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  1. 87th Tour de France - Grand Tour France, July 1 - 23, 2000 1999 Results Tour News Village Voices Start List International TV schedule History Con 21 tappe, 3630 chilometri da percorrere, inclusi 75 chilometri di cronometro individuale e 70 a squadre, 16 Gran Premi della Montagna e tre arrivi in salita, il Tour de France 2000 si presenta come un duro campo di battaglia per la difesa del titolo del vincitore uscente Lance Armstrong (US Postal). Ma dopo l'inattesa e sensazionale vittoria dello scorso anno e una buona prima parte di stagione conclusa con la vittoria del Giro della Catalogna di due settimane fa, Armstrong deve essere considerato il favorito numero uno per ottenere due vittorie consecutive, come fece Greg Lemond una decina di anni fa. Lance potrà contare su una squadra forte, sugli uomini di fiducia e connazionali Hincapie, Leipheimer e Hamilton capaci di formare un treno imbattibile per le tappe di montagne. Dopo i non proprio positivi commenti sulla sua vittoria dello scorso anno di di Bartoli e Pantani, Armstrong sarà ancor più motivato nel dimostrare al mondo che può battere un gruppo di sfidanti molto più agguerriti, come i precedenti vincitori Jan Ullrich (Telekom) e Marco Pantani (Mercatone Uno). Ullrich pare aver superato i suoi purtroppo famosi problemi con la linea, vincendo già a febbraio la Parigi-Nizza e mostrando al recente Giro di Svizzera di essere in ottima forma. La sua Telekom è forte e determinata a riportare in giallo il Kaiser, così come nel supportare Erik Zabel nella conquista di un'altra maglia verde. Marco Pantani è invece un enigma: la recente ascesa del piccolo scalatore all'ultimo Giro d'italia è stata impronosticabile: dopo aver sofferto per tre quarti di corsa, Pantani è rinato nelle ultime tappe sulle Alpe, giocando un ruolo chiave nella vittoria finale del suo giovane e talentuoso compagno di squadra Stefano Garzelli che è pronto a ricambiare il favore sulle strade di Francia. Può Pantani tornare ad essere un possibile vincitore del Tour? la domanda rimane aperta. Il fatto è che Lance è la sua supersquadra, Ullrich e Pantani appaiono i principali contendenti di questo Tour de france, ma cyclingnews non può certamente ignorare la recente vittoria di Alex Zulle (Banesto) al Giro di Svizzera, che ha riportato l'ex campione a cronometro ad un livello più alto rispetto agli altri possibili antagonisti, così come non si può dimenticare il terzo classificato dello scorso anno, Fernando Escartin (Kelme) apparso sin'ora più in sottotono ma sempre e comunque temibile e supportato dall'astro nascente Roberto Heras. Lance non deve comunque dimenticare tra i pretendenti al suo trono anche Abraham Olano (O.N.C.E.) che a causa dell'assenza di Laurent Jalabert avrà tutta la squadra ai suoi ordini e potrà far valere la sua forza e quella della squadra nelle cronometro. Con l'assenza di Jalabert il popolo francese non potrà che fare affidamento al sempre eterno Richard Virenque che vuole tornare sul podio dopo il secondo posto del 1997 e Christophe Moreau (Festina) che anno dopo anno sta dimostrando lenti ma costanti miglioramenti. LE SQUADRE Sebbene una vittoria al Tour sia il sogno di ogni direttore sportivo, poche sono le possibilità e non tutte le squadre hanno un corridore capace di arrivare a Parigi in maglia gialla. Così molte squadre sono costrette a sperare per il meglio ed evitare il peggio. L'AG2R Prevoyance certamente ha corso un grande Tour nel '99: il loro sprinter Jaan Kirsipuu ha vestito la maglia gialla durante la prima settimana e la squadra di Vincent Lavenu vorrà certamente ripetersi quest'annno. Se Kirsipuu non riuscirà a vestire ancora la maglia gialla, L'AG2T supporterà gli scalatori Benoit Salmon e Andrei Kivilev per la classifica generale. La corona di miglior sprinter di Kirsipuu sarà certamente contesa da Roman Vainsteins della Vini Caldirola. Come Kirsipuu anche Vainsteins è un uomo veloce che arriva dai Paesi Baltici e potrebbe essere la rivelazione di questo Tour dato che, in mancanza del capitano Francesco Casagrande, la Vini Caldirola andrà alla caccia di vittorie di tappe, sempre che quella vecchia volpe di Mauro Gianetti voglia ancora stupire. La Saeco - Valli & Valli ha Laurent Defaux come capitano per la classifica generale già quarto lo scorso anno, ma l'assenza di Mario Cipollini toglierà loro moltissime possibilità di vittoria, sempre che "Totò" Commesso, voglia bissare la favolosa vittoria in fuga ottenuta lo scorso anno. La Farm Frites era stata esclusa dal Tour del '99, ma è tornata e vuole anch'essa ottenere vittorie di tappa. Robbie McEwen sarà il migliore cacciatore per questo scopo, avendo tagliato per primo lo scorso anno il prestigioso traguardo degli Champs Elysees, mentre il talentuoso tedesco Andreas Klier andrà a caccia di fughe insieme al russo Sergei Ivanov. La ispano-franca Festina vuole lasciarsi alle spalle lo scandalo doping che ha travolto il team nel 1999, e punterà sull'esperto Marcel Wust per le volate nella prima settimana, mentre Joseba Beloki e Christophe Moreau proveranno a fare classifica. Ed inoltre potrà Stephane Heulot portare gloria alla Française Des Jeux? Il ventinovenne francese sogna una top 10 a Parigi ma è davvero improbabile che le sue gambe possano portarlo a tanto. Molta curiosità c'è per il ventriteenne sprinter francese Jean Patrick Nazon che si è appena laureato campione francese e in questa stagione è stato in grado di battere velocisti più navigati come McEwen. La Mapei-Quick Step è una squadra dagli alti e bassi: capace di dominare le classiche non ha invece portato al Tour un uomo in grado di curare la classifica generale, sebbene sia presente quel Domenico Nardello che la scorsa stagione riuscì a sorpresa a ritagliarsi un posto enlla top 10. Al contrario la squadra pare costruita per aiutare Tom Steels a dominare le volate, con l'aiuto dell'ex campione del mondo Museeuw e gli italiani Tafi, Bettini e Bartoli pronti a lanciarsi alla coqnuista di tappe. Richard Virenque sarà il leader del Team Polti in una situazione paradossale: tanto popolare sulle strade francesi con il pubblico di casa pronto a fare il tifo per lui quanto poco amato nel gruppo. Nonostante non sia più giovanissimo, il suo carisma unito alla sua impredivibilità ne fanno uno dei corridori più pericolosi, e se non riuscirà a raggiungere la classifica potrà comunque pensare di puntare ad una storica quinta maglia a pois, ed in ciò sarà sicuramente aiutato dall'ex campione del Giro d'Italia Ivan Gotti oltre che dai fidi Hervé e Goubert. Assolutamente da non sottovalutare la Rabobank, che spera che Boogerd abbia più fortuna rispetto al 99' quando il suo tour si concluse con una brutta caduta al Passage du Gois. Quest'anno l'olandese ha avuto una buona prima parte di stagione conquistando la Liegi e mostrando recentemente una buona forma al Giro di Svizzera. Sarà aiutato da leader di coppa del monda Dekker e dal vice campione del mondo Markus Zberg. Per concludere fa il suo debutto al Tour de France la Bounjour-Tepargel. La squadra sarà capitanato da Jean-Cyril Robin, 6° nel tour del 98, ma punta forte anche su Francis Simon vincitore del Giro del Langkawi e sul più anziano dei fratelli Nazon, Damien, per gli sprint. TOUR DE FRANCE 2000 - BILANCIATO E STIMOLANTE "Sembra un Tour bilanciato e stimolante" aveva detto Lance Armstrong via video alla presentazione avvenuta in ottobre. "Non voglio escludere nessun rivale" aveva inoltre aggiunto, "ci sono circa dieci corridori che hanno possibilità di vittoria: Ullrich, Pantani, Escartin, Olano...la lista è lunga". Chiunque arriverà il 23 luglio a Parigi in maglia gialla sarà certamente un corridore "completo, forte a cronometro e in salita" secondo l'osservatore del New York Times Samuel Abt. Certamente le tappe decisive sembrano essere la 14, la 15 e la 16, tutte tappe di montagna da correre nelle Alpi francesi, con la 14° che sarà corsa il 15 luglio già ribattezzata come la più temuta: 249 Km comprendenti salite che non sono state più percorse nelle stessa tappa sin dalla vittoria di Fausto Coppi nel 1949: partendo da Drauguignan e finendo a Briançon coprirà il Cols du Allos, Vars e Izoard. Questa sarà seguita da un'altra tappa brutale che finisce a Courchevel e comprende le salite del Galibier e il Telegraph. Il gruppo poi avrà un giorno di riposo prima di affrontare la sedicesima tappa da Courchevel a Morzine, comprendente le salite del Cols du Columbier, Chatillon e Joux-Plane. Ma non sarà solo la salita a far soffrire i corridore. Armstrong si è dimostrato molto soddisfatto del ritorno di una cronometro a squadre dal 1995. E non è solo la prova a squadre ad impegnare i corridori contro il tempo, infatti il Tour di quest'anno sarà caratterizzato da una iniziale prova a cronometro di ben 16 chilometri dove gli specialisti del prologo dovranno gareggiare con specialisti più completi. Quanto a lungo poi riusciranno a restare in giallo dipenderà da quanti secondi bonus riusciranno a conquistare i velocisti nelle tappe della prima settimana. Gli specialisti contro il tempo dovranno poi aspettare la diciannovesima tappa per riprovare ad assaporare ilo gusto della vittoria. Il percorso del Tour inizia complessivamente a Futuroscope e si dirige quindi a Nord verso Brittany prima di ritornare giù al centro della Francia, e al Sud verso il confine con la Spagna. La decima tappa vedrà il gruppo affrontareà i Pirenei per una tappa di 205 chilometri che comprender il Col du Abisque e finisce ad Hautacam, là dove Miguel Indurain mise in scena una delle sue più devastanti dimostrazioni di forza. Un'altra dura tappa arriva il 13 luglio, quando il Tour arriverà sulla terribile e storica salita del Mont Ventoux. Ci sono un totale di 21 tappe che copriranno 3630 chilometri. Due sconfinamenti previsti a Losanna in Svizzera (casa dell'UCI) e quindi in Germania con la cronometro individuale da Friburgo a Mulhouse dove approssimatamente dovremmo vedere in scena un duello tra Jan Ullrich e Lance Armstrong. Complete Starting List US Postal Service 1 Lance Armstrong 2 Julian Dean 3 Vjatceslav Ekimov 4 Tyler Hamilton 5 George Hincapie 6 Steffen Kjaergaard 7 Levi Leipheimer 8 Kevin Livingston 9 Cédric Vasseur Team Deutsche Telekom 11 Erik Zabel 12 Rolf Aldag 13 Alberto Elli 14 Gianmatteo Fagnini 15 Jens Heppner 16 Andreas Kloden 17 Jan Ullrich 18 Alexandre Vinokourov 19 Steffen Wesemann Mapei - Quick Step 21 Jan Museeuw 22 Michele Bartoli 23 Paolo Bettini 24 Paolo Fornaciari 25 Daniele Nardello 26 Wilfried Peeters 27 Tom Steels 28 Andrea Tafi 29 Max Van Heeswijk Farm Frites 31 Peter Van Petegem 32 Dave Bruylandts 33 Serguei Ivanov 34 Andreas Klier 35 Servais Knaven 36 Jans Koerts 37 Glenn Magnusson 38 Robbie McEwen 39 Geert Van Bodt Lotto - Adecco 41 Andrei Tchmil 42 Mario Aerts 43 Christophe Detilloux 44 Jackie Durand 45 Therry Marichal 46 Kurt Van de Wouwer 47 P0eter Van Hyfte 48 Rik Verbrugghe 49 Geert Verheyen Lampre - Daikin 51 Jan Svorada 52 Raivis Belohvosciks 53 Oscar Camenzind 54 Massimiliano Codol 55 Marco Della Vedova 56 Luciano Pagliarini 57 Marco Piccoli 58 Marco Serpellini 59 Zbigniew Spruch Rabobank 61 Michael Boogerd 62 Jan Boven 63 Steven De Jongh 64 Erik Dekker 65 Maarten Den Bakker 66 Rolf Sorensen 67 Leon Van Bon 68 Marc Wouters 69 Markus Zberg Team Polti 71 Richard Virenque 72 Jeroen Blijlevens 73 Rossano Brasi 74 Enrico Cassani 75 Mirko Celestino 76 Daniel Clavero 77 Ivan Gotti 78 Stephane Goubert 79 Patrick Hervé Vini Caldirola - Sidermec 81 Romans Vainsteins 82 Massimio Apollonio 83 Gianluca Bortolami 84 Filippo Casagrande 85 Massimo Donati 86 Mauro Gianetti 87 Matteo Radaelli 88 Guido Trentin 89 Matthew White AG2R - Decathlon 91 Jan Kirsipuu 92 Christophe Agnolutto 93 Lauri Aus 94 Pascal Chanteur 95 David Delriu 96 Nicolas Inaudi 97 Arturas Kasputis 98 Benoit Salmon 99 Ludovic Turpin O.N.C.E. - Deutsche Bank 101 Abraham Olano 102 Inigo Cuesta 103 Rafael Diaz Justo 104 Marcos Garcia 105 Santos Gonzalez 106 Nicolas Jalabert 107 Peter Luttenberger 108 Isidro Nozal 109 Miguel Angel Pena Crédit Agricole 111 Stuart O'Grady 112 Chris Boardman 113 Fabrice Gougot 114 Stephane Hinault 115 Christophe Jenner 116 Bobby Julich 117 Anthony Morin 118 Jonathan Vaughters 119 Jens Voigt Banesto 121 Alex Zulle 122 José Luis Arrieta 123 Candido Barbosa 124 Juan Vicente Garcia Acosta 125 Alberto Guerrero 126 Aitor Osa Eizaguirre 127 Unai Osa Eizaguirre 128 Orlando Rodrigues Gomes 129 César Solaun Festina - Lotus 131 Joseba Beloki 132 Jonathan Hall 133 José Hernandez Bertran 134 Rolf Huser 135 Pascal Lino 136 Luarent Madouas 137 Christophe Moreau 138 David Plaza Moreno 139 Marcel Wust Saeco - Valli & Valli 141 Dario Pieri 142 David Atienza Urendez 143 Christophe Brandt 144 Biagio Conte 145 Laurent Defaux 146 Alessio Galletti 147 Jens Ludewig 148 Pavel Padrnos 149 Christophe Wegmann Kelme - Costa Blanca 151 Roberto Heras 152 Santiago Botero 153 Juan José De Los Angeles 154 Fernando Escartin 155 José Enrique Gutierrez Cataluna 156 Javier Otxoa Palacios 157 Javier Pascual Rodriguez 158 Antonio Tauler Rodriguez 159 José Angel Vidal Mercatone Uno - Albicom 161 Marco Pantani 162 Michael Andersson 163 Igor Astarloa 164 Simone Borgheresi 165 Enrico Brignoli 166 Daniele De Paoli 167 Stefano Garzelli 168 Oscar Mason 169 Marcello Siboni Française des Jeux 171 Fréderic Guesdon 172 Sandy Casar 173 Jimmie Casper 174 Stephane Heulot 175 Emmanuel Magnien 176 Christophe Mengin 177 Lars Michaelsen 178 Sven Montgomery 179 Jean-Patrick Nazon Cofidis 181 Nico Mattan 182 Laurent Desbiens 183 Tom Flamming 184 Philippe Gaumont 185 Claude Lamour 186 Massimiliano Lelli 187 Angelo Lopoboselli 188 Christophe Rinero 189 Frank Vandenbroucke Bonjour - Toupargel 191 François Simon 192 Walter Bénéteau 193 Sylvain Chavanel 194 Frédéric Gabriel 195 Noal Lelarge 196 Damien Nazon 197 Mickael Pichon 198 Jean-Cyril Robin 199 Thomas Voecker
  2. Innamorato di Madrid e non solo... Ah, ho conosciuto un dottorino bravo, appassionato di cani, era curioso di sapere come si chiamasse il mio...
  3. Davide Boifava non era mai stato un uomo dalle grandi dote oratorie capaci di chissà quali discorsi emotivi. Avete in mente quel gran discorso da Oscar di coach D'Amato ne il film Ogni Maledetta Domenica? Scordatevelo, mai successo nulla di tutto ciò con lui. Piuttosto ci prendeva ad uno ad uno, in disparte e quando meno ce lo aspettavamo, o persino in corsa in radiolina, e ci diceva chiaro e tondo cosa pretendeva e volesse da noi. Chiaro, diretto ed incisivo. E così è stato anche oggi. Nemmeno il tempo di sedersi e subito è arrivato al perchè ci voleva tutti lì. "Abbiamo avuto dei problemi in società". I problemi in società riguardavano uno degli sponsor principale della squadra. Boifava ci aveva parlato molto schiettamente e senza ombre, come fossimo suoi soci, o suoi fratelli, descrivendoci anche i dettagli più tecnici ed economici della situazione. La Tacconi Sport aveva infatti deciso di concludere il rapporto di sponsorizzazione alla fine della stagione. La Tacconi Sport che è molto più di un secondo sponsor per noi, in pratica un co-sponsor che finanzia il team per una percentuale rispetto al main sponsor (Amica Chips) di circa il 40%, il che equivale ad un netto taglio di budget per la prossima stagione. E finchè il discorso verteva su cifre e numeri la notizia ci aveva in un certo senso colpito, ma non in modo così devastante. Erano state invece le conseguenze più concrete a metterci timore. Senza troppi giri di parole ci aveva detto che, non era a rischio la possibilità di proseguire l'attività sportiva anche la prossima stagione, ma che, ad oggi, gli unici contratti garantiti e sostenibili, erano quelli già in essere e chi invece aveva il contratto in scadenza: "E' meglio che si guardi attorno e si incominci a cercare una squadra per il 2001. E anche agli altri ragazzi che hanno invece già un contratto, se qualcuno vi offre di più, lo dico a malincuore, accettate". E non potete immaginare con quale sofferenza aveva proferito quest'ultima frase. Il classico fulmine a ciel sereno? E chi se lo aspettava? Anche al Giro non eravamo andati così male, avevamo ottenuto una vittoria di tappa, c'eravamo messi in mostra parecchio. Lo stesso Boifava non si capacitava della decisione della Tacconi Sport, dal cui amministratore delegato era stato informato semplicemente della decisione senza alcuna spiegazione. Era una notiziaccia per Boifava che vedeva così in parte sgretolarsi un bel progetto messo in atto da un paio d'anni, fatto di giovani di belle speranze. E anche la sua promessa sul fatto che avrebbe comunque fatto di tutto per trovare nuovi introiti per garantire un posto in squadra per la prossima stagione a tutti noi sembrava detta con poca convinzione. Prima di tornare a casa ci siamo guardati tutti, confrontandoci e facendo per così dire la.. "conta" di quelli che potevano esserci il prossimo anno. Io avevo firmato per l'Amica Chips anche per il 2001 e sinceramente mai e poi mai avrei pensato di lasciare questa squadra anche se non avrei neppure immaginato una situazione simile. Poi anche Alan Turicchia, Mauro Gerosa, Filippo Simeoni, Daniele Galli, Marco Gili, Oscar Pozzi, Giuseppe Palumbo e Fabio Malberti avevano firmato anche per la prossima stagione. E Boifava aveva anche parlato di un ragazzo Dilettante che aveva già firmato per noi qualche settimana fa quando non ci si immaginava questa situazione, ma non aveva voluto svelare di più. E Pietro? Pietro no, a Pietro un contratto scadeva e uno come lui non avrebbe certamente fatto fatica a trovare un'altra squadra ma...una squadra senza Pietro sarebbe stata decisamente più debole. E non era un caso poi che di fatto, visto che la riunione è avvenuta in occasione del campionato italiano, mancassero tutti gli stranieri. Che situazione contrattuale avevano loro? Ruslan Ivanov poteva fare ancora parte della nostra squadra? Non si poteva prescindere da uno come Ruslan, sarebbe stata dura persino essere invitati alle corse più importanti con un Ivanov ed un Caucchioli in meno. Così alla sera ci siamo ritrovati tutti con le stesse nuvole nere in testa, gli stessi tristi pensieri. Ed io? Avrei fatto meglio a guardarmi intorno o tenere fede alla parola data? A rasserenare un po' la giornata in serata una bella notizia. Il nostro compagno Kurt-Asle Arvesen era diventato il nuovo campione norvegese! Qualcosa di storico per la nostra piccola squadra che mai aveva avuto nella sua breve storia un campione nazionale! Ebbravo Kurt! Di seguito un riepilogo di tutti i campioni nazionali AUSTRIA: In linea: Peter Wrolich (Gerolsteiner) / Cronometro: Georg Totschnig (Deutsche Telekom) BELGIO: In linea: Dave Bruylandts (Farm Frites) / Cronometro: Marc Wauters (Rabobank) COLOMBIA: In linea: Hernan Buenahora (Aguardiente Nectar - Selle Italia) / Cronometro: Victor Hugo Pena (Vitalicio Seguros - Grupo Generali) DANIMARCA: In linea: Bo Hamburger (Memory Card - Jack & Jones) / Cronometro: Clas-Michael Moller (Maia - MSS) FRANCIA: In linea: Jean Patrick Nazon (Fdjeux) / Cronometro: Fréderic Finot (Crédit Agricole) ESTONIA: In linea: Jan Kirsipuu(Ag2r - Decathlon) / Cronometro: Jan Kirsipuu (Ag2r - Decathlon) GERMANIA: In linea: Erik Zabel (Deutsche Telekom) / Cronometro: Jan Ullrich (Deutsche Telekom) IRLANDA: In linea: Ciaran Power (Linda McCartney) ITALIA: In linea: Mirko Celestino (Team Polti) / Cronometro: Dario Frigo (Fassa Bortolo) KAZAKISTAN: In linea: Dmitry Fofonov () / Cronometro: Alexandre Vinokourov (Deutsche Telekom) LITUANIA: In linea: Arturas Kasputis (Ag2r - Decathlon) / Cronometro: Arturas Kasputis (Ag2r - Decathlon) LUSSEMBURGO: In linea: Tom Flammang (Cofidis) / Cronometro: Benoit Joachim (US Postal) NORVEGIA: In linea: Kurt-Asle Arvesen (Amica Chips - Tacconi Sport) / Cronometro: Bjornal Vestol (Linda McCartney) OLANDA: In linea: Erik Dekker (Olanda) / Cronometro: Erik Dekker (Olanda) POLONIA: In linea: Zbigniew Spruch (Lampre - Daikin) / Cronometro: Dariusz Baranowski (Banesto) PORTOGALLO: In linea: José Azevedo (Maia - MSS) / Cronometro: José Azevedo (Maia - MSS) REPUBBLICA CECA: In linea: Jan Svorada (Lampre - Daikin) / Cronometro: Jan Hruska (Vitalicio Seguros - Grupo Generali) REGNO UNITO: In linea: Maximilian Sciandri (Linda McCartney) / Cronometro: David Millar (Cofidis) RUSSIA: In linea: Dimitri Konyshev (Fassa Bortolo) / Cronometro: Vjacetslav Ekimov (US Postal) SLOVENIA: In linea: Jure Golcer (-) / Cronometro: Martin Hvastija (Alessio) SPAGNA: In linea: Oscar Freire (Mapei) / Cronometro: Abraham Olano (O.N.C.E. - Deutsche Bank) STATI UNITI: In linea: Christian Vandevelde (US Postal) / Cronometro: Lance Armstrong (US Postal) SVEZIA:[/b]In linea: Niklas Axelsson (Panaria - Gaeme) / Cronometro: Michael Andersson (Mercatone Uno - Albacom) SVIZZERA: In linea: Markus Zberg (Rabobank) / Cronometro: Alex Zulle (Banesto) UCRAINA: In linea: Serhij Honchar (Liquigas - Pata) / Cronometro: Serhij Honchar (Liquigas - Pata) E per questa settimana stop agli aggiornamenti. Vado qualche giorni a Madrid ad "ossigenarmi" un po! Fate i bravi!
  4. Velocemente per dirvi che il primo post del thread è stato aggiornato con tutti i piazzamenti di Ivan fino alla sua ultima gara disputata, la Coppa delle Nazioni!
  5. collinano in tre, poi, una volta in cima, ancora un attacco infuocato di Bartoli! A 10 chilometri dal termine la vittoria sembra una lotta aperta a pochi intimi! Bartoli dimostra una aggressività e determinazione antica, o perlomeno che non aveva ancora dimostrato in questa stagione. Sembra nuovamente in leone che dominava e capitanava la nostra nazionale. Però fa un errore: si dimostra forte ma non riesce ad essere incisivo. I suoi avversari lo capiscono e gli lasciano tutto l'onere della corsa, non dandogli alcun cambio: ciò permette il rientro sia di Frigo che di Serpellini a meno di 5 chilometri dal traguardo. Chi avrebbe avuto la meglio? Serpellini che ha un discreto spunto veloce spaventa, si rende così necessario un nuovo scatto del trio che aveva dimostrato di essere il più in forma di giornata per staccare gli indesiderati ospiti degli ultimi chilometri. E all'imbocco nel rettilineo finale eccoli di nuovo qui, Davide Rebellin, Mirko Celestino e Michele Bartoli: il nuovo campione italiano sarebbe stato uno di loro tre! In un attimo Michele Bartoli sembra risentire di tutto il peso degli scatti precedenti, è il primo a cedere. Ai 500 metri è' una lotta aperta tra Davide Rebellin e il vincitore dell'ultimo Giro di Lombardia, Mirko Celestino! Ma Mirko Celestino, che tra i tre era colui che aveva speso certamente di meglio, passa con ben altro ritmo Davide Rebellin e va a vincere, proprio nel medesimo modo in cui aveva vinto il Giro di Lombardia! Se quella era stata una vittoria sorprendente, alla luce anche della tappa vinta al Giro d'Italia non doveva più stupire quella di quest'oggi! Per i prossimi 12 mesi indosserà una splendida maglia tricolore! Campionato Italiano su Strada / Trieste - Trieste, 232 Km 1 Mirko Celestino (Team Polti) 5h57'23'' 2 Davide Rebellin (Liquigas - Pata) s.t. 3 Michele Bartoli (Mapei - Quick Step) s.t. 4 Marco Serpellini (Lampre - Daikin) s.t. 5 Dario Frigo (Fassa Bortolo) s.t 6 Andrea Tafi (Mapei - Quick Step) + 1'23'' 7 Angelo Lopeboselli (Cofidis) s.t. 8 Francesco Casagrande (Vini Caldirola - Sidermec) s.t. 9 Danilo Di Luca (Cantina Tollo - Regain) s.t. 10 Stefano Garzelli (Mercatone Uno - Albacom) s.t. 37 Filippo Simeoni (Amica Chips - Tacconi Sport) + 3'27'' Non una bella giornata per i nostri colori, il primo dei nostri era stato Filippo Simeoni, 37° ma mai nessuno era stato nel vivo della corsa, con il solo Galli a farsi vivo nella fuga di giornata. L'impressione era che i miei compagni avessero tutti la testa da un'altra parte, distratti, deconcentrati. Anche Boifava non sembrava poi così dispiaciuto e l'avevo visto un po' "moscio" durante la corsa. Il motivo l'avremmo saputo molto presto, Boifava ci stava richiamando tutti sul bus della squadra.
  6. 26-06-2000 / Il giorno del Campionato Italiano Arrivato a Trieste, là dove era prevista la partenza e appostato il villaggio, in Piazza Unità d'Italia, la prima scena a cui ho assistito, ancor prima di incontrare Boifava e i miei compagni di squadra, è stato un siparietto alquanto bizzarro. C'era Reverberi, che tutti voi sapete essere il Direttore Sportivo della Panaria-Gaeme, che aveva attirato a se uno stuolo di giornalisti, e lo vedevo agitarsi, dimenarsi, sbuffarsi. Mi avevano detto che aveva iniziato rispondendo ad una semplice domanda di un timido giornalista locale, e che successivamente era diventato un fiume in piena di parole, improperi e sbottii tanto da richiamar verso di se tutti gli altri addetti della carta e stampata e non solo. Il principale motivo di insofferenza pare dovesse essere l'esclusione dal Giro d'Italia: Reverberi sosteneva che l'esclusione della loro squadra fosse stata ingiusta e immotivata, e che i suoi ragazzi avrebbero potuto meglio comportarsi rispetto a tanti altri ciclisti in gara, e continuava a ripetere come esempio il nome di un suo corridore che peraltro neppure era presente al campionato italiano, visto che era sudamericano, ovvero Julio Alberto Perez Cuapio. Stando alle sue ultime prestazioni in Svizzera, Perez Cuapio avrebbe dovuto "spaccare" il Giro d'Italia, essere chissà quale mina vagante. Per carità, bravino, l'avevo pure già incrociato in una occasione questa stagione, alla Coppi&Bartali, ma da lì e a farne un possibile protagonista mancanto... E non bastava, Reverberi rincarava la dose asserendo che la sua squadra avrebbe potuto fare molto meglio di altre che al Giro pare fossero state invitate per grazia ricevuta. E fece l'errore di fare nomi, specificatamente aveva preso ad esempio la Mobilvetta. A parte che la Mobilvetta aveva schierato un signor corridore come Ivan Quaranta e un ex vincitore del Giro, e poi non conto neppure le volte che i loro poveri compagni sono andati in fuga, Valoti almeno 5-6 volte. La scena buffa è che successivamente Giuliani, DS Mobilvetta, doveva essere stato informato della sparata di Reverberi e si stava avviando con fare scocciato al camper Panaria, e fortuna vuole che proprio in quel momento i direttori di corsa avevano richiamato tutti alla partenza, altrimenti chissà che sarebbe successo...! Immagino sia tutto rinviato alla prossima corsa italiana! Boifava, visti i tempi stretti aveva rimandato la tanto attesa "chiaccherata" di squadra a dopo: c'era da correre prima un campionato italiano e mi ero comodamente accomodato sulla nostra ammiraglia Amica Chips. Ah, giusto per la cronaca il percorso consisteva in circuito attorno la città di Trieste di circa 16-17 chilometri, con la salita di Longera nel mezzo. Non una salita difficile, poco più di tre chilometri su una sede stradale larga quanto un'autostrada al 5 e mezzo di media ma con il primo chilometro all'otto. Il tutto da ripetere per ben 13 volte. Nonostante la formazione proposta da Boifava aveva alcuni ragazzi che sapevano cavarsela su questo tipo di percorsi (Ferrari, Galli, Gili, Malberti, Pozzi, Scalmana, Simeoni, Turicchia), la lunghezza lo rendeva tremendamente selettivo e adatto solamente ai grandi interpreti delle classiche, specialità nella quale si sa, noi italiani primeggiamo! Sarebbe stato pressochè proibitivo giocarsela ad armi pari con Bartoli, Rebellin, Bettini, Nardello, Casagrande, Tafi, Belli, Garzelli, ovvero i più forti al mondo nelle corse di un giorno, con la Mapei destinata a fare la parte del leone. Pronti, via e la corsa si era subito animata con una numerosissima fuga. Noi, per non farci trovare esclusi eravamo riusciti ad inserire Galli, non uno specialista su questi percorsi ma neppure gli altri compagni di fuga sembravano particolarmente attrezzati: sarebbe stata una lunga giornata ed era importante farci trovare pronti ad ogni evenienza. I ragazzi in fuga si erano trovati a gestire sino un massimo di nove minuti di vantaggio, sino a che il gruppo non aveva deciso di prendere im mano la situazione. Poi le nuvole scendono il vento sale, il meteo, che da queste parti cambia spesso, trasforma la giornata. Da chiaro, caldo e limpido il cielo si scurisce e si incupisce. Scendono le prime gocce, l'asfalto diventa scivoloso. Spaventa i corridori meno impavidi, ma spaventa soprattutto i corridori in fuga che cominciano a perdere minuti e minuti. A 35 chilometri dal termine, con due giri da compiere e meno di due minuti rimasti agli uomini in fuga, la Mapei tutta si mette in testa a tirare: più del vento e della pioggia è questo che spaventa gli avversari. C'è chi non vuole restare spettatore passivo del piano Mapei: Marco Serpellini, corridore Lampre, scatta sull'iniziare del penultimo passaggio verso Longera. Il più reattivo è uno che quando c'è un attacco non si tira mai indietro, ovvero Davide Rebellin, ma pure la Mapei non si fa trovare impreparata e muove subito l'artiglieria pesante: è la sagoma del capitano, Michele Bartoli. Le altre squadre non possono restare a guardare: la Fassa Bortolo muove i suoi uomini, quindi uno straordinario Savoldelli in versione gregario dice la sua in discesa (sebbene non sia particolarmente tecnica). Il tentativo di Serpellini, Rebellin e Bartoli è così rintuzzato, e con loro buona parte dei corridori in fuga dal mattino sono riassorbiti come il nostro Galli, resistono appena in 4 davanti, ma hanno il destino segnato. Noi invece siamo investiti dalla fortuna: a Filippo Simeoni che era nella mente di Boifava il capitano disegnato cade la catena proprio all'inizio dell'ultimo giro, proprio all'imbocco dell'ultima scalata. Chi corre in bici sa che è il momento peggiore per questo tipo di inconvenienti. Finchè la corsa non sarebbe scoppiata, poteva però recuperare. Ed invece la corsa esplode! Questa volta è Rebellin il primo ad attaccare, ma Michele Bartoli è incollato alla sua ruota come una cozza! E allo stesso modo c'è anche Mirko Celestino! Con loro anche Marco Serpellini e Dario Frigo, e in un batter d'occhio sono già sulle ruote degli ultimi coraggiosi che avevano resistito in avanscoperta sin dal primo chilometro di corsa. Altri corridori provano a riportarsi su questi di testa, ma non appena ricevuta la notizia via radio Bartoli rilancia ancora l'andatura! Rebellin e Celestino resistono, Serpellini e Frigo vanno invece in difficoltà! Per gli Amica Chips non c'è nulla da fare invece, troppo accesa la corsa per i nostri standard, specie oltre i 200 chilometri di corsa, cosa al quale probabilmente nessuno di noi è abituato.
  7. Seconda settimana fiacca... ma i più forti in salita chi sono? I tuoi Spilak e Taarame e Betancur? Così fosse è quasi matematico che tu vinca.., Spilak è un abisso sopra il Beta a crono!
  8. Doveva fare come questo genio! http://www.gazzetta.it/Sport-Usa/Nfl-football/09-07-2015/nfl-pierre-paul-indice-amputato-fuochi-artificio-ma-giochera-120490615043.shtml
  9. 24-06-2000 / Nemmeno il tempo d'avere un po' di tempo... Campionato italiano di Trieste, era questo il prossimo obiettivo in casa Amica Chips al quale non avrei preso parte. Con la forma che avevo non aveva senso per me, non aveva senso per i miei compagni di squadra, sarei stato poco utile e avrei rubato la chance a qualcun altro più in forma; per questo inoltre, impegnato negli ultimi acquisti per la mia nuova dimora, avevo dedicato poco tempo agli allenamenti facendo giusto qualche sgambata, più per rilassarmi che per incominciare realmente a stressarmi la gamba. Anzi, più precisamente la mia mente era più concentrata ad organizzare i piani dell'immediato futuro (quello del week-end, io e Micaela pensavamo di regalarci qualche giorno di relax al mare) e quelli dell'immediatissimo futuro: avevo tutta l'intenzione di godermi il pomeriggio con tutta calma, gustandomi in tivù, comodamente sdraiato sul divano, la prova a cronometro del campionato italiano. Se l'immediatissimo futuro si era in parte avverato, i piani del weekend erano destinati ad essere stravolti non appena il nome di Boifava sarebbe apparso sul display del mio cellulare. "Ehy Ivan ciao! Come stai? Ti disturbo?" "Mister! Nient'affatto! Stavo giusto guardando in tv la prova a cronometro, lei è li?" "Certo, certo, sono in auto con Mario (Chiesa n.d.r.) fra poco parte Fabio (Malberti n.d.r.) e lo seguiamo. Ho bisogno di chiederti un favore...domenica, ce la fai a raggiungerci?" "Domenica? Per la prova in linea? Io sono sempre disponibile ma sa, non mi sento così in forma...devo per caso sostituire qualcuno?" "No tranquillo Ivan, ho già comunicato la squadra, vieni pure comodo, è perchè....così si fa gruppo, l'ho chiesto anche gli altri comunque, è il campionato italiano... è importante.. sai, anche lo sponsor comunque ci tiene" "Se è così vengo comunque molto volentieri" "Bene, grazie Ivan, che poi ho anche delle questioni..delle cose da comunicare, da chiaccherare un po'." La telefonata di Boifava era stata quanto mai sospettosa. Solitamente i programmi li decidiamo di volta in volta, ma per tempo, e so quando posso prepararmi o restare a riposo abbastanza in anticipo e questa convocazione ad un paio di giorni da domenica mi aveva lasciato perplesso. Inoltre, mi è sempre apparsa una persona abbastanza decisa e chiara ogni qualvolta avesse dovuto aprir bocca, e in questo caso mi era sembrato abbastanza titubante, come a nascondere qualcosa. E cosa avrebbe poi dovuto comunicarci? I pensieri mi avevano un po' distolto dalla gara, sappiate che il nuovo campione italiano a cronometro è Dario Frigo, corridore della Fassa Bortolo, per soli 11 secondi sul vincitore uscente Marco Velo e 39 su Marzio Bruseghin. Decisamente una bella notizia perchè Dario Frigo è un corridore giovane sul quale gli italiani possono sicuramente porre fiducia in futuro per le corse a tappe e vestirà il tricolore sin dalla prima tappa del prossimo Tour de France, che è una prova a cronometro. Molto male purtroppo i miei compagni, una vera Caporetto con Fabio Malberti che si è "salvato" giungendo 38° ma staccato di quasi 3 minuti Campionato italiano a Cronometro / Monfalcone -Trieste, 34 Km 1 Dario Frigo (Fassa Bortolo) 41'03'' 2 Marco Velo (Mercatone Uno - Albacom) + 11'' 3 Marzio Bruseghin (Banesto) + 39'' 4 Marco Fincato (Fassa Bortolo) + 45'' 5 Andrea Peron (Fassa Bortolo) + 53'' 6 Rossano Brasi (Polti) s.t. 7 Andrea Tafi (Mapei - Quick Step) + 59'' 8 Riccardo Forconi (Mercatone Uno - Albacom) + 1'01'' 9 Daniele Nardello (Mapei - Quick Step) + 1'05'' 10 Daniele Contrini (Liquigas - Pata) + 1'25''
  10. Danilo's mode: "Aveva 0 , ho avuto giornate migliori con forme peggiori."
  11. 21-06-2000 / Zulle's day Il passo dello Spluga è una salita che conosco abbastanza bene, fatta almeno 6-7 volte nella mia vita, non ancora con un numero dietro la schiena. E' il punto d'arrivo della tappa di oggi, e si trova sul confine tra Svizzera ed Italia. Dalla parte italiana, è una salita lunghissima, infinita: parte da Chiavenna per poi intersecarsi con altre deviazioni famose come quella per Madesimo che un anno mi pare sia stata sede d'arrivo del Giro d'Italia. La parte svizzera è meno lunga, ma altrettanto dura, ma l'altitudine fa sentire i suoi effetti. Sono questi i consigli che avevo dato a Pietro per affrontare l'arrivo di tappa di oggi, sperando che potesse aiutarlo a guadagnare un altro po' di posizioni in classifica, magari addirittura a vincere. Tutti si aspettavano l'attacco di Ullrich, per cercare un ultimo disperato assalto alla maglia gialla, ma il tedesco era supportato da una squadra troppo debole in salita per imbastire una vera strategia, cosa che invece si poteva permettere Zulle. Così, come ieri, a scattare era stato Boogerd, a più di 10 chilometri dal traguardo GPM del Passo del San Berardino, quasi 40 dal traguardo. E il leader gli si era appiccicato subito a ruota, lasciando gli avversari in un attimo di smarrimento. Era stato il Kaiser Ullrich in prima persona ad organizzare l'inseguimento, inserendo il rapportone e tenendo un ritmo difficilmente contenibile. Soprattutto per Caucchioli, che era rimasto nella pancia del gruppo e stava vivendo la giornata forse più complicata di questo Giro. E proprio al GPM si era formato in testa un grosso gruppone di circa quindici uomini; c'erano Zulle, Ullrich, Frigo, Casagrande, Camenzind, Perez Cuapio e un ottimo Marco Pantani, ma non Pietro Caucchioli che era purtroppo l'unico dei primi dieci della classifica a non esserci. Pietro con la sua maglia bianca di leader dei giovani inseguiva, in un gruppo a quasi due minuti di svantaggio, purtroppo zavorrato da compagni che non avevano alcun interesse a collaborare per recuperare svantaggio. Nel mentre Alex Zulle non voleva accontentarsi di stravincere, voleva dimostrare di essere un alieno, di mostrare al suo pubblico di essere ancora il grande corridore che vinceva Vuelte a ripetizione e non quello arrancante visto dopo essere stato coinvolto nello scandalo Festina di due anni fa. Aveva deciso di scattare, in discesa, con di fronte ancora i 10 chilometri della salita finale da percorrere. Alex Zulle come un robot aveva guadagnato rapidamente tempo, sino a 50 secondi. Aveva pure tenuto molto bene il distacco sulle prime rampe, ma poi ha ceduto all'inevitabile crollo. Per quanto fosse in forma Zulle non era ne è un superuomo, e non aveva fatto i conti con un Jan Ullrich feroce che non avrebbe accettato l'ennesima sconfitta. Proprio quando lo svizzero era già nella zona transennata (addobbata a festa per l'arrivo sul confine italiano) era stato raggiunto dal tedesco. Per Caucchioli invece questa tappa, che doveva essere quella buona per un buon risultato grazie alle mie dritte si era trasformata in agonia. E Jan aveva vinto la tappa, non rovinando però per nulla la festa di Zulle! Mi hanno raccontato di un pubblico in estasi per la vittoria del loro connazionale, attesa peraltro fin troppo per la caratura del ciclista, riuscendo a conquistare ciò che neppure il loro precedente idolo, Rominger, aveva conquistato. Vedere Zulle rifilare così tanti minuti ad Ullrich significava inoltre che lo svizzero poteva essere qualcosa in più di un semplice spettatore passivo al prossimo Tour, poteva anche lui davvero sperare di poter vincere per l'ultima occasione della carriera a 32 anni da compiere, un po' come era stato il Giro per Tonkov, sperando in un esito totalmente diverso. Pietro invece era crollato, arrivato al traguardo a sette minuti di ritardo, uscendo così dalla top 10. 9° Tappa / Airolo - Splugenpass 1 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) 3h37'13'' 2 Alex Zulle (SUI/Banesto) + 11'' 3 Oscar Camenzind (SUI/Lampre - Daikin) + 29'' 4 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) + 46'' 5 Michael Boogerd (NED/Rabobank) s.t. 6 Luca Mazzanti (ITA/Fassa Bortolo) + 1'20'' 7 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) + 1'40'' 8 Julio Alberto Perez Cuapio (MEX/Panaria - Gaeme) + 1'58'' 9 Wladimir Belli (ITA/Fassa Bortolo) s.t. 10 Francesco Casagrande (ITA/Vini Caldirola - Sidermec) s.t. 19 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 6'59'' Classifica Generale 1 Alex Zulle (SUI/Banesto) 30h58'29'' 2 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) + 1'52'' 3 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) + 4'33'' 4 Oscar Camenzind (SUI/Lampre - Daikin) + 6'42'' 5 Serhij Honchar (UKR/Liquigas - Pata) + 9'41'' 6 Wladimir Belli (ITA/Fassa Bortolo) + 10'59'' 7 Francesco Casagrande (ITA/Vini Caldirola - Sidermec) + 11'16'' 8 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) + 11'45'' 9 Luca Mazzanti (ITA/Fassa Bortolo) + 13'48'' 10 Michael Boogerd (NED/Rabobank) + 14'24'' 11 Marco Pantani (ITA/Mercatone Uno - Albacom) + 17'23'' 12 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 18'11'' 13 Julio Alberto Perez Cuapio (MEX/Panaria - Gaeme) + 18'48'' 14 Raimondas Rumsas (LIT/Fassa Bortolo) + 20'41'' 15 Marzio Bruseghin (ITA/Banesto) + 26'26'' Classifica a Punti 1 Tom Steels (BEL/Mapei - Quick Step) 75 pt 2 Erik Zabel (GER/Deutsche Telekom) 74 3 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) 60 4 Alex Zulle (SUI/Banesto) 54 5 Maximilian Sciandri (GBR/Linda McCartney Racing Team) 45 Classifica GPM 1 Paolo Bettini (ITA/Mapei - Quick Step) 45 pt 2 Alex Zulle (SUI/Banesto) 42 3 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) 39 4 Markus Zberg (SUI/Rabobank) 33 5 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) 25 Classifica dei giovani 1 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) 31h16'40'' 2 Julio Alberto Perez Cuapio (MEX/Panaria - Gaeme) + 37'' 3 Alberto Benito Guerreiro (SPA/Banesto) + 9'26'' 4 Igor Pugaci (MOL/Saeco - Valli & Valli) + 13'30'' 5 Igor Astarloa (SPA/Mercatone Uno - Albacom) + 23'16''
  12. 20-06-2000 / Mai così Zulle Con ancora tre tappe prima della fine, di cui due di montagna molto impegnative, i risultati di Verbier parevano aver già messo una pietra tombale ad ogni possibile scossone di classifica; ero tuttavia convinto che Pietro valesse molto di più di quel decimo posto nella generale dopo aver dimostrato una buona gamba in salita, come ero convinto che Jan Ullrich avrebbe comunque provato ad attaccare Zulle in ogni modo nonostante i quasi due minuti di distacco. Certamente non poteva essere il palcoscenico adatto per colpi di teatro la successiva tappa di Massongex, che presentava un GPM a 25 chilometri dal traguardo prima di una lunga discesa, la classica tappa costruita per coloro che avessero voluto provare una fuga da lontano. E dove c'era fuga non poteva non esserci Marco Gili che proprio così aveva costruito quest'anno due splendide vittorie tra cui quella indimenticabile di Genova. Insieme a Marco avevano tentato in altri sei. Avevano collaborato tutti per guadagnare il più possibile sul gruppo, consci che probabilmente quel GPM a 25 chilometri dal termine prima della lunga discesa verso il traguardo sarebbe stato il crocevia decisivo. Ed infatti a pochi chilometri dalla cima era saltato l'accordo ma stavolta Marco non era purtroppo riuscito a tenere le ruote degli attaccanti. Poi però, con uno sforzo supremo e grazie all'aiuto degli altri staccati era riuscito a riprendere gli altri, riformando, a 15 dal termine un gruppetto di sette uomini. Tutto ciò però non aveva fatto altro che facilitare l'inseguimento del gruppo in cui la Mapei non aveva mai smesso di credere fino ad arrivare alla volata finale in cui Tom Steels, nonostante un Oscar Freire monumentale, era riuscito a farsi beffare al fotofinish da Zabel, vendicando la tappa di Buren an der Aare. 7° Tappa / Martigny - Massongex 1 Erik Zabel (GER/Deutsche Telekom) 4h13'39'' 2 Tom Steels (BEL/Mapei - Quick Step) s.t. 3 Maximilian Sciandri (GBR/Linda McCartney Racing Team) s.t. 4 Oscar Freire (SPA/Mapei - Quick Step) s.t. 5 Markus Zberg (SUI/Rabobank) s.t. 6 Olivier Asmaker (FRA/Festina) s.t. 7 Jan Svorada (CZE/Lampre - Daikin) s.t. 8 Kurt-Asle Arvesen (NOR/Amica Chips - Tacconi Sport) s.t. 9 Salvatore Commesso (ITA/Saeco - Valli & Valli) s.t. 10 Denis Zanette (ITA/Liquigas - Pata) s.t. Era la tappa di Airolo, l'ottava, la maggiore indiziata a creare nuove insidie in classifica. Tre GPM tutti sopra i 2000 metri con salite mai inferiori ai 15 chilometri, un vero tappone nonostante il chilometraggio di soli 150 chilometri. Io tifavo Pietro che stavolta avrebbe dovuto confrontarsi con i migliori faccia a faccia senza avere più la possibilità della fuga da lontano. La tappa era partita con il più classico dei canovacci: pronti&via e già dieci uomini avevano lasciato la compagnia per formare la fuga di giornata, e in essa c'erano anche alcuni uomini interessanti come il compagno di squadra di Pantani, Marco Velo, che era ottavo in classifica generale, e Paolo Bettini. Era stato proprio il toscano della Mapei a conquistare la prima cima, mentre nel gruppo, distante sette minuti e mezzo, la nostra Amica Chips era già ridotta ai minimi termini: i soli Pozzi e Gili erano rimasti a fare compagnia a Caucchioli, ma era immaginabile, non avevamo schierata una formazione di grandi scalatori. Anche il secondo GPM, il Grimsel Pass, era stato terra di conquista di Paolo Bettini, mentre il gruppo rimaneva staccato di circa 4 minuti. Mancavano circa 53 chilometri al traguardo di cui più della metà in discesa, ma bisognava fare i conti con la dura scalata ai 2478 metri del Nufenen Pass. Mentre Caucchioli restava nel gruppo di testa, altri compagni come Ferrari e Galli lottavano per rientrare nel tempo massimo. Mentre la fuga oltre ad assottigliarsi numericamente vedeva pure assottigliarsi il suo vantaggio, nel gruppo erano iniziati i primi screzi. La prima accellerata era stata data Boogerd, ma l'olandese, una volta visto che era stato Zulle in persona a mettersi alla sua ruota, aveva immediatamente desistito. Ma sapendo che un suo compagno di squadra, Markus Zberg, era ancora in avanscoperta dalla fuga del mattino, Micheal Boogerd non aveva desistito dall'uscire dal gruppo, e un paio di minuti più tardi ci aveva riprovato, stavolta col benestare di Zulle. Dopotutto il vincitore della Liegi avrebbe dovuto recuperare più di 13 minuti. Mentre Boogerd aveva raggiunto Marco Velo, ultimo sopravvissuto della fuga del mattino, in testa alla corsa, Francesco Casagrande si era per un attimo ricordato di essere ancora un grande corridore mettendosi in testa a fare il ritmo e sgretolando il gruppo a soli 6 elementi. Lui, Zulle, Ullrich, Belli, il sempre più sorprendente Perez Cuapio e Pietro! Pietro valeva sicuramente i primi cinque della classifica, doveva assolutamente restare aggrappato a questo gruppetto per migliorare ulteriormente la sua classifica. Inoltre Dario Frigo sembrava parecchio affaticato ed era rimasto nel gruppetto indietro, insieme a Pantani e Honchar. Però ai due chilometri e 500 metri dalla cima, Ullrich assestava il primo vero attacco di questa corsa. Una rasoiata decisa a cui nessuno era riuscito a rispondere. In meno di un chilometro Jan aveva recuperato la testa della corsa, mentre Zulle sembrava poter riuscire a raggiungerlo salendo del suo passo. Tutti indietro gli altri, con Caucchioli che non era riuscito a tenere il ritmo di Casagrande e Perez Cuapio e si era accodato alla coppia Fassa Bortolo formata da Belli che aveva atteso il suo capitano Frigo. Avevano così scollinato in 4: un tenacissimo Marco Velo, Boogerd, Ullrich e Zulle. Ad un minuto inseguivano Casagrande, Perez Cuapio e Dario Frigo che aveva recuperato questi due. Per ritrovare Pietro bisognava scendere al terzo gruppo, staccato a sua volta di un minuto. Un gruppetto folto, che comprendeva tra gli altri Honchar, Camenzind e Pantani. Ma la lunga e facile discesa verso Airolo aveva permesso a tutti questi gruppi di rientrare sulla testa, così come a Pietro. Zulle, che aveva così potuto contare su ben tre compagni di squadra aveva poi tenuto chiuso la corsa, portando questo grande tappone ad un nulla di fatto. E aveva fatto di più, grazie alle energie risparmiate si era poi concesso il lusso di vincere in volata, per una delle vittorie più rocambolesche della sua carriera! Pietro era comunque riuscito a recuperare una posizione in classifica. 8° Tappa / Altdorf - Airolo 1 Alex Zulle (SUI/Banesto) 5h01'35'' 2 Oscar Camenzind (SUI/Lampre - Daikin) s.t. 3 Michael Boogerd (NED/Rabobank) s.t. 4 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) s.t. 5 José-Luis Arrieta (SPA/Banesto) s.t. 6 Alberto Benito Guerreiro (SPA/Banesto) s.t. 7 Igor Pugaci (MOL/Saeco - Valli & Valli) s.t. 8 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) s.t. 9 Julio Alberto Perez Cuapio (MEX/Panaria - Gaeme) s.t. 10 Roberto Sgambelluri (ITA/Cantina Tollo - Regain) s.t. 13 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) s.t.
  13. Caro tifoso, ho un buon lettore DVD è ancora in soggiorno nella mia casa di Cassano. Purtroppo non ho mai troppo tempo libero per stare a casa e la mia collezione di DVD non è neppure così vasta. Per quanto riguarda un lettore DVD che possa registrare, ne ho sentito parlare in TV giusto l'altro giorno, è stato presentato ad una fiera. Non appena sarà disponibile anche in Italia non mancherò di buttarci un occhio, mi sarà certamente utile!
  14. Attendo con curiosità la Roubaix
  15. Concorrenza più che sottotono, se si considera che l'unico a tenergli testa è stato Camenzind, prestazione diesel di Ullrich a parte. Casagrande, Honchar e Belli sono già in vacanza, Pantani ha la testa al Tour. Basti vedere come persino un acerbo Perez Cuapio ha avuto spazio tra i dieci. Peccato perchè ci sono ancora due belle tappe di montagne, ma con questi distacchi e prestazioni il Giro sembra già pressochè chiuso.
  16. Ha avuto un momento di appannamento ma ora sta recuperando posizioni su posizioni salendo del suo ritmo. E' chiaro il suo intento di non forzare ma sta ora perdendo quasi un minuto da Dario Frigo (che non gode più della compagnia di Mazzanti) e due da Zulle e Camenzind! E ad un chilometro e mezzo dalla Cima, Alex Zulle raggiunge Pietro Caucchioli! Sta andando fortissimo il leader della corsa, tanto da aver messo in difficoltà anche Oscar Camenzind, che perde ora qualche metrosulla coppia. Ha provato Pietro a tenere le ruote di Zulle ma lo svizzero lo ha passato quasi a doppia velocità! E in un chilometro ha guadagnato 45 secondi sul corridore dell'Amica Chips e Camenzind che ora hanno deciso di procedere insieme! Grandissimo Jan Ullrich che proprio in cima raggiunge Dario Frigo! I due hanno venti secondi da recuperare sulla coppia che li precede! Sembrano ormai tagliati fuori dalla vittoria di tappa tutti gli altri, con Fracnesco Casagrande e Michael Boogerd che guidano il gruppo con 2 minuti e venti secondi di ritardo dalla testa della corsa. ù Continua la cavalcata di Alex Zulle che inizia la salita di Verbier con ben due minuti di vantaggio, mentre Ullrich e Frigo, che sono anche eccellenti passisti, sono riusciti a riprendere Camenzind e Caucchioli nel breve tratto in pianura antecedente la salita. Ai - 6 si stacca Pietro Caucchioli, sembra ormai fuori discussione la vittoria di tappa di Alex Zulle che ha guadagnato altri 15 secondi! Forcing di Ullrich che ha riportato il ritardo su due minuti, facendo staccare Oscar Camenzind. Una scalata finale eccezionale per Jan Ullrich che senza mai alzarsi dai pedali ha staccato uno per uno i suoi compagni di gruppo, per ultimo anche Dario Frigo, ma nulla ha potuto contro un fenomenale Alex Zulle scattato nel momento di crisi del tedesco ipotecando grazie a quell'azione forse anche la vittoria finale! E' la terza vittoria al Giro di Svizzera in carriera ma la prima in una tappa in linea! 6° Tappa / Bulle - Verbier 1 Alex Zulle (SUI/Banesto) 4h34'26'' 2 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) + 1'20'' 3 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) + 2'41'' 4 Oscar Camenzind (SUI/Lampre - Daikin) + 3'38'' 5 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 5'46'' 6 Julio Alberto Perez Cuapio (MEX/Panaria - Gaeme) + 6'43'' 7 Francesco Casagrande (ITA/Vini Caldirola - Sidermec) s.t. 8 Wladimir Belli (ITA/Fassa Bortolo) s.t. 9 Michael Boogerd (NED/Rabobank) s.t. 10 Serhij Honchar (uKR/Liquigas - Pata) s.t. Classifica generale 1 Alex Zulle (SUI/Banesto) 18h06'07'' 2 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) + 1'57'' 3 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) + 3'42'' 4 Oscar Camenzind (SUI/Lampre - Daikin) + 6'18'' 5 Serhij Honchar (UKR/Liquigas - Pata) + 7'38'' 6 Wladimir Belli (ITA/Fassa Bortolo) + 8'56'' 7 Francesco Casagrande (ITA/Vini Caldirola - Sidermec) + 9'13'' 8 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) + 10'11'' 9 Luca Mazzanti (ITA/Fassa Bortolo) + 10'34'' 10 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 11'07'' Non è arrivata la vittoria ma bicchiere più che mezzo pieno per Pietro! In fuga tutto il giorno, 5° posto di giornata che lo ha fatto risalire in classifica generale fino alla 10°, oltre ad aver conquistato la maglia di miglior giovane (e dovrebbe indossare la maglia di leader GPM, essendo secondo nella speciale classifica ma dietro al leader Zulle) E' stato doveroso un sms di congratulazioni.
  17. 18-06-2000 / Zulle profeta in patria est Non è stato Pietro ma una ricca sintesi trasmessa dalla Televisione Svizzera ad informarmi dell'andamento della tappa di oggi, sintesi che mi sono goduto sul nostro divano nuovo nuovo davanti alla nostra tv nuova nuova. Del resto ero stato abbastanza categorico con Michela: primo acquisto, una televisione da mettere in salotto perchè non mi potevo perdere il Tour che inizia fra qualche settimana ne tantomeno la possibilità di guardarmi i miei compagni in diretta! Ed insieme alla televisione ho collegato il videoregistratore regalatomi da mio padre nell'ultimo Natale ancora praticamente inutilizzato, così l'ho testato registrando su una vhs la sintesi della tappa di oggi! Amici della televisione svizzera buonaserata a tutti! Oggi si è corsa la sesta tappa del Giro di Svizzera, una tappa molto attesa perchè presentava il primo arrivo in salita, la prima sfida diretta tra Ullrich e Zulle che nella cronometro di ieri hanno dimostrato di essere i più in forma. E' stata come previsto una tappa ricca di emozioni con un degno vincitore finale, ma non vogliamo svelarvi di più per farvi godere al meglio la nostra sintesi. Sintesi che inizia quando mancano ottanta chilometri dal traguardo e siamo sulle prime rampe della salita di Villars sur Ollon, salita di seconda categoria che misura 11 chilometri e 500 metri. 4 gli uomini al comando: 2 uomini Amica Chips (Arvesen e Caucchioli), un Lampre (Cannone) e un corridore della Vini Caldirola (Milesi) forse in appoggio a Francesco Casagrande. Il gruppo ha un distacco di 6 minuti e 40 secondi ed è ovviamente tirato dalla Banesto. Marco Cannone è il primo a tagliare il traguardo GPM di Villars sur Ollon conquistando così gli otto punti messi in palio, davanti a Milesi e Caucchioli; staccato lungo la salita il norvegese Arvesen. Il gruppo continua a controllare a 6'16'' di ritardo. I tre fuggitivi di giornata continuano a comandare la corsa e hanno iniziato la scalata verso Les Planches. Il ritardo del gruppo si è però ridotto a 3'56''. Sembra molto difficile che questi uomini possano farcela, soprattutto perchè sia Milesi che Cannone, bloccati da tatticismi di squadra, sembrano restii nel collaborare con il corridore dell'Amica Chips che ha invece ha tutto l'interesse a dare il massimo in questo momento. Pochi decine di metri e Caucchioli ha allungato nel tratto più duro! Non ricevendo la collaborazione dei compagni di fuga ha pensato che è evidentemente meglio continuare da solo. E all'incirca nello stesso punto in cui Caucchioli era scattato, esce sorprendentemente dal gruppo Oscar Camenzind! Inaspettato uno scatto nel momento in cui il gruppo è ancora folto e mancano più di otto chilometri dal traguardo alla cima (e quasi 30 all'arrivo). Vuole far divertire il proprio pubblico e potrebbe pure contare sull'aiuto del compagno di squadra Cannone in fuga dal mattino e distante due minuti circa. E il gruppo pare lasciare spazio allo svizzero che attualmente è 18° in classifica generale a 2'30'' da Zulle. Ha esitato qualche minuto ma è stata poi la maglia gialla in prima persona a muoversi per raggiungere Camenzind! Essendo stati raggiunti anche i fuggitivi della prima ora si potrebbe ora contare su un'alleanza tutta in salsa svizzera tra il leader della generale e Camenzind per cercare di guadagnare il più possibile su Jan Ullrich che è rimasto in gruppo ed è senza compagni! E' ora la Fassa Bortolo ad organizzare l'inseguimento con Luca Mazzanti che si è portato in testa a tirare, ma il ritardo è già superiore ai 50''! E non dimentichiamoci che per ora Caucchioli resiste saldamente in testa alla corsa con un vantaggio di due minuti e mezzo sugli immediati inseguitori! Tutto ciò quando mancano ben 28 chilometri all'arrivo di Verbier e tanta, tanta salita ancora! Bell'azione della Fassa Bortolo con Luca Mazzanti e Dario Frigo che si sono messi subito in testa al gruppo per ridurre il gap con la coppia svizzera formata da Camenzind e Zulle (sono stati nel frattempo riassorbiti Cannone e Miceli), hanno fatto il vuoto dietro di loro e sono riusciti a recuperare circa 5 secondi! Ullrich sembra molto in difficoltà! E' in coda al gruppo immediatamente inseguitore, composto da non più di venti unità (in cui c'è un buon Marco Pantani). 5 chilometri alla cima, comanda Pietro Caucchioli con un minuto e mezzo di vantaggio.
  18. Non credo sia tipo che s'appassiona a queste cose..! Magari quando Santiago diventa più grandicello... E' finito anche il GP? Allora sarà sicuramente quasi conclusa anche la tappa, devo postare il report fra poco Avete visto che ospite in studio oggi in Rai per il Tour c'era BeppeTurbo? Chissà se gli hanno chiesto del podio perso all'ultima tappa del Giro di 15 anni prima
  19. 17-06-2000 / Kaizer Jan 5° Tappa / Liestal - Liestal 1 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) 35'32'' 2 Alex Zulle (SUI/Banesto) + 12'' 3 Serhij Honchar (UKR/Liquigas - Pata) + 14'' 4 Maarten Den Bakker (NED/Rabobank) + 40'' 5 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) + 45'' 6 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) + 51'' 7 Volodymyr Duma (UKR/Panaria - Gaeme) + 52'' 8 Torsten Schmidt (FRA/Team Gerolòsteiner) + 1'01'' 9 Riccardo Forconi (ITA/Mercatone Uno - Albacom) + 1'07'' 10 Marzio Bruseghin (ITA/Banesto) + 1'13'' 56 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 2'27'' Classifica Generale 1 Alex Zulle (SVI/Banesto) 13h31'51'' 2 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) + 33'' 3 Serhij Honchar (UKR/Liquigas - Pata) + 45'' 4 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) + 55'' 5 Marzio Bruseghin (ITA/Banesto) + 1'01'' 6 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno) + 1'18'' 7 Alberto Benito Guerreiro (SPA/Banesto) + 1'27'' 8 Raimondas Rumsas (LIT/Fassa Bortolo) + 1'31'' 9 Cesar Solaun (SPA/Banesto) + 1 '49'' 10 Steffen Wesemann (GER/Deutsche Telekom) + 1'56'' 53 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 5'11'' ACCADEVA IL 17 GIUGNO 2000 Campionati Europei di Calcio, si gioca in Belgio e Olanda. Per le partite valevoli per il secondo turno del Girone A si giocano Romania - Portogallo e Inghilterra - Germania. La prima partita, giocata nel pomeriggio, viene vinta dai lusitani grazie ad un gol di Costinha al 95° che regala la qualificazione anticipata. E' invece Shearer a decidere il big match serale. A Montreal invece si corrono le qualifiche del Gran Premio del Canada. Come per tutta la stagione è ancora sfida Ferrari-Mclaren con Schumi che ottiene la pole position davanti a Coulthard, quindi il compagno di squadra Barrichello e Mika Hakkinen. Zdenek Zeman, boemo di Praga, 53 anni, è il decimo allenatore straniero della storia del Napoli. Succede a Novellino e guiderà dalla panchina gli azzurri nel prossimo campionato di serie A. Non si placa invece il clima di tensione che vige in Serbia dopo la guerra in Kosovo. Il leader dell'opposizione al governo di Milosevic, Vuk Draskovic, è stato ferito (ma non è in pericolo di vita) in un attentato. Ulteriore tensione dunque in vista delle prossime elezioni di settembre.
  20. Che al Giro non è che ce ne fossero di tanto migliori...
  21. bentornato! Stavolta è stata una Sanremo piuttosto "classica!"
  22. Den Bakker si era andato a prendere la vittoria di tappa. Mentre la Rabobank poteva festeggiare addirittura la doppietta visto che nel finale Camenzind era stato inghiottito dal gruppo del quale aveva vinto la volata Boogerd. Per Caucchioli una grande fatica, forse eccessiva rispetto al gruppo di oltre 50 corridori nel quale aveva concluso la corsa, ma era l'unico Amica Chips ad esserci riuscito, sintomo che il livello qui era più alto rispetto a quello del Giro d'Italia. 2° Tappa / Sarnen - Heiden 1 Maarten Den Bakker (OLA/Rabobank) 4h31'15'' 2 Michael Boogerd (OLA/Rabobank) + 1'06'' 3 Erik Zabel (GER/Deutsche Telekom) s.t. 4 Jan Ullrich (GER/Deutsche Telekom) s.t. 5 Markus Zberg (SWI/Rabobank) s.t. 6 Romans Vainsteins (LET/Vini Caldirola - Sidermec) s.t. 7 Marco Velo (ITA/Mercatone Uno - Albacom) s.t. 8 Paolo Bettini (ITA/Mapei - Quick Step) s.t. 9 Denis Zanette (ITA/Liquigas - Pata) s.t. 10 Igor Pugaci (MOL/Saeco - Valli & Valli) s.t. 41 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) s.t. Classifica Generale 1 Alberto Benito Guerreiro (SPA/Banesto) 5h09'58'' 2 MarziO Bruseghin (ITA/Banesto) s.t. 3 Alex Zulle (SWI/Banesto) s.t. 4 Luca Mazzanti (ITA/Fassa Bortolo) + 22'' 5 Dario Frigo (ITA/Fassa Bortolo) s.t. 54 Pietro Caucchioli (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) + 2'56'' Fortuna per Pietro e per tutta la squadra che le due tappe successive sono state praticamente dedicate alle ruote veloci e non avendone in squadra all'altezza di quelli che si giocavano le vittorie sono state due giornate perfette per recuperare energie perse fin troppo velocemente. Ossingen era stata terra di conquista di Tom Steels che aveva potuto contare su un apripista d'eccezione come il campione del mondo Oscar Freire. 4° Tappa / Heiden - Ossingen 1 Tom Steels (BEL/Mapei - Quick Step) 3h35'26'' 2 Maximilian Sciandri (GBR/Linda McCartney Racing Team) s.t. 3 Jan Svorada (CZE/Lampre - Daikin) s.t. 4 Erik Zabel (GER/Deutsche Telekom) s.t. 5 Oscar Freire (SPA/Mapei - Quick Step) s.t. 6 Denis Zanette (ITA/Liquigas -Pata) s.t. 7 Zbigniew Spruch (POL/Lampre - Daikin) s.t. 8 Fred Rodriguez (USA/Mapei - Quick Step) s.t. 9 Alberto Ongarato (ITA/Mobilvetta - Rossin) s.t. 10 Stefano Zanini (ITA/Mapei - Quick Step) s.t. 25 Diego Ferrari (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) s.t. Classifica Generale 1 Alberto Benito Guerreiro (SPA/Banesto) 8h45'24'' Anche Buren an der Aare, ed è storia recente visto che si tratta della tappa di oggi, ha vinto Tom Steels ma questa volta davvero di poco su Erik Zabel. Un grande Mirko Gualdi (Mobilvetta - Rossin) che dopo essere stato in fuga per tutta la giornata è stato ripreso ad un chilometro dalla fine, ma ancor più grandi sono stati Arvesen e Ferrari che sono riusciti a chiudere entrambi nei primi 10. 5° Tappa / Ossingen - Buren an der Aare 1 Tom Steels (BEL/Mapei - Quick Step) 2 Erik Zabel (GER/Deutsche Telekom) s.t. 3 Jan Svorada (CZE/Lampre - Daikin) s.t. 4 Romans Vainsteins (LET/Vini Caldirola - Sidermec) s.t. 5 Oscar Freire (SPA/Mapei - Quick Step) s.t. 6 Steffen Wesemann (GER/Deutsche Telekom) s.t. 7 Maximilian Sciandri (GBR/Linda McCartney Racing Team) s.t. 8 Kurt-Asle Arvesen (NOR/Amica Chips - Tacconi Sport) s.t. 9 Diego Ferrari (ITA/Amica Chips - Tacconi Sport) s.t. 10 Alessandro Petacchi (ITA/Fassa Bortolo) s.t. Classifica Generale 1 Alberto Benito Guerreiro (SPA/Banesto) 12h56'07'' Domani c'è una tappa a cronometro, Pietro mi ha confessato di essere un po' nervoso perchè sente di non riuscire più a fare per bene le cose che vorrebbe, segno di una condizione fisica che lo sta salutando un po' come successo a me, e poi tra Ullrich, Zulle e Honchar teme di dover consultare una clessidra anzichè il cronometro per misurare il distacco a fine giornata.
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