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DOPING: dite la vostra (dopo aver letto il preambolo).


alexilalas

Secondo me:  

25 members have voted

  1. 1.

    • A questo punto che si dopino tutti, tanto vincerà comunque il migliore, magari lo capiranno quando cadranno come mosche a 40 anni...
      4
    • L'antidoping ha fallito, meglio investire esclusivamente sulla cultura di uno sport pulito
      2
    • Continuare ad investire sulla lotta al doping, ma con pene miti, investendo contestualmente per una cultura dello sport pulito
      2
    • No al doping, ma tutelando i corridori, che sono vittime, e con pene severissime per direttori sportivi e dottori
      6
    • No al doping nella maniera più assoluta, ma il Tour è falsato e dovevano annullarlo
      1
    • No al doping nella maniera più assoluta, hanno fatto bene a continuare col Tour, anche a costo di questi sputtanamenti
      10


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Alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, e di un recente quanto triste passato, mi sono posto un interrogativo sul doping.

Non ho trovato la risposta che cercavo, ma ero comunque curioso di sapere le vostre idee.

Le mie elucubrazioni partono dalla sensazione che nessuno, all'interno dei corridori professionisti, sia esente da pratiche dopanti.

A questo, aggiungiamo che nonostante la buona volontà (questa almeno concediamogliela) della WASA, i controlli antidoping hanno mediamente un ritardo di un paio d'anni rispetto ai nuovi "ritrovati" della medicina sportiva "alternativa". Non fanno in tempo a scovare metodi per efficaci controlli antidoping che subito si inventano una nuova sostanza dopante non tracciabile.

Penso poi, e ne sono convinto, che alla fine se davvero tutti non si dopassero finirebbero per ottenere più o meno gli stessi risultati... ovvero, tutti senza bomba perdono più o meno lo stesso "vantaggio" e finiscono col mantenere le differenze da "dopati".

Guardo poi questo Tour e quasi mi vengono le lacrime. Che significato può avere essere il vincitore del Tour 2006? Perchè Vinokourov, anche da solo, non ha potuto partecipare alla Grande Boucle? Vincerà uno pulito? Non credo. Vincerà magari uno che risulterà pulito. Sul fatto che lo sia effettivamente ho più di un dubbio.

Il doping può distruggere la vita di una persona, può regalargli a 40 anni morbi rarissimi o brutte sorprese, in cambio di una gloria effimera e qualche volta senza neppure quella.

Il fango che i mass media gettano, a quintalate, su chi viene pizzicato, in aggiunta allo schifo del sicuro fuggi fuggi di chi credevi vicino, e che magari ti ha pure spinto, direttamente o indirettamente, a pratiche dopanti, possono uccidere gli animi più sensibili, o nel migliore dei casi semplicemente distruggere la vita di un trentenne che ha fatto mille sacrifici...

chi ha passato, come me, un amarissimo San Valentino mi comprenderà.

Quello che mi chiedo quindi è come sia lecito porsi nei confronti del doping in una disciplina come il ciclismo che, purtroppo, si presta fin troppo bene all'utilizzo dello stesso.

Rispondete, senza falsi moralismi (quelli della stampa ogni tanto fanno venire il vomito)...

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Sono parzialmente d'accordo con alexi riguardo la poca chiarezza che c'è nel settore...fondamentalmente se ci si pensa Basso ad esempio è stato escluso dal Tour sulla base di voci, ilazioni...ma certezze???? Non credo però che ogni ciclista professionista sia soggetto a queste pratiche, sono convinto che molti se ne stanno bene alla larga dal doping...e non si può nemmeno dire che tutti i ciclisti dopati si portino allo stesso livello; secondo me ad alcuni queste sostanze consentono di andare davvero forte, su altri incrementa leggermente le prestazioni ma su alcuni sono convinto faccia solamente male...io ho scelto l'ultima perchè continuando il Tour (e quindi il ciclismo) deve dimostrare di essere più forte dello schifoso mondo del doping.

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Io ho votato la seconda "Continuare ad investire sulla lotta al doping, ma con pene miti, investendo contestualmente per una cultura dello sport pulito" ma vorrei chiarire:

1) se non si parte a ripulire dalle categorie giovanili è tutto inutile.

2) devono pagare anche le squadre ed i direttori sportivi ed in maniera pesante (per non parlare dei dottori).

3) il tour doveva andare avanti ma i francesi sono dei veri ipocriti se pensano di risolvere il problema così.

4) la lotta al doping deve continuare senza quartiere.

5) per le pene più miti direi che i 2 anni di squalifica possono bastare. Credo che il ritorno di Millar (reo confesso) a questo Tour possa essere solo un esempio da seguire per chi viene pizzicato.

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Quando sento parlare di pene più miti ho paura di andare in confusione...per salvaguardare il nostro divertimento davanti alla tv preferiamo chiudere gli occhi, non sapere e andare avanti così..

Su Giulio, dai un'argomentazione più completa del tuo punto di vista.

Le opzioni che ho proposto sono solo delle ipotesi, ma è ovvio che non posso mettere ogni vostro singolo pensiero.

Per esempio mi sono piaciuti molto gli interventi di Thor e Rik, entrambi quasi condivisibili in pieno.

Tu che ne pensi?

Qua nessuno vuole mettersi le fette di prosciutto sugli occhi. Ma non ti nascondo che qualche volta penso che la cura sia più distruttiva della malattia.

L'antidoping credo che nasca, in primis, per tutelare la salute degli atleti, e poi per stabilire chi sia il Migliore nel vero senso sportivo di questo termine.

Forse per la seconda parte, ossia stabilire chi sia il più forte al netto di aiuto esterni, l'antidoping ha fallito, se per sua stessa natura non può dare la certezza di escludere TUTTI gli atleti che abbiano beneficio da sostanze o trattamenti che non siano i suoi allenamenti.

Forse questo Tour ne è la prova lampante, se non si è esitato ad escludere corridori quali Vinokourov e Kasheckin, non coinvolti nell'Operacion Puerto.

Forse che questo sia garanzia di far vincere il migliore?

Io sono d'accordissimo col dire che è dalla base che si deve costruire una cultura dello sport pulito... non è possibile vedere Amatori che pigliano pastiglie a tutto spiano o con un infermeria degna dell'ospedale cittadino!

Le pene miti (e 2 anni sono lunghi, ci si può meditare sopra...) possono essere anche discutibili... ma è necessario che si cominci a condannare (e a sqaulificare) dopo un regolare processo, altrimenti si torna all'Inquisizione!

L'ipocrisia massima poi, è quella di pensare che squalificando Ullrich o Basso o Pantani si possa dare una bella ripulita all'ambiente...

Gli atleti secondo me sono vittime consapevoli, il più delle volte quasi "costretti" al doping dai loro direttori sportivi. Ci sono gregari che si dopano perchè, al limite delle loro capacità fisiche, se non raggiungono i risultati sono tagliati! (leggi il caso Manzano!)

Alla fine dietro ci sono sempre i soldi, e mi pare che le decisioni prese dall'UCI, e la codardia delle indecisioni degli organizzatori del Tour (hanno chiesto alle squadre di escludere i corridori indagati), siano volte a tutelare più gli sponsor che gli stessi atleti.

Alla fine diventano carne da macello per i mass media. Chi è forte psicologicamente e sa sopportare, lo fa, chi non ci riesce magari va pure a finire in merda.

E comunque, alla fine, sono sempre comunque solo i ciclisti che ne pagano le conseguenze...

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1) se non si parte a ripulire dalle categorie giovanili è tutto inutile.  

2) devono pagare anche le squadre ed i direttori sportivi ed in maniera pesante (per non parlare dei dottori).  

3) il tour doveva andare avanti ma i francesi sono dei veri ipocriti se pensano di risolvere il problema così.  

4) la lotta al doping deve continuare senza quartiere.  

5) per le pene più miti direi che i 2 anni di squalifica possono bastare. Credo che il ritorno di Millar (reo confesso) a questo Tour possa essere solo un esempio da seguire per chi viene pizzicato.

Quoto tutto! trovo inconcepibile che alcuni comincino a "pomparsi" solamente per vincere delle gare provinciali o regionali per mettersi in bella mostra. Bisogna partire dai giovanissimi...e segare dirigenti e dottori senza scrupoli.

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Io ho votato "No al doping, ma tutelando i corridori, che sono vittime, e con pene severissime per direttori sportivi e dottori". Quto tl tuo discorso Alex, è quello che ho sempre sostenuto anch'io. Anch'io oramai penso che non esista ciclista di livello che purtroppo non usi alcuna sostanza illecita e nonostante questo credo che i risultati ottenuti rispecchino i reali valori. La questione però è etica e non solo sportiva, ma non lo capiranno mai.

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Io ho votato "No al doping, ma tutelando i corridori, che sono vittime, e con pene severissime per direttori sportivi e dottori". Quto tl tuo discorso Alex, è quello che ho sempre sostenuto anch'io. Anch'io oramai penso che non esista ciclista di livello che purtroppo non usi alcuna sostanza illecita e nonostante questo credo che i risultati ottenuti rispecchino i reali valori. La questione però è etica e non solo sportiva, ma non lo capiranno mai.

Piantiamola di dire che i corridori sono vittime. Si dopano solo x scelta loro. Chi non vuole doparsi non lo fa. Vi faccio un esempio: un mio amico si è ritirato dal mondo del ciclismo xkè il suo ds gli aveva chiesto di prendere alcune sostanze dopanti. Non faccio il nome xkè non mi sembra corretto. Ma sapete in che categoria correva? Negli juniores!!!!!

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Comunque ho votato la prima: se alcuni moriranno x aver fatto uso di sostanze dopanti, forse i futuri corridori ci penseranno 100 volte prima di prendere qualcosa...

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No, si dopano per non essere tagliati fuori...è diverso

Se nessuno si dopasse e tutti facessero delle denunce ai direttori sportivi che chiedono ai corridori di doparsi, il problema si risolverebbe in 5 minuti...

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Piantiamola di dire che i corridori sono vittime. Si dopano solo x scelta loro. Chi non vuole doparsi non lo fa. Vi faccio un esempio: un mio amico si è ritirato dal mondo del ciclismo xkè il suo ds gli aveva chiesto di prendere alcune sostanze dopanti. Non faccio il nome xkè non mi sembra corretto. Ma sapete in che categoria correva? Negli juniores!!!!!

anche io ho un amico che al primo anno da dilettante si è ritirato causa suggerimento di prendere degli "integratori" :arrow: e dire che lui era uno che si allenava come una bestia sin da ragazzino e tuttora ama il ciclismo.

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Però mi sembra chiaro che questi due ragazzi (e come loro tantissimi altri) che hanno scelto di NON ricorrere alla chimica per eccellere nel loro sport preferito, abbiano dovuto rinunciare ai loro sogni...

Scelta NOBILISSIMA, che stracondivido, ma non è giusto che la scelta sia fra i propri sogni e un sistema marcio.

E magari chissà quanti fra questi ragazzi sarebbero stati dei potenziali campioni!

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Sono 3 le cose che mi preme mettere in evidenza...

1) Il doping deve essere distrutto completamente, con le buone o con le cattive, le pene non devono solo essere non miti, ma devono essere esemplari...nel 1998, quando ancora molti facevano i finti innocenti ero anch'io per una giustizia moderata, tutti potevano sbagliare e poter ricominciare...adesso no! non accetto più alcun discorso indulgente...i risultati sono sotto gli occhi di tutti...gli infangamenti che hanno subito certi corridori ed il prezzo ancor più alto che altri hanno pagato mi sembra un monito sufficiente per i professionisti del 2006...sanno perfettamente che scegliere si può e, nonostante su tutto il resto abbia un'idea di ciclismo completamente diversa dalla sua, mi schiero totalmente con Jean Marie Leblanc: chi ricorre al doping deve capire che in questo mondo spazio per lui non ce n'è e tantomeno gliene vogliamo concedere in futuro...

2)Discorso direttori sportivi. Altra questione sollevata dagli ultrà che si ostinano a proteggere i loro beniamini. Dove vedete i direttori sportivi che non pagano? Bruno Roussell ha ciuso col ciclismo nell'istante in cui è scoppiato l'affaire doping, Manolo Saiz rischia il carcere e Rudy Pevenage è stato licenziato con effetto definitivo dalla T-Mobile, nonostante il suo blasone e i successi ottenuti in questi anni. Prendiamo proprio la T-Mobile: ha licenziato Pevenage e solo sospeso Ullrich...non mi pare che abbia giocato allo scarica barile sul corridore...

3)La storia dei corridori vittime è diventata pure questa una barzelletta (e per giunta piuttosto datata)...anche qui torniamo al discorso del tempo...10-15 anni fa forse poteva pure essere vero, ma ormai i ciclisti sono pienamente informati su tutto...sanno cosa rischiano sia in termini di salute sia in termini di sanzioni...vittime di che? di sicuro non delle proprie squadre che sono le prime molto spesso a stupirsi di quando un loro uomo è coinvolto in qualcosa di losco...prendiamo lo scandalo Fuentes: nessun corridore ha praticato doping di squadra (tranne la Liberty)...tutti andavano in Spagna in via del tutto privata proprio perchè consapevoli che lì il doping non è reato penale e che le squadre non possono far niente per impedire certi comportamenti..

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Bel tema questo Ale...ma forse nemmeno noi, come hai accennato prima, siamo in grado di dare risposte: il ciclismo intero sono anni che si interroga su questi punti.

Sinceramente credo che la gran parte dei corridori che puntano a fare classifica nei grandi Giri ne faccia uso: reggere tre settimane di lavoro estremo a quelle medie è quasi impossibile anche per una macchina perfetta come il nostro corpo. Quelli che vanno a pane e acqua ahimè sono pochi; ma sono coloro che piuttosto di rovinarsi con le proprie mani rinunciano ad una carriera più brillante di quella che possano avere.

Il problema raggiunge proporzioni maggiori se pensiamo che colpisce appieno sia il mondo dei dilettanti (peggio dei pro) che degli juniores...E qui i fattori che influiscono sono molteplici: educazione familiare, ambizione personale, correttezza o meno verso sè stessi e verso gli altri, direttori sportivi col gusto di arricchirsi sulle spalle dei corridori...

Ecco che ho toccato il tema dei direttori sportivi: il punto cardine della faccenda è il clima di omertà che affligge il ciclismo. Avete fatto l'esempio di ragazzi che smettono quando gli viene chiesto di doparsi; qui Ale hai centrato la questione dicendo: "non è giusto rinuncino ai loro sogni per questi personaggi". Hai centrato il punto ma credo che questi ragazzi debbano trovare la forza per denunciare questi fatti...capisco profondamente che farlo, per loro sia impossibile. Minacce, insulti: a breve sei tagliato fuori da questo mondo omertoso e sporco (vedi Simeoni). Non possiamo mettere nelle mani di questi ragazzini tali responsabilità, ma possiamo affidarle a corridori che ormai sono nel mondo da anni e di questo mondo sanno tutto: pregi e difetti. Ebbene: perchè nessuno parla? Forse fa comodo anche a loro? Chissà cosa c'è dietro...

Un altro punto fondamentale riguarda il corridore come persona: ma io dico, al giorno d'oggi è chiaro che si vada incontro a malattie terribili nella vecchiaia dopo aver passato una vita a drogarsi così; allora è l'ignoranza della persona che vince?

Le pene poi DEVONO essere uguali in tutti gli stati, e vedo che solo ora la Spagna si sta adeguando agli standard europei; ma questo passo doveva essere fatto tanti anni fa! Chi sbaglia deve pagare: Pantani l'hanno ammazzato...non si deve arrivare a questo, mai più!!! Le squalifiche devono colpire tutti: corridori, ds, medici e colpire soprattutto le coscienze; forse solo così si potrà estirpare.

Ma al di la di tutto è la denuncia dei corridori stessi che può far tornare questo mondo pulito...e non intendo solo il mondo del ciclismo; perchè colpiscono purtroppo sempre questo sport e tralasciano altri che hanno maggiore fama!

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io continuo a sostenere che non ci credo che si dopino tutti indistintamente e che lo facciano pure ben volentieri! bisogna tutelare i corridori controllando dirigenti e medici...e da lì che viene il marcio! non dai corridori! se uno si vuole dopare e non trova nessuno disposto ad assecondarlo il fenomeno scompare...chi cercherà le scorciatoie esisterà sempre!bisogna impedire di fargliele trovare..tutto quì..

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Karpets, ti quoto in ogni singola parola, conosco anch'io un ragazzo di 22 anni che ha mollato tutto e so per certo che aveva già iniziato a prendere certe sostanze, ma quello che mi ha lasciato esterefatto è che il direttore della squadra è suo padre...uno schifo. A questo punto per lui sarebbe stato difficile però denunciare l'accaduto, il che sarebbe voluto dire denunciare il padre. Sono sicuro che casi come questi sono diffusissimi.

Riprendendo ciò che ha scritto Levi, il quale sostiene che basterebbe che tutti i ciclisti fossero d'accordo nel denunciare i ds e la questione sarebbe finita lì. E' vero ma mettere d'accordo tutti è impossibile, il ciclismo vive in un clima di silenzio che tende a oscurare tutto a tutti. Per un ragazzo che ama praticare questo sport sapere di poter "arrivare" solo attraverso certe pratiche è frustrante. Per un tifoso che ama seguire questo sport venire a sapere che il tuo idolo vince e ti regala emozioni attraverso scorciatoie è deprimente. Una cosa è chiara: il doping fa male allo sport, è da debellare, ma è altrettanto chiaro che siamo di fronte a una guerra immane.

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Ma in ogni squadra ci sarà almeno uno che non si dopa!!! Se questo prende e denuncia il suo ds e tutti i suoi compagni di squadra, la situazione si risolve. Un altra idea potrebbe essere quella di fare dei controlli ai corridori ogni giorno per tutto l'anno. Così almeno ne beccherebbero molti di più. Lo so che sono decisioni assurde, ma questo sport sta diventando anch'esso assurdo.

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Ma in ogni squadra ci sarà almeno uno che non si dopa!!! Se questo prende e denuncia il suo ds e tutti i suoi compagni di squadra, la situazione si risolve.

Levi è quello che ho detto io...ma non accade e probabilmente non accadrà! TROPPA OMERTA'.

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Levi hai ragione dicendo che ne basterebbe uno, il problema è passare dalle parole ai fatti. Non è facile trovare uno che si scaglia contro compagni (e ricordiamoci spesso amici) e ds (in pratica il proprio datore di lavoro), come dice Karpets c'è troppa omertà...

Allora è inutile star qua a discutere... Se il mondo del ciclismo è composto esclusivamente da persone di questo tipo, il problema è irrisolvibile.

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armstrong rendeva bene a quelli del tour...a tutti gli altri (soprattutto le altre squadre) mica tanto...di gente che sarebbe stata ben contenta di fargli le scarpe in questi anni ce n'era un bel po'!!

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Veramente Armostrong non rendeva tanto manco al Tour...gli ascolti erano in calo, scarseggiavano gli avversari disposti a confrontarsi con lui e gli sponsor europei erano sempre più orientati verso altre corse...non l'hanno beccato semplicemente perchè lui non si è fatto mai beccare..

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e va bè allora anche tutti gli altri ciclisti (dato che ormai secondo i vostri ragionamenti si dopano tutti) che non sono mai stati becati è perchè non si fanno beccare...armstrong faceva poche corse all'anno come fanno una sacco di altri ciclisti ma io devo capire come fanno a doparsi e a non farsi mai beccare corridori come petacchi o bettini o boonen che corrono praticamente senza sosta da marzo a ottobre!!

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e va bè allora anche tutti gli altri ciclisti (dato che ormai secondo i vostri ragionamenti si dopano tutti) che non sono mai stati becati è perchè non si fanno beccare...armstrong faceva poche corse all'anno come fanno una sacco di altri ciclisti ma io devo capire come fanno a doparsi e a non farsi mai beccare corridori come petacchi o bettini o boonen che corrono praticamente senza sosta da marzo a ottobre!!

Penso che sia evidente che la maggior parte dei ciclisti prenda sostanze illecite... se si continua a pensare che solo quelli che vengono beccati si dopino, la situazione non si evolverà mai.

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Se fosse confermato quanto si dice nell'Operacion Puerto... non venivano beccati perchè non vi è modo di rintracciare una trasfusione di sangue proprio rigenerato.

E' vietato farlo, ma impossibile da provare con test antidoping.

Così come qualche anno fa non era tracciabile l'EPO.

E anni prima il GH...

Come già detto, l'antidoping è, purtroppo, sempre in ritardo di un paio d'anni rispetto alle nuove pratiche dopanti. Ecco perchè diventa sempre più difficile se non impossibile pensare ad una vittoria finale dell'antidoping senza una cultura sportiva di base e NELLA base.

Pensateci poi... quante volte viene squalificato uno perchè magari si è fatto una canna... e quanti quelli che la fanno franca con vere e proprie bombe!

Non illudiamoci, i medici al servizio delle squadre sono più alla ricerca del come fuggire i controlli che per altro...

Si vociferò appunto che qualche compagno di Pantani gli rimproverò la sua presupponenza (pensava di essere intoccabile e che non potessero fargli ulteriori controlli a due tappe dalla fine del Giro) con frasi riguardanti il fatto che nella notte precedenti le analisi se l'era dormita della grossa invece di fare (non so cosa) per sfuggire all'antidpong (una pratica comunque alquanto diffusa all'epoca per risultare puliti).

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