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Veramente Cancellara ha vinto la Roubaix a 25, e in ogni caso io non mi aspettavo di attendere il 2016 per vedere questa vittoria (sono certo che non se l'aspettasse neanche lui), che però in parte è stata più bella anche per l'attesa e perché non è venuto tutto così semplice.

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Un anno fa dicevo di aspettare, perché Cancellara le sue prime classiche le ha vinte a 26 anni.

 

Sì in fondo, con Sagan, spesso ci si dimentica che ha ancora 26 anni, e che quindi è più giovane del nostro "giovane" Ulissi, per dire. Poi vabeh, la storia di ogni corridore è diversa, per cui parlando di un corridore alla settima stagione da pro' e che ha iniziato a vincere da subito, non si può nemmeno paragonare Sagan al pur coetaneo Rowe, per dire, che ha molti più margini di crescita essendo, di fatto, alla sua seconda campagna del nord e alla prima con responsabilità individuali. Sagan ha più senso paragonarlo ad un Vanmarcke o a un Boom, quanto a livello di maturià raggiunta: confronto, cmq, che resta impietosamente a favore di Sagan, non lo voglio certo ridimensionare :wink:

 

Dico solo che la parabola di Sagan penso/temo risulterà più anticipata di quella di Cancellara: non ce lo vedo a 35 anni ancora là davanti a battagliare coi primi, penso che siano questi gli anni della sua piena maturità e che fra 5-6 stagioni, con la pancia bella piena, si ritirerà o cmq non sarà più competitivo nelle classiche monumento. Ma ripeto, è assolutamente normale che sia così.

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  • Admininistrators

Io vorrei capire cosa vuol fare Sagan più che altro. Se diventare un corridore da pietre e quindi fare ogni anno Fiandre/Roubaix o provare a prendere strade diverse alla Wiggins. Perché per me ad oggi Sagan è l'unico corridore che può vincere tutte e 5 le monumento. Liegi e Lombardia compresi - quest'ultimo se su un percorso come quello di 2 anni fa dove nel finale c'era pure Kwiatkovski. L'ultimo fu Gilbert che però dopo le Ardenne continuò ad insistere su quelle quando per me avrebbe potuto vincere un Fiandre. Mi dispiacerebbe vedere Sagan insistere sulle pietre dopo aver vinto la Roubaix (perchè la vincerà, se non quest'anno nei prossimi 2-3)

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Dico solo che la parabola di Sagan penso/temo risulterà più anticipata di quella di Cancellara: non ce lo vedo a 35 anni ancora là davanti a battagliare coi primi, penso che siano questi gli anni della sua piena maturità e che fra 5-6 stagioni, con la pancia bella piena, si ritirerà o cmq non sarà più competitivo nelle classiche monumento. Ma ripeto, è assolutamente normale che sia così.

A 35 anni ci si può arrivare competitivi (magari non come Cancellara, ma lì più che questione di calo fisico è questione di testa), il difficile è fare come Museeuw ad esempio. Lì davvero si può parlare di una parabola completamente differita rispetto alla maggior parte degli atleti.

 

Io vorrei capire cosa vuol fare Sagan più che altro. Se diventare un corridore da pietre e quindi fare ogni anno Fiandre/Roubaix o provare a prendere strade diverse alla Wiggins. Perché per me ad oggi Sagan è l'unico corridore che può vincere tutte e 5 le monumento. Liegi e Lombardia compresi - quest'ultimo se su un percorso come quello di 2 anni fa dove nel finale c'era pure Kwiatkovski. L'ultimo fu Gilbert che però dopo le Ardenne continuò ad insistere su quelle quando per me avrebbe potuto vincere un Fiandre. Mi dispiacerebbe vedere Sagan insistere sulle pietre dopo aver vinto la Roubaix (perchè la vincerà, se non quest'anno nei prossimi 2-3)

Non so se Gilbert avrebbe potuto vincerlo il Fiandre, ci è andato vicino in un'edizione strana, e in più quell'anno andava molto più forte che negli anni successivi, in cui si inventava qualche numero sul solito Cauberg ogni tanto, ma non vinceva classiche a ripetizione. Insomma, ha avuto la grande occasione, non credo l'avrebbe mai più avuta.

 

Per il resto concordo, ci può provare, a un certo punto della sua carriera anche Cancellara sembrava voler prendere quella strada (in fondo al Mondiale di Mendrisio aveva detto la sua), poi probabilmente non si è sentito di buttare altre possibili vittorie sul pavé (già gli incidenti e le cadute possono toglierti molto in queste corse) per andare a giocarsi corse meno adatte.

 

Sulla possibilità di prendere una strada alla Wiggins non vedo grandi prospettive, sia perché in generale non lo vedo molto possibile, sia perché in questo momento storico (avendo vinto il Mondiale e un Fiandre), non lo vedo molto opportuno.

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Io vorrei capire cosa vuol fare Sagan più che altro. Se diventare un corridore da pietre e quindi fare ogni anno Fiandre/Roubaix o provare a prendere strade diverse alla Wiggins. Perché per me ad oggi Sagan è l'unico corridore che può vincere tutte e 5 le monumento. Liegi e Lombardia compresi - quest'ultimo se su un percorso come quello di 2 anni fa dove nel finale c'era pure Kwiatkovski. L'ultimo fu Gilbert che però dopo le Ardenne continuò ad insistere su quelle quando per me avrebbe potuto vincere un Fiandre. Mi dispiacerebbe vedere Sagan insistere sulle pietre dopo aver vinto la Roubaix (perchè la vincerà, se non quest'anno nei prossimi 2-3)

 

non capisco il paragone con Wiggins se poi mi parli di Liegi e Lombardia, a meno che tu non intenda il Sir come esempio di radicale metamorfosi del corridore: perché in questo senso penso anch'io che un domani potrebbe puntare anche alle due monumento che sulla carta, per ora, gli sono precluse, ma mi sembra cmq un discorso prematuro: fino a ieri si rimproverava a Sagan di non avere ancora vinto una grande classica, ora non vorrei si dessero per scontate caterve di Fiandre e Roubaix nei prossimi anni, perché ogni stagione è diversa e gli stessi Cancellara e Boonen hanno attraversato stagioni di buio, vuoi per cadute ma anche per semplici annate da dimenticare (Cancellara, in particolare, ha avuto due-tre anni di buco per i motivi più vari tra il 2007 e il 2009 che ora non ci ricordiamo, ma nei quali sulle pietre ha combinato veramente poco, eccetto un secondo posto alla Roubaix).

 

Rimane il fatto che mi stupirei a vedere Sagan vincere una Liegi, già meno un Lombardia, ma perché correndosi a fine stagione subentrano molte altre variabili rispetto alla sola propensione per il tipo di corsa in particolare: vedi anche il bis di Bettini che, in precedenza, non aveva invece mai combinato granché su quelle strade.

 

per Ian: quando dico di non vedere Sagan ancora in bici fra 10 anni, oltre alle considerazioni sul fatto che probabilmente la sua esplosione così precoce coinciderà con una parabola in generale più anticipata e simile ai grandi corridori del passato (Hinault s'è ritirato a 32 anni ancora da compiere e più o meno a quell'età Merckx ha smesso di essere cannibale ed è diventato un corridore "normale") penso anche che uno come Sagan - se come gli auguro verso i 30 avrà vinto tutto quel che aveva da vincere in questo sport, per lo meno sulle pietre - per il tipo di personaggio che è, avrà sicuramente mille proposte a cimentarsi in altri ambiti: insomma, secondo me nel 2025 sarà più probabile vederlo a ballare con le stelle, a girare un film o a presentare la sua linea di abbigliamento, piuttosto che a cercare di vincere la sua prima Liegi

Edited by smec-easyjet
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 più o meno a quell'età Merckx ha smesso di essere cannibale ed è diventato un corridore "normale"

C'è anche da dire sul calo prematuro di Merckx (almeno nei GT) che probabilmente ebbe la sua importanza quella caduta su pista del 69, per il resto concordo, anche perché più o meno ha smesso di correre alla stessa età di Hinault, proprio perché tanti anni ad alto livello logorano, soprattutto a livello mentale. Non parliamo poi dei corridori da GT, che alla pressione delle corse devono sommare lo stress di regimi alimentari ancora più stretti.

 

Di solito chi continua oltre i 35 anni è perché ha qualche traguardo da tagliare (Cipollini doveva conquistare la Sanremo prima di smettere ed eventualmente prendersi il record di tappe al Giro, Vinokourov voleva l'Olimpiade ecc). Il mistero è Rebellin, che ha cominciato tra i professionisti 25 anni fa, e non so da cosa sia mosso in tutta onestà... il che lo rende ancora più ammirevole d'altronde.

 

 

perché ogni stagione è diversa e gli stessi Cancellara e Boonen hanno attraversato stagioni di buio, vuoi per cadute ma anche per semplici annate da dimenticare (Cancellara, in particolare, ha avuto due-tre anni di buco per i motivi più vari tra il 2007 e il 2009 che ora non ci ricordiamo, ma nei quali sulle pietre ha combinato veramente poco, eccetto un secondo posto alla Roubaix).

Sì, su questo c'è da dire che probabilmente Cancellara s'è concentrato sulle pietre proprio dal 2010, anche perché prima aveva altri obiettivi da coronare (restare ai vertici a cronometro per vincere l'oro olimpico, cercare di vincere il Mondiale di casa su su un percorso abbastanza ostico... tutte cose che gli hanno richiesto preparazione specifica e che hanno drenato qualche energia... ci aggiungerei anche il Giro di Svizzera, che nonostante la grossa mano degli organizzatori per lui rimaneva abbastanza impegnativo). Poi dal 2010 effettivamente salvo infortuni era sempre là, ma anche perché puntava prevalentemente su queste corse, anche a discapito delle altre.

 

Alla Roubaix 2007 comunque ricordo che ammise di non aver trovato una grande forma e diede via libera al compagno O'Grady.... edizione davvero strana quella

Edited by ian
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C'è anche da dire sul calo prematuro di Merckx (almeno nei GT) che probabilmente ebbe la sua importanza quella caduta su pista del 69, per il resto concordo, anche perché più o meno ha smesso di correre alla stessa età di Hinault, proprio perché tanti anni ad alto livello logorano, soprattutto a livello mentale. Non parliamo poi dei corridori da GT, che alla pressione delle corse devono sommare lo stress di regimi alimentari ancora più stretti.

 

Di solito chi continua oltre i 35 anni è perché ha qualche traguardo da tagliare (Cipollini doveva conquistare la Sanremo prima di smettere ed eventualmente prendersi il record di tappe al Giro, Vinokourov voleva l'Olimpiade ecc). Il mistero è Rebellin, che ha cominciato tra i professionisti 25 anni fa, e non so da cosa sia mosso in tutta onestà... il che lo rende ancora più ammirevole d'altronde.

 

 
 

Sì, su questo c'è da dire che probabilmente Cancellara s'è concentrato sulle pietre proprio dal 2010, anche perché prima aveva altri obiettivi da coronare (restare ai vertici a cronometro per vincere l'oro olimpico, cercare di vincere il Mondiale di casa su su un percorso abbastanza ostico... tutte cose che gli hanno richiesto preparazione specifica e che hanno drenato qualche energia... ci aggiungerei anche il Giro di Svizzera, che nonostante la grossa mano degli organizzatori per lui rimaneva abbastanza impegnativo). Poi dal 2010 effettivamente salvo infortuni era sempre là, ma anche perché puntava prevalentemente su queste corse, anche a discapito delle altre.

 

Alla Roubaix 2007 comunque ricordo che ammise di non aver trovato una grande forma e diede via libera al compagno O'Grady.... edizione davvero strana quella

 

beh, Rebellin è mosso chiaramente dalla voglia matta di vendetta nei confronti di tutto l'ambiente che l'ha ostracizzato, e in particolare del ciclismo italiano, che viene puntualmente umiliato ogni volta che il sempre più ultra40enne Davide risulta il migliore dei nostri in questa o quell'altra classica: secondo me come motivazione ce n'è d'avanzo per andare avanti fino a 60 anni, perché è vergognoso il diverso trattamento riservato a lui rispetto ad un Basso o a uno Scarponi, per dire.

 

Quanto a Cancellara, in realtà anche in quegli anni in cui non raccolse grandi risultati, puntava comunque tutta la prima parte di stagione sulle pietre, e me lo ricordo bene perché l'ho sempre avuto in squadra al fantaciclo dal 2006 al 2010 compresi: un anno (mi pare fosse il 2007 o il 2009, ma direi il 2007) è stato limitato da una malattia virale che l'ha debilitato per tutta la prima parte di stagione, un altro anno per una caduta; il che, in quelle stagioni, lo ha poi sempre aiutato ad arrivare fresco alla seconda parte dell'anno e a mietervi sempre grossi risultati, vedi i mondiali a cronometro vinti a ripetizione, i bei mondiali, le tappe e le maglie gialle al Tour ed anche quel Giro di Svizzera che gli avranno pure disegnato su misura, ma che in tempi recenti non sarebbe cmq riuscito a vincere. In sintesi: io credo che Cancellara sia sempre stato molto forte sulle pietre ma che, come d'altra parte è naturale, con il passare degli anni abbia affinato sempre di più quello che era un grandissimo talento ma grezzo e che, sempre a causa del passare degli anni, abbia dovuto giocoforza limitare il suo raggio d'azione ad un range ben preciso di gare: un alleggerimento dei calendari che, per altro, gli ha permesso appunto di arrivare integro ai 35 anni, nonostante pure lui - come tutti i colleghi - abbia alle spalle decine di fratture.

 

Lo stesso Valverde, per restare all'altro highlander ancora in circolazione, che a differenza di Cancellara non ha mai diradato gli impegni nemmeno negli ultimi anni, penso che sia ancora ai vertici grazie anche all'anno e mezzo di stop, che sicuramente gli ha fatto perdere qualche bella corsa, ma che dall'altra parte gli ha allungato la carriera impedendogli di bruciarsi il motore in quello che avrebbe dovuto essere il suo momento di picco assoluto, appena passati i 30.

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