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Inviato
Il brasiliano del Milan svela anche i piccoli gesti di una vita da star
«Io, quello che tutti davano per finito»
Parla Ronaldinho: «Sono timido e vivo in un paesino. Adattarsi all'Italia? È stato difficile»

ronaldinho_1122574c.jpg

MILANO - Il tipo è indubbiamente eccentrico, l'esatto opposto della sua timida disponibilità. Veste come un rapper e ieri circolava con jeans di almeno dieci taglie superiori alla sua, camicetta con i brillantini e un cappellino che gli deve avere confezionato all'uncinetto una vecchia zia. Ronaldinho va controcorrente perché dà del tu ad Adriano Galliani, vive in mezzo al verde ad un calcio di punizione da Milanello e va a fare lo shopping a Varese, mica in Montenapo a Milano.

Ronaldinho, domani il Milan gioca a Torino, cioè in trasferta, dove lei ha avuto più difficoltà rispetto alle partite casalinghe. Ancelotti ne fa una questione di ambientamento. Dice che a San Siro lei sente l'affetto dei tifosi.
«Questo per me è un periodo di adattamento. In effetti a San Siro mi sento a casa, ma adesso spero di riuscire ad aiutare la mia squadra anche in trasferta».

A proposito di Torino, suo fratello che adesso le fa da procuratore, venne in Italia per un provino con i granata. Ricorda qualcosa di quel periodo?
«Ricordo tutto molto bene. Però il Gremio, il club per cui lui giocava, lo convinse a rimanere e in pratica così cambiò di colpo la nostra vita».

Anche lei venne in Italia con suo fratello?

«No. Se la cosa fosse andata in porto, mi sarei trasferito a Torino con tutta la famiglia ma il Gremio ci regalò una casa e tutto finì lì».

Ripensando a quelli che sono stati gli ultimi suoi mesi a Barcellona e al felice inserimento qui a Milano, non le è venuto il dubbio che forse sarebbe stato preferibile lasciare prima la Spagna?

«No. Credo di essere arrivato al Milan al momento giusto. A Barcellona sono rimasto ancora un anno perché avevamo una gran bella squadra. Poi, purtroppo, le cose non sono andate per il verso giusto, o almeno come noi avremmo voluto».

A Barcellona non sono stati carini con lei visto che hanno messo in giro voci poco simpatiche sul suo conto. (Ride e allarga le braccia)
«Quali voci?»

Dicevano che lei non faceva vita da professionista, che tirasse tardi la notte. Insomma, non aveva una bella fama.
«Era una parte dei giornalisti che evidentemente non aveva idea di quello che scriveva».

Sempre colpa dei giornalisti...
«Non voglio generalizzare. In tutti i mestieri c'è chi si comporta correttamente e chi no, però dal primo giorno a Barcellona ho vissuto sempre allo stesso modo, non ho mai cambiato stile di vita e abitudini. Come a Milano del resto. La verità è sempre quella: se le cose vanno bene, nel calcio puoi fare di tutto, ma se poi incominciano ad andare male si cercano cause che non esistono».

Torniamo alle questioni italiane. Pochi giorni fa Mourinho ha sostenuto che il nostro calcio si vende male perché ha perso spettacolarità. Lei, che è reduce dalla Liga spagnola, che ne pensa?
«In Spagna c'è meno aggressività e c'è più spazio. Si fa il 70 per cento di possesso della palla per cercare di stanare l'avversario e di colpirlo. Qui c'è un gioco più diretto, si cerca il gol con tre o quattro tocchi».

Ma Mourinho ha ragione o no?
«Dipende dai gusti. A me è sempre piaciuto vedere le partite del campionato italiano anche se era molto diverso da quello in cui ho vissuto per cinque anni».

Qual è la difficoltà più grossa in cui si è imbattuto finora?
«È stato tutto difficile. Il modo di allenarsi, il modo di giocare. Credo che il periodo in cui uno si deve adattare ad un nuovo tipo di calcio sia il più duro. Ora però va meglio. So come gioca Seedorf e che movimenti fa Gattuso. Piano piano si migliora».

Sono così diversi gli allenamenti in Italia?
«Qui al Milan fisicamente si lavora molto ma molto di più rispetto a Barcellona. Lì in precampionato si giocava ogni due giorni. Viaggi, spostamenti: era impossibile allenarsi. E difatti poi si faceva più fatica».

Ma a lei piace allenarsi?

«Certo che mi piace. Sono felice quando posso lavorare con la palla. E mi piace anche sentirmi ben preparato. È chiaro però che qui sto facendo più fatica a livello fisico».

Sa che cosa si diceva di lei prima che sbarcasse a Milano? Che fosse ormai sul viale del tramonto.
«Molti pensavano che io fossi finito. Ma io l'anno scorso ho avuto un incidente che mi ha creato tanti problemi. Eppure tutti mettevano in relazione quelle difficoltà con la mia vita privata. Dicevano cose che non erano vere».

Qual è stata la cosa che l'ha più sorpresa mettendo piede a Milanello?
«La sorpresa più grossa è stata proprio Milanello. Non ero abituato ad un centro sportivo così organizzato. Qui è tutto differente. Il Paris Saint Germain e il Barcellona non avevano strutture del genere. Ma qui, anche se tutto è sofisticato, l'ambiente è molto familiare. L'ideale per lavorare».

Di ritorno dalla trasferta di Lecce l'hanno sorpresa a leggere in aereo «Gomorra». Strano.
«Ho un amico di Napoli che mi ha raccontato tante cose della sua città. È stato lui a regalarmi il libro».

Le è piaciuto?
«Non l'ho ancora finito».

Parliamo un attimo di un altro suo amico: Adriano. La sua situazione all'Inter può essere paragonata a quella che lei ha vissuto a Barcellona?
«Difficile intervenire sulle cose degli altri, io però volevo cose nuove, sentivo il desiderio di cambiare. Penso che lui debba dare retta al suo cuore e capire che cosa realmente desidera. Io so soltanto che qualsiasi squadra, non solo il Milan, lo accoglierebbe a braccia aperte».

Sarà anche suo amico, ma non è che Adriano brilli per la professionalità. In fondo ha avuto piccoli-grandi problemi un po' con tutti gli allenatori: si chiamino Mourinho oppure Mancini.
«Quando si è giovani, si possono anche commettere degli errori. Lui è ancora così giovane che ha tutto il tempo per diventare un grandissimo campione».

Che cosa ci racconta di Thiago Silva per il quale è in atto un derby tra Milan e Inter. Avete giocato assieme all'Olimpiade di Pechino.
«È un grandissimo difensore, è giovane e ha molto talento. Credo sia perfetto per il football italiano».

Ci spiega perché è andato a vivere in un paesino a pochi chilometri da Milanello con vista sul lago di Varese?
«Ho sempre scelto di vivere lontano dalla città. A Parigi abitavo vicino al centro sportivo del Paris Saint Germain, a Barcellona stavo un po' fuori. La mia famiglia è abituata così».

Come si vive in un paesino di poche centinaia di abitanti? Lei va a fare la spesa?
«Sì, mi piace fare la spesa e girare per le stradine del centro del paese. Ho fatto amicizia con i vicini, con i negozianti. E poi quasi tutti sono tifosi del Milan, mi trattano bene».

Abbiamo capito tutto: non deve mai tirare fuori il portafoglio. (ride di gusto)
«Al contrario. Fanno tutti gli amici e poi mi presentano il conto... Scherzo... È vero, qualche volta mi capita di non pagare».

E lo shopping più impegnativo dove lo fa? A Milano?
«No, a Varese. Milano è troppo lontana».

Com'è Ancelotti?
«È un grandissimo. Sa spiegare in maniera molto chiara quello che vuole dalla squadra. E poi è un grande amico di tutti i giocatori. È molto diverso da tutti gli allenatori che ho conosciuto. Avere un comandante che è anche un amico è perfetto».

È vero che lei è molto timido?

«Si, è vero. Con le persone che non conosco, sono un po' riservato. Credo sia normale».

È timido anche con le donne?
«Anche. Sono timido con tutti».

Sa chi è Antonio Cassano?
«Certo, lo conosco».

Bene: Cassano ha appena scritto nella sua autobiografia di avere avuto 600-700 donne. Forse gli è scappata la mano.

«Se lo dice lui, io ci credo. Perché dovrei dubitare della sua parola?».

Qual è la donna italiana più bella che conosce?
«Eh, eh... Ce ne sono veramente tante. Belle le italiane. Però l'altro giorno, sfogliando una rivista, ho visto una ragazza davvero stupenda. Solo che non mi ricordo più come si chiama».

Ronaldinho, pallone a parte, quali sono le tre cose della vita che le piacciono di più? Le donne, e poi?

«Mi piace stare in casa. Con gli amici e la famiglia. Ecco, amici e famiglia».

E la playstation?

«Sì. Anche quella in fondo è divertente».

(dal corriere di sabato)
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Inviato
A proposito di rubare le partite il mani di Amauri medita vendetta...

E al ritorno ci avevano anche riprovato con 2 rigori non dati per noi!

aaaaaaaaaaaaaaaaa sentrie i milanisti che fanno del vittimismo sugli arbitri mi fa scompisciare tranquillo che per la tua vendette non so per quanto dovrai aspettare

Inviato
non vorrei dire ma ha già 22-23 anni, bel giocatore pure pure, ma non esageriamo :wink:

sì, ha 22 anni. è un '86 :wink:

a quell'età in italia si è ancora giovincelli :lol:

se dicono ancora che sono "giovani che possono crescere" borriello e gilardino, che sono dei 1982.... :lol:

Inviato

a me invece fa impazzire galloppa del siena mi piacerebbe vederlo al palermo ha personalità ed ha un buon tiro

Inviato
...NO COMMENT...nn sta faccendo nnt in B...

ma su...è pur sempre un 90 o.O ha fatto 2-3, se non erro. Magari ci si aspettava di più, ma nessuno dovrebbe fucilarlo. E' giovane, secondo me è un grande talento e si farà :wink:

Inviato

vabbè nessuno lo fucila ma è un giocatore giovane come altri niente di che solo perchè è riuscito a fare un gol alla prima presenza in serie a che per carità non è da tutti.....ma addirittura c'è chi loo paragona a balotelli :wacko:

Inviato
ma su...è pur sempre un 90 o.O ha fatto 2-3, se non erro. Magari ci si aspettava di più, ma nessuno dovrebbe fucilarlo. E' giovane, secondo me è un grande talento e si farà :wink:

anche secondo me si farà, però il milan ha fatto una ca**ata a darlo in comproprietà. Io nn avrei preso sheva che ha 13 anni in più.Spero che il milan riscatta paloschi, è un fenomeno. Al milan ha dimostrato grandi cose, al Parma nn sta facendo molto xò, secondo me cm ho già detto prima si farà. Qualcuno di voi sa che fine hanno fatto i giovani della roma? Briotti, Grillo, Paresce, Landolina, Ajiide, ecc.A scudetto 2003/2004 con loro sn riuscito a portare il Gela in serie A e la Roma al secondo posto in campionato. Io mi chiedo che fine hanno fatto. Poi, Ferrazza della Lazio?

Inviato
vabbè nessuno lo fucila ma è un giocatore giovane come altri niente di che solo perchè è riuscito a fare un gol alla prima presenza in serie a che per carità non è da tutti.....ma addirittura c'è chi loo paragona a balotelli :wacko:

io sn uno di quelli :wink:

davide-santon-2008-soccer-inter-vs-bari-

ma il vero talento in questo momento è lui. Peccato che l'inter nn lo fa mai giocare. Io farei di tutto per averlo al milan. Balotelli lo vorrei, ma nn cm Santon.

Inviato
anche secondo me si farà, però il milan ha fatto una ca**ata a darlo in comproprietà. Io nn avrei preso sheva che ha 13 anni in più.Spero che il milan riscatta paloschi, è un fenomeno. Al milan ha dimostrato grandi cose, al Parma nn sta facendo molto xò, secondo me cm ho già detto prima si farà. Qualcuno di voi sa che fine hanno fatto i giovani della roma? Briotti, Grillo, Paresce, Landolina, Ajiide, ecc.A scudetto 2003/2004 con loro sn riuscito a portare il Gela in serie A e la Roma al secondo posto in campionato. Io mi chiedo che fine hanno fatto. Poi, Ferrazza della Lazio?

purtroppo c'è da dire che le serie inferiori sono piene di buoni calciatori che, però, nelle serie inferiori sono sempre "marciti" e non per colpa loro, ma per miopia delle grandi di A, che non li hanno mai scoperti e cercato di valorizzare.

Hubner è l'esempio più lampante che ora come ora mi viene in mente. Lo si è smepre saputo che era un ottimo giocatore, eppure in A ci è arrivato a 31 anni, perchè le grandi di A erano troppo impegnate a compare gente come Robbie keane e compagnia bella...

  • Amministratori
Inviato
aaaaaaaaaaaaaaaaa sentrie i milanisti che fanno del vittimismo sugli arbitri mi fa scompisciare tranquillo che per la tua vendette non so per quanto dovrai aspettare

Guarda che dopo calciopoli gli arbitri sono PALESEMENTE contro di noi, come prima erano PALESEMENTE pro-juve.

Inviato
purtroppo c'è da dire che le serie inferiori sono piene di buoni calciatori che, però, nelle serie inferiori sono sempre "marciti" e non per colpa loro, ma per miopia delle grandi di A, che non li hanno mai scoperti e cercato di valorizzare.

Hubner è l'esempio più lampante che ora come ora mi viene in mente. Lo si è smepre saputo che era un ottimo giocatore, eppure in A ci è arrivato a 31 anni, perchè le grandi di A erano troppo impegnate a compare gente come Robbie keane e compagnia bella...

o vampeta :24:

Inviato
Guarda che dopo calciopoli gli arbitri sono PALESEMENTE contro di noi, come prima erano PALESEMENTE pro-juve.

:24::24: la partita con il chievo è stata vinta con un rigore regolarissimo e con un fallo dentro l'area tanto per dirne una

  • Amministratori
Inviato
:24::24: la partita con il chievo è stata vinta con un rigore regolarissimo e con un fallo dentro l'area tanto per dirne una

Bah, non ci hanno dato un altro rigore che c'era quindi fa a pari.

Non si può dire solo perchè ci danno un rigore che l'arbitro sia pro-milan.

Ognuno guarda solo gli episodi che gli fanno comodo.

Inviato

nooooo per esempio contro la fiorentina in una partita delicatissima a solo preso per mano la squadra tutto questo a 17 ANNI balotelli tuta la vita

Inviato
Bah, non ci hanno dato un altro rigore che c'era quindi fa a pari.

Non si può dire solo perchè ci danno un rigore che l'arbitro sia pro-milan.

Ognuno guarda solo gli episodi che gli fanno comodo.

:24: certo fa pari

Inviato
Ma scusate Balotelli che ha fatto per essere un fenomento?

@Ciambella

Ti spiego perchè comproprietà e non prestito. Con la comproprietà il club ha interesse a valorizzare il giocatore per avere più soldi.

tu stai dicendo che il milan lo ha dato in comproprietà per avere più soldi? Poi se fa grandi cose( anche se in questo momento nn le sta facendo) lo riscatta al triplo di quello che ha ricevuto per la comproprietà... vedi borriello

Inviato
Infatti Albertino è meglio... Balotelli è sopravvalutato... a parte un paio di gol fuori dall'Under 21 con l'Inter ha fatto nulla.

quoto

  • Amministratori
Inviato
tu stai dicendo che il milan lo ha dato in comproprietà per avere più soldi? Poi se fa grandi cose( anche se in questo momento nn le sta facendo) lo riscatta al triplo di quello che ha ricevuto per la comproprietà... vedi borriello

No, il Milan lo ha dato in modo da far si che la squadra che lo riceve sia tenuta a valorizzarlo in modo da ottenere più soldi dal Milan.

Inviato
No, il Milan lo ha dato in modo da far si che la squadra che lo riceve sia tenuta a valorizzarlo in modo da ottenere più soldi dal Milan.

cioè, è una cosa negativ? continuo a nn capire...

Inviato
cioè, è una cosa negativ? continuo a nn capire...

in pratica, se io società A, do a te, società B, il giocatore Tizio in prestito, tu non sei molto avvantaggiata dal farlo giocare, visto che, comunque, non ci guadagneresti nulla dal valorizzare Tizio, ma ci guadagnerei solo io, giacchè il giocatore è mio. E così non lo faresti giocare, o comunque lo faresti giocare poco, preferendo impiegare i tuoi giocatori, che sono pur sempre tuoi capitali.

Viceversa, se la metà del giocatore è tua, tu hai tutto l'interesse a valorizzare il giocatore stesso, visto che, a fine campionato, se ha ben giocato, ci guadagni dei soldi, da me.

insomma, io ci guadagno perchè mi ritrovo un giocatore migliorato. tu ci guadagni perchè impieghi un buon giocatore e hai un ritorno economico.

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