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  • Moderatori
Inviato
Io non dico per la vittoria di tappa, ma non si possono lasciare tutti quei minuti a Nardello

Che pericolo c'è ... nn è mica Rasmussen :ave:

Oggi ho visto bene il Gibooooooo domani a tutta !!!!! Grande Gibiiiii :63:

Sono molto contento per Visconti ... se la merita :wink: Ma avete visto Backstedt in pianura ?????? :):lol: un mostro ...

Inviato

e ora per una settimana non vedremo più la maglia tricolore.....nardello non penso sia pericoloso...invece vedo bene contador...ha fatto 2 del gruppo...sta crescendo

Inviato

Complimenti a tutti i fuggitivi in particolare al Campione d'Italia Giovanni Visconti, nuova maglia rosa.

Secondo me domani potrebbe mantenere la leadership, perchè la salita di Pescocostanzo è molto pedalabile, lunga ma le pendenze non sono ardue e in mezzo c'è anche un tratto di discesa.

Non è una salita da scalatori puri come Simoni o Contador, probabile vittoria di Di Luca o Riccò. Non ci saranno molti distacchi.

Inviato
due anni fa mi pare andò in fuga alla 19a tappa e perse allo sprint contro schumacher col gruppo che se ne stava tranquillo a guardare.

Va be', quest'anno è capitano vedremo quanto vale.

Arrivarono con 2 minuti scarsi. cosa che non pregiudicava un grande distacco nella classifica finale.

Domani salita adatta a Marzio.

Inviato
visctonti domani prende 7 minuti e alla crono altri 7 da kloden :mrgreen: 1 settimana ? 2 giorni ^^

io non ne sono convinto...il suo giro ora è solo tenere la maglia il più possibile

Inviato

Pellizotti messo a nudo

La moglie: la mia maglia rosa

Claudia: "Mi conquistò sulla spiaggia di Bibione con parole che non mi ha più detto. È grande anche come papà. In un momento difficile mi disse: guarda che per te sono disposto a lasciare la bici"

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Franco Pellizotti, la maglia rosa, con la moglie Claudia e il primogenito Giacomo

CONTURSI TERME (Sa), 15 maggio 2008 - I secondi non sono tutti uguali. Quello che dà la maglia rosa a Pellizotti è il più lungo della storia del Giro. «Un secondo prezioso. Sono già quattro giorni che porto la maglia rosa», sorride il friulano. Quel frammento fragile lo fa sprofondare nella fiaba. Come Cenerentola. Anche lui ha perduto una scarpetta. Evaporata sul podio di Catanzaro. Un trofeo favoloso, rapito lì dove razziavano i corsari saraceni. "Me la sono cavata con le scarpe di scorta. Anche se ho perduto il plantare", spiega. Ormai è un cavaliere abituato a ogni avventura. "Sono 24 anni che cavalco la bici", racconta. "La prima l’ho avuta a 6 anni, una Zenith rossa". "A 9 ho disputato la prima gara. Ho fatto cadere tutti prima del via: sono scivolato e li ho tirati giù con l’effetto-domino". Oggi è un re. Ma anche un uomo cordiale. Diverte e si diverte. Pronto al brindisi e alla sfida. "In ottobre mi sono cimentato nella sfida di San Boldo, una salita di 6 chilometri. Col tandem: io e Il Bomba, contro Il Bruse e Massi. Nelle borracce c’era Prosecco".

AMORE - Ma com’è Pellizotti nel segreto del cuore? La moglie Claudia racconta: "L’ho incontrato per la prima volta al giro del Piave, il 6 giugno 1999. Si arrivava a Santa Lucia del Piave, a casa mia, e facevo la miss. Non gli ho dato il bacio del vincitore, solo la coppetta dell’ottavo posto. Però gli sguardi si sono incrociati. Franco mi ha sorriso. E sono suonate le campane. Era un bel sorriso. Poi mi ha aspettato sulla porta e mi ha detto: "Ciao, io sono Franco. Mi dai il tuo numero di telefono?". Mi ha fatto penare per due giorni. Poi ha chiamato e mi ha detto: "Andiamo a bere qualcosa?". Abbiamo bevuto due succhi d’ananas. Io ero cotta. Ma mi ha liquidato con un bacio sulla guancia e se n’è andato. Ero delusa. Cinque giorni dopo, però, mi ha invitato a Bibione a casa sua. Mi ha portato sulla canna della bici al mare. Siamo rimasti sulla spiaggia a prendere il sole e poi a guardare le stelle. Mi ha detto di quelle cose che non mi ha mai più detto. E, al chiaro di luna, mi ha dato il primo bacio. La sera più bella della mia vita".

MATRIMONIO - "Se avessi la macchina del tempo, tornerei a quella sera e a quando mi ha chiesto di sposarlo. Era il 25 giugno 2001. Mi è venuto vicino. Mi ha infilato all’anulare sinistro un solitario e mi ha sussurrato: "Vuoi passare il resto della tua vita con me?". Sono scoppiata a piangere. Poi gli ho buttato le braccia al collo e ho detto: "Sì, sì, sì...". "Franco da buon Capricorno ha i piedi per terra. Io, invece, sono un Cancro e ho la testa sulle nuvole", racconta Claudia. "Lui è un razionale. Responsabile, maturo. Caparbio, ma disponibile a capire. In un momento difficile mi ha detto: "Guarda che per te sono disposto a lasciare la bici". Quando è nato Giacomo, è voluto venire in sala-parto e ha fatto il tifo. Urlava: "Dai! Dai! Dai!". Mi sembrava di essere al Tour». «Franco conosce il dolore. La sua maglia rosa è frutto di sacrifici fisici, ma anche di sofferenze morali". "E’ un grande papà. A casa vive in simbiosi con Giacomo. Gli ha insegnato ad andare in bici senza le rotelle già a tre anni. Una bici normale: rossa, blu e gialla. Ma gli ha promesso che gliene regalerà due da corsa se vince il Giro".

Gazzetta.it

Inviato

Epico Priamo a Peschici

Visconti si prende la rosa

Fuga vincente del 26enne trevigiano alla prima partecipazione al Giro. Sul traguardo, bruciato lo spagnolo Perez Lesaun. Tra i fuggitivi anche la maglia tricolore che nella classifica generale scalza Pellizotti. Gruppo a oltre 11'. Domani salita

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Matteo Priamo, 26 anni, prima volta al Giro d'Italia. Ansa

PESCHICI (Foggia), 15 maggio 2008 - Matteo Priamo, al debutto nella corsa rosa, ha vinto la 6ª tappa del Giro d'Italia, da Potenza a Peschici per 231 chilometri, la più lunga della corsa anche dopo l'accorciamento di 33 km deciso ieri dagli organizzatori. E' il 3° successo 2008, dopo i due colti al Giro di Turchia. Il veneto della Csf Group-Navigare, 26 anni, faceva parte degli 11 battistrada che hanno condotto la fuga da lontano: a 15 km dalla fine ha attaccato con lo spagnolo Perez Lezaun (Euskaltel), che poi ha staccato sull'ultima rampa. Ha concluso con 8'' di vantaggio. Terzo, a 27'', il russo Trussov (Tinkoff).

POCHI CENTESIMI - Rivoluzione in classifica generale perché il gruppo del leader Franco Pellizotti è arrivato al traguardo staccato di oltre 11 minuti. La nuova maglia rosa è Giovanni Visconti. Il campione italiano della Quick Step-Innergetic, 25 anni, non era il meglio piazzato nella generale dei fuggitivi: 62° a 1'52'' da Pellizotti, mentre il tedesco Russ (Gerolsteiner) era 56° a 1'39''. Ma Visconti prima ha conquistato un abbuono di 6'' lungo il percorso e poi, al traguardo, ha preceduto Russ di 7''. I due si sono trovati così a pari tempo, ma la miglior somma di piazzamenti complessiva ha premiato Visconti. Nella nuova classifica generale, terzo è Daniele Nardello (Diquigiovanni) a 1'22''.

LA CRONACA - La prima ora va via veloce: 46,8 di media. Dopo 53 km attaccano Mandri, Perez Lezaun e Ochoa. Al km 60 c'è un contrattacco di altri nove: Priamo, Iglinsky, Russ, Gavazzi, Visconti, Nardello, Backstedt, Martens, Trusov. Dopo 76 km Mandri cade ed è costretto al ritiro, così davanti restano in 11. L’andatura resta molto elevata: dopo 4 ore la media supera i 44 all'ora. Il gruppo lascia fare e i battistrada arrivano ad avere fino a quasi 16', poco dopo Manfredonia. Dopo 184 km tra i fuggitivi tentano l'affondo Priamo, Nardello e Visconti, ma vengono ripresi. Poi l'affondo di Priamo e Perez, decisivo, ai meno 15.

AVANTI COSI' – Venerdì la corsa rosa continua con la 7ª frazione: Vasto-Pescocostanzo, 180 chilometri. Ci sono tre Gpm - Valico di Macerone, Rionero Sannitico e Pietransieri – e poi l'arrivo in quota ai 1454 metri di Pescocostanzo.

Gazzetta.it

Inviato

Tre maglie, una dedica

Visconti: "A mio padre"

Il nuovo leader è anche il miglior giovane oltre che campione d'Italia: "In Sicilia non ho retto allo stress, ora non posso chiedere di più". Intanto i big s'interrogano su Contador, Pellizotti: "Vedrete che a cronometro lui e Klöden daranno minuti a tutti"

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Giovanni Visconti, 25 anni, campione italiano in rosa. Bettini

PESCHICI (Foggia), 15 maggio 2008 - Visto che la corsa comincia a entrare nel vivo, il tema più discusso diventa la condizione degli uomini di classifica con uno spettro dal nome esotico: Astana.

PERICOLO CONTADOR - Breve rassegna di pareri al traguardo della sesta tappa. Franco Pellizotti: "Ora sono gli altri che dovranno dimostrare qualcosa. C'è chi vuole vincere il Giro, ma vedrete che non metterà nemmeno la maglia rosa. Contador e Klöden hanno risparmiato tante energie, vedrete che a cronometro daranno minuti a tutti". Paolo Bettini: "Contador sta benissimo, migliora giorno dopo giorno". Enrico Gasparotto: "Stanno correndo meglio di Liquigas e Lpr. Questo Giro lo vince chi ha una goccia di energie in più". L'arrivo di Pescocostanzo dirà se ai progressi dello spagnolo, 13° al traguardo a ruota di Bennati, corrisponde una strategia vincente, ma la sensazione del gruppo è che il mostro andasse affrontato (e indebolito) prima. Molto prima.

DEDICHE - I sorrisi di giornata hanno la faccia giovane di Visconti e quella tonda di Priamo, magnifici protagonisti sul mare di Peschici. "Ho un carattere particolare, mi butto giù per un niente, ecco perché in Sicilia non ho retto allo stress", ha detto il nuovo leader, primo grazie ai piazzamenti rispetto al tedesco Russ, che ha lo stesso tempo. "Ho la maglia tricolore, quella bianca e quella rosa. Non posso chiedere di più. So che il telefonino stasera non smetterà di squillare, ma il successo è per poche persone: mio padre, che mi segue ovunque e fa quasi più sacrifici di me, e la mia ragazza, che sa che cosa significa andare in bici".

NAVIGARE - Priamo, cognome epico e due vittorie al Giro di Turchia, ha regalato alla Csf-Navigare una botta di entusiasmo. "Dopo la caduta di Catanzaro che ha coinvolto il mio compagno Dall'Antonia non credevo nemmeno di poter continuare il Giro. Non riuscivo più a muovere la gamba, poi è andata sempre meglio. Dediche? A Max Richeze (positivo a una sostanza anabolizzante prima della corsa rosa, ndr). Voglio che sappia che siamo dalla sua parte".

Gazzetta.it

Inviato

Leipheimer frenato da una moto, protesta della Astana

Ha stupito, leggendo l'ordine d'arrivo, che lo statunitense Levy Leipheimer abbia accusato ventitré secondi di distacco dai migliori sul traguardo di Peschici. Bene, Leipheimer è stato frenato da una moto della polizia che è caduta in mezzo alla strada. La Astana ha chiesto ufficialmente al collegio di giuria che il distacco venga neutralizzato e che Leipheimer venga accerditato dello stesso tempo dei suoi avversari.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Caduta: polmone perforato per Mandri

Era stato uno dei promotori della fuga, l'estone Rene Mandri, ma non ha avuto fortuna. Durante una discsa, infatti, il portacolori della AG2r ha sbagliato una curva ed è caduto picchiando violentemente il costato contro il guard rail. Ricoverato in ospedale, gli sono state riscontrate fratture alle costole ed il perforamento di un polmone.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Giro: tre ritiri nella prima parte della tappa

La sesta tappa del Giro d'Italia si è aperta con tre ritiri: al km 35 si è fermato il belga Kevin De Weert della Cofidis. Appena più tardi, stop per il tedesco Enrico Poitschke della Milram, mentre al km 76 è caduto l'estone Renè Mandri (nella foto) della Ag2r che è stato ricoverato all'ospedale di Cerignola: per lui si sospettano numerose fratture.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Giro: è morta la sorella di Rinaldo Nocentini

Una triste notizia ha scosso stamane la carvana del Giro: è stato il direttore di corsa, Mauro Vegni, a comunicare al gruppo la morte della sorella di Rinaldo Nocentini, Daniela. L'aretino della Ag2r ha comunque preso regolarmente il via nella sesta tappa. Daniela Nocentini, 43 anni, era in coma da sei mesi in seguito a problemi clinici, era sposata con Bruno e madre di due ragazzi, Giacomo di 20 anni e Giulia di 14. Ci stringiamo a Rinaldo e alla sua famiglia in questo momento di grande dolore.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Bettini: visto che oggi è andato tutto bene?

Come sempre Paolo Bettini non lesina dichiarazioni e continua ad animaree il Giro d'Italia: «Visto? Ieri tutti a criticare, oggi invecde è andato tutto bene. In realtà io e i miei compagni ci proviamo tutti io giorni: ieri abbiamo sbagliato, ci hanno criticato tanto, ma ci abbiamo provato comunque - ha detto il campione del mondo al microfono di Alessandra De Stefano -. Giovanni doveva entrare nella fuga per una vittoria di tappa, è stato bravo ed è andato addirittura in rosa. Io? Sono al Giro per vincere e per dare un contributo di esperienza ai nostri giovani. Giovanni non ha vissuto giorni facili: da dicie anni non correva nella sua Palermo, ha sofferto molto l'importanza dell'avvenimento, era demoralizzato per non essere riuscito a vincere. Gli siamo stati vicino ed ecco il risultato. Quanto a me, domani andiamo ad affrontare una tappa difficile ma pian piano ci avviciniamo alla Toscana...».

Tuttobiciweb.it

Inviato

Visconti: voglio tenerla a lungo

«Alèèèèèèèè!». Con un urlo smisurato, Giovanni Visconti accoglie la notizia della conquista della maglia rosa: «Ci tenevo, la volevo, ho fatto di tutto per prenderla. Mi sono buttato per conquistare gli abbuoni e recuperare terreno su Russ, nel finale ho deciso di lasciar andaare la tappe per puntare tutto sulla conquista della maglia. È vero, in Sicilia ho sentito la pressione di una regione intera che ha dimostrato di essere appassionatissima di ciclismo e che si aspettava tanto da me. Adesso non voglio fare proclami, ma farò di tutto per tenere questa maglia il più a lungo possibile, per far durare tanto questo sogno».

Tuttobiciweb.it

Inviato

Alcune considerazioni:

Bravo Visconti, ma c'avuto una bella botta di culo, cioè ha beccato la fuga giusta e bon.

Fra un pò uno sconosciuto come il tedesco se la pigliava e quindi non è che sia stata tutta questa grande impresa, anzi, ma cmq bravo.

Mandrì in effetti era in fuga ha fatto una caduta davevro brutta, si capiava che si era fatto amle internamente perchè vomitava subito sangue. Poverino.

Nardello terrà forse domani, ma nella tappa di Cesena perderà già la maglia, poi i diquigiovanni con Simoni in squadra non si ammazzeranno per tenerla, inoltre non è poi così scontato che la prenda lui.

Su Leipheimer giusto dargli lo stesso tempo degli altri.

Inviato
Alcune considerazioni:

Bravo Visconti, ma c'avuto una bella botta di culo, cioè ha beccato la fuga giusta e bon.

Fra un pò uno sconosciuto come il tedesco se la pigliava e quindi non è che sia stata tutta questa grande impresa, anzi, ma cmq bravo.

Mandrì in effetti era in fuga ha fatto una caduta davevro brutta, si capiava che si era fatto amle internamente perchè vomitava subito sangue. Poverino.

Nardello terrà forse domani, ma nella tappa di Cesena perderà già la maglia, poi i diquigiovanni con Simoni in squadra non si ammazzeranno per tenerla, inoltre non è poi così scontato che la prenda lui.

Su Leipheimer giusto dargli lo stesso tempo degli altri.

ma che discorsi...anche priamo allora ha avuto culo....ma cioè..hanno fatto 50 di media le prime 2 ore...e te mi vieni a dire che ha avuto culo a prendere la fuga giusta??? cioè....ma avete mai visto corse di bicilette??? se è così facile andarein fuga mi iscrivo pure io al tour quest'anno

Inviato

Domani la tappa nn è così dura,sono strade ke conosco molto bene,si passerà davanti la mia casa di Rivisondoli...Nn credo proprio ci siano grandi distacchi,penso che almeno x una settimana Visconti la maglia la possa tenere,e domani nn perderà tantissimo,l'arrivo è molto simile a quello di oggi,quindi vedo favorito Riccò o Contador se sta bene,molto però dipenderà dal ritmo con cui affronteranno la corsa.Cmq qst giro finora è stato molto bello

Inviato
ma che discorsi...anche priamo allora ha avuto culo....ma cioè..hanno fatto 50 di media le prime 2 ore...e te mi vieni a dire che ha avuto culo a prendere la fuga giusta??? cioè....ma avete mai visto corse di bicilette??? se è così facile andarein fuga mi iscrivo pure io al tour quest'anno

:tongue:

Se ci fosse stato Riccò in fuga sarebbero arrivati? :cry2:

  • Moderatori
Inviato

Tutti co sta botta di culo di Visconti ... nn è semplice fare tutti quei km di fuga e poi ci s'è messo anche quel Russ che nn si scollava ... una cosa: avete visto che ultimi 50m che ha fatto Visconti ?????? ha uno scatto impresisonante ... Russ è rimasto fulminato :tongue: cmq Priamo oggi era fortissimo ... complimenti a lui :cry2:

Inviato
Tutti co sta botta di culo di Visconti ... nn è semplice fare tutti quei km di fuga e poi ci s'è messo anche quel Russ che nn si scollava ... una cosa: avete visto che ultimi 50m che ha fatto Visconti ?????? ha uno scatto impresisonante ... Russ è rimasto fulminato :tongue: cmq Priamo oggi era fortissimo ... complimenti a lui :cry2:

Si parla di maglia rosa...

Se ci fosse stato Riccò la fuga sarebbe arrivata?

MAI!!!!! Gli è andata bene, se la goda, ha fatto fatica, ma deve dire grazie al gruppo... tutto qui... è la verità...

Inviato
Pellizotti messo a nudo

La moglie: la mia maglia rosa

Claudia: "Mi conquistò sulla spiaggia di Bibione con parole che non mi ha più detto. È grande anche come papà. In un momento difficile mi disse: guarda che per te sono disposto a lasciare la bici"

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Franco Pellizotti, la maglia rosa, con la moglie Claudia e il primogenito Giacomo

CONTURSI TERME (Sa), 15 maggio 2008 - I secondi non sono tutti uguali. Quello che dà la maglia rosa a Pellizotti è il più lungo della storia del Giro. «Un secondo prezioso. Sono già quattro giorni che porto la maglia rosa», sorride il friulano. Quel frammento fragile lo fa sprofondare nella fiaba. Come Cenerentola. Anche lui ha perduto una scarpetta. Evaporata sul podio di Catanzaro. Un trofeo favoloso, rapito lì dove razziavano i corsari saraceni. "Me la sono cavata con le scarpe di scorta. Anche se ho perduto il plantare", spiega. Ormai è un cavaliere abituato a ogni avventura. "Sono 24 anni che cavalco la bici", racconta. "La prima l’ho avuta a 6 anni, una Zenith rossa". "A 9 ho disputato la prima gara. Ho fatto cadere tutti prima del via: sono scivolato e li ho tirati giù con l’effetto-domino". Oggi è un re. Ma anche un uomo cordiale. Diverte e si diverte. Pronto al brindisi e alla sfida. "In ottobre mi sono cimentato nella sfida di San Boldo, una salita di 6 chilometri. Col tandem: io e Il Bomba, contro Il Bruse e Massi. Nelle borracce c’era Prosecco".

AMORE - Ma com’è Pellizotti nel segreto del cuore? La moglie Claudia racconta: "L’ho incontrato per la prima volta al giro del Piave, il 6 giugno 1999. Si arrivava a Santa Lucia del Piave, a casa mia, e facevo la miss. Non gli ho dato il bacio del vincitore, solo la coppetta dell’ottavo posto. Però gli sguardi si sono incrociati. Franco mi ha sorriso. E sono suonate le campane. Era un bel sorriso. Poi mi ha aspettato sulla porta e mi ha detto: "Ciao, io sono Franco. Mi dai il tuo numero di telefono?". Mi ha fatto penare per due giorni. Poi ha chiamato e mi ha detto: "Andiamo a bere qualcosa?". Abbiamo bevuto due succhi d’ananas. Io ero cotta. Ma mi ha liquidato con un bacio sulla guancia e se n’è andato. Ero delusa. Cinque giorni dopo, però, mi ha invitato a Bibione a casa sua. Mi ha portato sulla canna della bici al mare. Siamo rimasti sulla spiaggia a prendere il sole e poi a guardare le stelle. Mi ha detto di quelle cose che non mi ha mai più detto. E, al chiaro di luna, mi ha dato il primo bacio. La sera più bella della mia vita".

MATRIMONIO - "Se avessi la macchina del tempo, tornerei a quella sera e a quando mi ha chiesto di sposarlo. Era il 25 giugno 2001. Mi è venuto vicino. Mi ha infilato all’anulare sinistro un solitario e mi ha sussurrato: "Vuoi passare il resto della tua vita con me?". Sono scoppiata a piangere. Poi gli ho buttato le braccia al collo e ho detto: "Sì, sì, sì...". "Franco da buon Capricorno ha i piedi per terra. Io, invece, sono un Cancro e ho la testa sulle nuvole", racconta Claudia. "Lui è un razionale. Responsabile, maturo. Caparbio, ma disponibile a capire. In un momento difficile mi ha detto: "Guarda che per te sono disposto a lasciare la bici". Quando è nato Giacomo, è voluto venire in sala-parto e ha fatto il tifo. Urlava: "Dai! Dai! Dai!". Mi sembrava di essere al Tour». «Franco conosce il dolore. La sua maglia rosa è frutto di sacrifici fisici, ma anche di sofferenze morali". "E’ un grande papà. A casa vive in simbiosi con Giacomo. Gli ha insegnato ad andare in bici senza le rotelle già a tre anni. Una bici normale: rossa, blu e gialla. Ma gli ha promesso che gliene regalerà due da corsa se vince il Giro".

Gazzetta.it

Da notare, che la sfida di cui parla è quella al mio paese, quella che postavo sul forum!!!!!!!

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