore 20.30 @ Siena
Gara 3: Sabato 5 Giugno 2010, ore 20.30 @ Cantù
ev. Gara 4: Lunedì 7 Giugno 2010, ore 20.30 @ Cantù
ev. Gara 5: Mercoledì 9 Giugno 2010, ore 20.30 @ Siena
Serie: 0-0

02caserta.jpg Pepsi Caserta ( 2 ) vs Armani Jeans Milano ( 3 ) 03milano.jpg
Gara 1: Mercoledì 2 Giugno 2010, ore 20.30 @ Caserta
Gara 2: Venerdì 4 Giugno 2010, ore 20.30 @ Caserta
Gara 3: Domenica 6 Giugno 2010, ore 20.30 @ Milano
ev. Gara 4: Martedì 8 Giugno 2010, ore 20.30 @ Milano
ev. Gara 5: Giovedì 10 Giugno 2010, ore 20.30 @ Caserta
Serie: 0-0
Inviato

emmea suuuuuuuuuuuuuuuuuuuucaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!

assurda l'invasione di campo finale manco avessimo vinto lo scudetto :lol::lol: anche se il nostro scudetto noi l'abbiamo vinto.. col budget più basso della serie A arrivare in semifinale direi che si può ritenere un risultato soddisfacente 8)

  • Amministratori
Inviato

Stop al televoto: salutiamo le prime quattro (di Pietro Scibetta)

Se Gene Gnocchi si occupasse anche di basket, forse oggi il suo "Rompi Pallone" sulla "Gazzetta dello Sport" suonerebbe così: “Obiettivo stagionale raggiunto per Roma e Bologna: nessuna delle due incontrerà Siena nei playoff”. Questo, infatti, può essere annoverato tra i primi verdetti della postseason italiana. Ci sia concessa una battuta inoffensiva, abbiamo visto, letto e sentito fin troppe cose di chi si prende troppo sul serio. Allora congediamo le prime quattro eliminate, con un saluto, un ringraziamento e un personale pensiero:

#5 Canadian Solar Bologna

Due partite pessime, due partite buone (mettendosi in mano al duo Collins-Jackson), un’uscita al primo turno giusta per il livello qualitativo del basket che ha prodotto e per le condizioni generali della squadra (non buone, fisicamente), che certo non abbondava in talenti. Ha fatto di tutto, con le sue mani, per mettersi in difficoltà anche dal punto di vista psicologico: le esternazioni sulla stampa del GM Faraoni e del patròn Sabatini non potevano giovare a nessuno, e non hanno giovato. Il putiferio emerso dopo la partita di regular season a Roma è stato come mettere la ciliegina sulla torta. Abbandonando le idee di mesi e facendo correre la palla e i piccoli americani ha fatto cose buone, ma comunque troppo poco, perché Cantù è una squadra nel vero senso della parola, bene allenata, ma anche corta e con un talento relativo. Quindi non si tratta di un’uscita di scena da standing ovation, ma di un’uscita di scena normale per una squadra normale che, alla fine, non ha comunicato molto: e soprattuto, da qui, si riparte per andare dove?

#6 Sigma Coatings Montegranaro

L’impressione che abbiamo avuto era quella di una squadra scarica prima di tutto dal punto di vista psicologico. Non ha trasmesso grande entusiasmo, non ha trasmesso la gioia di esserci, non ha trasmesso la voglia di azzannare l’avversario per centrare un risultato storico. Ed è un peccato (per loro) perché gli spazi c’erano, abbondantemente. Ha fatto di tutto per perdere le prime due partite della serie a Milano, alla fine c’è riuscita. È anche vero che, pure qui, stiamo parlando di un roster di qualità relative per l’alto livello. L’ennesimo prodotto di un campionato che non esprime un vero vertice, livellato inesorabilmente verso il basso e dove le “sorprese” della stagione (stagione dopo stagione...) si scoprono alla fine o troppo corte, o troppo acerbe, o non abbastanza forti per reggere le aspettative di una stagione (molto) positiva. La colpa non è di Montegranaro che ha fatto molto più di quanto doveva, ma di chi ha fatto meno, creando così qualche equivoco. Quali? Per esempio Maestranzi non è un giocatore associabile alla Nazionale. Non perché non è italiano di nascita, ma perché non è di quel livello.

#7 Lottomatica Roma

Roma, forse, è quella che ha fatto il tonfo più fragoroso. Eppure avrebbe molto: un proprietario molto facoltoso, la possibilità di giocare in un palazzo grande, la licenza pluriennale di Eurolega e un parterre sempre pieno di personalità anche politiche (Veltroni su tutti), un qualcosa da sempre invocato come soluzione ai problemi del basket (per acquisire credito e visibilità presso le alte sfere). Poi però ci sarebbe anche il basket: squadra sbagliata, con parecchi doppioni e giocatori senza ruolo definito, allenatore confermato dalla scorsa stagione malgrado i problemi denunciati in corso d’opera e l’eliminazione al primo turno da Biella, lo stesso poi sostituito dopo un inizio disastroso (ma vincendo le prime 3 gare in Eurolega!), poi alti e bassi (più gli alti, a onor del vero, compresa la vittoria su Siena), il tutto però per concludere con un inglorioso 0-3 contro Caserta. Tutto porta a pensare che alcuni pesantissimi contratti (di italiani, soprattutto) andranno rivisti, che i giocatori americani cambieranno, che l’allenatore ancora non si sa. Però Toti parla di continuità: di chi? Di cosa? Vedremo.

#8 Benetton Treviso

Inguardabile per larghissimi tratti della stagione, il cambio di allenatore da Vitucci a Repesa non ha prodotto granché in termini assoluti, e soprattutto le modalità di questa operazione sono state sconcertanti, per il poco rispetto dimostrato a un uomo del club come l’ex allenatore di Imola e Scafati. Detto questo, per quanto debba sembrare paradossale, la Benetton ci ha regalato la serie più interessante, quella contro Siena. Il 3-0 per i campioni d’Italia in questo caso non riflette quanto s’è visto in campo, se si eccettua la mattanza di gara-1. Repesa ha preparato benissimo la serie, forte di un credito di fiducia dei suoi ottenuti dalla vittoria al PalaSclavo in regular season (evento finora unico nella gestione Pianigiani, che sembre contro Repesa ha accusato la sua unica sconfitta interna nei playoff), la sua Treviso è andata vicinissima a vincere sia in gara-2 (overtime a Siena) che in gara-3 (Kus ha avuto un comodo tiro per pareggiare e prolungare la partita) e soprattutto ha costretto il coach senese a cambiare i suoi piani (Sato su Dixon in gara-3). Adesso siamo curiosi di vedere come ripartirà.

fonte: www.basketground.it

  • Amministratori
Inviato

HEAD TO HEAD/ Caserta - Milano

La situazione

Caserta/ Dall’inizio di aprile a oggi ha perso solo contro Siena, vincendo otto gare su nove giocate. Certo ora dovrà abituarsi a sfidare una squadra che non sia la Lottomatica, avversaria delle ultime quattro partite. Jumaine Jones è in una forma spaziale e Milano per lui non è un’avversaria normale, ai magnifici quattro (lui, Bowers, Ere e Di Bella) si aggiunga la possibilità di scegliere accanto a Michelori tra Kavaliauskas e Marquis.

Milano/ Non gli succedeva da febbraio di mettere in fila più di due vittorie consecutive, lo ha fatto con Montegranaro anche se i primi due successi sono stati a dir poco miseri. Fatto sta che nelle ultime sei gare ha perso solo a Treviso, e i risultati alimentano il circolo virtuoso che l’ha portata a chiudere in crescendo la serie con la Sigma. Finley è già tornato a essere un fattore, Rocca una certezza, Maciulis, Mordente e Mancinelli li spalleggiano meglio di Hall e Bulleri o dei nuovi Arnold e Monroe. Sparito Becirovic.

I confronti diretti

2-0 Caserta

A - CAS-MIL 104-100 dts (C: Ere 31, Bowers 25, Di Bella 22, Jones 13; M: Finley 24, Petravicius 17, Acker 16, Mancinelli 13, Maciulis 10)

R - MIL-CAS 85-94 (M: Mordente 22, Viggiano 15, Acker 12, Rocca 10; C: Michelori 23, Jones 20, Hite 16, Ere 14, Di Bella 13)

I duelli chiave

Chi lo ferma Jumaine Jones? L’uomo che avrebbe dovuto vestire la casacca biancorossa nella passata stagione (prima della storia del doppio contratto con Milano e Ural Great) è stato assolutamente devastante contro Roma (18.3 punti e 17 rimbalzi di media, con il 60% da due e il 50% da fuori!), ma soprattutto nelle due gare contro l’Armani Jeans ha prodotto una doppia-doppia (13+10 a Caserta) e una prestazione da campionissimo nel match di ritorno (20 con 7 rimbalzi e 8/12 al tiro).

Soprattutto, il "4" designato milanese, Mike Hall, aveva saltato l’andata (messo fuori squadra per ragioni disciplinari) e al ritorno chiuse con "," alla voce punti, in 24 minuti, dopo aver avvertito Sacripanti su Facebook che meditava vendetta (il coach, allora alla Scavolini, non schierò mai Hall, arrivato a Pesaro a fine stagione). Se il pluriespressivo americano milanese non pareggia il conto con JJ, chi lo farà?

In panchina

Pino Sacripanti ha raggiunto il secondo posto affidandosi alle qualità atletiche, soprattutto, che la sua squadra è in grado di esprimere. Che si traduce in alto ritmo, non necessariamente in grande bilanciamento offensivo, anche perché il suo playmaker di ruolo (Fabio Di Bella) non è un ragionatore. Di certo, con Jones, Michelori, Kavaliauskas (o Marquis) la può mettere sul piano dei muscoli vicino a canestro, sebbene Jones non sia un lungo puro ma abbia comunque la consistenza per essere importante.

Tolto l’acciaccato Rocca e il neo-arrivati Arnold, di lunghi veri Milano non ne ha, e quindi l’ex coach canturino potrebbe giocarsi lì la partita. Di Bella, Koszarek e magari Bowers dovranno contenere le velleità di Finley e Bulleri, lo stesso Bowers ed Ere dovranno attaccare difensori sospetti come Mordente e Maciulis. Bucchi deve trovare l’antidoto al controllo dei rimbalzi da parte di Caserta.

A Milano, accettando il ritmo dei campani, finì male. Può provare a trascinarli, invece, su un falso ritmo, giocandosela ai 70, anche perché l’AJ segna poco e con fatica. Maciulis spalle a canestro può essere un’arma interessante, come giocare con Finley e Bulleri insieme visto che nemmeno gli avversari hanno coppie di esterni titaniche.

Occhio a...

Il rendimento degli americani di Milano. Nelle prime tre gare di playoff, Finley (l’unico in doppia cifra con 11.0 punti a sera), Hall, Monroe e Arnold hanno messo insieme 24.1 punti di media. Dall’altra parte il solo Jumaine Jones copre due terzi di questo fatturato. Se l’AJ vuole andare avanti, non può affidarsi a Rocca ancora per molto come terminale offensivo, servirebbe un contributo fattivo da chi sarebbe designato a darlo. Aaron Dornekamp, il canadese di Caserta, aveva iniziato la stagione con quattro doppie cifre (per punti) in sette gare. Poi più nulla fino ai 19 in 23 minuti segnati contro Roma in gara-1 dei quarti di finale. Saprà ancora essere un fattore?

Pronostico

Caserta 60% - Milano 40%

HEAD TO HEAD/ Siena - Cantù

La situazione

Siena/ La serie con Treviso si è rivelata probante e per questo la Montepaschi ne esce fortificata, capace di vincere tre volte in tre modi diversi (per distacco, ai 100 punti e ai 60 punti). Sato è assolutamente inarrestabile, Hawkins è in crescendo nel momento in cui si decide la stagione italiana e McIntyre si è ricucito il ruolo di leader offensivo. Per precedenti e stato di forma, Zisis potrebbe essere l’uomo della serie con Cantù.

Cantù/ Arriva alla serie con Siena con quattro giorni di riposo in meno e certa di dover fare a meno di Ortner per altre tre settimane, e dunque per tutta la semifinale. Ha mostrato la corda nelle due gare di quarti giocate a Bologna. Le chiavi della squadra sono ormai stabilmente nelle mani di Markoishvili e Micov, ma anche di Leunen e Green, più che di Mazzarino. Per bocca di Trinchieri, punta per ora a fare una grande gara-tre. Realistico.

I confronti diretti

2-0 Siena

A - CAN-SIE 56-87 (C: Mian 11, Leunen 10, Ortner Lydeka e Markoishvili 9; S: Lavrinovic 20, Sato 14, McIntyre 11, Domercant e Zisis 10)

R - SIE-CAN 82-59 (C: Lavrinovic 15, Hawkins 13, McIntyre 10, Zisis 9; C: Markoishvili e Micov 14, Leunen 11, Ortner 10)

I duelli chiave

Difficile individuarne uno, data la differenza di valori tecnici. Cantù dovra strafare come squadra, non ha un singolo in grado di poter - da solo - condizionare i piani tattici senesi. Se la gioca solo se vince le battaglie relative al numero di possessi (sorvegliare l’area, andare a rimbalzo d’attacco, gestione delle palle perse), altrimenti non ha una sola possibilità. Siena è più lunga, più esperta, più talentuosa, più forte.

In panchina

Cosa si può inventare Andrea Trinchieri per rendere Siena-Cantù una vera e propria serie? Domanda ostica. Davvero. Sulla carta non c’è un solo settore del gioco in cui i brianzoli si avvicinano ai campioni d’Italia. Può provare a fare quello che ha fatto Treviso, ossia attaccare Mc Intyre, magari portandolo in post con Green. Ma Pianigiani potrebbe dirottarci ora Sato, ora Domercant, ora Hawkins, lascianto a T-Mac il compito di seguire Mazzarino, che certo non è un giocatore pericoloso nell’uno contro uno, quanto nel tiro da fuori. Senza contare che c’è Zisis.

Può provare ad aprire il campo con Leunen, ma Stonerook può seguirlo lontano dal canestro ed è uno capace di mandare fuori giri chiunque. E poi c’è Lavrinovic. Che può stare teoricamente con Leunen e può costringere Lydeka a seguirlo, se non è impegnato a darsele in area con Eze. Micov se la vedrà con Sato, MVP del campionato. Di sfide per l’allenatore canturino ce ne sono a pacchi, a cominciare dal confronto diretto con il coach campione d’Italia e c.t. azzurro.

Occhio a...

L’effetto Pianella: Shaun Stonerook è stato lanciato in Italia da Cantù e sa bene cosa significa giocare in quel palazzetto una partita importante. Lo sa anche il resto di Siena, ovviamente. Ma quel posto è capace di moltiplicare le forze dei padroni di casa, che, se come tutto fa presumere ci arriveranno sotto 0-2, daranno tutto quello che possono dare davanti al proprio pubblico per prolungare la serie e creare una grande sorpresa. L’arma canturina potrebbe essere il tiro da fuori, visto che farà fatica a crearsi opportunità spalle a canestro. Nelle vittorie tira da tre con oltre il 43%, che sale addirittura al 46.3% nelle vittorie esterne.

Pronostico

99% Siena - 1% Cantù

  • Amministratori
Inviato

02caserta.jpg Pepsi Caserta ( 2 ) vs Armani Jeans Milano ( 3 ) 03milano.jpg

Gara 1: 80-90

Serie: 0-1

Siena-Cantù, se il 13/18 da tre della Mps non è solo un episodio

da Siena Giuseppe Nigro

Nei due precedenti stagionali con la Montepaschi, Cantù non era mai arrivata ai 60 punti segnati. In gara-uno di semifinale la Ngc ha giocato una partita offensivamente non molto lontana dalle proprie medie stagionali, seppur con la tara dell’ininfluente ultimo quarto da 29 punti.

La differenza è arrivata semmai dall’altra parte del campo. Al riposo con un +14 non ancora definitivo, il banco è saltato col 6/6 da tre nel terzo periodo della Montepaschi, che ha chiuso con otto giocatori con almeno una tripla realizzata.

Il 13/18 da tre di Siena, 72 per cento, è in parte la prestazione incredibile di un giorno, perché i tiri devono pur sempre entrare, anche se è più facile che succeda quando sono ben costruiti. Ma il dato che pesa per Cantù è il 51,4 per cento subito da tre punti nelle ultime cinque partite giocate.

Una partita può essere un episodio, cinque cominciano a evidenziare qualcosa di strutturale, tanto più se coincidono con quelle giocate senza Ortner, segno che la coperta difensiva ha cominciato a farsi un po’ corta senza l’austriaco. Ma la storia già vista nei quarti di finale dice dal resto della serie è lecito aspettarsi che ora il gioco si sposti su altri binari

fonte: www.basketground.it

  • Amministratori
Inviato

Caserta-Milano, quando gli Usa sono quelli che non ti aspetti

di Pietro Scibetta

Quando gli americani fanno gli americani cambia tutto. Avevamo scritto, dati alla mano, che il punto debole di Milano in attacco stava nel rendimento assolutamente inaccettabile dei suoi colored USA. Dall’altra parte c’era un Jumaine Jones stellare. In gara-1 della serie è cambiato tutto quanto.

Ma sappiamo anche che i playoff sono una bestia strana, Mike Hall ha giocato il suo miglior basket da mesi (soprattutto nella prima metà del match) ed è riuscito a trascinarsi Jones in una guerra di nervi abbondantemente vinta. Poi, non si parli di esecuzioni, non si parli di gioco fluido (in particolare per demerito di una Caserta da 10/35 da tre punti), ma possiamo parlare della qualità umana di Chris Monroe e Jamie Arnold, entrambi sottotono fino al 20’ (anche 2 falli in attacco per l’ex lungo della Virtus Bologna), e del loro istinto.

Insieme hanno combinato per un incredibile 15/16 dal campo, Arnold ha segnato 14 punti nel solo ultimo quarto affidandosi al gancio andando verso il fondo, il suo collega ha materializzato l’1-0 milanese con una tripla da fermo, senza ritmo e senza logica per il +6 (82-76). Caserta ha pagato i suoi classici peccati: non riuscendo a correre s’è sbriciolata nella sua difficoltà di giocare a metà campo.

Sul playmaking di Di Bella abbiamo già detto, i tiri presi in certi momenti da Bowers, Ere e Jones sono incommentabili tatticamente, un secondo quarto di una semifinale scudetto in cui Phil Martin si gioca quattro possessi consecutivi (1 fallo in attacco, 2 errori al tiro e 2 punti) dice molto.

Milano si prende un punto che potrebbe essere già fondamentale, ma di giocatori sotto al par ce ne sono stati molti (Finley, Mordente, Maciulis con i suoi storici problemi di falli), e comunque che siano gli ultimi due arrivati a tirarsi dietro la truppa in generale non è mai un segnale troppo confortante. Ma chi c’era prima di loro, evidentemente, non è in grado di elevare il suo rendimento fino a questo punto, altrimenti Milano non avrebbe i problemi che ha.

La serie rischia di essere ancora lunga, anche perché non sempre la panchina dell’AJ produrrà 56 punti e non sempre Jumaine Jones chiuderà con 3/11 dal campo. Ancora una parola, per chiudere, su Jamie Arnold: vedere un giocatore produttivo in post basso con questa continuità in una singola partita non ci accadeva da una vita. Ci siamo quasi commossi.

fonte: la solita

P.s. Fedeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee :woohoo:

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