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[Uci Pro Tour] Ronde van Vlaanderen / Giro delle Fiandre


emmea90

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Giro delle Fiandre, l'analisi del percorso

La splendida notizia è che tra i 17 muri che caratterizzano l'edizione 2008 del Giro delle Fiandre, torna il Koppenberg. Una delle erte simbolo (se non "la") sarà la numero 7 e sarà affrontata intorno al km 195 di corsa. Dopo un anno di soppressione del muro che spesso ha costretto - e costringerà - tanti atleti a mettere il piede a terra, torna dunque lo spauracchio principe della corsa, il classico punto dove - scusate la banalità - non si capirà chi può vincere il Fiandre, ma sicuramente si capirà chi non lo può vincere. Così, più che spulciare l'ordine d'arrivo di dodici mesi fa, per un'analisi completa della corsa, bisogna risalire al 2006. E forse non è un caso che il "padrone di casa" Boonen, dopo due successi (2005 e 2006, appunto), abbia ciccato l'edizione "facile" della corsa, quella con ritmi alti, minor selezione e tanti uomini davanti. Più in particolare, i 17 muri saranno i seguenti: Kluisberg, Nokereberg, Molenberg, Wolvenberg, Oude-Kvaremont (e qui si inizierà a far sul serio), Paterberg, Koppenberg, Steenbeekdries, Taaienberg, Berg Ten Stene, Leberg, Berendries, Valkenberg, Tenbosse, Eikenmolen, Muur-Kappelmuur (conosciuto anche come "Muro di Grammont") e Bosberg. Il primo muro è piazzato poco prima del km 100 di corsa, l'ultimo poco dopo il km 250, ad una quindicina di km dall'arrivo. Vediamo chi sono i principali favoriti.

Cicloweb.it

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Ballan: «Si, penso di essere pronto per il bis al Fiandre»

«E’ un altro ciclismo, ma è “il” ciclismo. E’ la sfida assoluta, un confronto con gli altri ma soprattutto con se stessi. A queste latitudini il ciclismo acquista un valore e un fascino tutto particolare. Sarà per via del tempo, dell’aria, di quei sapori che sanno di caminetto, legna e muschio. Sarà per via dei muri, di quelle folle oceaniche, di quella festa che è festa per davvero, sarà per tutto quello che volete, ma il Giro delle Fiandre è davvero qualcosa di unico».

Alessandro Ballan, l’uomo d’Italia più adatto alle «classiche del nord» è pronto alla grande «campagna del nord» che scatta domani con l’edizione numero 92 del Giro delle Fiandre. Nel suo cuore e nella sua mente due obiettivi su tutti: la «classica dei muri», che ha domato un anno fa, e la «regina delle classiche», la Roubaix del 13 aprile, sogno proibito e nemmeno tanto nascosto.

«Un labirinto di strade strette e tortuose, terribili con il sole e il gelo, infide quando piove o nevica. E per domani è previsto brutto tempo…», dice il veneto della Lampre, la formazione diretta da Beppe Saronni.

«C’è così tanta passione - ci spiega Ballan - che mi era venuta voglia di traslocare qui, almeno per un mese l’anno. Da queste parti sanno tutto di ciclismo, qui è davvero lo sport più popolare in assoluto. Io sono per loro un mito, in Italia dovrei almeno vincere altri due Fiandre, per essere davvero considerato in Italia».

L’Italia del pedale lo aspetta, e lui si dice pronto. «Se mi sento il favorito? Si, lo ammetto. Mi sento il favorito, a parte Cancellara (vincitore dell’Eroica davanti a Ballan, della Tirreno e della Sanremo, ndr), che se va come nell’ultimo mese saranno dolori per tutti. Ma lui è lui, e gli altri non mi spaventano più di tanto. Sto bene, e mi sento agli stessi livelli dello scorso anno. Chi dovrò tenere d’occhio? Tutti e nessuno. Su queste strade occorre avere grandi gambe e occhio svelto. Cancellara se lo aspettato un po’ tutti, Boonen si nasconde ma ci sarà, poi ci saranno anche Gilbert e Chavanel, così come Hoste. Gli italiani? Oltre al sottoscritto vedrete che Filippo Pozzato farà molto bene, e con lui anche Quinziato e Gasparotto».

Un appuntamento, quello di domani, che vale da solo un'intera stagione. «Siamo solo all’inizio, eppure chi si porterà a casa questa corsa potrà vivere di rendita. In pratica può già andare in ferie».

Il menù della 92° edizione del Giro delle Fiandre prevede la scalata di 17 «muri», irti, stretti e pendenti come mulattiere, ma anziché essere sterrati, sono lastricati di pavé. Il primo «muro», il Klusberg, sarà affrontato dopo 99 chilometri di corsa. Gli ultimi saranno il «muro» per eccellenza, quello di Grammont, a 15 chilometri dal traguardo e il Bosberg a 12. Partenza da Bruges, arrivo a Ninove dopo 264 chilometri di corsa.

Diretta su Eurosport dalle ore 13. Su Rai 3 dalle 15.10.

Tuttobiciweb.it

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Forza ale sono con te!

l' unico pericolo è cancellara ma sui muri nn lo vedo all' altezza di ballan...

attenzione a gilbert, steegmans e gasparotto...

ci sono almeno 20 corridori che possono vincere questo fiandre...

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Bentornato Koppenberg

Cresce l'attesa per il Fiandre

Festeggiare la Settimana Santa due settimane dopo Pasqua per i belgi non è certo un’anomalia, tant’è che domani il Giro delle Fiandre, seconda prova di un insulso ed insensato ProTour, darà il via alle danze nell’Inferno del Nord.

Sarà innanzitutto il Fiandre dei ritorni. Ritorna infatti dopo un anno di riposo e riassestamento della pavimentazione il mitico Koppenberg, uno dei 17 muri (forse il più difficile, sicuramente all’inizio il più selettivo) che dev’essere scalato quando i corridori avranno già 195 km nelle gambe (264 i km da compiersi). Prima che al Koppenberg fosse assegnato un anno sabbatico eravamo rimasti con Boonen negli occhi che lo risaliva in solitaria, una potenza ed una facilità disarmanti, sembrava pedalasse su delle scale mobili ed invece era su un muro in pavè che picchia veramente duro, con punte del 22%. Era l’uomo da battere in quell’edizione, ne fu il dominatore.

Quest’anno il parco partenti offre molte soluzioni possibili, seppure l’uomo faro sia comunque presente. Non si chiama Tom ma Fabian ed i due hanno in comune solo il fisico da marcantonio. La CSC ed il suo capitano Fabian Cancellara saranno infatti i più controllati di questo 92esimo Giro delle Fiandre, specie dopo il numero che il bernese ha piazzato in quel di Sanremo, due weekend fa. Ora, Cancellara è in ottima forma dal Giro di California, potrebbe trovarsi in calando essendo rimasto per ben più di un mese su standard molto elevati. E’ un’ipotesi, certo, ma se lo svizzero giocherà le sue carte come si deve potrebbe ripetersi la scena di Sanremo, cambierà solo il traguardo.

Il punto chiave della corsa - oltre al Koppenberg – sarà quasi presumibilmente il Muur, penultima asperità (l’ultima è il poco impegnativo Bosberg) di questa emozionante classica. Lì l’anno scorso Ballan sferrò il suo attacco al Re Boonen, che sul Kapelmuur finì letteralmente in croce e venne tagliato fuori dai giochi. Qui conterà la freschezza dopo 249 km di corsa dura più che la pendenza.

Quest’anno bisognerà inventarsi qualcos’altro, costringere la squadra più forte in gara (e forse al mondo) a lavorare da sola ed attaccarla fin da subito. La CSC infatti, oltre a Cancellara, si avvarrà di nordisti come O’Grady, Arvesen, Kroon, Bak e Breschel, solo per dire cinque nomi. Attaccarli allo sfinimento potrebbe essere un’alternativa all’arrivo solitario di Cancellara, che nel 2007 in questa gara cercò invano di anticipare il gruppo con una fuga a breve gittata e dalla scarsa efficacia.

Stupido sarebbe non considerare il vincitore uscente Ballan che potrà avvalersi dell’esperienza di Baldato e della freschezza dello sloveno Simon Spilak, un’arma da giocare in caso di crisi del campione veneto.

Qui in Belgio, come si può notare, le squadre non hanno portato al seguito un barbiere per i corridori. Ecco così spiegata la presenza di tante doppie punte, specie nelle corazzate che vorranno (e potranno) portarsi a casa questo Giro delle Fiandre come Liquigas, Quick Step e Silence – Lotto. Pippo Pozzato potrà contare infatti sul preziosissimo aiuto del crossista Franzoi, uno che sa come padroneggiare il mezzo, oltre che di Quinziato, uscito ottimamente dalla 3 Giorni di La Panne, e Corioni, che al Nord si sono sempre ben comportati. La Quick Step punterà tutto su Boonen (specie dopo il forfait di Bettini) con Devolder, Steegmans e De Jongh a coprire. La Silence – Lotto annovera tra le proprie fila il tre volte piazzato Leif Hoste: sicuramente la squadra lavorerà perché il suo uomo non venga ricordato come il Boogerd del pavè, ossia eterno secondo. Pronti a rispondere ”presente” in caso di défaillance di Hoste sono Gardeyn (che però non sembra essere in ottime condizioni fisiche), Tjallingii ed il gioiellino Van Avermaet, un giovane forse non in grado di vincere una classica monumento ma capace già di imporsi in corse inferiori. Da non sottovalutare inoltre la Barloworld di Gasparotto e Baden Cooke ed i gasatissimi (specie dopo la Sanremo) Nuyens e Gilbert, che sembrano esser giunti alla stagione della verità.

Un occhio di riguardo (ma solo da Aigle) andrà ad André Greipel, che vorrà guadagnare qualche briciola per incrementare la sua attuale leadership nel ProTour, sebbene le caratteristiche del percorso non siano compatibili con quelle del giovane velocista della High Road. Due occhi di riguardo andranno invece ad un altro ritorno, se così si può chiamare. Il ritorno nell’Olimpo del ciclismo (seppur per un breve periodo) dell’Astana, che schiererà ai nastri di partenza due draghi del Nord come Tomas Vaiktus e Vladimir Gusev, i quali al Fiandre 2007 fecero rispettivamente 5° e 6°, lottando fino all’ultimo per cercare di riacciuffare la testa della corsa. Li si è già visti belli in palla a La Panne e l’abilità sui muri unita alla rabbia agonistica di questo team per l’esclusione da parte di ASO e RCS da tutti i loro appuntamenti potrebbe essere determinante quindi non ci stupiremmo affatto di vedere un giovane talento come Gusev lottare per il podio. Il condizionale è indotto dal fatto che questi ragazzi hanno disputato davvero poche corse nel 2008 e potrebbero non farsi trovar pronti al momento opportuno anche se la voglia di dimostrare che sono ben presenti nel panorama ciclistico mondiale è davvero tanta.

Attenzione al meteo, perché se in Italia ci stiamo godendo il primo tiepido sole non è lo stesso per il Belgio. Le previsioni per domani ipotizzano qualche spruzzo qua e là e temperature invernali, con le minime a 2 gradi e le massime a 6. Sicuramente il fattore meteorologico potrebbe rendere la corsa più spettacolare (dove la spettacolarità non è data dal maggior numero di cadute, sia chiaro!) e mischiare le carte in tavola come in una tormenta di neve.

I candidati alla vittoria di domani, dunque, sono molti ma certo è che verrà marcato stretto e seguito anche al bagno (e qui, per una volta, non c’entrano i controlli a sorpresa) dagli avversari il solo Cancellara, l’uomo del momento. Far sì che la sua CSC e lui stesso giungano al Muur, o comunque nelle fasi calde della gara con poca lucidità sarà compito degli avversari. Di certo se il bernese avrà ancora nelle gambe la forza per compiere l’acuto sanremese non ci sarà che da lottare per la piazza d’onore, mentre discorso diverso potrà farsi se Cancellara sarà come quelle canzoni che vincono il Festival senza però incassare un soldo al botteghino.

I grandi “se” del ciclismo, gli interrogativi sulla condizione del favorito numero uno e la possibilità di venire smentiti (o meno) rendono questo sport e renderanno la corsa di domani ancora più avvincente.

(cicloweb)

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Si chiama gioco di squadra...

alla quick step interessa vincere, non vincere con Boonen...

e poi vincere con la maglia di campione del belgio...

è una figata!!!!!!! :mrgreen:

PS. sembra un pò la vittoria di o'grady della roubaix del 2007...

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No ovvio che non doveva tirare, ma nemmeno lasciarlo andare.

Devolder ha fatto una cosa grandissima!

Ma Boonen deve solo rammaricarsi perchè vedrete che se non vince la Roubaix, la stampa belga e tutti i belgi considereranno la sua stagione da buttare e gli romperanno, come è successo quest' anno nonostante la maglia verde al tour.

Cmq secondo me gli hanno detto a Devolder di fermarsi e lui ha buttato l' auricolare, difatti dopo il Grammont lo si vedeva conversare con una moto per sapere che succedeva dietro.

Grandissimo flop di Cancellara e di Pozzato, che parla parla, ma alla fine....

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La storia: Labbè decimo al Fiandre. Ma si è ritirato...

Al decimo posto dell'ordine d'arrivo del Giro delle Fiandre, ordine d'arrivo ufficiale, si legge il nome del francese Arnaud Labbè della Bouygues Telecom. Un nome inatteso, un outsider che trova la giornata di grazia? In realtà nulla di tutto questo, perché la giornata del corridore della Bouygues Telecom è stata ben più sfortunata: coinvolto infatti in una delle tante cadute della giornata, Labbè si è procurato una forte contusione al polso, è stato costretto al ritiro e domattina si sottoporrà a radiografie perché i sanitari del team temono fratture. Eppure nell'ordine d'arrivo ufficiale, anche dopo tante ore dalla conclusione della corsa, il nome di labbè continua a campeggiare al decimo posto.

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ma scusa....che cazzo gliene fregava a boonen di andare a riprendere devolder??? cioè...è ovvio, lui non tira, e se lo prendono è quello che ne ha di più...e in teoria vince...sicuramente se con devolder c'erano altri 3/4 corridori, lui non avrebbe tirato perchè aveva boonen dietro...cioè...sono cose logiche del ciclismo

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Devolder si prende il Fiandre

Il campione belga della Quick Step beffa il gruppo e si aggiudica in solitaria il Giro delle Fiandre. Quarto Ballan, vincitore nel 2007, sesto Pozzato

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Stijn Devolder, 28 anni, sugli ultimi muri del Fiandre. Reuters

MEERBEKE (Belgio) - I grandi si guardano e nel finale hanno le gambe in riserva. Così il 92° Giro della Fiandre premia il belga Stijn Devolder, 28 anni, campione nazionale, che vince con un attacco sull’Eikenmolen, il 15° Muro, a 25 chilometri dall’arrivo. Sul traguardo di Meerbeke ha preceduto di 15" il connazionale Nick Nuyens e lo spagnolo Juan Antonio Flecha; quarto, a 21", Alessandro Ballan, che ha battuto Hincapie e Pozzato.

TALENTO - Devolder, che corre nella Quick Step di Tom Boonen, non è un gregario qualsiasi. Anzi, viene considerato uno dei migliori giovani della sua generazione. Professionista dal 2002, è cresciuto nella Us Postal di Lance Armstrong, che poi l’ha voluto anche alla Discovery Channel. Fortissimo a cronometro e nelle brevi gare a tappe, ha indossato la maglia di leader della Vuelta nel 2007. Da questa stagione è nella corazzata belga. Anche se non avesse vinto, Devolder al Fiandre è stato il più forte: capace di proporre almeno quattro attacchi di gran qualità, per scardinare la corsa a vantaggio del suo capitano Boonen. Il primo sul Koppenberg (7° Muro, km 195), quando ha consentito a Boonen di accelerare e intimorire tutti; poi sul Leberg (11° Muro, km 216), sul Valkenberg (km 13, km 227) quando era in fuga con Ballan, e infine sull’Eikenmolen. Doveva essere un’azione per favorire Boonen, in realtà Devolder è andato così forte che dietro nessuno ha cercato veramente di inseguirlo. Anche perché Boonen, per quanto aveva dimostrato, faceva paura in volata. "E’ un sogno vincere questa gara con la maglia di campione nazionale", ha detto commosso Devolder.

ITALIANI - Alessandro Ballan, primo nel 2007, ha onorato il numero uno. Ha subìto una caduta dopo una settantina di chilometri (coinvolto anche Enrico Franzoi: ha battuto il ginocchio, ma nessuna frattura), si è rialzato e a 41 km dalla conclusione, dopo un bel testa a testa con Boonen sul Berendries, ha tirato fuori la fuga con Devolder, Hincapie, Kroon e Langeveld. Hanno avuto fino a 26" ai meno 30 km, quando la Liquigas di Pozzato ha tirato alla morte per chiudere. "Ci ho provato, se Devolder avesse collaborato si sarebbe potuti arrivare. E in quell’azione ho sprecato un po’ troppo. A quel punto ho cercato il piazzamento: e fare quarto, battendo Pozzato e Boonen in volata, vuol dire che c’ero". Sul Grammont il primo a scattare è stato lo spagnolo Flecha, imitato poi da Nuyens. Ma Devolder è passato in cima con 16" di vantaggio, e li ha gestiti agevolmente nel finale. Deluso Filippo Pozzato: "Abbiamo corso benissimo come squadra, ma mi sono mancate le gambe, non cerco scuse". La campagna del pavé prosegue mercoledì con la Gand-Wevelgem e domenica con la Parigi-Roubaix. In gara sia Ballan sia Pozzato.

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Fiandre, svelato il mistero: il decimo posto è di Johansen

C'è voluta tutta una notte di riflessione e di ricerca... Solo stamane, infatti, sul sito ufficiale dell'Uci Pro Tour, infatti, è apparso l'ordine d'arrivo ufficiale del Giro delle Fiandre con la verità ristabilita: al decimo posto della classica dei Muri si è piazzato il danese Allan Johansen (nella foto) della CSC e non, come annunciato ieri, il francese Labbè, che era stato vittima di una caduta ed era stato costretto al ritiro.

Tuttobiciweb.it

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