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Inviato

non vorrei esserlo, ma sono abbastanza scettico su quelle persone che dicono di aver visto chissachè e come "prova" dire cosa succedeva nelle altre stanze etc...

Non sono convinto che siano sinceri, è molto facile che tutti loro abbiano testimoniato queste cose solo per essere nominati in articoli come quello. Poi ovviamente, speriamo non sia come ho detto io

  • 2 weeks later...
Inviato

Bubba ma io mi chiedo...

Che ti sei fumato prima di pensare a ste cose :lol: .

Ho visto un servizio che parlava di cose simili vojager...

Inviato

Ah quindi allargo la domanda... Che vi siete fumati per mettervi a parlare di ste robe? :mrgreen: :mrgreen:

Inviato

Personalmente ritengo la morte non prematura come un compimento della nostra vita, che non deve spaventarci ma, essendo la cosa più naturale della natura, dobbiamo accettarla così come viene, senza avere rimorsi accumulati nel nostro esistere.

Epicuro diceva che non dobbiamo spaventarci della morte perchè, quando ci siamo noi lei non c'è, quando c'è la morte non ci siamo noi. Io mi trovo su questa linea di pensiero: non bisogna preoccuparsi tanto della morte in sè, ma prendere atto che la vita trascorre e, per non "morire mai", bisogna lasciare qualcosa alla storia, fare il proprio meglio per diventare "immortali".

L'uomo immortale è infatti colui che sarà ricordato per sempre e solamente uomini di grande caratura come Aristotele, Cesare o Dante, per dirne alcuni, sono immortali poichè il loro pensiero esiste ancora e la cosa più incredibile è che i loro pensieri sono tutt'ora attuali ed è per questo che non moriranno mai, perchè ciò che hanno fatto, pensato o deciso rimarrà nell'eternità dell'uomo, come un eterno presente.

Detto questo, credo che il fine ultimo di ogni uomo sia lasciare ai posteri il proprio genio e la propria unicità, e non "viver come bruti" al sol pensiero che verrà una morte prima o poi.

Inviato

sinceramente a me fregherebbe poco di essere ricordato fra duemila anni

Beh ognuno fa le sue scelte, ma probabilmente lo capirai quando sarai intellettualmente più maturo. Non sto dicendo che sono la maturità fatta in persona eh, però capire l'importanza della cultura è, secondo me, fondamentale per far sì che l'esistenza di una persona sia stata vana. Se nella vita non facessi niente saresti solamente un oggetto tra i tanti, mentre colui che si distingue fra tutti è un individuo unico e "immortale".

Penso però che sia andato un po' off topic, quindi lascio la discussione qui, potrei parlarne per ore delle mie opinioni :)

Inviato

La livella di toto' ti spiega che una volta morti Dante e Peppino il falegname sono persone uguali , ed e' giusto che sia cosi , anche perche' cosa ne sai che Dante non abbia violentato ? o ucciso ? e che magari Peppino non sia stata una migliore persona ??? e poi soprattutto cosa te ne frega di essere ricordato ( ma fra 40 milioni di anni non sara' ricordato nessuno ) se non ci sei ????

L'importanza della cultura e' invece SE ce la portiamo dietro dopo la morte ..infatti non ci si portano dietro certamente i soldi , ne la fama , ne le case ...ma ci portiamo dietro la mente , le buone e le cattive azioni ( la coscienza ) e il rispetto degli altri e ovviamente l'amore degli altri .

Inviato

La livella di toto' ti spiega che una volta morti Dante e Peppino il falegname sono persone uguali , ed e' giusto che sia cosi , anche perche' cosa ne sai che Dante non abbia violentato ? o ucciso ? e che magari Peppino non sia stata una migliore persona ??? e poi soprattutto cosa te ne frega di essere ricordato ( ma fra 40 milioni di anni non sara' ricordato nessuno ) se non ci sei ????

L'importanza della cultura e' invece SE ce la portiamo dietro dopo la morte ..infatti non ci si portano dietro certamente i soldi , ne la fama , ne le case ...ma ci portiamo dietro la mente , le buone e le cattive azioni ( la coscienza ) e il rispetto degli altri e ovviamente l'amore degli altri .

La differenza tra Dante e Peppino il falegname è che uno vive ancora sulla carta, mentre il secondo al massimo su di una pietra nel cimitero di Vattelapesca.

Inviato

non vedo differenza tra il vivere sulla carta o sulla pietra del cimitero ... credimi tra 4 milioni di anni si saranno scordati di tutti e due ...

Per un dante che scrive la divina commedia c'e' un padre che fa sacrifici per farlo studiare , una madre che lo accudisce ed educa , un tutore o maestro che lo istruiscono , un mugnaio che gli procura la farina per sostentarsi , un uomo d'ordine che ha fatto si che non venisse ucciso per strada etc etc ... i grandi uomini sono esistini in virtu di tanti che lavorano umilmente ...altrimenti e' una visione elitaria e snobbistica della vita ...e alla fine tremendamente materiale .

  • 1 month later...
Inviato

La morte è un argomento che mi affascina e mi impaurisce allo stesso tempo. Essendo io agnostico, sostengo che nonostante la nostra mente così sviluppata e apparentemente astratta, siamo comunque qualcosa di organico, di concreto, che finisce di funzionare come una qualsiasi macchina. Questo mi turba molto perchè non riesco a pensare di non vivere mai più, che dopo la mia morte non ci sia più nulla per l'eternità. Mi immagino una situazione di buio dove io non mi rendo conto di non vivere più come quando dormi e in alcune fasi non ci si rende conto di essere vivi.

anch'io provo la stessa cosa-... chissà come sarà...

Comunque posso dire che quando mia nonna è morta appena ha cessato di vivere ha assunto un espressione di sollievo, poichè aveva sofferto molto; quindi è probabile che dopo la morte si provano delle sensazioni diverse rispetto ad ora, strana cosa perchè anche la religione in un certo senso dice questo.... :dubbio:

Inviato

anch'io provo la stessa cosa-... chissà come sarà...

Comunque posso dire che quando mia nonna è morta appena ha cessato di vivere ha assunto un espressione di sollievo, poichè aveva sofferto molto; quindi è probabile che dopo la morte si provano delle sensazioni diverse rispetto ad ora, strana cosa perchè anche la religione in un certo senso dice questo.... :dubbio:

Perché dovrebbe essere strano?

Inviato

Credo che tu possa dire di tutto su una religione tranne che sia realtà...Persino Kierkegaard, filosofo ottocentesco anch'egli cristiano, definisce la fede religiosa come paradosso e scandalo, perchè in effetti il credente deve, scusate il gioco di parole, credere a qualcosa di irrazionale e senza alcuna spiegazione logica...

Inviato

Credo che tu possa dire di tutto su una religione tranne che sia realtà...Persino Kierkegaard, filosofo ottocentesco anch'egli cristiano, definisce la fede religiosa come paradosso e scandalo, perchè in effetti il credente deve, scusate il gioco di parole, credere a qualcosa di irrazionale e senza alcuna spiegazione logica...

Come se tutto ciò di illogico non esistesse (la passione per il ciclismo per esempio).

Inviato

Non è così illogica la passione...Io vedo una cosa, mi piace e mi appassiono...Sarebbe strano se mi appassionassi che ne sò al ciclismo senza aver mai visto una bicicletta in tutta la mia vita...

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