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sateo

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Tutti i contenuti di sateo

  1. sateo

    Finalmente!!!

    Si sapeva già dalla mattinata, che l'incontro del giorno tra società e Stefano Del Piero sarebbe risultato decisivo.
  2. sateo

    Torneo Schedine

    Atalanta-Torino 1 Cagliari-Catania 1 Fiorentina-Siena 1 Juventus-Genoa 1 Livorno-Lazio X Milan-Empoli 1 Reggina-Inter 2 Roma-Napoli 1 Sampdoria-Parma 1 Udinese-Palermo X
  3. sateo

    Finalmente!!!

    Quoto!!! Stiamo parlando di giocatori ormai rari, nel panorama calcistico internazionale. Una specie in via di estinzione, da salvaguardare e proteggere con cura.
  4. sateo

    Nba e dintorni...

    17 punti in 28 minuti, ma con brutte percentuali al tiro per Belinelli, nella sconfitta dei suoi Golden State Warriors, contro i detentori dell'anello, alias San Antonio Spurs.
  5. Solo una decisione a tavolino poteva togliere un trionfo a Di Luca. Complimenti ad Evans, per la continuità di risultati di alto livello.
  6. I favoriti di cicloweb: http://www.cicloweb.it/micro049.html
  7. sateo

    Nba e dintorni...

    Avevo dimenticato ...a Toronto, se non sbaglio la gara contro il Kaunas era la prima davanti al proprio pubblico.
  8. Domani esce Football Manager 2008!!!
  9. sateo

    Nba e dintorni...

    Esordio nella preseason per Bargnani, inserito nel quintetto base dei Raptors, che hanno vinto 105-99 contro lo Zalgris Kaunas. Per il romano "solo" 8 punti, spento sotto canestro, ma grande contributo difensivo con 8 rimbalzi.
  10. Hanno caratteristiche diverse, McEwen ha la caratteristica di sapersi inserire nei treni e pigliare la ruota giusta per poi cercare di superare sfruttando la sua agilità e il suo coraggio, Petacchi invece impone una volta di potenza, basata su una micidiale progressione, ma deve essere lanciato da un treno.
  11. I numeri di quest'anno dicono Daniele Bennati, ma secondo me tutti i velocisti presi al top della forma il piu' forte resta sempre Alejet!!!
  12. Gilberto Simoni lascia la Saunier Duval e approda alla corte di Gianni Savio nel team Diquigiovanni.
  13. R.I.P. Camoscio d'Abruzzo!!!
  14. Petacchi, tuono a Tours Come faccia Alessandro Petacchi, col suo visino da bravo ragazzo, il suo carattere mite, e le decine di vittorie che accumula stagionalmente, ad essere uno dei corridori più discussi d'Italia, a qualcuno parrà un mistero. In realtà allo spezzino molti imputano un'ipocondria di fondo che lo fa star giù quando non dovrebbe, e che lo demoralizza in vista di qualche traguardo che pure potrebbe essere nelle sue ambizioni. In passato, per esempio, uno dei cavalli di battaglia dei suoi detrattori è stato: perché non punta con più decisione alla Parigi-Tours, la classica per eccellenza dei velocisti? Soprattutto dopo il Mondiale di Madrid 2005, toppato clamorosamente da AleJet, tutti si sarebbero aspettati una pronta rivincita (o perlomeno la ricerca della medesima) a Tours, e invece Petacchi si defilò e rinviò la rinascita a giorni migliori. E quei giorni migliori, nel senso del plurivittorioso indemoniato del triennio 2003-2004-2005, non sono più arrivati, con la continuità di un tempo: persa la Sanremo 2006 per l'invenzione di Pozzato, perso il resto della stagione per un ginocchio fracassato al Giro, Alessandro è tornato in gara quest'anno, ma sembrava avviato a una sorta di declino, visto che alla Classicissima non è stato competitivo, e al Giro faticava. Poi il momento dello sblocco, a Cagliari, dove il ritorno al successo fu bagnato da calde lacrime di rabbia e liberazione. Sembrava che per il velocista della Milram dovessero riaprirsi le porte del Paradiso: da lì, 5 vittorie nella corsa rosa e chiare ambizioni anche nei confronti del Tour. Ma qui entra in gioco Torri, il terribile procuratore antidoping del Coni, che non ha digerito l'uso eccessivo di Ventolin dell'asmatico Alessandro nel corso della tappa di Pinerolo, e allora pronta la sospensione, il deferimento, ciao Tour e si ricomincia ad annaspare. L'assoluzione non basta all'ineffabile Torri (che fa ricorso al Tas, aspettiamo la sentenza), ma basta affinché Petacchi possa tornare a pedalare in gruppo. Alla Vuelta, dove dopo un comprensibile avvio difficoltoso, lo spezzino trova una doppia vittoria che lo rilancia. Ballerini non lo chiama, il percorso mondiale non è troppo adatto ai velocisti. Ma dietro l'angolo c'è lei, la Parigi-Tours. E stavolta non c'è spazio per ipocondrie, paure, timidezze di sorta: stavolta bisogna vincerla. Anche perché manca quello che sarebbe stato il favorito principale, Bennati, che alla Vuelta ha mazzolato tre volte Petacchi ma poi si è infortunato, non potendo venire in Francia a scatenare la voglia di riscatto per la mancata convocazione in Nazionale. Quanto agli altri, Freire è uscito dal Mondiale abbattutello nel morale; McEwen non è mai stato un drago nelle grandi classiche, Hushovd pare lontano dai suoi momenti migliori, Boonen non c'è proprio e Zabel (che nel 2003 inflisse al lanciatissimo Alessandro Dinamite un'amara sconfitta) ora è compagno di squadra. Insomma, nella categoria dei velocisti Petacchi non dovrebbe temere grossi confronti. Rimane tutto il resto del gruppo, da tenere a bada con molta attenzione, perché la Parigi-Tours è una corsa che si presta a colpi di mano e soluzioni a sorpresa (non occorre star qui a fare l'elenco di tutto quel che è successo nelle ultime edizioni, tra fughe infinite e rasoiate da finisseur). La gara, iniziata a ritmo sostenuto per via di alcune grosse fughe che ne hanno animato la prima parte, ha visto il gruppo perdere pezzi strada facendo: tra un ventaglio e un'accelerazione, un terzo dei contendenti hanno salutato la compagnia quando al traguardo mancava ancora molto. A 140 km dalla fine è partita una fuga di comprimari che rischiava di diventare decisiva: protagonisti, Boucher, Pauwels e il nostro Quinziato, il più forte dei tre, come confermato anche dal fatto che, a 31 dal traguardo, se ne è andato da solo (Pauwels aveva mollato poco prima, Boucher era attaccato con lo spago alla ruota dell'altoatesino) a inseguire una vittoria che ne avrebbe segnato - ovviamente in positivo - la carriera. In quel momento il vantaggio sul gruppo (che ai meno 80 era stato di quasi 8'), era di 3'10", e fino ai 15 km Quinziato ha tenuto anche abbastanza bene, contenendo il ritorno del plotone (che era stato tirato fin lì da Crédit Agricole [Hushovd], Quick Step [steegmans-De Jongh] e Rabobank [Freire]). Ma le trenate dei Bouygues Telecom hanno sciolto in breve le speranze di Manuel, che all'abbrivio della Côte de l'Epan, a 8 dal traguardo, è stato risucchiato dal gruppo anche con una certa violenza. In quello stesso momento Gilbert è scattato in testa. Un bel corridore, il belga, a cui però manca ancora un successo importante. Kroon è stato il primo ad accodarsi, ma presto è arrivato anche il sorriso per i tifosi italiani, visto che Pozzato, con uno sforzo non indifferente, si è riportato tutto solo sulla coppia al comando. I tre, esibendo un invidiabile accordo, hanno superato di slancio le altre due salitelle che li separavano dal traguardo, gestendo una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo, da cui erano fuoriusciti Flecha in caccia e Cancellara (compagno di Kroon) in veste di stopper, e poi alle loro calcagna anche Gutiérrez Palacios. Ma il gruppo non ci stava e, con Milram, Quick Step e Predictor ha impedito che gli attaccanti prendessero il largo. E in effetti il secondo terzetto è stato ripreso a 2 km dalla conclusione, ma a quel punto i battistrada avevano ancora 10", un margine che è rimasto più o meno immutato fino al triangolo rosso dell'ultimo chilometro. Poi, come a volte succede in questo sport, l'egoismo e la non lungimiranza hanno prevalso. E così Gilbert e Kroon, battuti sulla carta da Pozzato, hanno smesso di collaborare. Il vicentino, dal canto suo, non ne ha fatto una malattia, visto che pensava di poter dire la sua eventualmente anche nello sprint generale. E così, col traguardo a un passo, i tre si sono fatti deliberatamente riprendere dal gruppo: piuttosto che fare da damigelle d'onore sul podio, hanno pensato che fosse meglio non rischiare proprio di vincere. Problemi loro. Nel momento in cui, ai 700 metri, i fuggitivi venivano reinglobati dal plotone, la volata era bella e lanciata. Milram sugli scudi, ovviamente: Zabel, pesce pilota di assoluta garanzia, ha scortato Petacchi fino ai 200 metri, lanciandolo meglio che poteva. E Alessandro non si è fatto pregare, esplodendo la carica delle sue gambe e piazzando una di quelle volate che non ammettono repliche né rimonte. Ad ogni buon conto, per evitare problemi allo spezzino, McEwen ha pensato bene di farne una delle sue: che Magic abbia urtato col piede alla transenna, o che abbia perso l'aggancio col pedale, o che abbia voluto offrire al pubblico un'inattesa mattana, fatto sta che l'australiano si è praticamente buttato all'interno su Freire, frenandone il prepotente ritorno (che comunque non sarebbe stato sufficiente a togliere il primo posto a Petacchi). Il miracolo è che i due (e De Jongh, che si è trovato sfiorato dalla carambola) siano rimasti in piedi. Mentre l'adrenalina da rischio-caduta congelava il sangue nelle vene dei tre, Francesco Chicchi, da tutt'altra parte della strada, faceva il suo bravo sprint e veniva fuori talmente bene da andare a prendersi un secondo posto che lo riproietta in cima alle griglie di rendimento dei giovani sprinter. Petacchi, più avanti di una decina di metri, bello e beato, esultava. Proprio come nei giorni migliori... Abbiamo detto giorni migliori? (cicloweb)
  15. sateo

    giro dell'emilia

    Che muscoli, Schleck! Frank batte Rebellin all'Emilia Per un attimo Frank avrà visto i classici sorci verdi, lì a 300 metri dal traguardo posto sul Santuario di San Luca, a Bologna, quando ha capito che Rebellin non si sarebbe staccato dalle proprie esili terga. A Stoccarda era stato Bettini, prima dell'Eroica è stato un ritardo che gli ha fatto perdere l'aereo, poi a Peccioli, sul rettilineo finale della Coppa Sabatini, ci si era messo Giovanni Visconti a rovinargli la festa. E oggi un altro italiano, un altro azzurro di Stoccarda, era lì, a pochi centimetri dalla ruota posteriore del lussemburghese, pronto a strappare la vittoria al lungagnone della Csc. Però oggi a Rebellin, per battere Frank Schleck, sarebbe servito il turbo, perché il già vincitore dell'Amstel Gold Race e della tappa dell'Alpe d'Huez al Tour de France (entrambi i successi arrivati nel 2006) aveva chiaramente una marcia in più. Lo si è capito da subito che sarebbe stata dura contrastare la Csc, sin dalla fuga di Boggia e da quella di Rast. Strane, in effetti, le corse di fine stagione: ci sono i corridori che fanno di queste corse i loro obiettivi (come non potrebbe essere un obiettivo il Lombardia?), quelli che ripiegano su queste gare per salvare una stagione un po' storta, o per suggellare un'annata straordinaria; e poi ci sono quelli (perlopiù di fascia medio-bassa, ma non esclusivamente: vedi Di Luca) che, in ballo per le contrattazioni per l'anno (o gli anni) successivi, cercano di farsi vedere, di promuovere fughe, di dare segnali, di piazzare la stoccata giusta, di rendere in ogni caso onore alla corsa e merito a chi gli sta dando, e gli vorrà dare (magari) fiducia. Sin dalla prima delle cinque (quattro più l'arrivo) ascese sul Colle di San Luca, prima col tentativo di allungo di Schröder ed Ermeti, poi col team di Bjarne Riis a menare le danze, si capisce che oggi si farà sul serio: Andy Schleck e Gustov scandiscono il ritmo, non forzandolo eccessivamente, ma quel tanto necessario a far accumulare le prime tossine a tanti avversari. La corsa si accende sulla penultima ascesa, con un drappello di 11 uomini che si forma in testa alla corsa. Tra le tante presenze edificanti e prevedibili (Evans, Rebellin, Cunego, Frank Schleck, Kolobnev) ed alcune belle sorprese (Ermeti, che da pro' è andato finora più forte in pista, un Riccò un po' nascosto dopo il Giro d'Italia, Luca Mazzanti, nonostante il cambio di casacca per l'anno venturo, Sastre in versione gregario, così come Szmyd, e Horner, protagonista di un discreto finale di stagione), anche qualche assenza significativa: Bettini si ritira, Simoni, dopo aver lavorato per Riccò, si sfila, mentre Di Luca (così come tutta la Liquigas, con Bertagnolli compagno di sventura) non riesce a tenere il passo dei migliori. Ma già sabato l'abruzzese avrà l'occasione, al Giro di Lombardia, di gettarsi alle spalle questo finale di stagione maledetto (cosa che avverrà in ogni caso, visto che dopo il Lombardia la stagione finirà e si penserà al 2008). Ermeti e Kolobnev già durante la penultima ascesa sembrano patire un po' le pendendze del San Luca, sopratutto quelle precedenti gli ultimi 1000, interminabili, metri. Così come Gesink, che si stacca e che riacciufferà i battistrada un attimo prima di essere ristaccato, definitivamente, proprio ai piedi dell'ultima ascesa. Evans prova ad anticipare il lavoro della Csc prima dell'imbocco del San Luca, ma Sastre è attento (e forte) e non si fa sorprendere. Anche Szmyd si guadagna la pagnottona, chiudendo il buco creatosi dai due contendenti ai podi di Tour e Vuelta in favore di capitan Cunego. Come già detto, ai piedi del San Luca si stacca subito Gesink, seguito poco dopo da Ermeti, Kolobnev e Szmyd, mentre Sastre, inesauribile, ci smentisce subito e si esaurisce dando una trenata da brividi in favore di Schleck. Evans non ci sta, prova ad allungare, ma stavolta è Rebellin, con Riccò alle calcagna, a fare buona guardia. Chicane delle Orfanelle, sempre Evans in prima ruota, con Rebellin in seconda posizione. Riccò poco dietro sulla sinistra e Schleck poco dietro sulla destra; Cunego fa fatica a restare aggrappato, ed Horner, fin lì dietro al veronese, è costretto ad uno sforzo ulteriore quando Schleck decide che è ora di rompere gli indugi, indurire di due denti il rapporto (fino a quel momento macinato con un'agilità di armstronghiana memoria) e dare la stoccata decisiva. Rebellin (come sbagliare?) è il solo a reggere la rasoiata del passista scalatore del Granducato, mentre Riccò prova, ma non riesce a seguire i due, e va anche un po' fuorigiri, visto che non è neanche in grado di accodarsi ad Horner, abile nel riordinare idee ed energie e procedere del proprio passo verso l'arrivo. Schleck non si toglie mai dalla testa della corsa durante le ultime centinaia di metri, Rebellin è al limite, anche se prova a bluffare simulando addirittura un surplace nel momento in cui il San Luca lascia, dopo tanta apnea, respirare di nuovo i corridori. Però Horner sta recuperando, e non è tempo di tatticismi. Schleck capisce che è meglio arrivare 2° piuttosto che 3° (Rebellin ed Horner sono più veloci, sulla carta, del lussemburghese), ed accelera. Accelera però talmente tanto che stacca Rebellin, che non riesce, stavolta, a tenere il passo dell'indiavolato capitano di Riis. Schleck ha così il tempo di sistemarsi la casacchina per far leggere bene lo sponsor che lo paga, e poi esultare, mentre Rebellin ed Horner completano il podio e Riccò, Cunego ed Evans vanno a completare il quadro di un ordine d'arrivo assolutamente degno di una grande classica (qual è il Giro dell'Emilia) giunta alla sua 90esima edizione. Giova sicuramente all'Emilia anche la nuova collocazione, più vicina al Lombardia, tanto da renderla il terreno ideale (certamente più della Parigi-Tours) per testare la propria condizione in vista della lotta sul Ghisallo e sul San Fermo e per tutti i km che porteranno il gruppo da Varese a Como. Certo è che, visto lo Schleck di oggi, bisognerà inventarsi (e parliamo a Bettini, Rebellin, Di Luca e compagnia pedalante) qualcosa di cervellotico per batterlo. Qualcosa simile ad un'impresa, diciamo. (cicloweb)
  16. sateo

    Nba e dintorni...

    Grande Belinelli!!! 18 punti contro i Lakers!!!
  17. L'Astana ha acquisto mezza Discovery, direttore sportivo incluso: Contador Leipheimer Vaitkus Paulinho Noval Brajkovic
  18. Che io sappia la Rabobank Continental è la succursale della Rabobank. In questa squadra corrono tutti i giovani olandesi, che se pronti per il grande salto, vengono assunti dalla Rabobank.
  19. sateo

    poveretto....

    Vergogna!!! Se non hanno i soldi per fare la squadra, cosa la fanno a fare???
  20. Ma queste positività sono extra-sportive.
  21. Quoto, difficile pensare che l'abruzzese non vada a punti al Lombardia, e premesso che non so neanche se parteciperanno non credo che Evans e Contador siano nelle condizioni di vincere.
  22. Qua si parla solo di Football Manager 2008, per gli altri giochi, aprite altri topic. Ordine ragazzi, ordine!!!
  23. Trezeguet era oltre la linea difensiva...ok Ma se colui che doveva essere danneggiato non ha manco protesta, significa che la palla di Iaquinta l'ha vista benissimo e non ci sarebbe mai arrivato...quindi secondo me è gol regolare.
  24. 258 km di noia aspettando il volatone!!!
  25. sateo

    Calciomercato

    Patetico, ma reale!!!
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