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Inviato

Cmq mi segnalo uno spiacevole episodio accaduto a Mourinho.

A fine partita, hanno permesso ad alcuni bambini disabili di entrare in campo, come spesso succede.

Mourinho si è avvicinato ad un bambino e gli ha regalato qualcosa.

Nel frattempo dalle tribune il sindaco di Reggio Calabria si è messo a offendere Mourinho perchè reo secondo lui di aver dato al bambino una monetina, quindi di averlo quasi "irriso".

In realtà Mourinho ha regalato al bambino un crocifisso di Fatima, che gli aveva regalato sua moglie e che per lui aveva un grande valore affettivo (lo stesso che aveva baciato contro il Bologna), facendo dunque un bellissimo gesto.

Il tutto si è chiuso con il sindaco di Reggio (uno che insulta il tecnico avversario e poi ci lamentiamo della violenza negli stadi quando il primo cittadino di una città fa queste cose) che dice che c'è stato solo un equivoco e che ha persino chiesto scusa a Mourinho.

Ma questo chi è?

oltre a quello che ha fatto, va poi a dire che ha persino chiesto scusa, come se fosse una cosa di chissà quale gentilezza e poi avrebbe anche chiaramente dovuto chiedere scusa al bambino disabile, che per di più aveva assistito a questa scena.

Poi ci fa far brutta figura a tutti, infatti subito a parlare degli italiani in generale che insultano una persona che fa un bel gesto, quando in realtà è stato solo un sindaco voglioso di ricevere visibilità tra la sua gente.

Vabbè i nostri politici sono proprio...

Inviato
ma almeno nn ha vinto al 61esimo... e poi l' atalanta è molto meglio della reggina

ma parlavo proprio di reggio, dove avete fatto 1-0, poi 1-1 e poi 2-1 e loro hanno seriamente rischiato il pareggio nel finale con Ceravolo e con altri giocatori.

Inviato
Cmq mi segnalo uno spiacevole episodio accaduto a Mourinho.

A fine partita, hanno permesso ad alcuni bambini disabili di entrare in campo, come spesso succede.

Mourinho si è avvicinato ad un bambino e gli ha regalato qualcosa.

Nel frattempo dalle tribune il sindaco di Reggio Calabria si è messo a offendere Mourinho perchè reo secondo lui di aver dato al bambino una monetina, quindi di averlo quasi "irriso".

In realtà Mourinho ha regalato al bambino un crocifisso di Fatima, che gli aveva regalato sua moglie e che per lui aveva un grande valore affettivo (lo stesso che aveva baciato contro il Bologna), facendo dunque un bellissimo gesto.

Il tutto si è chiuso con il sindaco di Reggio (uno che insulta il tecnico avversario e poi ci lamentiamo della violenza negli stadi quando il primo cittadino di una città fa queste cose) che dice che c'è stato solo un equivoco e che ha persino chiesto scusa a Mourinho.

Ma questo chi è?

oltre a quello che ha fatto, va poi a dire che ha persino chiesto scusa, come se fosse una cosa di chissà quale gentilezza e poi avrebbe anche chiaramente dovuto chiedere scusa al bambino disabile, che per di più aveva assistito a questa scena.

Poi ci fa far brutta figura a tutti, infatti subito a parlare degli italiani in generale che insultano una persona che fa un bel gesto, quando in realtà è stato solo un sindaco voglioso di ricevere visibilità tra la sua gente.

Vabbè i nostri politici sono proprio...

dico all' estero, soprattutto in Inghilterra.

Inviato
simoni ti ricordo che sono interista :lol:

lo so, ma ho detto una cosa che è successa.

Pare invece che quello che abbia fatto l' inter sia stato un disastro che nessuno ha mai fatto.

Inviato

CALCIO, RIMINI: IMPRESE LOCALI AIUTATECI O SOCIETA' SI VENDE

Rischia di essere messa in vendita, entro breve tempo ("massimo sette o otto mesi") la Rimini Calcio. E' quanto comunicato con una lettera personale al sindaco Alberto Ravaioli direttamente dalla Cocif, l'azienda di Longiano proprietaria della società partecipante al campionato di serie B. Disposta a ritornare sui suoi passi solo nel caso in cui "il tessuto imprenditoriale cittadino desse una mano concreta, ma non con piccole sponsorizzazioni, ma con somme importanti". Una conferenza stampa per cercare di svegliare gli imprenditori locali è stata convocata dal primo cittadino. Già qualche mese fa la società guidata dal presidente Luca Benedettini aveva minacciato di "consegnare le chiavi dello stadio al sindaco" per lo stato definito "vergognoso" del 'Romeo Neri'. (31/10/2008) (Spr)

Inviato

Mourinho polemico: «Milan favorito dai rigori»

MILANO, 31 ottobre - Non si può dire che José Mourinho non sia di parola. Aveva annunciato che i giocatori che lo avevano “tradito” la strada per recuperare la sua fiducia sarebbe stata lunga. Detto fatto: tra i convocati per la trasferta di Reggio Calabria Adriano non c’è. Nell’elenco non figura nemmeno Julio Cruz, ma in questo caso ad “aiutare” il tecnico dell’Inter nella scelta c’è stato anche qualche acciacco fisico.

LA FILOSOFIA - Nella conferenza stampa di oggi, Mourinho ha spiegato i motivi delle sue decisioni, partendo dalla filosofia che ispira la sua gestione del gruppo. «La mia filosofia è che i giocatori devono saper adattarsi al modo di pensare dell'allenatore». E poi, scendendo nei particolari: «Non so se Adriano capirà stando fuori, non lo so - ripete tre volte -. Posso dire che se c'è qualcuno che si è dedicato a lui con il cuore come allenatore, ma anche come compagno di lavoro, sono stato io. Ma dopo arriva il momento in cui io sono il leader di un gruppo di 29 giocatori, un gruppo in cui ci sono regole e dove un allenatore non può avere un giocatore diverso che può permettersi di fare quello che gli altri non possono fare. Il mio affetto nei suoi confronti è lo stesso, non cambia, ma io devo difendere prima di tutto, come indica la mia storia di allenatore, prima il club, poi la squadra e alla fine “noi”, il gruppo. I miei principi di squadra sono fondamentali, i giocatori devono capire che questo per me è fondamentale. Domani sarebbe stato importante averlo con la Reggina, ovviamente sì, ma per me è più importante il rispetto dei professionisti e della società. Ci sono cose che per me non è possibile accettare». Nel finale, però, l’allenatore portoghese lascia filtrare uno spiraglio di luce: «La strada per ritornare è lunga, ma non impossibile». Adriano è avvertito: adesso tocca a lui.

IL CONFRONTO - Mourinho ha poi detto la sua sul paragone tra lui e Mancini. Ieri il presidente Moratti si è divertito a stuzzicarlo sull'argomento, ma non sembra che il tecnico di Setubal gradisca molto il confronto. Al contrario, quando un giornalista di Tuttosport gli pone la domanda, lo Special One, con aria piuttosto torva (ma non è una novità), risponde secco: «Solo chi è in malafede paragona». L'Inter di Mancini l'anno scorso aveva tre punti in più dopo la nona giornata. Ma anche questo dato statistico non piace a Mourinho. «Ma se proprio vogliamo fare un paragone, allora dico che l'anno scorso non c'era la Supercoppa, che invece è arrivata quest'anno. Era stata persa la prima di Champions con il Fenerbahce, mentre noi dopo tre gare abbiamo sette punti e abbiamo incassato solo un gol. L'Inter di Mancini aveva tre punti in più in campionato, ma penso che sia impossibile paragonare le due squadre con questa situazione che cambia continuamente. Se vogliamo farlo nel modo onesto, ci rivediamo a maggio e facciamo i paragoni. E io sarò responsabile per la squadra».

FRECCIATA AL MILAN - «Se c'è qualcuno che nei momenti difficili incontrati dalle altre squadre, ha sempre sostenuto che sarebbe stata una difficoltà di tipo transitorio, quel qualcuno sono io». Così si è espresso Josè Mourinho, quando gli è stato chiesto se si fosse aspettato un campionato così difficile. E qui Mourinho ha fatto degli esempi, con quella che è apparsa una punzecchiatura nei confronti del Milan: «Quando il Milan era in difficoltà a inizio campionato e quando non avevano questi rigori per vincere, ho sempre sostenuto che il Milan fosse una grandissima squadra e che presto o tardi avrebbe ricominciato a vincere». «Quando la Juve era in una situazione difficile - ha aggiunto il tecnico portoghese - io ho detto che sarebbe stata solo una questione di tempo. Non ho mai detto che eravamo campioni, che eravamo davanti in classifica e che gli altri erano morti». «Ho sempre espresso - ha sottolineato Mourinho - giudizi equilibrati sugli altri, e i miei giudizi devono essere anche più equilibrati quando analizzo il rendimento della mia squadra».

Inviato
lo so, ma ho detto una cosa che è successa.

Pare invece che quello che abbia fatto l' inter sia stato un disastro che nessuno ha mai fatto.

Non e stato un disastro... ma non è stata una buona partita... tutto qui

Inviato

Mourinho: «L'Inter ha fatto una grande partita»

Polemica subito rientrata con il sindaco di Reggio per un gesto del portoghese nei confronti di un ragazzo disabile. Cordoba: «Sono felice per il gol ma dobbiamo ancora lavorare». Foti: «Collina valuti De Marco»

REGGIO CALABRIA, 1 novembre - La vittoria è arrivata. Mourinho voleva i tre punti e li ha ottenuti, dopo una partita che si era maledettamente complicata: «Abbiamo fatto una grande partita. Dopo il 2-2 abbiamo avuto una reazione fantastica con tante palle gol. È un risultato importante e il gol di Cordoba fa la differenza visto che ci porta i tre punti. Avrei detto le stesse cose anche se avessimo pareggiato. Il primo gol della Reggina? Preferisco dimenticare quell'errore. I ragazzi meritano la gioia della vittoria perchè hanno fatto una grande partita in un ambiente caldo e contro una Reggina che ha dato tutto. Finisce un periodo di due pareggi, dove abbiamo perso quattro punti». L'Inter non è riuscita a gestire con tranquillità il 2-0 :«Sul doppio vantaggio abbiamo continuato a giocare per vincere e loro hanno trovato un gol grazie ad un nostro errore. Stavamo giocando bene ecco perchè non ho cambiato la squadra dal punto di visto tattico».

LA POLEMICA - Il tecnico dell'Inter, Josè Mourinho, e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, hanno avuto uno scambio di battute polemiche a conclusione della gara tra i nerazzurri e la Reggina. A ricostruire le fasi della polemica in sala stampa, su richiesta dei giornalisti, è stato Mourinho. «Il sindaco - ha detto il tecnico dell'Inter - mi ha accusato di voler dare una moneta ad un bambino disabile. In realtà a quel bambino io ho dato un crocifisso che mi aveva regalato mia moglie e che ho tenuto in tasca da tre-quattro anni a questa parte. È un crocifisso che mia moglie aveva comprato a Fatima e mi aveva regalato. Il sindaco mi ha insultato perchè ha detto che volevo dare una moneta a quel bambino». «Evidentemente - ha concluso Mourinho - sono sfortunato. Anche quando faccio un gesto affettuoso vengo criticato». La risposta del sindaco ha chiuso in serata il malinteso: «Con Mourinho c'è stato soltanto un equivoco. Con lui mi sono persino scusato una volta che mi ha confermato la bontà del suo gesto, che agli occhi di moltI dei tifosi presenti in tribuna era apparso un gesto offensivo». «A questo punto - ha concluso il sindaco di Reggio - considero l'episodio chiuso».

L'UOMO GOL - Cordoba è felice per il suo primo gol stagionale e per la vittoria sulla Reggina : «È un gol dal sapore particolare, è stata un partita sofferta. Sul 2-0 dovevamo gestire meglio la palla, soprattutto nel calcio d'angolo abbiamo sbagliato molto permettendo ai nostri avversari di segnare. Per fortuna abbiamo portato a casa tre punti. Le disattenzioni? Quando succede questo contro attaccanti come Brienza paghi tutti gli errori che fai. Dobbiamo migliorare ma l'importante è stato vincere. Venivamo da una serie di partite senza aver subito gol, è vero. Anche oggi non volevamo subire ma siamo stati disattenti».

FOTI CONTRO COLLINA - Il presidente della Reggina, Lillo Foti, al termine della gara persa con l'Inter, recrimina su un episodio dubbio e invoca la valutazione del designatore Collina sull'arbitro De Marco. Foti si riferisce ad un contatto avvenuto al limite dell'area tra Corradi e Cordoba per il quale gli amaranto hanno chiesto l'espulsione dell'interista per fallo da ultimo uomo. L'arbitro, invece, ha fischiato a favore dei nerazzurri. «De Marco - ha detto Foti - mi dovrebbe spiegare se, a maglie invertite, avrebbe decretato l'espulsione di Cordoba. È impossibile che Corradi lanciato a rete cada da solo. Mi auguro che Collina possa esprimere le sue valutazioni».

Inviato
non fa peggio, perchè l' inter non ha 3 attaccanti come la juve, ma circa 5 che possono giocare centrali e a parte crespo gli altri sono meglio o almeno al livello di Iaquinta.

Si ma visto come hanno giocato fino ad ora se fate qualcosa e grazie alle prodezze di Ibra.... Crespo, Cruz, Adriano, Balotelli e Obinna non sono al livello di Ibra...

Inviato
Mourinho: «L'Inter ha fatto una grande partita»

LA POLEMICA - Il tecnico dell'Inter, Josè Mourinho, e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, hanno avuto uno scambio di battute polemiche a conclusione della gara tra i nerazzurri e la Reggina. A ricostruire le fasi della polemica in sala stampa, su richiesta dei giornalisti, è stato Mourinho. «Il sindaco - ha detto il tecnico dell'Inter - mi ha accusato di voler dare una moneta ad un bambino disabile. In realtà a quel bambino io ho dato un crocifisso che mi aveva regalato mia moglie e che ho tenuto in tasca da tre-quattro anni a questa parte. È un crocifisso che mia moglie aveva comprato a Fatima e mi aveva regalato. Il sindaco mi ha insultato perchè ha detto che volevo dare una moneta a quel bambino». «Evidentemente - ha concluso Mourinho - sono sfortunato. Anche quando faccio un gesto affettuoso vengo criticato». La risposta del sindaco ha chiuso in serata il malinteso: «Con Mourinho c'è stato soltanto un equivoco. Con lui mi sono persino scusato una volta che mi ha confermato la bontà del suo gesto, che agli occhi di moltI dei tifosi presenti in tribuna era apparso un gesto offensivo». «A questo punto - ha concluso il sindaco di Reggio - considero l'episodio chiuso».

Era il minimo.... persino... come se avesse fatto un gesto che non richiedeva scuse... ma che lui, Grande Uomo, glielà fatte... per una volta difendo Mourinho...

Inviato
adesso entra un' altro giovane che nessuna ha nominato... de ceglie

Altro buon giocatore... secondo me piu per la sua duttilità (Terzino, Esterno di centrocampo, Esterno d'attacco in un 4-3-3, poi gioca bene sia a destra che a sinistra)

Inviato
FORZA JUVE.......

Comunque spero che la Roma esca presto da questa "crisi" :smilie_daumenpos:

Ma tifosi della roma non c'è nè?

Inviato
Mourinho polemico: «Milan favorito dai rigori»

MILANO, 31 ottobre - Non si può dire che José Mourinho non sia di parola. Aveva annunciato che i giocatori che lo avevano “tradito” la strada per recuperare la sua fiducia sarebbe stata lunga. Detto fatto: tra i convocati per la trasferta di Reggio Calabria Adriano non c’è. Nell’elenco non figura nemmeno Julio Cruz, ma in questo caso ad “aiutare” il tecnico dell’Inter nella scelta c’è stato anche qualche acciacco fisico.

LA FILOSOFIA - Nella conferenza stampa di oggi, Mourinho ha spiegato i motivi delle sue decisioni, partendo dalla filosofia che ispira la sua gestione del gruppo. «La mia filosofia è che i giocatori devono saper adattarsi al modo di pensare dell'allenatore». E poi, scendendo nei particolari: «Non so se Adriano capirà stando fuori, non lo so - ripete tre volte -. Posso dire che se c'è qualcuno che si è dedicato a lui con il cuore come allenatore, ma anche come compagno di lavoro, sono stato io. Ma dopo arriva il momento in cui io sono il leader di un gruppo di 29 giocatori, un gruppo in cui ci sono regole e dove un allenatore non può avere un giocatore diverso che può permettersi di fare quello che gli altri non possono fare. Il mio affetto nei suoi confronti è lo stesso, non cambia, ma io devo difendere prima di tutto, come indica la mia storia di allenatore, prima il club, poi la squadra e alla fine “noi”, il gruppo. I miei principi di squadra sono fondamentali, i giocatori devono capire che questo per me è fondamentale. Domani sarebbe stato importante averlo con la Reggina, ovviamente sì, ma per me è più importante il rispetto dei professionisti e della società. Ci sono cose che per me non è possibile accettare». Nel finale, però, l’allenatore portoghese lascia filtrare uno spiraglio di luce: «La strada per ritornare è lunga, ma non impossibile». Adriano è avvertito: adesso tocca a lui.

IL CONFRONTO - Mourinho ha poi detto la sua sul paragone tra lui e Mancini. Ieri il presidente Moratti si è divertito a stuzzicarlo sull'argomento, ma non sembra che il tecnico di Setubal gradisca molto il confronto. Al contrario, quando un giornalista di Tuttosport gli pone la domanda, lo Special One, con aria piuttosto torva (ma non è una novità), risponde secco: «Solo chi è in malafede paragona». L'Inter di Mancini l'anno scorso aveva tre punti in più dopo la nona giornata. Ma anche questo dato statistico non piace a Mourinho. «Ma se proprio vogliamo fare un paragone, allora dico che l'anno scorso non c'era la Supercoppa, che invece è arrivata quest'anno. Era stata persa la prima di Champions con il Fenerbahce, mentre noi dopo tre gare abbiamo sette punti e abbiamo incassato solo un gol. L'Inter di Mancini aveva tre punti in più in campionato, ma penso che sia impossibile paragonare le due squadre con questa situazione che cambia continuamente. Se vogliamo farlo nel modo onesto, ci rivediamo a maggio e facciamo i paragoni. E io sarò responsabile per la squadra».

FRECCIATA AL MILAN - «Se c'è qualcuno che nei momenti difficili incontrati dalle altre squadre, ha sempre sostenuto che sarebbe stata una difficoltà di tipo transitorio, quel qualcuno sono io». Così si è espresso Josè Mourinho, quando gli è stato chiesto se si fosse aspettato un campionato così difficile. E qui Mourinho ha fatto degli esempi, con quella che è apparsa una punzecchiatura nei confronti del Milan: «Quando il Milan era in difficoltà a inizio campionato e quando non avevano questi rigori per vincere, ho sempre sostenuto che il Milan fosse una grandissima squadra e che presto o tardi avrebbe ricominciato a vincere». «Quando la Juve era in una situazione difficile - ha aggiunto il tecnico portoghese - io ho detto che sarebbe stata solo una questione di tempo. Non ho mai detto che eravamo campioni, che eravamo davanti in classifica e che gli altri erano morti». «Ho sempre espresso - ha sottolineato Mourinho - giudizi equilibrati sugli altri, e i miei giudizi devono essere anche più equilibrati quando analizzo il rendimento della mia squadra».

è roba di 2-3 gg fa cmq...

Inviato
E' da Agosto che torna "fra due settimane". :mrgreen: Quindi direi...boh... :stelle::stelle: Finchè non lo vedo in campo non mi fido... :biggrin:

E Buffon....?

Inviato
Juve-Nulla 2-0. C'è poco da commentare stavolta...

io ricordo paoloboys che diceva, sono tutti fuori, quando tornano recuperiamo.

Solo che ora c'è fuori solo totti.

Ok è importantissimo, però la juve come assenze è messa peggio.

Inviato

CALCIO: JUVENTUS-ROMA, SPALLETTI CONTRO IL SUO FUTURO (SERVIZIO)

Nella filosofia cinese vanno sotto le voci di ''Yin'' e di ''Yang''. Sono i due principali e contrapposti elementi i quali dettano, per intero, le regole adeguate per il governo dell'universo e di tutti gli esseri umani. Apparentemente disgiunti l'uno dall'altro, in realta' confluiscono in un unico bacino fino a rendersi indispensabili l'uno all'altro. La notte che si tramuta in giorno e viceversa.. Esiste una buona dose di tale filosofia in una partita come questa, tra Juventus e Roma, la quale domani sera all'Olimpico di Torino fara' da apripista per la decima giornata di campionato.

La squadra bianconera, nello stretto spazio di venti giorni, e' riuscita a ribaltare i giudizi che la volevano sull'orlo di una crisi nervosa irreversibile. Ora, dopo la vittoria a Bologna, si trova a appena tre lunghezze di svantaggio in classifica rispetto al suo punto di riferimento classico ovvero l'Inter del sergente Mou. La formazione giallorossa sembra invece essere impantanata in un terreno viscido e melmoso assai piu' impraticabile di quello dello stadio della capitale dove, mercoledi' sera, e' stato impossibile giocare contro la Sampdoria per via della tempesta di vento e di acqua. Un black out, per ragioni di forza maggiore, senza il quale probabilmente adesso sarebbe meno arduo leggere in quali condizioni psicologiche la Roma affrontera' domani sera uno fra i suoi piu' storici avversari. La dirigenza romanista, Rosella Sensi in testa, si augura che il lungo ritiro a Trigoria sia servito a resettare dalla testa dei giocatori tutte le paranoie che li hanno fin qui accompagnati rendendo il cammino in campionato una sorta di inattesa via crucis. I sospetti che la ''punizione'' della clausura abbia un poco lasciato il tempo che ha trovato sono, pero', sufficientemente fondati. Che qualche cosa di importante, persino di fondamentale, si sia rotto all'interno del meccanismo giallorosso e' reso evidente non soltanto dalla stitichezza dei risultati, ma soprattutto dalle espressioni vagamente stralunate dei giocatori e dello stesso tecnico Spalletti. Intorno alla Roma, infatti, si respira un'aria di rassegnazione che potrebbe anticipare l'arrivo del vento della depressione. E a quel punto il disastro sarebbe completo. La differenza con cio' che e' accaduto e con cio' che sta accadendo dentro casa Juventus e' tutta qui. Non tanto nella forza tecnica dei due organici quanto nella condizione mentale dei singoli protagonisti.

Venti giorni fa, Claudio Ranieri veniva descritto come un allenatore con le valigie pronte per il trasloco. Piu' o meno in contemporanea, Luciano Spalletti incassava la conferma sia dai suoi dirigenti e sia dalla stessa critica che non vedeva in lui il capo espiatorio sul quale far ricadere tutte le responsabilita' di una partenza di stagione a dir poco asmatica. Ecco che, da quel punto in avanti della vicenda, le due storie hanno preso una piega diametralmente opposta mischiando le carte sul tavolo da gioco. Ranieri, consapevole del rischio al quale sarebbe andato incontro, ha compiuto un atto di modestia (o di arrendevolezza, dipende dai punti di vista) affidandosi completamente a quella vecchia guardia che, stuzzicata da certi tentativi di innovazione dell'allenatore, stava cominciando a remargli contro. Non e' un caso, infatti, che la ripresa piu' o meno autorevole della Juventus sia andata a coincidere con le performances dei padri-padrini Del Piero e Nedved. Sontuoso il capitano contro il Real Madrid e nel derby con il Torino.

Addirittura gigantesco il biondo ceko, l'altra sera a Bologna. Tutti gli altri dietro, a seguire, nuovamente compatti e quindi grintosi il giusto. E domani sera, per la serie ''la Juve siamo noi'', tornera' in pista anche German Camoranesi che dello zoccolo duro e' parte integrante.

Fotografia da controcopertina per la Roma dove non e' difficile osservare la presenza di un personaggio solo e anche piuttosto solitario, sul ponte di comando. Spalletti, all'opposto di Ranieri, e' uomo dal carattere assai poco flessibile. Proprio alla sua coerenza e un poco ad una sua certa ombrosita' congenita, negli anni passati, ha sempre pagato un prezzo non indifferente. Niente incline ai compromessi, ancorche' di rara onesta intellettuale, il ''contadino toscano'' e' entrato in rotta di collisione con i piu' amati dalla piazza giallorossa e in primo luogo con l'intoccabile De Rossi. Dalla sua parte, e' vero, ci sta Totti. Ma un capitano a mezzo servizio, per ragioni fisiche, non e' certamente l'alleato ch ci vorrebbe in questo momento di pericolosissimo vuoto intorno. Domani sera, per Luciano Spalletti, potrebbe veramente trattarsi dell'ultima seduta sulla panchina della Roma. Carletto Mazzone sarebbe pronto a traghettare e, a questo punto, neppure Rosella Sensi prova piu' a smentire. Ma, essendoci di mezzo ''yin'' e ''yang'', lo stesso Spalletti, domani sera, farebbe bene a osservare con molta attenzione sia la Juventus e sia lo stadio Olimpico. Il prossimo anno quella bianconera potrebbe essere la sua nuova squadra e quello stadio la sua nuova casa. Sono anni che se ne parla nei dintorni bianconeri. E certe voci nascono mai per puro caso.

Inviato
E Buffon....?

pensa come sono rovinato.....ho buffon e zanetti e poi giovinco che nn lo fa mai giocare e la famosa trivela che ho pagato più dell'inter

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