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Inviato

Lampre: sopralluoghi a Urbino per Bruseghin e Szmyd

Prima giornata di riposo del Giro d’Italia 2008. Il Team Lampre ha raggiunto nella nottata tra domenica e lunedì Fossombrone, località dove è sito l’hotel che ospiterà la squadra blu-fucsia fino a mercoledì mattina.

La prima parte di oggi è servita a Bruseghin e Szmyd per effettuare un sopralluogo sul percorso della cronometro Pesaro-Urbino. “La prima parte del tracciato è adatta agli specialisti delle prove contro il tempo – ha commentato il Fabrizio Bontempi, ds Lampre - Dal diciottesimo chilometro fino al traguardo la crono diventa impegnativa: non c’è un metro di pianura, bisogna avere gambe buone per riuscire a tenere un ritmo adatto per cercare un bel risultato. Bruseghin può fare certamente bene”.

Il pranzo della squadra blu-fucsia è stato vivacizzato da una piacevole visita. Accompagnati da Cristiano Romagnoli, massaggiatore che collabora con il Team Lampre, sono giunti all’hotel dei blu-fucsia i 15 ragazzi ospiti del centro diurno per disabili Le Ville di Montefelcino (Pu). Il centro, gestito dalla società cooperativa sociale La Sorgente, è un punto di riferimento per persone con disabilità: la visita al Team Lampre (foto) è stata l’occasione per entrare in contatto con il mondo del ciclismo, fino a oggi ammirato solo in tv. Simpatico lo scambio di regali con il quale si è conclusa la gradita visita.

Nel pomeriggio, riposo e massaggi.

Ha preso il via la Volta a Catalunya. Il cronoprologo disputato a Lloret de Mar è stato vinto da Hushovd su Hincapie e Gutierrez.

Per la Lampre, la miglior prestazione è stata quella di Ballan, 14° a 12". "E' stato un prologo per nulla semplice - ha spiegato Guido Bontempi, ds Lampre - La strada richiedeva una buona interpretazione tecnica, resa difficile dalle gocce cadute sul percorso. Ballan ha fatto certamente una buona prova".

Tuttobiciweb.it

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Inviato

Giro d'Italia - Il borsino dei favoriti - Chi sale

Con la volata di San Vincenzo si è chiusa la prima parte di Giro con il campione italiano Giovanni Visconti in rosa grazie alla lunga fuga verso Peschici. Fuggitivi che sono stati protagonisti vincenti anche nelle tappe di Contursi Terme (vittoria di Brutt) e di Pescocostanzo (vittoria di Bosisio).

Proprio a Pescocostanzo, però, si è accessa la bagarre tra coloro che puntano al successo finale di questo Giro d'Italia dopo che ad Agrigento avevamo assistito alle prime "scaramucce". Le salite d'Abruzzo ci hanno lasciato quindi quattro corridori con una marcia in più rispetto agli altri: Contador, Di Luca, Piepoli e Riccò sono riusciti a fare il vuoto su una salita non troppo impegnativa e a guadagnare ben 50" su tutti gli altri. Il modenese della Saunier Duval è sembrato quello in condizioni migliori visto che è riuscito a seguire gli altri con una facilità di pedalata quasi disarmante, la stessa con cui è riuscito ad imporsi sui traguardi di Agrigento e Tivoli guadagnando così secondi preziosi grazie agli abbuoni. Di Luca è apparso un pò sofferente in alcuni frangenti ma è ancora il meglio messo in classifica tra i big e guadagnerà terreno su Riccò nella cronometro di Urbino. Cronometro nella quale Contador invece potrebbe guadagna molto sui rivali ma non è certa la sua tenuta nella terza settimana visto che non ha preparato il Giro in modo specifico.

Attenzione anche a Klöden e Savoldelli che per ora hanno speso poche energie è che saranno certi protagonisti già da domani mentre tra le belle soprese di queste prime nove tappe bisogna segnala il danese Chris Sörensen e un ritrovato Emanuele Sella, sempre attivo e battagliero.

Giro d'Italia - Il borsino dei favoriti - I rimandati

La mancanza di un vero e proprio arrivo in salita in questa prima parte di Giro ha fatto sì che non si potesse capire il reale stato di forma di alcuni uomini con ambizioni di classifica. Per alcuni il primo test sarà la cronometro tra Pesaro ed Urbino mentre altri aspetteranno le grandi salite alpine. Chi di certo non teme queste le salite è Gilberto Simoni: un uomo di fondo come lui potrebbe esaltarsi nell'ultima settimana nonostante l'età cominci a farsi sentire ma i quasi 2' che lo separano da Di Luca non lo spaventano di certo.

Chi invece ha corso bene per ora è Franco Pellizotti che pare più avanti nelle gerarchie di squadra rispetto a Nibali e che ha ottenuto buoni risultati ad Agrigento e Tivoli; bisognerà valutare la sua tenuta sulle tante salite dure dell'ultima settimana che spesso in passato ha mal digerito e che potrebbe vedere ribaltati i ruoli dei due Liquigas.

Grande curiosità anche per Menchov che è in buone condizioni e che si metterà alla prova sulle Dolomiti e sul Mortirolo: il russo della Rabobank ha vinto due Vuelta ma le salite del Giro sono tutta un'altra cosa. Ovviamente non bisogna dimenticarsi anche di corridori come Petrov e Bruseghin che ad Urbino recupereranno qualcosa mentre suscitano grande curiosità Joaquím Rodríguez, promosso a capitano dalla Caisse d'Epargne, e Pozzovivo, 17° al Giro lo scorso anno e che quest'anno punta a migliorarsi.

Giro d'Italia - Il borsino dei favoriti - Chi scende

Le prime tappe di questo Giro, purtroppo, ci hanno lasciato anche qualche notizia negativa da uomini importanti che avrebbero potuto dire la loro in classifica generale. La prima di queste è il colombiano Soler, sofferente ad un braccio in seguito ad una caduta nella tappa di Agrigento: il capitano della Barloworld e stato più volte sul punto di ritirarsi e ha perso secondi importanti in molte tappe trovandosi ora a circa 2'30" dai primi favoriti; se riuscirà a sentire meno dolore potremmo vederlo protagonista nelle tappe alpine.

In casa Astana si può stare tranquilli per le prestazioni confortanti di Contador e Klöden ma l'unico che forse non gioisce è Leipheimer: è vero che sarà la strada a decidere il capitano ma l'americano ha pagate qualche secondo di troppo dai migliori nelle prime tappe e se non dovesse fare una prestazione maiuscola nella cronometro di Urbino rischierebbe di trovarsi a lavorare per i due compagni di squadra nell'ultima settimana.

Un'altra coppia piuttosto deludente fino ad oggi è quella targata Caisse d'Epargne, Karpets-Rujano. Una squadra sfortunata che ha patito ben due cadute in allenamento prima della cronosquadre di Palermo con Arroyo (10° l'anno scorso) che non è stato in grado di prendere il via. Sarà anche per via delle tante botte ma il russo non è mai riuscito a stare con i migliori perdendo terreno ogni volta che la strada saliva mentre diverso è il discorso per Rujano che, dopo una discreta prestazione nella seconda tappa, ha tentato di far saltare il banco inserendosi nella fuga di 38 uomini verso Pescocostanzo ma, una volta ripreso, è letteralmente saltato sprofondando a più di 16' dal vincitori di tappa Gabriele Bosisio. Trovandosi fuori classifica il venezuelano potrebbe avere molta libertà per cercare le fughe da lontano nei tapponi alpini che lo hanno reso famoso nel 2005.

Non saranno delusioni vere e proprie ma da Possoni, Garate, Van Huffel e Spilak ci si aspettava qualcosa di più. Il bergamasco ha sofferto per una caduta e ora si trova un pò staccato dagli altri favoriti per la maglia bianca ma proverà ad essere protagonista nelle tappe di casa. Gli altri tre erano tutti nella maxi-fuga verso Pescocostanzo ma, chi più chi meno, si sono ritrovati tutti staccati e lontani dagli obiettivi della vigilia.

(cicloweb)

Inviato

Barloworld, in salita il Giro di Soler

Il Team Barloworld ha trascorso a Pesaro la prima giornata di riposo. I corridori hanno fatto une breve sgambata di un'ora, con le sole eccezioni di Mauricio Soler e Francesco Bellotti, i quali hanno dovuto dedicare parte del proprio tempo agli esami per verificare i danni riportati nelle cadute che hanno caratterizzato la prima settimana della corsa rosa.

Gli esami radiografici hanno confermato per Francesco Bellotti, caduto sabato nella tappa di Tivoli, una microfrattura al gomito sinistro. L'atleta veronese ha manifestato la volontà di andare avanti e d'accordo con lo staff tecnico e sanitario della squadra affronterà le prossime due tappe nella speranza che la situazione migliori. Il dolore accusato da Bellotti è molto intenso e realisticamente sarà difficile che il generoso corridore possa completare questo Giro.

Un po' diversa la situazione di Mauricio Soler che già da una settimana si porta appresso il dolore al polso sinistro dovuto alle conseguenze di una caduta in Sicilia. Al contrario dei primi esami radiografici, la risonanza magnetica effettuata quest'oggi a Pesaro ha confermato la presenza di una microfrattura all'uncinato del polso che tuttavia non impedirà al colombiano di continuare la corsa. "La situazione di Soler va valutata giorno dopo giorno - spiega il medico sociale Massimiliano Mantovani - correndo continuerà ad avvertire dolore, si spera più lieve che nelle scorse tappe, ma proseguire la gara non pregiudica la sua guarigione".

Il Team Manager Claudio Corti cerca di essere fatalista: "Non siamo stati particolarmente fortunati, questo è sicuro, ma dobbiamo reagire perchè il Giro è ancora lungo. Ovviamente seguiremo la situazione passo passo, evitando ai nostri atleti ogni sofferenza inutile".

Tuttobiciweb.it

Inviato

Giro, oggi la temutissima crono Pesaro-Urbino

Quasi al giro di boa di metà corsa e dopo la prima giornata di riposo, il Giro d’Italia 2008 si trasferisce dal versante tirrenico a quello adriatico.

E la ripartenza è di quelle impegnative dato che il calendario propone subito una cronometro individuale di quasi 40 chilometri, da Pesaro ad Urbino. Il profilo della strada che unisce i due capoluoghi di provincia, dopo una prima parte pianeggiante, si presenta con una linea assai segmentata che chiamerà i protagonisti ad un impegno severo, senza mo­menti di respiro o recupero.

Da Pesaro, bella città sul ma­re con molteplici attività culturali, turistiche e in­dustriali, si pun­ta verso l’in­terno e si sale verso Col­bordolo dove termina il tratto in salita ai 362 metri di Monte di Col­bor­dolo. Bre­ve tratto di recupero e quindi fi­nale val­lonato ver­so i 451 metri d’Ur­bi­no. La bellissima città ducale accoglie l’arri­vo nel suo splendido centro che, nel 1998, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.

È stato Guido Bontempi, possente sprinter bresciano, ad inaugurare nel 1982 gli incontri d’Urbino con Il Giro d’Italia mentre nel 1988 tenne proprio a battesimo la 71a edizione della corsa rosa con il francese Jean-François Bernard ad imporsi nel cronoprologo di nove chilometri davanti a Rominger e Piasecki.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Giro: Dall'Antonia risponde alle accuse

“E’ un paio di giorni che fa entrate da criminale, anche in discesa. L’avevo già avvertito. Dopo il traguardo di S.Vincenzo mi sono sentito in dovere di redarguirlo. Non penso gli convenga fare a spallate con Cavendish. A 800 metri ha rischiato di buttare giù mezzo gruppo. Se proprio vuole infilarsi nelle volate che si metta lui alla sua ruota. Cavendish è uno che deve fare gli sprint”.

L’accusa di Daniele Bennati nei confronti di Tiziano Dall’Antonia, debuttante al Giro, suona quasi da allarme. E’ chiara. Come è stato pure molto evidente il pungo che il giovane britannico iridato della madison ha mostrato (o cercato di sferrare) al trevigiano della Csf Navigare negli ultimi metri del volatone che ieri ha chiuso la 9. tappa Civitavecchia-S.Vincenzo dove proprio Bennati ha centrato il bis prima dell’odierna giornata di riposo.

La pesante esternazione non è piaciuta affatto a Dall’Antonia che replica piccato.

“Scorretto io? Ma se faccio passare tutti - dice Tiziano dalla camera d’albergo di Cattolica che divide con Matteo Priamo in attesa della crono di domani -. Addirittura a Milazzo dove mi sono piazzato 7° è stato un certo Bettini a chiudermi. Il giorno dopo a Catanzaro invece, per togliermi dalla ruota di McEwen, per poco Nuyens non mi ammazza. E’ entrato nel manubrio catapultandomi contro le transenne. Ho fatto un volo incredibile, coinvolgendo anche Priamo che a mia insaputa mi stava a ruota. Il casco si è spaccato a metà. Mi è andata davvero bene. Alla sera in camera sembravamo due invalidi e pensavamo al ritiro. Per la botta ad un quadricipite non riuscivo a muovere la gamba. Ho sofferto da matti, stretto i denti ed a Tivoli ho pure provato l’affondo a sorpresa. Ma attaccando a -2km ho sbagliato i tempi. Comunque ho preso le misure”.

Ma tornando alle volate qualcosa dev’essere pur successo. A Bennati e Cavendish che ti accusano cosa rispondi?

“Quando si arriva allo sprint mi sembrano tutti dei pazzi. Nell’ultima volata Cavendish aveva vicino altri due compagni di squadra. Allora perché non si è fatto tirare lo sprint invece di chiedere spazio a me per prendere la ruota di Bettini? Ma dov’è scritto che devo essere proprio io a farmi da parte. Nessuno ha il diritto di dire dove uno deve mettersi. A Bennati danno la possibilità di parlare, mentre a me no. Questo non è corretto perché anch’io ho diritto di replica. Prima di prendersela con me vadano tutti a rivedersi le immagini per capire chi è veramente scorretto”.

Gran parte delle tue vittorie le hai ottenute per distacco. Sei stato tricolore U23 nella crono. Ti conosciamo come abile finisseur, piuttosto che sprinter. Ma da quando ti sei riscoperto velocista?

“Intendiamoci. Non sono mai stato fermo. Con la Zalf ho sempre preferito lanciare Oscar Gatto. Mi divertivo e mi viene semplice tirarle. Quand’ero più giovane avevo paura a buttarmi e poi non mi interessavano. Preferivo vincere in altre maniere. Adesso non più, mi piace osare. Poi la strada è di tutti. Il problema è che se sei classificato come velocista puoi gettarti nella mischia. Altrimenti se non lo sei e ci provi diventa uno scandalo”.

Domani si riparte con l’impegnativa crono Pesaro-Urbino. Sarebbe il tuo terreno ideale.

“Non ci penso neppure. Non l’ho preparata e per recuperare dalla caduta ho speso tante energie. Il Giro è ancora lungo. Le montagne vere devono ancora arrivare”.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Grande successo per Garmin al Giro d'Italia

Era stata annunciata come la grande novità tecnologica del Giro d’Italia, e Garmin non ha disatteso le aspettative. Infatti l’edizione 2008 della corsa rosa ha dato alla luce la partnership con l’azienda leader nel campo del GPS e i frutti sono ben visibili sul piccolo schermo televisivo: ora, quando alcuni ciclisti sono in fuga, è possibile integrare il distacco temporale con quello chilometrico tra i diversi gruppi di corridori all’inseguimento. E non solo, perché in tempo reale vengono comunicati anche altimetrie, velocità e pendenze dei ciclisti inquadrati. Inoltre, grande successo sta riscuotendo l’iniziativa sviluppata in collaborazione con le formazioni sponsorizzate da Garmin, ovvero i team Lampre, Milram e Slipstream: al termine di ogni tappa è possibile scaricare dal sito l’intera traccia della corsa. Cliccando direttamente al link http://www.garmin.it/giro/index.html è possibile ripercorrere il percorso della tappa del giorno grazie ai modelli Garmin Edge705 installati sulle bici dei professionisti dei tre team. Un appuntamento quotidiano per i numerosi appassionati attirati dalle nuove frontiere della navigazione satellitare applicate al ciclismo.

In aiuto ai pro.

“Per noi la partnership con Garmin va’ ben oltre la semplice sponsorizzazione” spiega Fabrizio Bontempi, ds del team Lampre “perché sempre più corridori vogliono approfondire le tematiche relative alle soluzioni offerte dagli Edge installati sui manubri delle nostre biciclette”. Il direttore sportivo degli uomini blu-fucsia fa riferimento ai suoi atleti che non si accontentano più dei dati di frequenza cardiaca durante l’allenamento, ma vogliono analizzare sempre più in dettaglio molti altre informazioni, quali la pendenza, l’altimetria, la frequenza di pedalata, i chilometri mancanti all’arrivo e altri parametri che i nuovi Edge possono gestire. “Gli atleti che maggiormente mostrano di utilizzare il Garmin in modo assiduo e costante sono certamente quelli più giovani, coloro che hanno una certa familiarità con computer e internet” ricorda Bontempi “tuttavia devo riconoscere che la facilità di utilizzo dell’Edge 705 ha convinto anche uno come Fabio Baldato che, come si sa, è il meno giovane al Giro”.

Un amico in ricognizione.

Per la prima volta uno strumento come il navigatore satellitare Edge 705 di Garmin viene utilizzato anche in modo “preventivo”, e quindi non solo durante la gara. “E’ il caso di Marzio Bruseghin che nel sopralluogo della tappa di Plan de Corones con il suo Garmin ha rilevato pendenze del 26%, uno o due punti percentuali in più di quanto dichiarato sul Garibaldi, ed ovviamente nella tappa di lunedì 26 maggio, il nostro Marzio correrà con memorizzati i punti più impegnativi rilevati nel sopralluogo”.

Informazioni per il pubblico: www.garmin.it

Tuttobiciweb.it

Inviato

L'artista in vantaggio di 10 secondi.....

Savoldelli rompe la catena praticamente sull'arrivo...che sfortuna.

Inviato

lo avevo detto che bruse avrebbe vinto la crono.

Cmq il giro secondo me se lo giocano Simoni Kloden e Contador

Inviato

Grande giornata per gli azzurri... Brus immenso Pinotti bravissimo e Simoni sorprendentissimo (anche se la km dura per lui era solo di 18km...)

Inviato

Ahi ahi ahi!!!

Alla faccia del vecchietto!!! MOSTRUOSO!!!

Di Luca, come preventivato, è già cotto!!!! Non è un corridore da corse a tappe, l'anno scorso un exploit...

Meglio così, perchè con la forma che si ritrova, Savoldelli gregario era veramente sprecato....

e Menchov?

quest'anno il Giro è bellissimo, tanti corridori a giocarsela...

il mio favorito rimane Riccò...

  • Moderatori
Inviato
Ahi ahi ahi!!!

Alla faccia del vecchietto!!! MOSTRUOSO!!!

Di Luca, come preventivato, è già cotto!!!! Non è un corridore da corse a tappe, l'anno scorso un exploit...

Meglio così, perchè con la forma che si ritrova, Savoldelli gregario era veramente sprecato....

e Menchov?

quest'anno il Giro è bellissimo, tanti corridori a giocarsela...

il mio favorito rimane Riccò...

Riccò secondo me scoppierà ... sta forzando troppo nella prima settimana e cmq dopo l'intervista di oggi mi è andato antipatico ... Cassani ha detto che ha perso 15 max 20" lui ha detto ke ne ha persi minimo 40 :wink::P e poi sfotte Kloden ... mah ... dovrebbe darsi una calmata soprattutto se si parla di uno ke è arrivato 3 volte sul podio al Tour :wink:

Inviato
i secondi persi da Riccò intendevo x la caduta *

già, sosteneva che avrebbe perso poco più di un minuto da Bruseghin, quante balle.

MITICO GIBOOOOOO!!!!

Contador o è bugiardo o è tarocco.

Inviato

voi continuate a dire che riccò parla parla...però lui mantiene...e di luca??? dice sempre che è contento....ma è piùpiantato di sua nonna dentro una cariola

Inviato

Di Luca l'anno scorso ha avuto la fortuna di partecipare ad un Giro per lui "abbordabile"...

Quest'anno è durissimo dal primo giorno, e lui? c'è cascato!! s'è fatto invogliare da quegli arrivi adatti a lui, e questo è il risultato!!!

E' un grande nelle classiche, ma i Grandi Giri non sono per lui... come per Cunego e Valverde...

Inviato
voi continuate a dire che riccò parla parla...però lui mantiene...e di luca??? dice sempre che è contento....ma è piùpiantato di sua nonna dentro una cariola

Cmq anche Kloden parla:

Klöden morde il Cobra

Il tedesco dell'Astana, favorito della crono, va già duro con Riccò: "Parla troppo, è troppo piccolo. Non è un campione, non può vincere il Giro. Io punto su Di Luca"

PESARO, 20 maggio 2008 - Sembra uno dei lanzichenecchi di Albrecht Dürer. Andreas Klöden è calato in Italia per una razzia. Ha vinto il Romandia. Ora vuole il Giro d’Italia. È il favorito di oggi

Klöden, si presenti.

"Sono nato il 22 giugno 1975 a Mittweida, in Sassonia. A 13 anni sono andato a Berlino Est. A 14 ho visto cadere il Muro. Lì ho passato 15 anni. Da 5 vivo a Kreuzlingen, nella Svizzera tedesca, sul lago di Costanza. Con mia moglie Bettina e due bimbe: Felicitas, 6 anni, e Letizia, 3 anni. Amo la musica techno e la discesa sugli sci: ho fatto la Streif a Kitzbühel, mi piace Bode Miller. Tifo Bayern: Luca Toni è un fenomeno. Il mio modello era Indurain...".

Vive in esilio accanto a Jan Ullrich?

"A due chilometri da casa sua. Siamo amici. Quando corro, mia moglie va a casa di Sara, la moglie di Jan".

Perché ha lasciato la Germania?

"Perché i giornalisti tedeschi hanno ucciso il ciclismo. Al Mondiale di Stoccarda ho goduto nel vedere Bettini vincere e mimare la fucilata sul traguardo. Ullrich è stato trattato peggio di Basso".

I giornali tedeschi hanno parlato della T-Mobile, per cui lei ha gareggiato per otto anni, dove si è praticato il doping di squadra. Sinkewitz ha accusato anche lei.

"Ha accusato anche Bettini ed era una bolla di sapone. Io ho sempre lavorato pulito. In questa stagione ho subito 22 controlli, 7 da parte della mia squadra. L’Astana ha delegato una ditta tedesca, la Pwc, per i test antidoping. Sono controllato da 5 enti: Wada, Uci, Pwc, la federazione svizzera, e la Nada, l’ente tedesco. Noi dell’Astana siamo testati meglio di quasi tutte le squadre al Giro. Qui solo 4 squadre hanno un vero sistema di controllo: Slipstream, High Road, CSC e Astana. Riccò e Rebellin non sono controllati come me. Per non parlare della squadra di Priamo".

Chi è il vero capitano dell’Astana?

"Siamo in tre: Contador, Leipheimer e io".

Quando ha saputo che avrebbe corso il Giro?

"Domenica 4 maggio. Stavo per andare in vacanza. Non conosco le montagne. E questo è un handicap".

Chi è il suo favorito per la vittoria finale?

"Di Luca. Ha già vinto e ha l’aiuto di Savoldelli, un uomo intelligente, prezioso".

Di Luca, per simmetria, sostiene che il favorito sia lei.

"Sono motivato. Darò il meglio. Spero di vincere. Ma non è un Giro per me. Le salite corte sono più adatte agli italiani, a Di Luca, che è esplosivo".

Lei, 183 centimetri per 62 chili, ha il più favorevole rapporto peso-potenza, questo fa la differenza in montagna.

"Preferisco le salite lunghe, le tappe dove conta la resistenza. Il Giro ha salite più corte e più ripide del Tour".

Conosce l’Italia?

"Mi sono allenato sul Lago Maggiore. Ho vinto la Tirreno-Adriatico. Mi piace la gente, aperta e socievole. E c’è un buon cibo".

Che possibilità ha Contador?

"Se fosse al 100 per cento, avrebbe già vinto. Non ho mai visto un talento così grande".

Come giudica Riccò?

"Parla troppo ed è troppo piccolo. Parla male di Contador, che ha già vinto il Tour. Non è un campione. E non può vincere il Giro".

Chi può vincere? "Di Luca, Contador, Leipheimer, Savoldelli, Simoni, Menchov, Klöden. Nibali ha talento: può finire nei cinque".

Ora la crono scoprirà i valori. I più pericolosi?

"Savoldelli, Leipheimer, Menchov, Contador, Bruseghin. Il percorso è bello".

Dove si deciderà il Giro?

"Nelle ultime due tappe di salita, Monte Pora e Tirano".

Pensa ai Giochi olimpici di Pechino?

"Mi piacerebbe fare le due gare su strada. Ma non per la Germania. Il sogno è irrealizzabile. Con la Germania ho chiuso".

www.gazzetta.it

Inviato
Cmq anche Kloden parla:

Klöden morde il Cobra

Il tedesco dell'Astana, favorito della crono, va già duro con Riccò: "Parla troppo, è troppo piccolo. Non è un campione, non può vincere il Giro. Io punto su Di Luca"

PESARO, 20 maggio 2008 - Sembra uno dei lanzichenecchi di Albrecht Dürer. Andreas Klöden è calato in Italia per una razzia. Ha vinto il Romandia. Ora vuole il Giro d’Italia. È il favorito di oggi

Klöden, si presenti.

"Sono nato il 22 giugno 1975 a Mittweida, in Sassonia. A 13 anni sono andato a Berlino Est. A 14 ho visto cadere il Muro. Lì ho passato 15 anni. Da 5 vivo a Kreuzlingen, nella Svizzera tedesca, sul lago di Costanza. Con mia moglie Bettina e due bimbe: Felicitas, 6 anni, e Letizia, 3 anni. Amo la musica techno e la discesa sugli sci: ho fatto la Streif a Kitzbühel, mi piace Bode Miller. Tifo Bayern: Luca Toni è un fenomeno. Il mio modello era Indurain...".

Vive in esilio accanto a Jan Ullrich?

"A due chilometri da casa sua. Siamo amici. Quando corro, mia moglie va a casa di Sara, la moglie di Jan".

Perché ha lasciato la Germania?

"Perché i giornalisti tedeschi hanno ucciso il ciclismo. Al Mondiale di Stoccarda ho goduto nel vedere Bettini vincere e mimare la fucilata sul traguardo. Ullrich è stato trattato peggio di Basso".

I giornali tedeschi hanno parlato della T-Mobile, per cui lei ha gareggiato per otto anni, dove si è praticato il doping di squadra. Sinkewitz ha accusato anche lei.

"Ha accusato anche Bettini ed era una bolla di sapone. Io ho sempre lavorato pulito. In questa stagione ho subito 22 controlli, 7 da parte della mia squadra. L’Astana ha delegato una ditta tedesca, la Pwc, per i test antidoping. Sono controllato da 5 enti: Wada, Uci, Pwc, la federazione svizzera, e la Nada, l’ente tedesco. Noi dell’Astana siamo testati meglio di quasi tutte le squadre al Giro. Qui solo 4 squadre hanno un vero sistema di controllo: Slipstream, High Road, CSC e Astana. Riccò e Rebellin non sono controllati come me. Per non parlare della squadra di Priamo".

Chi è il vero capitano dell’Astana?

"Siamo in tre: Contador, Leipheimer e io".

Quando ha saputo che avrebbe corso il Giro?

"Domenica 4 maggio. Stavo per andare in vacanza. Non conosco le montagne. E questo è un handicap".

Chi è il suo favorito per la vittoria finale?

"Di Luca. Ha già vinto e ha l’aiuto di Savoldelli, un uomo intelligente, prezioso".

Di Luca, per simmetria, sostiene che il favorito sia lei.

"Sono motivato. Darò il meglio. Spero di vincere. Ma non è un Giro per me. Le salite corte sono più adatte agli italiani, a Di Luca, che è esplosivo".

Lei, 183 centimetri per 62 chili, ha il più favorevole rapporto peso-potenza, questo fa la differenza in montagna.

"Preferisco le salite lunghe, le tappe dove conta la resistenza. Il Giro ha salite più corte e più ripide del Tour".

Conosce l’Italia?

"Mi sono allenato sul Lago Maggiore. Ho vinto la Tirreno-Adriatico. Mi piace la gente, aperta e socievole. E c’è un buon cibo".

Che possibilità ha Contador?

"Se fosse al 100 per cento, avrebbe già vinto. Non ho mai visto un talento così grande".

Come giudica Riccò?

"Parla troppo ed è troppo piccolo. Parla male di Contador, che ha già vinto il Tour. Non è un campione. E non può vincere il Giro".

Chi può vincere? "Di Luca, Contador, Leipheimer, Savoldelli, Simoni, Menchov, Klöden. Nibali ha talento: può finire nei cinque".

Ora la crono scoprirà i valori. I più pericolosi?

"Savoldelli, Leipheimer, Menchov, Contador, Bruseghin. Il percorso è bello".

Dove si deciderà il Giro?

"Nelle ultime due tappe di salita, Monte Pora e Tirano".

Pensa ai Giochi olimpici di Pechino?

"Mi piacerebbe fare le due gare su strada. Ma non per la Germania. Il sogno è irrealizzabile. Con la Germania ho chiuso".

www.gazzetta.it

per la frase sulla CSF e su Priamo si è pigliato una denuncia.

Inviato

Se riccò da fastidio a me(con me intendo tutti quelli ai quali da fastidio) che sono un tifoso...FIGURIAMOCI AD UN GRANDE CICLISTA!E' un montato stratosferico...spero che non vinca nulla solo perchè è già insopportabile così...figuriamoci se vince qualcosa...

Inviato

Kloden ha ragione, il giorno che Riccò vincerà un Tour de France potrà parlare!!!

Inviato
Ma per ora nn si può dire nulla ancora di chi è piantato e chi no ... può essere anke una giornata storta ...

guarda...non so se hai notato...ma sia oggi che sabato hai visto quanto pedala con la punta del piede??....secondo me è oltre il limite...poi mi sbaglierò e vincerà con 5 minuti di vantaggio mentendomi...e io sarò felice per lui...ma ora come ora la mia impressione è questa

  • Moderatori
Inviato
guarda...non so se hai notato...ma sia oggi che sabato hai visto quanto pedala con la punta del piede??....secondo me è oltre il limite...poi mi sbaglierò e vincerà con 5 minuti di vantaggio mentendomi...e io sarò felice per lui...ma ora come ora la mia impressione è questa

Si ma hai ragione ... oggi nn andava su si vedeva ... però è appena cominciato il Giro :wink:

Inviato

perchè oggi riccò ha detto che non sarebbe più andato al processo alla tappa? è successo qualcosa nei giorni scorsi?

ps. Grande Gibo!!! pensavo perdesse un paio di minuti da Di Luca e invece ne ha guadagnato 1!

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