Vinokourov: "Mai dopato"
Il kazako si difende in un'intervista a L'Equipe e avanza una giustificazione improbabile: "I miei medici sostengono che la positività al doping potrebbe essere legata alla caduta di cui sono rimasto vittima nelle prime tappe del Tour. Sulle mie cosce, quel giorno c'era tantissimo sangue"
Parla di "persecuzione" e nega di essersi dopato. Alexandre Vinokourov tenta una difesa disperata dopo la positività rilevata dai controlli antidoping al Tour de France. In un'intervista a L'Equipe, il kazako prova discolparsi, ipotizzando le ragioni che possono averlo portato a risultare non negativo al test effettuato. Una spiegazione, quella del leader dell'Astana, che per la verità appare piuttosto improbabile.
LA CADUTA - "C'è un errore, non mi sono dopato, non è il mio modo di intendere questa professione - sono le parole di "Vino" -. E' in atto una campagna contro di me e contro il mio team da mesi. Persone gelose della nostra forza, che stanno riuscendo a demolirmi". Riguardo all'emotrasfusione, il kazako parla in questi termini: "I miei medici pensano che la mia positività sia legata alla caduta di cui fui protagonista nelle prime tappe del Tour (Vinokourov era caduto nella Chablis-Autun del 12 luglio e fu medicato con 15 punti di sutura a entrambe le ginocchia, ndr). Quel giorno, sulle mie cosce c'era tantissimo sangue". Vinokourov è accusato di essersi iniettato sangue non suo: sangue che, stando all'interpretazione del ciclista, potrebbe essere stato assorbito dal suo corpo in quella circostanza. Difficile da credere, ma "Vino" non sembra preoccuparsene più di tanto: "So che è una vergogna lasciare il Tour in questo modo, ma non intendo perdere tempo a provare la mia innocenza. Ho sentito anche dire che mi sarei iniettato il sangue di mio padre. Ridicolo: fosse vero, mi avrebbero trovato positivo alla vodka...".
PERQUISIZIONE - Vinokourov forse cerca di sdrammatizzare l'accaduto, ma c'è poco da scherzare: ci sono ancora le controanalisi, ma la sua carriera sembra al capolinea. Intanto, per l'Astana c'è almeno una buona notizia: il procuratore di Tolosa ha annunciato che sulla vettura del team perquisita ieri sera non è stato trovato nulla di sospetto. Lo staff della squadra è stato interrogato e poi immediatamente rilasciato dalle forze dell'ordine francesi. Ma per l'Astana, in ogni caso, il Tour è finito.
(gazzetta)