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113a Paris Roubaix


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CARTE.jpg

 

PROFIL.jpg

 

PROFILKMS.jpg

 

2,2 km : Troisvilles à Inchy (27)
1,8 km : Viesly à Quiévy (26)
3,7 km : Quiévy à Saint-Python (25)
1,5 km : Saint-Python (24)
2,3 km : Vertain - Saint-Martin-sur-Ecaillon (23)
1,6 km : Verchain-Maugré – Quérénaing (22)
2,5 km : Quérénaing-Maing (21)
1,6 km : Maing à Monchaux-sur-Ecaillon (20)
2,5 km : Haveluy à Wallers (19)
2,4 km : Trouée d’Arenberg (20)
1,6 km : Wallers à Hélesmes (18)
3,7 km : Hornaing à Wandignies-Hamage (17)
2,4 km : Warlaing à Brillon (16)
2,4 km : Tilloy-lez-Valenciennes à Sars-et-Rosières (15)
1,4 km : Beuvry-la-Forêt à Orchies (14)
1,7 km : Orchies (12)
2,6 km : Auchy-lez-Orchies à Bersée (11)
3,1 km : Mons-en-Pévèle (10)
0,7 km : Mérignies à Avelin (9)
1,4 km : Pont-Thibaut à Ennevelin (8)
0,5 km : Templeuve (Moulin-de-Vertain) (7)
1,3 km + 1,1 km : Cysoing à Bourghelles et Bourghelles à Wannehain (6)
1,8 km : Camphin-en-Pévèle (5)
2,1 km : Carrefour de l’Arbre (4)
1,1 km : Gruson (3)
1,4 km : Willems à Hem (2)
0,3 km : Roubaix (espace Crupelandt) (1)

Edited by Cristiano Ronaldo
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  • Admininistrators

Rispetto ad un anno fa cambiano i settori dopo Saint-Python.

 

2,3 km : Vertain - Saint-Martin-sur-Ecaillon (23)

1,6 km : Verchain-Maugré – Quérénaing (22)

2,5 km : Quérénaing-Maing (21)

 

Un anno fa 

24 119,5 Solesmes to Haussy 0,8

23 126 Saulzoir à Verchain-Maugré 1,2

22 130,5 Verchain-Maugré to Quérénaing 1,6

21 135 Quérénaing à Famars 1,2

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Devo dire che questa roubaix mi è piaciuta: combattuta, una serie di scatti e controscatti che quantomeno hanno fatto bene allo spettacolo, e l'arrivo in volata dove ha vinto chi aveva più gamba (dagenkolb).

A me ha fatto schifo. 

Qui si possono cambiare tutti i percorsi che vuoi, ma finchè i corridori di primo si guardano fino a 10 km dall'arrivo saranno una noia mortale queste corse. Se avessi acceso la televisione a 10 km dall'arrivo non mi sarei perso nulla.

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Pure io ho sfiorato l'abbiocco più volte!..mi aspettavo molto di più dai vari Van Avermaet, Terpstra, Stybar, Boom, invece hanno portato tranquillamente in carrozza Degenkolb fino al velodromo per il finale più scontato degli ultimi 20 anni. Ci fossero stati Cancellara e Boonen almeno avremmo avuto attacchi seri sul pavé...

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Più che altro in 30 secondi sono arrivati tanti atleti 23 , il ritmo però sin da subito è stato sostenuto quindi secondo me  si sono livellati i valori ... Qualche anno fa Cancellara e Boonen salutavano la compagnia a tanto dall'arrivo... Degenkolb ha corso bene ed ha avuto un ottimo treno (etixx)  :tongue:

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Pure io ho sfiorato l'abbiocco più volte!..mi aspettavo molto di più dai vari Van Avermaet, Terpstra, Stybar, Boom, invece hanno portato tranquillamente in carrozza Degenkolb fino al velodromo per il finale più scontato degli ultimi 20 anni. Ci fossero stati Cancellara e Boonen almeno avremmo avuto attacchi seri sul pavé...

questo non lo metto in dubbio, ma rispetto ad una Sanremo dove il gruppo arriva quatto quatto all'arrivo, qui quantomeno ci sono stati tentativi di attacco.

Purtroppo ho idea che il livello stia calando (il cancellara di due anni fa avrebbe dominato questa Roubaix), ma cosa possiamo fare?

Una domanda senza polemiche: come avete visto Sagan?

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Molto più bello il Fiandre.

questo non lo metto in dubbio, ma rispetto ad una Sanremo dove il gruppo arriva quatto quatto all'arrivo, qui quantomeno ci sono stati tentativi di attacco.

Purtroppo ho idea che il livello stia calando (il cancellara di due anni fa avrebbe dominato questa Roubaix), ma cosa possiamo fare?

Una domanda senza polemiche: come avete visto Sagan?

Non male. Però penso che per vincere serva qualcosa in più. Edited by Dani.
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Forse la Roubaix più brutta degli ultimi 5 anni (senza andare troppo indietro). È stato un continuo "liberi tutti" di seconde linee mentre i big si marcavano senza un vero senso logico, l'Etixx ha attaccato con ognuno dei suoi elementi senza mantenere la compattezza decisiva dello scorso anno. Un altro fattore è la media altissima nelle prime ore di corsa, sono tutte energie buttate. Per il resto tifavo spudoratamente per Brad, ci ho sperato tanto...

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Cacchio oggi hanno corso la Roubaix in 5 ore e 40! Segno che sono andati fortissimo, e questo spiega in parte il fatto che nel finale nessuno ne avesse per fare la differenza. Poi vabeh, l'appiattimento dei valori e l'attendismo sono ormai una costante del ciclismo moderno, accontentiamoci che le classiche si sono adeguate a questo andazzo solo da un paio di stagioni, dato che nei GT, ormai, le pecore imperversano da quasi una decina d'anni.

Nel ciclismo di oggi, ormai, attacca solo chi é nettamente piú forte degli altri, come Kristoff al Fiandre e oggi Degenkolb: entrambi avrebbero potuto aspettare la volata, ma sapevano anche che nel finale gli avrebbero corso tutti contro e hanno giocato d'anticipo.

E poi onore a Roelandts, uno dei pochi corridori a non correre mai per il piazzamento, ma sempre per la vittoria: é forte ma non fortissimo, e quindi sa che ad aspettare l'ultimo muro, l'ultimo strappo o l'ultimo settore di pavé, troverebbe sempre qualcuno piú forte di lui. Per questo, tutte le volte che ne ha, prova ad anticipare: spessissimo (praticamente sempre) gli va male, ma é l'unico modo che ha di vincere una grande classica.

Corresse anche lui come gli altri, magari, oggi avrebbe qualche podio di peso in piú nel suo palmares, ma senza mai essersi davvero giocato una monumento come, invece, ha fatto oggi e al Fiandre un paio d'anni fa (o alla Gent-Wevelgem due settimane fa).

Quanto a Sagan, senza infamia e senza lode come al Fiandre e come da inizio anno: non ha certo perso la corsa per la foratura, perché era già dietro. E oggi é questo il suo valore, purtroppo.

L'altro che esce ridimensionato da questa campagna del nord é Vanmarcke, che con l'assenza di Cancellara e Boonen credevo si sarebbe consacrato, ed invece é imploso: a parte la sfiga che non lo abbandona mai, é probabile che abbia sentito la pressione di dover reggere le sorti del Belgio. Ma se é cosí é un suo limite, non un'attenuante.

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  • Admininistrators

Paris > Roubaix: le pagelline

John Degenkolb, voto 10: fa una bella azione che gli consente di vincere. Il problema è che è stata l'unica della gara.

Vincenzo Nibali, voto 9: se la selezione alla Roubaix è questa ha già detto che l'anno prossimo ci fa un pensierino

Angelo Zomegnan, voto 8: avete visto il treno invadere la corsa? Secondo voi chi era il capostazione?

Yves Lampaert, voto 7: già immaginavo il "Ma chi cazzo è Lampaert" della De Stefano sul traguardo. Purtroppo non ce la fa.

Peter Sagan, voto 6: per il lancio della bicicletta. Ancora una volta non riesce a concludere

Tutto il gruppo, voto 5: "negli ultimi 15 metri di Carrefour de l'Arbre li piallo tutti". Questo il pensiero dei componenti del plotone oggi - pensiero che denota la diffusione di una grave malattia: lo Schleckismo.

André Greipel, voto 4: quando sei un velocista e hai vinto tappe su tappe al Tour è il momento di cambiare e cercare di diventare qualcosa di nuovo. Lui ha scelto di diventare Pirazzi.

Christian Prudhomme, voto 3: alla terza classica monumento su tre vinta da un velocista ha perso la propria verginità. Birichino.

Bradley Wiggins, voto 2: annuncia il ritiro e prepara bene solo Roubaix, per un anno i giornali parlano solo di lui e al grande appuntamento ha lo stesso rendimento di una squadra di Allegri. Non ci mancherà.

Arnaud Demare, voto 1: ormai "incidente per Demare" ha la stessa frequenza in cronaca di "Cunego si stacca". E quando pensi che non possa più stupirti riceve una sbarra di un passaggio a livello in testa. Gatto nero.

Etixx-Quickstep, voto 0: i migliori gregari di Degenkolb nel finale. Evidentemente l'ingaggio di Jarod Parker in ammiraglia non ha dato i risultati sperati

*salvo controllo antidoping positivo

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Cacchio oggi hanno corso la Roubaix in 5 ore e 40! Segno che sono andati fortissimo, e questo spiega in parte il fatto che nel finale nessuno ne avesse per fare la differenza. Poi vabeh, l'appiattimento dei valori e l'attendismo sono ormai una costante del ciclismo moderno, accontentiamoci che le classiche si sono adeguate a questo andazzo solo da un paio di stagioni, dato che nei GT, ormai, le pecore imperversano da quasi una decina d'anni.

Nel ciclismo di oggi, ormai, attacca solo chi é nettamente piú forte degli altri, come Kristoff al Fiandre e oggi Degenkolb: entrambi avrebbero potuto aspettare la volata, ma sapevano anche che nel finale gli avrebbero corso tutti contro e hanno giocato d'anticipo.

E poi onore a Roelandts, uno dei pochi corridori a non correre mai per il piazzamento, ma sempre per la vittoria: é forte ma non fortissimo, e quindi sa che ad aspettare l'ultimo muro, l'ultimo strappo o l'ultimo settore di pavé, troverebbe sempre qualcuno piú forte di lui. Per questo, tutte le volte che ne ha, prova ad anticipare: spessissimo (praticamente sempre) gli va male, ma é l'unico modo che ha di vincere una grande classica.

Corresse anche lui come gli altri, magari, oggi avrebbe qualche podio di peso in piú nel suo palmares, ma senza mai essersi davvero giocato una monumento come, invece, ha fatto oggi e al Fiandre un paio d'anni fa (o alla Gent-Wevelgem due settimane fa).

Quanto a Sagan, senza infamia e senza lode come al Fiandre e come da inizio anno: non ha certo perso la corsa per la foratura, perché era già dietro. E oggi é questo il suo valore, purtroppo.

L'altro che esce ridimensionato da questa campagna del nord é Vanmarcke, che con l'assenza di Cancellara e Boonen credevo si sarebbe consacrato, ed invece é imploso: a parte la sfiga che non lo abbandona mai, é probabile che abbia sentito la pressione di dover reggere le sorti del Belgio. Ma se é cosí é un suo limite, non un'attenuante.

 

Questo è molto pericoloso. Vuol dire che le classiche si restringeranno molto di più su una certa categoria (velocisti che tengono). Proprio perché il ciclismo SI EVOLVE come tu hai detto, le classiche devono cambiare di conseguenza. E probabilmente anche le squadre (meno uomini in corsa, 200 sono troppi)

 

Pompeiana alla Sanremo, qua si può inserire il settore di Chateau d'Hem ad esempio se si riesce a pulirlo bene.

 

Sagan era dietro perché credo avesse già quel problema.

 

Ma le pirazzate di Greipel? Cioè, senza quegli attacchi oggi poteva giocarsela.

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  • Admininistrators

Piuttosto parlerei del passaggio a livello

 

“The peloton was 10 metres away when the barriers started to close,” the commissaires announced in a statement after the race. “It wasn’t possible for the riders in front to stop in a sufficiently safe manner. The second part of the peloton was stopped.

“As a consequence, the commissaires together with the race organisation neutralised the first part of the peloton to facilitate a regrouping with the second part of the peloton and to get back to the situation from before the level crossing. This decision was relayed over race radio.”

 

 

Ora, fermo restando che la giuria ha applicato una regola che NON ESISTE, vorrei sapere che ne pensano Hoste, Gusev e Van Petegem.

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Questo è molto pericoloso. Vuol dire che le classiche si restringeranno molto di più su una certa categoria (velocisti che tengono). Proprio perché il ciclismo SI EVOLVE come tu hai detto, le classiche devono cambiare di conseguenza. E probabilmente anche le squadre (meno uomini in corsa, 200 sono troppi)

 

Pompeiana alla Sanremo, qua si può inserire il settore di Chateau d'Hem ad esempio se si riesce a pulirlo bene.

 

Sagan era dietro perché credo avesse già quel problema.

 

Ma le pirazzate di Greipel? Cioè, senza quegli attacchi oggi poteva giocarsela.

 

Ma se siamo d'accordo che è un problema di atteggiamento dei corridori e non di difficoltà dei percorsi (che tanto nei GT come nelle classiche, non sono MAI stati duri come oggi), allora non è inserendo l'ennesima difficoltà tecnica o altimetrica che cambi la storia delle corse: o se anche ci riuscissi, sposteresti il problema solo di un paio d'anni, giusto il tempo perché i corridori prendano le misure alla novità.

 

Molto meglio ridurre il numero di corridori per squadra, come dici, oppure (anche se questo vale soprattutto per i GT) limitare l'utilizzo dei rapporti possibili, ABOLENDO i rampichini che hanno portato a questo ciclismo tutto uguale fatto di agilità, in cui dei professionisti riescono a salvare la gamba fino agli ultimi km di una corsa a prescindere da quanto sia difficile.

 

E poi, vogliamo dircela veramente tutta? se è vero quel che aveva detto la ricerca del CIRC (mi pare fosse il CIRC) il mese scorso, e cioè che oggi il doping incide per il 3-5% sulle prestazioni contro il 15% del passato recente, allora potrai anche mettere tutte le Pompeiane del mondo, ma il problema è un altro: oggi i corridori hanno molti meno colpi in canna, anzi ne hanno solo uno, e se lo tengono tutti per il finale. Anzi: ad aggiungere ulteriori difficoltà, probabilmente otterresti l'unico risultato di rendere il gruppo ancora più attendista e conservativo, perché poi CMQ si darebbe battaglia solo sull'ultima asperità, a prescindere dal fatto che prima ce ne siano 5 o 50.

 

Pochi cazzi: a prescindere da come uno la pensa sul doping, il ciclismo superdopato degli anni '90 era MOOOOLTO ma MOOOOOOLTO più divertente di quello più pulito (ma cmq, NON del tutto pulito, perché questo non sarà mai possibile) di oggi.

 

EDIT: e cmq, al di là di tutte queste considerazioni, è fisiologico che con il passare del tempo uno sport (qualsiasi esso sia) diventi molto più livellato, perché crescono la platea dei praticanti e quella delle nazioni di vertice, e le tecniche di allenamento e i materiali a disposizione anche delle seconde linee, per cui il livello medio si alza verso l'alto e diventa più difficile emergere. Ai tempi di Coppi & Bartali i big erano professionisti che se la vedevano contro una schiera di dilettanti, logico volassero le mezz'ore. Oggi non è più così e le corse si decidono sul filo dei secondi, alle grandi imprese da lontano si sono sostituite le lunghe fasi di studio di oggi che possono piacere o non piacere, ma che sono semplicemente un'altra cosa: nel momento in cui, con le gambe, per tutta una serie di motivi non è più possibile fare la differenza di una volta, acquista un'importanza centrale il ruolo della tattica. E quindi, nella tattica, ci rientra anche l'attendismo. Secondo me questo non è un male assoluto, e di certo non è un male solo del ciclismo: anche nella formula 1, per dire, ormai è più facile vedere un sorpasso ai box che non in pista, e al di là del fatto che in questi anni la Mercedes ha uno strapotere in virtù della power unit migliore di tutti, i distacchi in F1 ormai si giocano sul centesimo di secondo, mentre i tempi di Fangio e Ascari erano un'altra cosa. Idem nello sci, dove le gare si vincono per centesimi, o nel calcio dove non ci sono più squadre che ai mondiali prendono 7 o 8 gol per partita*. Eh vabeh, lo sappiamo, ma non si torna più indietro.

 

* tranne il Brasile ai mondiali in casa, ovviamente :mrgreen:

Edited by smec-easyjet
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Forse la Roubaix più brutta degli ultimi 5 anni (senza andare troppo indietro). È stato un continuo "liberi tutti" di seconde linee mentre i big si marcavano senza un vero senso logico, l'Etixx ha attaccato con ognuno dei suoi elementi senza mantenere la compattezza decisiva dello scorso anno. Un altro fattore è la media altissima nelle prime ore di corsa, sono tutte energie buttate. Per il resto tifavo spudoratamente per Brad, ci ho sperato tanto...

 

Premesso che il dagenkolb di ieri era in ottima forma, cosa potevano fare se non partire a raffica sperando di staccare i due/tre velocisti veramente buoni (kristoff, dagenkolb e Greipel)?

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Premesso che il dagenkolb di ieri era in ottima forma, cosa potevano fare se non partire a raffica sperando di staccare i due/tre velocisti veramente buoni (kristoff, dagenkolb e Greipel)?

 

Appunto, serebbero dovuti partire a raffica tutti quelli che in volata erano battuti di sicuro invece di aspettare il velodromo. Gli stessi Van Avermaet, Lampaert e Stybar che cacchio tiravano a fare quando all 99% Degenkolb li avrebbe battuti con una gamba sola?!? Non sarebbe stato meglio attaccarlo a raffica, anche correndo il rischio di perdere un podio che poi alla fine a parte i punti UCI non conta nulla?!?..è questo che mi fa arrabbiare, i ciclisti moderni sono più propensi a un piazzamento sicuro che a correre il rischio di saltare, e questa condizione non la cambi indurendo i percorsi.

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DEGENKOLB

A me Degenkolb sembra un velocista che attacca più uno che tiene; nei 30 km che ho visto è stato guardingo in testa al gruppo, poi appena gli è andato via il rivale con la gamba migliore s'è lanciato da solo all'inseguimento. Se poi non essere un Ivan Basso in volata fa di lui un velocista o svaluta il valore della sua vittoria credo si abbia un ricordo appannato del primo Boonen, cui Degenkolb assomiglia moltissimo, salvo essere forse meno veloce e più potente.

PERCORSO

Se il percorso fosse stato più duro ecco che si sarebbe affermato ancora più nettamente, mi pare pacifico che ieri abbia corso da favorito attaccando e staccando anche chi in teoria avrebbe avuto l'interesse di scrollarselo, ma cui mancavano addirittura le gambe per stargli appresso. Capirei il discorso di una gara da rendere più selettiva (argomento verso cui resto aperto, anche perché rispetto a smec non vedo questo livellamento verso l'altissimo in effetti... né condivido che meno doping produca corse più livellate... anche se in questi casi a maggior ragione non è aggiungendo difficoltà che si migliora lo spettacolo, al massimo si toglie coraggio) se a qualcuno che aveva una gamba superiore al vincitore (io ieri non ne ho visti) fosse mancato clamorosamente il terreno per fare la differenza (modello Bettini e Vinokourov al mondiale di Madrid).

SCONFITTI

Il più deludente della campagna del Nord è Vanmarcke, che con il cambio generazionale sembrava poter prendere il timone di comando in queste gare. Di Sagan abbiamo detto e sappiamo, gli si chiedeva esattamente ciò che hanno fatto Kristoff e Degenkolb in questa primavera, e invece. Ora se gli altri 2 sono velocisti che tengono, lui cos'è? Un (non più) velocista che non tiene? :P

A parte i citati era evidente che Cancellara e Boonen (che anche senza infortuni erano in fase calante) avrebbero lasciato un vuoto. Però temevo mi deludessero di più queste corse, invece sia Kristoff che Degenkolb sono stati assolutamente all'altezza. Il fatto che per combinazione siano ANCHE competitivi nelle volate depone a favore della loro completezza, alla faccia di chi sostiene che Sagan non vince perché deve specializzarsi.

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Appunto, serebbero dovuti partire a raffica

Bisogna anche vedere cosa ti è rimasto da sparare... dato che Degenkolb ha vinto quasi per distacco lo sprint dubito che ci fossero grandi energie da parte degli altri
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Ma se siamo d'accordo che è un problema di atteggiamento dei corridori e non di difficoltà dei percorsi (che tanto nei GT come nelle classiche, non sono MAI stati duri come oggi), allora non è inserendo l'ennesima difficoltà tecnica o altimetrica che cambi la storia delle corse: o se anche ci riuscissi, sposteresti il problema solo di un paio d'anni, giusto il tempo perché i corridori prendano le misure alla novità.

 

Molto meglio ridurre il numero di corridori per squadra, come dici, oppure (anche se questo vale soprattutto per i GT) limitare l'utilizzo dei rapporti possibili, ABOLENDO i rampichini che hanno portato a questo ciclismo tutto uguale fatto di agilità, in cui dei professionisti riescono a salvare la gamba fino agli ultimi km di una corsa a prescindere da quanto sia difficile.

 

E poi, vogliamo dircela veramente tutta? se è vero quel che aveva detto la ricerca del CIRC (mi pare fosse il CIRC) il mese scorso, e cioè che oggi il doping incide per il 3-5% sulle prestazioni contro il 15% del passato recente, allora potrai anche mettere tutte le Pompeiane del mondo, ma il problema è un altro: oggi i corridori hanno molti meno colpi in canna, anzi ne hanno solo uno, e se lo tengono tutti per il finale. Anzi: ad aggiungere ulteriori difficoltà, probabilmente otterresti l'unico risultato di rendere il gruppo ancora più attendista e conservativo, perché poi CMQ si darebbe battaglia solo sull'ultima asperità, a prescindere dal fatto che prima ce ne siano 5 o 50.

 

Pochi cazzi: a prescindere da come uno la pensa sul doping, il ciclismo superdopato degli anni '90 era MOOOOLTO ma MOOOOOOLTO più divertente di quello più pulito (ma cmq, NON del tutto pulito, perché questo non sarà mai possibile) di oggi.

 

EDIT: e cmq, al di là di tutte queste considerazioni, è fisiologico che con il passare del tempo uno sport (qualsiasi esso sia) diventi molto più livellato, perché crescono la platea dei praticanti e quella delle nazioni di vertice, e le tecniche di allenamento e i materiali a disposizione anche delle seconde linee, per cui il livello medio si alza verso l'alto e diventa più difficile emergere. Ai tempi di Coppi & Bartali i big erano professionisti che se la vedevano contro una schiera di dilettanti, logico volassero le mezz'ore. Oggi non è più così e le corse si decidono sul filo dei secondi, alle grandi imprese da lontano si sono sostituite le lunghe fasi di studio di oggi che possono piacere o non piacere, ma che sono semplicemente un'altra cosa: nel momento in cui, con le gambe, per tutta una serie di motivi non è più possibile fare la differenza di una volta, acquista un'importanza centrale il ruolo della tattica. E quindi, nella tattica, ci rientra anche l'attendismo. Secondo me questo non è un male assoluto, e di certo non è un male solo del ciclismo: anche nella formula 1, per dire, ormai è più facile vedere un sorpasso ai box che non in pista, e al di là del fatto che in questi anni la Mercedes ha uno strapotere in virtù della power unit migliore di tutti, i distacchi in F1 ormai si giocano sul centesimo di secondo, mentre i tempi di Fangio e Ascari erano un'altra cosa. Idem nello sci, dove le gare si vincono per centesimi, o nel calcio dove non ci sono più squadre che ai mondiali prendono 7 o 8 gol per partita*. Eh vabeh, lo sappiamo, ma non si torna più indietro.

 

* tranne il Brasile ai mondiali in casa, ovviamente :mrgreen:

 

Sul doping io sono del partito "per me possono pure avere le flebo sul manubrio se fanno i 60 l'ora"

 

Problema rinviato di 15-20 anni? Beh, sì, ma è la storia delle classiche. La Sanremo stessa è stata modificata più volte. Prima col Turchino, poi con la Cipressa. La Roubaix mi pare avesse meno pavè di quella odierna in passato e così via.

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Se uno sta a vedere il dato sulla velocità ieri sono andati anche forte, il problema semmai sono gli attacchi e le differenze tra i corridori, non trattandosi di gare di chilometro lanciato.

E qui più che rendere più impegnativi i percorsi, o al limite in aggiunta, bisognerebbe valutare ciò che è già detto, ossia 6-7 per squadra e limitazione dei rapporti disponibili (questo inciderebbe soprattutto sul fatto che si smetterebbe di andare in cerca di mulattiere, che peraltro non producono spettacolo e nemmeno grandi distacchi). Anche perché poi, per quel che si è visto ieri, tu puoi anche disputare 150 dei 250 km sul pavé, ma se nessuno attacca al massimo la selezione è creata dalle cadute.

Comunque il senso di cambiare la Sanremo è che magari (quest'anno non direi) qualcuno attacca come un pazzo sulle poche asperità presenti, e viene puntualmente uccellato dal velocista che è stato per 300 km coperto, per la Roubaix mi pare che le alternative sono:

a) clonare Cancellara

b) lasciare 5-6 settori di pavé (come, confermo, era ad esempio negli anni 60, infatti le medie erano altissime se confrontate alle attuali), in modo che Kittel e Cavendish partecipino, obbligando Kristoff e Degenkolb ad attaccare come pazzi per fare selezione sul poco pavé presente :P

Scherzi a parte, le soluzioni per dare spettacolo sono quelle, io lo dico dalla Liegi dell'anno scorso, l'edizione meno selettiva che ricordi. Poi riguardo al verdetto di ieri, ho idea che si poteva anche lastricare di pavé tutto il percorso, si sarebbe facilitato il compito al vincitore

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Bisogna anche vedere cosa ti è rimasto da sparare... dato che Degenkolb ha vinto quasi per distacco lo sprint dubito che ci fossero grandi energie da parte degli altri

 

Su questo sono d'accordo ma GVA e Lampaert negli ultimi 5 km hanno tirato e parecchio x non far rientrare quelli che erano dietro, e quindi mi chiedo perchè non abbiano utilizzato quelle residue energie per cercare di staccare Degenkolb, tanto arrivare secondi o decimi cambia poco la sostanza. Poi sono convinto pure io che il tedesco ieri era il più in forma e che magari non lo avrebbero staccato, ma almeno provarci era più che lecito.

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Su questo sono d'accordo ma GVA e Lampaert negli ultimi 5 km hanno tirato e parecchio x non far rientrare quelli che erano dietro, e quindi mi chiedo perchè non abbiano utilizzato quelle residue energie per cercare di staccare Degenkolb, tanto arrivare secondi o decimi cambia poco la sostanza. Poi sono convinto pure io che il tedesco ieri era il più in forma e che magari non lo avrebbero staccato, ma almeno provarci era più che lecito.

Bisognerebbe quantificare il parecchio, non doveva essere granché visto che poi i gruppetti si sono ricompattati. Oltretutto mi pare che invece Lampaert di cambi non ne abbia proprio dati, mentre Van Avermaet poteva anche avere interesse a non far rientrare Stybar (per la solita questione che poi la foratura del più veloce può essere dietro l'angolo - a proposito, dissi lo stesso di Terpstra, ho poi letto che Kristoff aveva una scheggia nel copertoncino dopo l'arrivo del Fiandre, quindi non ha forato quasi per miracolo... pensa tu se Terpstra avesse fatto rientrare GVA e Sagan per poi assistere alla foratura del compagno di fuga, roba da ammazzarsi).

A me non pare proprio comunque che abbiano tirato con grande convinzione mentre erano in 3 (quando i gruppetti si sono rimessi insieme allora sì che tiravano, ma a quel punto mancavano un paio di km e Degenkolb sarebbe anche andato dietro alle mosche), segno che evidentemente le energie da spendere non c'erano

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Non hanno certo tirato come dei pazzi ma lo hanno fatto, GVA per non far rientrare Stybar e Lampaert per non far rientrare gli altri dopo il ricongiungimento del ceco. Con questo resto pure io dell'idea che Degenkolb aveva più energie di tutti, ma tentare anche solo qualche scattino inutile avrebbe significato avere più chance di vittoria che arrivare in volata. Ha comunque vinto il più forte e su questo penso siamo tutti d'accordo.

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Stringendo come al solito al nostro orticello Italia, con il 22° posto del non più giovanissimo Marcato, unico nei primi 25, chiudiamo la classica meno favorevole con un risultato peggiore su tutta la linea rispetto alla media assoluta e pure alla media di gara dell'ultimo periodo.

Di buono c'è che le cose vanno decisamente meglio dell'anno scorso, quando il migliore fu Pozzato, che era andato più o meno come quest'anno.

Guardando invece alle 3 monumento sinora disputate, pur essendo lontani i fasti del 2012, quando i nostri erano stati sempre sul podio, siamo sui livelli del 2013, con un'età media più bassa però (il che potrebbe essere un buon segnale).

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C'è a mio avviso una differenza tra quanto fatto da GVA alla Roubaix e Terpstra al Fiandre. Van Avermaet in volata non è fermo e Degenkolb aveva speso molte energie nel tentativo di rientrare sui due, quindi qualche possibilità ce l'aveva, Terpstra no. Senza considerare neanche il numero di ciclisti.

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Ma scusate, se si cerca di dare più importanza al vincitore, perchè non moltiplicare per 5 i punti al primo, lasciando inalterati gli altri? 500 al primo, 60 al secondo e così via, così che la differenza tra un primo e un secondo è incredibilmente superiore rispetto a un secondo e un quarto.

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Sul doping io sono del partito "per me possono pure avere le flebo sul manubrio se fanno i 60 l'ora"

 

Problema rinviato di 15-20 anni? Beh, sì, ma è la storia delle classiche. La Sanremo stessa è stata modificata più volte. Prima col Turchino, poi con la Cipressa. La Roubaix mi pare avesse meno pavè di quella odierna in passato e così via.

 

leggi bene: 15-20 anni erano riferiti agli anni belli del doping, mentre ad indurire i percorsi, secondo me, il problema lo sposti al massimo di un paio di stagioni. Senza contare che le corse non sono "complicabili" all'infinito, soprattutto non lo sono le classiche nelle quali il percorso è dato e, per quante Pompeiane e quanti tratti di pavé puoi aggiungere, ad un certo punto toccherai la saturazione. Quindi non può essere questa la panacea di tutti i mali.

 

Inoltre: ma è davvero meglio una corsa nella quale Cancellara prende e se ne va a 50 dal traguardo, piuttosto di una Roubaix come quella di ieri, obiettivamente noiosa fino ai 20 km, ma molto divertente nell'ultima mezz'ora? Ieri il finale, a me è piaciuto, perché fino all'ultimo erano possibili diversi scenari tattici (dalla fuga da "lontano" di Roelandts, alla coppia Van Avermaet-Lampaert poi diventata terzetto con Degenkolb, infine l'inseguimento dei due gruppetti con il primo drappello che è effettivamente riuscito a rientrare).

 

Intendiamoci: in valori assoluti, cavalcate come quelle di Cancellara 2010 o Boonen 2012 sono ad un livello superiore anche rispetto a quanto fatto ieri da Degenkolb, e quando parlo di livellamento verso l'alto non mi riferisco infatti ad uno spettacolo di eccellenza, ma ad una "classe media" di corridori che è molto più in alto e, quindi, più vicina ai big che invece stanno un gradino sotto ai Museeuw, ai Van Petegem e agli stessi Boonen e Cancellara. Ma questo maggiore equilibrio - seppure, da una parte, dà vita a corse giocoforza più attendistiche - secondo me non è necessariamente da interpretare come un male assoluto, se ci consegna corse incerte ed aperte fino all'ultimo come sono state, in sostanza, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia dell'anno scorso e come, fin qui, sono state ancora una volta Ronde e Roubaix.

 

Per la Sanremo faccio un discorso a parte perché mi rendo conto che, in effetti, in questo caso si tratta davvero di una corsa fin troppo monotona e scontata fino al Poggio, però beh... sapete come la penso anche per quel che riguarda la Classicissima :P

 

Guardando invece alle 3 monumento sinora disputate, pur essendo lontani i fasti del 2012, quando i nostri erano stati sempre sul podio, siamo sui livelli del 2013, con un'età media più bassa però (il che potrebbe essere un buon segnale).

 

beh, per quello che vale il suo parere (e soprattutto per il fatto di averlo detto alla stampa italiana), Quinziato ieri all'arrivo ha praticamente "sfiduciato" Van Avermaet, dicendo che dall'anno prossimo Oss partirà sullo stesso piano del belga: al di là appunto di quel che dice Quinziato, credo ci possa essere un fondo di verità perché è indubbio che Van Avermaet (insieme a Vanmarcke) è il principale sconfitto di questa campagna del nord, non essendo stato in grado di raccogliere il testimone dagli assenti. Peraltro, secondo me, Van Avermaet da questo punto di vista è messo anche peggio di Vanmarcke: Greg infatti, non è riuscito a vincere pur denotando comunque una gran gamba (e quindi, dico io, considerata l'età e la prestazione offerta, non ci sono ulteriori grossi margini di miglioramento). Sep, invece, è andato talmente male al Fiandre che quello non può essere il suo vero valore, e anche ieri è stato oggettivamente il più sfortunato nella tempistica delle forature, oltre ad essere anche di 3-4 anni più giovane del Bmc.

 

Ma scusate, se si cerca di dare più importanza al vincitore, perchè non moltiplicare per 5 i punti al primo, lasciando inalterati gli altri? 500 al primo, 60 al secondo e così via, così che la differenza tra un primo e un secondo è incredibilmente superiore rispetto a un secondo e un quarto.

 

secondo me non è nemmeno una questione di punti in sé e per sé, ma che i punti, a prescindere da come vengono assegnati, contano:  e quindi, per quanto una vittoria dovesse diventare infinitamente più vantaggiosa, credo che molti ds continuerebbero a fare il ragionamento che è meglio il poco garantito, che il rischio di ottenere nulla per avere tutto. Per gli stessi corridori, poi, mettere in bacheca dei piazzamenti nei primi 10, per non parlare di un podio, è importante per "fare curriculum" e trovare buoni ingaggi futuri.

Piú che rivedendo i punteggi, questo meccanismo lo cambi dando altre certezze economiche a team e corridori, rispetto alla precarietà di oggi :wink:

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