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[PCM 2010; pack 2011] Per le vie di Toledo


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Un anonimo nobile spagnolo uscii da un caffé philo per le vie di Toledo, rimuginava sulla decadenza della sua classe sociale, mentre si incamminava incosciamente verso un mulino a vento, era un pensiero che lo affliggeva da tempo, la decandenza. Ne avevano discusso, invano, per ore quella stessa sera, erano presenti eclesiasti, borghesi ed esponenti della guache caviar, riuniti in una tavola rotonda a filosofeggiare, ognuno con la propria opinione e la propria convinzione, solo una cosa aveva messo tutti d'accordo, la decadenza andava combattuta. Non si accordarono neppure sul significato che aveva quella parola che tanto assillava le loro menti; decadenza.

Il nobile, immerso nei pensieri, continuava a passeggiare per le vie di Toledo, perdendo la cognizione del tempo; la mente lavorava, le gambe procedevano per inerzia. L'amarezza ormai aveva impregnato il cuore del giovane, la speranza si era scostata per far spazio ad un prorompente nichilismo che continuava a cozzare con i valori ideologici del ragazzo, oramai da anni.

Si aggiustò il basco che il vento rischiava di far volar via. Solo allora si rese conto di trovarsi dov'era. Davanti a lui si ergeva una tozza struttura conica; un mulino a vento. Solo allora si rese conto che si trovava davanti ad uno dei simboli della Mancia. Solo allora si rese conto di lottare contro un mulino a vento. Solo allora capì di essere solo. Solo contro tutti. Quella non era un sera qualunque. In quella sera si rese conto che lui non era che un Don Chisciotte dei tempi moderni.

Mentre pensava alla figura di Sancho Panza rappresentata da Orson Welles, nel suo film mai realizzato, vide due bambini che pedalavano su per la collina; Gabriel e Garcia. Non poteva essere una coincidenza, l'entusiasmo dei due bambini verso la passione del ciclismo permise a lui di trovare la soluzione al problema insolvibile.

Due giorni dopo era davanti alla sede dell'UCI ad Aigle, con un contratto firmato ed un sorriso stampato sulla faccia. Era nata la sua Ronzinante e fra poco avrebbe reso noto il nome della sua lancia.

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La decadenza non può che essere combattuta con lo slancio, con la passione e l'entusiasmo, questo già era chiaro a lui, meno lo era il dove trovare questi elementi. In Gabriel e Garcia, i due ragazzini, aveva rivisto ciò che non vedeva da anni, o che forse, immerso nei suoi pensieri, non percepiva.

Non si potè lasciar passare quest'illuminazione come se nulla fosse, un ateo come lui non credeva nel destino, non credeva nella sorte, ma la sua coscienza non gli permise di ritenerla una coincidenza vana. Così su due piedi firmò un assegno da 230 mila euro, quando ancora non aveva lasciato la Mancia a favore della Svizzera, perché l'estate era già inoltrata e terminata, e le possibilità poche.

Ridare entusiasmo, ridare entusiasmo il prima possibile, era questa l'ambizione, era questo il punto chiave dell'arringa a favore del suo nuovo team. E in Svizzera convinse l'irlandese.

Dieci giovani firmarono immediatamente per il visionario spagnolo, dieci neo-pro dal futuro non proprio roseo formarono lo scheletro del nuovo Team spagnolo, ancora prima che esso prendesse vita.

Il più forte di questi giovani è Urko Maqueda:

urkomaqueda.png

Chiamarlo forte forse è un eufemismo, anzi, sicuramente lo è. Ma la parlantina di Don Chisciotte non convinse solo qualche giovane pervaso di passione. L'entusiasmo non passa con gli anni, o almeno questa è la nostra convinzione.

________________________________________________

PS: Grazie per il sostegno di tutti, questa è la mia prima story, spero di rispondere a tutte le domande strada facendo, e spero di non deludere nessuno. E per chi speculasse sul nome del nobile, mi spiace ma è proprio anonimo. :mellow:

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in mon potrebbe arrivare a 78

Naa, non penso superi i 75, ma cosa ben peggiore in resistenza e grinta non ha un buon potenziale.

Eccolo con i suoi spagnoli :D

Oramai... :biggrin:

:woohoo: ti seguo

mi sembra un atleta da giro o vuelta nn da tour

Io direi da Continental.

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La campagna acquisti fu limitata dal tempo a disposizione, e così con un budget modesto e degli obbiettivi chiari in mente si mise sottosopra la penisola Iberica. L'intera pensola fu tenuta sott'occhio, perché il Portogallo di Saramago e l'Iberia da lui proposta non si scostavano troppo dalla Spagna utopica del nostro Don Chisciotte. Un Portogallo privato di ottimi scalatori come l'Azevedo dell'era Armstrong ma comunque ben fornito non ci ha lasciato molti corridori liberi. Uno solo rispondeva alle caratteristiche desiderate ed aveva l'animo giusto; Cardoso!

L'annuncio fu un misto tra entusiasmo, stupore e confusione, si aprii un siparietto degno di Ionesco; ci volle un secondo comunicato stampa per chiarire che non si trattava del velocista, Manuel. Ce ne vollero altri due per dire che non si trattava di un velocista e neppure di uno scalatore puro; l'ultimo Cardoso rimasto in Portogallo fu nostro!

Con gran piacere ed una piccola scocciatura fu annunciato l'ingaggio del 26enne André Cardoso:

cardoso.png

Il Team dedicato a Don Chisciotte della Mancia aveva ufficializzato la propria fondazione puntando su altri tre corridori professionisti, tutti spagnoli.

Le caratteristiche del Team sembrarono subito chiare; corridori completi e competitivi su terreni duri.

Le tre punte di diamante della squadra vennero presentate solo parzialmente ed in contemporanea, un 33enne, un 29enne ed un 23enne.

Dell'ultimo fu reso noto che il suo nome comprendeva il nome di un Leader comunista, o meglio di un vecchio leader comunista.

Il secondo invece è un veloce scalatore capace già di entrare nei migliori 15 per due anni consecutivi alla vuelta e in grado di porre il suo nome nell'albo d'oro in una delle corse a tappe della regione di Don Chisciotte.

Il terzo è una ruota veloce, ma anche un ottimo corridore su percorsi mossi. Veloce abbastanza da vincere un tappa al Giro... se solo non avesse alzato il gomito. Chiedere a un commentatore tecnico RAI per conferma. Sarà lui il leader per la prossima stagione!

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Subito fu indovinato il "vecchio Leader comunista", Castrovejo, il giovane basco, spicca per le sue qualità nelle cronometro, anche se rimane ottimo nei percorsi duri ed è relativamente veloce. Un altro corridore pronto a dare il tutto per tutto su ogni percorso, uno dei tre capitani:

castroviejo.png

Lo stile, la morale e gli obbiettivi della squadra portarono sulle loro traccia uno sponsor che già era stato nel mondo del ciclismo. Il motivo principale però fu un altro, l'utopia sfrenata di Don Chisciotte, il nostro come l'originale, aveva una conseguenza, una fortissima miopia. Fu questa cecità metaforica a spingere la ONCE a sponsorizzare il "Don Chisciotte", la nuova formazione iberica.

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Il giorno dopo l'ONCE arrivano altri due sponsor iberici che ci permettono di puntare all'ingaggio di un altro corridore, un giovane portoghese disoccupato ed un allenatore di fama internazionale.

Ognuno degli sponsor ha dovuto individuare i due corridori sconosciuti, e Cardoso ha rivelato in anticipo il nome del giovane portoghese. Ecco quindi di conseguenza i profili di quelli che saranno i nostri tre leader:

Lo scalatore spagnolo:

dmoreno.png

Il giovane talento portoghese:

ruicosta.png

Ed infine la stella della squadra, a voi:

vicioso.png

Ed il roster completo:

roster2011.png

Per le prime corse in programma dovremo attendere il 1° Febbraio, nel frattempo si discuteranno, a porte chiuse, i programmi dei singoli corridori.

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Subito fu indovinato il "vecchio Leader comunista", Castrovejo, il giovane basco, spicca per le sue qualità nelle cronometro, anche se rimane ottimo nei percorsi duri ed è relativamente veloce. Un altro corridore pronto a dare il tutto per tutto su ogni percorso, uno dei tre capitani:

castroviejo.png

Lo stile, la morale e gli obbiettivi della squadra portarono sulle loro traccia uno sponsor che già era stato nel mondo del ciclismo. Il motivo principale però fu un altro, l'utopia sfrenata di Don Chisciotte, il nostro come l'originale, aveva una conseguenza, una fortissima miopia. Fu questa cecità metaforica a spingere la ONCE a sponsorizzare il "Don Chisciotte", la nuova formazione iberica.

Il pupillo!

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Ed eccoci, finalmente, all'attesissimo primo di Febbraio, dove la squadra si dividerà in 2 per la prima ed unica volta, almeno stando ai programmi, del mese.

In vista dei primi due obbiettivi si correrà in Francia ed in Italia, a quanto pare il progetto partito dalla Mancia ha colpito in maniera positiva sia i figli di Dante che la terra di Prudhomme, dato che gli inviti sono partiti senza richiesta.

Gli obbiettivi riguardano il podio alla Vuelta a Andalucia e la classica de Almeria, che incontreremo a fine febbraio.

In Italia manderemo come capitano unico Vicioso, mentre in Francia manderemo la coppia di portoghesi.

Sebbene la classica Marsigliese si addatta benissimo alle caratteristiche del nostro spagnolo, riteniamo che in Calabria possa fare bene in tutte e tre le tappe, nonostante la prima, la più dura, sarebbe stata meglio per i Portoghesi.

Ed ora, in Calabria Vicioso farà sentire la sua voce?

Ecco il percorso:

gc1y.png

I favoriti sono Garzelli, Scarponi e Visconti.

Subito nei primi chilometri provano a partire 6 corridori, proviamo ad accodarci con due dei nostri, ma non c'è accordo e prima di riprenderci riusciamo ad aggiudicarci uno dei 4 traguardi volanti. (che danno un totale di 24 secondi di abbuoni, e quindi potenzialmente più abbuoni della vittoria.)

Il ritmo degli uomini Lampre è forsennato, i nostri, non ancora in condizione, si stancano a stare a ruota, nel frattempo si sgancia una fuga con pochi corridori in grado di regger nella salitella finale, tra questi Pasquale Muto, Cornu e Reto Hollenstein.

La lampre con Petacchi, Scarponi e Bole ci preoccupa parecchio, forse dovremmo rinunciare al sogno vittoria di tappa...

Sembra proprio così, sempre per merito della lampre che non controlla la Fuga e che ci costringe ad attaccare quando oramai la vittoria è sfumata, i 6 avevano due minuti ai -4.

Ed è qui che parte Vicioso:

pcm0003.png

Subito parte l'inseguimento, Visconti, Bertagnolli e niente popo di meno che Petacchi provano a riportarsi sotto, mentre davanti il vantaggio dei nove rimane superiore al minuto, ci si batte per il decimo posto...

Al chilometro vengo raggiunto e superato da Visconti, in volata provo a superarlo, nasce un po' di speranza, quelli davanti sembrano piantati, e quindi ci giochiamo il tutto per tutto. Agli 800 metri dall'arrivo mettiamo la freccia di sorpasso e parte la volata lunga, per sperare di raggiungere quelli davanti e per non farsi prendere da quelli dietro.

pcm0004j.png

Le speranze furono vane, davanti non si sono piantati e Visconti ci risupera prima del finale, 11 nella prima tappa, a poco più di un minuto da Kusztor, 21 i secondi di vantaggio sui due Lampre Petacchi e Bertagnolli, staccati gli altri.

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