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Disponibile Pro Cycling Manager 2021

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La nostra RECENSIONE di Pro Cycling Manager 2020

Leggi e guarda la nostra recensione di Pro Cycling Manager 2020, a cura di BubbaDJ
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Un graditissimo ritorno...


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Salve a tutti! Sono già un paio di mesi che ho tra le mani il nuovo PCM e, dopo aver giocato ed essermi impratichito con le nuove meccaniche da solo, vorrei condividere con voi una story. Non farò proclami sulla sua durevolezza e cercherò di andare avanti finché lo stimolo e il tempo da dedicarvi me lo consentiranno. Prima di entrare nel vivo della narrazione, permettetemi di fare un paio di ringraziamenti a due membri del forum che con le loro avventure raccontate su questi schermi - che ho seguito e continuo a seguire sempre, soprattutto nei momenti morti della stagione reale - mi hanno dato lo stimolo giusto per rimettermi a postare sul serio dopo un paio d'anni. Grazie allora a Smec e Cancellara91!

Come da titolo, questa story sarà incentrata su un graditissimo ritorno - non il mio :P - nel mondo del ciclismo, ad un anno esatto dall'annuncio chiusura della sua creatura: la squadra che forse più ha saputo regalare all'Italia del pedale nell'ultimo decennio. Stiamo parlando di un direttore sportivo che ha fatto della professionalità, della lungimiranza e della capacità di intercettare numerosissimi giovani talenti e lanciarli sul palcoscenico ciclistico internazionale le sue armi vincenti. Signore e signori, ecco a voi Roberto Amadio!

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L'obiettivo del D.S. sarà allora quello di ricreare una fucina di talenti del livello della vecchia Liquigas, con l'obiettivo di riportare il ciclismo italiano sul tetto del mondo.

Ad accompagnare e sostenere Amadio in questa nuova avventura sarà un brand che pure tanto ha dato al ciclismo nostrano, prima della sua prematura chiusura avvenuta alla fine della stagione sportiva 2012. Nostro main sponsor, almenoper le stagioni 2015 e  2016, sarà infatti nientemeno che Acqua&Sapone, che dopo due anni lontano dal mondo del pedale ha deciso di reinvestirvi, creando una squadra Continental che possa avere forte radicamento sul territorio nazionale, puntando forte sui talenti di casa nostra!

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Veniamo ora ad analizzare il roster che affronterà questa prima stagione sportiva del nuovo connubio Amadio-Acqua&Sapone!

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Una squadra giovanissima, come da previsioni, formata da 18 neo-professionisti, di cui 10 italiani e 8 stranieri.

Tra i talenti maggiori di casa nostra spiccano sicuramente quelli di Gianni Moscon, Edoardo Affini, Filippo Ganna e Davide Martinelli, cercati da numerose squadre di categoria superiore ma che alla fine hanno deciso di sposare il progetto di Amadio, consci che questa scelta potrebbe ripagarli negli anni. Noi dal canto nostro speriamo di poterceli tenere stretti il più a lungo possibile anche negli anni futuri.

Grandi, grandissime attese anche per Gino Pagliaccetti, velocista già di ottimo livello capace di tenere anche sul pavé e nelle corse altimetricamente più complicate. Sarà lui il nostro capitano designato per gli sprint a ranghi compatti e non solo Attenzione perché potremmo avere in casa il nuovo Mario Cipollini.

Come Pagliaccetti, sono dei velocisti di discrete speranze anche Filippo Canape, Niccolò Sovegni e Romolo Gramaccini. Quando non ci sarà da lavorare per il capitano designato, avranno anche loro la possibilità di giocarsi le proprie carte.

Unica speranza italiana per le corse a tappe è infine Alessio Troiani, già piuttosto completo sia in salita che a cronometro. Non male neanche le sue abilità secondarie, mentre l'unico tallone d'Achille sembra essere il suo basso picco di velocità in volata. Purtroppo i suoi margini di crescita non sembrano eccelsi, ma cercheremo di fare il possibile per farne un buon corridore da corse a tappe.

Veniamo agli stranieri che, come già ricordato in precedenza sono 8. Molto interessanti per il loro potenziale nelle classiche collinari sembrano essere sia il kazako Vyacheslav Karpenko, soffiato all'Astana, che l'austriaco Paskal Brugger, che se dovessse crescere come speriamo potrebbe essere un vero e proprio crack. Più nell'immediato, occhio anche al lusitano Poejo Almaral, che però sembrerebbe avere un potenziale meno importante rispetto ai suoi colleghi.

Un discreto gregario, con la capacità di dire la sua soprattutto nelle classiche del pavé. Sembrerebbe essere questo il destino già scritto di Orazio Rossi, discendente di una famiglia di calabresi immigrati in Belgio nel secondo dopoguerra. Dovrà certamente lavorare duro per gli altri, ma speriamo possa stupire.

Viene dalla Repubblica Ceca l'unico velocista battente bandiera straniera nella nuova Acqua&Sapone. Si tratta di Jindrich Bosak. Anche per lui si paventa una stagione al servizio di Pagliaccetti e per il suo minor potenziale parte più indietro nelle gerarchie anche rispetto agli altri velocisti presenti in squadra. Vedremo cosa saprà fare.

Chiudiamo con gli stranieri che sembrano mostrare una predilezione per le corse a tappe. E partiamo da Ricky Hawke che, a soli 20 anni, sembra avere il potenziale adatto per diventare l'erede di Cadel Evans. Le nostre aspettative su questo ragazzo sono molto elevate, speriamo sappia ripagarci bene! Passando da un paese del Commonwealth all'altro, veniamo al canadese Dwayne Zagar. Per caratteristiche tecniche ricorda molto Sir Bradley Wiggins, forte a cronometro, bravo a difendersi sulle lunghe salite. Il potenziale c'è, vediamo di sfruttarlo. Chiudiamo con un altro americano, questa volta proveniente dal Sud del continente: stiamo parlando di Salomòn Zanabria, colombiano atipico a suo agio più a cronometro che in salita. Per potenziale si colloca forse un gradino al di sotto rispetto ai suoi compagni ma noi, almeno inizialmente, punteremo anche su di lui.

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Chiudiamo la nostra presentazione andando a guardare gli obiettivi del nostro main sponsor per la stagione. Tra quelli più complicati spiccano senza dubbio la richiesta di vincere la maglia di miglior scalatore al Giro del Trentino e la vittoria di tappa in una corsa complicata come la Settimana Internazionale Coppi&Bartali. Dovremo poi centrare la top 10 nella maggior parte delle classiche italiane di un giorno, a partire dal GP Nobili e dal Giro dell'Appennino verso inizio stagione, per poi continuare nel finale con Giro del Veneto, Coppa Agostoni, Coppa Bernocchi, Memorial Pantani e Coppa Sabatini. Numerosi, infine, anche gli impegni cerchiati in rosso del calendario U23: spiccano senza dubbio la top 3 e la top 5 richieste rispettivamente per Liegi-Bastogne-Liegi U23 e Paris-Roubaix Espoirs mentre in Italia i nostri fari saranno puntati su GP Liberazione, GP di Capodarco e sul Giro della Val d'Aosta.


DB: PackITA2015
Difficoltà: Difficile

STAY TUNED!

 

 

 

 


 

 

 

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Il palcoscenico per l'esordio dell'Acqua&Sapone è quello dei campionati nazionali australiani, dove ci schieriamo al via in entrambe le prove con il giovanissimo Ricky Hawke. Vediamo come è andata!


Australian Championships Individual Time Trial

Una prestazione senza infamia e senza lode per il nostro Hawke, che chiude in 29ª posizione senza mai nutrire reali ambizioni per un piazzamento importante. Per la cronaca a vincere è Michael Rogers (Tinkoff), che infligge distacchi pesantissimi a tutti gli altri pretendenti a titolo, a partire dal grande favorito Rohan Dennis (Bmc), distanziato di oltre 2'.

 

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Ricky Hawke alla partenza della prova a cronometro.

Australian Championships Road Race

Consci di avere zero possibilità di combinare qualcosa restando in gruppo, proviamo ad inserire il nostro giovane campioncino, Hawke, in fuga. RIusciamo al primo tentativo e ci guadagniamo una giornata di notorietà andando all'attacco insieme a Hilton Clarke (UnitedHealthcare). Il nostro giovane alfiere si produce in una prestazione molto generosa, nonostante la scarsa freschezza, riuscendo anche a staccare il proprio compagno d'avventura a poco più di 25 km dal traguardo grazie ad una bella accelerazione in salita. Purtroppo però il gruppo, tirato dalla scatenata Orica GreenEdge, non lascia scampo e ci va a riprendere ai piedi dell'ultimo passaggio sull'ascesa di Buninyong. Il risultato è una parata Orica, che realizza addirittura il poker con Michael Matthews che vince l'oro davanti a Simon Gerrans, Luke Durbridge e Simon Clarke. Noi, bizzarramente, chiudiamo al 29° posto come nella prova in linea, ma consapevoli di aver fatto questa volta una gran bella figura.

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Con un'accelerazione sul terz'ultimo passaggio sulla salita di Buninyong, Hawke stacca il suo compagno di fuga.

Edited by BWiggins92
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Vuelta al Tachira en Bicicleta

 

 

Acqua&Sapone: E. Affini, G. Moscon, A. Poejo, S. Consonni, S. Zanabria, R. Gramaccini, J. Bosak, O. Rossi

 

 

 

Per l’esordio ufficiale in Venezuela portiamo un gruppo abbastanza equilibrato. Leader saranno Affini e Moscon, con il primo che proverà a curare la classifica generale, mentre il secondo cercherà qualche vittoria di tappa nelle frazioni intermedie. Poejo, Consonni e Zanabria proveranno invece a dare una mano in salita. Per quanto riguarda il comparto volate saranno Gramaccini e il ceco Bosak a buttarsi nella mischia, anche se siamo consci di essere abbastanza al di sotto della concorrenza. Completa l’organico il belga Rossi.

 

 

Resoconto
 

 

1ª tappa -  La Funvic tiene chiusa la corsa e finalizza al meglio con Magno Prado Nazaret, che attacca ad un paio di chilometri dal traguardo insieme a Robinson Chalapud. Il duo riesce a conquistare un margine di poche decine di metri, che però bastano e avanzano per giocarsi la vittoria di tappa allo sprint, che premia il brasiliano Nazaret. Il gruppo dietro giunge compatto regolato da Byron Guama (ECU), che precede di un soffio il nostro Moscon nella volata ristretta.

 

2ª tappa – Nella prima ed unica occasione per i velocisti tentiamo di far saltare il banco a tutti i costi. Prima proviamo ad entrare in fuga con Consonni, venendo ripetutamente stoppati dalla SmartStop di Jure Kocjan. Nel finale proviamo invece ad anticipare con Moscon, sfruttando uno zampellotto con pendenze all’8%. Purtroppo neanche questo secondo tentativo va a buon fine e al traguardo il migliore dei nostri è Gramaccini 10°, con Moscon immediatamente a ruota. A vincere è il canadese Ryan Anderson (Optum) che fa letteralmente il vuoto nell’unica tappa per le ruote veloci.

 

3ª tappa – Ancora un percorso mosso e noi decidiamo di puntare ancora una volta sul talento di Gianni Moscon nelle volate ristrette su percorsi vallonati. Alla fine però a vincere è Byron Guama (ECU) che sconfigge l’attendismo degli altri favoriti andandosene via tutto solo sul penultimo strappo e resistendo al ritorno del gruppo.  Noi invece centriamo un altro piazzamento, chiudendo in decima posizione nella volata del gruppetto con il solito Moscon, che vale anche la leadership provvisoria nella graduatoria dei giovani. Purtroppo nel finale Affini resta imbottigliato e deve cedere 37’’ rispetto ai migliori.

 

4ª tappa – Nell’ultima tappa prima delle montagne compiamo l’impresa, sperando che sia la prima di una lunga serie. Riusciamo finalmente ad inserire un uomo nella fuga di giornata, Affini, che parte inizialmente con lo scopo di rosicchiare qualche secondo ai traguardi volanti dopo la giornata storta di ieri. Ma la gamba al nostro giovin baldo oggi gira davvero bene e, quando a una ventina di chilometri dalla fine ci accorgiamo di avere ancora un paio di minuti da gestire, proviamo a forzare l’andatura. Risultato: prima vittoria di tappa per noi e gruppo relegato a 1’45’’, fatta eccezione per l’andaluso Higinio Fernandez (ECU) che conclude a 23’’, sfilandoci anche la maglia gialla per soli 3’’. Ci consoliamo comunque con la leadership provvisoria nella classifica dei giovani e in quella a squadre!

 

5ª tappa – La quinta tappa proponeva il primo arrivo in salita della manifestazione. E che arrivo in salita, con un colle di oltre 30 chilometri da scalare. Decidiamo di starcene buoni buoni in gruppo, per provare a restare insieme ai migliori con i nostri due uomini di classifica, Affini e Moscon. La giornata, però, si rivela di quelle da tragedia. Alla fine la tappa è dominata da Robinson Chalapud (Orgullo Antioqueno) che stacca tutti e va ad imporsi in solitaria, probabilmente ipotecando anche la vittoria finale della corsa. Noi chiudiamo a oltre 6’ e manteniamo la top 10 per il rotto della cuffia con Affini, che dovrà erigere una statua a Consonni e Poejo per il gran lavoro svolto in suo appoggio. Naufraga invece Moscon che chiude a oltre 8’ ed esce di classifica.

 

 

6ª tappa - Proviamo immediatamente a riscattarci dopo la batosta di ieri e per farlo mandiamo Moscon all’attacco. Centriamo il tentativo buono, con altri sei corridori che si danno cambi piuttosto regolari, anche se il vantaggio non supererà mai i 3’ e, infatti, veniamo ripresi. Affini e lo stesso Moscon hanno però una gamba eccezionale e allora decidiamo di far lavorare il primo per il secondo. Affini fa un lavoro eccezionale e riesce a rintuzzare tutti gli attacchi. Nel finale, poi, creiamo il buco che permette allo stesso Moscon di aggiudicarsi la prima vittoria in carriera con un colpo da finisseur davanti a Jure Kocjan (SmartStop) e Daniel Ricardo Diaz (Funvic). Unica nota dolente di giornata è l'infortunio di Orazio Rossi che frattura una costola e ne avrà per circa un mese.

 

7ª tappa – In una nuova tappa di montagna, centriamo la seconda fuga in due giorni. Questa volta a riuscire nell’intento è il colombiano Zanabria che nel gruppetto all’attacco è il più forte in salita assieme allo statunitense Phil Gaimon (Optum). Il tentativo però non ha grande spazio, complice anche il contrattacco di Ardila Cano (Orgullo Antioqueno) e così decidiamo di rialzarci per assistere al meglio Affini dietro. La scelta risulta essere saggia, perché riusciamo a fare una grande corsa con lo stesso Affini che chiude al quinto posto di tappa, nonostante una forma giornaliera non ottimale. Riusciamo quindi a scalare ben tre posizioni in classifica generale issandoci fino al settimo posto, e blindiamo anche la maglia dei giovani. Nella lotta per le posizioni che contano Alex Diniz (Funvic) vince la tappa davanti a Luis Felipe Laverde (Coldeportes) e riapre i giochi per la generale.

 

8ª tappa – Nel giorno del durissimo arrivo al Cristo Rey, scegliamo di osservare una tattica più prudente rispetto ai giorni precedenti e non andiamo in fuga per provare a giocarci le nostre carte con Affini nel duro finale di giornata. Purtroppo l'attacco di Rob Britton (Smartstop), che è per noi un pericolo in chiave GC, ci costringe a prenderci carico dell'inseguimento. Anche oggi riusciamo a gestire perfettamente lo sforzo e, con una prova sontuosa del nostro Affini chiudiamo addirittura sul podio di giornata, dietro soltanto all’imprendibile Robinson Chalapud (Orgullo Antioqueno) e a Magno Prado Nazaret (Funvic), ma davanti al vincitore di ieri Alex Diniz (Funvic). Infliggiamo distacchi importanti, tra i 3’ e i 5’, a tutta la concorrenza e, udite udite, riusciamo nell’impresa di issarci addirittura al terzo posto solitario, con circa 1’30’’ da gestire su chi insegue.

 

9ª tappa – Nonostante l’impresa della tappa precedente, non possiamo assolutamente rilassarci nel giorno della tappa regina, con l’arrivo alla Casa del Padre, una salita lunghissima e molto dura. A parte la solita fuga, che controlliamo, non succede quasi nulla come prevedibile fino ai piedi dell’ascesa finale. Nella prima parte, che porta al GPM della Casa Verde, è un generosissimo Gianni Moscon a sobbarcarsi la maggior parte del lavoro, facendo sì che nessuno riesca ad evadere dal gruppo e permettendo al nostro capitano Affini di rimanere al coperto. Proviamo poi a gestirci come meglio possiamo anche sull’ultima salita ma le fatiche dei giorni passati si fanno sentire e così siamo costretti a cedere  rispetto ad Higinio Fernandez (Ecuador) che alla partenza era il nostro più immediato inseguitore. Andiamo a controllare con trepidazione il cronometro e… siamo salvi! Il podio è ancora nostro, seppur per la miseria di 6’’!

 

10ª tappa – Per l’atto finale della corsa la parola d’ordine è: attaccare per difenderci! Cerchiamo così di promuovere una fuga che vada al traguardo, per non rischiare brutte sorprese con gli abbuoni, visto il profilo altimetrico collinare della corsa e la particolare attitudine in questo tipo di percorsi del nostro avversario Higinio Fernandez (Ecuador). Riusciamo dunque a portare via un tentativo a tre, comprendente il solito Moscon, alla caccia anche di un possibile bis. Alla fine il gruppetto viene ripreso e così Moscon si mette a disposizione di Affini. Aspettiamo di capire come stiano i nostri avversari e, quando ci accorgiamo di essere più in palla proviamo ad approfittarne. Il risultato è un altro podio per il nostro Affini, che anticipa il gruppo dei migliori e deve arrendersi ai soli Byron Guama (Ecuador) e Alex Diniz (Funvic). Robinson Chalapud (Orgullo Antioqueno) si difende e vince la classifica generale.

 

Bilancio - Due vittorie di tappa, il terzo posto in classifica generale e la conquista della maglia di miglior giovane. Un avvio davvero di ottimo auspicio per i nostri ragazzi che si mettono in evidenza praticamente in ogni tappa. Affini e Moscon dimostrano di poter fare veramente molto bene già da quest'anno, mentre un plauso particolare dobbiamo rivolgerlo a Poejo e Consonni che in salita hanno fatto un lavoro eccezionale per i capitani. Fanno il loro quando c'è da tirare in pianura anche i vari Rossi, Bosak e Gramaccini, con quest'ultimo che raccatta anche una top 10 nell'unica frazione per velocisti. Unica nota stonata, se vogliamo, il colombiano Zanabria che non convince appieno in questo primo appuntamento.

 

Fotobook

 

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La prima vittoria dell'anno arriva con l'impresa solitaria di Edoardo Affini.

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La stoccata di Gianni Moscon che anticipa i migliori nella 6ª tappa.

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Gianni Moscon fa il ritmo nell'ascesa verso la Casa del Padre.


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Edoardo Affini sul podio con la maglia bianca di miglior giovane.

 

 

 

 

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Jayco Herald Sun Tour

 

Effettivo Acqua&Sapone: R. Hawke, A. Troiani, G. Moscon, S. Consonni, D. Martinelli, P. Brugger, D. Zagar, A. Poejo

 

Dopo il Venezuela ci trasferiamo dall’altra parte del mondo per il Jayco Herald Sun Tour, in Australia. Per questo appuntamento, classificato 2.1 dall’UCI, schieriamo una formazione altamente competitiva con tre punte per la classifica generale: il beniamino di casa Ricky Hawke, che partirà con i gradi di capitano, Alessio Troiani e Paskal Brugger. Proverà a dire la sua, magari andando in fuga, Gianni Moscon, fresco vincitore di una tappa alla Vuelta al Tachira mentre, mentre Davide Martinelli darà il massimo nel prologo inaugurale, prima di mettersi a disposizione della squadra. Completano l’organico tre atleti polivalenti come Simone Consonni, Dwayne Zagar e Amaral Poejo .

 

I favoriti

 

***** Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), Michael Albasini (Orica GreenEdge), Luis Leon Sanchez (Astana), Michael Rogers (Tinkoff-Saxo)

 

**** Fabio Felline (Trek Factory Racing), Tiesj Benoot (Lotto-Soudal), Simon Yates (Orica Green Edge)

 

*** Dominik Nerz (Bora Argon 18), José Mendes (Bora Argon 18) Moreno Moser (Cannondale-Garmin, Thomas De Gendt (Lotto-Soudal, Cameron Meyer (Orica GreenEdge)

 

** Simone Ponzi (Southeast), B. Saimolau (CCC-Sprandi), Jan Barta (Bora Argon 18)

 

* Ricky Hawke (Acqua&Sapone), Alessio Troiani (Acqua&Sapone), Ben Dyball (Avanti Racing Team

 

Resoconto

 

1ª tappa – Nel prologo inaugurale di 8 km sulle strade di Melbourne si impone tanto nettamente quanto a sorpresa uno splendido Fabio Felline (Trek), che spazza letteralmente via la concorrenza. Per capire la grandezza dell’impresa dell’italiano basti pensare che a 13’’ chiude un grande specialista come Luis Leon Sanchez (Astana), appena davanti al primo aussie, Michael Hepburn (Orica), distanziato di 15’’. Solo quinto un altro dei grandi favoriti, il campione australiano Michael Rogers (Tinkoff), lontano 18’’ da Felline. Noi ci comportiamo in maniera egregia con il nostro Ricky Hawke che chiude nono a 27’’ da Felline, mentre non va male neanche Alessio Troiani, ventesimo a 40’’. Più lontani tutti gli altri a partire da un Davide Martinelli decisamente sottotono, che ha chiuso la propria prova al 65° posto, a 1’01’’ da Felline.

 

2ª tappa – Nonostante i nostri sforzi non riusciamo ad inserire un uomo in fuga, come avevamo stabilito nel debriefing mattutino. I Trek di Felline, infatti, chiudono su ogni nostro tentativo, mentre poi ci accorgiamo che in fuga viene lasciato andare un possibile favorito di giornata come Esteban Chaves (Orica). Ripresa la fuga e dopo aver contribuito ad annullare un tentativo di una dozzina di uomini, comprendente anche la maglia gialla, proviamo a prendere l’iniziativa sull’ultimo strappo di giornata, dove insceniamo un vero e proprio attacco di massa. Alla fine riusciamo a selezionare un gruppetto di una venticinquina di unità, dal quale riescono a fuoriuscire solo Felline, scortato da Yaroslav Popovych, Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale) e Michael Valgren (Tinkoff). Alla fine ad imporsi sarà proprio il francese Vuillermoz, mentre gli altri saranno tutti ripresi. Noi chiudiamo all’11° posto con il solito Hawke, mentre poco dietro si piazzano anche Troiani e Brugger. Stranamente il cronometrista assegna lo stesso tempo a tutti i primi 106 corridori, nonostante fosse stato segnalato un vantaggio di una cinquantina di secondi per il gruppo di testa. Peccato, comunque siamo lì.

 

3ª tappa – Tappa completamente pianeggiante, difficile inventarsi qualcosa per evitare una volata a ranghi compatti. Per la cronaca a vincere è Tosh Van Der Sande (Lotto) mentre noi chiudiamo tranquilli in coda al gruppo. Tutto invariato in classifica generale.

 

4ª tappa – Ancora una frazione per velocisti ma questa volta, con due colli di 3ª categoria anche se lontani dal traguardo, qualcosa potremmo pure inventarcelo. Entriamo allora in fuga con Brugger, nel tentativo di conquistare la maglia a pois. I sei fuggitivi lavorano di buona lena e si danno cambi regolari, tanto da arrivare a guadagnare fino a 6’. Nelle volate per i GPM, praticamente in pianura, non riusciamo ad accumulare punti e allora cerchiamo di proseguire di buon accordo fino al traguardo. Purtroppo le squadre dei velocisti lavorano molto bene, in particolar modo la Southeast che poi finalizza l’ottimo lavoro con il successo di Manuel Belletti. Proviamoa buttarci in volata con Davide Martinelli e raccogliamo un discreto 16° posto.

 

5ª tappa – E’ il giorno della tappa regina di questo Herald Sun Tour, quella con l’arrivo posto in cima all’Arthur’s Seat, il Trono di Artù. Per l’occasione proviamo ancora una volta ad andare in fuga con il nostro uomo migliore per questo genere di percorsi, l’austriaco Paskal Brugger. Riusciamo a portare via anche oggi un gruppetto comprendente tra gli altri Esteban Chaves  (Orica) e Marek Rutkiewicz (CCCP-Sprandi). Sul primo passaggio sull’Arthur’s Seat, a circa 75 chilometri dal traguardo, il gruppo si spezza sotto la spinta della AG2R, e davanti restano solo una trentina di unità tra cui i nostri Hawke, Troiani e Poejo. Decidiamo così di fermare Brugger davanti, per darci una mano a scavare un solco incolmabile per quelli rimasti imbottigliati dietro, tra cui uomini che ci precedono in GC come Moreno Moser (Cannondale), Jan Barta e Michael Hepburn (Orica). Con l’aiuto della AG2R riusciamo nello scopo e riusciamo anche a staccare il quinto in classifica Jack Bobridge (Budget Forklifts). Con una trentina di corridori rimasti nel gruppo maglia gialla è sull’ultimo passaggio sull’Arthur’s Seat che si fa la storia di questo Herald Sun Tour. Qui il più lesto è ancora una volta Fabio Felline (Trek) che fa il bis dopo la vittoria nel prologo inaugurale, anticipando Alexis Vuillermoz, che vince però la graduatoria generale per soli 8’’ sull’italiano, e Cameron Meyer (Orica). Noi, salendo bene del nostro passo con Hawke , riusciamo a chiudere la tappa in decima posizione, un piazzamento che vale la decima piazza anche nella GC.

Bilancio - Era il nostro vero battesimo nel ciclismo che conta, al cospetto di tantissime squadre appartenenti al circuito World Tour. In questo contesto non sfiguriamo per nulla, andandoci a prendere un ottimo decimo posto con Ricky Hawke, che si porta a casa anche due top 10 di giornata nel prologo e nella tappa regina. Molto bene anche Alessio Troiani che, pur lavorando alacremente per il proprio capitano, riesce a chiudere  con un discreto 24°. Molto preziosi si sono rivelati anche il lusitano Amaral Poejo e l'austriaco Paskal Brugger, tra l'altro autore di un paio di fughe di giornata. Senza infamia e senza lode la prestazione del canadese Dwayne Zagar che si limita a fare il suo. Un po' sottotono Simone Consonni e Gianni Moscon, forse ancora affaticati dopo la Vuelta al Tachira, e soprattutto Davide Martinelli che nel prologo inaugurale delude chiudendo lontanissimo dai primi.

 


Classifica generale Jayco Herald Sun Tour
 

1° Alexis Vuillermoz (Fra) - AG2R La Mondiale in 14h47'47''

2° Fabio Felline (Ita) - Trek Factory Racing a 8''

3° Luis Leon Sanchez (Esp) - AStana Pro Team a 31''

4° Michael Rogers (Aus) - Tinkoff-Saxo a 36''

5° Cameron Meyer (Aus)  - Orica - GreenEdge a 41''

6° Michael Albasini (Sui) - Orica - GreenEdge a 53''

7° Simon Yates (Gbr)  - Orica - GreenEdge a 1'16''

8° José Mendes (Por) - Bora - Argon 18 s.t.

9° Tiesj Benoot (Bel) - Lotto Soudal 1'18''

10° Ricky Hawke (Aus)  - Acqua&Sapone a 1'40''

 

Resoconto delle tappe

1ª tappa –  Melbourne Melbourne (7.9 km) - Fabio Felline (Ita) - Trek Factory Racing

2ª tappa – Mount Macedon - Bendigo (130.4 km) - Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale

3ª tappa – Bendigo - Nagambie (149.9 km) - Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal

4ª tappa – Mitchelton Wines - Nagambie (177.9 km) - Manuel Belletti (Ita) Southeast

5ª tappa – Arthur's Seat - Arthur's Seat: Fabio Felline (Ita) - Trek Factory Racing

 

Fotobook

 

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L'Acqua&Sapone attacca in massa nella seconda tappa.

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Ricky Hawke sui pedali salendo verso l'Arthur's Seat

 

G.P. Costa degli Etruschi

 

 

Effettivo Acqua&Sapone – G. Pagliaccetti, J. Bosak, F. Canape, F. Ganna, R. Gramaccini, V. Korpenko, N. Sovegni, S. Zanabria


Per l’esordio in Italia ci rechiamo in Toscana, a Donoratico, per disputare il G.P Costa degli Etruschi. La responsabilità di fare un buon risultato sarà tutta sulle spalle del giovanissimo Gino Pagliaccetti. A coadiuvarlo ci sarà una solida batteria di passisti e ruote veloci composta da Jindrich Bosak, Filippo Canape, Filippo Ganna, Romolo Gramaccini, Salomon Zanabria e Niccolò Sovegni. Il kazako Vyacheslav Korpenko avrà invece il ruolo di battitore libero nell’improbabile caso di un finale diverso da un arrivo a ranghi compatti.

 

Resoconto

Volata doveva essere e volata è stata. Abbiamo una ghiottissima occasione con Pagliaccetti, supportato al meglio dalla formazione, ma partiamo troppo tardi e chiudiamo in rimonta al sesto posto, con addirittura il nostro pesce pilota, Romolo Gramaccini, decimo. Vince Gert Steegmans (Trek) davanti ad Alexander Porsev (Katusha) e Matteo Trentin (Etixx). Per noi davvero tanti, tantissimi rimpianti per una possibile vittoria buttata via.
 


Ordine d'arrivo G.P. Costa degli Etruschi

1° Gert Steegmans (Bel) - Trek Factory Racing in 2h52'20''

2° Alexander Porsev (Rus) - Team Katusha s.t.

3° Matteo Trentin (Ita) - Etixx - Quickstep s.t.

4° Enrico Battaglin (Ita) - Bardiani - Csf s.t.

5° Nicolas Marini (Ita) - NIPPO - Vini Fantini s.t.

6° Gino Pagliaccetti (Ita) - Acqua&Sapone s.t.

7° Marco Benfatto (Ita) - Androni Giocattoli - Venezuela s.t.

8° Daryl Impey (Rsa) - Orica - GreenEdge s.t.

9° Davide Viganò (Ita) - Team Idea 2010 ASD s.t.

10° Romolo Gramaccini (Ita) - Acqua&Sapone s.t.


Bilancio postgara - Che dire, lamentarsi per un sesto e un decimo posto in una gara classificata 1.1 servirebbe a poco, per una squadra come la nostra. Tuttavia per come si era messa avremmo potuto fare molto, molto di più se solo avessimo lanciato prima la volata. Ci rifaremo.

Fotobook

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Il treno della Acqua&Sapone in azione: Filippo Ganna, Vyacheslav Koropenko, Romolo Gramaccini e Gino Pagliaccetti.

Edited by BWiggins92
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Campeonato de Colombia (Individual Time Trial)

 

Guardando la startlist del campionato nazionale colombiano a cronometro, nessuno avrebbe dato la minima considerazione al nostro giovane Salomon Zanabria. E invece il nostro alfiere riesce a confezionare un capolavoro assoluto, aggiudicandosi l’oro di specialità su un impegnativo percorso di oltre 55 km, relegando al secondo posto il campione uscente Rigoberto Uran (Etixx), distanziato di 27’’, e al terzo Sergio Henao (Team Sky), lontano 39’’. Addirittura quinto il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, Nairo Quintana (Movistar), che accusa un passivo di 1’27’’ venendo sopravanzato anche da Jarlinson Pantano (IAM Cycling). Speriamo che la conquista di questo titolo nazionale sia la prima di una lunga serie per i nostri colori.

Fotobook

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Salomon Zanabria festeggia sul podio dopo la conquista dell'oro nei campionati nazionali a cronometro di Colombia.

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Trofeo Laigueglia 

 

Effettivo Acqua&Sapone: G. Pagliaccetti, E. Affini, P. Brugger, S. Consonni, R. Gramaccini, V. Karpenko, G. Moscon, N. Sovegni

 

Prosegue la stagione in Italia, questa volta siamo al via in Liguria del prestigioso Trofeo Laigueglia. Non è uno degli obiettivi dello sponsor ma ci teniamo comunque a far bene, con l’obiettivo magari di migliorare il sesto posto ottenuto nel nostro esordio sulle strade di casa a Donoratico. Portiamo dunque una squadra altamente competitiva, in grado di dire la propria sia in caso di arrivo allo sprint, con Gino Pagliaccetti in rampa di lancio, ma anche qualora la corsa dovesse rivelarsi più movimentata, grazie ad un quartetto davvero molto interessante formato da Paskal Brugger, Vyacheslav Karpenko, Edoardo Affini e Gianni Moscon. Completano l’organico Simone Consonni, Romolo Gramaccini e Niccolo Sovegni.

 

Resoconto

 

Come previsto parte una fuga dopo pochissimi chilometri, che vede protagonisti in avanscoperta Matthew Hayman (Orica-GreenEdge) e Fabio Saccaccini (MG.Kvis-Vega). Ai due viene lasciato spazio nella prima parte di gara, prima che l’Astana li vada a riprendere con una brusca accelerazione sul  Testico. Con una grande tenuta di squadra, ci ritroviamo in forze allo scollinamento e allora decidiamo, con coraggio, di prendere in mano la situazione: decidiamo di far lavorare duro Brugger sugli ultimi due, decisivi strappi per favorire le possibilità di Pagliaccetti di giocarsi la corsa in volata. L’austriaco si rende protagonista di una prestazione impressionante, annullando a ripetizione i tentativi di Simon Clarke (Orica-GreenEdge) e Luis Leon Sanchez (Astana) e quello più deciso di Nicolas Roche (Team Sky). Memore della lezione imparata a Donoratico, il nostro Pagliaccetti questa volta sceglie in maniera perfetta il tempo per lo sprint, bruciando tutti gli avversari e regalandoci la nostra prima, storica vittoria in terra italiana!

 

Ordine d’arrivo Trofeo Laigueglia

 

1° Gino Pagliaccetti (Ita) – Acqua&Sapone in 5h03’38’’

 

2° Oscar Gatto (Ita) – Androni Giocattoli - Venezuela s.t.

 

3° Simon Clarke (Aus) – Orica-GreenEdge s.t.

 

4° Lieuwe Westra (Ned) – Astana Pro Team s.t.

 

5° Bernard Eisel (Aut) – Team Sky s.t.

 

6° Nicolas Roche (Irl) – Team Sky s.t.

 

7° Enrico Battaglin (Ita) – Bardiani Csf s.t.

 

8° Peter Velits (Svk) – Bmc Racing Team s.t.

 

9° Samuel Dumoulin (Fra) – AG2R La Mondiale s.t.

 

10° Alessandro De Marchi (Ita) – Bmc Racing Team s.t.

 

Bilancio – La squadra aveva già favorevolmente impressionato in occasione del G.P. Costa degli Etruschi un paio di settimane fa. Oggi limiamo le piccole imperfezioni che ci avevano impedito di alzare le braccia in Toscana e ci rendiamo protagonisti di una giornata eccezionale a livello di squadra, chiudendo con ben 6 elementi su 8 nel gruppo principali. Impressionante a dir poco Gino Pagliaccetti, che dimostra già oggi di poter essere ben più di un semplice velocista. Un plauso anche per l’austriaco Paskal Brugger il cui lavoro sugli ultimi due strappi vale praticamente quanto la vittoria stessa. Bene anche tutti gli altri, che fanno il proprio per tenere coperto fino all’ultimo il capitano di giornata.

Fotobook

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Paskal Brugger guida il gruppo negli ultimi chilometri nell’inseguimento a Nicolas Roche

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Sul traguardo di Laigueglia il più veloce è Gino Pagliaccetti!

Edited by BWiggins92
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Pagliaccetti come già detto mi sembra alquanto promettente (e forse anche troppo forte come giovane creato dal pc).

Ad ogni modo il Laugueglia non è poi così complicato vincerlo....sarà l'inizio stagione, sarà il percorso, saranno i bug, ma riesco a fare sempre bene.

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Trofeo Laigueglia

Effettivo Acqua&Sapone: G. Pagliaccetti, E. Affini, P. Brugger, S. Consonni, R. Gramaccini, V. Karpenko, G. Moscon, N. Sovegni

Prosegue la stagione in Italia, questa volta siamo al via in Liguria del prestigioso Trofeo Laigueglia. Non è uno degli obiettivi dello sponsor ma ci teniamo comunque a far bene, con l’obiettivo magari di migliorare il sesto posto ottenuto nel nostro esordio sulle strade di casa a Donoratico. Portiamo dunque una squadra altamente competitiva, in grado di dire la propria sia in caso di arrivo allo sprint, con Gino Pagliaccetti in rampa di lancio, ma anche qualora la corsa dovesse rivelarsi più movimentata, grazie ad un quartetto davvero molto interessante formato da Paskal Brugger, Vyacheslav Karpenko, Edoardo Affini e Gianni Moscon. Completano l’organico Simone Consonni, Romolo Gramaccini e Niccolo Sovegni.

Resoconto

Come previsto parte una fuga dopo pochissimi chilometri, che vede protagonisti in avanscoperta Matthew Hayman (Orica-GreenEdge) e Fabio Saccaccini (MG.Kvis-Vega). Ai due viene lasciato spazio nella prima parte di gara, prima che l’Astana li vada a riprendere con una brusca accelerazione sul Testico. Con una grande tenuta di squadra, ci ritroviamo in forze allo scollinamento e allora decidiamo, con coraggio, di prendere in mano la situazione: decidiamo di far lavorare duro Brugger sugli ultimi due, decisivi strappi per favorire le possibilità di Pagliaccetti di giocarsi la corsa in volata. L’austriaco si rende protagonista di una prestazione impressionante, annullando a ripetizione i tentativi di Simon Clarke (Orica-GreenEdge) e Luis Leon Sanchez (Astana) e quello più deciso di Nicolas Roche (Team Sky). Memore della lezione imparata a Donoratico, il nostro Pagliaccetti questa volta sceglie in maniera perfetta il tempo per lo sprint, bruciando tutti gli avversari e regalandoci la nostra prima, storica vittoria in terra italiana!

Ordine d’arrivo Trofeo Laigueglia

1° Gino Pagliaccetti (Ita) – Acqua&Sapone in 5h03’38’’

2° Oscar Gatto (Ita) – Androni Giocattoli - Venezuela s.t.

3° Simon Clarke (Aus) – Orica-GreenEdge s.t.

4° Lieuwe Westra (Ned) – Astana Pro Team s.t.

5° Bernard Eisel (Aut) – Team Sky s.t.

6° Nicolas Roche (Irl) – Team Sky s.t.

7° Enrico Battaglin (Ita) – Bardiani Csf s.t.

8° Peter Velits (Svk) – Bmc Racing Team s.t.

9° Samuel Dumoulin (Fra) – AG2R La Mondiale s.t.

10° Alessandro De Marchi (Ita) – Bmc Racing Team s.t.

Bilancio – La squadra aveva già favorevolmente impressionato in occasione del G.P. Costa degli Etruschi un paio di settimane fa. Oggi limiamo le piccole imperfezioni che ci avevano impedito di alzare le braccia in Toscana e ci rendiamo protagonisti di una giornata eccezionale a livello di squadra, chiudendo con ben 6 elementi su 8 nel gruppo principali. Impressionante a dir poco Gino Pagliaccetti, che dimostra già oggi di poter essere ben più di un semplice velocista. Un plauso anche per l’austriaco Paskal Brugger il cui lavoro sugli ultimi due strappi vale praticamente quanto la vittoria stessa. Bene anche tutti gli altri, che fanno il proprio per tenere coperto fino all’ultimo il capitano di giornata.

Fotobook

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Paskal Brugger guida il gruppo negli ultimi chilometri nell’inseguimento a Nicolas Roche

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Sul traguardo di Laigueglia il più veloce è Gino Pagliaccetti!

Grandissimo Pagliaccetti! Vuoi vedere che Amadio ha scovato il nuovo Cipollini?
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In effetti avete ragione un po' tutti :D

Prima vittoria contro grossi calibri che fa molto ben sperare: non vi nascondo che già dal prossimo anno vorrei salire in Continental Pro per restarci un paio d'anni o giù di lì.

ll Laigueglia sembra anche a me buggatino (gioco a difficile): a parte uno scatto di LLS uno di Clarke e un paio di Roche non si è mosso nessuno! C'è da  dire che dopo Testico abbiamo preso in mano noi la corsa e siamo stati veramente bravi.

Pagliaccetti è vero, forse è troppo pompato per un corridore ad inizio gioco però secondo me ci può stare come cosa di riavere (FINALMENTE) uno sprinter italiano di talento vero con tutte le mezze cartucce che ci sono in giro al momento. Poi non è neanche detto che arrivi al top del top: come scouting mi dà 5-8 ma magari non arriva agli 80 in volata :P chissà. C'è anche da dire che fra un anno e mezzo quando andrà a scadenza sarà dura tenerselo stretto. Speriamo bene anche qui :P

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Volta ao Algarve

 

Effettivo Acqua&Sapone: R. Hawke, A. Troiani, S. Zanabria, D. Martinelli, F. Canape, D. Zagar 

 

Per la trasferta portoghese in Algarve, confermiamo sostanzialmente la formazione che ci ha regalato soddisfazioni all’Herald Sun Tour, capitanata da Ricky Hawke e Alessio Troiani, con Dwayne Zagar, Amaral Poejo e Davide Martinelli in appoggio. Uniche novità Filippo Canape, che proverà a centrare qualche buon piazzamento in volata, Orazio Rossi, al rientro dopo l’infortunio subito il mese scorso in Venezuela, e Salomon Zanabria, che nella cronometro della quarta tappa potrà esibire la propria maglia di campione colombiano della specialità.

 

Resoconto

 

1ª tappa – Nella prima tappa, sostanzialmente pianeggiante, cerchiamo di entrare in fuga con uno tra Sanabria e Poejo. Riusciamo nel tentativo col lusitano, che va all’attacco insieme agli italiani Valerio Conti (Lampre-Merida) e Cesare Benedetti (Bora-Argon 18). Guadagniamo fino a 9’ ma a poco più di 100 dal traguardo il gruppo, tirato dalla IAM Cycling si sveglia per venirci a riprendere senza patemi ad una quindicina di chilometri dall’arrivo. Alla fine sul traguardo di Albufeira a vincere per distacco è un bravissimo Matteo Pelucchi, che ripaga così la propria squadra di tutto lo sforzo profuso. Noi purtroppo non riusciamo neanche a disputare la volata, con Canape che arriva con le pile scariche nel finale, ritirandosi alla fine per un’infiammazione al tendine rotuleo. Ne avrà per un mese e mezzo. Ci consoliamo però abbondantemente conquistando l’unico GPM di giornata e vestendoci della prima maglia di leader del GPM con Poejo.

 

2ª tappa – Ancora una frazione pianeggiante, prima dell’arrivo sull’Alto do Malhao di domani. Centriamo ancora una volta il nostro obiettivo di giornata attaccando con Poejo con in testa la classifica del GPM. Il portoghese vive un’altra esaltante giornata, transitando terzo al GPM di 2ª categoria ma per primo a quello di 2ª, rinforzando così la propria leadership in vista della prossima, decisiva giornata. Per la cronaca allo sprint a vincere è Matti Breschel (Tinkoff-Saxo) mentre il trionfatore di ieri, Matteo Pelucchi (IAM Cycling) è solo terzo ma mantiene la maglia di leader.

 

3ª tappa – Come da tradizione, la tappa regina della Volta ao Algarve prevede nel finale la scalata dell’arcigno Alto do Malhao, una salita non lunga ma sicuramente molto esigente dal punto di vista delle pendenze medie. Noi, come nelle altre tappe, centriamo la fuga buona con Poejo che riesce a portare a casa altri 16 punti nella classifica dei GPM e ipoteca così la conquista della maglia. Purtroppo per noi, però, un paio di brutte cadute di gruppo nelle quali rimangono intruppati sia Hawke che Troiani ci fanno arrivare stanchi ai piedi dell’ultima salita, dove proviamo a difenderci come possiamo: migliore dei nostri alla fine è proprio Alessio Troiani che chiude 54° con un ritardo di oltre 3’ mentre Hawke è ancora più distante, 70°, e paga 5’. Profeta in patria sull’Alto do Malhao è invece Rui Costa (Lampre-Merida) che anticipa Lars Petter Nordhaug (Team Sky) e Romain Bardet (AG2R La Mondiale) mentre deludono Jakob Fuglsang (Astana) e Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) che chiudono rispettivamente settimo e ottavo ma in un terzo gruppetto giunto a 42’’.

 

4ª tappa – Cerchiamo pronto riscatto nella tappa a cronometro, ma a fine giornata la nostra più grande soddisfazione sarà di aver fatto sfoggio della maglia di campione nazionale colombiano con Zanabria. Deludono le nostre aspettative sia Troiani che Hawke che, non sostenuti da una forma giornaliera adeguata concludono lontanissimi dai primi. Migliore dei nostri è allora Davide Martinelli, 16° a 1’34’’ da Jan Barta (Bora-Argon 18) che mette a segno la più classica delle doppiette tappa e maglia, scalzando Bardet (AG2R La Mondiale) e Rui Costa (Lampre-Merida) che lo accompagneranno in quest’ordine sul podio dopo la passerella finale. Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) lontano dai primi.

 

5ª tappa – Passerella finale piatta come un biliardo: entriamo nella fuga di giornata con Troiani. A sorpresa il tentativo riesce ad arrivare fino in fondo e a vincere nello sprint ristretto è Delio Fernandez (W52-Quinta da Lixa) mentre noi ci stacchiamo esausti a 10 dalla meta. Portiamo comunque la maglia blu di miglior scalatore fino al traguardo con Poejo.

 

Bilancio – Una Volta a due facce, per quanto ci riguarda. Deludiamo decisamente in ottica GC, dove sia Alessio Troiani che Ricky Hawke concludono ben fuori da una top 20-25 che sarebbe stata assolutamente alla nostra portata, considerando la cronometro di 34 km. Non riusciamo neanche mai a piazzarci in top 10 di giornata e anche questo è un vero peccato. Riusciamo però a portarci a casa la maglia di miglior scalatore con Amaral Poejo, mettendoci in evidenza col portoghese praticamente tutti in tutte le tappe, e questo ci consente di guardare il bicchiere mezzo pieno. C’è poi anche da dire che gli appuntamenti importanti per noi avranno inizio solo a partire dal prossimo mese, e quindi qui in Portogallo possiamo ritenere di aver comunque messo altra benzina nelle gambe.

 

Classifica generale Volta ao Algarve

 

1° Jan Barta (Cze) Bora-Argon 18 in 17h02’00’’

 

2° Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale a 20’’

 

3° Rui Costa (Por) Lampre-Merida a 31’’

 

4° Rigoberto Uran (Col) Etixx-Quickstep a 32’’

 

5° Vasil Kiryenka (Blr) Team Sky a 40’’

 

6° Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal a 1’02’’

 

7° Dries Devenyns (Bel) IAM Cycling a 1’04’’

 

8° Alberto Contador (Esp) Tinkoff-Saxo a 1’11’’

 

9° Jonathan Castroviejo (Esp) Movistar Team a 1’11’’

 

10° Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky a 1’30’’

 

 

46° Alessio Troiani (Ita) Acqua&Sapone a 4’55’’

 

Resoconto delle tappe

 

1ª tappa Faro-Albufeira 205.7 km– Matteo Pelucchi (Ita) IAM Cycling

 

2ª tappa Lagoa-Lagoa 194.2 km – Matti Breschel (Den) Tinkoff-Saxo

 

3ª tappa Portimao-Alto Do Malhao 193.8 – Rui Costa (Por) Lampre-Merida

 

4ª tappa Castro Marim-Tavira 34.8 km (ITT) – Jan Barta (Cze) Bora-Argon 18

 

5ª tappa Almodovar-Vilamoura 95 km – Delio Fernandez (Esp) W52-Quinta da Lixa

 

 

Fotobook

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Salomon Zanabria con la maglia di campione colombiano a cronometro

 

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Amaral Poejo porta sul podio finale la maglia azzurra di leader del GPM

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Ster van Zwolle

 

Effettivo Acqua&Sapone: G. Pagliaccetti, R. Gramaccini, O. Rossi, S. Consonni, J. Bosak, D. Martinelli, F. Ganna

 

Continuiamo la nostra stagione delle “classiche” per recarci questa volta in Olanda, dove su un percorso più piatto di una tavola da surf, tra Rotterdam e Utrecht, si svolge la Ster van Zwolle. Noi andiamo tutti per Gino Pagliaccetti, capitano unico, che sarà supportato da Romolo Gramaccini, Orazio Rossi, Simone Consonni, Jindrich Bosak, Davide Martinelli e Filippo Ganna.

 

Resoconto

 

Rimaniamo, purtroppo, ingabbiati tra gli uomini della Metec – TKH, e infatti sul traguardo di Rotterdam siamo secondi preceduti solo dal padrone di casa Johim Ariesen mentre terzo è il suo pesce pilota, l’altro olandese Remco Te Brake.

 

Bilancio – Cogliamo un altro piazzamento di rilievo e pur senza vincere possiamo ritenerci soddisfatti. Peccato per la scarsa forma giornaliera, che ci impedisce di fare ancora meglio.

 

Ordine d’arrivo Ster van Zwolle

 

1° Johim Ariesen (Ned) – Metec – TKH in 3h39’54’’

 

2° Gino Pagliaccetti (Ita) – Acqua&Sapone s.t.

 

3° Remco Te Brake (Ned) – Metec – TKH  s.t.

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Clasica de Loulé

 

Effettivo Acqua&Sapone: G. Pagliaccetti, R. Gramaccini, O. Rossi, S. Consonni, J. Bosak, D. Martinelli, F. Ganna, A. Poejo

 

Continuiamo il nostro tour europeo passando per il Portogallo, per correre la Clasica de Loulé. Portiamo gli stessi uomini che hanno nella giornata precedente hanno ben figurato in Olanda, puntando ancora una volta su Gino Pagliaccetti. Questi sarà ancora una volta assistito da Romolo Gramaccini, Orazio Rossi, Simone Consonni, Jindrich Bosak, Davide Martinelli e Filippo Ganna e dal rientrante Amaral Poejo.

 

Resoconto

 

Con una gestione perfetta della gara, ci portiamo a casa un’altra bella vittoria, la prima del mese di marzo, con Pagliaccetti. Questa volta però il 21enne piemontese non si accontenta di vincere in uno sprint a ranghi compatti, ma va ad imporsi andando ad attaccare in prima persona, riprendendo il pericoloso fuggitivo Gaetan Bille (Vérandas Williams) e poi bruciando il duo al suo inseguimento, formato da Byron Guama (Ecuador) e Adam Stachowiak (Kolss BDC Team).

 

Bilancio – Giornata perfetta per la nostra squadra. Lavorano tutti senza risparmiarsi per Pagliaccetti, chiudendo anche su un paio di tentativi molto pericolosi comprendenti alcuni dei favoriti e in questo caso siamo bravi nel non scomporci per andarcela a giocare nel finale. Qui non possiamo fare altro che bearci della forza di Pagliaccetti che in questa categoria dimostra di non avere alcun rivale: abbiamo davvero trovato il nuovo Sagan, anche a giudicare da come ci hanno corso contro gli avversari. Ma la cosa non preoccupa per nulla il D.S. Amadio che ha tutta l'intenzione di far crescere al meglio il nuovo campione azzurro.

 

Ordine d’arrivo Clasica de Loulé

 

1° Gino Pagliaccetti (Ita) – Acqua&Sapone in 3h51’09’’

 

2° Byron Guama (Ecu) – Team Ecuador s.t.

 

3° Adam Stachowiak (Pol) – Kolss BDC Team s.t.

Fotobook

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Secondo centro stagionale per Gino Pagliacetti!

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G.P. Izola Butan Plin

 

Effettivo Acqua&Sapone: P. Brugger, D. Zagar, E. Affini, V. Karpenko, S. Zanabria, G. Moscon, N. Sovegni, A. Troiani

 

Portogallo, ma non solo. Nello stesso giorno della Clasica de Loulé, infatti, ci sdoppiamo per recarci in Slovenia a disputare il G.P. Izola. Visto il percorso collinare, portiamo una squadra piena di scattisti, che sarà capitanata dall’austriaco Paskal Brugger e dal kazako Vyacheslav Karpenko. A supportarli ci saranno in prima fila tre azzurri che, in altre circostanze, avrebbero benissimo potuto giocarsi le proprie carte in prima persona: Edoardo Affini, Alessio Troiani e Gianni Moscon. Completano la selezione Dwayne Zagar, Salomon Zanabria e l’altro azzurro Niccolò Sovegni. Partiamo senza particolari ambizioni, visto che si tratta di una gara che affrontiamo soprattutto in preparazione dei prossimi appuntamenti, Strade Bianche su tutti.

 

Resoconto

 

Nonostante il percorso non sia così selettivo come pensavamo, con due strappetti di poche centinaia di metri a caratterizzare il circuito finale, riusciamo comunque a portarci a casa un’altra bella vittoria con Brugger, che sfrutta il lavoro eccellente di Karpenko per fare il vuoto sull’ultimo muro ed involarsi tutto solo verso il traguardo, resistendo al rientro del gruppo, regolato da Denis Kostyuk (Kolss BDC Cycling) su Tomasz Marczynski (Torku Seker Spor).

 

Bilancio – In Continental non ci ferma davvero più nessuno: prendiamo in mano la corsa fin dall’inizio e imponendo il nostro ritmo chiudiamo su un attacco di 12 che poteva crearci qualche piccolo grattacapo. Paskal Brugger, sorretto da un’ottima forma giornaliera, può allora dare sfogo a tutte le sue qualità sui brevi strappi per regalarsi la sua prima vittoria stagionale, che è anche la nostra seconda nel mese di marzo. avanti così!

 

 

Ordine d’arrivo G.P. Izola Butan Plin

 

1° Paskal Brugger (Aut) – Acqua&Sapone in 3h26’40’’

 

2° Denis Kostyuk (Ukr) – Kolss BDC Cycling s.t.

 

3° Tomasz Marczynski (Pol) – Torku Seker Spor s.t.

 

Fotobook

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Paskal Brugger fa il vuoto sull'ultimo strappo
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L'austriaco Paskal Brugger mostra i muscoli sul traguardo di Izola

 

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Trofej Umag

 

Effettivo Acqua&Sapone: J. Bosak, R. Gramaccini, N. Sovegni, F. Ganna, S. Consonni, D. Martinelli, E. Affini, O. Rossi

 

Dalla vicina Slovenia giungiamo in Croazia dove siamo di scena al Trofej Umag, semiclassica del calendario croato dove ci presentiamo al via senza particolari ambizioni, ma con una formazione polivalente che avrà in Jindrich Bosak il capitano in caso di un arrivo a ranghi compatti e Edoardo Affini in caso di corsa maggiormente selettiva. Completano la selezione Romolo Gramaccini, Niccolò Sovegni, Filippo Ganna, Simone Consonni, Davide Martinelli e Orazio Rossi.

 

Resoconto

 

Percorso troppo semplice per provare qualcosa anticipando e allora ci buttiamo senza remore in volata con Bosak e cogliamo un’ottima ottava piazza allo sprint. Per la cronaca a vincere è Adam Stachowiak (Kolss BDC Cycling) su Easter Griffin (Airgas – Safeway Cycling Team) e l’azzurro Andrea Pasqualon (Roth – Skoda) che parte forse troppo presto buttando al vento una possibile vittoria.

 

Bilancio - Non siamo i più forti in gara, anzi. Comunque non sfiguriamo assolutamente e ce ne possiamo tornare a casa abbastanza soddisfatti e con qualche punto in saccoccia.

 

Ordine d’arrivo Trofej Umag

 

1° Adam Stachowiak (Pol) Kolss BDC Cycling in 3h29’26’’

 

 Easter Griffin (Usa) Airgas – Safeway Cycling) s.t.

 

3° Andrea Pasqualon (Ita) Roth – Skoda s.t.

 

 

8° Jindrich Bosak (Cze) Acqua&Sapone s.t.

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