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In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
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GIRO D'ITALIA 2000 - LE SQUADRE / PARTE 4 TEAM DEUTSCHE TELEKOM Classifica UCI: 4° Quando RCS aveva diramato la lista delle squadre partecipanti, più di uno aveva sperato che l'invito della Deutsche Telekom si potesse trasformare in una presenza del kaiser Jan Ullrich (o quantomeno di uno tra Vinokourov e Zabel). Ma la speranza si è dimostrata vana e la squadra teutonica non ha portato in Italia nessuno dei suo big. La loro presenza si giustifica allora con la necessità di dare spazio al folto gruppo italiano che corre per la squadra di Jan. Innanzitutto c'è da registrare il ritorno di Beppeturbo Guerini che era passato alla squadra tedesca per provare l'esperienza del Tour de France ma che invece vuole riprovare a salire per la terza volta consecutiva sul podio del Giro. Il bergamasco ha forse perso lo spunto in salita dei giorni migliori, quello che gli permetteva di resistere, a volte, ai forcing di Pantani, ma resta un combattente nato, quest'anno si è dato da fare soprattutto alla corsa di casa, la Settimana Lombarda, chiusa sulla piazza d'onore. E c'è Giovanni Lombardi, che da quando ha voluto rinunciare alla gloria personale per aiutare Zabel è comunque riuscito ad ottenere buone soddisfazioni, soprattutto alla Vuelta e vuole ottenere una bella vittoria anche sulle strade rosa. Il contingente italiano è chiuso da Alberto Elli, il corridore italiano che a 36 anni non ha ancora perso la voglia (e continua a fare risultato). Dei corridori di lingua tedesca vale la pena invece di tenere d'occhio Danilo Hondo, giovane velocista cresciuto all'ombra di Zabel e che potrebbe provare a lanciarsi in qualche volata (Lombardi permettendo), Jorg Jaksche, passista scalatore di quasi 24 anni ma di cui si dice un gran bene (fu 18° al Tour nel 98 a neanche 22 anni), l'austriaco George Totsching che dovrebbe essere l'uomo più affidabile in salita per Guerini (e rispetto all'italiano se la cava pure contro il tempo) BANESTO Classifica UCI: 14° Come la Deutsche Telekom anche la Banesto ha rinunciato ai suoi uomini migliori: non c'è Zulle, che dopo i due tentativi falliti ha messo una definitiva croce sopra la corsa rosa, non c'è Aitor Osa, l'uomo più attivo di questa prima parte di stagione, non c'è l'enfant-prodige Mancebo nè il rampante scalatore Jimenez. E allora spazio al pantanino pugliese Leonardo Piepoli che a quasi 29 anni può finalmente godere della prima esperienza da capitano. Passato professionista con grosse attese (aveva vinto il Giro baby nel 1994) ha dovuto fare conti con vari problemi di salute che non gli hanno permesso di allenarsi con continuità. Eccellente scalatore (7° al Trentino e 8° alla Vuelta lo scorso anno) sembra essersi preparato a puntino visto la bella forma messa in mostra al recente Giro delle Asturie. Un posto nei 10 è sicuramente alla sua portata, fare meglio sarà invece più complicato visto i suoi limiti a cronometro. Buone cose sono attese anche dall'altro italiano in squadra, il veneto Bruseghin che in questa prima parte di stagione si è fatto le ossa nelle piccole corse(4° al Langkawi) ed ha fatto vedere buone cose a cronometro. Bravi scalatori anche i polacchi Baranowski e Mugarza che potrebbero animare le fughe nelle tappe di alta montagna. Chiude la formazione il portoghese Candido Barbosa, discreto velocista e vincitore di una tappa al Giro dell'Andalusia. KELME - COSTA BLANCA Classifica UCI: 15° La terza è ultima compagine spagnola è anche quella più giovane e talentuosa. Lasciati a casa i leaders Heras ed Escartin, il DS Belda ha portato sulle strade rosa una squadra, giovane, grintosa e uniforme senza un vero capitano ma tanti scalatori in grado di impensierire i big. Tra i più forti spicca Oscar Sevilla, stella annunciata del ciclismo futuro in cui gli spagnoli sgranano gli occhi sognando duelli con Mancebo. A soli 23 anni Oscar ha già lasciato il segno giungendo 13° allo scorso Giro d'Italia e quest'anno si è preparato appositamente per la corsa rosa: Oscar non solo si presenta come il candidato più credibile per la maglia di miglior giovane ma anche per migliorare la posizione finale. Classifica che potrebbe curare anche José Luis Rubiera, che a soli 27 anni è il corridore più "esperto" del team. Soprannominato "Checo", ha già fatto vedere la pasta di cui è fatto nei GT, 6° lo scorso anno alla Vuelta e anch'egli 13 al Giro ma nel 1998. Quest'anno ha già conquistato una tappa del Challenge Mallorca. Altro giovane rampante e José Enrique Gutiérrez Cataluña, noto come "El Bufalo". A differenza dei suoi connazionali non è uno scalatore minuto e longilineo, ma un marcantonio di 190 cm, un vero passista che sa difendersi bene in salita e vola a cronometro: per lui quest'anno piazzamenti al Giro d'Argentina e la maglia di miglior giovane al Criterium International. Infine il corridore su cui il team spagnolo punta tantissimo, il colombiano Felix Cardenas. Sconosciuto ai più, Felix ha dominato in lungo e in largo nel suo paese, e ne parlano come il nuovo Luis Herrera, anche se per ora non ha mostrato un granchè nelle gare europee. ALESSIO Classifica UCI: 28° iAi nostalgici del ciclismo anni 90 sarà scesa più di una lacrima nel leggere la formazione che il team Alessio ha portato a questo Giro, quasi fosse dovuta la scelta di far compiere l'ultimo passaggio a ciclisti che hanno regalato più di un emozione su queste strade nell'edizione che apre le porte al nuovo millennio. I primi lacrimoni potrebbe farli scendere Nicola Miceli, splendido 4° nell'edizione del 1997 e poi scomparso come una meteora, oppure Serguei Outschakov, vincitore di due tappe nell'edizioni a metà decennio, oppure Alexandre Gontchenkov che nel 1996 ottenne piazzamenti di lusso alla Milano-Sanremo, alla Tirreno-Adriatico, all'Amstel Gold Race salvo poi ripiombare nell'anonimato. E Davide Casarotto autore di un doppio exploit a Roubaix e Fiandre (doppio 5° posto per lui) nel 1997, e poi praticamente scomparso dagli ordini di arrivo? Ma i migliori singhiozzi potrebbe farli venire Endrio Leoni, che nell'ormai lontano 1992 faceva a spallate in volata con Mario Cipollini e dopo anni di nulla sembra quantomeno tornato a livelli competitivi nel più modesto Tour de Langkawi dove ha conquistato una tappa e la classifica a punti. Il team Alessio si può quindi riassumere in un gruppo di ciclisti in cerca dell'ennesimo riscatto per una gigantesca operazione nostalgia che non risulta fin'ora troppo riuscita Poche le certezze, praticamente nessuna per la classifica in un team che si preoccuperà soprattutto di animare le fughe, il cui unico senso si ritrova in Massimo Strazzer che sulle vittorie in fuga ha costruito una carriera. -
In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
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GIRO D'ITALIA 2000 - LE SQUADRE / PARTE 3 MAPEI - QUICK STEP Classifica UCI: 2° La Mapei -Quick Step è una squadra di un'altra categoria, con un budget stratosferico e una rosa ampissima capace di competere su tutti i fronti, e anche la formazione per il Giro d'Italia non fa eccezione con nove corridori che potrebbero teoricamente essere ognuno capitano di qualsiasi altra formazione. Eppure, strano a dirsi, potrebbero non avere i favori del pronostico. Il capitano è Pavel Tonkov, quel Pavel che già dalll'inverno aveva presentato in pompa magna il suo ritorno alla corsa rosa all'assalto della vittoria due anni dopo i mitici duelli con Pantani. Tutti hanno dato per scontato il fatto che per Pavel il tempo non fosse mai passato ma i recenti scontri diretti ne hanno consegnato una dimensione più vulnerabile del russo. Non è più il più forte in salita e non è più probabilmente quello schiacciasassi creduto a cronometro, sulle salite brevi soffre e, dulcis in fundo, nell'ultima tappa del Romandia ha rimediato una brutta botta che per poco non l'ha messo ko. Per questo il nuovo Pavel è un incognita e non può essere la certezza o il faro in corsa che tutti si aspettano. Oppure potrebbe esserlo, ma solo in forza della qualità dei compagni che avrà al suo fianco. Per la salita ci saranno lo spagnolo Manuel Beltran, fortissimo in salita e 7° alla scorsa Vuelta, l'americano Chann McRae, recente vincitore al Romandia e 5° al mondiale di Verona, quindi Paolo Lanfranchi, attivissimo in questa prima parte di stagione e già salito sul podio di tre piccole corse a tappe in tre occasioni (Settimana Lombarda, Coppi & Bartali e Asturie) e in ultimo, ma non di valore, Andrea Noè, che con le sue credenziali potrebbe persino candidarsi ad un posto al vertice nel caso il russo tradisse le aspettative. E non è finita, perchè la squadra può presentare anche un treno di tutto rispetto per le volate, con Fornaciari e Bramati che saranno gregari preziosissimi e instancabili per le lunghe tappe di pianura e Stefano Zanini che dopo aver corso decine di volate al Giro (vincendone due) si immolerà alla causa della vera sorpresa della scorsa stagione: il campione del Mondo Oscar Freire che seppur ancora a secco di vittorie in questa prima parte di stagione, vuole provare a contendere la maglia ciclamino a Mario Cipollini forte di una maggiore tenuta in salita. Con una squadra così, c'è davvero da aver paura. MOBILVETTA - ROSSIN Classifica UCI: 37° Nella formazione della Mobilvetta - Rossin c'è la discrepanza della presenza contemporanea della stella eclissata presto di un ciclismo che è stato (e con molte ombre), e della stella di un ciclismo che già c'è e si spera continuerà ad esserci. Il primo nome corrisponde a Evgeni Berzin, appena 29 anni ma i cui successi sembrano distanti ere geologiche. Il russo, dal 1996 anno d'addio alla Gewiss, non ha più dato segni di vita, trascinando una stagione nel modo peggiore dell'altra. Anche quest'anno, nonostante i 40 giorni di corsa, sono assenti i piazzamenti nelle prime 25 posizioni e l'impressione è che pure per questo Giro d'Italia la sua presenza sarà impalpabile. La stella vera e luminosa, la nota lieta del nuovo ciclismo è invece Ivan Quaranta. Il cremasco, lo scorso anno inaugurò il Giro d'Italia vincendo a sorpresa una tappa davanti a Cipollini, inaugurando una serie di sfide che infiammarono il pubblico e lo videro prevalere su Re Leone un'altra volta ancora, tanto da essere acclamato a furor di popolo il suo erede. E nell'anno in cui l'Italia dei corridori delle corse a tappe sembra smarrirsi dopo i successi di Pantani, il Giro sembra poter trovare vigore nell'affermazione dei suoi velocisti. Le 9 papabili occasioni per le ruote veloci sono esplicitamente un invito a questi velocisti, per poter nuovamente dividere i tifosi italiani sul tifo a due corridori diversi. Per il resto la squadra presenta qualche nome interessante, come Paolo Valoti, spendibile per le fughe, e il campione francese Laurent Roux, rimasto a piedi dopo la chiusura della Casinò e autore lo scorso anno di piazzamenti di spessore alle classiche delle Ardenne. MERCATONE UNO - ALBACOM Classifica UCI: 23° E' molto complicato giudicare la Mercatone Uno senza considerare la complessa figura di Marco Pantani e il peso specifico che lui occupa per questa squadra. Sin dalla sua creazione questa squadra è stata creata su misura per Marco e con la sua affermazione a livelli inconcepibili anche per uno sportivo di alto livello la sua importanza non ha fatto altro che aumentare. Pantani è la Mercatone Uno e la Mercatone Uno è Pantani: sia il marchio sia i compagni si identificano inequivocabilmente in lui, pronti a farsi stretti al suo fianco, a proteggerlo, scortarlo e seguirlo come un'ombra. Anche per questo è difficile definire il valore di un Fontanelli o uno Zaina che pure hanno un grande passato, alla luce dei recenti risultati, o Marco Velo considerato tra le migliori promesse del ciclismo italiano o De Paoli che alle Asturie ha dato ottimi segnali in salita. Fa eccezione Stefano Garzelli, che all'ombra di Marco è cresciuto in maniera esponenziale sino a consacrarsi in questa parte di stagione libero dall'ombra di Marco: Garzelli ha vinto il Giro di Romandia e dato ottimi segnali al Giro di Trentino contro avversari di primissimo livello che ritroverà anche al Giro; non è mai stato il più forte in questa o in quella specialità, ha pero dimostrato sempre sia una grandissima, sia soprattutto una intelligenza e una lettura delle situazioni di gara fuori dal comune che gli ha permesso di colmare i limiti atletici con gli altri avversari. Per questo motivo Stefano Garzelli si può considerare, stante il livello piuttosto allineato dei big presenti a questo Giro, una delle possibili sorprese per la vittoria finale. Marco Pantani permettendo ovviamente, perchè se il romagnolo trovasse strada facendo anche la metà della condizione espressa negli ultimi anni, potrebbe vincere a man bassa. VINI CALDIROLA - SIDERMEC Classifica UCI: 17° Dopo la controversa vittoria allo scorso Giro di Svizzera e l'esclusione, a causa dei suoi passati per doping, al Tour de France, Francesco Casagrande aveva inserito nel suo mirino il Giro d'Italia sin dalla scorsa estate. Arriva alla partenza con ottime premesse: l'ottima Tirreno-Adriatico, la conquista della Freccia Vallone (che ne confermano uno degli uomini leader del movimento italiano per le classiche) e il 4° posto al Romandia dopo un periodo di scarico fanno supporre che Casagrande sia arrivato all'appuntamento al top della forma. In particolare è ottima l'impressione in salita data dal fiorentino sulle strade svizzere, in cui non è riuscito a prevalere solo per percorsi non adatti.La squadra è compatta e totalmente al suo servizio, senza velocisti o soliti: per esempio, dopo anni spesi al fianco dell'amico Pantani, c'è Roberto Conti al suo 12° Giro d'italia, che nonostante le 35 primavere è sempre uno dei migliori scalatori italiani o Gianluca Bortolami, passista stoico specialista delle classiche del Nord al suo 8° Giro.TEAM POLTIClassifica UCI: 6°Non è un momento facile per il Team Polti: la squadra che è stata costruita per permettere uno storico tris ad Ivan Gotti ha dovuto fare i conti sin dai primi giorni di marzo con un brutto infortunio che ha colpito il suo capitano e che lo ha costretto a rinunciare al Giro oltre ai mugugni di Virenque che non ha voluto cambiare i suoi programmi per provare a correre il Giro. Allora, fuori Virenque e Gotti, dentro Eddy Mazzoleni e Mirko Celestino. Il bergamasco si è allenato da capitano si dalle prime corse, riuscendo a raccogliere un buon bottino di piazzamenti nelle corse italiane compresa la vittoria della corsa di casa, la Settimana Lombarda, buon ambire ad una Top 10. Il ligure, che lo scorso anno si rivelò al grande pubblico vincendo Amburgo e Lombardia, ha avuto rendimenti tra alti e bassi, con il 4° posto alla Freccia e il solo 15° posto alla Liegi. Il team manager ha detto di puntare molto su di lui per la classifica, ma dopo un Romandia opaco l'impressione è che potrebbe dire la sua per la maglia a punti data la sua duttilità. Non si spiegherebbe altrimenti la chiamata all'ultimo di Daniel Clavero, altro buon scalatore con un palmares ricco di buoni piazzamenti negli ultimi anni al Giro (5° nel 98, 9° nel 99). La squadra non potrà neppure contare su Blijlevens che lo scorso anno portò a casa due vittorie in volata, ma ripiega sul rampante Fabio Sacchi e sull'eterno Silvio Martinello, al suo 10° Giro ma comunque ancora competitivo vista la vittoria all'Algarve di Marzo. Per una squadra che ha così tante incognite per le classifiche, fondamentale sarà l'apporto di Enrico Cassani, uno specialista delle fughe quest'anno due volte 3° al Giro di Toscana e al GP Pino Cerami. VITALICIO SEGUROS - GRUPO GENERALI Classifica UCI: 19° Dopo essere stata la sorpresa delle annate passate, lanciando Clavero nel 1998, e Buenahora nel 1999 (oltre che Angel Casero) al Tour de France), la squadra spagnola si è guadagnata con enorme merito anche l'invito a questa edizione del Giro d'Italia. Rispetto agli anni scorsi ci sono molte meno incognite, ma molti risultati di peso già ad accompagnarla. Innanzitutto è una squadra che può contare su una rosa di cronoman fortissimi, tra cui, viene quasi da scommettersi, potrebbe uscire il vincitore di tutte le prove a cronometro. C'è il colombiano Victor Hugo Pena due volte 3° al Romandia, lo spagnolo Dominguez Dominguez, il ceco Jan Hruska che al Romandia è giunto due volte secondo ed è arrivato 10° in generale, denotando un'ottima resistenza in salita che lo impone tra i principali favoriti per la maglia bianca. E poi ci sono scalatori giovani e già vincenti: c'è lo spagnolo Santiago Blanco che lo scorso anno giunse 10° alla Vuelta, il colombiano Ivan Parra che invece giunse 9° e quest'anno ha vinto una tappa alla Settimana Catalana (e fatto 3°) e c'è soprattutto lo spagnolo Igor Gonzalez de Galdeano, l'uomo più atteso. Il basco lo scorso anno si era fatto conoscere al mondo alla Tirreno - Adriatico ma aveva stupito tutti alla Vuelta d'Espana dove a lungo fu l'unico a tenere testa a Jan Ullrich, battuto solo alla cronometro finale. Lo spagnolo anche quest'anno è partito fortissimo andando a podio alla Tirreno - Adriatico, dominando con una vittoria di tappa il Giro dei Paesi Baschi e ottenendo in genere piazzamenti in tutte le corse spagnole. Ha qualità per guadagnare almeno un posto nei primi 5. Nella Grupo Generali c'è spazio anche per un italiano, Elio Aggiano, che sarà il velocista della squadra e porta in dote una vittoria e buoni piazzamenti al Tour de Langkawi. -
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GIRO D'ITALIA 2000 - LE SQUADRE / PARTE 2 SAECO - VALLI & VALLI Classifica UCI: 16° Mario Cipollini onorato con il pettorale numero 1 si può considerare l'uomo più atteso, chiamato ad incrementare il bottino di tappe che lo vede fin'ora fermo a 29, ad una distanza da Costante Girardengo e Learco Guerra. Attorno a lui ci sono gli uomini più fidati del suo proverbiale treno, da Calcaterra, l'apripista, a Scirea, l'accelleratore, da Galletti, rifinitore e Biagio Conte, che ha rinunciato ad ogni soddisfazione personale per fare da ultimo uomo al Cipo, in sostituzione di Fagnini. Poco spazio è lasciato al resto della squadra, in cui nonostante tutto spicca Paolo Savoldelli che lo scorso anno ha sfiorato la vittoria finale e ha tutte le caratteristiche per candidarsi tra i vincitori anche quest'anno, sebbene difficilmente troverà aiuto in salita dal campione italiano Commesso o dal campione moldavo Pugaci, più adatti per le fughe da lunghe gittate. LIQUIGAS - PATA Classifica UCI: 12° La squadra poggia tutta sui grossi nomi di Davide Rebellin e Serhij Honchar, con tutto il resto votato alla causa dei propri capitani. Davide Rebellin è reduce da una primavera monstre, in cui ha collezionato podi di prestigio in tutti e tre le classiche vallonate e la vittoria alla Settima Coppi & Bartali, dimostrando di essere tra i migliori nei percorsi mossi e probabilmente il migliore tra i presenti al Giro. Proprio per questo motivo ha già dichiarato che punterà a conquistare la maglia rosa, con la terza tappa che sembra disegnata su misura per questo scopo. C'è stato pure un epoca in cui questa corsa ha fatto classifica e non ha negato che, se le cose si mettessero bene, potrebbe riprovarci; ma Davide ha debuttato a Marzo ed è a tutta da Aprile, la domanda sorge spontanea, ma quante forze ha?Chi dovrebbe invece più realisticamente curare la classifica è Serhij Honchar, che, seppur non più giovanissimo, sembra migliorare con il corso degli anni. Il suo rendimento tra i primi dieci è costante: 5° nel 97, 10° nel 98, 7° nel 99. Non sarà tra i migliori in classifica ma è uno dei migliori cronoman, e sia la tappa di Bibione che la cronoscalata del Sestriere sembrano essere dalla sua, e al trentino, zitto, zitto, dopo Tonkov e Simoni c'era lui.Tra i gregari vale la pena di menzionare Denis Zanette, che fino a qui ha fatto una prima parte di stagione ricca di piazzamenti e impreziosita dalla vittoria di una tappa alla Tirreno - Adriatico, al Giro di Down Under e al Giro della Provincia di Siracusa. Per concludere Marco Zanotti è uno che in volata può arrivare al piazzamento quasi costante. LAMPRE - DAIKIN Classifica UCI: 9° Contro ogni aspettativa, la Lampre - Daikin si presenta alla vigilia del Giro d'Italia con l'uomo più in forma e più atteso di tutti. Gilberto Simoni al Giro del Trentino ha dato prova di abilità sfavillante in salita, demolendo Tonkov, e poi preparandosi a puntino. Eppure le prestazioni del trentino di Giovo non devono essere guardate con sorpresa: già nel 1994 era divenuto professionista con grandi aspettative, fresco vincitore di un Giro Baby. Poi gravi disavventure familiari e problemi di salute ne hanno rallentato la crescita ma non ne hanno scalfito il talento. Nel 1997 la prima vittoria al Giro, e allo scorso anno, al primo Giro corso e preparato a puntino chiude terzo in crescendo, senza più perdere terreno dai migliori in salita. Ha il tallone delle cronometro, ma è forte in salita e non c'è un vero avversario o un vero favorito, potrebbe esserlo lui e sancirne la consacrazione. A corollario poi c'è comunque una squadra molto ben strutturata: in volata c'è un pezzo da 90 come Jan Svorada, capace in passato di sconfiggere in più di un occasione Cipollini, e i gregari Sergio Barbero, Gabriele Missaglia e Mariano Piccoli sono forti, esperti, quasi un lusso per la media delle squadre, capaci sia di aiutare i loro capitani sia di poter dire la loro su percorsi di media difficoltà, in particolar modo il secondo, che ha già collezionato due vittorie in terra francese e e numerosi piazzamenti quest'anno. RABOBANK CYCLING TEAM Classifica UCI: 1° Per il Giro d'Italia è sempre onore poter invitare alla propria corsa squadre straniere di spessore, in particolar modo se si tratta della numero uno del Ranking. Nonostante non sia presente l'uomo più adatto forse alle corse a tappe, il vincitore della Liegi Micheal Boogerd, la squadra ha puntato su una formazione molto vivace capace di movimentare ogni tipologia di tappa. Davanti a tutti non può che spiccare il leader di Coppa del Mondo Erik Dekker. L'olandese, dopo aver vinto la Milano - Sanremo e la Tirreno - Adriatico ha confermato il suo feeling con il Bel Paese partecipando alla corsa rosa. Inutile dire che la sua capacità di tenuta sugli strappi e la sua accelerazione ne fanno uno degli uomini più temuti per le tappe mosse delle prime settimane e i suoi duelli con Rebellin sono tanto attesi quanto quelli per le volate. Al suo fianco, due atleti svizzeri che hanno comunque un buon feeling con la terra italiana: prima Beat Zberg, già corridore della Carrera Jeans prima e Mercatone Uno poi e vincitore di molte classiche e poi Niki Aebersold, vincitore della Milano - Torino nel 1998. Se per le volate Niki De Jongh sembra un gradino sotto i migliori della specialità, il teutonico Grischa Niermann, 14° alla Parigi-Nizza e 6° ai Paesi Baschi, tra i prospetti più interessanti del suo paese, punta alla speciale classifica dedicata ai giovani. FASSA BORTOLO Classifica UCI: 5° Insieme alla Mapei, la Fassa Bortolo è la squadra con più ampio respiro tra quelle affiliate al bel paese, e per questo motivo ha dovuto fare delle scelte di corridori, dirottando alla corsa francese corridori come Rumsas e Frigo, più adatti per le loro caratteristiche da passisti, e lasciando la leadership a Wladimir Belli, che tutto è meno che uno sprovveduto. Passato professionista con altissime attese, avendo battuto da dilettante sia Gotti che Pantani, non le ha fin'ora sapute sfruttare, registrando come miglior risultato in carriera il 6° posto finale del 1997. Uscito indenne dalla vicenda Festina del 1998, messa da parte l'ambizione di fare classifica al Tour dopo il mezzo flop dello scorso anno (9°), Wladimir torna al Giro con l'occasione della vita, sempre per il discorso per cui quest'anno non esiste un vero e proprio favorito, e tutte le possibilità di raggiungere il podio. A dividere la leadership della squadra c'è il velocista Fabio Baldato, vincitore di 3° tappe al Giro, nonostante abbia ormai perso lo spunto vincente dei giorni migliori resta un uomo dal piazzamento sicuro. Così come il vecchio Dimitri Konyshev, uomo instancabile che inizia la corsa con già 49 giorni di corsa alla spalle, ma diciotto piazzamenti nei primi dieci e tre vittorie! Se però qualcuno ci volesse indicare una sorpresa, noi qualche fish la buttiamo su Alessandro Petacchi, delegato ultimo uomo di Baldato potrebbe guadagnare gradi importanti in corsa, e Andrea Ferrigato, uomo da fughe sicure. *in blu i corridori competitivi per la classifica dei giovani -
In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
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Alla fine lo feci, in collaborazione con due forum..sinceramente ora riproporlo ora non mi sembra neppure il caso..ho tanto materiale arretrato da postare! -
THE DAWN OF A NEW ERA 2000
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Avevo visto l'inizio e ho riletto tutto d'un fiato il resto..bellissimo vederti battagliare, anche in modo fantasioso con questi ciclisti ..! Fra un paio di anni avrai uno squadrone che lascerà le briciole! Alza un po' livello poi -
In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
Discussione ha risposto a Stylus Stylus Single Player Pro Cycling Manager 2013
Boh! Pantani è pur sempre Pantani! -
In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
Discussione ha risposto a Stylus Stylus Single Player Pro Cycling Manager 2013
E con questa, inizia l'analisi alle squadre partecipanti al Giro 2000 con un piccolo assaggio, cominciando ovviamente da.. GIRO D'ITALIA 2000 - LE SQUADRE / PARTE 1 AMICA CHIPS - TACCONI SPORT Classifica UCI: 18° E' probabilmente la squadra più giovane del Giro d'Italia, ma anche la più aggressiva. Una prima parte di stagione in cui hanno ottenuto 5 vittorie, quasi tutte grazie a fughe da lontano e svariati inviti nelle corse più importanti, con la ciliegina del 3° posto di Ruslan Ivanov alla Milano - Sanremo. E' proprio Ruslan Ivanov il corridore più interessante che può andare alla ricerca di piazzamenti nelle numerose tappe mosse e vittorie da lontano. L'uomo designato per fare classifica è Pietro Caucchioli, anche se il giovane Ivan Basso potrà godere di liberta di movimento all'interno della squadra. La ruota veloce è Giuseppe Palombo mentre a soli 28 anni, Filippo Simeoni si guadagna la palma di anziano della squadra e regista in corsa. *in blu i corridori competitivi per la classifica dei giovani -
In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
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09-05-2000 / Pantani c'è! La notizia è una di quelle che fanno tremare i polsi! Capaci di catalizzare non solo tutte le prime pagine dei quotidiani sportivi, ma anche quelle dei quotidiani nazionali, d'altronde, chi se lo aspettava più! Non appena s'è sparsa la notizia qualche tifoso ha persino messo al vento sulle finestre la bandiera gialla con il suo inconfondibile marchio, cose impensabili per un Tonkov o un Simoni, con tutto il rispetto, ma cose impensabili per tutto il mondo sportivo che non fosse la nazionale di calcio durante i Mondiali. Al TG serale hanno persino fatto un servizio in diretta da casa sua, quella casa ormai nota a tutti visto che era stata meta di intramontabili dirette televisive poco meno di un anno fa. Ma lui ovviamente, non era in casa. Marco Pantani correrà il Giro! E questa è una notizia shock, perchè se è vero che nessuno aveva dato l'ufficialità del contrario, nessuna voce era trapelata sulla sua presenza e alla partenza di Roma mancavano pochissimi giorni. A comunicarmelo, mentre ero a casa e stavo cucinando con mamma, è stato proprio Boifava, con un SMS. E il Pirata, per testare la sua condizione, avrebbe corso proprio al Giro delle Asturie. da domani, proprio quella corsa che Davide mi aveva gentilmente risparmiato ed è forse l'unico grosso rimpianto per non esserci. Avevamo però delle talpe di tutto rispetto, che avrebbero messo gli occhi sulla pedalata di Pantani, pronti a carpirne ogni piccolo segreto e difetto: avrebbero corso in Spagna Filippo Simeoni e Marco Gili tra gli altri, e loro compito supplementare sarebbe stato quello di tenere d'occhio la forma di Pantani. Certo erano passati 54 giorni dall'ultimo giorno in cui aveva messo un numero sulla schiena, e per qualsiasi corridore sarebbe stato impensabile essere già competitivo. Ma lui non era un corridore qualsiasi. -
Purtroppo difficilmente sarò utile prima dell'autunno, ma come stato questi mesi con Marco sono sempre disponibile per chi ha bisogno del mio aiuto!
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Grazie del bentornato ma ho trovato un lavoretto che mi permette di praticare un po' il mio inglese e perfezionarlo, e siccome qua la vita è serena ed easy penso che non tornerò a casa prima dell'autunno. Ripeto se avete la possibilità di girare da queste parti (e i prezzi dei voli grazie a ryanair si mantengono bassi) ve lo consiglio vivamente!
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Un saluto a tutti gli amici di Cym da Galway, Irlanda, favoloso il paesino da cartolina nel quale mi sono trasferito da alcuni mesi, ssemmai passaste di qua dovete assolutamente venire a salutarmi, merita! Un abbraccio! P.s. ho chiesto ad un paio di pub se trasmettevano domenica la Parigi Roubaix: mi hanno guardato con occhi stralunati!
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THE DAWN OF A NEW ERA 2000
Discussione ha risposto a Stylus Scalatorepuro87 Single Player Pro Cycling Manager 2013
Bravo Scarponi! E qui Basso è andato meglio del mio :/ -
#3GTChallenge - Favorevoli o contrari
Discussione ha risposto a Stylus Cristiano Ronaldo News Ciclismo
E sta cosa del +1 è una cazzata che neanche la censura da regime, potessi metterei pure +10 per il tuo comportamento da bimbo indispettito -
#3GTChallenge - Favorevoli o contrari
Discussione ha risposto a Stylus Cristiano Ronaldo News Ciclismo
Basta con questo atteggiamento mafioso Alessio! Le minacce usale per fare il bulletto nel tuo giardino, è un atteggiamento da moccioso stile "il pallone è mio ci faccio quello che mi pare" continua cosi e ti ritroverai da solo a giocarci col pallone oltre ad essere costantemente arrogante e provocatore -
Problema con caricamento gara
Discussione ha risposto a Stylus frankieorabona Technical Forum Pro Cycling Manager 2014
Provato a mettere i dettagli grafici a zero x capire se un problema di scheda grafica? -
La FCI deve produrre le corse? E con che soldi!?
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Certe volte non si tratta di scelte ma proprio di impossibilità economiche di produrre la diretta
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THE DAWN OF A NEW ERA 2000
Discussione ha risposto a Stylus Scalatorepuro87 Single Player Pro Cycling Manager 2013
Molto bene per la vittoria! Sicuro d'aver fatto bene a staccare Scarponi? Magari non vinceva ma un piazzamento era alla portata! -
Comunicazioni relative al Multiplayer 2014
Discussione ha risposto a Stylus emmea90 News and comunicati
Mi spiace molto e spero si riesca a mettere una pezza con qualche soluzione di ripiego -
In Salita Controvento - Stagione 2001 (da pag. 28)
Discussione ha risposto a Stylus Stylus Single Player Pro Cycling Manager 2013
Come vedete mi sono messo a fare qualche tappa del Giro 2015, quindi ho deciso di anticipare un breve stop per la story, in modo che dopo si accenda il clima FantaGiro -
Su Andy Schleck, più che il richiamo dei soldi (in fondo viene da una famiglia ricca e rimpinguata dalle glorie del fratello) vale come detto proprio la presenza-pressione della famiglia. Ha seguito le orme del fratello come avrebbe voluto papà, probabilmente si è trovato su una bici da corsa prima ancora che se ne rendesse conto ed è andato avanti di inerzia (riconoscendogli comunque un grandissimo talento) senza neppure accorgersene non pensando di poter mai fare qualcosa di diverso che andare in bici. Se ci si pensa tanti di noi hanno praticato sport e vita agonistica solo per "compiacere papà" fino all'età adolescenziale, e tenendo conto alcuni indizi della sua vita ciclistica incoraggiata dalla costante presenza del fratello è probabile che questa sua campana di vetro è durata sino a 21-22 anni. A 21 anni si è poco più di un ragazzino, ed è quella l'età in cui è esploso e ha fatto innamorare tutti al Giro (soprattutto perchè ha rotto un incantesimo che vedeva sempre in continua lotta corridori italiani di veneranda età). Penso che i primi anni di professionismo nemmeno pensava a cosa volesse fare da grande. Poi, resosi conto che la sua vita non poteva essere questa, con i soldi guadagnati e quelli di papà, s'è lasciato un po' andare umanamente. O forse vale quello detto su Hunt dal grande Drake Enzo Ferrari e la sua teoria sulla cosiddetta "parabola del pilota": all'inizio egli è affamato di vittoria, spende ogni grammo della sua energia per raggiungere l'ambito obiettivo, spesso supera i limiti a volte evidenti del mezzo meccanico e in una specie di trance agonistica raggiunge la vittoria Mondiale ma poi, distratto e logorato dalla fama, dagli agi e dagli impegni sempre più pressanti e numerosi dovuti alle incessanti richieste di tutti, perde quel tocco magico e si avvia prima o dopo a un lento ma inesorabile declino verso la mediocrità, fino quando decide di dire basta e ritirarsi. Per alcuni piloti ciò avviene più repentinamente, altri raggiungono ancora una, due o più volte la consacrazione, ma per tutti arriva poi il momento fatale di lasciare un mondo che non riconoscono più come proprio.
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Trovi tutte le info nell'apposito thread, prumissumo post!
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Più spazio per tutti
Discussione ha risposto a Stylus Simone98 Single Player Pro Cycling Manager 2014
Squadra d'attacco: Gli argentini del San Luis, con la benedizione di bergoglio preghiamo per il pavè -
Vogliamo citare la lista infinita di corse italiane morte per colpa di un sistema chiuso come il Pro Tour? Patrimonio del ciclismo sono le corse, non le squadre o il sistema. Il ciclismo sopravvive al cambio di sponsor, alla morte della Coppa del Mondo, ma lentamente declina ogni volta che una corsa storica sparisce
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Il punto non è che uccidi le squadre, uccidi le corse.
