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young

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  1. young

    Campionati 2010-11

    Io mi sarei tenuto Borriello, Robinho non mi ha mai convinto come giocatore
  2. young

    Jukebox

    Here's another sunday morning call you hear yer head a bangin' on the door slip your shoes on and then out you crawl into a day that couldn't give you more but what for? And in your head do you feel what you're not supposed to feel and you take what you want but you don't get it for free You need more time because your thoughts and words won't last forever more but I'm not sure if it'll ever work out right But it's ok, it's all right When you're lonely and you start to hear the little voices in your head at night you will only snip away the tears so you can dance until the morning light at what price? And in your head do you feel what you're not supposed to feel and you take what you want but you don't get it for free You need more time because your thoughts and words won't last forever more but I'm not sure if it'll ever work out right But it's ok, it's all right And in your head do you feel what you're not supposed to feel and you take what you want but you don't get it for free You need more time because your thoughts and words won't last forever more but I'm not sure if it'll ever ever ever work out right if it'll ever ever ever work out right will it ever ever ever work out right
  3. daje grecia
  4. La domenica mattina, solito tempo nuvoloso, con 12 gradi. La paura di infortuni era tanta, specie per una squadra come la Flaminia che doveva raccogliere ogni singolo punto per poter rimanere in Pro Tour, e così Marconato decise di portare solo 6 corridori, lasciando a casa Markov, che doveva essere in forma al Tour dato che lo sponsor voleva almeno un giorno in maglia verde, e il giovane Vanin, che già aveva fatto abbastanza nelle prime due gare finendo il Fiandre e arrivando nel secondo gruppo alla Gand. Fu resa nota, come al solito, la startlist. Sembrava che le squadre fossero state ordinate (la Ag2r era in realtà la 7°) in base alla forza dei loro capitani. Per i Flaminia c'era veramente poco da fare oggi: l'importante era evitare infortuni e magari piazzarsi decentemente come al Fiandre e alla Gand, anche se vista l'assenza di salite per Bridge sarebbe stata ancora più dura.
  5. La Gand-Wevelgem fu probabilmente una delle gare più noiose della stagione. Non ci fu neanche la classica fuga da lontano; il gruppo procedeva a 36-37 all'ora per quasi tutta la gara, prima dei due giri con il pavè e il passaggio sul Kemmel. Nel secondo passaggio sul Kemmel ci fu una progressione di 5 corridori: il vecchio Van Petegem alla sua ultima stagione, il duo Lampre Ballan-Hammond e quello della Caisse d'Epargne, Flecha-Brard. L'azione non ebbe un grosso seguito, nonostante le velocità da bradipo assonnato del gruppo. Ai -12 i cinque attaccanti furono ripresi e si lanciò la volata, in un gruppo di 37 corridori. Bettini, anche lui all'ultima stagione, cercò di anticipare il gruppo in progressione. Ma gli sprinter erano lì a pochi metri. Ma la legge dei velocisti era ancora valida. Steegmans uscì a oltre 50 km all'ora dal gruppo, seguito da Eisel e Cadamuro, ma questi ultimi non erano in grado di superarlo. Steegmans vinse per distacco su Eisel e Bettini, a seguire i due Milram Cadamuro e Cancellara. Bridge si piazzò 13°, segno di una forma che cresceva in vista del trittico delle Ardenne.
  6. Una tappa vinta, la fuga di Mende, poi ha anche fatto da gregario... merita lui, Cunego ha fatto più fughe non è riuscito a vincere una tappa
  7. Entrambe le cose... diciamo che deve prepararsi specificamente per il tour e non restare in una squadra dove è la terza punta solo perchè Pellizotti è sospeso, se si prepara in modo da arrivare al tour al massimo della forma e una squadra tutta per lui può arrivare molto più in alto del nono posto
  8. Intanto Piacente ha detto che al Brixia Tour oggi si arriva in "provincia di Lumezzane"
  9. I 10°C di quel giorno lasciavano intendere che sarebbe stato un Fiandre tirato fino alla fine; fortunatamente non pioveva, nonostante i nuvoloni che accompagnavano il gruppo. Gara sostanzialmente tranquilla: una fuga di Coyot e Steegmans, molto a suo agio sulle pietre belghe, arrivò a prendere 6', fino a quando sull'Oude-Kwaremont ci fu il forcing del duo Ballan-Boonen. Ai 37 km dall'arrivo Ballan staccò Boonen. Il veneto della Lampre sembrava imbattibile, mentre il distacco dei due, che avevano ripreso la fuga, arrivò a toccare i 12'. Mentre venivano ripresi Coyot e Steegmans, Bridge era rimasto l'unico Flaminia nel gruppo degli inseguitori e lottava per rimanere agganciato. Il sogno dell'australiano di lottare per una posizione tra i 10 finì dopo qualche chilometro e anche i primi 20 rischiavano di sfumare, specie quando sul Grammont fu ripreso dal gruppo di Haussler e Celestino (per il 17°posto). Davanti intanto Ballan portava a casa il Giro delle Fiandre, con 1'20" su Boonen. Nel gruppo di Bridge se ne andò Haussler; dietro di lui, Eisel superò allo sprint l'australiano che riuscì a cogliere un discreto 19°posto, nella gara forse più problematica visto che era la prima. Cappelle terminò 42° e Lastras 51°, nessuno dei Flaminia era caduto, tre giorni dopo la Gand-Wevelgem, la gara forse più facile delle tre.
  10. Clicca sulla "i" in basso (scheda della tappa), poi premi in alto a destra su Esportare, ti compare una finestra che consente di esportare eventi e startlist. Clicchi il pulsante vicino a "startlist", il file txt con tutti i corridori lo trovi in C:\Programmi\Cycling Manager 2006\Exported results\Startlists
  11. LA CAMPAGNA DEL NORD Era arrivato il mese di aprile. Dopo una Settimana Coppi & Bartali in cui avevano corso le seconde linee, si sarebbe entrati nel vivo della stagione. 22 giorni di tensione alle stelle, forature, pioggia, vento, bandiere fiamminghe e francesi all'aria, ma non solo. In quei 22 giorni si sarebbero svolte, come ogni anno, le 6 classiche del nord. La prima parte del mese, ossia la settimana iniziale, vedeva come protagonista il pavè, con le sue pietre che costringono i corridori a "ballare" sulla bici. L'obiettivo di Marconato e dei suoi corridori, reduci dall'obiettivo raggiunto della Milano-Sanremo, era uscire dal trittico Fiandre-Gand-Roubaix senza infortunati, nel fisico e nel morale. Il d.s. della Flaminia sapeva che i suoi corridori non erano adatti a quel tipo di corse, e malediceva sponsor e Pro Tour che lo costringevano a correrle. Per lui già entrare nei 25 in una delle tre gare sarebbe stato un successone, e aveva già dato disposizioni al suo vice di andare nei Paesi Baschi con gli scalatori della squadra. Voleva occuparsi in prima persona degli avventurieri del pavè. La mattina della prima corsa, il Giro delle Fiandre, fu annunciata la startlist della corsa. Il percorso di quest'anno era leggermente cambiato: c'erano in tutto 12 tratti di pavè, di cui 3 in pianura, con 6 muri in rapida successione che finivano ai -40. Poi cominciava un settore senza i vari Eikenberg, Kergate e Haaghoek, ma con altri 6 muri senza pavè, che favorivano i non-vallonari. Il finale era il solito, con Grammont, Bosberg e gli ultimi km in pianura. La tattica, come in tutte le gare sul pavè, era restare più avanti possibile, per evitare spaccature del gruppo-cadute.
  12. Bridge cercò di riportarsi su Hoste, per raggiungere almeno il quarto posto. Davanti, intanto, Flecha era sicuramente battuto, partendo davanti. Nuyens e Dekker si contendevano quindi la vittoria della Sanremo; dietro Bridge era a 10" da Hoste. Bridge riprese Hoste, ma il gruppo era alle costole. Nel gruppo di testa, Nuyens uscì nettamente più veloce dello sfidante olandese, che era quasi fermo in volata, e andò a vincere la Milano-Sanremo. Il gruppo tornò sotto a 50 all'ora, mentre Bridge aveva saltato Hoste a doppia velocità. L'australiano fu ripreso ai 400 metri, ma riuscì a cogliere il nono posto in una disperata volata sullo slancio. Nella volata di gruppo prevalsero Bennati e Boonen, con un sorprendente Sutton al sesto posto. La Flaminia usciva per la prima volta dalla "zona retrocessione" del Pro Tour, arrivando al 15° posto.
  13. La Tirreno era finita male, con quel maledetto arrivo in salita che aveva piegato le speranze di Bridge (finito 17°), e anche la Parigi-Nizza aveva riservato solo delusioni. Lastras aveva salvato la baracca con la sua maglia dei Gpm. Marconato sapeva già che quella sarebbe stata la sua ultima stagione in Flaminia. Era stufo di sentirsi dire le corse che doveva curare e quelle che non doveva dallo sponsor, che ogni anno fissava obiettivi assurdi, come la wild card per il Giro l'anno prima o il piazzamento nei 5 al Tour, da raggiungere con un budget di 3,2 milioni. Aveva deciso di mettersi in proprio; una squadra di matrice irlandese, per la quale aveva già pronti due sponsor, da fare con chi ci stava della sua attuale squadra, più qualche altro corridore, ovviamente in Continental. De Groot e Schnider avrebbero fatto da D.S., ma prima di allora c'erano ancora sette mesi di ciclismo da vivere al massimo. Ora c'era da correre la Milano-Sanremo, con l'obiettivo di entrare nei 10. Startlist di tutto rispetto: tutti i velocisti e gli uomini da classiche sembravano essersi radunati lì. Sarebbe stata una sfida Boonen-Petacchi-Hushovd, con i vari Flecha, Ballan, Bernucci e il campione mondiale Sinkewitz a cercare di staccare il gruppo. Pronti via, solita fuga di 6 corridori, il corridore più forte il velocista danese Pedersen. Sulla Cipressa si aprirono le danze, il primo a partire Van Petegem, alla sua ruota Flecha, tentò di inserirsi anche Lastras. La situazione a 3 km dallo scollinamento era questa: Flecha, Dekker (ancora lui) e Nuyens nel gruppo di testa, Hoste a 10", Lastras e Van Petegem a 30". Sul Poggio, visto che ormai i primi tre si involavano verso la vittoria e il gruppo non reagiva, proprio nel momento in cui veniva ripreso Lastras Vicioso lanciò Bridge in testa al gruppo.
  14. Nel '99 Zulle cadde in pianura, nella tappa (mi pare) di Saint-Nazaire, perse oltre 6 minuti e nessuno lo aspettò, compreso Armstrong che poi vinse con 7'37" sullo stesso Zulle, ma è normale, fa parte della corsa
  15. Milan e Brescia, simpatizzante Bologna
  16. Al cospetto di Sacrati Cragnotti, Tanzi e Cimminelli sono dei della finanza
  17. Faccio subito una copia... da una parte continuo la mia carriera dall'altra installo il pack
  18. young

    Campionati 2010-11

    Ma Favalli non è andato via per scadenza del contratto come anche Dida (38 e 37 anni rispettivamente)?
  19. meglio in nona serie che virtussino... Douglas... do you remember?
  20. bell'idea
  21. Tutti a usare l'History
  22. Castelvenzago è tremenda, se fosse una delle ultime tappe credo che molti metterebbero il piede a terra
  23. però vogliamo almeno un corridore dell'Eire
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