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MrSelfDistruct

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  1. Beh, in volata riesce a dare del filo da torcere...in salita, come vedremo dall'andazzo di questa seconda settimana, più di tanto non ce la fa. Avversari troppo forti, lui con ancora 78* in montagna (speriamo vivamente che riesca ad arrivare ad 80..) e una programmazione che, tra Sanremo-Fiandre-Ardenne non lo porta proprio "riposatissimo" al Giro. La freschezza c'è, ritmo e forma (2) pure, però in salita non riesce ad essere così brillante, e a fatica nelle prime tappe di montagna si piazza tra i primi 8-10. Quintana e Betancur nella tappa 8 e 9 fanno la voce grossa Lirio è lì, con i migliori, ma accusa già quasi 4' dai due colombiani. Da segnalare che il leader Astana, un po' a sorpresa, sembrerebbe essere Aru al posto di un Nibali in ritardo. La Mapei non compie grandi imprese in montagna, ma dà spettacolo in questa seconda settimana in volata...guardate che arrivo in questa tappa 10, con i gemelli del gol Brigante e Foresi che si contendono per questioni di cm la vittoria... Seconda vittoria per il nostro Oronzo in questo Giro, dopo la crono-squadre iniziale. Lirio, finora sempre piazzato, ha modo di rifarsi nella crono di tappa 12... Rifila quasi un minuto a Nibali e Quintana. Ottimo anche Brigante, sesto! Più di metà Giro è trascorso, e Lirio è onorevolmente al quarto posto della generale. Ma sappiamo benissimo che le tappe più dure sono in arrivo, e sarà tosta per Foresi difendere la posizione...
  2. mah, il "rimpianto" più grande è per la Amstel...perché lì ero davvero ben messo, in ottima posizione per seguire Kwiatkowski e superarlo in volata. in questa prima parte di Giro sono invece soddisfatto, ho fatto sudare Cavendish fino all'ultimo metro in più di un'occasione e mi son messo dietro tutti gli altri, difficile fare di più...forse la volata vinta da Goss potevo strapparla...ma ho sbagliato treno.. A dire il vero credo che anche la prossima stagione terrò immutate le tappe...questo perché vorrei far correre questo Tour de France a Foresi (tra pavé, tappe di montagna con arrivi in discesa e lunga crono pianeggiante è decisamente più adatto a lui che a Yates), mentre viceversa vorrei riuscire a vincere almeno una volta questo Giro d'Italia così duro...e con Lirio anche quest'anno la vedo difficile, vista la presenza di Quintana... Dalla stagione successiva caricherò le varianti 2010-2013 di emmea, che nel frattempo ho scaricato!
  3. Non mostriamo immagini, ma nel frattempo otteniamo buoni risultati (non vittorie) in altre classiche minori... Dumoulin fa secondo alla Paris-Camembert Van der Sande fa ottimo terzo alla Scheldeprijs dietro i "mostri" Demare e Kittel Pardi è bravissimo a lanciare un inseguimento, purtroppo infruttuoso, ai danni di Le Bon, vincitore del Tro-Bro Leon..e arriva secondo ...dopo aver fatto i miracoli alla Volta Catalana, non li ripetiamo al Gp del Pais Vasco...arriviamo qui senza particolari leader designati, nelle tappe a parte un 9° posto di Mohoric e un 10° di Villella non combiniamo granché. Vince la gara, a mani basse, Quintana...migliore dei nostri, ancora Mohoric 22° idem dicasi per il Romandia: niente gara per Foresi, che preferisce riposare in vista del Giro dopo l'intensa stagione di marzo-aprile, spazio dunque a Caruso-Moschetti, loro si invece in via di preparazione alla grande corsa a tappe. Combiniamo qualcosina di più rispetto al Pais Vasco (Caruso un paio di volta in top 5), ma anche qui nulla di memorabile. Bravo Moschetti, nonostante non si piazzi mai tra i primi 10, trova comunque una 12° piazza finale incoraggiante. Caruso fa 18°. Grazie alla crono, Vincenzo Nibali riesce a rimontare lo svantaggio su Quintana e vince il giro per appena 1", impedendo così al campione colombiano di conquistare la terza corsa a tappe della stagione... ..ed arriviamo dunque proprio al GIRO D'ITALIA Subito brutte notizie per noi: partecipa Nairo Quintana, 84 in montagna. Gli altri invece sono più o meno gli avversari dello scorso anno, ad eccezione del vincitore Kreuziger: abbiamo Nibali (81-79-79), Uran (81-80-73), Betancur (81-80-67), Intxausti (81-78-72), Majka (81-77-72), Aru, Talansky... insomma, tanti contendenti: Lirio è fermo a quota 78-79-77. Vista la durezza di questo Giro, sarà difficile salire sul podio...e far meglio del 7° posto dello scorso anno Così come sarà difficile confermare la maglia a punti, vista la presenza del re degli sprinter, Mark Cavendish (84-83)...e c'è anche Greipel (82-78), oltre agli italiani Modolo, Guardini, Peruffo (80-79, 80-80). Attenzione anche ad una "creatura" Cyanide, l'americano Burkhardt Jones, doppio 80 in vol-acc anche per lui! Per Foresi (78-77) e Brigante (78-79) sarà dura. A guardare le spalle di Lirio e a tentar avventure saranno Caruso (che dopo la delusione dello scorso anno stavolta è in forma, nessun infortunio in vista per lui) e Moschetti, gli altri 5 son giovani U-23 (tutti tra il 68 e il 70 in MON-CRO, più o meno..) La Prima Settimana Nella prima settimana va tutto piuttosto bene...a cominciare dalla vittoria nella prima crono-squadre: Oronzo non deve neanche fare la fatica di affrontare una volata per prendersi la sua prima vittoria in questo Giro, con annessa maglia rosa... per il resto, i miei ingaggiano un duello continuo con i velocisti di giornata: Cavendish (2 volte vittorioso), Goss e Jones.. Foresi fa due volte secondo e una terzo, Brigante una volta secondo. Bravi i nostri, che danno battaglia a più non posso nelle tappe per velocisti...nelle due tappe collinari con salitella finale, la quinta e la sesta, esattamente come la stagione scorsa non siamo brillanti (anche perché è meglio cedere maglia rosa ed annesse responsabilità ad altri)...è quindi Poels, vincitore della quinta tappa (Majka quello della sesta), ad indossare i panni del leader dopo i primi 7 giorni di corsa. Lirio è lì, in agguato, ad appena 4".
  4. ...E LIRIO SULLE ARDENNE.. Idem come sopra: stagione di assaggio di queste grandi classiche, per Lirio e..per me, che comunque mai l'avevo provate prima d'ora su Pcm 14. I grandi favoriti ci sono tutti, e son sempre più o meno gli stessi: D.Martin, Gilbert, Kwiatkowski, Mollema. E ancora Sagan, Slagter, Rui Costa, Vanendert... Lirio, come riguardo al discorso pavè, ha ancora 3-4 skill in meno in collina rispetto ai grandissimi: ma può compensare con l'ottimo valore in montagna e in volata. In squadra ci portiamo come valide spalle del nostro campioncino, Davide Villella, che farà una stagione di "assaggio" prima di diventare (lo speriamo...) grande protagonista nelle stagioni future, e Tom Domoulin. Sulle Ardenne abbiamo molte più chances rispetto al pavè, solo che non ci crediamo fino in fondo: all'Amstel Gold Race per un pizzico di ritardo non prendiamo subito la ruota di Kwiatkowski sulla salita finale...Foresi arriva secondo (nell'immagine è in fase di sorpasso, Gilbert verrà superato senza problemi), con grandi sensazioni...e non sa se esser felice per l'ottimo risultato, o rammaricato per un'occasione persa... e non ha neanche la possibilità di rifarsi nella Freccia Vallone! Infatti un piccolo fastidio muscolare lo tiene fuori dalla corsa...fortunatamente sarà abile e arruolabile per la Liegi-Bastogne-Liegi...nella seconda corsa del trittico, spazio dunque a Villella e soprattutto a....Domoulin, autore di una corsa magistrale! Riesce a rimanere nel gruppetto dei migliori, e - ben conscio del fatto di non potersela giocare nella volata della ripidissima salita finale - cerca di anticipare lo sprint fuggendo negli ultimissimi chilometri! ..la partenza di Dumoulin nella discesa prima dell'arrivo lascia di stucco Sagan, più reattivo invece Mollema.. ..ma il nostro olandese purtroppo si pianta a 400 metri dall'arrivo, e subisce il rientro del gruppo...a vincere è l'altro orange Slagter, che beffa in volata Rui Costa. Dumoulin, comunque, ottimo 7°! Alla Liegi Lirio arriva carico anche perchè...guardate che cosa hanno scritto i tifosi per lui: qui partono già i paragoni col mitico Eddie!!! Da bravo Lirio rimane col gruppetto dei migliori a quasi 10 km dall'arrivo... e anche qui, un piccolo errore di valutazione nel finale gli preclude la vittoria...Gilbert parte lungo infatti sparato a 1,8 km dalla fine, per Lirio è troppo "presto" per seguirlo...attende 2-300 metri per partire, ma si rivelerà essere troppo tardi. Il campione belga vince la gara, precedendo sul filo di lana uno Slagter impressionante (primo alla Freccia e secondo alla Liegi)...per Lirio il terzo posto è comunque una grande soddisfazione.. Ardenne ottime per Lirio, sia per i piazzamenti (un secondo e un terzo posto), ma soprattutto per la consapevolezza - a differenza del pavè - di potersela davvero già giocare per la vittoria...delusione Villella, mai in grado di tenere il passo dei migliori... e con il risultato alla Liegi, Lirio ha raggiunto il terzo podio in una classica-monumento...secondo alla Sanremo stagione scorsa, terzo al Fiandre e alla Liegi quest'anno...e c'è ancora un Lombardia a fine stagione da correre da protagonista!
  5. ...più che aiutato, direi che è stata determinante...altrimenti mai e poi mai sarei riuscito a centrare l'impresa LIRIO SUL PAVE' Ed eccoci al battesimo del fuoco di Lirio...che per la prima volta si approccia alle grandi classiche del pavè. Col suo 78**, Foresi ha la possibilità di ben figurare da subito, anche se la vittoria e in generale la top 5 sembrano precluse, dal momento che - come abbiamo visto a inizio stagione - ci sono 12-13 corridori con valori più alti di lui, pianura inclusa... Cancellara, Thomas, Vanmarcke, Terpstra, ma anche l'inossidabile Boonen, Stybar, Langeveld e Sagan sembrano fuori portata. Le maggiori speranze le riponiamo nel Giro delle Fiandre, vista la forza di Lirio in collina..anche se lì il nostro favorito assoluto rimane l'inglese Gerain Thomas. Nell'E3 Harelbecke e nella Gent-Wevelgem la speranza sarà quella di un arrivo in volata, per cercare di sfruttare la scia giusta... Sulla Parigi-Roubaix poche illusioni: è la gara in cui il fattore pavè ha il peso maggiore, per cui in assenza di una forma giornaliera sfavillante sarà difficile anche entrare in top 10... A proteggere Lirio non c'è molta gente: Glauco Pardi l'unico in grado di scortare Lirio agli ultimi 40-50 km di corsa...e in caso di necessità è pronto Van der Sande vediamo com'è andata... Quarto posto nell'E3 Harelbecke: non inganni l'immagine, dietro Stybar è nascosto Boonen che con uno scatto felino riuscirà a conquistare la seconda piazza dietro il vincitore Sagan... Terzo posto alla Gent-Wevelgem, con una bella rimonta finale in volata...a vincere per distacco è però Stybar ..e terzo posto anche al Fiandre, col nostro favorito Thomas che si va a prendere la vittoria... Catastrofica invece la Roubaix. Una freschezza scarsa (a differenza del Fiandre, non rientrava tra gli obiettivi per Lirio) e una forma giornaliera pessima di -5 relegano Foresi appena al 33° posto. Il bilancio è comunque positivo: in 3 gare su 4 Lirio è stato nel vivo dell'azione, ha raggiunto due podi battagliando alla pari con gente decisamente superiore sul pavè. La grande qualità media si è espressa nei vincitori, tutti diversi: non c'è più UN grande favorito sulle pietre, ma diversi ciclisti che se la battono alla pari..e tra questi è clamorosamente mancato Cancellara, mai entrato nella top 5 di queste gare
  6. Ci uniamo alla follia generale, e - presi da un raptus inspiegabile - sovrappensiero clicchiamo "simulazione rapida" piuttosto che Corsa 3D per la terza tappa...MALEDIZIONE! Alla fine non è andata troppo male: vince ovviamente Quintana, Mohoric perde i suoi buoni 7', ma avviene quel che pensavamo, ovvero che gli altri della fuga del primo giorno perdono terreno rispetto al nostro uomo, che si ritrova quindi la maglia gialla di leader! Quintana, Contador e Froome sono a 22' da Mohoric...gli altri prima di loro non preoccupano. Basterà??? Arriva la quarta tappa, e parte subito una fuga. Vediamo chi c'è di importante: mah, solo Tony Martin (73-76 in MON-COLL)...si potrebbe controllare la corsa, lasciare magari arrivare la fuga, ma con poco margine. Sembrerebbe la condotta più lineare. E quindi ovviamente non lo facciamo! Ci viene in mente un'idea ancor più malata: perchè non approfittare del fatto che in fuga non c'è nessun ottimo montanaro, e mandare Dombrowski? Così se la fuga dovesse arrivare con mezzora o più, ci ritroveremmo col nostro uomo di punta con un grande vantaggio sui migliori, e comunque in grado eventualmente di staccare in montagna nelle prossime tappe T.Martin. Facciamo così: Dombrowski parte all'inseguimento.....insegue, insegue, insegue. Si, ma non arriva! Davanti vanno così forte che lo statunitense finisce praticamente le energie quando ancora ha 2' da recuperare sulla testa della corsa. Nel frattempo, però, ne ha messi una decina tra sè e il gruppo...mamma mia che caos!!! morale della favola: T.Martin va a vincere... Dombrowski arriva comunque sesto, spompatissimo, a quasi 10'... Contador, Froome, Quintana escono dal gruppo, si beccano 6' dallo statunitense... e ne mettono circa 3' tra di loro e la nostra maglia gialla... Ed ecco la generale: Tony Martin si avvicina dunque a 7' abbondanti, per Mohoric non dovrebbe comunque essere un problema controllarlo...Dombrowski guadagna terreno ed entra nella top ten, mentre i big si trovano a circa una ventina di minuti... Direi che gli esperimenti possono anche finire qui. Nella quinta tappa si torna ad una pseudo-normalità, noi mandiamo nuovamente Villella in fuga, una fuga che stavolta arriva con un margine normale, e il nostro Davide finisce secondo, uccellato solo da G. Caruso La sesta tappa, pianeggiante, finisce "incredibilmente" allo sprint: forse il traguardo di una vittoria impensabile alla vigilia si sta davvero concretizzando...Matthews quarto, vince Mezgec E finiamo davvero in gloria: ultima tappa collinare, con arrivo non in salita, decidiamo di mandare Matthews in fuga. Non c'è nessuno di temibile tra i suoi compagni, per cui festeggiamo con grande gioia un altro arrivo vittorioso del nostro australiano... ...e con esso il trionfo di Mohoric!!!! SECONDA CORSA A TAPPE WT CONQUISTATA...con l'uomo da cui meno si aspettava un risultato simile! 75-73 in MON-COLL, Mohoric si mette alle spalle il gotha del ciclismo mondiale per le corse a tappe e stravince la corsa catalana! Dombrowski tiene un bell'8° posto finale, Quintana guadagna qualcosina nell'ultima tappa, giusto giusto per entrare in top ten
  7. Arriviamo alla Milano-Sanremo carichi a pallettoni: la cosa buona di questo Pcm 14 rispetto al 13 è che la programmazione funziona davvero a dovere: Lirio ha nella classica uno dei suoi obiettivi principali della stagione, e arriva alla corsa con forma 1, ritmo ottimo e freschezza ottima. Ho notato che la freschezza, se la corsa rientra negli obiettivi di un corridore, è sempre buonissima, così come la forma. Il ritmo, ovviamente, è in mano all'utente e alle corse che decide di far fare ai suoi ciclisti prima dell'obiettivo. Bene così, da tenere a mente per il futuro. Peccato che la forma giornaliera invece faccia di testa sua. E quindi ecco Lirio che si becca il -3 di giornata...la sua espressione in corsa dice tutto, guardate che faccia! La domanda è: cosa fare? attendere un arrivo in volata, dove le beccherebbe dai migliori velocisti del lotto, tutti presenti alla corsa? direi di no. E quindi coraggiosamente lanciamo Lirio all'attacco sulla Cipressa: meglio tentare l'impossibile, ma dire di averci provato, piuttosto che accontentarsi di un piazzamento anonimo, sempre che lo si riesca a raggiungere.. nessun vallonaro lo segue, e questo non è un bel segnale: vuol dire che c'è poca fiducia circa la possibilità di un arrivo in solitaria. Foresi arriva a guadagnare 1' sul gruppo, ma nulla più. Tira alla morte, ma inevitabilmente ai 3km viene raggiunto dai velocisti...e passato in tromba. L'arrivo è in massa, una massa dalla quale Brigante non riesce ad evadere, troppo compatto il gruppo. Chiudiamo quindi solo con un decimo posto di Oronzo, e qualche rammarico per un'occasione persa...ma onestamente non so se avrei potuto combinare di più. Cavendish conquista così la sua terza Sanremo, su Demare e Guardini VUELTA CATALANA Questa sì che merita di essere raccontata. Una delle corse a tappe più assurde che abbia mai fatto, seconda solo a quella memorabile Vuelta vinta da Gatto di cui vi dicevo qualche puntata fa...arriviamo alla corsa senza particolari ambizioni. Non ci vogliamo rischiare Lirio, che si deve preparare per Fiandre, Ardenne e poi Giro, nè Yates, che aveva il picco per la Tirreno e poi il down prima di riprendere a maggio-giugno in funzione Tour...andiamo quindi con Dombrowski prima punta a sorpresa (chissà che il suo 78 in MON non regali una top ten), Villella che cercherà di combinare qualcosa, Matthews per le volate e Moschetti e Mohoric pronti magari a inserirsi in qualche fuga Detto fatto, ecco che Mohoric si lancia in una fuga con altri discreti corridori, tra cui Lander che va a trovare la vittoria, con il nostro che arriva brillantemente secondo... tutto qui? .....andatevi a vedere a quanto arriva il gruppo....occhiata in alto a destra, please. MEZZORA ABBONDANTE. L'occasione è colossale: Mohoric, col suo 75 in montagna, è il più forte tra i partecipanti alla fuga. Le altre tappe sono sì durette, ma nulla di proibitivo...insomma, le speranze di colpaccio sono fondate. La cosa certa è che, con questo ritardo alla prima tappa, sappiamo già che le prossime frazioni saranno all'insegna dell'assurdità più completa...ci aspettiamo attacchi dei big dalla partenza, e dovremmo di volta in volta decidere il da farsi...seguire, controllare, lasciar sfogare, mandare in fuga qualcuno...staremo a vedere! E infatti già la seconda tappa si svolge sulla falsariga della prima: fuga-bidone in cui inseriamo Villella, che arriva ottavo. Gruppo stavolta non a mezzora, ma comunque a dieci minuti buoni...date un po' un'occhiata alla generale! Mohoric si ritrova ad avere una ventina di minuti di vantaggio sui fuggitivi di giornata (tra cui quindi Villella) e una mezzora sugli uomini più forti (tra cui il solito Quintana)...
  8. ...e siamo al gran finale: nell'ultima tappa temiamo un attacco di Gilbert, ma l'arrivo di una fuga (con vittoria di Anton) precede quello del gruppo: Foresi controlla Gilbert e le fuoriuscite eventuali degli altri avversari, arriva settimo al traguardo e va così a vincere la sua PRIMA GARA IN WT!!!!!!!!! GRANDE TRIONFO in una gara che tra l'altro non rientrava neanche nei programmi del nostro campione...15 giorni di corsa finora per lui: 6 vittorie complessive, di cui 2 giri, 3 tappe, 1 classica. Benvenuto nel WT, campione. ..e vediamo ora cos'abbiamo combinato nella TIRRENO-ADRIATICO Ci presentiamo alla corsa fiduciosi, visto la bella prestazione di Adam Yates alle Strade Bianche, che sembra essere di buon auspicio. A far compagnia al campioncino inglese saranno Villella e Caruso, con Van der Sande uomo scelto per le volate (anche se c'è poco da sperare, coi soliti Sagan e Cavendish che come ogni anno si presentano al via...) Ma come detto, è un roster sbagliato per questo tipo di corsa. A cominciare dal leader scelto: temiamo i difficili arrivi in vetta, e quindi puntiamo sulla montagna di Yates piuttosto che su Foresi...eppure l'esperienza dello scorso anno avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, con Lirio 7° nella generale e Adam appena 13°. Le cronometro, in particolare la crono-squadre, pesano molto e noi ci presentiamo col solo Moschetti >70 in CRO. Errore che paghiamo subito nella prima tappa, dove i team dei migliori (Nibali, Quintana & co. ) ci rifilano tutti tra il minuto e il minuto e mezzo... In volata Van der Sande fa quel che può: e già è tanto che nella seconda tappa riesca a strappare un podio, con vittoria di Cavendish...che non si ripete però nella terza tappa, dove ad avere lo spunto veloce è Bennett Arrivano le montagne, e c'è poco da fare: Quintana conferma lo strapotere dello scorso anno, Yates tiene botta nella quarta frazione ma nella quinta, complice anche una forma giornaliera non ottimale, cede ancor di più... A regalare sorrisi ci pensa Caruso, che libero da impegni di classifica nella quinta tappa va in fuga e coglie anche un bel 5° posto, oltre al suo obiettivo principale, che ovviamente era la maglia di scalatore, che puntualmente va a prendersi Arriviamo alla cronometro con Yates 6° in generale, a oltre 3' da Quintana. Inutile quindi correre la cronometro, che simuliamo. Yates conferma (a fatica) la sesta piazza finale
  9. PARIGI-NIZZA Nessuno dei leader ha la parigi-nizza tra gli obiettivi della programmazione...decidiamo quindi di mandare Lirio Foresi, che ha corso appena 7 gare finora (le 6 tappe del Tour dell'Oman e la classica sul pavè...5 vittorie in 7 corse!), oltre a Domoulin e Pardi, che invece hanno la gara come obiettivo (minore). Caleb Ewan per le volate e Andy Schleck a fare da scudiero a Lirio. Scelta che si rivelerà non tanto felice: stupido come sono, non vado a vedere il percorso della gara, nella "certezza" che presenterà almeno una cronometro, come nelle edizioni passate...e invece non è così! La scelta quindi di portare Dumoulin e Pardi è uno sbaglio, in vista di una Tirreno Adriatico in cui uomini buoni a crono servono come il pane...e vedremo infatti come andrà nella gara italiana... Per le volate si preannuncia uno scontro al vertice tra Demare e Van Rensburg: vincerà il francese 4-1, dominando alla grande la prima e la seconda tappa (di cui vi mostriamo l'arrivo)... mentre il sudafricano si prende una parziale rivincita nella terza. Buono il comportamento di Ewan, che non può competere per la vittoria ma strappa due quinti posti nelle prime due tappe. La quarta tappa dovrebbe fare un minimo di selezione, ma così non è: ci prova addirittura Dumoulin a smuovere le acque partendo su uno strappetto con conseguente discesa, ma all'arrivo giunge un plotoncino di 40-50 unità, tra cui anche i migliori velocisti che tengono bene in salita: Demare, Van Rensburg e...Degenkolb, che va a bruciare sul traguardo un Lirio Foresi che già pregustava la vittoria. Incredibile la rimonta del tedesco: nell'immagine vedete come a pochi metri dal traguardo Lirio abbia ancora mezza bicicletta di vantaggio... Il secondo posto di Foresi sembra una sconfitta, ma si rivelerà invece una vittoria...vedremo perchè! Demare ancora leader della corsa, dunque. Una leadership che impone sugli avversari, andandosi a prendere di prepotenza anche la quinta tappa, che vede un Lirio sempre più in palla arrivare quinto... A questo punto sarà la sesta tappa a nostro avviso ad essere decisiva per la classifica: Lirio si comporta alla grande, attacca al momento giusto, segue la scia di Gilbert nel finale e per poco non lo beffa all'arrivo... Altra seconda piazza per Foresi, ma son secondi posti che profumano: eh si, perchè, visto ancora l'arrivo piuttosto compatto del gruppo, sono proprio gli abbuoni che consentono al nostro campione di prendere il comando della corsa! con appena due secondi su Gilbert e 8" sugli altri temibili avversari (Contador, Martin, Rui Costa, Van Garderen, Spilak)...bisogna cercare di gestire ques'esiguo vantaggio, o rischiare l'attacco nelle ultime due tappe? La settima prevede un arrivo in volata, per cui non ci sono problemi: il solito Demare precede Van Rensburg, ed è Lirio anzi a rischiare di avvantaggiarsi ulteriormente, arrivando quinto sul traguardo...
  10. sono andato piuttosto avanti con la stagione, per cui mi perdonerete se darò poca importanza alle corse .1 - .hc e mi concentrerò su quelle wt... tanto ci sono poche nuove: continua la serie di piazzamenti nelle classiche, procediamo nell'ordine: Roma Maxima: Villella 2° (vince Moser) Gp Nobili: Van der Sande 2° (ancora Moser) Handzame Classic: Matthews 2° (vince Mezgec) Scheldeprijs: Van der Sande 3° (vince Demare) Omloop Het Nieuwsblad: Foresi 5° (vince Sagan) prestazioni comunque dignitosissime, soprattutto Van der Sande nella classica hc si comporta molto bene, preceduto solo dai due "mostri" Demare e Kittel e comunque non ci sono solo rammarichi, ma anche sorrisi: chi vuole sfatare questa sindrome da eterno piazzato è Adam Yates, che prima conquista di prepotenza la classica più importante tra quelle .1, le Strade Bianche, con un ottimo Dumoulin a routa per una bella doppietta Mapei... ...e poi va a trionfare al Criterium International, vendicando la seconda piazza dello scorso anno. Trionfa nella tappa di montagna, con uno splendido Caruso che va a prendersi, oltre all'8° posto finale, la maglia di scalatore.. ancora gare HC: Foresi fa le prove generali per le gare sul pavè WT, e va a prendersi la vittoria prestigiosa al Dwars von Vlaandaren, allungando in maniera irresistibile su Debusschere e Keukeleire... e non vuole essere da meno Oronzo Brigante, che al De Panne Tour trova prima un commovente 8° posto sul pavè, dal basso del suo 65, e poi va a vincere in una delle due tappe pianeggianti... conquistando 7° piazza finale, maglia a punti e maglia di miglior giovane. A vincere la gara è Jerome
  11. Partecipiamo ad alcune gare .1, ma in queste gare iniziali fatichiamo ad ingranare: al Gp della Marseillaise (vinto da Barbin) saliamo sul podio con Ewan, che trova un bel terzo posto; naufraghiamo invece all'Etoile des Besseges, dove Matthews, complice una caduta, non riesce a fare niente di che, mentre al Tour del Mediterraneo non andiamo oltre un 6° posto finale con Pardi, visto che Domoulin non ha la freschezza giusta per combinare qualcosa. La prima gara HC è il Tour dell'Oman, e si tratta anche dell'esordio stagionale di Lirio...e qui assistiamo a... Prove di Cannibalismo Uno, due, tre. Lirio parte alla grande, divorando la strada e calpestando gli avversari (avversari che si chiamano Contador, Porte, Sagan, Kelderman, Mollema, Froome...)...Porte e Contador lo mettono alle corde nell'unico arrivo in salita della corsa, ma lui è implacabile nelle altre tappe e trionfa nella classifica generale, a punti e ovviamente tra i giovani! Nella Volta do Algarve, un Matthews che è tornato in forma si toglie lo sfizio di una vittoria di tappa, mentre Domoulin trova un incoraggiante quinto posto finale. La vittoria della corsa va a Ludvigsson, che nella crono ha una marcia in più Le classiche di inizio stagione sono nel segno degli italiani...purtroppo non i nostri. Barbin bissa il successo alla Marsigliese andandosi a prendere anche il Laigueglia, con Villella pimpante ottimo secondo Nel Gp di Lugano è la volta di Moreno Moser, con i nostri Dumoulin, Villella e Caruso rispettivamente terzo, quarto e quinto ...e nel Gp di Camaiore è Fabio Felline a trionfare, con noi ancora sul podio, ancora una volta con Dumoulin, ancora una volta terzo. Come si dice, ci manca sempre un soldo per fare la lira...
  12. ahah penso che non si tratti di Marianne..ma del tedesco Paul per quanto è più forte lei
  13. Obiettivi abbordabili dalla Mapei: non compare il Tour de France, puntiamo forte al Giro (vittoria assoluta) e alla Vuelta (top 3), negoziamo molti buoni piazzamenti e la Mapi arriva a darci ben 492k mensili: questo significa un guadagno netto di circa 15k al mese, premi di gara esclusi...potremmo arrivare a giugno con circa un milioncino in banca Programmi corse per i nostri leader: Foresi punterà tutto sul Giro d'Italia, dove sarà il leader assoluto per la generale, e sulle classiche-monumento (Sanremo, Fiandre, Liegi, Lombardia); Caruso seguirà più o meno il suo programma, sarà il suo scudiero al Giro Yates tenterà l'accoppiata Tour-Vuelta, puntando di più sulla corsa spagnola; A. Schleck il suo scudiero in entrambe le corse. In programma anche la Tirreno-Adriatico Brigante sarà velocista designato al Giro d'Italia, e poi in programma Sanremo, Vattenfall, Giro di Pechino Ewan sarà velocista al Tour de France, con buona forma anche a marzo (Parigi-Nizza) e aprile/maggio (Romandia) Matthews correrà le volate alla Vuelta di Spagna, tentando di partire forte già a Gennaio in previsione di Campionati nazionali-Down Under, e di andare bene in primavera (Sanremo-Vuelta Catalana) outsider nei grandi Giri: Moschetti in Italia, dove tenterà qualche vittoria di tappa e una buona classifica, Dombrowski al Tour de France, alla ricerca magari della maglia a pois, Villella alla Vuelta e si parte. Grande protagonista di Gennaio: Micheal Matthews. Prima si aggiudica il titolo nazionale... ..poi, partito per il TOUR DOWN UNDER, centra la vittoria alla prima tappa, battendo velocisti ben più forti di lui, a cominciare da un certo Mark Cavendish (passato alla FDJ) e un certo Peter Sagan... speravamo in una startlist abbordabile, ci ritroviamo invece con la creme della creme del ciclismo mondiale: Gilbert, Sagan, Rui Costa, Quintana, Slagter, e ancora Ulissi, Boasson Hagen, Froome, ecc... noi andiamo col solo Matthews e Villella per la classifica, più Ewan che viene perchè australiano e per fare la gamba nelle future gare. Matthews non riesce a ripetersi: nelle volate vincono Sagan, Cavendish, Kristoff, con il neo-campione d'Australia bravo comunque a piazzarsi in collina è Gilbert a fare il vuoto, e a conquistare quindi la classifica generale! Bravissimo comunque Matthews, che - vista anche la concorrenza - conquista un sesto posto finale davvero buono, mentre Villella, non ancora in palla con la forma, si scioglie nelle tappe più dure come neve al vento la soddisfazione è aumentata per la conquista della nostra prima maglia di miglior scalatore in una corsa wt: a conquistarla è il nostro gladiatore, Glauco Pardi!
  14. ...e facciamo anche una panoramica sul mondo che ci sta intorno... ora che sfideremo i migliori....beh....vediamo chi sono, questi migliori! MONTAGNA Quintana è di gran lunga il più forte (e anche in coll-acc è messo meglio dei diretti inseguitori Contador-Froome). Il britannico decisamente ancora il migliore nel rapporto MO-COLL-CRO per i grandi giri (ma attenti a Nibali, che è fuori schermata ma ha 80-79-79!, e Van Garderen, stesso discorso). Come vedete, noi non siamo ancora presenti tra i primi 15-20...da notare Horner, che a 44 anni ha ancora 81 in montagna! COLLINA Anche qui siamo lontani dai migliori....regna grande equilibrio, complessivamente il più forte è forse l'olandese Mollema, oltre ovviamente al completissimo Kwiatkowski, il migliore in volata assieme a Slagter CRONOMETRO Bradley Wiggins e Tony Martin nettamente i più forti, anche in virtù dell'80 in pianura. Da dietro sale prepotentemente Phinney (ma ha meno grinta di tutti), Cancellara è "appena" 79 a crono ma è il più forte in pianura con 82, l'ex Burlakov è nella top 5 come valori ma in pianura deve migliorare. PArtito il russo, i nostri migliori sono Foresi con 76-78 in pia e Moschetti con 75-66 in pia PAVE' ...quanta gente forte! Cancellara ancora una spanna avanti, Thomas sarebbe in teoria il più forte candidato per il Fiandre, Sagan il migliore in volata, Vanmarcke e Terpstra altri bei trenini...il nostro Lirio non compare tra i migliori, ma ci si avvicina: 77 in PAV, 78 in PIA, 77 in COLL (e 79 in RES), può dire la sua secondo me già da quest'anno, magari non per la Roubaix ma per il Fiandre e le altre sì... VELOCISTI Cavendish ancora in teoria senza rivali (e con un 79 in pianura decisamente ottimo), Van Rensburg insegue ma ha valori bassini in PIA e RES, Demare molto buono, Kittel difetta un po' in RES, Sagan ha ottima PIA e RES, oltre ad essere decisamente il migliore in COLL-MON, ma non ha i valori in volata dei migliori...attenzione anche a Kristoff ...e come si sono comportati questi campioni in queste due stagioni wt, che noi abbiamo vissuto un po' da lontano? Cerchiamo di fare un breve resoconto Froome è stato il trionfatore per tutti e due gli anni del Trofeo Cyanide. Ha vinto entrambi i Tour de France, una Vuelta di Spagna, un Romandia, un Giro di Svizzera Tom Boonen è diventato il recordman in solitaria nel Fiandre (4 vittorie), nella Roubaix (6), nell'E3 Harelbecke (7), in coabitazione tiene anche quello della Gand-Wevelgem (3) Nibali ha vinto un Giro, un Romandia e una Vuelta Catalana Quintana un solo giro (la Tirreno Adriatico), più la doppietta Lombardia-Mondiale scorsa stagione Kreuziger un Giro d'Italia e un Giro di Svizzera Valverde una Vuelta di Spagna e una Freccia Vallona Kwiatkowski due classiche monumento (Milano-Sanremo e Liegi) e un'Amstel Gold Race Mollema un Delfinato, un Giro di Polonia e una Freccia Vallona Rui Costa un Tour Down Under, una Parigi-Nizza e una San Sebastian Cavendish una Milano-Sanremo, un Vattenfall, le due maglie a punti al Tour e una al Giro Gilbert una Liegi e un Mondiale sotto le aspettative Contador (appena un Vuelta Catalana), Sagan (appena un Eneco e un Plouay, niente maglia a punti nei grandi giri), D.Martin, il più forte in collina, ha vinto "solo" un Lombardia, senza successi nelle Ardenne
  15. STAGIONE 3 - 2016 Ed eccoci giunti dunque alla nostra prima stagione in WT. Andiamo subito a conoscere il nostro unico acquisto importante: TOM DOMOULIN Non ci poteva essere sostituto migliore per Burlakov: l'olandese non diventerà un mostro a cronometro come il russo, ma rispetto a lui può vantare valori in montagna e collina leggermente migliori, che lo porteranno ad essere una carta da giocare nei piccoli giri senza dimenticare il piccolo particolare - stipendio: 32k a stagione, contro i 57k che chiedeva il russo... I giovini acquisti U-23 fanno tutti mediamente schifo. Non li ho scoutati, ho scelto dalla classifica under alcuni spagnoli, italiani e belga per far contento lo sponsor, più un paio di ciclisti di altre nazionalità che a livello di vittorie avevano ben fatto. Non ve li mostro neanche: fortunatamente mi ero parato con un contratto annuale per tutti, al 99% saluteranno tutti a fine stagione. Alcuni sono proprio schifidi, sia come base e come margini (lo spagnolo Sainz memorabile col suo doppio 65 in MON-COLL e uno splendido 54 in PIA) Decenti l'italiano Crescentini (simile al francesino Piat, fors'anche migliore: 66-72 in MON-COLL, 66-72 in VOL-ACC, 67/68 in CRO-PRO, due stellette di margine ovunque), che potrebbe restare come gregario; lo spagnolo Gallo Moreno (72*** in MON), Lapansky e Wallace, che veleggiano intorno ai 70 in MON, COLL e CRO, con due stellette ovunque. Chi ha maggiori chance di restare tra questi è il canadese Ribeiro (tipico cognome canadese...), colui che ha vinto la classifica dell' U-23: discreto velocista già adesso, con doppio 75** in VOL-ACC e 71** in PIA. Non raggiungerà il 70 in COLL, e ciò non mi piace perché prediligo velocisti che tengano un minimo in altura, ma ha un 68** in pavé che non è da buttare. Passando ai nostri campioncini, vediamo un po' la situazione (senza mostrare immagini) dei valori e dei margini di miglioramento Foresi è 78** in PIA, 77** in MON, 77*** in COLL, 76*** a crono, 77** in pavè, 78* in VOL e 77** in ACC. Stagione scorsa abbiamo puntato molto sulla volata per tenerlo equilibrato, ora per forza di cose andremo di allenamento corse a tappe per renderlo il più possibile pronto per i giri wt Yates è 79** in MON, 78* in COLL, 66* a CRO, 66 in VOL (esaurito margine), 79*** in ACC Anche lui l'abbiamo pompato in volata per lo stesso motivo, ora andiamo di classiche collinari per continuare a migliorare l'accelerazione e raggiungere il margine in collina Matthews ha raggiunto il limite in MON e COLL (63-78), in VOL-ACC ha 77*-79*, in PIA 74*, a CRO 70* Vicino al limite ovunque, cercheremo di esaurire il margine a cronometro e pianura per poi dedicarci alla volata Dombrowsky è ancora 77*** in MON, 75* in COLL, l'abbiamo cresciuto intera stagione come velocista per migliorare la sua accelerazione, dove ha ancora grandi margini (passato da 61 a 67****) Ewan non ha fatto grandi passi avanti. Allenato soprattutto in classiche del nord per aumentare pavè (65****) e pianura (72****), in volata è ancora fermo a 78***-77**** Moschetti è 76**** in MON, 73*** in COLL, 75*** a CRO. Continuiamo l'allenamento in classiche collinari per tenerlo ancora equilibrato A.Schleck ha raggiunto il limite in MON (77) e ha ancora una stelletta in COLL (75) e ACC (75) Villella ha raggiunto il limite in MON (74), ha ancora ampi margini in COLL (78***) e VOL-ACC (67***-72****)
  16. ...a questi trionfi finali di Lirio dobbiamo aggiungere la Chrono des Nations, portata a casa per il secondo anno consecutivo da Burlakov...che saluta la squadra quindi con una vittoria... ...è arrivata la fine della stagione, e con essa il momento quindi dei....pagellini!!! Boaro: voto 6,5 - stagione positiva per il nostro gregario, che coglie il suo primo successo in carriera nella crono della Coppi-Bartali, e si inventa leader per un giorno nella corsa a tappe statunitense. Abbiamo tentennato molto in merito alla sua conferma: con pochissimi soldi in tasca, abbiamo preferito lasciarlo andare...chiedeva 7k annui, non un cifrone ma una somma comunque discreta per un buon cronoman e gregario, privo però di valori decenti in collina e volata, che gli precludono la possibilità di diventare un uomo da mandare in fuga...addio dunque, con rammarico e riconoscenza per le mille borracce portate al resto della squadra Barbero: voto 6,5 - abulico per oltre metà stagione, si risveglia in tempo per conquistare una bella vittoria in Cina nel Tour of Qinghai Lake, con una fuga da lontano, e una meritata maglia a pois nel Tour du Limousin. Prossima stagione scade il contratto: ad essere sinceri non credo che verrà confermato...i valori in volata sono discreti, ma in pianura e in collina non ha il margine per arrivare almeno a 70...e credo che a quella cifra qualcosa di meglio riusciremo a trovare Brigante: voto 6,5 - difficile valutare la stagione di Oronzo. Negli occhi restano il grande Giro d'Italia disputato, con una maglia a punti indossata per 13 giorni, quel quarto posto "rubato" alla Sanremo e la buona prova al Tour del Lussemburgo, dove ha combattuto (quasi) ad armi pari con Van Rensburg..però, come la scorsa stagione, vince poco: oltre alla tappa al Giro, la sola Handzame Classic. Un po' pochino. E' anche vero però che dalla Sanremo al Giro è stato fuori per infortunio, e questo ha complicato non poco la sua stagione. E inoltre colleziona ben 10 podi totali, migliorando la posizione Continental dal 13° posto della scorsa stagione al 5°. Burlakov: voto 7,5 - addio a malincuore. Il russo, reduce da una buona stagione d'esordio, si migliora, dimostrando di essere competitivo sia nelle gare di un giorno (vittoria al Gp d'Argovie) che nei piccoli tour (vittoria al Circuit de la Sarthe e numerosi piazzamenti in classifica generale, anche in gare HC, due maglie a punti), arrivando addirittura al 3° posto in Continental, dopo essere salito per ben 13 volte sul podio. Troppo costosa però la conferma, per uno come lui che, tranne a cronometro, non ha ulteriori grandi margini di miglioramento. Lascia con 10 vittorie totali per la Mapei: gli auguriamo il meglio Caruso: voto 7 - ci voleva nel nostro team uno come lui, in grado tanto di scortare sulle vette più impervie Yates e Foresi, quanto di rivestire all'occasione i panni di leader. Si concentra più sulle corse a tappe che su quelle di un giorno (anche se fa quarto sia alle Strade Bianche che alla Milano-Torino), e vince in scioltezza la Coppi&Bartali, corre con autorevolezza il Bayern Rundfahrt, si toglie lo sfizio di una vittoria in solitaria al Giro del Trentino. Peccato per l'infortunio che l'ha tirato subito fuori dal Giro d'Italia. 4 vittorie e 9° posto in Continental Dietziker: voto 6 - ormai in pieno "tracollo" quanto a valori, più che portare borracce e proteggere finché può i leader non può fare. Dombrowski: voto 6 - sufficienza di incoraggiamento, ma la stagione non è certo memorabile, anche perché passa più tempo in infermeria che in strada - e non è certo colpa sua. Peccato, perché con quel valore in montagna avrebbe potuto fare assai di più. Poche le cose da ricordare: il terzo posto alla Settimana Lombarda, con maglia di miglior giovane, e il quinto al Tour del Mediterraneo, poi basta Ewan: voto 7 - promosso a pieni voti la "pulce" alla sua prima, vera stagione tra i pro. Non vince molto (tappa al Qinghai Lake e all'Etoile de Bessege), ma è sempre pimpante e presente, porta a casa una maglia a punti e una di miglior giovane, raggiunge anche qualche insperato piazzamento nelle classifiche generali. Ben 13 volte sul podio, 7° in classifica Continental. Il futuro è tutto suo. Foresi: voto 7,5 - è difficile dare un voto alla stagione di Lirio, tra aspettative, comportamento nelle gare Continental, partecipazione a gare World Tour...la sua stagione è stata pianificata in gran parte su di esse, e lì non ha deluso le attese, come abbiamo avuto modo di vedere. Avrebbe potuto vincere qualche corsa in più tra le gare Continental: solo con un grandissimo rush finale è riuscito a raggiungere il bottino di vittorie dello scorso anno (, vincendo ovviamente la classifica Continental...ci aspettavamo la doppia cifra, ma possiamo consolarci con quel che è riuscito a combinare al Giro, alla Sanremo, ai Mondiali. Si conferma campione nazionale in linea, e aggiunge anche il titolo a cronometro. Troppi secondi e terzi posti, ben 18: questo perché grazie alla sua completezza riesce ad essere "presente" praticamente sempre, anche in giornate storte, ma paga la mancanza ancora di una skill di punta che gli consenta di tramutare molti di quei podi in vittorie. Lo attendiamo con trepidazione alla sua prima stagione in WT Ginanni: voto 6,5 - decisamente meglio rispetto all'anonima scorsa stagione: non vince ma "convince" come atteggiamento, conquistando qualche dignitoso piazzamento e vincendo la maglia di miglior scalatore al Tour d'Austria. Matthews: voto 8 - il migliore. 9 vittorie, 2° solo a Foresi nella classifica Continental. A differenza dei suoi compagni, sono più le volte che vince di quelle in cui arriva secondo e terzo, segno che ha una grande capacità di gestirsi e di fiutare i momenti giusti per attaccare. Quando è in forma, è praticamente imbattibile nelle classiche movimentate, con arrivi in pianura, che non necessariamente risolve in volata (ne vince ben 5). Bravo anche a cronometro, dove spesso ottiene più di quel che sembrerebbero suggerire i suoi valori. Mohoric: voto 6 - dopo la brillante stagione d'esordio, stavolta non pervenuto. Lo releghiamo spesso e volentieri a compiti di gregariato, ma se la scorsa stagione aveva la giusta sfrontatezza, in questa è apparso troppo timido e anonimo. Lo vogliamo più aggressivo in WT. Miglior risultato, il quinto posto al Giro dell'Austria Moschetti: voto 7,5 - il futuro campioncino delle corse a tappe inizia a sbocciare, raccogliendo più di quel che suggeriscono i suoi valori: 2° in Austria, 5° nell'USA Pro Challenge (con 2 vittorie di tappa), altra bella figura in Lussemburgo, tre maglie di miglior giovane conquistate e tre vittorie (2 cronometro e un brillante attacco in Austria), mostrando un atteggiamento da leader. Bene così! Olivier: voto 5 - un lungo infortunio gli compromette l'intera stagione, ma anche quando è in forma è troppo moscio e non lascia mai il segno. E dire che a fine stagione raggiunge anche il 76 in montagna...forse il mancato rinnovo del contratto gli ha fatto tirare i remi in barca. Addio senza troppi rimpianti Pardi: voto 7,5 - quanto ci piace questo ciclista! sempre generosissimo, sia quando trascina letteralmente i velocisti allo sprint finale grazie alle sue doti in pianura, quando ricuce gli strappi, quando cerca - e a volte ottiene - gloria personale. Il successo finale al Tour of Britain è il giusto coronamento a un'altra ottima stagione, in cui ottiene altri bei piazzamenti in corse a tappe HC (al De Panne e alla 4 giorni di Dunkerque), e due maglie di miglior giovane. 13° in classifica Continental Osio: voto 5,5 - un altro che lascia senza troppi rimpianti. Protegge con generosità i capitani e ottiene qualche occasionale piazzamento nelle cronometro, ma non si schioda da quel 62 in pianura che compromette troppo il suo comportamento in gara Piat: voto 6 - il francesino non fa niente di speciale ma ha personalità, e dimostra una buona tenuta su tutti i tipi di percorso, dimostrando in più di un'occasione di poter essere qualcosa di più di un portaborracce. Affidabile. Podda: voto 6 - lui invece più di tanto non può fare, e difficilmente verrà confermato quando scadrà il contratto. Ma come Piat, si dimostra affidabile nel rispettare le consegne, e coglie anche un paio di impronosticabili top ten a cronometro A.Schleck: voto 6,5 - voto positivo per l'umiltà con cui indossa i panni del gregario, e per la caparbietà con cui tenta a volte l'impossibile quando è chiamato a fare il leader (vedi Tour di California). Sempre in movimento, appena può parte all'attacco e si lancia nelle fughe. Alla fine raccoglie un bel po' di piazzamenti: 4° in Cina, 6° in California, 9° in Oman e in Germania. E maglia di miglior scalatore nel Criterium. Van der Sande: voto 6 - a tratti indolente, fa cilecca in quasi tutte le gare in cui è chiamato in causa come miglior velocista di giornata. Si riscatta nel finale, con la bella vittoria al Gp di Fourmies. Ma non convince appieno: a scadenza di contratto vedremo il da farsi Villella: voto 6 - ancora nè carne nè pesce, ancora troppo forte per essere un semplice gregario ma non pienamente convincente come leader di giornata. Dovrebbe essere un corridore da classiche, ma a parte una seconda piazza al Giro del Veneto raccoglie di più nelle corse a tappe: ottiene un bel terzo posto al Giro del Trentino e si sblocca in Inghilterra, dove conquista vittoria di tappa, maglia di scalatore e un quarto posto finale. Vedremo se la prossima sarà finalmente la stagione del salto di qualità Yates: voto 7 - E' vero, vince poco, pochissimo, soltanto la cronoscalata al Giro. La vittoria sembra sempre sfuggirgli: 2° al Criterium, 2° in Trentino, 4° in Oman. Fa incetta di maglie di miglior giovane (5 in totale!) e vince la maglia a punti nella sua Inghilterra. Ma la sindrome da eterno piazzato non può oscurare lo splendido podio conquistato al Giro d'Italia, alla prima esperienza in un grande Giro: il vero, grande risultato ottenuto dalla Mapei quest'anno. Che sia l'inizio di una lunga avventura sui podi dei grandi giri...e speriamo non solo nei due più bassi!
  17. già, speriamo davvero! ha impostato la stagione sul Giro d'Italia, dove ha raggiunto quel picco di forma che gli ha consentito di salire sul podio...per il resto, avversari più forti, sfortuna, decisioni bizzarre (mie!) gli hanno impedito di vincere le altre corse a tappe disputate...ma noi crediamo fortemente in lui: non avremmo rinnovato altrimenti un contratto a una cifrona importante, 77k a stagione...Adam ora deve dimostrare che vale l'investimento!
  18. ....ancora un successo in questa straordinaria stagione per Micheal Matthews!!! Nona vittoria stagionale per lui, quinta classica: quando è in forma non ce n'è per nessuno, riesce a battere anche ciclisti più forti di 2-3 skill in volata grazie alla sua completezza...davvero straordinario acquisto, non vedo l'ora di vederlo stagione prossima in world tour... ah dimenticavo: qui vince il Gp d'Isbergues! ....ed è tempo di....MONDIALI! Lirio dopo il Giro d'Italia ha pian piano recuperato la forma, e si presenta all'appuntamento tirato a lucido. Lo mandiamo sia a crono che su strada: contro il tempo non brilla, migliore degli italiani Nibali, che arriva ottavo, preceduto dal nostro Burlakov...vince Tony Martin nella corsa in linea, Ulissi è in forma devastante, ed anche Lirio non scherza: puntiamo su di loro, e facciamo piuttosto bene, visto che arriviamo a giocarcela fino in fondo con un drappello di sette-otto grandissimi fuggitivi... ...mica male! Gli azzurri sotto la pioggia arrivano ai piedi del podio, quarto Ulissi, quinto il nostro Lirio: ottima prestazione nel suo primo mondiale da protagonista! sul podio salgono il nuovo campione Quintana, che precede Mollema e Sagan....lontano Gilbert, campione uscente ...lo strepitoso Quintana si ripete anche al LOMBARDIA: nella sua seconda classica-monumento Lirio conferma le buone sensazioni del mondiale e chiude con un onorevole sesto posto, piuttosto lontano però dai primissimi...d'altronde Lirio è super-completo, ma non dimentichiamo il piccolo particolare che non supera il 77 in nessuna skill! Ricapitoliamo la prima stagione in cui Lirio appare nel ciclismo che conta...i suoi risultati nelle corse world tour disputate: 7° classifica generale - Tirreno Adriatico 7° classifica generale - Giro d'Italia - vincitore maglia a punti, 1 vittoria di tappa 2° Milano-Sanremo 5° Mondiali in linea 6° Lombardia Già protagonista il nostro Lirio, anche se gli manca ancora qualcosa per essere competitivo per le vittorie. Ottimi risultati dunque, ma...andando sul concreto...Foresi in questa stagione ha vinto appena cinque corse! bisogna assolutamente rimediare nelle ultime settimane per portare il bottino almeno alle otto vittorie della stagione scorsa! detto fatto, ecco che arrivano in sequenza bis nella Coppa Sabatini: Foresi replica la vittoria dello scorso anno, in questa classica che evidentemente gli piace assai... ...di grande prestigio il trionfo alla Paris-Tours, dove con una volata di 3km in totale apnea raggiunge e supera sul filo di lana Vanmarcke...uno che in pianura non va pianino! Lirio si porta a casa la sua prima classica .hc, una delle più prestigiose tra l'altro ...e gran finale di stagione col successo nella Japan Cup!! seconda classica .hc conquistata...e si confermano le 8 vittorie della stagione precedente
  19. Vogliamo far superare la sindrome da eterno piazzato al nostro inglesino: Yates parteciperà per vincere il giro di casa, ovvero il Tour of Britain: ce la farà?? l'inizio è abbastanza promettente, con oltretutto un pazzesco Ewan che si piazza terzo in una tappa assai movimentata, grazie al +5 di giornata....davvero troppo incidente la forma giornaliera sulle prestazioni dei corridori... Ma anche in Inghilterra non resistiamo al fascino dell'imprevedibile: con Yates leader momentaneo della classifica, altra fuga-bidone, con protagonista il nostro Pardi, che allunga sui compagni di fuga e si va a prendere vittoria e maglia da leader! povero Yates, perfino il suo stesso ds (ovvero io) rema contro di lui: ma lui è forte e vincerà tante corse, per Glauco invece occasioni come questa difficilmente ricapiteranno....e mentre con Boaro siamo stati ingenui, crediamo fortemente che Pardi riuscirà a tenere la maglia fino alla fine del tour, e così sarà. Abbiamo ancora il tempo per vedere Villella, lontano nella generale, partire da lontano per prendersi la vittoria di tappa (prima in carriera!!!) e la maglia del gpm ....e festeggiare quindi il grande slam realizzato in Inghilterra: vince classifica generale (e ovviamente miglior giovane) Glauco Pardi!!! Davide Villella festeggia la maglia a pois.... ..e a quel poveraccio di Yates resta almeno la "magra" consolazione di vincere la maglia a punti di fronte al proprio pubblico...
  20. ...andiamo in Danimarca al Post Danmark Tour. Non combiniamo granchè: un paio di podi nelle volate con Van der Sande e Ewan, una crono discreta di Burlakov che non gli vale però nè la vittoria di tappa nè il podio nella classifica generale: il russo chiude quarto, a una trentina di secondi dal vincitore Boasson Hagen e voliamo negli Stati Uniti per un Pro Challenge Tour che si rivelerà alquanto imprevedibile. Yates sarà la nostra punta di diamante, con l'idolo di casa Dombrowski in seconda battuta. L'inglsese parte subito bene, con un bel secondo posto in rimonta in una tappa vinta dall'inossidabile Rebellin. Ma invece dell'inglese, chi si scatena nelle tappe immediatamente successive è...Moschetti! che prima si prende una bella vittoria con scatto in solitaria negli ultimi chilometri, e poi bissa a cronometro, superando specialisti come Cancellara e prendendosi il comando della classifica! ricordiamo che le skill del nostro futuro campione non sono ancora granché: 75 in montagna, 72 in collina (dove si sta allenando di brutto), doppio 74 in crono-prologo Tuttavia le sorprese non sono finite e infatti..... ...ma che ci fa uno come Boaro con la maglia da leader a due tappe dalla fine?? Semplice: fuga-bidone! come spesso avviene su Pcm, quando sei leader della corsa e mandi un altro uomo in fuga, questa rischia di assumere vantaggi abissali, visto che tu non tirerai e le altre squadre iniziano a farlo quando ormai è troppo tardi....ricordo una memorabile Vuelta di Spagna su Pcm 13 vinta dal mio.. Oscar Gatto (!!), mandato in fuga con altri 8 uomini. Era il più avanti in classifica tra gli uomini in fuga: la fuga arriva con più di un'ora di vantaggio, tutto il plotone va fuori tempo massimo e Gatto si ritrova vincitore di uno dei grandi giri :S Peccato che la mossa si rivelerà totalmente sbagliata: Moschetti infatti non brilla nelle successive due tappe, Yates idem - incappando in giornate buie di forma - e non riesce a recuperare quel minutino scarso che lo separavano da Sergent, compagno della fuga di Boaro. Vittoria finale dunque per l'australiano, ma applausi comunque per Moschetti, che torna con due vittorie nel taschino e la maglia di miglior giovane Nel frattempo corriamo anche il Tour del Limousin, con Matthews in grande spolvero: vittoria di tappa, maglia di miglior giovane e secondo posto finale, a soli 5" dal vincitore Voss. Bravo il nostro cangurone! e festeggiamo anche una imprevedibile maglia di miglior scalatore, vinta dallo spagnolo Barbero! Nelle classiche, Villella e Foresi si comportano bene (secondo e terzo alle spalle di Trofimov) nel Giro del Veneto, mentre Caleb Ewan coglie il podio nella .hc Brussel Classic A trovare la vittoria è invece Van der Sande, che finalmente dopo una stagione un po' opaca corre una gara di livello e vince il Gp di Fourmies, prima classica hc vinta nella stagione!
  21. Mah, alla fin fine ogni Pcm penso abbia avuto i suoi problemi...io ho giocato a tutte le versioni dal 2009 ad oggi, e ognuna aveva qualcosa che non andava (il peggiore di tutti quello col sistema-volate scandaloso, non ricordo se fosse il 2012 o meno..)...con gli anni dispari che hanno prodotto sempre versioni leggermente migliori rispetto agli anni pari il 2009 era un ottimo gioco, ma bastava scattare in discesa (lunga o corta che fosse) per fare il vuoto assoluto, con qualsiasi corridore e contro qualsiasi corridore. Avrò vinto 756 corse, tra tappe e classiche vallonate, in questo modo, portando alla vittoria gente improbabile. il 2013 con pack era un ottimo gioco, forse il migliore di tutti in termini di realismo (e anche graficamente, a me piace più del 2014). Però anche lì andando a spulciare qualcosa che non andava c'era: ad esempio, il fatto che gli attacchi a 15-20 km dal traguardo effettuati da ciclisti forti fossero troppo facilmente rintuzzabili semplicemente andando di pallino. Per me il 2013 è il gioco del pallino, ovunque, su qualsiasi tipologia di percorso, è troppo vincente. Viceversa, noto con piacere (anche se sta cosa mi ha fatto rosicare non poco) che in questa versione del 2014 chi attacca a pochi km dall'arrivo attacca convinto, tenendo lo sforzo fino alla morte (pure troppo...), e tentare il recupero è molto più realistico, imprevedibile (usare il pallino, contrattaccare, anticipare l'attacco?) e divertente rispetto al "monotono" controllo della situazione del 2013... Certo, i big che scattano a 70 km dall'arrivo spero non diventino una consuetudine! finora è stata la prima volta che mi è capitato in due anni di carriera..
  22. Lo squalo90. Tra "divoratori" ci si intende. Con affetto, Lirio Foresi
  23. nel frattempo si è acceso il mercato... un mercato sofferto per noi, ma riuscito nel suo obiettivo principale: tenere i big. Grandi tuttavia i sacrifici fatti: per Yates e Foresi abbiamo dovuto aumentare di 50k a testa lo stipendio, mentre Villella, Moschetti, Ewan e Brigante hanno chiesto adeguamenti più consoni. Questi prolungamenti hanno lasciato appena 40k nelle casse...mercato in entrata quindi assai povero, molto più nutrito quello in uscita Sull'altare, ahinoi, è dovuto finire Burlakov...che ha firmato con Orica GreenEdge a 57.000 annui, una cifra che noi non eravamo disposti a dare...salutano anche Ginanni, Osio, Boaro, Olivier e Dietziker. Decidiamo di puntare su un nutrito numero di U-23 per il gregariato del prossimo anno, nella speranza che ci dica bene, e su un unico "nome" in entrata... il sostituto di Burlakov è un ciclista ancora giovane, ottimo a cronometro e in collina, potrà dire la sua nei piccoli giri...nella realtà ha tirato qualche volata per Kittel al Tour...chi indovina il nome vince l'autografo di Foresi con dedica!
  24. Primo in Continental e quarto in Superprestige, dietro i colossi Sky-Omega Pharma-Tinkoff Saxo
  25. Squilli cinesi: di Ewan (in volata) e Barbero (fuga) le vittorie di tappa targate Mapei nel Qinghai Lake Tour. Per quanto riguarda la classifica, buona la corsa di Andy Schleck, che chiude al quarto posto ..meglio facciamo nel Giro dell'Austria: Matthews si impone in volata e sorprendentemente a crono, conquistando così la maglia a punti. Moschetti chiude alla grande al secondo posto nella generale (miglior giovane), dietro al vincitore Zardini. Ginanni si porta a casa un'ottima maglia a pois di miglior scalatore ...e un Matthews in forma strepitosa si va a prendere anche il Trofeo Matteotti...niente volata per lui, arrivo in solitudine: quel 77 in collina è davvero utilissimo!
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