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sateo

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  1. Con tutto il rispetto ma se il Giro se lo contendono Simoni (37enne) in fase calante della carriera o Savoldelli (gregario di Di Luca in una squadra Professional) significa che la startlist non sarà granchè.
  2. 2a tappa: Les Vieilles Forges - Monthermé (98,5 km)
  3. Results 1° tappa: 1 Laurens Ten Dam (Ned) Rabobank 4.50.04 (39.921 km/h) 2 Benoît Vaugrenard (Fra) Française des Jeux 0.10 3 Mirco Lorenzetto (Ita) Lampre 4 Jérôme Pineau (Fra) Bouygues Telecom 5 Sebastian Schwager (Ger) Team Milram 6 Kevin Ista (Bel) Agritubel 7 Alexandr Kolobnev (Rus) Team CSC 8 Egoi Martínez (Spa) Euskaltel-Euskadi 9 Fränk Schleck (Lux) Team CSC 10 Danilo Wyss (Swi) BMC Racing Team 11 Andriy Grivko (Ukr) Team Milram 12 Tom Leezer (Ned) Rabobank 13 Jussi Veikkanen (Fin) Française des Jeux 14 Alejandro Valverde (Spa) Caisse d'Epargne 15 Jens Voigt (Ger) Team CSC 16 Luis León Sánchez (Spa) Caisse d'Epargne 17 Yuriy Krivtsov (Ukr) AG2R La Mondiale 18 Alexandre Moos (Swi) BMC Racing Team 19 Gustav Erik Larsson (Swe) Team CSC 20 Maxime Monfort (Bel) Cofidis
  4. Vittoria di Arvesen (CSC) che ha regolato un gruppetto di fuggitivi che è riuscito a distanziare i due grandi favoriti Tom Boonen e Fabian Cancellara, il belga è riuscito a limitare i danni, mentre il vincitore della Sanremo è giunto in netto ritardo. Results - 203km 1 Kurt-Asle Arvesen (Nor) Team CSC 4.57.03 (41,003 km/h) 2 David Kopp (Ger) Cycle Collstrop 0.05 3 Greg Van Avermaet (Bel) Silence - Lotto 4 Thomas Voeckler (Fra) Bouygues Telecom 5 Janek Tombak (Est) Mitsubishi-Jartazi 6 Bernhard Eisel (Aut) Team High Road 0.26 7 Matti Breschel (Den) Team CSC 1.20 8 Tom Boonen (Bel) Quick Step 9 Stijn Devolder (Bel) Quick Step 10 Staf Scheirlinckx (Bel) Cofidis - Le Crédit par Téléphone 11 Michael Schär (Swi) Astana 12 Lars Bak (Den) Team CSC 13 Leif Hoste (Bel) Silence - Lotto 14 Maarten Tjallingii (Ned) Silence - Lotto 15 Kristof Vandewalle (Bel) Topsport Vlaanderen 16 Fabian Cancellara (Swi) Team CSC 3.38 17 Simon Spilak (Slo) Lampre 18 Serguei Ivanov (Rus) Astana 4.15 19 Marcel Sieberg (Ger) Team High Road 20 Tom Veelers (Ned) Skil-Shimano
  5. 1a tappa: Signy-le-Petit - Charleville-Mézières (193 km)
  6. sateo

    77th Critérium International

    Le tappe: Stage 1 - March 29: Signy-le-Petit - Charleville-Mézières, 193km Stage 2 - March 30: Les Vieilles Forges (Les Mazures) - Monthermé, 98.5km Stage 3 - March 30: Charleville-Mézières - Charleville-Mézières, ITT, 8.3km Startlist: http://www.cyclingnews.com/road.php?id=roa...itint08/default
  7. 51st E3 Prijs Vlaanderen - 1.HC Muri: La Houppe km 116, Berg Stene km 125, Boigneberg km 130, Eikenberg km 134, Stationsberg km 138, Taaienberg km 143, Oude Kruiskens km 152, Kapelberg km 157, Parterberg km 160, Kwaremont km 165, Knokteberg km 175, Tiegemberg km 186. Startlist: http://www.cyclingnews.com/road/2008/mar08...8/?id=startlist
  8. sateo

    L'ultimo ciao a Valentino

    L'ultimo ciao a Valentino Fois trovato morto a soli 35 anni Una giovane vita s'è spenta stamattina. Questa è l'unica certezza in questa triste giornata. Le altre sono solo illazioni e deduzioni da quattro soldi. Valentino Fois era nato il 23 settembre 1973 a Bergamo e, come molti ragazzi di quella zona, s'era appassionato al ciclismo, iniziando a praticarlo dalla mountain bike e dal cross country. Poi l'attività su strada, qualche alto e parecchi bassi, passaggi in squadre importanti (e meno) come la Panaria-Vinavil, la Mapei, la Colpack, la Mobilvetta e la Mercatone Uno e l'abbandono dell'attività agonistica nel 2003. Era tornato in gruppo quest'anno con la maglia dell'Amore&Vita-Mc Donald's e nelle prime gare aveva sempre sofferto tantissimo. Sempre a fondo gruppo, quando riusciva a finire le corse ed entrare nel tempo massimo. Normale, normalissimo, per un ragazzo, giovane ma non più freschissimo, che era fermo da 5 anni da un'attività agonistica importante com'è quella ciclistica. Valentino Fois è stato trovato morto in casa stamattina, dalla mamma, con la quale condivideva la casa di Villa d'Almè, nel bergamasco, e dalla squadra fanno sapere che il corridore era più che contento del suo ritorno alla bicicletta, e che addirittura era eccitato dal dover correre, a breve, la Settimana Lombarda sulle strade di casa. Valentino Fois aveva avuto in passato problemi col doping, e tuttora era in cura per disintossicarsi dalla droga. Ma è fuorviante, ingiusto, errato e cattivo legare i passati (o anche attuali) problemi di Fois con la sua morte. Lo è perché la magistratura ha ordinato un'autopsia e solo il responso dei medici chiarirà le cause sulla morte del ragazzo. Tutte le deduzioni che si fanno (e si son fatte, e si faranno), esplicitamente o meno, sulla consequenzialità (che è diversa dal rapporto) tra doping, droga, tossicodipendenza e morte sono banali ed elementari. Sono notiziole da dare in pasto ad un pubblico desideroso di leggere Novella 2000 seduto in bagno, non a persone che vogliono veramente sapere cosa può aver causato una notizia sconvolgente. Ma fino al momento dell'autopsia (ad anche dopo, ma vabbè) ci vuole rispetto. Ci vuole rispetto per le vite che si spezzano. Per quelle vite e per le loro famiglie. Successe anche a Zanette e Galletti, ultimamente, che pure avevano avuto una morte diversa da quella di Fois. Ma non si può, e non si deve, appena muore un ciclista, abbinare subito la notizia al doping, a Pantani (con cui Fois era stato in squadra, voluto dallo scalatore romagnolo) e ai vari problemi della vita di tutti i giorni (alcolismo, depressione, momenti nella droga) che coinvolgono non solo gli sportivi, non solo i ciclisti, ma tantissimi ragazzi (e non) di tutti i Paesi e di tutti i ceti sociali. Il dramma è che Fois è morto. E da domani se ne parlerà semplicemente scuotendo le spalle ed il capo, invece di provare ad aiutare tutti i ragazzi che si potrebbero trovare (o già si trovano) nelle condizioni di Valentino. In fondo si sa, il moralismo è sport nazionale. La solidarietà no, invece. Addio Valentino. Da oggi il ciclismo è ancora più povero. (cicloweb)
  9. Immancabili le pagelle di Emmea!!!
  10. sateo

    Coppi & Bartali

    Evans sarà ancora protagonista quest'anno...
  11. Dipende da chi ci sarà al via...
  12. Anzi direi che la scelta del Tour è dettata proprio dalla maggiore selettività del percorso rispetto al Giro.
  13. Cunego conferma: niente Giro, farò il Tour Tuttobiciweb.it ve lo aveva anticipato venerdì, alla vigilia della Sanremo: Damiano Cunego quest'anno non farà il Giro. Ed è lo stesso veronese a confermare l'indiscrezione rendendola ufficiale attraverso un'intervista concessa a Paolo Tomaselli del Corriere della Sera in edicola oggi: «Il Tour di quest'anno è più adatto a me rispetto al Giro - spiega il veronese - ci sono meno crono e belle salite. Ma soprattutto ho voglia di misurarmi con qualcosa di nuovo, anche se decidere di rinunciare al Giro non è stato facile. Nel 2006 ho conquistato la maglia bianca al Tour quasi per caso, adesso ci torno più convinto, sapendo quel che mi aspetta. E sapendo che la maglia gialla è un simbolo planetario...». E ancora: «Quest'anno punterò sulle tre classiche delle Ardenne con la Liegi che è uno dei grandi obiettivi della mia stagione. Poi Giro di Svizzera e campionato italiano prima del Tour. Le Olimpiadi? Ci penso, ma forse mi si addice di più il mondiale di Varese: per prepararlo farò anche la Vuelta». (tuttobiciweb) Che ne dite della scelta di Damiano? Ha fatto bene?
  14. sateo

    Coppi & Bartali

    Pensavo fosse l'ennesiva giovane scoperta di Gianni Savio, invece Axelsson ha già 36 primavere.
  15. Vitamine??? E come mai sente il bisogno di dirlo a tutti 8 anni dopo se erano solo vitamine???
  16. Non solo Fabian: ottimo Rebellin Cancellara - 10 Già avere tutti gli occhi addosso se parti come favorito al Campionato del Mondo a cronometro non è il massimo della vita. Figuriamoci se la "sventura" capiti prima di una grandissima classica, quale la Milano-Sanremo è. L'elvetico se ne sta bello tranquillo fino al Poggio, mettendo la squadra a lavorare nel tratto tra Cipressa e Poggio per riprendere Bettini, Rebellin e gli altri, poi lancia Arvesen a ruota di Pellizotti per non avvantaggiare Pozzato, ed infine è abile a seguire gli scatti sul Poggio di Gasparotto e Gilbert. Poi, la meraviglia di quella volata a 2 km dal traguardo, che ha messo subito dei secondi di margine tra la locomotiva di Berna e il drappello degli attaccanti di cui faceva parte fino a qualche metro prima. Smette di pedalare a 100 metri dal traguardo ed arriva con 4" sul secondo. Un trionfo. Rebellin - 9 Non è uno di quei corridori che ama fare proclami, né uno di quelli che parla troppo ai microfoni, neanche se è sempre in prima linea da 15 anni a questa parte. Ma quest'anno, dopo la vittoria alla Parigi-Nizza, aveva promesso l'attacco, addirittura da lontano, sperando nella collaborazione degli altri uomini volti ad anticipare i velocisti. L'assist glielo offre Bettini lungo la Cipressa, poi è lui in prima persona a muoversi sul Poggio. Mezzo punto in meno per aver fallito il podio, ma che corsa quella di TRebellin! Serramenti Diquigiovanni-Androni Giocattoli - 9 In altri tempi, Savio avrebbe lanciato un suo corridore nella fuga del mattino. Ma la Diquigiovanni-Androni è uscita dalla Tirreno in ottima forma, con la vittoria di tappa di Illiano e la forma splendente dello svedese Axelsson, che infatti è abilissimo a seguire Rebellin quando il veneto va a riprendere Bettini e Lövkvist sulla Cipressa. Poi entrano in scena Missaglia e, soprattutto, Alessandro Bertolini, che è il primo a muoversi sul Poggio, ed Illiano, bravo a restare con Pellizotti ed Arvesen durante la rincorsa delle seconde punte di Liguigas e Csc al trentino. Poi non arriva il "risultato" (piazzamento) finale, ma il piglio e la tattica sono stati da grande, grandissima squadra. Gilbert - 8 Finalmente abbina il talento al risultato finale. Non poteva ripetere l'impresa dell'Het volk di inizio marzo, quando vinse con una fuga solitaria lunghissima. Oggi ha aspettato il Poggio, come lo scorso anno, ma Cancellara non gli ha lasciato strada. All'arrivo, nonostante il 3° posto e il primo podio (perché ne seguiranno altri, ci scommettiamo!) alla Milano-Sanremo, batte i pugni sul manubrio. Evidentemente rimpiange di non essere stato a ruota di Cancellara a 2000 metri dal traguardo, ma il vincitore è più che degno e il vallone è stato più che bravo. Lövkvist, Savoldelli - 7,5 Il giovane svedese è l'unico che ha il coraggio e la sfrontatezza di andare dietro al campione del mondo Bettini dopo lo scatto dell'iridato nei primi metri della Cipressa, dando ottima linfa al tentativo, anche se l'ingresso in fuga di un bel passista come Gutiérrez Palacios avrebbe fatto comodo ai due, poi diventati cinque anche grazie alla meravigliosa discesa della Cipressa da parte del "Falco di Rovetta", che si riporta sul quartetto di testa e lo porta più distante dagli inseguitori con delle traiettorie da brividi in discesa. Lorenzetto - 7 Costretto in passato a lavori di gregariato, il passaggio in Lampre e l'approssimativa forma di Napolitano gli hanno aperto ampi spazi nelle gerarchie interne. Seconda punta dietro Ballan, con licenza di giocarsi le carte in un eventuale sprint. Durante la discesa del Poggio è abile a rientrare sui primi (con Landaluze, a cui va un 6 per averci almeno provato nel finale, seppur in maniera quasi imbarazzante), ma poi salta qualche meccanismo con Ballan, a cui nessuno dà un cambio nella ricorsa a Cancellara, e si deve "accontentare" di un comunque buonissimo 5° posto. Geslin - 6,5 Il bronzo iridato di Madrid 2005 si rivede nelle posizioni che contano del ciclismo internazionale. Bravo a non perdere le ruote dei migliori sul Poggio, abile a piazzarsi a ridosso dei primissimi nella volata dei battuti. Nocentini - 6,5 Non attacca in prima persona, ma sul Poggio è sempre davanti. S'incazza con Illiano che non lo aiuta a riprendere Bertolini, ma il campano non poteva affatto aiutarlo per andare sul proprio compagno di squadra. In quel momento, magari per il nervoso, si sfila un pochino nel gruppo di testa e partono Landaluze prima e Cancellara poi. Gasparotto - 6 Doveva provare l'anticipo, ed ha tentato un - seppur timido - allungo sul Poggio. Nel momento decisivo, però, si perde e non entra neanche nei 10, nonostante il discreto spunto veloce. Ballan - 6 La Lampre fa la corsa dura sin dalle Mànie, facendo staccare tante ruote veloci, tra cui Napolitano (un bel 3 per il siciliano, totalmente abulico sin dalle salite della Tirreno-Adriatico). Poi Bruseghin e Vila "menano" in testa al gruppo per altri chilometri, con lo spagnolo che prova anche a seguire Rebellin sulla Cipressa. Sul Poggio, il cigno di Castelfranco cura la ruota di Cancellara; evidentemente la botta al gluteo patita durante l'ultima tappa della corsa dei due mari non gli lascia ulteriori margini d'azione. Peccato per aver perso (magari stava aspettando il rientro di Lorenzetto) la scia dello svizzero nel momento in cui Fabian ha allungato. Probabilmente in volata avrebbe pagato, ma il Fiandre vinto su Hoste ci insegna che dopo 290 km gli sprint sono tutt'altro che scontati. Savini, Frischkorn, Belohvosciks - 6 250 km di fuga alla Milano-Sanremo si raccontano ai nipoti, una volta cresciuti. Il lettone è un duraccio, un passistone, e la sua azione è abbastanza "normale". L'americano è un '81, coetaneo del vincitore, alla sua prima stagione vera tra i professionisti. Il romagnolo è un '85 e torna a farsi vedere dopo il successo in salita al Tour de Langkawi passando per primo sulla nuova (sperando che resti) salita delle Mànie. Con loro, fino all'imbocco della nuova erta, anche D'Andrea, a cui va comunque la citazione. Rovny - 6 È giovanissimo (classe '87) e nonostante sbagli punto, momento e modalità di scatto ed anche tutte le tattiche possibili, fuoriuscire dal gruppo dei migliori alla sua età è già un ottimo trillo. Pozzato - 5,5 Fa 2° dietro alla Sanremo dietro un fenomeno come Cancellara, e certamente non è un risultato da buttare alle ortiche. Però la condotta di gara di Pippo è un po' troppo attendista, ed uno come lui che un paio d'anni fa vinse in Via Roma d'anticipo avrebbe dovuto sapere che il contropiede è una soluzione possibile, soprattutto se davanti c'è un passista del calibro del bi-campione del mondo a cronometro. Freire - 5,5 Petacchi era dietro, con tutta la Milram, e Freire era davanti. Anzi, Freire era davanti già nel tratto tra Cipressa e Poggio, con Hushovd e Cooke, mentre Petacchi, Pozzato ed altri erano dietro e sono rientrati solo grazie al lavoro della Liquigas. Sul Poggio non ha fatto una piega: sempre nelle retrovie del gruppetto di testa, ma sempre senza mai concedere un metro a quelli davanti. La sua presenza avrà spaventato un pochino quelli che avrebbero dovuto inseguire a spron battuto Cancellara, ma magari lo stesso Oscarito poteva spendersi un po' in testa al gruppo. Ma evidentemente, visto che in volata è arrivato dietro a gente come Geslin e Nocentini, veloci ma non certo fulmini di guerra, la gamba nel finale non era delle migliori. Hushovd - 5 Per lui vale lo stesso discorso di Freire, con l'aggravante che lui non ha mai vinto qui, mentre Freire è già a quota due, e il rischio può anche relativamente permetterselo. Pellizotti - 5 Bravo fino alla discesa del Poggio, indeciso sull'Aurelia e nell'abitato di Sanremo. Anche ammettendo che seguire Cancellara nello scatto fosse impossibile, perché negli ultimi 1900 metri non era davanti a tirare alla morte insieme a Ballan? Di Luca - 4,5 Non è il Di Luca dei giorni migliori, e corre sempre a fondo gruppo, nonostante le dichiarazioni di buona condizione in uscita dalla Tirreno-Adriatico. Subisce completamente la corsa, ma in questo periodo di vacche magre è stato già importante vederlo al via. Petacchi, McEwen - 4 Il primo si stacca in discesa, l'altro in salita, ma entrambi patiscono più del dovuto la salita delle Mànie. A parte quando il gruppo si allarga non sono mai davanti, ed AleJet - soprattutto - non riesce a tenere cucita la corsa nel finale, anche perché gli attaccanti di questa edizione sono stati tanti, e tutti corridori forti. Quick Step - 3 E vabbè che ci si è messa anche la jella (travestita da corridore dell'Euskaltel) a far cadere Barredo in salita, e vabbè che Bettini non è al meglio e pure ha tentato la carta della sopresa lungo la Cipressa, e vabbè che Boonen s'era già nascosto durante la Tirreno-Adriatico ed evidentemente - a corto di gambe - si sarà votato alla ruota di Petacchi sperando nel lavoro della Milram negli ultimi chilometri, e vabbè che Steegmans - nonostante la Parigi-Nizza corsa da protagonista (forse portando il proprio motore fuori giri) è diventato un ectoplasma sin dalle Mànie, però la Milano-Sanremo della squadra belga è una disfatta totale, nonostante le quattro/cinque punte (anche Visconti è scomparso sul più bello) dichiarate alla vigilia. La frana sull'Aurelia - 8 Benedire una frana è vagamente profano, lo sappiamo. Ma visto che non ha fatto particolari danni a cose e persone (soprattutto), benediciamo la calamità naturale che ha "costretto" Vegni e la RCS Sport ad inserire una nuova - vera - erta a metà percorso della Classicissima. Speriamo che lo spettacolo di questa 99esima edizione della Milano-Sanremo induca i vertici rosa a tenere questa altimetria (magari riportando il traguardo in Via Roma, con 1 km in meno ci sarebbe ancora più divertimento) anche nei prossimi anni. La Sanremo ha solo da guadagnarci. Cunego, Valverde - s.v. (tendente al negativo) Dove eravate, Damiano ed Alejandro? A casa a vedere la Milano-Sanremo in tv? Che peccato, soprattutto per la vostra caratura di corridori, non essere al via della Classicissima, soprattutto in questa edizione che si sapeva sarebbe stata indecifrabile (e quindi, applicando un facile sillogismo, più aperta a varie soluzioni). Uci - 0 Non che abbia fatto particolari porcate (finora), ma bisogna ricordare che per l'Unione Ciclistica Internazionale questa corsa non fa parte dell'élite (o di quella che si vuol far spacciare per tale, Fiandre a parte) del calendario mondiale. (cicloweb)
  17. Ma c'è Ignatiev??? Su cicloweb non c'è nella startlist.
  18. Mi dispiace per il forfait di Riccò perchè il modenese poteva rendere piu' emozionante e combattuta la corsa con qualche attacco sul Poggio o sugli altri colli...peccato!!!
  19. Giro di pronostici, nome secco!!! Io dico Alessandro Petacchi!!!
  20. C'era da aspettarselo...non aveva piu' motivazioni e sfide per continuare a correre!!!
  21. Hanno fatto bene i bigs a non rischiare!!!
  22. Cancellara può vincere solo se va via a 10 km dal traguardo e come un motorino resiste al ritorno del gruppo, però è molto dura!!!
  23. Petacchi??? Freire è veramente il favorito per la Sanremo!!!
  24. Rientriamo in tema, grazie!!!
  25. Vedremo se le modifiche del percorso, soprattutto dell'arrivo finale cambieranno qualcosa. Di certo, la corsa finirà in volata, perchè le squadre dei velocisti sono troppo attrezzate per farsi fregare da qualche attaccante del Poggio o dei colli precedenti. Al momento i velocisti piu' in forma sono Petacchi e Freire.
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