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Eurolega e Dintorni...


emmea90

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Apriamo anche il topic basket per la nuova stagione, lo faccio oggi, giornata di mondiale.

Parte il mondiale, senza l'Italia. Questo il programma di oggi.

immagineca.png

La Rai darà in diretta su Sport 1 alle ore 20.00 la supersfida tra Francia e Spagna, a seguire la differita di USA - Croazia.

In diretta sulle finestre Web streaming, oltre alla partita degli americani anche Grecia - Cina.

Strafavorite per la vittoria finale Spagna (campione uscente) e USA.

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allora ceste serie a e mi dedico ad angola giordania.. l'angola squadra i cui giocatori provengono tutti da 3 squadre che giocano nel campionato nazionale.. la temibile giordania invece ha ben 7 giocatori su 12 che giocano nel zain!!! ma ha pure la stella wright nato negli stati uniti che gioca nel celeberrimo campionato libanese!

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Sabato 28 agosto

ore 15.00 GRECIA - CINA diretta Rai.tv

ore 18.00 USA - CROAZIA diretta Rai.tv

ore 20.00 FRANCIA - SPAGNA diretta Rai.tv e Rai Sport 1

ore 21.45 USA - CROAZIA differita Rai Sport 1

Domenica 29 agosto

ore 10.30 GRECIA - CINA differita Rai Sport 1

ore 15.30 SLOVENIA - USA diretta Rai.tv e Rai Sport 2

ore 17.30 PORTORICO - GRECIA diretta Rai.tv

ore 19.00 PORTORICO - GRECIA differita Rai Sport 1

ore 20.00 TURCHIA - RUSSIA diretta Rai.tv

ore 22.15 TURCHIA - RUSSIA differita Rai Sport 1

Lunedì 30 agosto

ore 15.30 SLOVENIA - CROAZIA diretta Rai.tv e Rai Sport 2

ore 20.30 USA - BRASILE diretta Rai.tv e Rai Sport 2

Martedì 31 agosto

ore 17.30 PORTORICO - CINA diretta Rai.tv (TBC)

ore 20.00 SPAGNA - LITUANIA diretta Rai.tv e Rai Sport 2

Mercoledì 1° settembre

ore 15.30 SERBIA - AUSTRALIA diretta Rai.tv e Rai Sport 1

ore 18.00 IRAN - USA diretta Rai.tv e Rai Sport 1

ore 20.30 BRASILE - SLOVENIA diretta Rai.tv

ore 21.45 BRASILE - SLOVENIA differita Rai Sport 1

Giovedì 2 settembre

ore 15.00 SPAGNA - CANADA diretta Rai.tv e Rai Sport 1

ore 18.00 ARGENTINA - SERBIA diretta Rai.tv e Rai Sport 2

queste le dirette Rai di questa prima fase.

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Un ragazzino mette ko la Spagna!

SPECIALE MONDIALI – Dopo l’atletica e il nuoto e gli europei giovanili, in Turchia la Francia batte i campioni del mondo grazie a Andrew Albicy, 1,78, miglior giocatore della Under 20. Il presidente turco Gul fra gli spettatori, altra sorpresa: il Libano di El Khatib batte il Canada!

MILANO, 29 agosto 2010- Nello sport è dunque il momento della Francia. E dopo aver trovato la freccia bianca dell’atletica europea verso Londra, aver dominato gli europei di nuoto di Budapest, chiusi gli europei giovanili di basket col secondo posto nella Coppa delle Nazioni dietro una Russia in pieno rilancio, nella gara d’apertura iridata più attesa sul piano della posta in palio ha messo ko la Spagna campione del mondo offrendo col suo coach Vincent Collet, il tipico prodotto del sistema dell’INS, quello che da noi era una volta il settore tecnico squadre nazionali dell’avvocato Coccia e di Giancarlo Primo e poi di Rubini e Gamba, una salutare lezione a molti yuppies tricolori della panchina che vedono la loro carriera solo all’insegna di un bel contrattone, se non due, naturalmente a rischio zero. Sì, un part-time che significa anche la possibilità di un doppio stipendio, con tanti colleghi a spasso, società al collasso economico, mica quel part-time di rappresentanza, onorifico, che è un servizio reso alla bandiera come lo interpretano gli Stati Uniti vedi Mike Kryszewski di Duke che ha deciso di tornare e allenare una squadra tutta NBA, un grosso rischio per lui guru intoccabile della NCAA.

Si capisce, adesso, che non fu certo una promozione “populista” l’anno scorso quella di Collet, presentata con la chiamata di Antoine Diot dalla Under 20 alla prima squadra per l’Additional Round dove la Francia riprese slancio riuscendo a essere protagonista poi nell’europeo di Polonia. Siè ripetuto Collet, cognome figurato che sa di prezioso collante, raccogliendo subito i frutti del suo coraggio. Di fronte all’indisponibilità di Beubois non ci ha pensato due volte a promuovere immediatamente Andrew Albicy, e il risultato si è visto. Il MVP dalla Under 20 campione d’Europa d’inizio estate a Zara, e di cui Sportevai.it aveva parlato nel silenzio dei media stregati dall’azzurra col sacro fuoco dentro. E oltre al più giovane anche il più piccino(1,78) della decina di mori francesi (fra i quali ha fatto la sua parte Alì Traore, neo acquisto di Roma) giocando ben 26 minuti con 3/5 al tiro, 1/2, 2/3 dall’arco, 5 su 7 dalla lunetta, 3 rimbalzi. E’ stato decisivo l’entrata di questo ragazzo della balie parigina che fa tutto alla velocità di una freccia, al posto di Nando de Colo, uno di tanti francesi scelto dalla NBA. L’Andreino è arrivato a debuttare in nazionale senza essere titolare nella squadra di Paris-Levallois, comunque riserva di qualità, con 4,5 punti e 3,6 assist nella prima divisione francese.

E’ quindi davvero ancora più brutta questa sconfitta della Spagna in una gara nervosissima, con un arbitraggio criticatisismo da parte del portoricano Vasquez, l’australiano Aylen e l’argentino Fernandez, e l’assenza del suo totem, Pau Gasol, non può essere presa come scusante da Sergio Scariolo quando le “furie rosse” si ostinano a puntare su un gioco perimetrale per i tiratori. Un po’ come ha fatto – per rimanere in tema – l’Italia di Pianigiani nelle qualificazioni europee, col play che pompa la palla, e speriamo che magari qualcuno lo scriva per aiutare, come si cerca noi, lo stesso coach che possiede titoli e qualità, magari anche per dimostrare che la libera circolazione delle idee non è morta assieme a una grande tradizione che non si limitava alle veline nell’accezione del termine, non come si dice nel mondo del gossip.

Sergio Scariolo, anch’esso in part time, la testa in Russia e i piedi in Spagna o viceversa, dopo aver vissuto il post-europeo a Mosca, un po’ estraneo alla sua seconda patria, si è dimenticato infatti in panchina quello che poteva spaccare in due lo scudo francese, il suo incursore, un fighter come il basco San Emeterio messo in squadra a furor di popolo, essendo impossibile lasciarlo ancora fuori dopo l’esaltante playoff con la vittoria del titolo iberico alla quinta partita contro il Barcellona campione d’Europa.

L’ex coach dello scudetto di Pesaro sul 18-9 nel primo quarto non pensava certo la tigna dei francesi in quella sorta di derby europeo, ha deciso di affondare con l’equipaggio vincente. Troppi cecchini, troppi doppioni, troppi galletti, due pivot usurati quali Garbajosa e Reyes (gli stessi che Ettore Messina ha voluto salvare nel nome di una ispanica del Real Madrid) che non fanno un pollice del totem Pau Gasol mentre il fratellone di 2,16 Marc deve ancora crescere, manca di freddezza nel tiro, anche dalla lunetta. Dice già molto il 3/10 di Rudy Fernandez, giocatore della NBA, il 5/15 di Carlos Navarro, il gran capitano del “Barca” e l’1/5 di Sergio Llull, ma questa lezione porta la firma di Andrew Albicy, nato il 21 marzo a Sevres, 1,78, un ragazzo che la rabbia della periferia parigina l’ha messa nello sport, esploso recentemente con 12,9 punti e 5,9 assist agli europei under 20 di Zara nei quali – per rimanere a noi – l’Italia del coach part-time (Sacripanti Stefano) è passata dal 4° al 10° posto, e chi s’è visto s’è visto. Tanto fra un anno chi se lo ricorda più questo risultato…

Questo mondiale è una tappa importante per il ruolo del rinnovamento della Turchia e la sua marcia verso l’Europa occidentale, ha offerto arene spaziose, passione, ingenti sistemi di sicurezza, e non solo per i previsti incontri critici che spaziano anche nel campo politico, vedi il prossimo fra i cestisti americani e quelli del “diavolo” iraniano Hamanejad, e quello fra Grecia e Turchia, rivalità che si tramanda dai tempi della civiltà greca. Importante, però, vedere in tribuna sorridente, nella sua Kayseri, il presidente (islam ico) della repubblica Abdhullad Gul che si può facilmente scambiare per George Clooney tanto i due si assomigliano.

La Turchia di Bogdan Tanjevic, uscito dalla sfida col cancro e pronto per il nuovo incarico di Roma dopo il mondiale, ha avuto meno spettatori (7222) del Dream Team (12 mila 500). Certo non è bello entusiasmarsi quando il play ha 32 anni, come Omer Onan, stilisticamente poco raffinato ma indispensabile, meglio Ilyasova, il centro dalle grandi ali, molto migliorato dalla secondaa esperienza NBA (Milwaukee).

Il Dream Team di “coach K” gioca come una squadra di college, e poggia su una guardia esplosiva di 22 anni, Eric Gordon, che porta punti, sa guidare la squadra, e fa disperare l’avversario tanto non gli concede un millimetro. Andare a chiedere a Roko Ukic. Ha dato, il Dream Tem 28 punti alla Croazia, portata ai mondiali di Repesa, ma ringiovanita e in attesa di far posto ai suoi gioielli delle giovanili, il sedicenne Dario Saric (MVP dei cadetti) e il ventenne Mario Delas, trovatasi in asfissia, chiedere apunto al regista Roko Ukic, (2/11, 1/4 ai liberi), uno che pure nella NBA ha giocato anche se solo col Fenerbahce di Tanjevic a raggiunto la sua dimensione.

Infine, in una giornata sulla quale si potrebbe scrivere un libro, ha marcato 37 con 16 liberi su 20 punti un bassotto zelandese, Kirk Penney, che in borghese potrebbe essere scambiato per un impiegato. La Giordania di Zaid Abbas, il Jordan palestinese di Nablus, per poco non mette ko l’Australia di Alecs Maric, miglior pivot dell’Eurolega, mentre per rimanere nell’area mediorientale il Libano che nella sua prima partecipazione quattro anni fa battè la Francia, ha dato 10 punti al Canada pur con i suoi giocatori NBA, come Anthony. L’eroe è stato la sua gloria nazionale della nazione dei cedri, quel Fadi El Fathib, con i tuoi tatuaggi di guerra, riesce ancora passati i 30 anni a giocare partite straordinarie. E quella col Canada, 31 punti in 36’, 10/17, 8/13 nell’area, 2/4 da 3, 9/11 tiri liberi, 8 rimbalzi è solo l’ultima in ordine di tempo. Il Libano, naturalmente, ringrazia l’Italia che per soli 600 mila euro ha rinunciato a una wild card che adesso ha provocato un’ondata di orgoglio nazionale senza prezzo.

Avremo tempo di parlare anche dei mondiali dei giocatori della speghetti-league, la maggior performance è di Nikos Zizis, 21 punti, che forse era maturo per guidare Siena nel dopo-McIntyre, anche se ha fatto bene con quel monte d’ambizioni a ingaggiare un giocatore del calibro di McCalebb. Ok anche il Maciulis tiratore dell’Armani, e il Marquhino del Brasile, non una conferma dell’errore della Virtus Bologna di mettere alla porta il suo capitano Gus Giovannoni, da due stagioni un po’ l’Oscar di questa squadra che ai mondiali ha fatto le sue cose migliori.

Il punto sui mondiali

Girone A (Kayseri): Serbia-Angola 94-44 (Rasic 22, 10 Cipriano), Australia-Giordania 76-75 (Maric 23, 22 Andersen; Z.Abbas 20), Argentina-Germania 78-74 (27 Delfino, 20 Scola; 20 Greene). Classifica: Serbia, Argentina, Australia 1/0, Germania, Angola, Giordania 0/1.

Girone B (Istanbul): Usa-Croazia 106-78 (Gordon 16, Durant 14; Bogdanovic 17, Popovic 16), Brasile-Iran (Giovannoni 17, Haddadi 16); Slovenia-Tunisia 80-56 (16 Dragic, 11 Slimane). Classifica: Usa, Brasile, Slovenia 1/0, Croazia, Iran,Tunisia 0/1.

Girone C (Ankara): Grecia-Cina 89-81 (21 Bourousis e Zizis 21; Yi 26), Russia-Portorico 75-66(Monya 16, Barea 26), Turchia-Costa d’Avorio 86-47 (Onan 18, YIlyasova 17) . Classifica: Russia, Grecia, Turchia 1/0, Cina, Portorico, Costa d’Avorio 0/1.

Girone D (Smirne): Libano-Canada 81-71 (El Khatib 31, Anthony 17), Lituania- Nuova Zelanda 92-70 (Kleiza 27, Maciulis 14; Penney 37), Francia-Spagna 72-66 (Gelabale 16, 14 Batum; 17 Navarro). Classifica: Francia, Lituania, Libano 1/0, Spagna, Libano, Nuova Zelanda 0/1. Marcatori: 37 K.Penney (NZel), 31 El Khatib (Leb), 27 L.Kleiza (Ltu), C.Delfino (Arg), 26 J.Yi (Cina).

www.sportevai.it

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Si sveglia la Germania

Nella seconda giornata in Turchia la titolata Serbia perde nel supplementare sotto. Quelli che vincono con la wild card…

di Enrico Campana – MILANO, 30 agosto 2010 – Il Dream Team fa sul serio, anche senza Koby Briant LeBron James e Wade, la stella olimpica di Pechino, mostra quanto sia crescituto come star Kevin Durant, il giocatore che ha fatto di Oklahoma una franchigia vincente. Gli americani decisi a rivincere il mondiale, magari per collaudare questa squadra futuribile per l’Olimpiade, piace e diverte e fa 12.500 spettatori contro la Slovenia che tiene l’ultimo quarto a Istambul in una domenica dove sugli spalti degli altri impianti si notano larghi vuoti, a parte i 7200 spettatori di Ankara per Turchia-Russia. Match con solo 121 punti, poco divertimento, difese convulse, gioco sincopato, una parata di carri armati e panzer dove alla fine Hidayet Turkoglu e Ilyasova, le due torri che giocano nella NBA e sembrano aver trovato una dimensione attraverso varie esperienze, offrono un contributo decisivo alla vittoria.

E’ la solita e solida Turchia di Bogdan Tanjevic, un po’ tetragona, a volte garibaldina, ancorata a vecchi schemi, ma fisicamente impressionante e con un play di lavoro, Onan, che purtroppo non rappresenta l’armonia propria del ruolo. Uno vero stakanovista. Vince il parallelo anche la Grecia. La grande nemica vince ancora di misura, e dopo la Cina neutralizza il basket du combat, pittoresco e vociante, dei portoricani che saltano, corrono tirano, anche se non hanno tuttavia un grandissimo del basket come Vassilli Spanoulis che lasciato per un contratto annuale di 2,9 milioni di euro il Panathinaikos per l’Olympiakos, come se Totti passasse alla Lazio, fa 28 punti, un grande spettacolo, contro gli isolani cugini degli americani.

Bourousis porta rimbalzi, mentre Nikos Zizis, il play-sicurezza di Siena, non ripete i 21 punti della gara d’apertura (7 punti, 1/4 e 1/3 al tiro), ma in questa squadra ena un vero pivot, si dimostra indispensabile con 30 minuti, 4 rimbazi, 3 assist. Insomma, tutto è pronto per l’attesissimo scontro fra Turchia e Grecia di martedì sera, fra due paesi che duellano da oltre duemila anni di storie, e hanno idee politiche e religiose diverse e si sono combattute per il possesso di grandi territori.

Insomma, tutto è pronto per l’attesissimo scontro fra Turchia e Grecia di martedì sera, fra due paesi che duellano da oltre duemila anni di storie, e hanno idee politiche e religiose diverse e si sono combattute per il possesso di grandi territori.

Per la Turchia, già scritto nei giorni scorsi, questo è molto di più di un evento sportivo. Lo si capisce dalle massime autorità del paese, in missione permanente sui paquets. Ha cominciato il presidente Abdullah Gul a Kayseri, la città natale, intrattenendosi sabato col presidente della FIBA Bob Elphinston. Domenica ad Ankara il premier Erdogan s’è infilato negli spogliatoi dei suoi eroi dopo il successo con la Russia e fatto un discorsino di questo genere: “Sono felice di questa vittoria, ma quella con la Grecia vale molto di più” Capito di aver caricato di troppi significati la gara di martedì, e si è corretto: “Sì, è più importante per il primo posto..”. Ma non ce l’ha fatta a trattenersi fino in fondo. “Voglio congratularmi con la squadra, e dividere l’entusiasmo con i giocatori e il pubblico”. Si prepara insomma un bell’ambientino per soffiare sul fuoco della rivalità, e sulla Rete arrivano a fiotti commenti al vetriolo, i tifosi vogliono che la politica stia fuori dallo sport, che non si parli solo della squadra turca, pretende arbitraggi migliori di quelli visti nelle prime gare, mentre i fans americani sfottono le squadre europee troppe rassegnazione quando vanno sul campo per sfidare questo Dream Team che non lascia spazio alle concorrenti se non per il 2° o 3° posto.

L’Argentina senza Manu Ginobili vince la sua seconda gara, stavolta coi punti di Scola e non con quelli di Carlos Delfino e gli assist di Pablo Prigioni, il play del Real Madrid di Messina. L’Australia perde di 2 punti, e la differenza la fa l’indisponibilità di Alec Maric che gioca solo pochi minuti senza segnare, un handicap insormontabile anche se i canguri, al solito, sono sempre reattivi e non muoiono mai. La sorpresa della giornata è certamente la sconfitta di un punto nell’overtime della Serbia, e cioè la nazione ha vinto più mondiali (5) e che una volta si chiamava Jugoslavia, impero spezzettato in tante piccole repubbliche che tengono vivo il prestigio e la passione per questo gioco che è anche un prodotto utile al pil.

La Germania che figura nel’albo d’oro per un bronzo 2002, una medaglia che per ben due volte l’Italia ha sfiorato oltre 30 anni fa quando la Federazione era la struttura portante di un movimento che s’imponeva come modello sociologico e non per il traffico di passaportati e oriundi (sembrano ci siano oltre 900 argentini tesserati Fip, sarà vero?). La Serbia che non ha un giocatore balzano come Milos Teodosic, l’ago della bilancia dell’Olympiakos, non è per ora quella che desidera il suo antico maresciallo Dusan Ivkovic. Costa Perovic, il monumentale centro ingaggiato dal Barcellona, ha fatto dei progressi, segna 20 punti ma senza la personalità e il dinamismo dei predecessori, contro i germanici ha toppato al tiro Velickovic facendosi perdonare gli errori con tanti rimbalzi, e non ha una grande mano il nuovo play della Benetton, il giovane Markovic, che tuttavia è un grande passatore e il suo avversario lo fa sparire dal campo, pochi difensori hanno tanta deidizione e fiato.

Non sono bastati 16 rimbalzi in più (43 a 27) in una serata-no al tiro (7 su 24 da 3), mentre la Germania di Baumann ha finalmente sfruttato i 214 centimetri di Jagla che a 29 anni sta dando finalmente il contributo alla sua nazionale, e ha scritto 22 punti, 9 rimbalzi, 4 assist per questo giocatore immenso che gioca fuori area e al quale ha giovato l’ingaggio nella squadra polacca del Prokom che in Euroleha ha fatto meglio delle italiane. Con Nowitzky, bloccato dal padrone di dallas, questa Germania avrebbe dato del filo da torcere. La sua ultima leva non è male, ma il suo coach è in continua guerra con i club perché i giovani, dotati fisicamente (segnatevi il nome di Tibor Pleiss, ne sa qualcosa la Benetton che l’ha trattato), hanno poche opportunità. E ogni tanto, come contro la Serbia, giocano alla morte per sostenere la causa del loro allenatore.

Dicevamo…? Ah, visti in azione i due fischietti italiani, l’abruzzese Lamonica primo arbitro di Lituania-Canada e il triestino-milanese Guerrino Cerebuch secondo nel difficile Argentina-Australia. Fortunati loro, staranno lontani dai problemi che incombono sui fischietti italiani, fra i tanti che non vengono risolti. Infine, c’è da dire che a quelli della wild card gli porta bene, la Lituania ha già vinto 2 gare, una la Russia, la Germania e il Libano, per cui è forte il rimpianto per non aver pensato a organizzare una squadra italiana, magari avrebbe potuto recuperare Gallinari, Mason, far giocare Poeta, Di Bella e altri giovani da sperimentare, in fondo come fanno i francesi e i tedeschi. La Spagna ha fatto pagare la rabbia per la sconfitta con la Francia alla Nuova Zelanda, festival dell’assist da parte di Rubio, ma torno a dire: troppi tiratori, e c’è un umile santo a cui rivolgersi, il basco San Emeterio ce di nome fa Fernando.

Il punto sui Mondiali

Girone A (Kayseri) – 1ga g: Serbia-Angola 94-44, Australia-Giordania 76-75, Argentina-Germania 78-74. 2.a g: Angola-Giordania 79-65 (16 Lutonda; 18 Wright) Germania-Serbia 82-81 ts (22 Jagla; 20 Perovic), Argentina-Australia 74-72 ( 31 Scola, 22 Ingles). Classifica: Argentina 2/0, Serbia, Australia , Germania, Angola 1/1, Giordania 0/1.

Girone B (Istanbul) – 1.a g: Usa-Croazia 106-78, Brasile-Iran 81-65; Slovenia-Tunisia 80-56. 2° g: Usa-Slovenia 99-77 (22 Durant; 13 Nachbar), Croazia-Iran 75-54 (13 Ukic; 27 Addadi), Brasile-Tuinisia 80-65 (21 Leandro Barbosa; 15 Kechrid). Classifica: Usa, Brasile 2/0, Slovenia, Croazia 1/1, Iran,Tunisia 0/2.

Girone C (Ankara)- 1.a g: Grecia-Cina 89-81, Russia-Portorico 75-66, Turchia-Costa d’Avorio 86-47. 2.a g: Cina-Costa d’Avorio 83-73(26 Yi; 20 Diabate), Grecia-Portorico 83-80 (28 Spanoulis; 20 Barea), Turchia-Russia 65-56 (14 Turkoglu; 13 Kaun, Monya). Classifica: Grecia, Turchia 2/0, Russia 1/1, Cina, Portorico, Costa d’Avorio 0/2.

Girone D (Smirne) – 1.a g: Libano-Canada 81-71, Lituania- Nuova Zelanda 92-70, Francia-Spagna 72-66. 2.a g: Lituania-Canada 70-68 (18 Kleiza, 15 J.Anderson), Francia-Libano 86-59 (18 Gelabale, 19 Vroman), Spagna-Nuova Zelanda 101-84 (22 M.Gasol; 21 Penney) Classifica: Francia, Lituania 2/0, Libano, Spagna 1/1, Canada, Nuova Zelanda 0/1.

Marcatori: 37 K.Penney (NZel), 31 El Khatib (Leb), 27 L.Kleiza (Ltu), C.Delfino (Arg), 26 J.Yi (Cina).

Programma

30 agosto, 3.a g.: 16.30 Serbia-Giordania, Croazia-Slovenia; 19 Tunisia-Iran, Australia-Germania; 21.30 Usa-Brasile, Argentina-Angola.

31 agosto, 4.a g: 16 Russia-Costa d’Avorio, Libano-Nuova Zelanda; 18.30 Portorico-Cina, Francia-Canada; 21: Grecia-Turchia, Spagna-Lituania.

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Trema il Dream Team!

SPECIALE MONDIALI – Con i canestri di Vinicius detto “Marquinho, il carioca di Montegranaro, il Brasile sfiora il clamoroso colpo. Decisivo l’ex senese Uros Slokar per il successo della Slovenia nel derby con la Croazia. Troppi favoritismi per la Turchia

MILANO – Fino alla vigilia era considerato urbi et orbi più forte di quello dell’oro di Pechino il Dream Team di questi mondiali. Meglio definirlo un Mixer Dream, una formazione un po’ sui generis, di concezione spuria rispetto alle ferme e ben note convinzioni di stampo “integralistiche” dei padroni del vapore e che tanta stavolta di legare due generazioni di giocatori NBA, quelle di Chauchney Billups con i suoi 34 anni e di Lamar Odom, 31 anni, l’unico rappresentante dei Lakers vincitori dell’anello, con la cosiddetta “jet-generation” rappresentanta dai rampanti Kevin Durant e Derrick Rose. Ovvero i giovani polmoni e autentiche star di coach Kryszewki senza i quali gli ambasciatori della grande pallacanestro si sarebbero trovati addirittura sul banco degli accusati dopo la gara col Brasile.

Fortunatamente per loro e per il mondiale turco che è un’operazione di stato più che sportiva perché il basket non è il calcio, un po’ il caso dell’Italia, ci hanno penato KD e DR, nomi in codice delle due superstar, a rimettere le cose al loro posto. Kevin Durrant è l’impareggiabile “tuttofare” e giocatore franchigia dei City Thunder, la squadra arrivata questa stagione allo scontro coi Lakers con 50 vittorie e 32 sconfitte, primo playoff per Oklahoma. Kevin, la copia antropologica di uno dei bronzi di Riace, ha segnato ben 27 punti e catturato 10 rimbalzi , ovvero quando la doppia doppia che vale doppio….

Derrick Rose, il primo giocatore dei Bulls dai tempi di Jordan a fare parte del Quintetto All Star (20 punti di media) ha contribuito a sua volta con 11 punti e 5 rimbalzi. Sostenendo la squadra e il suo mentore Billups . Il Dream team è diventato un Back Team, ha pompato la palla, mai vista una squadra usa che finisce la gara con metà degli assist dell’avversaria, 8 contro 15 e questo dice tutto della “bambola” degli imbattibili. “Coach K” ha avuto fifa, e allora gli Usa delle pari opportunità, 20 minuti assicurati per tutti, si è appoggiata al quintetto Billups, Rose, Durant, Iguodala e Odom tenuti quasi sempre in campo, magari in qualche caso senza meriti specifici. Riuscirà “Coach K” a riportare il mondiale negli Stati Uniti, o per Londra bisognerà nuovamente ramazzare tutte le grandi star?

Le batoste inflitte agli slavi croati e sloveni, sesti e quarti agli europei, avevano davvero generato una convinzione rivelatasi errata, e che la medaglia d’oro fosse già un diritto acquisito per la nazione che ha inventato e nobilitato la pallacanestro e la cui squadra anche sul Bosforo ottomano è oggetto di culto, vedi i 12 mila spettatori fissi di Abdi Ipecki e un interesse maggiore rispetto alla tetragona squadra di casa.

In realtà il festival delle celebrazioni anticipate si è interrotto bruscamente, per la fortuna dell’interesse per il mondiale, nelle due quasi due ore non bellissime come spettacolo cestistico, come dimostrano anche i 138 punti totali, non raramente un punteggio invidi duale di una squadra NBA. Il mondiale riguadagna spirito, cerca di alimentarsi di nuove speranze anche se non vedo non solo un anti-Dream team ma neanche l’anti Mixer Team che comunque resta fino a prova contraruia il favorito.

Come tradizione, il Brasile che ha costruito la sua leggenda cestistica esaltandosi nei mondiali, con due Coppe Naismith (l’equivalente della Rimet calcistica) e una presenza marcata in ogni edizione, tanto da soffiare all’Italia anche uno dei due possibili bronzi (1974 Manila) e mai ha avuto paura degli yankee fin dai tempi dell’indio Ubiratan e poi di Oscar Schmidt, il loro Jordan, Marqhuinho e Marcel, ha tenuto sotto scopa i padroni del basket. Gli ha rifilato ben 28 punti nel primo quarto attaccando a ondate, poi 21-18, e 9 pari, solo 18 punti nell’ultimo quarto e vittoria di soli 2 punti. Un risultato che lascia l’amaro in bocca al Brasile passato dalle mani di Mocho Monsalve, il vecchio Don Chisciotte spagnolo, a quelle dell’argentino Ruben Magnano, il padre dell’Argentina arrivata all’argento mondiale del 2002 e all’oro olimpico di Atene che l’anno successivo è stato chiamato da Varese per due stagioni senza che, al solito, il basket-spaghetti ne comprendesse fino in fondo l’amore per la patria della sua famiglia e jl valore come allenatore e uomo. Un discorso vecchio come il cucco, basta ricordare la guerricciola che qualche sommo cestista fece al grande Miguel Diaz a Cantù, fino a quella subita da Dule Vujosevic che ha portato il Montenegro per la prima volta agli europei. E senza trascurare il trattamento riservato a Giancarlo Primo in patria, forse perché non poteva fare ombra a certi miti delle “scarpette rosse”. E la sua dimenticanza, come quella per Nico Messina per celebrare lo yuppie di turno che a volte è già vecchio dentro. Un discorso che vale anche per Mario Blasone, uno dei clinic-man più famoso al mondo, per il quale gli arabi, che lo considerano una specie di Lawrence d’Arabia, hanno edito un manuale nella scrittura di Maometto.

Vogliamo parlare anche di Valerio Bianchini, il Vate, l’allenatore più creativo e comunicatore che il basket abbia avuto?. Il sostenitore della prima ora di Dino Meneghin al quale aveva dedicato un elogio-ode definendo l’arrivo di Superdino provvidenziale al pari di quello di Papa Giovanni XXIII per la chiesa (sic). Bianchini che sarebbe stato perfetto nel piano di rilancio, visto il divorzio con Recalcati, come premio è stato definitivamente accantonato. Forse per ragioni di potere, e naturalmente per questioni di immagine. Lo slogan è toccare con un dito il cielo. Sì, quello di Sky…

Il Brasile l’ha messa sul tiro pesante, ben 28 nell’ultimo festival del tiro da 3 punti che sarà pensionato dal nuovo regolamento. Non sono stati sufficienti i 10 bersagli, solo 3 su 13 per Leandro Barbosa, 1 su 4 per gli italiani Guillherme Giovannoni, uno delle maggiori vittime delle tremende purghe virtussine degli ultimi anni (chiedere anche Di Bella, Anderson, Righetti, Ford Boykins e ai vari allenatori, a cominciare da Pillastrini per finire a Bonicciolli) e l’altro bolognese delle aquile Marcelino Huertas che si è preso le sue soddisfazioni offrendo un contributo decisivo al Caja laboral che, sappiamo, ha spazzato via il Barcellona campione d’Europa nella finale in Spagna.

L’attacco brasilero è stato però rivitalizzato da un giocatore di Montegranaro, una squadretta-modello del sommerso italiano che ha dato Maestranzi alla nazionale maggiore e Ivanov a quella bulgara, e per poco non si trova agli onori delle cronache per i canestri decisivi di Marcus Vinicius detto “Marquinho”, il quale oltre a 4/5 dall’arco ha messo sulla bilancia ben 10 rimbalzi. Conosciuto a ogni latitudine, nel suo paese, nella NBA e in Italia, questa ala carioca (di Rio) tecnicamente forte, fisicamente tosta, intelligente, è la piacevole scoperta della nazionale di Magnano in quanto a causa di vari infortuni aveva avuto solo una breve parte nella Coppa delle Americhe, oggi con 8,3 punti e 5,3, è stato promosso a giocatore-chiave.

La sofferta vittoria del “dreamers” rinfocola dunque le speranze delle concorrenti, anche se vedo che tutte hanno problemi e problemini. A cominciare dalla Spagna di Sergio Scariolo che allenando a Mosca si è estraniato un po’ troppo dalla sua patria adottiva. In una recente intervista ha fatto capire di essere considerato “l’allenatore della grande Spagna quando vince, e l’italiano quando perde”. La sua squadra è orfana di Pau Gasol, il pilastro dei Laker, ha ceduto il passo alla Francia che potrebbe essere la sorpresa di questi mondiali. A sua volta la Serbia battuta a sorpresa dalla Germania si è sfogata contro i giordani (43 punti, debutto di Milos Teodosic, nessun punto per Markovic il nuovo play della Benetton, primo arbitro l’italiano Cerebuch) mentre la Grecia credo sia debole nell’asse play-centro almeno come cambi.

La Slovenia ha battuto i croati, e con una partita decisiva di Uros Slokar la torre chiamata da Siena al tempo dei problemi alla schiena di Lavrinovic, e al quale ha preferito poi il serbo Rakovic E la Turchia?. Certo, Bogdan Tanjevic fiuta la grande occasione per chiudere la fortunata e meritata sua carriera di coach all-flags (primo titolo slavo in Eurolega, ultimo oro della nazionale azzurra e tanto altro) prima di cimentarsi nel nuovo ruolo di boss a Roma. Ma con tutto il rispetto per le sue zone antiche e i suoi orgasmi agonistici, e la sua bella testa, la sua ciclopica formazione sta alla bellezza del basket quanto una statua equestre al David di Michelangelo.

Dalla Grecia mi arriva una nota di Kostas Daskalopupolos sui cestisti dell’Ellade che detengono l’argento mondiale. “La Grecia gioca abbastanza bene, non è la super squadra ma il suo livello resta alto e ha vinto giocando bene le due prime gare con Cina e Portorico”. Naturalmente vuole rimarcare l’importanza di Nikos Zizis, il suo concittadino di Salonicco che ha dato i natali a Alessandro Magno, e punto di forza di Siena. “Prego , si scrive Zissis, è un buon play, e da sempre migliora le guardie che hanno la fortuna di giocare con lui, e sarà così anche per McCalebb”.

Il clou della quarta giornata sarà Grecia-Turchia col peso di una rivalità storica, spesso anche cattiva. Le braci son sempre vive, stavolta ci ha soffiato sopra addirittura il premier Erdogan che ama il basket più del calcio. Casi politici a parte, chi vince può arrivare diritta alla finale. Chi perde è invece seconda trovandosi sulla strada di Usa e Spagna. Un calendario che conferma quel che si legge sulla Rete, in questo mondiale: troppi favoritismi per la Turchia, a cominciare dal calendario.

Il punto sui mondiali

Girone A (Kayseri) – 1ga g: Serbia-Angola 94-44, Australia-Giordania 76-75, Argentina-Germania 78-74. 2.a g: Angola-Giordania 79-65; Germania-Serbia 82-81 ts , Argentina-Australia 74-72. 3.a g: Serbia-Giordania 112-69 (21 Savanovic, 21 Keselj, 20 Pervic; 19 Dhagles), Australia-Germania 78-43 (16 Mills, 11 Benzing), Argentina-Angola 91-70 (32 Scola, 16 Gomes). Classifica: Argentina 3/0, Serbia, Australia 2/1, Germania, Angola 1/2, Giordania 0/3.

Girone B (Istanbul) – 1.a g: Usa-Croazia 106-78, Brasile-Iran 81-65; Slovenia-Tunisia 80-56. 2.a g: Usa-Slovenia 99-77, Croazia-Iran 75-54, Brasile-Tunisia 80-65. 3.a g: Slovenia-Croazia 91-84 (15 Slokar, 15 Lakovic; 20 Ukic), Iran-Tunisia 71-58 (23 Haddadi, 10 Mejri), Usa-Brasile 70-68 (27 Durant, 16 Viniciu). Classifica: Usa 3/0, Brasile, Slovenia 2/1, Croazia 1/12, Iran 1/2,Tunisia 0/3.

Girone C (Ankara)- 1.a g: Grecia-Cina 89-81, Russia-Portorico 75-66, Turchia-Costa d’Avorio 86-47. 2.a g: Cina-Costa d’Avorio 83-73, Grecia-Portorico 83-80, Turchia-Russia 65-56. Classifica: Grecia, Turchia 2/0, Russia 1/1, Cina, Portorico, Costa d’Avorio 0/2.

Girone D (Smirne) – 1.a g: Libano-Canada 81-71, Lituania- Nuova Zelanda 92-70, Francia-Spagna 72-66. 2.a g: Lituania-Canada 70-68, Francia-Libano 86-59, Spagna-Nuova Zelanda 101-84. Classifica: Francia, Lituania 2/0, Libano, Spagna 1/1, Canada, Nuova Zelanda 0/1.

Marcatori: 29 K.Penney (NZel), 27,7 L.Scola (Arg), 26 J.Yi, 23,5 V.Spanoulis (Gre), 22,5 Barea (Por)

Programma

31 agosto, 4.a g: 16 Russia-Costa d’Avorio, Libano-Nuova Zelanda; 18.30 Portorico-Cina, Francia-Canada; 21: Grecia-Turchia, Spagna-Lituania.

1 settembre, 5.a g: ore 16 Cina-Russia, Canada-Nuova Zelanda; ore 16.30 Serbia-Australia, Croazia-Tunisia; ore 18.30 Costa d’Avorio-Grecia, Libano-Spagna; ore 19: Germania-Angola, Iran-Usa; ore 21 Turchia-Portorico, Francia-Lituania; ore 21.30 Argentina-Giordania, Brasile-Slovenia.

2 settembre, 6.a g: ore 16 Portorico-Costa d’Avorio, Spagna-Canada; 16.30 Angola-Australia, Usa-Tunisia; 18.30: Grecia-Russia, Lituania-Libano; 19: Argentina-Serbia, Slovenia-Iran; ore 21: Turchia-Cina; 21.30 Giordania-Germania, Brasile-Croazia.

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