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[PCM 2006-2009 pack]Ireland's Call


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16 ottobre 2008

La stagione ciclistica era terminata. Ormai mancava solo la Japan Cup, e il ciclomercato si preannunciava come una rivoluzione. Il 2009 ciclistico sarebbe stato tanto rivoluzionario che, con la scusa di non voler intralciare il suo lavoro di ct, la Ceramica Flaminia aveva scaricato Marconato. Il ct azzurro, in verità, non era stato licenziato: semplicemente, dopo tre anni trascorsi a cercare di raggiungere obiettivi assurdi con budget ridottissimi, Marconato aveva rilasciato un'intervista in cui, pacatamente e serenamente (cit.), mandava a quel paese la dirigenza della sua squadra di club.

In quelle settimane gli azzurri della spedizione di Varese si stavano godendo il successone della squadra, con un'altra medaglia a crono (bronzo) per l'eterno Savoldelli all'ultimo anno di carriera, e il primo e terzo posto di Pozzato e Bernucci nella prova in linea. Dopo due settimane di scalo in Veneto, il ct tornò nella sua seconda terra, quella in cui si era fatto conoscere dal punto di vista ciclistico. Belfast, la città dei murales, delle "peace lines", dei cocci di vetro sui muri divisori, ma anche del Titanic e di uno dei maggiori castelli dell'isola, nonchè dei vari ponti sul Lagan.

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Intanto, dal ciclomercato "rivoluzionario" arrivava una notizia che aveva a dir poco dell'assurdo, se non fosse che era vera: due squadre fallivano ancora prima di nascere. L'italiana Amica-Chips Knauf e la belga-irlandese An Post-M.Donnelly sparivano, lasciando due posti liberi in Continental.

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Qualche giorno dopo, su uno di quei siti che quotidianamente aggiornavano il "borsino degli svincolati" e il ciclomercato, uscì una notizia di cui a quasi nessuno importava, tanto che gli autori del sito la piazzarono quasi in fondo. L'articolo diceva che la An Post sarebbe rimasta nel ciclismo, magari come secondo sponsor. Quel giorno l'azienda dublinese che corrispondeva alla Us Postal fu subissata di chiamate, per la maggior parte squadrette di dilettanti del Leinster.

Marconato intanto era andato a fare un giro panoramico della città. Prima tutta la serie dei ponti sul Lagan, poi il centro città e la mitica Falls Road, infine la zona nord della città. Quello fu l'unico momento in cui si sentì pienamente a casa. A North Belfast, infatti, si trovava il Solitude, lo stadio del Cliftonville ("il più bel nome di stadio di tutta l'isola, e forse anche del Regno Unito" diceva lui). Scroccando il pc della segreteria, come era abituato a fare non possedendone uno personale, trovò esattamente quello che sperava, dopo aver vagato per 3-4 siti italiani. Ben tre notizie favorevoli, e la squadra era quasi fatta. La Navigators Insurance chiudeva, e in quella squadra correvano parecchi suoi amici del periodo in nazionale. Non solo: si sarebbe liberato un posto in Professional per il fallimento dell'Amica Chips, e An Post e Navigare davano la loro disponibilità come secondo sponsor.

Tornò nella casa vuota, per la prima volta dopo 14 anni per fermarsi, e telefonò prima alle due aziende, che gli diedero parere favorevole. Ora veniva la parte più difficile, ossia convincere quell'amico corridore, con trascorsi in nazionale e nella Selle Italia e che aveva smesso ben 4 anni prima, a tornare a correre.

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Finalmente era arrivato il giorno della presentazione. Marconato era riuscito a radunare 14 corridori, due dei quali davvero forti, per la stagione 2009. Alcuni erano Navigators rimasti senza contratto, come gli irlandesi Power e O'Loughlin e l'italiano Camponogara. Tomaselli era stato preso fra i corridori della disciolta Amica Chips, mentre i due leader, Valjavec e Ventoso, avevano deciso di tornare in Continental dopo alcune annate poco soddisfacenti. A presentare la squadra fu Bram De Groot, promosso direttore sportivo assieme a Daniel Schnider, mentre Spadi e Sabido avevano raggiunto la nuova squadra come corridori. L'olandese fece scendere i corridori uno per uno sulla pista di atletica del Solitude, prestato al ciclismo per l'occasione. Bram partì presentando i gregari, tra cui c'era l'irlandese Dermot Nally. Il corridore era stato alla Selle Italia per un annetto, nel lontano 2002, per poi finire nella gs2 spagnola Costa de Almeria e ritirarsi nel 2004. Poi fu presentata la maglia della squadra.

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Lo sponsor grosso alla fine era arrivato, e aveva richiesto degli obiettivi raggiungibili, per la prima volta della carriera di Marconato. Arrivarono i gregari esperti e i luogotenenti vari, fra cui lo svizzero Stalder, il cronoman irlandese McCann, i due ex Flaminia e l'italiano Colli. Già per una continental neonata era una buona formazione, poi i colpi di scena finali Ventoso-Valjavec. La stagione sarebbe cominciata piuttosto tardi, con il Langkawi a febbraio, ma le premesse erano buone. Nella formazione completa c'era anche il sammarinese Marco Pazzini, prima volta in cui un cittadino del Titano avrebbe corso in Continental.

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La prima gara della stagione, lunga dieci giorni, fu il Tour of Langkawi. Da questa corsa arrivarono alcuni segnali interessanti per il prosieguo della stagione. Nally sembrava essere tornato un buon corridore nonostante la lunga assenza dalle gare, resistendo nel gruppo principale nelle due brevi tappe di montagna, assieme a un Basso e un Nibali in grosso ritardo di condizione. Il miglior piazzamento della Bank of Ireland era stato il secondo posto di Colli nel volatone della sesta tappa, Ventoso era entrato quattro volte nei 10, mentre Tomaselli si era piazzato nono nell'unica cronometro. C'era ancora molto da mettere a posto, ma con l'arrivo di Power (un problema nel depositare il contratto l'aveva tenuto lontano dalla squadra fino al 24 gennaio) e di un altro gregario, l'uzbeko Shkarpeta, la squadra aveva aumentato il suo potenziale sia in salita, sia nelle classiche brevi. Il calendario ora prevedeva la Volta ao Algarve e poi le due semiclassiche di Chiasso e Lugano, appuntamento classico di inizio marzo.

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Nelle prime due tappe dell'Algarve si vide una squadra combattiva, simile a quella che nel 2007 aveva dato tante soddisfazioni alla Flaminia. Il neo arrivato Shkarpeta fu derubato della vittoria dell'unico Gpm di giornata, e sapendo di non essere al top della forma preferì rialzarsi dalla fuga a 5 che era partita al terzo chilometro. Vittoria e maglia gialla per il francese Ladagnous, davanti all'altro francese Claude. Nel gruppo i Bank of Ireland non fecero la volata, per cercare di restare compatti attorno al leader Ventoso.

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Nella seconda tappa altri gpm e altra fuga di Denis Shkarpeta, stavolta però andò male, nel senso che l'uzbeko andò in crisi sulla salita che c'era in mezzo ai due gpm, raccogliendo solo due punti. Shkarpeta vestì comunque la maglia azzurra di miglior scalatore quel giorno, dato che il leader Claude era già in maglia verde (punti). Sulle due salite, molti velocisti, tra cui Colli, persero contatto, mentre davanti la fuga dei superstiti Buffaz, Dupont e Coutouly finiva. Ventoso prese la ruota dei CSF che lanciavano Finetto, ma sulla sinistra arrivò come un fulmine Garcia Acosta, seguito da due treni. Ventoso finì 8°, recuperando posizioni nella generale fino al nono posto. Il leader Ladagnous arrivò a 1'50" cedendo la maglia a Claude.

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La terza tappa era pianeggiante, la quarta pianeggiante ma con un muro ai -15, l'ultima con arrivo collinare.

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Le altre 3 tappe sono in arrivo nei prossimi due giorni, non le ho ancora giocate ma come sempre si cercherà di far saltare i piani delle big e possibilmente arrivare sul podio con Ventoso

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Nella terza tappa dell'Algarve il percorso era pianeggiante, ma c'era quello strappo all'8% ai -20 in grado di far saltare la corsa. E in effetti, una volta ripresa la solita fuga da lontano, tutto si rimescolò. Su quello strappo mezzo gruppo si alzò sui pedali per forzare, ma solo in pochi riuscirono a evadere dal gruppo. Ventoso, forte di un buono stato di forma, cercò di uscire in progressione.

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Dopo la salita c'erano alcuni chilometri di discesa molto veloce, e visto che il gruppo non reagiva Ventoso attaccò in discesa per riprendere quelli che erano rimasti davanti.

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L'attacco fu ripreso. Ventoso si gestì bene e scortato da Scanlon fece la volata. Peccato per quell'attacco avventato, senza avrebbe forse fatto meglio del 5° posto finale.

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Nella quarta tappa, di cui non sono disponibili le immagini (crash del replay), era arrivata la fuga bidone, con Spadi 7°. Dietro avevano perso parecchi minuti, per un ventaglio, i vari Claude (leader) e Van Geffen (secondo). La nuova maglia gialla era Josè Garcia Acosta, con Ventoso a 20". Il miracolo era possibile visto l'arrivo collinare del giorno dopo.

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L'atmosfera era elettrica in casa Bank of Ireland. C'era la concreta possibilità di portare a casa il primo successo, sotto forma di classifica generale o di tappa. Al primo chilometro partirono quattro corridori, tra questi il cronoman nordirlandese David McCann, che tentava di portare via più punti possibile per i gpm e magari agganciare il leader Bonnet fermo a 12. Vinse entrambi i traguardi, ma Bonnet portò a casa 2 punti, dato che davanti erano rimasti solo in due (McCann e il francese Matheou).

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McCann cercò di resistere fino al traguardo, e il vantaggio di 3 minuti a -10 dall'arrivo sembrava sufficiente. Ma sullo strappo finale lui e Matheou furono ripresi. La volata, ovviamente priva dei velocisti puri, fu anticipata dallo scatto di Joaquin Rodriguez, che conquistò tappa e maglia. Ventoso, partito forse troppo indietro, terminò sesto.

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In generale Ventoso conquistò il quinto posto, risultato molto positivo per lo sponsor. Ora tre classichette prima dell'inizio della Settimana Coppi e Bartali.

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