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StephenRoche

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Tutti i contenuti di StephenRoche

  1. Mah, non so, però....... Se andiamo avanti così, tra non molto D'arkness ritorna in sella al fianco dei suoi compagni di squadra............. sarebbe un colpo di scena niente male.........
  2. Porgo i miei omaggi alla signoria vostra. Benvenuto. Spero vivamente che i ragazzi non la deludano......... lo spero per loro, soprattutto..........
  3. Sono arrivato a fine storia, e si, il buon Wanka ci sa fare, si merita anche il mio voto. Ma D'arkness quanto trinca????????? E' al di là del limite umano, siamo quasi arrivati ai livelli di "Via da Las Vegas", dove Nicolas Cage si scola l'impossibile, però alla fine.........
  4. Follia allo stato puro, voto Wanka
  5. Sei un sergente di ferro, a questi ragazzi non gli lasci la possibilità di esprimersi..............
  6. Bentornato, cominciava a mancarci quel Gianni Bugno in maglia rosa........
  7. Ciao La progressione che ti ha dato Wanka è corretta, ti permette di arrivare alla data da te prefissata con i tuoi corridori in buona forma. E' importante però che ti ricordi, in occasione dei grandi giri, di non arrivare all'inizio della corsa a tappe già al massimo; rischieresti infatti di trovarti nell'ultima settimana con il tuo ciclista in calando e per di più stanco. L'ideale per Giro, Tour e Vuelta è arrivare all'inizio con una forma intorno all'80 %, che si andrà affinando durante i primi 10 giorni di corsa e permetterà ai tuoi ciclisti di dare il meglio nell'ultima settimana, dove in genere si decidono le sorti della gara. Passando alla tua domanda, al di fuori delle 6-7 settimane di progressione di allenamento e del periodo di forma massimo, io i ciclisti li lascio ad una percentuale compresa tra 20 e 40 se non sono stanchi, tra 0 e 20 se invece sono reduci da un picco di forma e devono recuperare dalla stanchezza accumulata. Cerco comunque di non farli scendere mai sotto una condizione di 35-40, altrimenti poi a portarli in forma ci vuole una vita.
  8. Schleck Ma i vari Bettini, Boogerd, Rebellin, che fine hanno fatto???? Va be che il tempo passa, ma sono solo due anni. Dai, che adesso arriva il Giro
  9. ...Azz...... Emmea, sono 101 Potresti fargli una maglietta bianca con i pallini neri, tipo dalmata, poi vai con la carica dei 101
  10. StephenRoche

    Basso

    DAMIANO CUNEGO!!!! Magari sono io che esagero, ma la mononucleosi è nella gran parte dei casi un problema derivante dalle trasfusioni, tant'è che la grande diffusione di questa malattia nel mondo del ciclismo ha già più volte sollevato dei sospetti. Cosa ha avuto Cunego l'anno scorso??? Poi magari la ha presa mentre baciava una bella tusa (ragazza in dialetto), e ti giuro che sarei il primo a gioire se così fosse!!
  11. i Palazzago boys si difendono, e Crippa sembra essere bravo anche sui pedali, non solo dietro alle gonne.
  12. StephenRoche

    Basso

    Potremmo fare un sondaggio, perchè questo thread sta diventando proprio un sondaggio su Basso. C'è chi lo ammira e crede/spera nella sua innocenza, fino ad autoconvincersi che sia una vittima quando in realtà se ci è andato di mezzo un perchè ci dovrà pur essere..... C'è chi magari lo ammira di meno, e allora coglie l'occasione per sottolineare come essere coinvolto in un'inchiesta vuol dire automaticamente essere colpevoli, o comunque "non innocenti". Come spesso accade, SECONDO ME la verità sta nel mezzo, ed è purtroppo la verità più triste . Quasi tutti i protagonisti del ciclismo delle corse a tappe sono più o meno sporchi. C'è chi lo era di più, come Ullrich, o Heras, gente che hanno già beccato per una storia o per l'altra, e chi magari era meno sporco o solo un po' più furbo, come Basso, e come il texano......... Credere che Basso fosse del tutto pulito è stato forse l'ultimo peccato d'ingenuità che ho commesso, e mi ci sono scottato di brutto quando in primavera è scoppiato lo scandalo. Ormai non ci credo più, tra anfetamine, cocaina, trasfusioni, EPO, steroidi, ormoni vari, sperare che qualcuno vada a pane e acqua e vinca mi sembra un'utopia. Vi lancio una provocazione, trovatemi un vincitore dei grandi giri dal 2000 in poi che non sia MAI stato accostato al doping....... Torno a giocare a CyM, li per ora il doping non c'è ancora.
  13. Dave, ma lo sai che mi sembri quasi Bulbarelli
  14. Primo consiglio: LAVORA DI MENO!!! Passando a risposte serie, dai un'occhiata agli sticky del forum, nella sezione in cui tu stesso hai postato troverai due cose che ti aiuteranno molto e cioè i concetti di gioco legati ai test di Sobrano e il manuale di approfondimento scaricabile. Letti quelli, se ti dovessero rimanere dei dubbi scrivi e vediamo tutti insieme. Bentornato
  15. Dai, non è così difficile, anche a me venive l'orchite solo a sentir nominare i converter, poi ho provato ad usare quello per cambiare gli obiettivi alle squadre e ho scoperto che non ci vuole la laurea in informatica .
  16. Hei, che succede??? Qualunque cosa sia, forza e coraggio, ti aspettiamo presto tra noi.
  17. Mi sono portato a pari con la storia, e bravo Came!!!! Gomez Marchante che vince il Giro Held, se sei all'altezza devi vincere il Tour con Cancellara
  18. Finora, a parte quella simulata, le hai vinte tutte !!!!! Fenomenale, neanche il cannibale vinceva così.
  19. Le emoticon sono geniali, grande held
  20. Giampaolo nei grandi giri dà il meglio di se. Complimenti
  21. Niente da fare raga. Ho anche già cancellato e reinstallato il gioco, per ripristinare le magliette e le foto originali e ripartire con una nuova partita con il db attuale, la carriera dell'Alfa-Lum è finita. Grazie comunque a tutti, seguirò le vostre carriere; postare è troppo impegnativo, mi era passata la poesia......
  22. E qui finisce, la storia appena cominciata. Il problema è che da quando devo giocare e prendere le immagini e salvarle e editarle e caricarle su imageshack e postare il tutto, giocare mi sta somigliando sempre più a un lavoro Ho perso il divertimento, vado avanti quasi come se fosse un dovere e non un piacere. E così non va. Oggi ho provato a giocare un po' senza questo assillo, e tutto è tornato bello come prima, leggero e spensierato. E allora forse e meglio smetterla qui, con la storia. Ringrazio chiunque mi ha seguito con simpatia, le vostre storie le continuerò a seguire, sono troppo belle per non farlo, la mia finisce qui. PS: per dovere di cronaca la prima corsa che NON posterò sarà la Benidorm-Valencia, ed è stata anchela prima vittoria con Zenon Jaskula. Ma voi non la vedrete mai eheheheheh
  23. LA STORIA, QUELLA VERA..... FRANCESCO MOSER Francesco Moser è il corridore italiano più vittorioso della storia del ciclismo. Fortissimo nelle prove di un giorno (il suo palmares conta tutte le più grandi classiche del calendario nazionale e internazionale) ha anche vestito le più prestigiose maglie delle gare a tappe. Nonostante i limiti sulle grandi salite si è imposto grazie alla sua combattività e alla capacità di gestire la squadra. Nato in una famiglia di ciclisti - tre dei suoi undici fratelli, Enzo, Aldo e Diego, sono tutti stati professionisti - Francesco Moser si dedica al ciclismo in età già matura, a 18 anni. Dopo il dilettantismo nelle file della Bottegone e la partecipazione alle Olimpiadi di Monaco, passa al professionismo nel 1973 e già nel 1975 si laurea campione italiano a Pescara, sul circuito del Trofeo Matteotti. A 24 anni Moser si presenta al Tour del 1975, vince il prologo di Charleroi e la tappa di Angouleme e indossa la maglia gialla che tiene per sette giorni. Con i suoi attacchi nella prima fase della corsa francese mette in crisi Eddy Merckx che sulle Alpi deve cedere il Tour a Bernard Thevenet. Francesco diventa un idolo in Francia. Ai mondiali di Ostuni del 1976 giunge secondo nella prova su strada dietro al belga Maertens ma conquista l'oro dell'inseguimento in pista. Dodici mesi dopo la maglia iridata è sua a San Cristobal, in Venezuela. Con la maglia di campione del mondo ottiene, nel 1978, 39 vittorie tra cui la prima delle sue tre consecutive Parigi-Roubaix . Forte, veloce e abile allo sprint, Moser si mette in luce per la sua combattività e intreccia negli anni un duello con Giuseppe Saronni che divide il tifo degli italiani. Nel corso dei suoi quattordici anni di carriera conquista una serie incredibile di classiche di prestigio come la Parigi-Tours (1974), due Giri di Lombardia (1975, 1978), una Freccia Vallone (1977), un Campionato di Zurigo (1977), una Gand Wevelgen (1979). Nel suo palmares può contare tutte le più importanti corse in linea e a tappe italiane e una serie di vittorie parziali al Giro d'Italia . In gruppo lo chiamano lo "sceriffo" perché detta spesso legge e governa le corse come hanno sempre fatto i campioni. La fama di Francesco Moser è però legata soprattutto al record dell'ora. Nel gennaio del 1984 parte per il Messico con l'idea di tentare in altura il primato del mondo che appartiene ormai da dodici anni al belga Eddy Merckx. Era già cominciato nell'anno precedente, a poco più di trent'anni, il suo declino. Le motivazioni per una nuova sfida comunque non gli mancano: "Se nella vita non si tenta sempre qualcosa di nuovo, allora mi spieghi cosa si campa a fare?" è il motto alla base della sua impresa. Seguito da un'equipe specializzata, sotto la supervisione del professor Conconi, docente dell'Università di Ferrara, Moser batte il record mondiale dell'ora percorrendo 50,080 km. Quattro giorni dopo ripete l'impresa: batte di nuovo il primato con 51,151 km. Il suo tentativo di record dell'ora apre le porte a una rivoluzione scientifica e tecnica nel mondo del ciclismo. Moser introduce innovazioni nell'alimentazione, nelle pratiche di allenamento, nell'abbigliamento (con una speciale tuta e il casco aerodinamico), nelle tecniche di costruzione delle biciclette, ideate in galleria del vento e dotate di ruote lenticolari. Moser tornato all'attività su strada vince nel 1984 la Milano-Sanremo e nel Giro d'Italia dà vita a una lotta accanita con Laurent Fignon. Il francese, favorito sulle montagne, sfila la maglia rosa a Moser due giorni prima della conclusione. Nell'ultima tappa, una cronometro che si conclude all'Arena di Verona, Moser vince il Giro grazie alla sua bici dalle ruote lenticolari. Conquista così la gara a tappe sul cui podio è salito per ben altre cinque volte in carriera. La sua ultima gara è il Trofeo Baracchi nel settembre del 1987.
  24. Ma Colombo è quello che vinse la Sanremo il secolo scorso?????
  25. La penultima tappa è anche l’ultima vera occasione per Kelly per provare qualcosa. L’ultima infatti sarà per velocisti. In particolare, la salita a una decina di chilometri dal traguardo si potrebbe prestare a qualcosa. Tutti intorno al capitano anche oggi, nessuno in fuga, Un drappello di coraggiosi anche oggi si lancia all’avventura. In testa al gruppo come il giorno prima uomini Sanson e T-mobile a difendere le posizioni dei leader, Wesemann e Moser., La Alfa-Lum compatta intorno a Kelly. E sull’ultima salita, Kelly ci prova, frazionando il gruppo; ancora una volta Wesemann cede qualcosa, ma gli altri big rimangono tutti li, anche perché la salita che sulla carta appariva molto selettiva in realtà si rivela tutt’altro che irresistibile. La fuga partita dopo pochi chilometri anche oggi si è rivelata l’arma vincente. Nico Mattan affila le armi in vista delle classiche del Nord cogliendo un successo in solitaria. Kelly fa la volata del gruppo e si piazza bene, Wesemann perde mezzo minuto da Moser e anche la leadership della corsa, che passa al trentino. Kelly perde un posto e scende sesto, superato da uno degli uomini della fuga di oggi, Andrade Oliveira. La 5° e ultima è per velocisti, e da noi non ce ne sono; si simula. Ordine d’arrivo di tappa e classifica finale, con Moser vincitore di tappa e della classifica generale. Per noi va abbastanza bene, per lo sponsor anche. Bravo Wolfwood, al suo esordio ha centrato un buon risultato. Ora si rimane in Spagna, Benidorm-Valencia e Vuelta Valenciana i prossimi appuntamenti.
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