sateo
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Speriamo che mamma Rai non ci deluda...
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Bennati, rivincita su Petacchi Vuelta Valenciana, 3ª tappa. Il velocista della Lampre-Fondital torna a battere lo spezzino: "La prima volta lui aveva forato - spiega - mi serviva una conferma". Ora è di nuovo leader in classifica Non aveva mai battuto Petacchi, c’è riuscito due volte in tre giorni. Abbastanza per volare a tre metri da terra, pure uno come lui che a volare ci è abituato. La terza tappa della Vuelta Valenciana incorona Daniele Bennati come degna alternativa a Tom Boonen nel ruolo di rivale di Alessandro Petacchi. L’aretino della Lampre-Fondital, partito col ruolo di outsider, è tornato leader della corsa spagnola, grazie alla seconda vittoria contro Ale-jet, che si era invece aggiudicato lo sprint in salita di ieri a Calpe. Ora siamo sul 2-1 per Bennati e c’è ancora la tappa finale di Valencia (l’anno scorso vinse Bennati, Petacchi ha vinto 2 volte) per stabilire il punteggio finale di questo duello tra italiani in terra spagnola. Una sfida che promette di animare anche la vigilia della Milano-Sanremo (24 marzo). Da qui alla data fatidica, i due prenderanno strade opposte: Bennati alla Parigi-Nizza contro Boonen, Petacchi alla Tirreno-Adriatico contro Hushovd. Sempre che l’infinito braccio di ferro tra Uci e organizzatori sul ProTour non faccia saltare la partecipazione a questi appuntamenti (domani la decisione delle squadre a Bruxelles). Nel frattempo, la Valenciana vivrà fino a sabato del confronto Petacchi-Bennati. "Nella prima tappa avevo vinto, ma Petacchi aveva forato — ha detto oggi Bennati, 26 anni, al termine della frazione di Villarreal —. Avevo bisogno di una conferma. Ho dimostrato che posso batterlo anche quando lui non ha inconvenienti. Pochi ci sono riusciti, e questo mi dà una sensazione speciale". Petacchi, 33 anni, ha risposto: "Mi sono fatto condizionare dalla prima tappa e ho pensato di partire in anticipo. Troppo. C’era vento contrario e Bennati ne ha approfittato. Lui sta andando forte, ma io ho commesso un errore stupido. Mi spiace soprattutto per la squadra". Niente da dire. La Milram si è sobbarcata tutto il lavoro della giornata, per chiudere sulla fuga inziale di Zubeldia e De La Fuente. E nel finale era ancora lì, col treno formato da Dyudya, Lancaster, Velo e Zabel. Domani, intanto, tregua: c’è la tappa regina dell’Alto del Campello fatta a misura di scalatore. Tocca a Valverde, Vinokourov e Cunego. (gazzetta)
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Grande Giorgio Gaber!!! Intanto Rifondazione Comunista ha espulso dal Partito il Senatore Turigliatto, reo di non aver rispettato gli accordi del partito.
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Ciclismo: Valenciana, Bennati su Petacchi Continuano a entusiasmare Alessandro Petacchi e Daniele Bennati alla Vuelta Valenciana. Oggi a prevalere nella terza tappa, 151 km con partenza e arrivo a Vila Real, e' stato lo sprinter della Lampre-Fondital che ha preceduto nettamente il rivale della Milram. Terzo posto per lo spagnolo Javier Benitez (Benfica). Grazie a questo successo Bennati torna al comando della classifica generale con due secondi di vantaggio proprio su Petacchi. Domani Petacchi e Bennati dovrebbero lasciare ad altri la scena. La quarta frazione, da Albaida ad Alt del Campello di 162 km, infatti, presenta un arrivo in salita. (Agr)
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Eurosport riacquista i diritti per le grandi corse italiane Eurosport ha annunciato il rinnovo dei diritti esclusivi per la trasmissione in Europa via cavo e via satellite su Eurosport ed eurosport.com (e nelle sei versioni del sito) di tutte le più importanti competizioni ciclistiche italiane. L’accordo biennale include i diritti del Giro d’Italia (12 maggio - 3 giugno), della Milano-Sanremo (24 marzo), del Giro di Lombardia (20 ottobre) e della Tirreno-Adriatico (14-20 marzo). Eurosport è il canale n. 1 per il ciclismo; nessun altro canale vanta infatti un’offerta tanto vasta e approfondita che include 250 ore di trasmissione nel 2007, esperti commentatori e la completa copertura editoriale sul web. Gli appassionati di ciclismo possono infatti trovare su eurosport-it.com commenti, risultati, analisi, interviste video in diretta e, per la maggior parte delle competizioni, anche il live streaming a integrazione della programmazione televisiva. La straordinaria offerta ciclismo di Eurosport include: i tre principali Tour: Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta; tutte le grandi “Classiche” come la Parigi-Nizza, la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia; 12 ulteriori gare del Pro Tour, come: Tirreno-Adriatico, Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Giro del Delfinato, Vattenfall Cyclassics, Giro della Polonia, Campionato di Zurigo, Parigi-Tours; Campionati del Mondo UCI: Campionato del Mondo su Pista a Palma di Maiorca (Spagna) e il Campionato del Mondo su Strada a Stoccarda (Germania). "Eurosport gioca un ruolo chiave nella promozione del ciclismo in Europa in quanto è l’unico canale a portare una selezione così ampia dei più importanti eventi del ciclismo a 110 milioni di famiglie in 59 paesi. Siamo orgogliosi di continuare la nostra partnership con il Giro d’Italia e con le altre competizioni italiane e di offrire queste emozionanti gare in diretta non solo con un’approfondita copertura televisiva, ma per la prima volta anche su internet”, ha affermato Géraldine Filiol, Deputy Managing Director for Acquisitions di Eurosport. (tuttobiciweb)
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Non fatemi fare il pignolo, pero' questo è il topic della Champions League, quindi se volete parlare della Serie A aprite un altro topic. Un pò di ordine, perfavore!!!
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Allenatore Siviglia colpito da lancio di una bottiglia
una discussione risposto a sateo in Altri Sport
La feccia è dappertutto, il problema è arginarla e in Italia non lo si è mai fatto in modo convincente. -
Buon compleanno Francesco!!!
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Ho visto, è arrivato in ritardo di quasi 6 minuti, inspiegabile in una tappa per velocisti.
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In diretta dal Senato, dibattito e voto di fiducia: http://live.corriere.it/
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Valenciana: Petacchi si riscatta subito Immediato riscatto per Alessandro Petacchi che conferma di avere un feeling particolare con il traguardo di Calpe: vincendo oggi, nella seconda tappa della Vuelta Valenciana 2007, Petacchi ha portato a tre i suoi successi nella cittadina di Calpe. Per il corridore spezzino si tratta della sesta vittoria stagionale. “Oggi ci tenevo a vincere perché è un arrivo che mi piace molto. Avevo già vinto qua nel 2004 e 2005 mentre l’anno scorso arrivai secondo perché vinse per distacco Colon. Oggi era molto caldo e mi sentivo un po’ stanco, ma penso sia normale dopo aver fatto una giro a tappe come quello di Algarve ed essermi riposato solo un giorno. Ora vivrò giorno per giorno senza pensare alla classifica finale perché l’arrivo in quota di venerdì è proibitivo”. ORDINE D'ARRIVO 1º 41 PETACCHI, Alessandro ITA TEAM MILRAM 3:38:19 10" 2º 6 REYNES, Vicente ESP CAISSE D'EPARGNE mt. 6" 3º 62 BENNATI, Daniele ITA LAMPRE-FONDITAL mt. 4" 4º 166 BENITEZ, Javier ESP BENFICA mt. 5º 152 BUCCHERO, Antonio ITA CER. PANARIA-NAVIGAR mt. 6º 132 BOZICHZ, Borut SLO TEAM LPR mt. 7º 123 MORENO, Daniel ESP RELAX-GAM mt. 8º 52 SANCHEZ, Samuel ESP EUSKALTEL-EUSKADI mt. 9º 91 BROCHARD, Laurent FRA BOUYGUES TELECOM mt. 10º 174 MILAN, Diego ESP GRUPO NICOLAS MATEOS mt. 11º 96 PINEAU, Jérôme FRA BOUYGUES TELECOM mt. 12º 54 HERNANDEZ, Aitor ESP EUSKALTEL-EUSKADI mt. 13º 1 VALVERDE, Alejandro ESP CAISSE D'EPARGNE mt. 14º 68 BALDATO, Fabio ITA LAMPRE-FONDITAL mt. 15º 165 RIBEIRO, Sergio POR BENFICA mt. 16º 8 SANCHEZ, Luis Leon ESP CAISSE D'EPARGNE mt. 17º 158 PRIAMO, Matteo ITA CER. PANARIA-NAVIGAR mt. 18º 85 MILLAR, David GBR SAUNIER DUVAL-PRODIR mt. 19º 73 SCHLECK, Frank LUX TEAM CSC mt. 20º 71 KOLOBNEV, Alexandr RUS TEAM CSC mt. CLASSIFICA GENERALE 1º 41 PETACCHI, Alessandro ITA TEAM MILRAM 07:12:34 2º 62 BENNATI, Daniele ITA LAMPRE-FONDITAL a 02 3º 6 REYNES, Vicente ESP CAISSE D'EPARGNE a 06 4º 98 VOECKLER, Thomas FRA BOUYGUES TELECOM a 10 5º 104 PALOMARES, Adrian ESP FUERTEVENTURA-CANARI a 12 6º 155 SELLA, Emanuele ITA CER. PANARIA-NAVIGAR a 14 7º 152 BUCCIERO, Antonio ITA CER. PANARIA-NAVIGAR a 16 8º 166 BENITEZ, Javier ESP BENFICA a 16 9º 132 BOZICHZ, Borut SLO TEAM LPR a 16 10º 96 PINEAU, Jérôme FRA BOUYGUES TELECOM a 16 11º 54 HERNANDEZ, Aitor ESP EUSKALTEL-EUSKADI a 16 12º 91 BROCHARD, Laurent FRA BOUYGUES TELECOM a 16 13º 174 MILAN, Diego ESP GRUPO NICOLAS MATEOS a 16 14º 1 VALVERDE, Alejandro ESP CAISSE D'EPARGNE a 16 15º 156 DALL' ANTONIA, Tiziano ITA CER. PANARIA-NAVIGAR a 16 16º 42 ZABEL, Erik GER TEAM MILRAM a 16 17º 55 PEREZ, Ruben ESP EUSKALTEL-EUSKADI a 16 18º 23 BILEKA, Volodymyr UKR DISCOVERY CHANEL a 16 19º 112 DOMINGUEZ, Gustavo ESP KARPIN-GALICIA a 16 20º 83 COBO, Juan Jose ESP SAUNIER DUVAL-PRODIR a 16
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Mi autosmentisco, la tappa è finita in volata e ha vinto Petacchi su Reynes e Bennati. Alejet dovrebbe essere il nuovo leader.
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QUA SI PARLA SOLO DI DI.CO.
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Oggi seconda tappa, dicono sia per velocisti, ma a vedere l'altimetria non sembra assolutamente una tappa per velocisti.
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Almeno non si perda come uomo, visto che già come ciclista è perso.
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Valenciana: il giorno di Bennati Al velocista della Lampre-Fondital il duello con Petacchi, penalizzato da due forature. "Sapevo di doverlo anticipare e ci sono riuscito". E la sfida potrebbe continuare a Sanremo Daniele Bennati batte Alessandro Petacchi ad Alzira. Ansa ALZIRA (Spagna), 27 febbraio 2007 - È l’atto primo di un duello che promette di arrivare fino a Sanremo. La tappa d’apertura della Vuelta Valenciana mette in mostra i "muscoli" di Daniele Bennati, che da perfetto outsider batte in volata il re degli sprint Alessandro Petacchi. Per la verità si erano incrociati già a Donoratico, quando trionfò Ale-jet. Ma lì non era stato un corpo a corpo come oggi. Sul traguardo di Alzira, Bennati ha vinto di una bicicletta, dopo aver anticipato lo scatto del rivale ai 200 metri. La dea bendata gli ha dato una mano, complici le due forature di Petacchi: la seconda, a meno di 9 chilometri dall’arrivo, è costata allo spezzino e al treno Milram un lavoro extra, poi pagato nel finale. Neppure la presenza di un apripista di lusso come Zabel è bastata ad Ale-jet, che ha pagato cara anche un’indecisione nel momento della verità. "Ho tentennato un attimo e Bennati mi ha sorpreso. Ma sia io sia i miei compagni avevamo fatto uno sforzo enorme per tornare davanti dopo la foratura. Soprattutto Dyudya e Lancaster. La prendo come una giornata storta. Dopotutto non capita quasi mai di forare due volte in una giornata". Bennati si è fatto trovare pronto. E ora si annuncia come un rivale in più per la Milano-Sanremo (sabato 24 marzo). "Di sicuro Petacchi ha speso per rientrare davanti, ma ci voleva lo stesso una gran gamba per batterlo. Sapevo di doverlo anticipare e ci sono riuscito, quando prima Velo e poi Zabel si sono spostati. Ma non mi voglio fermare, ci riproverò già domani a Calpe". Sull’arrivo in salita dove si è imposto già due volte, Petacchi cercherà la rivincita di un duello appena sbocciato, ma già appassionante, tra lo sprinter affermato (33 anni) e quello emergente (26). L’aspetto bello di una giornata che purtroppo ha registrato anche la macchia della non idoneità di Paride Grillo ai controlli ematici del mattino. Il velocista della Panaria, 24 anni, è stato fermato come da prassi per 15 giorni, ma rischia il licenziamento. Non è tutto sorrisi lo sprint tricolore. (gazzetta)
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Triste, Solitario y Final Ullrich si ritira. Che brutto epilogo Jan, ma che ci combini? Hai esagerato in discoteca? Hai abbondato di vino in qualche ristorantino toscano? Non avrai fatto una conferenza stampa per dirci che ti ritiri spero, non è da te, non è nel tuo stile. Uno come te abituato a spingere rapporti impossibili in pianura non può chiamarsi fuori in un modo così banale, no, non è proprio da te. Spiegami il motivo, perché vorresti abbandonare, te la fai sotto per via di Operación Puerto? Nessuno crede più in te? Non ti soddisfano gli ingaggi offerti? Ma poi, voglio essere molto onesto, ti sembra di avere dato il meglio di te in questi tuoi dodici anni di carriera professionistica? Secondo me no, minimo altri due anni sulla breccia li avresti potuti fare, se non altro per levare la macchia che ti stai portando appresso dall'estate scorsa: nonostante tu continui a dire di non aver mai barato, la gente quello penserà di te, ovvero che sei un "dopatone", che appena beccato non ha trovato niente di meglio da fare che girare l'angolo e tagliare la corda. È un vero peccato, pensare al motore che già dimostravi di avere nel '93, vincendo il mondiale dilettanti a Oslo, dove la stessa maglia arcobaleno veniva indossata nei professionisti da quello che sarebbe poi diventato, purtroppo per te, il tuo incubo peggiore. Ti accontenti del Tour del '97, certo dall'ammiraglia ti dovrebbero restituire anche quello del '96, ma solo quello hai vinto, prima di cedere in salita con onore a Pantani prima e beccarle su tutti i terreni da Armstrong poi. Uno come te, che nel suo secondo Tour a nemmeno 24 anni, si è permesso il lusso di spazzare via le velleità di vittoria di due scalatori del calibro di Virenque e Pantani. Tra i tuoi difetti quello per la buona tavola era forse visto con simpatia da tanti appassionati, che vedevano in te il bravo ragazzo che mangia e beve in inverno e si prepara e lavora duro in primavera per arrivare pronto a luglio, ma nessuno ti ha mai detto che la stagione ciclistica vera inizia a marzo? Nel '99 addirittura ti sei talmente strafogato di cibo che sei stato costretto a saltare il tuo obbiettivo stagionale; sadicamente direi per fortuna, considerando che nel finale di stagione hai centrato una bella Vuelta a España, raggiungendo un buon livello di forma che ti ha permesso di dare una grande dimostrazione di forza nel Campionato del Mondo a cronometro disputato a Treviso, dove chi scrive ha potuto vederti da vicino per la prima volta, rimanendo impressionato dal tuo viso scavato e determinato. Purtroppo durante la tua carriera non hai sicuramente imparato le lezioni che la vita ti impartiva, infatti nel 2000 non fai nulla per salvaguardare la tua forma e ti fai prendere per la gola dalla forchetta. Nonostante i tuoi vizi a tavola, riesci ad ottenere l'ennesimo secondo posto al Tour de France, dove inizi a scontrarti con quell'extraterrestre venuto dagli Usa, ben diverso da quello incrociato per le strade di Oslo nel lontano '93. Croce e delizia di noi tuoi poveri ammiratori il 27 settembre del 2000, ci hai offerto una delle tue più belle imprese: la vittoria olimpica su strada nella prova in linea di Sydney. Che numero, che organizzazione, molti ancora oggi storcono il naso di fronte al gioco di club che ti permise di vincere, ma molti altri sono certi che avresti vinto lo stesso, perché un'azione del genere, con una tale potenza difficilmente era contrastabile. Il tuo 2001 è per certi versi molto simile al 2000, ti inchini nuovamente allo strapotere di Armstrong al Tour, ma sfrutti la buona gamba ottenuta in terra francese per vincere almeno il Campionato del Mondo a cronometro di Lisbona. L'anno seguente come se non bastassero i problemi di "linea" ci si mettono pure quelli fisici, un guaio al ginocchio cancella tutta la preparazione per il Tour e una vita notturna non propriamente da atleta ti costa la sospensione dall'attività e l'annullamento del contratto con la tua storica squadra, la Deutsche Telekom. Il 2003 è probabilmente l'anno in cui più ti sei avvicinato al "ricciolo d'oro", naturalmente dopo la venuta in terra di Armstrong, infatti pur preparandoti nel solito, sciagurato modo riesci a insidiare fino all'ultima tappa un Lance molto in affanno durante la prima cronometro. Con una prova contro il tempo da antologia, costantemente in rimonta gli strappi più di un minuto e mezzo e per soli 35" secondi ti devi accontentare della seconda piazza sugli Champs-Elisées. Il 2004 è probabilmente l'anno del declino, pur vincendo il Giro di Svizzera non riesci a lasciare un segno forte al Tour, nonostante ti fossi preparato con la convinzione che Armstrong non fosse imbattibile. Provi a sfruttare la condizione lasciata dal Tour, ma deluderai alle Olimpiadi vinte da Bettini e ancor di più non cercando riscatto ai Mondiali veronesi. Ogni anno ti ostinavi a seguire gli stessi, identici e unici obbiettivi dell'americano, dimenticandoti che alle tue spalle avevi un paese che ti identificava come il ciclista più forte di Germania (l'unico ad oggi in grado di vincere una Grande Boucle), dimenticandoti di tutti i semplici appassionati che tanto ti avrebbero voluto vedere anche su altre strade, a batterti per la vittoria in altre grandi classiche. Infatti la "solita" preparazione contraddistingue anche l'inverno a cavallo tra il 2004 e il 2005 e la solita sfortuna che si accanisce nelle settimane precedenti alla corsa non manca, procurandoti una fastidiosa polmonite. Nonostante questo riesci a limitare i danni e a centrare un discreto terzo posto finale: sarà la tua ultima volta sul podio di Parigi. Ancora una volta dietro a Lance Armstrong e in questo caso anche ad Ivan Basso. Il 2006 si apre con grandi proclami, l'addio al ciclismo pedalato del mattatore americano sembrava presagire un ritorno alla vittoria per te, si preannunciava una grande sfida con il nostro Basso. Ma tu, Kaiser-Ciccio, nonostante la ghiotta opportunità non sembravi granché intenzionato a variare il tuo stile di allenamento; ma questa volta ti viene imposto di partecipare al Giro d'Italia per prepararti al meglio. Alla partenza in Belgio sembri tutto tranne un ciclista professionista, faccione in carne, pancia gonfia, body minimo di una taglia in più, ma già a Pontedera sembri ingranare e vinci la cronometro per poi ritirarti ufficialmente per dei problemi fisici. Ti ripresenti al Giro di Svizzera, più magro, più tirato, sembra veramente preparato a puntino, infatti nella breve corsa a tappe sei uno dei protagonisti, sempre nel vivo della corsa, vinci la cronometro finale e fai tua la gara elvetica. Si preannuncia una grandissima sfida in terra francese, i due pretendenti alla vittoria finale sembrate essere tu e Basso, e tu non sei mai stato così pimpante già dalla partenza. E poi, e poi... il 30 giugno accade ciò che ancora oggi ha dell'incredibile; finisce la favola (bella o brutta, ma sempre una favola di sport) e inizia la cronaca giudiziaria. Non ci sei più tu, Jan; ma c'è Ullrich, coinvolto nell'Operación Puerto, la maxi inchiesta antidoping che ha scosso la Spagna e in particolar modo il mondo del ciclismo, in quanto sono stati resi noti solo i nomi dei ciclisti presenti nei vari dossier. È la fine, il ragazzone di Rostock smette di correre, immediatamente scaricato dalla sua squadra in base al famigerato codice etico, abbandonato anche dalla Federazione Svizzera a cui era affiliato, non gli rimane altro da fare che affidarsi ai suoi avvocati. Non passa settimana senza un titolo sui giornali, "Tornerò vincitore", "Prima di finire la mia carriera vincerò un Giro e un altro Tour", poi si susseguono le indiscrezioni sulle varie squadre che lo ricercano, più o meno tutte, dalle Pro Tour alle Continental semplici passando per le Professional. Jan stesso cambia tono nelle dichiarazioni "Tornerò, di certo non mi ritiro", alt! Fermi tutti, questa parola non la doveva pronunciare. Passano i giorni, le settimane, ricomincia la stagione 2007 e il tedescone è ancora uno dei pochi implicati in O.P. a non aver trovato squadra, ma come è possibile? Nessuna federazione che lo appoggi? L'inchiesta spagnola, ancora in corso, non ha aperto nessun procedimento nei confronti di nessun atleta e sulla base di non si sa ancora quali prove lui non può correre e quindi nemmeno firmare alcun contratto, come è possibile? Proprio ora, l'ennesima volta in cui proclamava di voler vincere il Tour? Ebbene sì. Il Kaiser non è più un ciclista professionista, praticamente dal 30 giugno 2006, ma ci sorge spontanea una domanda: nella sua carriera, in pratica, quanto lo è stato? Per le grandissime doti fisiche che madre natura gli aveva dato la risposta è: pochissimo; poi se vogliamo mettere in conto anche la sfortuna che in alcuni momenti chiave della sua carriera gli si è accanita contro, il periodo da valutare cala ancor di più. Certo che lui stesso ci ha messo del suo, con una vita spesso sopra le righe. Da talento promesso verrà ricordato come un fenomeno incompleto. Se un addetto ai lavori guardasse il palmarés di Kaiser Jan, senza conoscerne il titolare, potrebbe anche esclamare che è un campione, possiamo infatti ricordare le quasi 50 vittorie in carriera, un Tour de France, cinque volte secondo, una volta terzo, una volta quarto, 7 vittorie di tappa, una Vuelta a España con due vittorie di tappa, una tappa al Giro d'Italia, una Olimpiade su strada, due secondi e un terzo posto al Mondiale a cronometro, due volte campione tedesco su strada, un Giro di Svizzera, un Giro dell'Emilia, una Sabatini, una Agostoni e molti altri piazzamenti. Ma se analizziamo ogni singola stagione del tedesco ci rammarichiamo del poco raccolto di fronte a quello che si sarebbe potuto seminare. Ora sembra vada a ricoprire il ruolo di consigliere in una squadra tedesca di seconda fascia, avrebbe molte cose da insegnare ai suoi futuri corridori, per vincere, ma anche per evitare di commettere i suoi stessi, tanti errori. Probabilmente la sua precoce esplosione gli ha fatto bruciare quelle tappe che l'avrebbero portato a sviluppare una maggiore intelligenza tattica e gestionale, magari anche nella scelta degli assistenti. O forse, mai come in questo caso è appropriato il binomio "genio e sregolatezza". (cicloweb)
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Valenciana: Petacchi ci riprova Lo spezzino, reduce dai trionfi del Giro dell'Algarve, affronta la corsa spagnola con la speranza di dire la sua in almeno 3-4 tappe. Al via anche Cunego La Vuelta Valenciana si apre con un interrogativo. Quanto vincerà ancora Alessandro Petacchi? Finora siamo a cinque successi, compresa la classifica finale del Giro dell’Algarve, con cui ha coronato (oltre al tris di tappe portoghesi) un fine settimana in cui il tricolore a pedali ha sventolato un po’ dovunque, se si conta anche il trionfo di Filippo Pozzato all’Alto Var, in Francia. Il principino della Liquigas si rivedrà sabato all’Het Volk, terreno di caccia dei fiamminghi, dove ci sarà ad aspettarlo "Tornado" Boonen. Nel frattempo, la scena da martedì sarà ancora per Petacchi: la Valenciana offre al velocista della Milram almeno tre occasioni buone per fare centro, a partire dalla prima ad Alzira. Ma potrebbero essere addirittura quattro, considerando la condizione strepitosa di Ale-jet anche in salita: l’arrivo di Calpe, dove ha rionfato già due volte, è alla sua portata. Nel treno ci sarà per la prima volta quest’anno il tedesco Zabel. Ma non è solo la caccia ai record stagionali dello spezzino, guarito dal terribile infortunio al ginocchio sinistro, il piatto forte della Valenciana 2007. Torna in gara anche Damiano Cunego, che correrà più che mai in questo inizio anno. Dopo la Ruta del Sol, un’altra corsa a tappe, a cui seguiranno la Classica di Almeria e la Vuelta Murcia. Un’abbuffata. Ma sia Damiano che il suo d.s. Martinelli sono convinti che sia la strada migliore per arrivare alla Liegi-Bastogne-Liegi e al Giro d’Italia. Venerdì lo aspetta l’Alto del Campello, su cui il capitano della ampre-Fondital non è mai salito. Ma non c’è aria di impresa: la filosofia quest’anno è cambiata. Alla corsa spagnola (5 tappe con finale sabato a Valencia) sono iscritte quattro squadre italiane: oltre a Milram e Lampre, ci sono Lpr (con Nardello e il chiacchierato Gutierrez) e Panaria (con Grillo e Sella). Tra i grandi nomi debutta il kazako Alexandre Vinokourov, leader dell’Astana, uno dei candidati al prossimo Tour. E si rivede lo spagnolo Alejandro Valverde, vincitore del ProTour 2006. (gazzetta)
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Se ci fate caso tutto cio' che viene proposto dal Governo Prodi viene boicottato dall'opposizione e viceversa. Il dialogo tra le fazioni politiche in Italia non esiste, è questo il grande problema della nostra politica, c'è troppo odio e poca coerenza e rispetto.
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Ullrich era un grande talento, ma anche lui è entrato in brutti giri: troppo seguito da medici e finti amici. Ricordo che anche lui fu pizzicato sotto effetti di stupefacenti e piu' volte è finito nel mirino dell'antidoping. Insomma se avesse avuto la testa...
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Startlist: http://www.volta-valencia.com/2007/resulta/inscrip.htm 1° tappa: 2° tappa: 3° tappa: 4° tappa: 5° tappa:
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Rivelazione: KASHECKIN
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Vale lo stesso discorso fatto per Ullrich: questi corridori talentuosi, ma ormai ex Campioni per vicessitudini varie ha senso che continuino la carriera soltanto se si impegnano e prima di essere Campioni, tornino ad essere corridori, altrimenti non ha senso che continuino.
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Ognuno ha il diritto di scegliere se sposarsi religiosamente o civilmente. Entrambi i matrimoni garantiscono gli stessi diritti, tranne quello del divorzio. Secondo me, chi non crede, non ha senso che si sposi in chiesa, perchè è un'ipocrisia. Tuttavia, che uno si sposi in chiesa o in comune, costituisce una famiglia, che per la mia visione è il NUCLEO DELLA SOCIETA' e questo non lo dice solo la Chiesa, ma anche la nostra Costituzione.
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Ullrich annuncia ritiro Jan Ullrich, vincitore del Tour de France 1997, ha annunciato il ritiro dall'attivita' agonistica nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta ad Amburgo. Il ciclista tedesco era stato licenziato dalla T-Mobile nel luglio 2006 a causa del coinvolgimento nell'inchiesta antidoping spagnola denominata Operacion Puerto. Nell'annunciare l'addio, Ullrich ha tenuto a ribadire la sua innocenza: "Nella mia carriera da professionista non ho mai imbrogliato, neppure una volta". Ullrich, in carriera, ha vinto anche una Vuelta, nel 1999. (Agr)
