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Inviato
Il più pirl ad andare alla Caisse è stato Cobo...

Prima poteva fare bene alla vuelta e ad alcune altre corse adesso farà da gregario a Valverde...

Inviato

Proni, da possibile azzurro ai Mondiali di Mendrisio a possibile disoccupato. Com’è possibile?

"Il mio contratto con la Isd-Neri scade a fine anno. Avevo altre ipotesi, ho tergiversato un po’, e quando mi sono deciso a rinnovare era ormai troppo tardi".

Perché?

"Meno sponsor, meno soldi. Per tutti, o quasi. Le difficoltà economiche sono generali, e colpiscono anche il ciclismo. Le squadre cercano di risparmiare dove possono, compresi gli ingaggi dei corridori".

Facciamo un passo indietro.

"Primo anno da pro nel 2007, nella Quick Step, con Bettini e Boonen. Un secondo e un terzo posto al Tour du Picardie, più il terzo posto nella classifica finale, una vittoria di tappa al Giro di Svizzera. Poi mi sono infortunato: peritendinite, cioè un’infiammazione al tendine d’Achille, causato da un ossicino — in più, cosa che succede solo nel 5% dei casi al mondo — che toccava la caviglia. Non si riusciva a trovare la soluzione".

Poi?

"Finalmente sono stato operato, a Roma, a Villa Stuart. E con un paio di plantari speciali è stato risolto il problema. E sono tornato a correre solo al campionato italiano del 2008".

Quest’anno?

"Potevo rimanere nella Quick Step, invece ho preferito andare nella squadra di Luca Scinto, con cui ero stato da dilettante. Non solo: Scinto e Angelo Citracca, il team manager della Isd-Neri, erano stati anche i miei testimoni di nozze".

Com’è andata?

"Sessantacinque giorni di corsa, niente Giro, però tutta la seconda parte della stagione. Il quarto posto al Giro del Veneto, l’ottavo alla Bernocchi, l’undicesimo alla Tre Valli Varesine... Ma non è questo che conta, almeno non per uno come me, gregario di Giovanni Visconti. Sono uno che esegue gli ordini di scuderia, che si ferma volentieri per aspettare il capitano, che se c’è da lavorare non si tira indietro".

Problemi con la squadra?

"Qualche discussione, ma normale. Scinto ha un carattere esplosivo. È anche il suo bello. Però ho sempre fatto il mio dovere, e anche di più. Basta chiedere a Visconti: ha insistito perché potessi rimanere con lui".

Adesso?

"Aspetto una chiamata, anche se la gente non sa che sono senza contratto. E non pretendo il mondo. Intanto mi alleno, ogni mattina, con Marta Bastianelli, l’ex campionessa del mondo, sorella di mia moglie Luana, con l’ex pro Claudio Astolfi, con altri dilettanti e amatori di Lariano e dintorni".

All’estero?

"Ci andrei di corsa, ma non si fidano più degli italiani".

Perché?

"Forse perché siamo gli unici a combattere il doping, tant’è che da noi i casi emergono, altrove no".

Lei?

"Si sono fatte tante chiacchiere, a cominciare dalla mia vittoria in quella tappa al Giro di Svizzera. Ma sono pulito. E pronto — sempre, subito — a mostrare tutti i miei valori secondo le indagini del sistema Adams. E ne vado fiero. Vede: quando uno va forte, si pensa subito male. In più, se uno va forte e non trova squadra, è ancora peggio".

E se non riuscisse a trovare una squadra?

"Mi sono dato tempo fino a Natale. Poi andrei a lavorare con mio cognato. Ma ho una passione esagerata: ho cominciato ad andare in bici a due anni e mezzo, a correre a sei, e una vita senza ciclismo la considero una tortura".

C’è altro, nella vita.

"Lo so. Il ciclismo è il luna park della vita. Penso a mia sorella Debora, 41 anni, malata di leucemia mieloide acuta. In gennaio le donerò il midollo osseo. Questi sì sono i veri problemi".

Inviato

Vero, me lo ricordo al TdS quando vinse la sua prima corsa, da neopro, una grande vittoria, peccato si è un pò perso ed abbia tergiversato troppo prima del rinnovo contrattuale...

Inviato

Allan Davis è sempre più vicino ad accasarsi alla Astana e la stessa strada potrebbe seguirla suo fratello Scott, attualmente tesserato per la Fly V. Secondo radiomercato, manca poco all’annuncio definitivo: giusto il tempo di firmare i documenti che sanciscono l’addio di Allan alla Quick Step ed il suo passaggio alla formazione kazaka.

Benone.

Inviato
Allan Davis è sempre più vicino ad accasarsi alla Astana e la stessa strada potrebbe seguirla suo fratello Scott, attualmente tesserato per la Fly V. Secondo radiomercato, manca poco all’annuncio definitivo: giusto il tempo di firmare i documenti che sanciscono l’addio di Allan alla Quick Step ed il suo passaggio alla formazione kazaka.

Benone.

l'astana si sta rinforzando bene...

Inviato
Ma che fine hanno fatto Gilberto Simoni e Michael Rasmsussen(appena tornato dalla squalifica)?

Michael Rasmussen correrà con la Miche?

Dopo essere stato in predicato di accasarsi alla Centri della Calzatura, il danese Michael Rasmussen potrebbe correre il prossimo anno con la Miche. In realtà, accade che gli organizzatori del Tour San Luis - la corsa a tappe che si disputa a gennaio in Argentina - abbiano reso nota la lista dei preiscritti alla loro prova. Ebbene, come rivelano cyclingnews e cyclismactu, nella Miche c'è il nome di Michael Rasmussen. Al momento mancano conferme ufficiali alla notizia che, in qualche modo, rappresenterebbe un po' la fine dei sogni per il danese il cui grande obiettivo era quello di tornare a disputare un grande giro.

tuttobiciweb

Inviato
Ma la Quick-step non ha preso nessuno per le ardenne? L'anno scorso avevano preso Schumacher, mi aspettavo una punta io...

Secondo alcune fonti la Quickstep avrebbe problemi di budget visto anche quello che è successo con Davis,probabilmente rimarrà così com'è puntando tutto sui soliti Boonen e Devolder.Questa situazione è comune anche ad altri team pro tour come la Saxo Bank che per il prossimo anno non ha preso praticamente nessuno

Inviato

Chavanel è da non sottovalutare, ma per il pavè, non le classiche collinari (ha fatto ottavo alla Roubaix)

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