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Inviato
il campo da calcio è un campo d'erba dove 22 si corrono dietro in cerca di un pallone.. non mi sembra nulla di extraterrestre insomma nè di gente che deve dare il buon esempio..

L'hai detto te e te l'ho sottolineato.. non mi pare che sia stato fatto :D

Inviato
Roma, 17 mag. - (Adnkronos) - L'ombra di un serial killer sulla Capitale dopo dieci misteriosi omicidi perfetti in 10 mesi. E' il Tg5, in un servizio dell'edizione delle 13, a raccontare la vicenda macabra di un 'filo rosso' che unisce le morti di dieci persone a Roma. E' stato grazie alla squadra speciale della Questura di Roma sui 'Cold Case' che è stato possibile trovare il filo che unisce tutti gli omicidi. E il responsabile ha le ore contate.

Dieci omicidi quasi perfetti, tanto da essere stati attribuiti inizialmente a morte naturale, a incidenti stradali o complicanze cliniche. Ma, come spiega il servizio del Tg5, sarebbero invece opera di una stessa persona, un assassino che ha studiato per giorni le sue vittime, analizzato i loro movimenti.

Un assassino astuto ma non abbastanza, perché non è riuscito a sfuggire ai poliziotti della squadra 'Cold Case' della Questura di Roma. Agenti che non mollano mai e che lavorano, continua il servizio, per risolvere delitti irrisolti, per dare una risposta ai familiari delle vittime rimaste senza un perché.

I dieci omicidi erano giunti ad un passo dall'archiviazione, ma gli agenti, dopo averli riuniti in un unico faldone, avrebbero trovato similitudini tra i diversi delitti: similitudini inquietanti per il luogo, la dinamica e l'eta' (sono infatti tutti anziani). Il killer, rimasto fino ad ora un fantasma, non è più invisibile ma ha le ore contate. I quattro agenti della sezione omicidi si sono serviti della biologia forense e delle analisi del dna per fare in modo che il serial killer saldi il suo lungo conto di sangue con la giustizia.

Non c'è niente da ridere, ma mi vie' da ride lo stesso :rotfl:

Inviato

Piazza san babila invasa dalle api.....

.........sta arrivando la fine del mondo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :)

Inviato

SANGUE A LARGO DI GAZA

GAZA - Medio Oriente in fiamme, alta tensione attorno alle ambasciate di Israele e Onu in fibrillazione dopo la morte di 10 membri della Freedom Flotilla, convoglio di Ong 1 in navigazione verso le acque territoriali di Gaza con un carico di aiuti umanitari, uccisi nella notte durante l'abbordaggio ad opera di commandos israeliani. Secondo l'emittente Al Jazeera, sei vittime sono di nazionalità turca, per Al Arabiya i turchi sono nove, mentre gli altri attivisti uccisi sono di origini arabe. Vi sarebbero anche 26 feriti, di cui uno grave, mentre l'esercito israeliano parla di quattro soldati feriti. La Farnesina conferma la presenza di italiani a bordo ma esclude che ve ne siano tra le vittime. In un primo tempo si era parlato di 19 vittime, ma il numero totale resta comunque incerto.

La nave. Teatro dell'accaduto una nave turca, la "Mavi Marmara", obiettivo del blitz portato dai commandos di Tel Aviv tra le 4,30 e le 5 del mattino a circa 75 miglia dalle coste israeliane. Che l'incidente sia avvenuto in acque internazionali è l'unico elemento in comune tra le versioni dell'accaduto fornite dai responsabili di Freedom Flotilla e le fonti della difesa di Tel Aviv, che ha imposto la censura ai media d'Israele. Cosa abbia indotto i militari israeliani ad aprire il fuoco contro i militanti delle Ong è tutto da chiarire. E non sarà facile, visto il reciproco scaricabarile in cui si sono prodotte in queste ore le parti in causa.

Nave in porto, attivisti arrestati. Dopo l'assalto, le navi della "Freedom Flotilla" sono state dirette verso i porti israeliani di Haifa e Ashdod, dove la "Mavi Marmaris" è arrivata nel pomeriggio con a bordo più di 500 attivisti. Secondo la tv satellitare Al-Arabiya, un'ottantina di pacifisti sono stati arrestati e tradotti in carcere dalle autorità israeliane, il resto potrebbe essere espulso.

La dinamica. In passato, le missioni pacifiste non erano mai riuscite a oltrepassare il blocco israeliano attorno alle acque territoriali di Gaza. Questa volta la situazione è precipitata finendo in un "massacro", come denuncia il presidente dell'autorità palestinese Abu Mazen, che ha indetto tre giorni di lutto nei territori. La difesa israeliana descrive "spari dalla nave" contro i commando che si apprestavano a salirvi a bordo, "passeggeri armati di coltelli" che tentano di strappare le armi ai soldati". "Di fronte alla necessità di difendere la propria vita, i soldati hanno impiegato dei mezzi anti-sommossa e hanno aperto il fuoco" è la prima, logica conclusione delle autorità militari israeliane. Più tardi, di fronte alle proteste, nelle piazze come nelle sedi diplomatiche, il generale Avi Benayahu, portavoce dell'esercito israeliano, ammette che l'operazione si è svolta in acque internazionali e ricorda che dal 1993, anno degli accordi di Oslo, Israele ha mantenuto il controllo delle acque territoriali a largo della striscia di Gaza per una distanza di 20 miglia. "Capire le dinamiche dell'incidente è fondamentale per attribuire le colpe" l'ultima parola del generale, che dice di ignorare da chi sia partito l'ordine di sparare. Nel frattempo, il ministero degli Esteri fa sapere di aver trovato armi a bordo della Flotta.

Il video. Per avvalorare la tesi di una "reazione" delle proprie forze armate a un attacco da parte dei militanti delle Ong a bordo della "Mavi Marmara", la difesa israeliana diffonde un VIDEO 2, accompagnato da un commento in sovrimpressione. In cui si descrive, in sequenza, il "primo soldato ferito e gettato sul ponte sottostante", l'"attacco per mezzo di una spranga di ferro", poi con "un grosso oggetto metallico", le "decine di passeggeri scatenati che picchiano un soldato israeliano e tentano di sequestrarlo". E ancora, il "lancio di una granata assordante" e di "una bottiglia molotov" contro i militari.

Armi a bordo, la smentita delle ong. "E' una bugia, non abbiamo aperto il fuoco" la secca replica di Greta Berlin, leader del Free Gaza Movement, una delle ong che ha organizzato la flottiglia della pace. Ma ben presto è chiaro che il vero braccio di ferro di Israele non è con i pacifisti ma con la Turchia, anche perché tra le vittime pare vi sia un deputato turco. Un confronto duro, che avviene mentre i leader dei due paesi sono lontani. Il premier israeliano Benjamin Netanyhahu viene richiamato in patria dal Canada, prima tappa di una visita in Nord America. Inizialmente decide di non annullare l'incontro previsto domani con il presidente Usa Barack Obama, poi la radio militare annuncia il suo ritorno in patria. Nessuna esitazione per il primo ministro Tayyip Erdogan, impegnato in un viaggio ufficiale in America Latina, che sulla via del ritorno definisce "terrorismo di Stato" il blitz israeliano contro la nave turca.

La Turchia. Ad Ankara, mentre il vicepremier Bulent Airnc tiene una riunione di emergenza con, tra gli altri, il ministro dell'Interno, il comandante della Marina e il capo delle operazioni dell'esercito, viene convocato l'ambasciatore israeliano Gaby Levy al ministero degli Esteri per denunciare un attacco "inaccettabile", dalle "conseguenze irreparabili" e per annunciargli una "perentoria reazione". In particolare, all'ambasciatore le autorità turche chiedono la consegna al più presto dei cittadini turchi rimasti feriti. Poi il governo di Ankara rompe le relazioni con Tel Aviv e richiama in patria il suo ambasciatore. Il tutto mentre almeno 5mile persone si ritrovano a Istanbul tra il consolato di Israele e la centralissima piazza Taksim in segno di protesta, con la polizia che fatica a contenere la rabbia popolare. A quel punto, Israele chiede ai propri cittadini presenti in Turchia di lasciare immediatamente il paese e di rientrare in patria per non esporsi a ritorsioni. Intanto Ankara chiede alla Nato una riunione straordinaria a livello di ambasciatori: il blitz israeliano è equivalente, per le autorità turche, all'aggressione a un membro dell'Alleanza Atlantica. La riunione si terrà domani a Bruxelles, presieduta dal vice segretario generale della Nato, Claudio Bisogniero.

La protesta. La protesta esplode anche nelle piazze palestinesi, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. A Gaza City, chi attendeva al porto l'arrivo delle navi con gli aiuti passa dalla speranza alla rabbia, gruppi di manifestanti sempre più numerosi cominciano a radunarsi in centro, soprattutto dopo l'appello di Hamas all'intifada contro tutte le ambasciate di Israele nel mondo e dopo l'invito del capo del governo "di fatto" di Gaza, Ismail Hanyeh, a dar vita a una "giornata della collera" contro "i crimini sionisti". Quando si diffonde la voce che nell'assalto dei commandos israeliani è rimasto gravemente ferito lo sceicco Raed Sallah, leader del Movimento islamico nel Nord di Israele che vive a Um el-Fahem, la polizia eleva lo stato di allerta nelle zona del Wadi Ara (60 chilometri a nord di Tel Aviv). In Giordania, alcune centinaia di manifestanti chiedono l'immediata chiusura dell'ambasciata israeliana ad Amman. Tafferugli anche in Israele, all'Università di Haifa, la più multietnica fra le maggiori città, fra studenti arabi ed ebrei.

"Israele, persa ogni legittimità internazionale". Il tutto mentre a Teheran il presidente Ahmadinejad lancia nuovi anatemi di fuoco contro la violenza dei sionisti e un centinaio di persone si ritrova davanti agli uffici dell'Onu gridando "morte a Israele". Le notizie allarmano il Palazzo di Vetro. Così, mentre il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon condanna l'azione militare di Israele, il Consiglio di sicurezza, presidenza di turno libanese, convoca una riunione straordinaria per affrontare la situazione. Dove il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, tuona contro Israele. "Ha perso ogni legittimità all'interno della comunità internazionale", "un atto di barbarie", "un assassinio di Stato", le espressioni usate dal capo della diplomazia di Ankara, che conclude chiedendo un'inchiesta urgente sull'accaduto. "Deve partire immediatamente".

"Pacifisti con altri fini". Davanti al Consiglio di Sicurezza, la replica di Israele arriva per voce del vice-ambasciatore all'Onu, Daniel Carmon. Che accusa apertamente la flottiglia delle Ong attaccata dai militari di Tel Aviv di avere "altri fini", diversi da quelli umanitari. "Che pacifisti sono quelli che usano mazze e prendono le armi dei nostri soldati, puntandole poi contro di loro?". L'intervento di Carmon chiude la sessione pubblica del dibattito e i 15 membri del Consiglio si riuniscono a porte chiuse.

Inviato

quanti giorni passeranno prima della rappresaglia di hamas... secondo me già stanno preparando i razzi...

...speriamo che obama faccia valere il suo nobel dato sulla fiducia e non tradisca questa fiducia...

anche perchè ora israele si può sentire minacciato anche dalla lega araba e dalla turchia.... almeno politicamente...

Inviato

Gli Israeliani stanno tirando troppo la corsa ... prima o poi si spezzerà

Inviato
secondo me la corda :lol::wink:

Comunque son d'accordo. Ma il problema resta a monte. A loro è permesso molto di più che ad altri :(

In effetti la corda :biggrin:

diciamo che hanno una potente raccomandazione

Inviato

Pisa vince la 55° regata delle antiche Repubbliche Marinare. Oggi su RaiDue mi era anche sembrato di vedere Bubba nel corteo storico a Genova..

Inviato
Pisa vince la 55° regata delle antiche Repubbliche Marinare. Oggi su RaiDue mi era anche sembrato di vedere Bubba nel corteo storico a Genova..

:lol: fugge in francia :lol:

  • 2 weeks later...
Inviato
A ‘Nouvelle Star’ Ramon e Francois si baciano davanti a tutti.

I talent show, come i reality, sono programmi televisivi in cui può succedere veramente di tutto. I concorrenti hanno lo scopo di dimostrare il loro talento, e per questo si impegnano e lottano duramente. Nel contempo, però, spesso accade che tra coloro che partecipano ad un talent si instaurino rapporti molto forti, che possono sfociare in amicizia o, addirittura, in amore.

Ciò è accaduto più volte ad Amici, talent show di Maria De Filippi (dove, ad esempio, nell'ulitma edizione sono nate le coppie Enrico Nigiotti - Elena D'Amario e Pierdavide Carone - Grazia Striano) e recentemente nel talent francese ‘Nouvelle Star’, che va in onda sul canale ‘Métropol 6’, seguitissimo oltralpe, in cui però si è verificata una piccola ‘variazione sul tema’.

Ramon e Francois, appunto due concorrenti di ‘Nouvelle Star’, talent che conta diverse somiglianze con ‘Amici’ e con ‘Pop Idol’, si esibiscono in coppia cantando il brano ‘Vous permettez monsieur’, portato al successo da Salvatore Adamo nel 1964, quando alla fine della loro performance fanno un ‘casquet’ e stupiscono tutti scambiandosi un appassionato bacio sulle labbra.

Dobbiamo ammettere che il bacio dura pochi attimi, ma è più che sufficiente perchè i due concorrenti raggiungano lo scopo che si sono prefissi: rendere pubblico il loro amore, nato dietro le quinte del talent show e per nulla ostacolato dal fatto che i due ragazzi nel gioco sono avversari e lottano l’uno contro l’altro.

Comunque, dopo quello che è stato considerato come il primo bacio gay nella storia dei talent, Ramon e Francois fanno il bis durante le eliminazioni, ma poi sono costretti a separarsi, poiché Ramon viene eliminato dalla gara. Intanto, però, la passione si è accesa, e i due ragazzi garantiscono che il loro amore continuerà anche a telecamere spente.

Era ora :D

In Italia ce lo sognamo :(

  • 2 weeks later...
Inviato

TERNI (29 giugno) - Pietro Taricone è morto poco dopo le 2,30 nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Maria di Terni, dove era stato trasferito dopo un'operazione durata oltre nove ore eseguita per arrestare le gravi emorragie e ridurre le numerose fratture riportate ieri nelle fasi finali di un lancio col paracadute. Il decesso è stato provocato da improvvise complicazioni. Aveva 35 anni (era nato a Frosinone il 4 febbraio 1975, la famiglia è originaria di Trasacco, in provincia de L'Aquila), lascia la compagna Kasia Smutniak e una figlia di 6 anni, Sophie.

È stata portata all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Terni e messa a disposizione della magistratura la salma dell'attore Pietro Taricone. Sarà quindi ora l'autorità giudiziaria a decidere se disporre l'autopsia. Il direttore sanitario dell'ospedale di Terni, Leonardo Bartolucci ha parlato di uno «stato di choc protrattosi per tutto il tempo» e che poi ha portato alla morte dopo un lunghissimo intervento chirurgico. Lo stesso medico ha ribadito che Taricone non ha mai ripreso conoscenza, così come sempre praticamente assente è stata la pressione arteriosa.

Un piccolo gruppo di parenti ed amici si è radunato stamani davanti all'istituto di Anatomia Patologica dell'ospedale di Terni dove è stata portata la salma dell'attore Pietro Taricone, morto la notte scorsa. Tra loro, al momento, nessun volto noto. Parenti e amici dell'attore rimangono in disparte, evitando di parlare con i giornalisti

Ieri pomeriggio Taricone era rimasto gravemente ferito nelle fasi finali di un lancio presso l'aviosuperficie di Terni, sotto gli occhi di Kasia Smutniak. Rianimato sul posto da personale del 118 dopo avere subito un arresto cardio-circolatorio, era stato trasferito in ospedale dove gli sono riscontrate diverse fratture alle gambe e al bacino e copiose emorragie alla testa e all'addome. Era stato quindi operato per oltre nove ore dalle equipe di chirurgia generale e vascolare, con il supporto di diversi specialisti, e l'intervento aveva permesso di risolvere il problema legato alle perdite di sangue e di ridurre le fratture. Poi la morte senza che avesse mai ripreso conoscenza. Con l'attore è sempre rimasta in ospedale Kasia Smutniak, che si era lanciata con il paracadute poco dopo di lui dallo stesso aereo. Insieme a loro i parenti più stretti della coppia.

L'incidente. Taricone, alcune centinaia di lanci già sulle spalle, era a Terni per partecipare a un corso per la sicurezza in volo riservato a paracadutisti esperti. Al corso, denominato Vela, partecipavano otto paracadutisti. Come gli altri, Taricone aveva seguito due ore di teoria. Quindi un primo lancio senza problemi. L'attore è poi nuovamente salito su un Cessna che ha raggiunto una quota di 1.500-2.000 metri. Taricone si è lanciato per primo dal velivolo e il suo paracadute ad ala si è aperto regolarmente a 1.200 metri dal suolo. A circa 50 metri da terra doveva eseguire una manovra di frenata ma l'ha ritardata ai 20 metri, finendo a terra a una velocità superiore a quella prevista e causandosi le gravi lesioni che poi ne hanno provocato la morte.

Taricone aveva raggiunto la fama con la prima edizione del Grande Fratello, nella quale si era guadagnato il soprannome 'o guerriero per la sua prestanza e i suoi modi. Una facile fama, che sfrutto al Costanzo Show con Uno contro tutti, ma alla quale aveva rinunciato per dedicarsi anima e corpo alla sua passione, la recitazione. Firmò un contratto di due anni con la Titanus per interpretare alcune fiction televisive. Alternò cinema e tv, da Distretto di Polizia 3 (2002), a Ricordati di me di Gabriele Muccino e Radio West di Alessandro Valori (2003), sul set del quale conobbe Kasia Smutniak e nel 2007 a Maradona, La mano de Dios di Marco Risi, nel ruolo del pusher del Pibe de oro. Nel 2006 fu un vigile del fuoco nella serie tv Codice rosso, nel 2008 tornò con La nuova squadra e con Tutti pazzi per amore, esperienza ripetuta nel 2010. Nel 2009 recitò in Feisbum! Il film, ispirato a Facebook. Un anno fa è stato opinionista su La7 con una rubrica intitolata Pietro la notizia.

A centinaia i suoi fan avevano lasciato, a operazione in corso, messaggi di sostegno sulla pagina Facebook a lui dedicata.

  • 2 months later...
Inviato

A Firenze l'inizio di ingegneria è rimandato di tre settimane rispetto ai programmi, e non è detto che non lo sia ancora.

Avevo sentito dire (da amici miei non così attendibili) che per le stesse motivazioni (protesta dei ricercatori) a Palermo quest'anno non ci sarebbero stati corsi di ingegneria? Qualcuno (ta in particolare) ne sa qualcosa di più?

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